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Candreva: “Chiediamo scusa ai tifosi per questo brutto campionato”.

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La vittoria contro l’Empoli è stata una magra consolazione per una stagione andata molto male. La Lazio quest’anno ha subito troppe sconfitte morali, il sogno dell’Europa League andato in frantumi e un campionato carico di delusioni. Il centrocampista Antonio Candreva ha espresso il suo disappunto ai microfoni di Sky Sport. Ha chiesto scusa ai tifosi per la negatività della stagione biancoceleste. La cattiva sorte non ha risparmiato la Lazio sotto nessun aspetto, l’unico obiettivo che la squadra perseguirà sarà quello di concludere serenamente il campionato ed eventualmente raggiungere l’Europa. Dopo la sconfitta contro la Roma, l’arrivo di Inzaghi ha donato un barlume di speranza, e le ultime due vittorie potrebbero esserne la prova; sta di fatto che la Lazio ha ritrovato un po’ di serenità ma ormai è troppo tardi per salvare la stagione. Di seguito le parole del giocatore romano:

“Gli applausi fanno piacere ma non siamo contenti, chiediamo scusa ai tifosi per questo brutto campionato. Mancano poche partite, cerchiamo di raggiungere l’Europa, anche se sarà difficile. Salvare la stagione? No, avevamo obiettivi più grandi. Abbiamo perso la Coppa, i derby, non abbiamo fatto un bel campionato. Inzaghi? Il mister ci ha dato quel brio in più, quella voglia di crederci”.



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Lotito: “Una stagione difficile, ma possiamo segnare il nostro riscatto”.

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Lotito su Olympia: 'Non volerà più! Cercate nuove soluzioni'
Db Roma 18/08/2013 - Supercoppa Italiana / Juventus-Lazio / foto Daniele Buffa/Image Sport nella foto: Claudio Lotito

La stagione 2015/16 non è stata fiorente per i biancocelesti ma, dall’arrivo di Inzaghi qualcosa è cambiato; la tensione è scesa e la squadra sta cercando di dare il massimo per concludere serenamente il campionato di Serie A. La S.s.Lazio è ormai abituata a sentire la voce del proprio presidente solo in caso di vittoria. Infatti, a seguito della vittoria contro l’Empoli, è arrivato il consueto comunicato del presidente Claudio Lotito che si ritiene soddisfatto dei tre punti conquistati contro la squadra toscana:

I miei complimenti ai ragazzi e allo staff tecnico per aver conquistato tre punti importanti contro un avversario temibile e preparato. La vittoria odierna dà morale e costituisce uno stimolo per proseguire lungo un percorso nuovo e ambizioso. Mi auguro e sono convinto che la squadra saprà mostrare le sue qualità con convinzione. È stata una stagione difficile, ma possiamo segnare il nostro riscatto e l’obiettivo, in questo momento, è ottenere il massimo da qui alla fine del Campionato: per noi, ma prima di tutto per i nostri tifosi”.



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Focus: Simone Inzaghi e la Lazio, un rapporto speciale

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Simone Inzaghi e la Lazio un rapporto che dura ormai da 17 anni, da quel lontano 1999, anno in cui il Simone calciatore passò dal Piacenza alla Lazio per 3o miliardi di lire. Ripercorriamo, quindi, in questo articolo la carriera nella squadra capitolina di uno dei due fratelli Inzaghi, una carriera ricca di soddisfazioni sia come giocatore che come allenatore.

Inzaghi è nato a Piacenza il 5 aprile 1976, proprio nella sua città ha intrapreso la carriera da calciatore, prima nelle giovanili e poi prima squadra, dove approda nel 1993. Dopo vari prestiti in Serie C2 e C1, nella stagione 1998/99 il Piacenza decide di promuoverlo titolare, al centro dell’attacco, nella stagione 1998/99. Simone, il fratello più piccolo degli Inzaghi (Filippo è nato nel 1973) segna  ben 15 reti in 30 partite e consente al Piacenza di restare in Serie A, ripagando la fiducia di società e allenatore. Così Sergio Cragnotti, accortosi delle capacità del giocatore, decide di portarlo alla Lazio, anticipando la concorrenza delle altre squadre interessate. Inizia, così, la carriera di Inzaghi nella squadra biancoceleste, sotto la guida tecnica di Sven Goran Eriksson, a partire dalla stagione 1999/00.

Nonostante la concorrenza agguerrita in attacco, la Lazio può, infatti, contare su gente del calibro di Salas, Boksic, Mancini e Ravanelli, Simone riesce comunque a ricamarsi il suo spazio nella capitale, sfruttando il vasto turn-over operato dal tecnico svedese. Riesce a giocare 22 gare e a segnare 7 reti che aiutano la squadra capitolina a vincere conquistare il suo secondo scudetto. E’ però in Champions League che Inzaghi dà il meglio di se. Nella massima competizione europea, infatti, segna goal a non finire, tanto da diventare il miglior realizzatore della storia biancoceleste in tornei europei segnando 20 reti. Memorabili le 4 reti segnate, all’Olympique Marsiglia, in una sola partita e importantissimo anche il goal realizzato a Stamford Bridge contro il Chelsea che regalò alla Lazio i quarti di finale. Oltre al campionato Inzaghi conquista anche nella stessa stagione la Coppa Italia e la Supercoppa Europea con la casacca biancoceleste. Il suo alto rendimento gli vale anche la chiamata in Nazionale, con cui giocherà, però, solo tre partite.

Simone Inzaghi esulta dopo il suo secondo gol al Marsiglia in una partita della Champions League allo Stadio Olimpico di Roma, 14 marzo 2000. Inzaghi realizzo' 4 gol. ANSA/MAURIZIO BRAMBATTI

L’anno successivo arriva anche la conquista della Supercoppa Italiana, ma progressivamente il rendimento del giocatore scema, a causa di un gran numero di infortuni. Simone, infatti, accusa diversi problemi alla colonna vertebrale che ne condizionano il rendimento. Inoltre anche alcune vicende familiari minano il morale del calciatore che non riuscì più a tornare ai livelli dei primi anni in biancoceleste. Alla Lazio rimane fino al 2005, conquistando anche una Coppa Italia, ma viene impiegato poco e realizza appena 20 goal in campionato tra il 2000 e il 2005. In tale anno passa in prestito alla Sampdoria, ma gioca solo 5 partite. Torna alla Lazio e gioca 12 partite nella stagione 2006/07. Nella stagione 2007/08 passa poi in prestito all‘Atalanta, dove colleziona 19 presenze ma senza realizzare reti. Nella stagione successiva è ancora alla Lazio ed entra per 6 volte entra in campo dalla panchina, segnando la rete del pareggio il 4 ottobre 2008 contro il Lecce. La stagione successiva comincia con la conquista della Coppa Italia, ma sarà l’ultima in maglia biancoceleste. A fine stagione, infatti, Inzaghi rescinderà il suo contratto con la Lazio e annuncerà il suo ritiro dall’attività agonistica per dedicarsi ad allenare la squadra degli Allievi Regionali, con la quale vince anche il campionato regionale. Nella Lazio ha collezionato 133 presenze e segnato 28 reti in Campionato, che diventano 55 se si considerano tutte le partite ufficiali. Inzaghi è dunque, grazie alle sue reti, il decimo marcatore nella storia della Lazio.

