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Lazio – Feyenoord, Sarri in conferenza: “Abbiamo avuto grande determinazione…”

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lazio spezia

Dopo la vittoria contro il Feyenoord, battuto 4 a 2, Maurizio Sarri è intervenuto in conferenza stampa.

“Abbiamo avuto grande determinazione, approccio alla partita e lucidità con gli avversari che non sono stati pericolosi. Abbiamo disputato settanta minuti di alto livello, ma a livello europeo non si può scherzare per venti minuti e infatti abbiamo lasciato due gol che potrebbero essere pericolosi per la differenza reti.

Marcos Antonio stavo per inserirlo, poi hanno chiesto il cambio Romagnoli e Marusic. È ovvio che se gioca il brasiliano a centrocampo deve avere determinate caratteristiche perché è molto tecnico, ma fisicamente è diverso da Cataldi.

Pedro vediamo se riesce ad allenarsi in gruppo domani almeno per una parte della sessione. Il Feyenoord forse ha pagato qualcosa anche a livello climatico, seppur vada detto che noi abbiamo giocato un grande primo tempo.

Sono molto felice di Gila, ha disputato una grande partita, nonostante una leggerezza nel finale quando però tutta la squadra era un po’ leggera”.

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Conferenza stampa Midtjylland – Lazio, Maurizio Sarri: “Questo amore che ci fanno sentire intorno è bello…”

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lazio hellas verona

Maurizio Sarri ha parlato in conferenza stampa prima della seconda gara del girone di Europa League contro i danesi del Midtjylland 

Caratteristiche della squadra avversaria

“Quest’anno hanno fatto una fase iniziale del campionato in tono minore rispetto agli anni precedenti, ma è una squadra che gira in Europa da anni. Lo scorso anno hanno pareggiato a Bergamo in Champions, risultato non facile come noi sappiamo benissimo. Quest’anno hanno perso la finale playoff  contro il Benfica, sono abituati a partite di questo tipo. Hanno attaccanti insidiosi, quando rimangono dentro la partita riescono ad avere grande ritmo e aggressività, mettendo in difficoltà qualunque avversaria. L’umiltà è d’obbligo, come sarebbe d’obbligo la personalità di cercare di condurre la partita senza mai dargli la sensazione di poterla condurre loro”.

Cambiamenti nella formazione

“Abbiamo cambiato più in campionato che in coppa. È chiaro che un po’ di alternanza va fatta, perché qui si va di fronte a due mesi in cui i ragazzi giocheranno ogni due giorni. Da qualcuno sentirò dire in televisione che le squadre adesso avranno tempo di lavorare. E invece non è vero niente, vanno tutti in nazionale, ma giocheranno una partita ogni tre giorni anche in nazionale. In questi due mesi i ragazzi saranno sottoposti a un numero di partite impressionante. È spirito di sopravvivenza, non è turnover. Viene fuori in modo naturale, come ho sempre pensato: è inutile programmare. Bisogna viaggiare a vista, chi è stanco sta fuori, chi sta bene gioca senza porsi tanti problemi. Quindi è probabile che l’alternanza continuerà”.

Fattore ambientale

“Stadio piccolo ma di solito in Europa lo riempono, quindi la cassa di risonanza dello stadio è come una di quelli grandi. Uno stadio da calcio”.

Continuità

“Non abbiamo mai vinto tre partite di fila, quindi la nostra continuità è di quattro giorni al momento”.

Maximiano

“Provedel ha fatto bene e il dispendio fisico del portiere è minore. In questo momento dare anche il cambio di portiere a una linea di difesa che ha già cambiato tre giocatori mi sembrava troppo. Verrà il momento di tutti, anche nelle ultime tre partite hanno giocato in 19 calciatori diversi. Verrà anche il momento per gli altri due portieri. Ora la scelta è dovuta al non cambiare l’80% del reparto. Abbiamo cercato di far continuare lui che era quello a meno rischio di sforzo fisico.”

Crescita a livello mentale

“Si misura sul lungo periodo. Ho delle buone sensazioni perché in allenamento li vedo tenere livelli di applicazione e di concentrazione con più stabilità rispetto all’anno scorso. Però è inutile parlare in questo momento, non abbiamo fatto neanche un mese di attività, la risposta ci arriverà con il tempo”.

