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Lazio, Gattuso a tutto campo in conferenza: «Ecco perché ho detto no a Icardi. La sosta? Lavoreremo a Formello»

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Gennaro Gattuso allenatore della SS Lazio durante la conferenza stampa pre Lazio Cagliari a Formello
Gennaro Gattuso presenta in sala stampa la sfida di campionato tra Lazio e Cagliari, focalizzandosi su mentalità e continuità.

Dalla sala stampa dello stadio Pier Luigi Penzo, il tecnico della S.S. Lazio, Gennaro Gattuso, ha commentato con consueta lucidità il successo esterno per 2-0 contro il Venezia. Tra spunti tattici, l’analisi del primato in classifica e il programma dettagliato per la pausa delle nazionali, l’allenatore ha svelato anche un clamoroso retroscena di mercato legato al mancato arrivo di Mauro Icardi.

La rivelazione di mercato: «Ho detto no a Icardi per difendere questo gruppo»

Il mister ha spiegato le motivazioni che lo hanno spinto a non avallare l’operazione per l’attaccante argentino svincolato:

“I meriti di questo inizio sono tutti della squadra: questo è un gruppo che sta dando l’anima dal primo giorno con serietà e dedizione totale. Ho detto no a Icardi proprio per questo motivo: adesso c’è serenità ed è un piacere allenare questi ragazzi.

Con una gara a settimana diventa già difficile gestire le scelte: ho quattro difensori centrali uno più forte dell’altro e devo sbagliare il meno possibile. Ringrazio Fabiani e Lotito per gli acquisti: ci abbiamo messo tempo perché pretendevo calciatori perfettamente funzionali, ma mi hanno accontentato”.

La disamina tattica: «Primo tempo toppato, poi bravi centrali e Belahyane»

Gattuso non ha nascosto i difetti strutturali emersi nella frazione d’apertura prima dei correttivi:

“Se all’intervallo ci fossimo trovati sotto di due gol, il Venezia non avrebbe rubato nulla. Abbiamo sbagliato approccio ed è stato uno dei primi tempi più brutti da quando sono qui: andavamo sempre per vie centrali, allungandoci a ping pong.

Nel secondo tempo abbiamo fatto le cose come si deve: ottimi i centrali difensivi e prezioso Belahyane che si abbassava tra loro per dare ampiezza, aprendo gli spazi da cui sono scaturiti il rigore e il cross del raddoppio. La classifica dà fiducia, ma mancano ancora 27 punti per la tranquillità“.

L’esultanza con i tifosi e l’ambiente laziale

Sul caloroso abbraccio finale rivolto ai sostenitori accorsi in laguna, il tecnico ha aggiunto:

“L’esultanza sotto il settore ospiti mi è venuta spontanea: era fondamentale vincere prima di una sosta così lunga con otto giocatori via in nazionale. I nostri tifosi sono educati e ci lasciano lavorare in pace.

La Lazio dentro è speciale: ho trovato persone laziali al 100%, gente che piange di gioia quando vince e ti sostiene nelle difficoltà. È una storia incredibile tramandata di padre in figlio”.

Il programma della sosta e il punto sui giovani

In vista delle tre settimane senza gare ufficiali di campionato, la tabella di marcia è già fissata:

“Przyborek? È un classe 2007 davvero interessante, ha solo avuto un piccolo risentimento all’adduttore.

Ora concederò cinque giorni di recupero al gruppo rimasto a Formello. Poi domenica disputeremo un’amichevole contro l’Arezzo e successivamente ne organizzeremo una seconda contro una formazione di Serie B per mantenere alto il ritmo gara”.



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