Luigi Bisignani torna all’attacco di Claudio Lotito e annuncia una nuova iniziativa nell’ambito dell’inchiesta della Procura di Roma. Intervenuto in collegamento a 9 Gennaio 1900, Bisignani ha spiegato che il proprio legale si sarebbe presentato in Procura per chiedere un confronto diretto con il presidente della Lazio.
Una richiesta che arriva dopo la pubblicazione delle dichiarazioni rese da Lotito agli investigatori e dopo settimane di scontro pubblico tra i due.
«Il mio avvocato si è presentato dal procuratore a chiedere che venga fatto un confronto tra me e Lotito».
«Voglio dimostrare le falsità dette nei miei confronti»
Bisignani utilizza parole durissime e contesta frontalmente la ricostruzione fornita da Lotito.
«Io chiedo un confronto dove potremo dimostrare le falsità assolute che Lotito dice nei miei confronti e di tutti i tifosi della Lazio».
Secondo Bisignani, sarebbe sbagliato sovrapporre la contestazione della tifoseria alle minacce ricevute dal presidente:
«Noi non abbiamo nulla a che fare con chi l’ha minacciato, non possiamo permettere che un’intera tifoseria venga dileggiata in questo modo».
È importante sottolineare che queste sono le accuse e la posizione di Bisignani, che nell’inchiesta della Procura risulta a sua volta indagato e ha già respinto le contestazioni. Il procedimento è ancora in corso e non esiste una pronuncia sulla responsabilità degli indagati.
«Dici davvero che non mi conosci?»
Uno dei punti dello scontro riguarda anche la natura del rapporto personale tra Lotito e Bisignani.
Nei verbali emersi nelle ultime settimane sono infatti comparse versioni differenti: Lotito ha ridimensionato la conoscenza personale, mentre Bisignani sostiene l’esistenza di rapporti più stretti e frequenti.
In radio Bisignani è tornato proprio su questo:
«Dici davvero che non mi conosci? Ti porto le testimonianze di dirigenti del calcio pronti a smentirti».
Una contrapposizione che potrebbe diventare uno dei punti centrali dell’eventuale confronto richiesto alla Procura.
L’attacco all’avvocato Gentile
Bisignani ha poi criticato anche Gian Michele Gentile, legale di Lotito.
«Mi diverte questo avvocato Gentile che ricorda l’Azzeccagarbugli».
Il riferimento è alle dichiarazioni con cui l’avvocato aveva annunciato un esposto dopo la diffusione pubblica degli audio della testimonianza di Lotito.
Gentile aveva definito la pubblicazione un fatto grave e sostenuto che fosse finalizzata a danneggiare e ridicolizzare il presidente biancoceleste.
Bisignani ribalta la lettura:
«Arriva a dire che c’è una manovra per rendere Lotito un personaggio comico rispetto alle battute che lo stesso Lotito dice».
Bisignani cita Rocca: «La frattura è enorme»
Il giornalista richiama poi le recenti critiche del presidente della Regione Lazio Francesco Rocca, che ha parlato apertamente della frattura tra Lotito e una parte importante della tifoseria.
«Il problema vero è quello che dice Rocca, c’è una frattura tra tutto il popolo laziale».
Secondo Bisignani, questa distanza coinvolgerebbe ormai ambienti molto differenti della tifoseria.
La sua interpretazione è che la protesta abbia inciso anche sulle scelte societarie e sulla gestione della squadra:
«Menomale che Fabiani è riuscito grazie a questa protesta a mettere su quattro giocatori che stanno facendo la differenza».
Anche questa, naturalmente, è una valutazione personale di Bisignani e non un fatto dimostrato.
«Fabiani e Lotito secondo me non si parlano»
Ancora più netta un’altra affermazione:
«Secondo me Fabiani e Lotito non si parlano».
Bisignani descrive Fabiani come colui che starebbe cercando di ricucire il rapporto tra società e ambiente, mentre attribuisce a Gattuso il merito di aver trasformato le difficoltà esterne in un elemento di compattezza dello spogliatoio.