Cancellieri

“Sta abbastanza bene, non ha nessun risentimento al flessore come pensavamo potesse essere domenica. Si sta allenando con regolarità, sta trovando spazio. Entra in tutte le partite. Ha molto più spazio di quanto non ne avesse a Verona nella stessa fase della stagione. Sono contento, è chiaro che con lui stiamo facendo un doppio percorso e questo per lui potrebbe essere un problema, perché potrebbe rallentarlo in tutti e due i ruoli invece che velocizzarlo andando decisi su un ruolo. In questo momento ne abbiamo bisogno in due posizioni, vediamo domani se partirà o entrerà… ma insomma è sempre tenuto in considerazione”.

Differenze Lazio e Napoli

“È una squadra con caratteristiche diverse rispetto al Napoli. Quella era una squadra più di palleggiatori, questa anche ha quella qualità ma tende più ad andare in verticale. E tende a palleggiare meno e a ripartire subito per andare direttamente verso la porta. Spero che questa squadra abbia tanti margini di miglioramento, di crescita, spero che possa diventare forte come quel Napoli… con qualche trofeo da vincere”.

Infortuni

“Pedro stamattina ha fatto allenamento con noi, sembra in fase di risoluzione. Zaccagni lo abbiamo lasciato a casa perché necessita di terapie e la strumentazione ce l’abbiamo a Formello. Basic è con noi perché non necessita di terapie particolari, ma se la situazione è come quella di stamani non penso ce la possa fare”.

L’entusiasmo del popolo biancoceleste aumenta la vostra responsabilità?

“Di grandi responsabilità no. Sappiamo benissimo che ancora non siamo una squadra pronta per i traguardi massimali, ma lo sa benissimo anche il nostro popolo. Non c’è aria di responsabilità. Questo amore che ci fanno sentire intorno è bello, ci dà la sensazione di appartenere a qualcosa. Ci fa sentire più gruppo e con senso di appartenenza”.

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Lazio-Hellas Verona: la conferenza stampa di Maurizio Sarri

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lazio hellas verona

Al termine di Lazio-Hellas Verona è intervenuto Maurizio Sarri in Conferenza Stampa. Una vittoria arrivata nel secondo tempo grazie a Ciro Immobile e Luis Alberto, subentrato a Basic nella seconda frazione di gioco

“La squadra era tranquilla? Che peso ha la sfida di oggi nel processo di crescita?

“Partita difficile e avversari complicati. Sono stati aggressivi, loro creano problemi nelle uscite da dietro. Il terreno di gioco non è degno della città di Roma, faccio un appello a chi di dovere perchè così non è da squadra professionistica. Siamo stati bravi ad avere pazienza. La squadra è stata brava a pazientare. Oggi ho notato una buona risposta, tutti oggi hanno risposto bene. Davanti siamo un po’ limitati, forse si sta chiedendo troppo in attacco. Aspettiamo Pedro”.

“In merito al gestaccio, cosa è successo?”

“Ho avuto la sensazione che mi avesse detto “Mettiti a sedere”, dopo ci siamo chiariti e ci abbiamo riso sopra”.

“Provedel ha fatto tanti lanci lunghi, li vedremo spesso? Luis Alberto è stata la pedina imprevedibile?”

“Luis Alberto quando entra fresco fa valere il doppio delle sue qualità tecniche. Quando si crea la situazione che l’altra squadra cala credo lui sia il cambio giusto. Loro spesso ti portano a cercare la soluzione del lancio lungo del portiere”.

“Come valuta la fase difensiva?”

“Io sono contento della solidità difensiva che dei gol che si fanno. Sono contento dei primi 45 minuti col Feyenoord, ma la solidità è il dato base su cui lavorare”

“Oggi il pubblico l’ha sostenuta fortemente, come si trova in questo ambiente?”

“Quando un allenatore si trova bene il merito è di tutti. Sono sempre affettuosi con me i tifosi, anche a Formello. Ho un rispetto enorme di questa tifoseria, comincio a sentire questo ambiente mio”.

“Cosa pensa del rigore? Il VAR doveva intervenire?”

“Il rigore? Non l’ho visto, ero lontano. Il VAR? Sono anni che non ci capisco niente”

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Lazio-Feyenoord | Sarri e Milinkovic in Conferenza: “Forte necessità di qualche cambio”

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Alla vigilia di Lazio-Feyenoord, gara valida per la prima di Europa League, Maurizio Sarri è intervenuto in conferenza stampa insieme a Milinkovic Savic.

A ricevere le prime domande è proprio il tecnico biancoceleste.

Con quale ambizione si gioca in Europa?

