Il vero nodo del mercato invernale della S.S. Lazio non riguarda tanto le entrate, quanto le uscite. In particolare, c’è una situazione che rischia di trasformarsi in un problema serio per la società biancoceleste: quella legata a Nuno Tavares.
Il terzino portoghese è ormai ai margini del progetto tecnico. Nelle ultime settimane non è praticamente mai sceso in campo, segnale evidente di una frattura che appare ormai difficilmente ricomponibile. A Formello, la sensazione è che il rapporto tra il giocatore e l’ambiente laziale sia arrivato al capolinea.
Nuno Tavares vuole andare via. Non lo ha mai nascosto e il suo atteggiamento negli allenamenti non passa inosservato. Si allena controvoglia, senza l’intensità richiesta, e la sua permanenza viene vissuta più come un peso che come una risorsa. Ma il problema è un altro: le offerte non arrivano.
In estate, la Lazio aveva fissato una valutazione molto alta, intorno ai 40 milioni di euro, forte delle buone prestazioni iniziali e dell’età del giocatore. Una cifra che oggi appare lontanissima dalla realtà del mercato. Con il passare dei mesi, la società ha abbassato le pretese, arrivando a considerare accettabile anche una proposta da 20 milioni, ma nemmeno a queste condizioni si sono presentati club disposti a investire.
Il risultato è un paradosso che rischia di bloccare l’intera strategia in uscita: Nuno Tavares non lo vuole più nessuno, ma senza un’offerta concreta la Lazio non può liberarsene. Una situazione che crea disagio sotto ogni punto di vista, tecnico, economico e ambientale.
Il giocatore non rientra nei piani di Maurizio Sarri, che non lo considera funzionale al suo sistema di gioco. Non è una priorità nemmeno per il direttore sportivo Angelo Fabiani, che sta cercando soluzioni alternative per alleggerire la rosa e il monte ingaggi. E, allo stesso tempo, lo stesso Nuno Tavares non ha alcuna intenzione di restare.
Eppure, il rischio concreto è proprio questo: rimanere a Roma contro la volontà di tutti.
Una permanenza forzata che rappresenterebbe un problema serio per la gestione dello spogliatoio e per il lavoro quotidiano dell’allenatore. Un esubero di questo tipo, se non risolto, rischia di diventare un caso interno capace di minare ulteriormente un ambiente già sotto pressione.
Dal punto di vista economico, inoltre, la situazione è tutt’altro che secondaria. Senza cessioni, la Lazio fatica a muoversi anche sul mercato in entrata. Ogni operazione è legata a un equilibrio finanziario delicato, e liberarsi di un ingaggio importante come quello di Nuno Tavares sarebbe fondamentale per sbloccare nuove opportunità.
Il tempo, però, stringe. Il mercato invernale avanza e, al momento, non ci sono segnali concreti di club pronti a farsi avanti. La sensazione è che la Lazio si trovi davanti a un bivio complicato: accettare un’offerta al ribasso pur di chiudere la cessione, oppure trattenere un giocatore fuori dal progetto, con tutti i rischi del caso.
In casa biancoceleste si spera ancora in una soluzione last minute, magari dall’estero, ma la realtà è chiara: il caso Nuno Tavares è diventato uno dei problemi principali di questa sessione di mercato. E se non verrà risolto in tempi brevi, potrebbe lasciare strascichi pesanti anche nella seconda parte della stagione.
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