«Gattuso ha sfruttato la protesta per fare della squadra un campione di compattezza».
Si tratta ancora una volta di una lettura del giornalista: non risultano elementi pubblici che dimostrino una rottura nei rapporti tra Lotito e Fabiani.
L’inchiesta continua
Bisignani torna poi direttamente sull’indagine.
Il Tribunale del Riesame ha confermato nei giorni scorsi il sequestro dei dispositivi elettronici acquisiti nell’ambito dell’inchiesta che riguarda la presunta diffusione di informazioni false sulla Lazio potenzialmente idonee a influenzare il titolo in Borsa.
Gli indagati sono Luigi Bisignani, Mauro Masi e Francesco Maiolini.
L’ipotesi accusatoria resta quella di manipolazione del mercato.
Gli indagati sono da considerarsi innocenti fino a eventuale sentenza definitiva.
«Abbiamo tentato il dialogo in tutti i modi»
Bisignani sostiene che il confronto pubblico con Lotito sia stato cercato ripetutamente.
«Lotito non ha risposto neanche alla mia prima lettera, che era la lettera di un tifoso, abbiamo tentato il dialogo in tutti i modi e questa è la risposta?».
Da qui la decisione, secondo quanto dichiarato, di muoversi anche formalmente:
«Per questo abbiamo deciso di presentare un esposto così che io possa confrontarmi con lui».
«Io sono pronto anche domani»
Alla domanda sulla possibilità che Lotito accetti davvero un confronto, Bisignani non arretra.
«Io sono pronto anche domani».
E respinge ancora una volta l’ipotesi secondo cui i suoi interventi avrebbero avuto l’obiettivo di provocare artificialmente una cessione della Lazio:
«La cosa della manipolazione del mercato è folle perché chiunque sa che se lui non vuole vendere non vende».
Questa è la posizione difensiva di Bisignani. La Procura, invece, sta verificando proprio se alcune notizie diffuse sulla società potessero essere false e concretamente idonee a incidere sul prezzo delle azioni.
Il nuovo capitolo dello scontro con Il Tempo
Bisignani ha parlato anche del rapporto tra Lotito e Il Tempo.
Secondo la sua versione, non ci sarebbe stata alcuna regia editoriale contro il presidente della Lazio.
«Quando Lotito ha chiamato il presidente dell’Editoriale Il Tempo Angelucci neanche aveva letto il mio articolo, una dimostrazione che non c’era nessuna manovra».
Lotito, al contrario, nei verbali pubblicati dalla stampa ha espresso dubbi sulla continuità degli articoli critici nei suoi confronti e ha parlato di un possibile “disegno”.
Due ricostruzioni opposte che rappresentano uno dei nodi dell’intera vicenda.
«Lo stadio vuoto è una prova d’amore»
Nella parte finale dell’intervento Bisignani è tornato sulla protesta dei tifosi.
Ha annunciato che sarà presente anche a Reggio Emilia e ha difeso la scelta di disertare l’Olimpico.
«Lo stadio vuoto è una prova di amore incredibile».
Secondo Bisignani, squadra e allenatore avrebbero ormai compreso che l’assenza dalle tribune non significa mancanza di sostegno:
«Quello stadio vuoto non è vuoto, la squadra e l’allenatore sanno che noi gli siamo vicini».
E conclude:
«La contestazione rimane sofferta e umana».
Lo scontro adesso può spostarsi davanti ai magistrati
Il dato politicamente e giudiziariamente più interessante dell’intervento è quindi la richiesta di un confronto diretto tra Bisignani e Lotito.
Al momento si tratta della richiesta annunciata dallo stesso Bisignani: non risulta ancora una decisione pubblica della Procura sull’eventuale confronto.
Se venisse accolto, però, i due si ritroverebbero faccia a faccia davanti agli inquirenti per chiarire versioni che su diversi punti appaiono apertamente contrastanti.
Ed è forse questo il passaggio che potrebbe aprire un nuovo capitolo di una vicenda ormai molto più ampia del semplice rapporto tra presidente e tifoseria.
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