Agli inizi del gennaio 2014 passa alla guida della squadra Primavera in quanto Alberto Bollini, che ne era l’allenatore, a sua volta diviene il “secondo” di Edoardo Reja nella prima squadra. Il 9 aprile successivo, vince, con la Lazio Primavera, la Coppa Italia Primavera battendo la Fiorentina Primavera. Il trofeo non veniva vinto dalla Lazio da ben 35 anni. Il 1º ottobre vince anche la prima Supercoppa Primavera della storia della Lazio, battendo la Primavera del Chievo per 1-0.

inzaghi

Il 1º maggio 2015 inoltre vince il derby contro la Roma in finale di Coppa Italia per 0-2 e conquista il trofeo con la sua squadra, nonostante la sconfitta per 1-0 dell’andata. Dopo aver vinto anche il derby della semifinale di campionato ai supplementari approda in finale con la Lazio, ma il 16 giugno perde ai rigori la partita contro il Torino. Il 14 novembre sempre contro i torinesi perde anche la Supercoppa Primavera e nel gennaio 2016 viene eliminato dalla Coppa Italia in semifinale dall’Inter mentre a marzo la squadra non partecipa al Torneo di Viareggio.

Il 3 aprile 2016 subentra, infine, a Stefano Pioli alla guida della prima squadra con cui debutta in serie A il 10 aprile 2016 vincendo contro il Palermo per 3-0. Lotito sceglie lui per sostituire il tecnico parmense. Il 17 Aprile arriva poi anche la seconda vittoria, ai danni dell’Empoli. Due partite e due vittorie, quindi, per Inzaghi sulla panchina della Lazio che hanno dimostrato le capacità dell’allenatore piacentino anche in panchina. Speriamo, dunque, che la tradizione positiva continui anche nelle prossime gare.

In becco all’aquila Simone!



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Milani: “Inzaghi è l’allenatore giusto. Con qualche innesto può far bene anche l’anno prossimo”

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Biancoceleste fino al midollo, nonostante sia dovuto emigrare per spiccare il volo a livello professionale, Simone Milani continua a seguire con passione la sua Lazio.  Il giovane calciatore, classe 1996, ha infatti parlato questa mattina ai microfoni della radio ufficiale della società, Lazio Style Radio 89.3, analizzando la partita vinta per 2 a 0 all’Olimpico contro l’Empoli di Marco Giampaolo: “La Lazio ieri ha fatto una buona gara. La cosa da migliorare era la fase difensiva. Fortunatamente la retroguardia nelle ultime uscite ha fatto molto bene“. Milani milita attualmente nel San Severo, formazione pugliese di quarta serie (girone H di Serie D). Il romano, dopo la trafila nel settore giovanile della Lazio, sta vivendo la sua prima esperienza tra i “grandi”: fin ora ha collezionato in questa stagione 26 presenze, impreziosite da 3 reti. Il suo desiderio resta però quello di tornare a vestire la maglia biancoceleste, questa volta della prima squadra, coronando il sogno di una vita sulle orme di Danilo Cataldi. L’ala sinistra ha inoltre parlato dell’attuale tecnico della Lazio, Simone Inzaghi, che lo ha allenato e con cui ha condiviso gioie e dolori ai tempi della Primavera: “Io l’ho detto prima che giocasse con il Palermo: era l’allenatore giusto per la Lazio, può fare bene con qualche acquisto giusto anche la prossima stagione. Ti trasmette molto e ti carica, basti vedere quanto urla durante gli allenamenti“. Milani svela inoltre cosa fa davvero saltare i nervi al tecnico piacentino: “Se ti vede deconcentrato potrebbe far saltare un tavolino. Lui è un tecnico che non molla mai, ti trasmette molta adrenalina e ti permette di restare concentrato. Se uno non ci mette attenzione durante le partite, lui si arrabbia molto”. Un ulteriore attestato di stima per il 40enne, che dopo i risultati ottenuti sul campo nelle due partite sulla panchina biancoceleste continua a ricevere consensi dall’ambiente Lazio.



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Sampdoria-Lazio al via la vendita dei biglietti. Info e costi

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Una foto del settore ospiti del Mapei Stadium pieno di tifosi della Lazio, con sciarpe e bandiere biancocelesti.

Domenica 24 Aprile la Lazio affronterà la seconda partita difficile, dopo quella di mercoledì contro la Juventus, nelle mura blucerchiate contro una Samp che proverà a tutti i costi a portare a casa i 3 punti.

Sono uscite intanto, le informazioni per i biglietti per chi volesse partire per Genova e seguire la SS Lazio in trasferta

La S.S. Lazio comunica che, dalle ore 09:00 di oggi lunedi 18 aprile, sono stati messi in vendita i tagliandi per la gara di Campionato Sampdoria – Lazio del 24 aprile.

Questi i dettagli della vendita:

– gara: SAMPDORIA – LAZIO

– stadio: Luigi Ferraris di Genova

– domenica 24 aprile ore 15:00

– prezzo del settore ospiti  intero €. 16 –  under 14  €. 11

– circuito di vendita: Listicket – (visualizza questo elenco -selezionare Listicket/Biglietteria Calcio/**Calcio settore ospiti)

vendita on-line

– chiusura delle vendite: sabato 23 aprile ore 19:00

 

La vendita del settore ospiti, è vietata  ai residenti della Regione Lazio fatta eccezione ai soli possessori delle Fidelity Card-Tessera del Tifoso  (nel settore ospiti la Fidelity Card è obbligatoria anche per i residenti di altre regioni).

 

Per ulteriori informazioni, le modilità per l’ingresso di striscioni e stendarti, l’uso dello stadio Luigi Ferraris, ed altro clicca qui.



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Post partita, parlano Inzaghi e Gentiletti

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Simone Inzaghi è molto soddisfatto delle prime due partite con la prima squadra laziale. Nel post partita è intervenuto ai microfoni di Lazio Style Channel:

“Vincere queste due partite è stato l’obiettivo che ci eravamo prefissati all’inizio. Siamo stati bravi, sembrano due partite facili a vederle ora, ma non è stato così. Ho grande fiducia in questa squadra, ha le corde giuste.Sono molto soddisfatto, vincere così davanti alla mia famiglia, di meglio non potevo pretendere. Mi godo questo successo fino a domani mattina, poi da domani penserò alla Juventus.Contro il Palermo e l’Empoli abbiamo fatto due ottime gare, preparate bene, abbiamo avuto del tempo, però per le prossime gare non sarà così. L’obiettivo ora è recuperare le energia per mercoledì.Non è semplice preparare una gara contro questa Juve in due giorni, dovremo fare il massimo sapendo che incontreremo gli invincibili.Abbiamo interpretato bene sia la fase difensiva che quella offensiva. Quando c’è stato da soffrire, lo abbiamo fatto tutti insieme. Oggi forse avremmo meritato qualche gol in più, ma va bene così”.

Anche Santiago Gentiletti, difensore laziale, ha voluto rilasciare la sua all’emittente biancoceleste:

“Siamo contenti per questa seconda vittoria consecutiva, è una cosa molto importante per poter arrivare in Europa.Quando l’azione parte bene da dietro, il centrocampista o l’attaccante si trovano bene. Abbiamo giocato una buona partita, vogliamo andare tutti verso lo stesso obiettivo. Sappiamo che contro la Juventus sarà una gara molto difficile, hanno vinto tutto in questi ultimi due anni, ma noi abbiamo le nostre armi e dobbiamo fare una grande partita come quella di oggi.E’ molto importante il fatto di non aver subito gol, oggi ci sono state solo tre o quattro occasioni, non andate a buon fine per loro. No, non stavo lanciando le uova a Felipe per il suo compleanno, quindi mi salvo. In Argentina tagliamo anche i capelli, soprattutto quando un giocatore sale in prima squadra”.

