Il pagellone della Lazio 2019/2020

Come ogni anno, a fine stagione, siamo qui a fare il pagellone per la stagione del 2019/2020 su tutta la rosa biancoceleste.

Una stagione molto positiva quella della compagine biancoceleste,anche se rimane un pizzico di amarezza per come è andata la nostra ripresa di campionato.

Comincio a dare un voto alla stagione della Lazio che per me è un 8 pieno. Un voto che comprende l’obiettivo della Champions raggiunto e la conquista della Supercoppa Italiana, oltre che un super campionato fino al lockdown.

Certo, il voto poteva essere ancora più alto se non si fosse sbagliata la preparazione atletica e la ripresa post lockdown.

Vediamo adesso giocatore per giocatore i voti per la stagione 2019/2020:

STRAKOSHA 7: avrà fatto qualche sbaglio, non sarà stato perfetto nelle uscite, ma tra i pali è forte e ha ampiamente salvato il risultato in tante partite. Se la società gli mettesse alle spalle un portiere di esperienza farebbe ancora meglio.

PROTO SV: mai utilizzato

GUERRIERI SV: mai utilizzato

LUIS FELIPE 6: la stagione del brasiliano è sufficiente ma non oltre. Ha evidenziato molte lacune che secondo me non sono accettabili per essere un titolare della Lazio. Deve crescere ancora tanto.

PATRIC 6,5: alla fine c’è sempre, il suo lo porta a casa diventando anche titolare fisso dopo il lockdown.

LUKAKU 5: più in infermeria che in campo il belga,uno dei giocatori che non dovrebbero far parte della nuova Lazio. Anche la sua professionalità non è all’altezza.

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BASTOS 5: avrebbe tutte le qualità per essere un ottimo difensore,ma è la concentrazione a renderlo un pessimo difensore.

RADU 7: una stagione buona per Stefan che fino alla fine ha composto con Acerbi e Luis Felipe una difesa ottima,almeno fino al lockdown.

ACERBI 7,5: la certezza della difesa biancoceleste. Perfetto per quasi tutte le partite, patendo solo in qualche partita dopo la sosta. Un leone.

VAVRO 5: acquistato per più di 10 milioni non ha confermato per niente i soldi spesi. Subito messo in panchina da Inzaghi non ha mai avuto tanto spazio.

MARUSIC 6: stagione difficile per il montenegrino vissuta più in infermeria che in campo.Peccato, perchè a febbraio aveva fatto la differenza.

LAZZARI 7: una certezza sulla fascia,un motorino instancabile sulla destra. Unica pecca i cross,quasi mai precisi.

LUCAS LEIVA 6,5: prima del lockdown è stato un perno del centrocampo della Lazio,poi inizia il calvario per un’operazione al ginocchio non andata bene che lo hanno reso indisponibile.

DJAVAN ANDERSON 6: ha fatto un paio di partite,ma le ha fatte bene.

LUIS ALBERTO 8,5: il vero cervello della Lazio,il vero insostituibile della rosa di Inzaghi. Un giocatore spettacolare che crea gioco e incensa assist a profusione per gli attaccanti.Un mago!.

PAROLO 6,5: prima del lockdown sembrava un giocatore in declino.Dopo il lockdown mi ha zittito e ha retto la baracca giocando tutte le partite.

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LULIC 7: fino a febbraio aveva giocato forse la sua migliore stagione in carriera, poi anche lui come Leiva, si è dovuto fermare per un infortunio che invece di tenerlo fuori per 1 mese, lo ha tenuto fuori per tutta la stagione restante.

MILINKOVIC 8: un giocatore che in questa stagione si è consacrato: forza, qualità,gol ed eccellenza. Il sergente!

JONY 5: ha giocato anche tanto, ma ha deluso molto.

CATALDI 7: Danilo è cresciuto, è diventato un giocatore di livello, un innesto in più, di qualità ,che servirà alla Lazio del futuro.

CORREA 7: intermittente l’argentino, partite fantastiche ma anche partite anonime.Quest’anno anche qualche infortunio in più.

IMMOBILE 36: una stagione SUPER per il nostro super bomber. Scarpa d’oro, capocannoniere di serie a, record di gol in serie a in una stagione raggiungendo Higuain a 36 gol.

CAICEDO 7,5: ci ha fatto godere per i suoi gol nel recupero,ma non solo quello. Fondamentale nel sostituire Correa.

ADEKANYE 6: un gol per lui,ma troppo giovane e acerbo.

INZAGHI 8: Obiettivi centrati dove il tifoso laziale avrebbe firmato oro un sesto posto con 14 giocatori titolari. Battuta la Juventus più volte con una supercoppa Italia come ciliegina sulla torta