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Lazio Women condannata dal TAS: discriminazione per gravidanza, il club dovrà risarcire Maja Göthberg

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Lazio Women condannata dal TAS: risarcimento a Maja Göthberg per discriminazione in gravidanza

Caso storico nel calcio femminile: il TAS dà ragione all’ex centrocampista biancoceleste

La Lazio Women è stata condannata dal Tribunale Arbitrale dello Sport (TAS/CAS) per aver interrotto illegittimamente il rapporto lavorativo con la calciatrice svedese Maja Göthberg dopo aver scoperto la sua gravidanza. Si tratta di una sentenza destinata a fare giurisprudenza nel calcio femminile internazionale e che rappresenta uno dei primi casi applicativi delle nuove norme FIFA sulla tutela della maternità.

La decisione del TAS stabilisce che il club biancoceleste dovrà risarcire economicamente la giocatrice per aver violato i suoi diritti e per aver divulgato informazioni mediche riservate senza il suo consenso.

Chi è Maja Göthberg

Maja Göthberg, centrocampista svedese di 28 anni, aveva contribuito alla promozione della Lazio Women nella massima serie italiana durante la stagione 2023-2024.

Al termine del campionato erano in corso le trattative per il rinnovo del contratto. Secondo quanto emerso durante il procedimento arbitrale, le parti avevano già raggiunto un accordo sui principali termini dell’intesa, pur non avendo ancora formalmente firmato il nuovo contratto.

Poco prima della firma, la calciatrice ha scoperto di essere incinta. Pur non essendo obbligata a comunicarlo alla società in quella fase della trattativa, ha scelto di informare personalmente il club.

La decisione della Lazio e il ricorso al TAS

Secondo quanto ricostruito dal TAS, dopo aver appreso della gravidanza della giocatrice, la Lazio avrebbe deciso di ritirarsi dall’accordo precedentemente raggiunto.

Inoltre, durante il procedimento è emerso che alcuni membri della squadra sarebbero stati informati della gravidanza della calciatrice senza il suo consenso, violando così la riservatezza delle informazioni mediche personali.

Inizialmente Göthberg aveva perso il ricorso davanti alla Camera di Risoluzione delle Controversie della FIFA. Successivamente la giocatrice, sostenuta dal sindacato mondiale dei calciatori FIFPRO, ha deciso di appellarsi al Tribunale Arbitrale dello Sport ottenendo una completa vittoria.

Le parole di Maja Göthberg

Dopo la sentenza, la centrocampista svedese ha commentato così la decisione:

“Questa vicenda non riguardava solo il calcio. Riguardava l’essere trattata con equità e rispetto in un momento importante della mia vita. Questa sentenza manda un messaggio chiaro: la gravidanza non deve mai essere considerata un problema o una ragione per negare opportunità lavorative a una calciatrice.”

Göthberg ha inoltre sottolineato la speranza che il suo caso possa contribuire a creare un ambiente più sicuro per tutte le atlete che desiderano conciliare carriera sportiva e famiglia.

FIFPRO: “Le regole FIFA sulla maternità funzionano”

Grande soddisfazione è stata espressa anche da FIFPRO, che ha seguito la battaglia legale della giocatrice.

La direttrice legale del sindacato, Alexandra Gómez Bruinewoud, ha dichiarato:

“Questo caso dimostra che le norme FIFA sulla maternità non sono semplicemente parole scritte su carta, ma strumenti reali di tutela per le calciatrici. I club non possono interrompere un rapporto di lavoro soltanto perché scoprono che una giocatrice è incinta.”

Le prove decisive: i messaggi WhatsApp

Uno degli elementi chiave del procedimento è stato rappresentato dai messaggi WhatsApp presentati dalla giocatrice.

Secondo il TAS, queste conversazioni hanno dimostrato che la Lazio era effettivamente a conoscenza della gravidanza della calciatrice e che la successiva interruzione del rapporto lavorativo era direttamente collegata a tale circostanza.

Le stesse prove hanno inoltre contribuito ad accertare la violazione della privacy della giocatrice, portando a un ulteriore risarcimento economico.

Una sentenza destinata a fare scuola

La decisione del TAS rappresenta un precedente molto importante per tutto il calcio femminile internazionale.

Per la prima volta viene riconosciuto che anche un accordo non ancora formalmente firmato può essere tutelato quando esistono elementi concreti che dimostrano la volontà delle parti di concludere il rapporto.

La sentenza rafforza inoltre la protezione delle atlete in gravidanza e conferma la validità delle nuove norme FIFA introdotte per garantire maggiori diritti alle calciatrici professioniste.

Per la Lazio Women si tratta di una vicenda che rischia di avere conseguenze non solo economiche, ma anche d’immagine, in un momento in cui il calcio femminile punta sempre di più su inclusione, tutela dei diritti e pari opportunità.



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