 

 

 



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Lazio, una vittoria importante. Candreva e Onazi: “Cerchiamo di raggiungere l’Europa, Inzaghi da Lazio”

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Seconda vittoria consecutiva per la Lazio di Simone Inzaghi, che riporta il sorriso e l’entusiasmo perduti ai biancocelesti.

Un 2-0 che conferma le buone impressioni suscitate al Barbera, cosi’ i biancocelesti raccolgono altri tre punti, grazie ai quali il sesto posto dista solo una distanza (in attesa del match tra il Milan e la Sampdoria).

A prendere la parola, al termine della gara, è proprio il primo marcatore del match. Queste le parole del classe ’87 della Lazio, Antonio Candreva (Otto minuti e ha già messo la quinta: due sgroppate sulla destra, un rigore trasformato con freddezza, un tiro al volo che per poco non porta al raddoppio) ai microfoni di Sky Sport: “Gli applausi fanno piacere ma non siamo contenti, chiediamo scusa ai tifosi per questo brutto campionato. Mancano poche partite, cerchiamo di raggiungere l’Europa, anche se sarà difficile. Se potrebbe salvare la stagione? No, avevamo obiettivi più grandi. Abbiamo perso la Coppa, i derby, non abbiamo fatto un bel campionato. Inzaghi? Il mister ci ha dato quel brio in più, quella voglia di crederci”.

Poi, ai microfoni di Lazio Style Channel e in zona mista, al termine della gara si e’ fermato anche Eddy Onazi, autore del raddoppio:

“Inzaghi mi ha dato fiducia, devo fargli vedere che merito tutto questo. Voglio dare sempre il 100% per la squadra, voglio arrivare in Europa. Dedico il gol a mia moglie. Prima della partita Inzaghi ci ha detto che non ci sono squadre facile da battere, dobbiamo giocare sempre al meglio. Dobbiamo continuare così per arrivare più in alto possibile.Speriamo di arrivare in Europa. Abbiamo parlato tra di noi, dobbiamo correre da squadra,speriamo che i nostri vengano allo stadio, ci danno fiducia. Europa? Se continuiamo così possiamo farlo, è un nostro obiettivo. Il taglio di capelli di Hoedt? Gli ho fatto i complimenti (ride, ndr). Noi scherziamo tra noi, la squadra ha bisogno di momenti così. A Formello non si viene solamente per gli allenamenti, gli scherzi ti avvicinano al compagno e poi si vede anche in partita. Mi piace Felipe Anderson, è una grande persona, ti fa divertire”.  “Quando cambia allenatore, tutti i giocatori hanno un cambiamento mentale. Tutti i giocatori sanno che devono dimostrare quanto si vale. Inzaghi è un ottimo allenatore, ci sta motivando. Lui applica una semplice regola: chi si allena bene durante la settimana, deve giocare. Ora grazie a lui abbiamo cambiato atteggiamento, l’Europa è più vicina ma dobbiamo continuare a fare queste prestazioni. Sul futuro: “Io sono stato qui fino ad ora, vedremo cosa succederà a fine campionato”. Poi sul nuovo allenatore e il suo rapporto con Pioli: “Inzaghi vede come io faccio gli allenamenti, poi sceglie lui chi deve giocare. Pioli è un’altra persona, ha fatto le sue scelte, ora siamo con Inzaghi e dobbiamo continuare così. Lui parla tanto con noi in allenamento, con ogni singolo giocatore. Ci ha avvicinato tutti come squadra e così dobbiamo giocare fino alla fine. Inzaghi è da Lazio, lo stiamo dimostrando noi con le prestazioni. Se continuiamo così possiamo andare in Europa”.

 



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Settore Giovanile: un sabato da 3 su 3!

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Con la prima squadra che gioca questa sera contro l’Empoli e la primavera che non è scesa in campo per la sosta,sono scese sul rettangolo di gioco le 3 formazioni giovanili in casa Lazio conquistando 3 vittorie su 3 in un Sabato perfetto.

Al ‘Gentili’ vincono i Giovanissimi Provinciali Fascia B girone N di Alessandro Iannuzzi, la Lazio classe 2003 si impone sul Centro Calcio Rossonero per 6-1 grazie alle doppiette di Prosperini, Peres ed Ancillai.
Tra le mura casalinghe del ‘Melli’ collezionano l’ennesimo trionfo i Giovanissimi Provinciali di Mario Menasci. Le giovani aquile si impongono sulla Lupa Roma, seconda forza del campionato, vincendo 4-1 con i gol di Pacenza, Valdes e la doppietta di Ramazzotti. Proseguono la loro imbattibilità i ragazzi di mister Menasci.
Chiudono il sabato i Giovanissimi Fascia B Elite biancocelesti, i ragazzi classe 2002 di mister Girini conquistano la nona vittoria consecutiva, questa volta è il Futbolclub a cadere sotto la supremazia biancoceleste. La Lazio batte gli orange 11-0, entrano nel tabellino dei marcatori Gioia con un gol, doppiette per Bertini ed Orlandi, mentre segnano le  triplette personali Mattia Russo e Leonardo Calvigioni. Le giovani aquile classe 2002 di mister Girini mantengono il secondo posto della classifica e vantano di essere il miglior attacco della categoria avendo superato quota cento, infatti sono ben 110 le reti siglate.



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La Lazio primavera ha il suo nuovo mister

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L’esonero di Pioli, la promozione di Inzaghi in prima squadra ed una Primavera laziale senza mister da due settimane fino alla giornata di ieri. Questa era la situazione in casa Lazio dove il presidente biancoceleste non ha preso atto di un buco sulla panchina dei giovani; o almeno ha trascurato la baby squadra laziale sapendo che non scendevano in campo per la pausa. C’è però un piccolo particolare nel quale si nota che gli acquilotti stanno vivendo un periodo delicato della stagione dove la testa punta alla Final Eight ma prima ancora, precisamente Venerdì 22 Aprile, la Lazio affronterà i giovani cugini della Roma.

E’ giunta ieri sera la notizia che i gioani aquilotti hanno trovato il loro nuovo mister:  Michele Santoni allenatore dell’ Under 17 laziale che gestirà attualmente entrambe le rose calcolando che i più giovani, si trovano al quart’ultimo posto a due giornate dal termine del campionato.



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Biancocelesti ancora imbattuti in casa contro l’Empoli. Occhio alla minaccia Maccarone

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SS Lazio's players celebrate after winning the Italian Serie A soccer match against Empoli at the Olimpico stadium in Rome, Italy, 12 April 2015. ANSA/ETTORE FERRARI

Vincere è l’unico imperativo. La Lazio firmata Simone Inzaghi deve continuare a vincere per provare ad inseguire il sogno Europa League. Sassuolo e Milan non sono più solo un miraggio per i biancocelesti, che sono lontani rispettivamente di  tre e quattro punti, ma costretti anche a guardarsi alle spalle, dove c’è il Chievo ad una sola lunghezza. Sarà una gara tosta per i biancocelesti, che davanti si troveranno un Empoli in grande spolvero, che viene dalla galvanizzante vittoria nel derby contro la Fiorentina. Sarà una gara completamente diversa da quella di un anno fa, dove la Lazio asfaltò l’Empoli davanti a 50.000 persone, che lanciò i biancocelesti al secondo posto, scavalcando la Roma.

