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Lotito e i numeri della Lazio: dai 550 milioni di debiti ad Academy e stadio, cosa non torna

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Lotito torna a parlare dei conti della Lazio, dei 550 milioni di debiti, dell’Academy e dello stadio. Ma cosa dicono davvero bilanci e documenti?

Claudio Lotito continua a raccontare la Lazio partendo soprattutto da tre concetti: il club che avrebbe ereditato con 550 milioni di debiti, la patrimonializzazione raggiunta durante la sua gestione e i grandi progetti infrastrutturali, dall’Academy allo Stadio Flaminio. Ma mettendo quelle dichiarazioni accanto ai documenti disponibili, alcuni numeri non coincidono e altri risultati annunciati sono ancora, più correttamente, progetti in corso.

Il tema è tornato d’attualità dopo l’intervista concessa dal presidente della Lazio a StrettoWeb durante il suo viaggio a Reggio Calabria. Lotito ha rivendicato ancora una volta di aver preso una società che «fatturava 84 milioni, ne perdeva 86,5 e aveva 550 milioni di debiti», aggiungendo che oggi la Lazio sarebbe «altamente patrimonializzata», starebbe realizzando l’Academy e lo stadio.

È proprio verificando queste affermazioni che emergono differenze importanti.

Lazio 2004: i 550 milioni di debiti non coincidono con il bilancio

Partiamo dal dato ripetuto più frequentemente da Lotito: 550 milioni di euro di debiti nel momento del suo arrivo alla Lazio.

Il bilancio al 30 giugno 2004 riportava invece, secondo le ricostruzioni basate sui documenti societari, 348,1 milioni di debiti complessivi, dei quali circa 150 milioni verso il fisco. Anche fonti dell’epoca riportavano un indebitamento superiore a 348 milioni. Archivio Storico de L’Unità

La differenza rispetto ai 550 milioni citati ripetutamente dal presidente supera quindi i 200 milioni di euro.

È un punto non secondario.

Sul sito ufficiale della stessa Lazio, ancora oggi, la biografia di Lotito riporta la versione dei 550 milioni di debiti, insieme a 84 milioni di fatturato e 86,5 milioni di perdita. S.S. Lazio

Ma il dato dei debiti indicato nel bilancio dell’epoca è differente.

Anche gli 84 milioni di fatturato richiedono una precisazione

La perdita indicata da Lotito, circa 86,5 milioni, trova sostanziale corrispondenza nei dati dell’esercizio 2003/04.

Diverso il discorso sui ricavi.

Il bilancio al 30 giugno 2004 riportava un valore della produzione di circa 100,8 milioni, non 84 milioni. Il Tempo

“Fatturato” e “valore della produzione” non sono necessariamente sinonimi perfetti dal punto di vista contabile, quindi il confronto va fatto con questa cautela. Ma proprio per questo sarebbe utile che, quando si utilizzano cifre per descrivere una società quotata, venisse chiarito a quale voce contabile ci si riferisce.

Il punto fermo è che il documento del 2004 fotografa 348,1 milioni di debiti e 100,8 milioni di valore della produzione, mentre Lotito continua a utilizzare rispettivamente 550 e 84 milioni.

La Lazio oggi è patrimonializzata? Sì, ma bisogna spiegare perché

Lotito ha poi affermato:

«Oggi è una società che è altamente patrimonializzata».

Formalmente, il bilancio 2026 presenta effettivamente un patrimonio netto consolidato positivo per 113,56 milioni di euro.

Ma il dato necessita di una spiegazione fondamentale.

Al 30 giugno 2025 il patrimonio netto era negativo per 16,83 milioni. Il salto a +113,56 milioni è stato prodotto soprattutto dall’adozione del Revaluation Model previsto dallo IAS 16 e dalla conseguente rivalutazione del Centro Sportivo di Formello. COMUNICATO-STAMPA-APPROVAZIONE-…

La rivalutazione ha incrementato le riserve di circa 140,45 milioni di euro, al netto delle imposte differite. COMUNICATO-STAMPA-APPROVAZIONE-…

Quindi è corretto dire che la Lazio presenta oggi un patrimonio netto positivo. È però altrettanto importante spiegare che quel miglioramento non deriva da 140 milioni entrati nelle casse della società.

