Parma, Sassuolo e Cagliari. Sulla carta tre partite alla portata della Lazio. In realtà, però, saranno probabilmente il primo vero test sulla profondità della rosa e sulla capacità di Gennaro Gattuso di gestire impegni ravvicinati.
La Lazio giocherà infatti tre partite nell’arco di nove giorni, una situazione completamente diversa rispetto a quella vissuta finora.
Ed è proprio qui che capiremo qualcosa in più.
Non soltanto sulla qualità dei titolari.
Ma soprattutto sulla qualità delle alternative.
Finora la Lazio ha avuto un grande vantaggio: una partita a settimana
Uno dei punti di forza di questa prima parte di stagione è stato evidente.
La Lazio non gioca le coppe europee.
Gattuso ha quindi avuto spesso una settimana intera per preparare ogni partita.
Tempo per recuperare.
Tempo per lavorare sulla tattica.
Tempo per preparare gli avversari.
Contro la Juventus, ad esempio, la Lazio ha potuto preparare la gara con maggiore continuità rispetto a una squadra impegnata anche in Europa.
Questo non spiega da solo il 3-0 di Torino.
Ma è sicuramente un fattore da considerare.
Adesso cambia tutto
Contro Parma, Sassuolo e Cagliari, invece, la Lazio dovrà entrare in una modalità diversa.
Recupero ridotto.
Allenamenti più brevi.
Rotazioni obbligate.
Giocatori che dovranno essere gestiti.è qui che nasce la domanda:
quanto è profonda davvero questa Lazio?
Finora il rendimento dei titolari è stato molto positivo.
Ma in una settimana così intensa non basteranno undici giocatori.
Gli infortuni complicano il turnover
Gattuso dovrà fare i conti anche con una situazione non ancora perfetta dal punto di vista fisico.
Cancellieri è tornato pienamente in gruppo.
Rovella e Marusic stanno proseguendo il percorso di recupero.
Gudmundsson è ancora in fase di rientro.
Questo significa che le possibilità di rotazione esistono, ma non sono ancora infinite.
Contro la Juventus, nel finale, Gattuso ha utilizzato Lazzari e Pedraza più alti anche perché le alternative offensive erano limitate.
Nei prossimi nove giorni questa situazione dovrà necessariamente cambiare.
Il vero esame sarà per le cosiddette seconde linee
Ed è proprio questo il punto.
Un conto è entrare negli ultimi venti minuti di una partita già indirizzata.
Un altro è partire titolare in una squadra con quattro o cinque cambi.
Giocatori come Dele-Bashiru, Cancellieri, Diogo Leite, Pinamonti e gli altri elementi meno utilizzati dovranno dimostrare di poter mantenere il livello della squadra.
Perché il turnover funziona soltanto se chi entra non abbassa drasticamente qualità e intensità.
Contro il Parma servirà partire forte
La prima gara è quella con il Parma.
Sulla carta è la più abbordabile.
Ma proprio per questo va gestita bene.
La Lazio non può permettersi di ripetere quanto accaduto contro il Monza, quando dopo un primo tempo eccellente la squadra aveva abbassato troppo il ritmo nella ripresa.
In una settimana con tre partite, chiudere rapidamente una gara diventa ancora più importante.
Se riesci a portarti avanti con margine, puoi gestire.
Puoi fare cambi prima.
Puoi risparmiare energie.
Puoi preparare meglio la partita successiva.
Sassuolo può diventare la partita del turnover
Tre giorni dopo arriverà la trasferta contro il Sassuolo.
Ed è qui che probabilmente vedremo qualche cambio in più.
Gattuso dovrà scegliere quanto ruotare senza però stravolgere completamente la squadra.
Il rischio è doppio.
Se non cambi nessuno, arrivi stanco.
Se cambi troppo, perdi automatismi.
La soluzione dovrà stare nel mezzo.
Pinamonti può avere la sua occasione
Uno dei ballottaggi più interessanti riguarda il centravanti.
Noslin sta dando risposte importanti.
Pinamonti, però, ha bisogno di minuti.
Una rotazione tra i due potrebbe avere senso proprio in una settimana così intensa.