I precedenti sembrano indicare una vittoria laziale, che incontrerà per la diciottesima volta i toscani, con otto vittorie all’attivo, cinque pareggi e quattro sconfitte. Quest’ultime però, sono arrivate sempre al di fuori delle mura capitoline, ancora mai espugnate dai toscani. All’Olimpico i biancocelesti hanno affrontato 10 volte l’Empoli, uscendone vincitori sette volte e pareggiando 3.

Quella di domenica sarà la prima sfida nella massima serie per Simone Inzaghi contro l’Empoli, che fino ad ora ha incontrato solo nelle giovanili, vincendo quattro volte e pareggiandone una. Il primo incontro tra Inzaghi e Giampaolo ci fu nel 2007, quando Inzaghi indossava la maglia atalantina e Giampaolo era alla guida del Cagliari. La gara terminò 2-2 e tra i marcatori spunta anche il nome di Alessandro Matri. Bilancio negativo invece, quello di Giampaolo, che nei sette precedenti ha collezionato due pareggi e tre sconfitte.

La minaccia numero uno per i biancocelesti porta il nome di Maccarone, che in carriera ha punito ben 5 volte la Lazio, con un bilancio di tre vittorie e quattro ko. Per quanto riguarda la compagine capitolina, Candreva e Mauri costituiscono le minacce maggiori, punendo due volte a testa i toscani. Klose, Cataldi, Felipe Anderson e Djordjevic invece, rimangono a quota uno.



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Canovi parla di Sinisa: “Lavorerebbe meglio alla Lazio che al Milan”

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Milan Sinisa Mihajlovic gestures during the Italian Serie A soccer match ACF Fiorentina vs Ac Milan at Artemio Franchi stadium in Florence, Italy 23 August 2015. ANSA/MAURIZIO DEGL INNOCENTI

Dario Canovi, agente FIFA ed esperto di calciomercato, è intervenuto ai microfoni di 1900tv per parlare di Lazio e di Sinisa Mihajlovic. La panchina biancoceleste è affidata momentaneamente al neopromosso Simone Inzaghi, ma il suo futuro non è ancora ben delineato.

Partendo dalla premessa che per me Pioli è un grande allenatore ma nonostante ciò non è detto che non si possa cambiare. Credo che sia stata una decisione intelligente quella di Inzaghi, che ha fatto tanta gavetta, quindi ben venga questa scelta coragiosa.”

Inzaghi e Brocchi, due squadra diverse ma stessa promozione dalla primavera alla prima squadra. Cosa ne pensa?

“Il Milan cambia spesso e li cambia per coprire le colpe societarie. La lazio invece l’anno scorso ha fatto un campionato ottimo, a differenza di quest’anno in cui non ha trovato continuità per vari motivi. In questo mercato sono arrivati giocatori che non hanno rispettato le aspettative. Anche nel mercato di gennaio purtoppo non si è fatto molto, nonostante si sapesse che la squadra aveva problemi in difesa. Per la panchina invece ho sentito parlare di due probabili futuri allenatori come Mihajlović e Gasperini, che sarebbe la scelta più azzeccata a mio parere, ma penso che se Inzaghi facesse bene non sarebbe sbagliato dargli un occasione. Se arrivasse Mihajlović avrebbe l’opportunità di lavorare meglio che al Milan, poiché non credo che Lotito abbia il difetto di interferire nel lavoro dell’allenatore a differenza di Berlusconi.”

Tare potrebbe interferire con il lavoro del tecnico? E’ colpa del ds?

“Penso che un grande allenatore abbia bisogno accanto a se di un grande ds, quindi se l’anno scorso Pioli è riuscito a fare bene è merito anche di un buon lavoro di Tare. Attribuisco alla dirigenza grandi colpe, ma non questa. Sul mercato si può far meglio e sono convinto che in Italia, nelle seirie minori, ci siano giocatori più forti dei vari Mauricio o Biscevaz. Nel nostro paese c’è un amore per lo straniero, non determinato solo da una questione economica, perchè un italiano non costa di più di uno straniero. Immbile sarebbe un acquisto indovinato, nonostante le ultime due annate altanelanti. Ho dato le colpe prima a Tare per quanto riguarda l’ultimo mercato, ma ha portato anche grandi giocatore come Biglia, Anderson ecc.”

La Lazio e Tonelli, due nomi che ultimamente sono accostati tra di loro

“Spero che Lotito lo prenda perchè è un giocatore abbastanza giovane e che sta facendo bene, anche se la valutazione sembra eccessiva. Non c’è solo la Lazio su di lui, la stessa Roma sembrava interessata. Viste le probabili e inevitabili partenze proverei a tenere a tutti i costi due giocatori: Keita e Anderson. Candreva e Biglia sembrano i prescelti per il sacrificio. Biglia può arrivare a una valutazione di 20 o 25 milioni, non di più. Non credo a una cessione al Real Madrid perchè non servirebbe li, ma può interessare a squadre europee importanti. Un giocatore ha il sacrosanto diritto di voler crescere e avere ambizioni, vista la brevissima carriera che un calciatore ha. Non so se l’offerta di 50 milioni del Manchester per Anderson fosse vera, ma se fosse così e fossi stato il procuratore del giocatore avrei fatto di tutto per farlo cedere. A quelle cifre qualsiasi giocatore va venduto e Lotito avrebbe dovuto accettarla, con 50 milioni ci si fa una squadra.”

Candreva e Biglia all’Inter?

“Non credo che i nerazzurri abbian tutti i soldi che servirebbero per acquistarli”.



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Francesco Fonte : “La Lazio deve pensare di partita in partita”

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E’ intervenuto ai microfoni di Lazio Style Radio, Francesco Fonte, l’ex centrocampista biancoceleste che elogia l’esordio di Simone Inzaghi sulla panchina della prima squadra biancoceleste. Una prova che per lui è partita bene schierando perfettamente la formazione laziale contro il Palermo nella scorsa giornata di campionato. Ma, secondo lui e come tanti di noi, la Lazio deve rimanere con i piedi per terra e lottare di giornata in giornata per salvare una stagione partita col piede sbagliato fino all’esonero di Stefano Pioli per giusta e dubbia causa.

“Siamo tutti curiosi di vedere questa Lazio guidata da Inzaghi, qualcosa contro il Palermo si è vista, una settimana di lavoro è poco ma qualche differenza si è vista. Era volontà dell’allenatore. Il possesso palla è stato più costruttivo, cosa che prima faceva difficilmente, per poi attaccate nei momenti giusti. La partita gli ha dato ragione, la Lazio ha fatto bene e ha avuto la possibilità di gestire la partita come voleva. Gentiletti non sta al 100% ma ha dato più tranquillità nel giro palla da dietro. Sono curioso di vedere la Lazio contro squadre che sanno gestire la palla come l’Empoli. I toscani sanno gestire la partita, hanno degli uomini offensivi che sanno far male nel momento giusto. La posizione di Onazi permette a Biglia di avere più libertà per giocare la palla. Felipe Anderson non ha fatto il campionato dello scorso anno però in fase realizzativa è stato sempre ottimo, ha creato e realizzato. Keita sa saltare la difesa avversaria e la Lazio ha bisogno di questi giocatori. Trovare gli stimoli non è semplice, un allenatore che sa trasmettere la carica giusta è importante, penso che Inzaghi inserirà anche qualche giovane. La Lazio deve ragionare di partita in partita e magari si possono aprire nuove prospettive, perché non provarci. Le caratteristiche di Klose si adattano al gioco di Inzaghi, serve un giocatore che abbia la capacità di fare reparto nella parte centrale della fase offensiva”. 