L’ambizione è una, senza pensare al lungo periodo. Il primo è il passaggio del turno evitando i playoff visto che mi sembrano molto insidiosi con le squadre che scendono dalla Champions. La gara di domani è importantissima sulla carta, in Europa le partite sono tutte di grandi difficoltà.

Un po’ di turnover per testare qualcuno?

Di far vedere qualcuno non ho nessun interesse. Io li vedo tutti i giorni, ora si entra in una fase dove c’è una più forte necessità di qualche cambio. 

Un commento su Cancellieri?

Viene da una storia personale in cui ha fatto l’esterno, noi lo utilizziamo anche in quel ruolo. In allenamento prova più da attaccante, ha una gamba eccezionale, ha accelerazioni forti, è un ragazzo che riesce a calarsi nel ruolo può fare bene anche da attaccanti, non ho grandi dubbi. 

Un commento su quanto accaduto dopo Lazio-Napoli?

Quello che è successo in queste partite lo hanno visto tutti, io come responsabile ho l’obbligo di diventare i miei giocatori, la società e il popolo laziale. Lo rifarei tutta la vita, avrà del lavoro il mio avvocato. Però parliamo di Europa, meglio cambiare argomento. 

Che tipo di gara domani? Cataldi gioca domani vista la squalifica? Che prospettiva di crescita ha?

Nel calcio spesso ci sono giocatori che hanno una maturazione più lenta, Danilo forse è uno di questi. In più lui sta giocando in un ruolo che richiede esperienza, se non fai 30-40 partite di fila è difficile stare in campo in maniera giusta. Lo sta facendo molto bene, deve crescere dal punto di vista fisico, se va ad alta intensità non ha una durata lunghissima, ma mi sembra in crescita anche da questo punto di vista. Il Feyenood ha buone qualità tecniche, di palleggio, è pericolosa, dietro Danilo che è forte tecnicamente giocano con tre trequartisti di piede sinistro di ottimo livello. Ha fatto una finale europea, è ripartita benissimo, sono a un passo dall’Ajax in campionato. Fanno bene da tempo.

Che importanza ha l’Europa League nella sua testa? Quali errori non commettere?

L’ anno scorso abbiamo fatto un buon girone, era difficile, si decideva all’ultima partita, era equilibrato. Purtroppo l’ultima non l’abbiamo vinta. Anche con il Porto abbiamo fatto gare di buon livello, non siamo in un momento della stagione in cui dovremo scegliere una competizione, dobbiamo fare bene ovunque, il momento in cui si può scegliere può essere marzo. Speriamo di scegliere il più tardi possiible, vorrebbe dire arrivare in fondo su più fronti.

Vecino regista?

Vecino lo può fare, ma ci vuole grande esperienza e specificità. In alcuni momenti come nel finale col Napoli c’era meno da palleggiare, lui può farlo per fisicità e ordine. Ma al momento è una carta di riserva a gara in corso. 

Il secondo tempo col Napoli dovuto alla stanchezza o per la questione mentale?

Fisicamente non penso che abbiamo sofferto, per la qualità della corsa è stato il più alto con il Napoli che con l’Inter. Si è creata una problematica di distanze, le corse troppo lunghe per il baricentro basso, corse dispendiose e poco efficaci.

Ha più fiducia nel reggere gli impegni ravvicinati?

Lo spero, l’anno scorso abbiamo pagato più dal punto di vista mentale che fisico. Chiaro che l’Europa è una manifestazione quasi infattibile visto che non si giocano più due gare in un mese, ma quattro in questa stagione. I momenti di relativo riposo sono pochi, la possibilità di avere qualche giorno normale in più per allenarsi si sta riducendo sempre maggiormente. Non si può giocare di lunedì, non ci è mai successo l’anno scorso, a maggior ragione non accadrà in questa stagione. L’Europa League è una manifestazione molto più cattiva della Champions, chi la fa bene o male gioca venerdì o sabato, poi di martedì o mercoledì e la successiva si rientri con più riposo a disposizione. Non ci dobbiamo dare degli alibi comunque, perché alla fine le condizioni ideali in una stagione ci sono per 4-5 partite. Poi ci sono sempre delle problematiche. O il caldo, o il freddo, o la caviglia, o il ginocchio, inutile pensare ad alibi, dobbiamo concentrarci per fare bene in ogni condizione. 

Quanto conta l’Europa per far crescere la Lazio?

