Claudio Lotito torna a parlare e risponde alla durissima contestazione dei tifosi della Lazio. Il presidente biancoceleste, intervistato dal Fatto Quotidiano, difende la propria gestione e considera priva di logica la richiesta sempre più insistente di lasciare il club.
Il patron rivendica i risultati ottenuti e i progetti portati avanti dalla società, dalla squadra affidata a Gennaro Gattuso fino all’Academy e al progetto stadio. E davanti alle critiche dei tifosi risponde con una frase destinata inevitabilmente a far discutere: «Siamo primi in classifica, non basta?»
Lotito: «Quello che sta succedendo contro di me è fuori da ogni logica»
Il presidente parte immediatamente all’attacco:
«Non mi faccia parlare, parlano i fatti per me. Quello che sta succedendo contro di me è fuori da ogni logica».
Il riferimento è alla contestazione che ormai da mesi accompagna la società e che ha prodotto anche un crollo degli abbonamenti all’Olimpico.
Lotito, però, non comprende le ragioni di chi chiede un cambio di proprietà:
«Non ha logica. Dicono: “Con Lotito i tifosi non sognano”. Ma che vuol dire?».
«Siamo primi in classifica, non basta?»
Il presidente porta come risposta anche l’ottimo avvio di campionato della Lazio di Gattuso:
«Siamo primi in classifica, non basta? Non basta comprare i giocatori, avere una squadra determinata, che combatte, né fare l’Academy, voler fare lo stadio».
La conclusione di Lotito è molto netta:
«L’unico assioma loro è: Lotito deve andare via».
Una lettura completamente differente rispetto a quella di una parte consistente della tifoseria, che continua la protesta nonostante le tre vittorie ottenute dalla squadra nelle prime tre giornate.
Lotito non vuole «togliersi sassolini»: «Faccio parlare i fatti»
Nel corso dell’intervista viene chiesto al presidente anche se voglia togliersi qualche sassolino dalla scarpa dopo le critiche ricevute.
Lotito preferisce ribadire il concetto iniziale: saranno i risultati e il lavoro svolto a parlare per lui.
Il patron interviene anche sui rapporti con alcuni esponenti politici che negli ultimi mesi hanno espresso posizioni critiche nei confronti della sua gestione, tra cui il presidente della Regione Lazio Francesco Rocca.
«Io non devo parlare con nessuno, faccio il presidente nell’interesse della società. Con tutto il rispetto, ma sul lato umano poi il mio giudizio sulle persone è sulla base dei comportamenti».
E aggiunge:
«Mica posso censurare i comportamenti della gente, non sono abituato. Facciano quello che vogliono e poi si vedrà».
Lotito: «Fuori da Roma la situazione è diversa»
Il presidente affronta anche il tema politico e le tensioni che si sono create intorno alla sua figura, respingendo le ricostruzioni su uno scontro interno alla destra.
Secondo Lotito, la percezione nei suoi confronti cambierebbe radicalmente fuori dalla Capitale:
«Se uno esce da Roma, c’è una situazione diversa. Ogni volta che vado a Reggio Calabria vengo portato in trionfo, abbiamo vinto 7-0 e 5-0 le prime partite».
Poi l’attacco alle ricostruzioni giornalistiche:
«Poi torno a Roma e raccontano che pure a Reggio mi contestano. Legga cosa ha scritto Il Tempo».
Il riferimento a Bisignani
Nell’intervista viene affrontato anche il tema Luigi Bisignani, protagonista negli ultimi mesi di diverse prese di posizione sulla situazione della Lazio.
La risposta di Lotito è breve:
«Bisignani? Non lo so di chi è la colpa, ma lo scrivono».
Il presidente continua quindi a respingere le ricostruzioni che vedono una crescente opposizione nei suoi confronti anche al di fuori della tradizionale contestazione della tifoseria.
E sullo Scudetto Lotito non risponde
Con la Lazio a punteggio pieno dopo le prime tre giornate, l’intervista si chiude inevitabilmente con una domanda sul possibile sogno Scudetto.
Questa volta, però, Lotito decide di non sbilanciarsi:
«Grazie e arrivederci!».
Nessun proclama, dunque. Ma sul rapporto con la tifoseria il presidente ha invece espresso una posizione chiarissima: non considera giustificata la richiesta di lasciare la Lazio e continua a rivendicare i risultati della propria gestione.
Il campo, almeno in questo momento, sorride alla squadra di Gattuso. La contestazione, però, continua. Ed è proprio questa distanza tra risultati sportivi e rapporto società-tifoseria a rappresentare uno dei temi centrali della stagione biancoceleste.
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