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33 giornata di campionato. Le probabili formazioni

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Il campionato italiano sta andando verso la fine. Siamo giunti alla 33 giornata di serie A dove si intravede una Juventus in vantaggio sul Napoli di 6 punti con la Roma distaccata da altrettanti 6 a favore dei partenopei. La corsa per accedere all’Europa League è composta in ordine di classifica da Inter, Fiorentina, Milan, Sassuolo e Lazio con il Chievo che prova a macinare punti. Il fanalino di coda è composta dal Carpi, Frosinone,Palermo ed il Verona che chiude la “fila” con soli 20 punti.

Ad aprire questa giornata sarà Bologna-Torino programmata alle 15.00. A seguire Carpi-Genoa alle 18.00 ed Inter-Napoli alle 20.45. Le partite di domani, Domenica 17 Aprile, partiranno dalla fascia del pranzo, ovvero alle 12.30 con Atalanta-Roma per poi chiudersi con il posticipo serale che vedrà in campo la Sampdoria contro il Milan del neo tecnico Brocchi. Ma vediamo le probabili formazioni di questa giornata:

Bologna-Torino Ore 15.00 16 Aprile

SABATO 16 APRILE

BOLOGNA-TORINO ore 15

Bologna (4-3-3): Mirante; Mbaye, Rossettini, Maietta, Masina; Zuniga, Diawara, Brighi; Giaccherini, Floccari, Rizzo.
A disp.: Da Costa, Stojanovic, Constant, Gastaldello, PulkFerrari, Oikonomou, Krafth, Brienza, Crisetig, Acquafresca. All.: Donadoni
Squalificati:
Indisponibili: Destro, Morleo, Taider, Mounier, Zuculini, Gastaldello, Donsah, Constant

Torino (3-5-2): Padelli; Maksimovic, Glik, Moretti; Peres, Obi, Vives, Baselli, Gaston Silva; Maxi Lopez, Martinez.
A disp.: Castellazzi, Ichazo, Bovo, Zappacosta, Benassi, Molinaro, Farnerud, Gazzi, Belotti. All.: Ventura.
Squalificati: –
Indisponibili: Avelar, Immobile, Jansson, Acqua

CARPI-GENOA ore 18

Carpi (4-4-1-1): Belec; Zaccardo, Romagnoli, Gagliolo, Letizia; Pasciuti, Crimi, Bianco, Di Gaudio; Lollo; Mbakogu.
A disp.: Colombi, Sabelli, Poli, Daprelà, Suagher, De Guzman, Cofie, Porcari, Martinho, Verdi, Mancosu, Lasagna. All.: Castori
Squalificati:
Indisponibili: Gnahoré, Brkic

Genoa (3-5-2): Lamanna; Izzo, De Maio, Marchese; Ansaldi, Dzemaili, Tachtsidis, Rincon, Laxalt; Cerci, Pavoletti.
A disp.: Donnarumma, Sommariva, Fiamozzi, Ntcham, Rigoni, Ghiglione, Panico, Capel, Gabriel Silva, Suso, Lazovic, Matavz. All.: Gasperini
Squalificati: Munoz (1)
Indisponibili: Burdisso, Perin, Pandev

INTER-NAPOLI ore 20.45

Inter (4-3-3): Handanovic; D’Ambrosio, Murillo, Miranda, Nagatomo; Kondogbia, Medel, Brozovic; Palacio, Icardi, Perisic.
A disp.: Carrizo, Berni, Santon, Juan Jesus, Telles, Gnoukouri, Felipe Melo, Eder, Jovetic, Biabiany, Manaj, Ljajic. All.: Mancini
Squalificati:
Indisponibili:

Napoli (4-3-3): Reina; Hysaj, Albiol, Koulibaly, Ghoulam; Allan, Jorginho, Hamsik; Callejon, Gabbiadini, Insigne.
A disp.: Gabriel, Rafael, Strinic, Regini, Maggio, Grassi, Chiriches, Chalobah, Mertens, David Lopez, Valdifiori, El Kaddouri. All.: Sarri
Squalificati: Higuain (3)
Indisponibili: –

DOMENICA 17 APRILE

ATALANTA-ROMA ore 12.30

Atalanta (4-2-3-1): Sportiello; Masiello, Toloi, Paletta, Dramè; Migliaccio, FreulerD’Alessandro, Kurtic, Gomez; Pinilla.
A disp.: Radunovic, Brivio, Cherubin, Stendardo, Bellini, Raimondi, Gakpé, Conti, Monachello, Borriello. All.: Reja
Squalificati: De Roon (1), Cigarini (1)
Indisponibili: Carmona, Diamanti

Roma (4-3-3): Szczesny; Florenzi, Rüdiger, Manolas, Digne; Nainggolan, Pjanic, De Rossi; Salah, Dzeko, Perotti.
A disp.: De Sanctis, Castan, Zukanovic, Torosidis, Maicon, Strootman, Iago Falque, Uçan, Keita, Vainqueur, El Shaarawy, Totti. All.: Spalletti
Squalificati:
Indisponibili: Ponce, Gyomber

FIORENTINA-SASSUOLO ore 15

Fiorentina (3-4-2-1): Tatarusanu; Roncaglia, Rodriguez, Alonso; Tello, Badelj, Vecino, Pasqual; B. Valero, Ilicic; Kalinic.
A disp.: Lezzerini, Kone, Tomovic, Tino Costa, Blaszczykowski, Bernardeschi, Satalinoj, Zarate. All.: Sousa
Squalificati: Astori (1)
Indisponibili: Benalouane, Mati Fernandez, Babacar

Sassuolo (4-3-3): Consigli; Vrsaljko, Cannavaro, Acerbi, Peluso; Biondini, Magnanelli, Duncan; Berardi, Defrel, Sansone.
A disp.: Pegolo, Pomini, Longhi, Adjapong, Erlic, Corbelli, Pellegrini, Broh, Abelli, Trotta, Politano, Falcinelli. All.: Di Francesco
Squalificati:
Indisponibili: Laribi, Missiroli, Antei, Gazzola, Terranova

JUVENTUS-PALERMO ore 15

Juventus (3-5-2): Buffon; Barzagli, Bonucci, Rugani; Lichtsteiner, Pogba, Marchisio, Khedira, Alex Sandro; Mandzukic, Dybala.
A disp.:  Rubinho, Romagna, Padoin, Cuadrado, Lemina, Hernanes, Asamoah, Sturaro, Evra, Morata. All.: Allegri
Squalificati: Zaza (1)
Indisponibili: Caceres, Chiellini, Pereyra, Neto

Palermo (4-4-2): Sorrentino; Struna, Gonzalez, Andelkovic, Pezzella; Morganella, Hiljemark, Jajalo, Lazaar; Vazquez, Gilardino.
A disp.: Alastra, Posavec, Vitiello, Cionek, Goldaniga, Brugman, Rispoli, Maresca, Chochev, Balogh, La Gumina, Trajkovski. All.: Ballardini
Squalificati: Quaison (1)
Indisponibili: –

UDINESE-CHIEVO ore 15

Udinese (3-5-2): Karnezis; Wague, Danilo, Felipe; Widmer, Kuzmanovic, Badu, Fernandes, Armero; Thereau, Zapata.
A disp.: Meret, Pasquale, Domizzi, Piris, Balic, Perica, Lodi, Halfredsson, Matos, Edenilson, Iniguez. All.: De Canio
Squalificati: –
Indisponibili: Merkel, Di Natale, Heurtaux

