
Un pareggio di spessore conquistato su un campo ostico e contro un avversario ferito ma di altissimo livello. Al termine dell’1-1 strappato allo Stadio Diego Armando Maradona contro il Napoli, l’allenatore della S.S. Lazio, Gennaro Gattuso, ha analizzato la prestazione dei suoi ai microfoni della sala stampa. Tra l’analisi tattica del doppio tempo, gli elogi per la generosità di alcuni singoli e il bollettino medico d’emergenza, il tecnico ha fatto il punto della situazione in vista della sosta.
Nessun rammarico: «Partita trappola, punto d’oro»
Il mister biancoceleste ha esordito smorzando ogni traccia di delusione per il pareggio subito a inizio ripresa:
“Non sono arrabbiato, anzi sono soddisfatto per come la squadra è venuta a giocare qui. Nello spogliatoio c’era un po’ di rammarico ma non ci deve essere. Era una partita-trappola contro una squadra ferita e con grandi giocatori. Nel secondo tempo il Napoli ci ha messo in difficoltà con la sua fisicità, ma questo è un punto che ci teniamo strettissimo“.
Sulle singole prestazioni e sulla gestione dei cambi:
“Non sono deluso da Pinamonti, che ha fatto una grande partita di sacrificio e di catena, correndo tantissimo. Tavares? Bisogna fargli i complimenti: si portava dietro una contrattura al flessore, ha stretto i denti e sapevamo che poteva lasciarci in qualsiasi momento”.
Il bollettino medico: ansia per Sutalo, aggiornamenti su Gudmundsson
La nota stonata del pomeriggio in terra campana riguarda l’infermeria, che registra un nuovo stop nel reparto arretrato:
“Sutalo ha sentito tirare al flessore: non andrà in nazionale e nei prossimi giorni valuteremo l’entità e il grado della lesione.
Gudmundsson? Si deve allenare con continuità prima di rientrare; faremo di tutto per metterlo in campo nell’amichevole di sabato prossimo a Formello per fargli riprendere i ritmi elevati, sperando di accoglierlo presto nel gruppo insieme a Rovella e Marusic.
Zaccagni? Aspettiamo l’esito della risonanza per capire se l’edema sul quadricipite sia legato a un trauma o a uno strappo. Siamo comunque fiduciosi”.
Il ricordo del passato a Napoli e le lodi a Provstgaard
In chiusura, un passaggio inevitabile sui suoi trascorsi sulla panchina azzurra e sulla crescita del giovane difensore danese:
“Tornare qui fa sempre effetto, ho lasciato un pezzo di cuore e la gente mi ha sempre dimostrato grande affetto. Il rammarico più grande di quella gestione fu non aver potuto condividere tutto questo con i tifosi a causa del Covid.
Provstgaard? È un giocatore fortissimo, un martello con una cultura del lavoro incredibile: per i dati fisici che possiede potrebbe fare qualsiasi sport, sembra un Iron Man. Aveva un cliente scomodissimo come Hojlund ed è rimasto concentrato per novanta minuti”.
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