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Lazio, l’investitura di Sergio Cragnotti: «Tavares è da Real Madrid. Stadio vuoto? La contestazione così è un autogol»

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Sergio Cragnotti storico ex presidente della SS Lazio intervistato da La Gazzetta dello Sport

Il ritorno all’Olimpico per assistere dal vivo al match contro il Cagliari e la forte emozione nel rivedere l’aquila in cima alla classifica. Attraverso una lunga e stimolante intervista concessa ai taccuini de La Gazzetta dello Sport, l’ex storico presidente Sergio Cragnotti ha aperto il cassetto dei ricordi e analizzato con lucidità l’eccezionale avvio di stagione della S.S. Lazio guidata da Gennaro Gattuso, soffermandosi sui singoli, sui paralleli storici e sull’annosa questione del tifo.

L’avvio dei biancocelesti: «Prudenza e mentalità, questo gruppo ha lo spirito giusto»

L’architetto della Lazio scudettata ha voluto applaudire il lavoro svolto fin qui dalla società e dal tecnico:

“Ho deciso di andare allo stadio insieme a mio figlio Massimo proprio per cogliere l’opportunità di salutare la Lazio capolista solitaria.

I tre punti con il Cagliari valevano oro: la squadra era oggettivamente stanca per il tour de force e i sardi si sono difesi con ordine. Vincere più con il cuore che con il palleggio è un ulteriore merito di queste prime dieci giornate.

Gattuso e i suoi devono mantenere assoluta prudenza, pensando a una gara alla volta senza mettere pressioni“.

Cragnotti ha poi evidenziato i veri motori di questo primato:

“La formazione è preparata benissimo atleticamente, ma la vera differenza la sta facendo lo spirito di rivalsa che anima il tecnico e molti calciatori. Lotito e Fabiani sono stati molto abili a scegliere i profili giusti. Gattuso ha cambiato completamente modo di fare calcio rispetto alla sua tempra da guerriero in campo, e gli vanno fatti solo grandi complimenti”.

Il parallelo con Zeman e l’investitura totale per Nuno Tavares

Paragonando la squadra attuale alle epoche passate, l’ex patron individua chiare simmetrie e individualità di altissimo profilo:

“Trovo delle analogie con la Lazio di Zeman, soprattutto per la voglia costante di attaccare e fare gol, pur considerando che il calcio degli anni ’90 vantava i più grandi campioni internazionali d’Europa.

Un giocatore accostabile ai miei campioni? Almeno uno: Nuno Tavares. È un esterno straordinario sia quando spinge sulla corsia sia quando si accentra, concordo con Gattuso quando dice che è un profilo da Real Madrid.

Mi piacciono moltissimo anche Noslin, per generosità e duttilità offensiva, e la crescita costante di Taylor e Isaksen“.

Il nodo della contestazione: «Lo stadio vuoto lascia sola la squadra»

In chiusura, Cragnotti ha espresso una riflessione molto netta riguardo alla scelta della tifoseria di disertare le gare casalinghe per protestare contro la presidenza:

“La protesta dei tifosi? È una cosa che non capisco e che mi trova in totale disaccordo.

Le contestazioni fanno parte del calcio e le ho subite duramente anch’io in passato, ma le proteste non vanno mai fatte lasciando vuoto lo stadio. Così facendo si finisce per danneggiare e lasciare sola una squadra che invece meriterebbe l’affetto incondizionato del suo popolo e un Olimpico perennemente esaurito. Con il pubblico sugli spalti, questa Lazio andrebbe ancora più forte”.



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