Chievo (4-3-1-2): Bizzarri; Cacciatore, Gamberini, Cesar, Gobbi; Castro, Radovanovic, Hetemaj; Birsa; Floro Flores, Meggiorini
A disp.: Seculin, Bressan, Spolli, Sardo, Rigoni, Pinzi, Izco, Pepe, Costa, Mpoku, Pellissier, Inglese. All.: Maran
Squalificati: –
Indisponibili: Dainelli, Frey

VERONA-FROSINONE ore 15

Verona (4-4-2): Gollini; Pisano, Bianchetti, Samir, Albertazzi; Wszolek, Viviani, Ionita, Rebic; Pazzini, Toni.
A disp.: Coppola, Marcone, Moras, Gilberto, Greco, Marrone, Siligardi, Romulo, Jankovic, Emanuelson, Gomez. All.: Delneri
Squalificati: Souprayen (1)
Indisponibili: Helander, Siligardi, Fares

Frosinone (4-3-3): Leali; Rosi, Pryyma, Russo, Pavlovic; Frara, Gucher, Gori; Kragl, D. Ciofani, Paganini.
A disp.: Bardi, Zappino, Crivello, M. Ciofani, Chibsah, Tonev, Longo, Carlini, Dionisi, Soddimo. All.: Stellone
Squalificati: Blanchard (1), Ajeti (1)
Indisponibili: Sammarco

LAZIO-EMPOLI ore 18

Lazio (4-3-3): Marchetti; Basta, Bisevac, Gentiletti, Lulic; Onazi, Biglia, Parolo; Candreva, Klose, Keita.
A disp.: Guerrieri, Patric, Matosevic, Mauricio, Hoedt, Germoni, Murgia, Milinkovic-Savic, Cataldi, Djordjevic, Felipe Anderson, Matri. All.: S.Inzaghi
Squalificati:
Indisponibili: Konko, Berisha, Radu, De Vrij, Kishna, Braafheid, Mauri

Empoli (4-3-1-2): Pelagotti; Laurini, Tonelli, Costa, Mario Rui; Buchel, Paredes, Croce; Saponara; Pucciarelli, Maccarone.
A disp.: Pugliesi, Zambelli, Bittante, Diousse, Maiello, Piu, Cosic, Mchedlidze, Camporese, Krunic. All.: Giampaolo
Squalificati: Zielinski (1)
Indisponibili: Livaja, Skorupski

SAMPDORIA-MILAN ore 20.45

Sampdoria (3-4-2-1): Viviano; Diakité, Silvestre, Moisander; De Silvestri, Fernando, Barreto, Dodò; Soriano, Alvarez; Quagliarella.
A disp.: Puggioni, Brignoli, Cassani, Skriniar, Lazaros, Palombo, Krsticic, Rodriguez, Correa, Muriel, Cassano. All.: Montella
Squalificati: Ranocchia (1)
Indisponibili: Carbonero, Sala, Pereira, Ivan

Milan (4-3-1-2): Donnarumma; Abate, Mexes, Romagnoli, De Sciglio; Kucka, Montolivo, Bertolacci; Bonaventura; Bacca, Balotelli.
A disp.: Diego Lopez, Abbiati, Zapata, Alex, Calabria, Honda, Locatelli, Mauri, Antonelli, Poli, Luiz Adriano, Boateng. All.: Brocchi
Squalificati: –
Indisponibili: Menez, Niang

 

 



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Formello: Basta e Lulic sulla via del recupero, Bisevac in dubbio. Onazi ancora titolare

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Arrivano buone notizie da Formello per quanto riguarda la situazione legata agli esterni di fascia. Dusan Basta e Senad Lulic, infatti, sono sulla via del recupero e hanno lavorato entrambi in gruppo, svolgendo regolarmente l’intera seduta d’allenamento, partitella finale compresa. I due giocatori balcanici sembrano in grado di recuperare entrambi per essere utilizzati dal primo minuto nella sfida di domenica pomeriggio contro l’Empoli. Chi, invece, è rimasto a riposo è stato Patric. D’altro canto la situazione centrali di difesa è ben diversa: Milan Bisevac, infatti. è ancora alle prese con un fastidio al ginocchio. Anche se è stato provato tra i titolari al centro della difesa, al fianco di Gentiletti, e poi rientrato con mezz’ora di anticipo negli spogliatoi, risparmiandosi così la partitella in famiglia. Le sue condizioni saranno monitorate di giorno in giorno e si prenderà una decisione all’ultimo minuto, se il serbo non dovesse farcela è pronto al suo posto Mauricio, per la gioia dei tifosi.

Per quanto riguarda gli altri titolari, invece, Inzaghi sembra intenzionato ha schierare ancora Eddy Onazi al centro del campo, insieme a Lucas Biglia e Marco Parolo, ma anche l’opzione Segej Milinkovic-Savic non è da scartare. Durante l’allenamento a Formello Simone Inzaghi ha schierato il nigeriano tra le file della squadra titolare e sembra intenzionato a confermarlo per il match di domenica, dopo l’ottima prova di Palermo. Un premio che Onazi si meriterebbe secondo il tecnico piacentino. A completare il 4-3-3 ci saranno poi in attacco Antonio Candreva, Miroslav Klose e Keita Balde, quindi Felipe Anderson sembra destinato ancora una volta alla panchina.

Infine sono ancora fermi ai box e quindi in infermeria Etrit Berisha, Abdoullay Konko, Stefan Radu, Stefano Mauri, Edson Braafheid e Ricardo Kishna. Gli ultimi due hanno svolto un lavoro differenziato, diverso dal resto dei compagni.



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L’ex Empoli Cappellini: “Per loro partita complicata ma bella. Era un piacere giocare a Roma…”

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Nei primi anni dell’Empoli in Serie A fece parte di quel movimento calcistico azzurro che portò alla ribalta giocatori del calibro di Emilson Cribari, Tommaso Rocchi, Francesco Tavano e i primi anni di Massimo Maccarone; in quel contesto, e forse anche nel silenzio, c’era anche Massimiliano Cappellini, attaccante scuola Milan che proprio con la società rossonera esordì in massima serie a 17 anni con Arrigo Sacchi e guardò i suoi compagni alzare la Coppa dei Campioni.

Dopo tanto calcio di provincia ricoprì ruoli societari proprio nell’Empoli e quindi, da accreditato ex, conosce bene l’ambiente toscano. Ai microfoni di LazioPress l’attaccante milanese ha rilasciato delle dichiarazioni interessanti sulla partita, la situazione della Lazio e il suo passato calcistico.

Che partita ti aspetti domenica?

“Una partita complicata per l’Empoli, anche se la Lazio non sta attraversando un buon periodo, ma rimane una squadra molto forte della Serie A. I toscani vengono da una vittoria molto importante che ha dato tranquillità e morale. Mi aspetto una bella partita”

Ti aspettavi l’esonero di mister Pioli?

“Purtroppo il calcio è diventato frenetico (ride, ndr), basta pensare a quello che sta succedendo a Palermo, dove siamo al nono cambio stagionale. Ormai è diventata una moda cambiare allenatore quando i risultati non arrivano. Fa parte del gioco e va accettato”

Vista da fuori quali possono essere state le cause di questa brutta stagione biancoceleste?

“Dall’esterno credo sia impossibile dare un’interpretazione corretta e non credo sia neanche giusto provarci quando non si conoscono le cose. Sicuramente il campionato dello scorso anno è stato strepitoso. In questo si erano create tante aspettative che, purtroppo, sono venute a mancare. Può succedere nel calcio di fallire una stagione”

Domenica ci sarà l’occasione tra le due società di parlare della questione Tonelli. Secondo te è pronto per il grande salto?