L’ipotesi più logica potrebbe essere Noslin dal primo minuto contro il Parma e Pinamonti con maggiore spazio contro il Sassuolo.
Ma la priorità resta una sola:
vincere.
Il turnover non può diventare un esperimento fine a se stesso.
Isaksen-Cancellieri, altra rotazione possibile
Stesso discorso sugli esterni.
Isaksen arriva da un momento straordinario.
Le ultime prestazioni lo hanno reso uno dei giocatori più in forma della Lazio.
Ma Cancellieri è tornato.
E proprio il recupero dell’italiano può dare a Gattuso una possibilità in più.
Isaksen potrebbe partire contro il Parma e Cancellieri trovare spazio dall’inizio contro il Sassuolo.
Una gestione che consentirebbe di tenere entrambi coinvolti.
Anche dietro possono cambiare alcune gerarchie
La difesa potrebbe essere un altro reparto interessato dalle rotazioni.
Diogo Leite, ad esempio, potrebbe avere una chance.
Marusic dovrebbe progressivamente tornare a disposizione nelle gare successive.
Gattuso dovrà quindi capire quanto modificare senza perdere quella solidità che contro la Juventus è stata uno dei punti di forza della squadra.
Nove punti sono possibili, ma non sono scontati
Parma in casa.
Sassuolo fuori.
Cagliari di nuovo all’Olimpico.
Sulla carta, la Lazio può pensare di fare bottino pieno.
Ma è proprio questo il tipo di ragionamento che può diventare pericoloso.
Tre partite ravvicinate cambiano tutto.
Le energie diminuiscono.
Gli infortuni pesano di più.
Le seconde linee diventano decisive.
Gli avversari hanno meno da perdere.
Per questo nove punti sono possibili.
Ma non sono assolutamente automatici.
Il Sassuolo storicamente è sempre fastidioso
Tra le tre, la trasferta in Emilia potrebbe essere quella più insidiosa.
Il Sassuolo contro la Lazio ha spesso giocato partite complicate e il turno infrasettimanale può aumentare ulteriormente le difficoltà.
Ci sarà però anche un elemento positivo.
Il settore ospiti è stato preso d’assalto dai tifosi biancocelesti e la Lazio potrà contare su un sostegno importante anche lontano dall’Olimpico.
Cagliari sarà il test finale
La terza gara arriverà pochi giorni dopo.
Ed è lì che capiremo quanto la Lazio avrà saputo gestire realmente il ciclo.
Perché il problema non è soltanto vincere la prima.
È arrivare alla terza ancora lucidi.
Ancora aggressivi.
Ancora intensi.
Senza una squadra completamente scarica.
È qui che si misura una rosa
A inizio stagione molti avevano detto una cosa semplice:
questa Lazio può essere competitiva giocando una partita a settimana, ma avrebbe più difficoltà con il doppio impegno.
Adesso avremo una piccola anticipazione di quella situazione.
Non ci saranno coppe.
Ma ci saranno tre partite in nove giorni.
Quasi lo stesso tipo di stress.
E sarà quindi un ottimo modo per capire se la rosa è davvero più profonda di quanto sembrasse.
Gattuso deve gestire uomini ed energie
Questo sarà anche un esame per l’allenatore.
Gattuso finora è stato bravissimo nel preparare le partite.
Adesso dovrà dimostrare di saper gestire anche il minutaggio.
Chi far riposare.
Chi rilanciare.
Quando cambiare.
Quando insistere sui titolari.
Quando fidarsi delle alternative.
È una parte diversa del mestiere.
Ed è forse la più difficile.
Questi nove giorni possono dire molto sulla Lazio
Non saranno decisivi per il campionato.
Siamo ancora troppo presto.
Ma possono dare indicazioni importanti.
Se la Lazio riuscirà a uscire bene da questo trittico, significherà che la squadra non dipende soltanto da undici titolari.
Significherà che le alternative possono reggere.
Significherà che Gattuso ha possibilità reali di gestire una rosa più ampia.
E soprattutto significherà mettere altri punti importanti in cascina prima che arrivino inevitabilmente momenti più complicati.
Parma, Sassuolo e Cagliari sembrano tre partite semplici. In realtà potrebbero essere il test più interessante affrontato finora dalla Lazio.
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