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Io ho anche record di imbattibilità in Europa, mi sembra di 23 partite. L’Europa è sempre importante, non diamo nulla di scontato, siamo ancora nella mentalità di essere superiori ai club esteri, poi il campo dice che non è così. Le europee si esaltano, le italiane un po’ meno. Per la crescita di un club e di una tifoseria fare bene in Europa è fondamentale.

Come sta la rosa?

Non sono preoccupato, i dati fisici sono di altissimo livello, sono superiori ai dati dell’anno scorso, quando correvamo quasi più di tutti in Serie A. L’intensità e la corsa erano di qualità. Ora abbiamo medie superiori, stiamo migliorando anche per accelerazioni e punte di velocità. Io penso che le gambe siano sempre a disposizione del cervello, le gambe spesso dipendono dalla testa. Rispetto all’anno scorso dobbiamo crescere nelle prestazioni mentali. Romagnoli sta bene, ha fatto controlli di routine. 

Terminate le domande al tecnico, è la volta del Sergente Milinkovic Savic

Hai segnato il primo gol con la Lazio in Europa, che ricordi?

Ricordo bene il primo gol, sono passati tanti anni. Dobbiamo fare bene, siamo carichi per domani, non vediamo l’ora di giocare la partita. 

Come hai vissuto l’estate?

Come tutte quelle prima, parlavate sempre di altre squadre, poi è sempre iniziato un anno nuovo con la Lazio. Mi sono riposato bene, ho fatto la preparazione, penso anche di essere partito bene. Tutto qui, dobbiamo migliorare nella mentalità come visto nell’ultima gara, e torniamo sereni come sempre.

Come vedi la Lazio di quest’anno?

Abbiamo tanti giovani, ci daranno una grande mano. Il secondo anno del mister, in tanti abbiamo le idee chiare, sono arrivati i nuovi che piano piano verranno messi dentro e ci potranno aiutare.

Domani la tua 300esima con la Lazio, come è possibile che alcuni grandi club non abbiano offerto certe cifre per te?

Ho letto ieri che domani sarà la mia gara numero 300, ho in testa sempre la prima e tutti gli anni trascorsi. Sono contento di un numero così importante. Poi non so che dire, il resto è il lavoro dei miei procuratori e della società, io sono qui con il sorriso e sono a posto. 

Come vivi il rendimento delle italiane nelle coppe?

Per me ogni partita è la stessa importanza, se giochiamo in A o all’estero. Ti prepari a tutte le gare in modo uguale, parlo dal mio punto di vista, le preparo tutte così.

Come nascono giocate come quella a Marassi per Immobile?

Quelle cose arrivano in quel momento, ho visto che stava arrivando la palla, ho visto il secondo dopo, pure meno, che Ciro è partito. Speravo in un bel rimbalzo per darla di prima, è andata come volevo. Peccato per il risultato della gara. 

Se la Lazio arriva in Champions rinnovi e rimani qui?

Non penso al prossimo anno, è dura per un calciatore pensare lontano. Guardo allenamento per allenamento, partita per partita. Purtroppo solo un anno ho fatto la Champions, volevo e pensavo di più, ma so che tanti qui la vogliono fare. La rosa per me è più lunga rispetto all’anno scorso. 

Sarai uno dei pochi della Lazio al mondiale. Cosa cambia? Cosa hai imparato in più con Sarri rispetto a Inzaghi?

Guardo di arrivare a novembre pronto, con tante partite già giocate, dovrò arrivare nella migliore condizione possibile per aiutare la mia Nazionale. Con Sarri ho imparato tanto, alcune cose che mi mancavano con Inzaghi, il mister mi ha aiutato sugli aspetti tattici su cui prima non ero così bravo. 

Un commento sui gialli presi per proteste? Cosa immagini per i prossimi 7 anni? Ti piacerebbe stare alla Lazio e diventarne il capitano?

Ho preso due ammonizioni che non servivano, ma in quel momento la testa è calda, sono stati gialli stupidi. Ma vedo anche altre partite, come protestano le altre squadre. Noi abbiamo sempre qualche giallo in più rispetto alle altre. Comunque dobbiamo avere di più la testa fredda. Finché Ciro è qui non vedo possibilità di prendere la fascia, se lui rimane 7 anni sarò sempre il vicecapitano (ride, ndr)”.

Quanto hai voglia di sbloccarti in Europa. Non hai segnato negli ultimi due anni…

Anche io sento un po’ strano che non segno da così tanto tempo. L’anno scorso il girone era difficile, non ho avuto tante occasioni come in A. In Europa si fanno più calcoli sui punti, non aiuto così tanto la squadra a livello offensivo. 

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