“Tonelli ha dimostrato in questi due anni di Serie A di essere un centrale molto forte. E’ un ragazzo seguito e richiesto da tante squadre. Quello che succederà io non lo so, però credo che sia uno di quei profili che dopo aver fatto tutta la gavetta meriti l’opportunità di confrontarsi con una piazza importante”

Ogni anno l’Empoli disputa sempre ottimi campionati. Qual è il segreto di questa società?

“L’Empoli ha una società che da diversi anni porta avanti un discorso ben preciso. E’ un ambiente che dà la possibilità a tutti di lavorare con tranquillità e serenità. Dà la possibilità a molti giovani di crescere e anche sbagliare. Credo che questa sia una caratteristica importante per una società come questa. Poi, c’è anche la bravura nel trovare nel corso degli anni giocatori validi”

Domenica nel corso della partita Palermo-Lazio sono successi fatti spiacevoli. Come si può migliorare il calcio italiano sotto questo punto di vista?

“Credo che vada fatto un lavoro profondo partendo dalle giovanili, per cercare di trasmettere valori che siano relativi solo allo sport, anche se poi tutto il mondo è paese, anche all’estero vediamo spesso questi episodi, non solo nel nostro calcio. Purtroppo fino a quando la nostra società non vedrà questo sport come una gioia e un momento di aggregazione, saremo sempre soggetti a questi episodi”

Da ex calciatore ricordi qualche aneddoto relativo alla Lazio?

“Ho avuto la fortuna di giocare contro la Lazio, nel periodo d’oro di questa squadra. Avevano una formazione incredibile, basta pensare a Mancini. Mi ricordo una partita all’Olimpico dove feci gol io, era sempre un piacere giocare a Roma, in quello stadio, c’era un’atmosfera incredibile, ora forse un po’ meno e questo è un peccato”



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Del Nero: “Inzaghi ha responsabilizzato i veterani. Sesto posto ancora possibile”

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E’ stato protagonista con Delio Rossi del ritorno in Champions League della Lazio a distanza di diversi anni e dopo qualche anno discreto ha salutato Roma senza grandi rimpianti. Ora gioca in Toscana nella Massese, ma il trequartista Simone Del Nero ha ancora bei ricordi di quando era nella squadra biancoceleste. Ospite del programma I Laziali Sono Qua, l’ex azzurro Under21 vincitore di un Europeo di categoria ha analizzato la situazione della Lazio, di Simone Inzaghi e di un sesto posto che, a suo dire non è proprio qualcosa di impossibile.

“Sinceramente mi aspettavo una Lazio come lo scorso anno, o perlomeno una Lazio che passasse almeno il turno preliminare di Champions. Una Lazio stile Delio Rossi, come ai vecchi tempi. Adesso è arrivato un allenatore che secondo me può fare molto bene, è giovane e ambizioso, sono convinto possa far meglio da allenatore che da giocatore. Simone Inzaghi è un mio grande amico e gli auguro tutto il meglio. Quando cambia l’allenatore spesso si rimette in gioco tutto, arriva aria fresca. Anche i giocatori ai margini si risentono al centro del progetto. Credo che Inzaghi abbia responsabilizzato i veterani in modo da fare un finale di campionato dignitoso. Per il sesto posto credo sia ancora tutto aperto. Anche il Milan con il nuovo allenatore può tornare a spingere. Mi auguro possa arrivarci la Lazio, ma credo sarà una battaglia fino alla fine”. Il rimpianto più grande resta l’eliminazione dall’Europa League, per mano dello Sparta Praga: “Personalmenteero convinto che la Lazio contro lo Sparta Praga potesse passare il turno. Il deficit della Lazio rispetto alle altre squadre europee è l’esperienza. I giocatori ci sono, la squadra c’è, ma per arrivare ad una semifinale europea serve molta esperienza, cosa che la Lazio al momento non ha. Quando vedi che i grandi club europei si interessano ai tuoi giovani significa che sono calciatori di valore. I giovani vanno coltivati, come fanno tutti i grandi club, bisogna lavorarci. In questo è importante il ruolo dei veterani, che possono indirizzarli sulla via giusta, i giovani vanno guidati.Candreva? La società deciderà se trattenerlo o meno. Secondo me è uno degli esterni più forti in circolazione in Italia. Fossi la società continuerei a puntarci ad occhi chiusi. Potrebbe non avere più gli stessi stimoli, soprattutto se condizionato dalle voci di mercato. La partita di domenica contro l’Empoli sarà molto difficile, ho visto Empoli-Fiorentina e i biancoazzurri hanno molti ragazzi con tanta voglia di dimostrare e far bene. Giocano un ottimo calcio e soprattutto potranno giocare in maniera spensierata. Quasi quasi avrei preferito rigiocare il derby. Se la Lazio riesce a giocare bene sugli esterni e a fornire buoni cross alla punta centrale, che spero sia Klose, può far molto male all’Empoli. Nel complesso, se penso alla società, credo che la Lazio abbia grandissimi margini di miglioramento. Sicuramente deve essere gestita meglio dal punto di vista societario, anche in sede di mercato. Lotito nel bene o nel male ha dato tanto alla Lazio, ma adesso è un momento di stand-by. Anni fa disse che la Lazio avrebbe potuto lottare per lo Scudetto in pochi anni, spero che ciò si realizzi, ma per far sì che questo accada bisogna puntare su giocatori già fatti e non solo su giovani, serve gente pronta e di esperienza. Al momento vedo difficile che Lotito possa passare la mano, è una persona cocciuta. Il presidente dovrà essere più presente e cercare di gestire meglio determinate situazioni”



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Mercato Lazio: si insiste per Immobile, si apre la pista De Roon

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La stagione sta lentamente (e mestamente, per la Lazio) volgendo al termine e come sempre iniziano a rincorrersi voci più o meno fondate di trattative avviate dalla società capitolina per cercare di aggiustare un giocattolo che solo 12 mesi fa pareva essere perfetto.

Di stamattina è la voce riguardante il forte e continuo pressing della Lazio su Ciro Immobile, attaccante attualmente in prestito al Torino ma di proprietà del Siviglia. Nella rassegna stampa condotta quotidianamente da Radio Sei si afferma che l’agente dell’attacamte campano, Marco Sommella (lo stesso di Tonelli), è volato a Siviglia per fissare il prezzo del proprio assistito e per iniziare a spianare la strada in vista di un trasferimento a titolo definitivo nella prossima sessione di calciomercato. Sommella deve cercare di convincere gli andalusi a non alzare troppo il tiro, anche se al momento la richiesta rimane intorno ai 15 milioni di euro. Il Torino sicuramente non lo riscatterà, quindi Immobile è destinato a far ritorno a Siviglia, dove però non vuole assolutamente rimanere, vista la sua fortissima volontà di giocare in Serie A. La Lazio aspetta buone nuove prima di far partire un vero e proprio blitz e cercare di regalare al prossimo mister biancoceleste un attaccante in grado di fare tanti gol ed essere utile anche in fase difensiva. Il club biancoceleste vorrebbe chiudere a 11 milioni (prezzo stabilito per il riscatto del Torino), ma una trattativa si aprirà solo quando ci sarà il primo passo di Lotito.