È un aumento del valore contabile di un asset immobiliare.

Formello vale di più, ma non significa avere 140 milioni in banca

La distinzione è decisiva.

Rivalutare un immobile aumenta il patrimonio contabile della società, ma non crea automaticamente liquidità.

E infatti il bilancio racconta contemporaneamente un’altra situazione.

Al 30 giugno 2026 le disponibilità liquide della Lazio erano pari a circa 1,84 milioni di euro, contro i 6,06 milioni dell’anno precedente. COMUNICATO-STAMPA-APPROVAZIONE-…

Nello stesso periodo l’indebitamento finanziario netto è salito da 66,3 a 126,4 milioni, con un incremento di oltre 60 milioni. La società attribuisce l’aumento principalmente al maggiore utilizzo delle linee di finanziamento autoliquidanti. COMUNICATO-STAMPA-APPROVAZIONE-…

Quindi possono essere vere contemporaneamente due cose: la Lazio ha un patrimonio netto positivo e una situazione finanziaria che presenta un indebitamento nettamente superiore all’anno precedente.

Ridurre tutto alla frase «siamo altamente patrimonializzati» rischia di raccontare soltanto metà della fotografia.

E infatti il mercato è stato condizionato dai parametri FIGC

C’è poi un altro elemento ufficiale.

Il 12 giugno 2026 la FIGC ha comunicato alla Lazio la non conformità dell’indice del Costo del Lavoro Allargato, imponendo per il mercato estivo il cosiddetto blocco parziale: nuovi acquisti possibili soltanto a fronte dell’integrale copertura dei relativi impegni economico-finanziari. COMUNICATO-STAMPA-APPROVAZIONE-…

Questo non significa che la Lazio fosse insolvente o vicina al fallimento. Non lo era.

Ma dimostra che il club aveva un vincolo economico-regolamentare concreto, tanto da non poter operare liberamente come le altre società che rispettavano il parametro.

È quindi perfettamente legittimo chiedere al presidente come questo dato si concili con una rappresentazione della situazione finanziaria esclusivamente positiva.

Academy Bob Lovati: il progetto nasce nel 2014

Altro tema: l’Academy.

Lotito parla ancora oggi della Lazio che «sta facendo l’Academy».

Qui serve ricostruire la cronologia.

Il progetto dell’Academy Roberto “Bob” Lovati fu presentato ufficialmente il 26 maggio 2014. Furono annunciati sei nuovi campi, una foresteria e un sistema sul modello delle grandi accademie europee. All’epoca si parlava di lavori da completare nell’arco di circa un anno e mezzo. La Gazzetta dello Sport

Dodici anni dopo il tema è ancora presente nelle dichiarazioni societarie.

Ad aprile 2024 Lotito disse che i lavori stavano «per iniziare». ANSA.it

A gennaio 2026 dichiarò invece di essere «nel rush finale» e auspicò il completamento dei lavori nel giro di un mese. LazioPress.it

Va però corretta una cosa: non è accurato dire che dell’Academy nel 2026 non esista alcuna traccia o che i lavori non siano mai partiti. Nel febbraio 2026 Marco Casamonti, durante la presentazione del progetto Flaminio, ha dichiarato che i lavori dell’Academy erano già avviati e in corso di realizzazione. SUD e FUTURI

La critica più precisa, quindi, non è «l’Academy non esiste», ma un’altra: il progetto annunciato nel 2014 ha avuto tempi enormemente più lunghi rispetto a quelli prospettati inizialmente e non risulta ancora completato nella forma annunciata dodici anni fa.

E il nome Bob Lovati?

Anche questo è un punto interessante.

Nel 2014 l’Academy fu presentata ufficialmente come Academy Roberto “Bob” Lovati, nome scelto attraverso il coinvolgimento dei tifosi. La Gazzetta dello Sport

Negli interventi più recenti il presidente tende frequentemente a definirla semplicemente “Academy”.

Questo non basta, da solo, per concludere che l’intitolazione a Lovati sia stata formalmente cancellata. Per affermarlo servirebbe un atto o una comunicazione ufficiale.

Ma è corretto ricordare che il progetto originale venne presentato e comunicato pubblicamente con il nome di Bob Lovati.

