Home News Lazio Gattuso frena Fabiani: «Europa obiettivo minimo? Non è giusto». Poi difende Pinamonti

Gattuso frena Fabiani: «Europa obiettivo minimo? Non è giusto». Poi difende Pinamonti

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Gennaro Gattuso allenatore della Lazio nel pre partita di Lazio Milan
Gennaro Gattuso commenta le insidie di Lazio-Milan ed elogia le qualità di Nuno Tavares ai microfoni di DAZN.

La Lazio pareggia 2-2 contro il Milan dopo essere stata avanti di due gol, al termine di una partita dai due volti. Primo tempo di altissimo livello per i biancocelesti, ripresa invece di grande sofferenza, con la doppietta di Diego Moreira che permette ai rossoneri di completare la rimonta.

Nel post-partita Gennaro Gattuso ha analizzato quanto accaduto all’Olimpico. Il tecnico ha riconosciuto il calo della sua squadra, difeso Pinamonti e soprattutto preso le distanze dalle parole di Angelo Fabiani, che aveva indicato il ritorno in Europa come obiettivo minimo della stagione.

Gattuso: «Sul 2-2 ci è andata anche bene»

Gattuso parte dai meriti della squadra e dedica immediatamente un pensiero ai tifosi, che hanno accompagnato i giocatori verso lo stadio pur proseguendo la loro protesta:

«Nessuna corda, il merito è della squadra, merito dei tifosi che ci hanno aspettato e che ci hanno accompagnato allo stadio».

Il rammarico principale riguarda però l’incapacità della Lazio di mantenere per tutta la partita il livello mostrato nella prima frazione:

«Vorrei che la squadra stesse sul pezzo e sulle gambe per 90′, oggi abbiamo subito i loro cambi, la loro qualità. Dispiace, e c’è andata anche bene. Sul 2-2 siamo stati bravi a rimanere in partita, e portare un punto a casa».

Un’analisi molto lucida dopo un secondo tempo nel quale il Milan è riuscito a cambiare completamente l’inerzia della sfida.

«Disciplina e cultura del lavoro»: la Lazio secondo Gattuso

Il tecnico ha poi spiegato uno dei principi sui quali sta costruendo la sua Lazio: il lavoro quotidiano.

«Cerco di trasmettere la disciplina, la cultura del lavoro. Penso che tutti i giocatori mi riconoscono questo, ci tengo».

Gattuso ha sottolineato la disponibilità mostrata dal gruppo fin dall’inizio del nuovo percorso:

«Abbiamo iniziato questo percorso, devo ringraziarli per come si stanno comportando. Il merito è loro perché credono fortemente in quello che stiamo facendo».

Curioso anche il riferimento alle sue precedenti esperienze:

«Vado via dal Milan e vincono il campionato, vado via dal Napoli e vincono il campionato. Non è un caso, io vivo per queste cose qui».

Gattuso contro l’obiettivo fissato da Fabiani

Le dichiarazioni più significative arrivano però quando a Gattuso vengono ricordate le parole di Fabiani. Il direttore sportivo aveva indicato come obiettivo minimo il ritorno della Lazio nelle competizioni europee.

Gattuso non condivide questa impostazione:

«Non è giusto che il direttore dica che l’obiettivo minimo è l’Europa».

Il tecnico chiarisce immediatamente di non voler aprire una polemica interna:

«Non voglio scappare dalle responsabilità. L’obiettivo nostro è pensare partita dopo partita, poi tireremo le somme».

Ma il concetto viene ribadito con grande chiarezza:

«Non sono d’accordo quando diciamo che l’obiettivo minimo è l’Europa, non è una polemica. È una pressione che in questo momento non ci possiamo permettere».

Una presa di posizione importante. Gattuso non rinuncia alle ambizioni, ma ritiene prematuro caricare la squadra dell’obbligo di conquistare immediatamente un posto europeo.

L’emozione per i tifosi: «Il calcio senza di loro fa cagare»

Gattuso si è soffermato a lungo anche sul particolare momento vissuto dalla tifoseria laziale.

Il tecnico è convinto che anche ai sostenitori biancocelesti pesi enormemente la scelta di non entrare all’Olimpico:

«Gli brucia anche a loro non venire allo stadio. A tutti brucia non venire qui».

Poi il passaggio più emotivo:

«Tutti vorrebbero venire all’Olimpico e fare 50 mila. Credo che i tifosi siano venuti anche per quello che stanno trasmettendo i giocatori, per il fatto che non mollano mai, che portano la maglia con orgoglio».

L’accoglienza ricevuta prima della partita ha colpito profondamente l’allenatore:

«Mi sono emozionato oggi, ti dico la verità: vedere le persone che sono venute. Per me il calcio senza tifosi fa cagare».

Parole destinate inevitabilmente a fare rumore considerando la frattura che continua a esistere tra una parte importante della tifoseria e la società.

Perché la Lazio è crollata nel secondo tempo

Gattuso ha quindi spiegato tecnicamente cosa non abbia funzionato dopo l’intervallo.

Il problema principale sarebbe stato un comportamento difensivo non uniforme:

«Metà squadra andava sui riferimenti e metà voleva fare il blocco basso».

Il risultato è stato quello di vedere una Lazio progressivamente schiacciata:

«Penso che ci siamo abbassati troppo, e l’abbiamo sofferti. Siamo stati pochissimo nella loro metà campo».

Una situazione particolarmente negativa per le caratteristiche della squadra:

«Abbiamo rubato pochi palloni, siamo stati nel capanno e noi non ci sappiamo stare».

Gattuso difende Pinamonti

Tra i giocatori finiti maggiormente sotto osservazione nella ripresa c’è Andrea Pinamonti, entrato senza riuscire apparentemente a incidere sulla partita.

Gattuso, però, lo difende e sposta l’attenzione sul modo in cui la squadra ha giocato:

«Magari qualcuno dice che Pinamonti non ha toccato una palla da quando è entrato? Vi dico che è dura tre contro uno riuscire a tenere il pallone».

Il tecnico, quindi, non attribuisce al centravanti la responsabilità delle difficoltà offensive della ripresa. Per Gattuso il problema è stato collettivo: la Lazio si è abbassata troppo e ha lasciato il proprio attaccante isolato contro la difesa milanista.

Un pareggio che lascia sensazioni contrastanti

Il 2-2 lascia inevitabilmente un po’ di amaro in bocca. Dopo un primo tempo dominato e il doppio vantaggio, la Lazio aveva costruito le condizioni per ottenere una vittoria di enorme peso.

Gattuso, però, guarda anche l’altra faccia della partita. Dopo la rimonta del Milan, la Lazio ha rischiato di perderla e ha avuto la forza di resistere fino alla fine.

Resta soprattutto un messaggio molto chiaro proveniente dalla conferenza: il tecnico vuole tenere lontana la squadra dalle pressioni e procedere una partita alla volta. Per questo, almeno pubblicamente, l’“Europa come obiettivo minimo” indicata da Fabiani non è la linea di Gattuso.



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