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11 anni fa la Lazio porta a casa la quinta Coppa Italia: le parole dei protagonisti

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Sono passati 11 anni dalla quinta Coppa Italia vinta dalla Lazio: 13 Maggio 2009 grazie al rigore di Ousmanne Dabo dopo i tempi supplementari contro la Sampdoria.

Le dichiarazioni di De Martino

“Il trofeo vinto undici anni fa contro la Sampdoria ha avuto un sapore particolare, è stata la prima coppa dell’era Lotito, una vittoria fortemente ottenuta dopo i sacrifici compiuti dal Presidente sin dall’acquisto del club di un lustro precedente.

Cominciare ad essere competitivi rappresentava un aspetto importante. Alzare al cielo la Coppa Italia davanti al nostro pubblico fu splendido, quella sera all’Olimpico non c’era un posto libero. In città c’era grande carica per questa prima finale della nuova Lazio.

La TIM Cup vinta con la Sampdoria ha un valore enorme. Cominciava quella sera un percorso importante, eravamo arrivati meritatamente alla finale, poi il successo finale giunse ai calci di rigore. Dopo due mesi di serie televisive, abbiamo lanciato un percorso sui social network. Ci sono delle limitazioni, ma abbiamo raccolto risultati importanti con la serie sulla Supercoppa. Circa il 30% degli utenti è tornato a vedere almeno una puntata. Siamo concentrati ovviamente sul campionato che speriamo possa riprendere al più presto e concludersi sul terreno di gioco, ma nel frattempo stiamo regalando ai nostri tifosi le emozioni della nostra storia tramite alcuni video sui social network, ma anche tramite il canale tematico Lazio Style Channel”.

Le parole di Cristian Brocchi

“Per noi uomini di campo è stato un momento difficile, speriamo di poter tornare presto in campo. La Coppa Italia del 2009 è stata una grande emozione, ho cercato di mettere al servizio della squadra la mia esperienza in campo e fuori, essere una guida. Ho avuto in questo dei grandi maestri, essendo cresciuto in una società come il Milan.

Per diventare grandi bisogna che tutti i ruoli siano uniti, creare questa unione è fondamentale. Le basi di quello che sta ottenendo ora la Lazio partono da lontano. Ho fatto questo perché ci credevo, ho sempre messo il gruppo davanti a me e sono felice. In quel momento, la Lazio aveva proprio bisogno di questo, che va oltre il risultato in campo.

Società, struttura e giocatori, è questa la piramide giusta. I biancocelesti ora stanno raccogliendo i frutti di un percorso che nasce da lontano. La Lazio attuale è imparagonabile a quella che ho vissuto io, adesso ci sono calciatori di primo livello e fa bene ad avere ambizioni importanti”.

Le parole di Tommaso Rocchi

“Ho ricordi stupendi della serata contro la Sampdoria, per molti di noi era il primo trofeo in carriera. Era stata una stagione difficile, le avversità del campionato venivano superate nel percorso in Coppa Italia. In semifinale avevamo eliminato la Juventus, nell’ultimo atto eravamo certo di riuscire ad ottenere la vittoria per conseguire qualcosa di unico davanti al nostro straordinario pubblico.

Quella sera di undici anni fa non ero stato schierato nella formazione iniziale, ad inizio stagione ero reduce dall’infortunio capitato durante le Olimpiadi ma poi mi sono ritagliato il mio spazio. Alzare il trofeo all’Olimpico ha rappresentato per me una gioia che probabilmente non ho rivissuto mai.

Il legame e l’affetto tra la squadra ed il Presidente è una spinta in più nel cercare di conseguire i risultati prestabiliti. Io sono stato il primo giocatore acquistato da Lotito, ricordo bene quegli anni, i trofei vinti in questi anni sono dimostrazione pratica dell’eccezionale lavoro svolto giorno dopo giorno.

La squadra gioca bene, il gruppo è unito, il legame è forte e questo si crea tramite i giocatori, il tecnico e la Società. Tutto questo non si può comprare sul mercato, è qualcosa che si ha dentro, genera attaccamento verso la maglia ed i colori: ecco perché la Lazio diventerà sempre più forte”.

Le Parole di Ousmanne Dabo

“Alla Lazio c’erano tanti bravi ragazzi oltre a grandissimi calciatori. Vincere la Coppa Italia ha rappresentato il coronamento degli anni vissuti con Delio Rossi. In squadra c’era il giusto mix tra esperienza e gioventù. Abbiamo superato il Milan, poi la Juventus ed infine la Sampdoria in quel percorso. Ci abbiamo creduto piano piano. La stagione era iniziata bene, poi siamo calati preservando comunque una buona classifica.

Nella Società ci sono tantissimi laziali che trasmettono il sentimento per i colori biancocelesti, questo è molto importante. Tutti coloro che lavorano nel Club riescono a trasmettere l’amore per la Lazio e, grazie a ciò, si respira un clima davvero familiare. Io e Tare abbiamo vissuto diverse stagioni insieme ed abbiamo un gran bel rapporto, nato anche al di fuori del campo. Volevo occuparmi della mia scuola calcio in Senegal, struttura che avevo aperto ai tempi della carriera da calciatore.

Tanti tifosi della Lazio in questa giornata si ricordano di me e mi fa molto piacere ricordare una giornata così bella”.

Le parole di Pasquale Foggia

“Quando giocavo nella Lazio tenevo il gruppo molto allegro tramite tantissimi scherzi. Ho ricordi incredibili dell’esperienza in biancoceleste: il 13 maggio del 2009, giorno della finale di TIM Cup con la Sampdoria, all’arrivo allo stadio c’era tantissima gente, c’erano anche tantissime famiglie allo stadio. Aver vinto quella finale all’Olimpico davanti a tantissima gente è stato un traguardo grandioso. Ero uscito a dieci minuti dal termine e, dalla panchina, non ho visto l’ultimo rigore tirato da Dabo, mi sono accorto di aver vinto la Coppa Italia sentendo il boato dello stadio. Vincere a Roma vuol dire vivere ogni giorno dell’anno una grande sfida con la Roma e, quando si vince un trofeo, è una grande soddisfazione. Vincere un trofeo è bello, ma farlo a Roma ancora di più.

Per passare da calciatore a dirigente, bisogna essere predisposti. Fare il direttore sportivo vuol dire accettare un ruolo complesso. La gestione tecnica è necessaria, ma bisogna saper anche intrattenere rapporti umani con ogni componente della piazza. Sto vivendo grandi soddisfazioni in questo ruolo, è bellissimo poter costruire una squadra come ho fatto io a Benevento, ma come ha fatto anche Tare. In squadra il gruppo era sempre composto da me, Inzaghi e Tare”.  



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