Stadio Flaminio: «Stiamo facendo lo stadio» è molto diverso da «abbiamo lo stadio»

Ancora più evidente è il discorso sul Flaminio.

La Lazio ha effettivamente presentato un progetto concreto di rifunzionalizzazione dello stadio. Quindi non siamo più alle semplici dichiarazioni d’intenti degli anni passati. Il progetto esiste ed è entrato nell’iter amministrativo. Solo la Lazio

Ma oggi non esiste ancora un’autorizzazione definitiva alla costruzione.

Il dossier deve superare ulteriori passaggi amministrativi e il tema del pubblico interesse resta fondamentale.

Inoltre le indicazioni della Soprintendenza hanno imposto un confronto su elementi delicati come la tutela della struttura dei Nervi, la pensilina e l’impatto complessivo del nuovo impianto.

Quindi dire «la Lazio sta facendo lo stadio» può avere senso soltanto intendendo che sta portando avanti il progetto e il relativo iter.

È molto diverso dall’affermare che lo stadio sia già approvato o che i lavori siano prossimi alla partenza.

Anche sul finanziamento resta una domanda enorme

Esiste poi la questione economica.

Un’opera di queste dimensioni richiede centinaia di milioni di euro e, prima di arrivare alla costruzione, dovrà essere definita con chiarezza anche la struttura finanziaria dell’intervento.

La presentazione di un progetto è quindi un passaggio importante.

Ma tra presentare il progetto, ottenere il pubblico interesse, completare la conferenza decisoria, ottenere le autorizzazioni, definire il finanziamento e aprire un cantiere esiste una distanza considerevole.

Per questo sarebbe più corretto parlare di progetto Flaminio in iter, non di stadio già realizzato o definitivamente acquisito.

Il problema non è negare ciò che Lotito ha fatto

Il punto non dovrebbe essere trasformare tutto in una guerra ideologica.

Lotito può rivendicare risultati realmente ottenuti: la Lazio ha vinto sei trofei durante la sua presidenza, ha evitato la crisi finanziaria che la minacciava nel 2004 e ha mantenuto il club in Serie A per oltre vent’anni.

Ma proprio perché questi risultati esistono non c’è bisogno di utilizzare cifre che non coincidono con i bilanci o presentare come compiute opere che sono ancora in fase di realizzazione o autorizzazione.

Ed è qui che dovrebbe entrare in gioco il giornalismo.

La domanda che manca troppo spesso

Quando Lotito dice di aver trovato 550 milioni di debiti, la domanda dovrebbe essere:

«Presidente, il bilancio del 2004 ne indicava circa 348: come si arriva a 550?»

Quando parla di patrimonializzazione, si potrebbe chiedere:

«Quanto del patrimonio netto positivo deriva dalla rivalutazione di Formello e quanto dalla gestione corrente?»

Quando cita l’Academy:

«Il progetto fu presentato nel 2014 con tempi molto più brevi: perché dodici anni dopo è ancora in completamento?»

E quando parla del nuovo stadio:

«A che punto è esattamente l’iter e come verrà finanziata l’opera?»

Non sono domande contro Lotito.

Sono semplicemente domande che servono a distinguere una dichiarazione da un dato verificabile.

Ed è una distinzione ancora più importante per una società quotata in Borsa.

Perché tutto questo conta nella protesta dei tifosi

È anche da qui che nasce una parte della distanza tra Lotito e il mondo laziale.

Chi ascolta soltanto il racconto presidenziale potrebbe vedere una società salvata da 550 milioni di debiti, oggi patrimonialmente fortissima, con Academy e stadio in costruzione.

Chi guarda i documenti vede una situazione più articolata: i debiti 2004 indicati nel bilancio erano circa 348 milioni; il patrimonio netto 2026 è diventato positivo soprattutto grazie a una rivalutazione immobiliare; l’indebitamento finanziario netto è salito a 126,4 milioni; il mercato è stato sottoposto a un vincolo FIGC; l’Academy annunciata nel 2014 è ancora in completamento e il Flaminio è ancora dentro un lungo percorso autorizzativo.

Questo non significa che tutto sia negativo.

Significa semplicemente che la realtà è più complessa dello slogan.

Ed è esattamente per questo che le dichiarazioni del presidente dovrebbero essere verificate e, quando necessario, contestualizzate in tempo reale.



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