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Una brutta Lazio, il derby torna giallorosso

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Un derby che torna dopo qualche anno a respirare le zone d’alta classifica lascia i tre punti alla Roma, capace di portare a casa il risultato grazie ad un inizio sprint nella ripresa, suggellato dal rigore di Perotti e dalla botta di Nainggolan, che questa partita non doveva neppure giocarla. Alla Lazio resta il rammarico di essersi svegliata solo negli ultimi 20 minuti, cosa che non puoi certo permetterti in un derby, dopo aver regalato più di un tempo ad una Roma che anche sul risultato di 0-0 dava l’impressione di tenere meglio il campo, costringendo gli uomini di Inzaghi alle ripartenze in contropiede. Se nei giallorossi è stato decisivo Nainggolan, nella Lazio lo è stato in negativo Bastos che non ci ha capito nulla e ha grosse fette di responsabilità nei gol subiti.

Da salvare, come detto, soltanto il finale: la Lazio sembrava in ginocchio, così Inzaghi si è giocato la carta della disperazione e ha provato a riorganizzare la squadra con l’inserimento di Nani e Lukaku per un 3-4-2-1 molto più offensivo dell’assetto iniziale. La mossa è corretta, perchè il belga sulla fascia di competenza mette ripetutamente alle corde Florenzi mentre il portoghese mette in mezzo un pallone sul quale un poco attento Manolas va con le mani, regalando il rigore che riapre la partita. Immobile trasforma dal dischetto, rete che aggiorna il suo bottino nella classifica marcatori, ma in generale la sua prestazione resta poco soddisfacente, in affanno e col fiato corto dopo un inizio di stagione in cui ha dato tutto sia con il club che con la Nazionale giocando ogni tre giorni.

Le serate no capitano a tutti, ma questa sconfitta nel derby non può e non deve mettere in discussione lo splendido lavoro di Inzaghi che tra campionato ed europa veniva da 10 vittorie consecutive e che ancora oggi vanta il miglior bottino di punti nella storia biancoceleste arrivati a questo punto della stagione. Il campionato è ancora lungo e la corsa Champions, con una partita da recuperare, resta più viva che mai.

Doverosa la menzione conclusiva per Gabriele Sandri, il cui ricordo è stato omaggiato ad inizio partita da applausi scroscianti e commoventi che per una volta hanno unito le due fazioni del tifo capitolino. Ciao Gabriele.



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