
Tre partite e tre vittorie per la Lazio di Gennaro Gattuso. Dopo il successo in rimonta contro l’Udinese, arrivato grazie alle reti di Davide Frattesi e Albert Gudmundsson, il tecnico biancoceleste ha analizzato la prestazione della sua squadra in conferenza stampa.
Gattuso ha elogiato soprattutto lo spirito dei suoi giocatori, spiegando il lavoro svolto dall’inizio della preparazione e tornando anche sul difficile momento vissuto intorno all’ambiente Lazio. Interessanti, inoltre, le indicazioni tattiche su Gudmundsson: per l’allenatore il ruolo ideale dell’islandese è quello di sottopunta.
Gattuso: «I ragazzi stanno facendo cose importanti»
Il tecnico parte dalla prestazione e dalla capacità della Lazio di reagire dopo essere passata in svantaggio:
«Faccio i complimenti ai ragazzi, prendi gol, magari perdi 2-1 e Gattuso è presuntuoso. Il calcio è così. Per come vogliamo giocare i moduli contano il giusto. I ragazzi stanno facendo cose importanti, a livello di qualità e spirito. Ho ragazzi importanti, mi piace la voglia che mettiamo».
Una Lazio che non si è disunita dopo il gol dell’Udinese e che ha continuato a cercare la vittoria fino al finale.
«Sapevo che dovevo smontare tutto»
Gattuso ha poi raccontato il lavoro iniziato durante il precampionato. L’obiettivo non era semplicemente proseguire sulla strada della precedente gestione, ma modificare diversi meccanismi:
«Sto lavorando molto a livello tattico. La gioventù di oggi smanetta tanto, sanno tanto e forse si dovrebbe smanettare di meno. Sto lavorando sulla mentalità».
Poi il passaggio più significativo:
«L’anno scorso si lavorava con un maestro del 4-3-3. Ho scelto io le amichevoli di basso livello, non eravamo pronti, sapevo che dovevamo smontare tutto e provare a fare qualcosa di diverso».
Il processo, secondo Gattuso, è ancora lontano dall’essere completato:
«Non è stato facile, non è facile, possiamo ancora migliorare. Tanti ragazzi stanno dando tutto, mettendoci anche qualità nella fatica, i complimenti vanno sempre a loro».
Gattuso e il momento della Lazio: «Allenare qui non è facile»
Tre vittorie consecutive assumono ancora più valore considerando il clima che circonda la società.
Gattuso non nasconde le difficoltà:
«Allenare la Lazio non è facile, allenare a Roma non è facile. Ti devi isolare per tutto quello che stiamo passando, inutile tornarci. I tifosi non cambieranno idea, sono coerenti. La nostra unica strada è il lavoro».
L’allenatore racconta poi un episodio che, secondo lui, rappresenta bene l’atteggiamento dello spogliatoio:
«Ieri siamo arrivati a mezzogiorno, ci siamo allenati sul sintetico, nessuno fiatava, tutti col sorriso».
Per Gattuso è proprio attraverso il lavoro quotidiano che si costruisce la nuova mentalità della Lazio.
Il gol decisivo nasce da Doekhi: «Questa è voglia»
Uno degli aspetti più interessanti della vittoria contro l’Udinese è l’azione che porta al gol di Gudmundsson.
A costruirla è Danilho Doekhi, che nel finale si ritrova addirittura nell’area avversaria e serve il pallone decisivo con il sinistro.
Gattuso utilizza proprio quell’episodio per spiegare la filosofia che vuole trasmettere:
«Il gol nasce da un difensore centrale. I moduli non c’entrano nulla, dipende tutto da come interpreti la partita, se ci credi. Doekhi che si trova, al 90′, in area e mette un cross di sinistro… è la voglia, l’interpretazione».
Non tutto, però, è piaciuto al tecnico:
«La cosa che mi ha fatto arrabbiare è che dopo il gol siamo usciti dalla gara e non deve succedere».
Gattuso promuove le nuove regole contro le perdite di tempo
Gattuso ha commentato anche la gestione arbitrale e le nuove disposizioni pensate per limitare perdite di tempo e interruzioni.
La sua posizione è molto chiara:
«Voglio fare i complimenti all’arbitro. Il calcio italiano aveva bisogno di non vedere più sceneggiate, perdite di tempo dai rinvii dei portieri».
E aggiunge:
«Complimenti a chi sta gestendo questa roba qua, che mi piace molto, è un bene per il nostro calcio».
Una posizione interessante considerando che proprio durante la partita la Lazio si era ritrovata momentaneamente in inferiorità numerica mentre Pinamonti era fuori dal terreno di gioco.
Gudmundsson, Gattuso svela il ruolo: «Per noi è un sottopunta»
Il passaggio tatticamente più interessante riguarda Albert Gudmundsson, subito decisivo con il gol della vittoria.
Gattuso ha già sperimentato l’islandese in diverse posizioni:
«Gudmundsson fa quello che serve, fa tutto. È da cinque-sei giorni con noi, l’ho provato attaccante, attaccante esterno, sottopunta».
Poi arriva l’indicazione più importante:
«Per quello che vogliamo fare in campo è un sottopunta».
Una dichiarazione che apre scenari interessanti anche sul sistema di gioco della Lazio. Gudmundsson può essere utilizzato in più ruoli, ma Gattuso sembra immaginarlo soprattutto alle spalle della punta, dove può sfruttare tecnica, movimento e capacità di attaccare la porta.
«Nel calcio moderno la qualità da sola non basta»
Il gol all’esordio non basta comunque per ottenere un trattamento speciale.
Gattuso conosce perfettamente le qualità tecniche dell’ex Fiorentina, ma pretende anche intensità:
«La qualità la conosco bene, ma noi in questo momento andiamo alla ricerca di giocatori che si danno da fare, con le gambe che vanno forte. Solo con la qualità, nel calcio moderno, non ci fai nulla».
È forse questa la frase che sintetizza meglio la Lazio che Gattuso sta provando a costruire: una squadra con maggiore qualità rispetto al passato, ma nella quale nessuno può prescindere dal sacrificio.
Dopo tre giornate i risultati gli stanno dando ragione: nove punti e tre vittorie consecutive. Ma Gattuso non vuole fermarsi al risultato. La sua Lazio è ancora un cantiere e, come ha ammesso lui stesso, può migliorare molto.
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