È sempre di poche ore fa la notizia secondo la quale la Lazio abbia iniziato a sondare il terreno per il centrocampista olandese dell’Atalanta Maarten De Roon. Il profilo piace moltissimo dalle parti di Formello: in questa stagione, l’olandese ha collezionato oltre 2500 minuti con la maglia della Dea, facendosi apprezzare soprattutto dal ds biancoceleste Igli Tare, che sembrerebbe essere pronto a portarlo a Roma già a giugno, considerando il fatto che non è ancora ben chiaro quello che potrà essere il futuro di Lucas Biglia (i due ricoprono lo stesso ruolo a centrocampo).

La società biancoceleste potrebbe sfruttare gli ottimi rapporti con la SEG International, colosso con base in Olanda che cura – tra gli altri – gli interessi dello stesso de Roon e di due biancocelesti: Hoedt e de Vrij. Al momento però non c’è ancora nulla di concreto, ma solo voci che non hanno trovato conferme. Il mercato è lungo, le sue vie sono infinite ma, come spesso accaduto negli ultimi due anni, tutte queste strade potrebbero nuovamente portare in Olanda…



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Simone Mattia: “Noi siamo la Lazio, ci stiamo allenando bene e sappiamo quello che dobbiamo fare”.

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Dal ritiro di Norcia al cambio di allenatore, Simone Mattia, difensore della Lazio Primavera, è intervenuto ai microfoni di Lazio Style Radio (89.3 FM). Ha raccontato di quanto la Lazio stia lavorando per conquistare la partita contro l’Empoli, non ha nascosto la trepidante attesa che la Primavera sta vivendo; il nuovo mister arriverà a breve e i giovani biancocelesti cercheranno le motivazioni giuste per proseguire il campionato serenamente. Queste le parole del giovane difensore:

“A Norcia mi sono trovato benissimo, i giocatori ci hanno accolto in maniera speciale. Stiamo lavorando al meglio, ci stiamo impegnando dando il massimo. Con l’Empoli sarà una partita difficile, molto tosta. Incontreremo un avversario che può metterci in difficoltà ma noi siamo la Lazio, ci stiamo allenando bene e sappiamo quello che dobbiamo fare. Dobbiamo approcciare al meglio la partita, mettendoli sotto. La Primavera si sta allenando al meglio, mancherà Inzaghi sulla panchina. Dovremmo cercare di trovare tra di noi e nello spogliatoio le nostre motivazioni e convinzioni con il nuovo mister che arriverà a breve. Il derby è una partita particolare,  lo sappiamo tutti, dobbiamo mettercela tutta e conquistarla”.



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Siviglia: “Inzaghi doveva avere una chance. Sto bene a Terni”

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La Lazio Primavera, dopo la “promozione” di Simone Inzaghi in Prima Squadra, è ancora alla ricerca di una nuova guida per completare le Final Eight di campionato, al momento la guida tecnica è composta dal terzetto Lensen-Roque Junior-Santoni.

Spesso il nome di Sebastiano Siviglia è stato accostato per comandare la squadra giovanile, considerando che in passato l’ex difensore di Roma e Lazio ha allenato a Formello le Giovanili Regionali e le Giovanili Nazionali. Adesso è il Direttore Sportivo della Ternana e dalle parole rilasciate a RadioSei sembra che non ne voglia sapere, vuole dribblare la questione.

“La Lazio è una società prestigiosa, ha una settore giovanile che sta crescendo.Io sto vivendo un’esperienza positiva e gratificante alla Ternana. Sto facendo un percorso di crescita, sono felice alla Ternana. Simone (Inzaghi, ndr) ha fatto un percorso importante nel settore giovanile che è una buona palestra.Si gioca bene le sua chance, ho l’impressione che sia un allenatore credibile. Penso possa rimanere in futuro. Sotto l’aspetto tecnico convince, bisogna capire come gestirà giocatori con un profilo importante. Se gli hanno affidato la prima squadra è perché si fidano. Sarà il campo a decretare un giudizio definitivo, ma per quanto visto con la Primavera meritava una chance. Ha fatto un percorso importante, ci arriva preparato a questa esperienza”



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Almeyda: “Alla Lazio ho lasciato il cuore”

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A parlare oggi è Matias Jesus Almeyda, centrocampista dello scudetto targato Cragnotti e vinto 16 anni fa. Ha vinto tutto quello che c’era da vincere in quel periodo, 63 presenze e segnando due goal, il più famoso quel missile scagliato da centrocampo alla porta del Parma difesa da un giovane Buffon.

Ai microfoni di Radio Incontro Olympia l’allenatore argentino, ancora una volta, non nasconde il suo amore nei confronti della Lazio, con il desiderio di tornare un giorno da allenatore così come hanno dichiarato altri ex laziali come Veron, Simeone e Mihajlovic.

“Sono contento di allenare il Chivas, ma il pensiero è sempre alla Lazio perché lì ho lasciato il mio cuore. Il mio sogno è sempre quello di tornare e poter allenare la Lazio. Seguo sempre la Lazio, la cosa più brutta e triste in questo momento è vedere lo stadio vuoto, soprattutto per me che ho vissuto anni diversi. Io credo che quegli anni siano stati i migliori nella storia del club, tutto il mondo guardava la Lazio. Poi c’è stato un calo e credo che ci sia bisogno di tornare a sognare, tornare a livelli importanti con l’amore dei tifosi di nuovo al fianco. Veron ha detto che sogna di tornare alla Lazio da presidente, Mihajlovic non ha mai nascosto il suo desiderio, io penso sempre a quello. La Lazio è rimasta nel cuore a me come a tanti altri compagni di squadra, perché abbiamo vissuto anni straordinari non solo per i risultati ma anche perché abbiamo respirato un aria di purezza. Sono contento per Simone Inzaghi, ma mi dispiace per Pioli, non può pagare sempre l’allenatore nel calcio”.



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Keita: “Intensità e concentrazione la ricetta di Inzaghi”. Maccarone: “A Roma per riscattare lo scorso anno”

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Stiamo facendo grandi allenamenti, con molta intensità e concentrazione. Mister Inzaghi già lo conoscevo, ci sta mettendo tanto impegno, intensità e voglia“. Parole d’elogio per il neo tecnico biancoceleste da parte di uno dei suoi gioellini, Keita Balde Diao. Il senegalese ha rilasciato proprio ieri un’intervista alla radio ufficiale della società biancoceleste, Lazio Style Radio, parlando proprio del cambio di guida tecnica in casa biancoceleste. “Sono contento di aver aiutato la squadra domenica contro il Palermo. Voglio continuare così e giocare più possibile da titolare”. Keita non si è infatti fatto cogliere impreparato e ha sfoderato una prestazione di livello, che potrebbe regalargli una nuova maglia da titolare nel match di domenica alle 18: “L’Empoli è difficile da affrontare perché fa molto possesso palla e attacca bene. Noi dobbiamo giocare come sappiamo e come abbiamo fatto a Palermo: al Barbera abbiamo espresso un buon gioco con una buona circolazione di palla. Dobbiamo essere concentrati e determinati per vincere anche domenica“. L’obiettivo dichiarato dei biancocelesti è infatti quello di ridurre il gap dal sesto posto, valevole per l’accesso ai preliminari della prossima Europa League, attualmente a sei punti.

Anche il calciatore simbolo dell’Empoli, Massimo Maccarone, ha parlato della partita che si disputerà domenica all’Olimpico. “A Roma contro la Lazio non abbiamo mai vinto ma c’è sempre una prima volta. Dobbiamo riscattare la batosta dello scorso anno“. “Big Mac” (cosi soprannominato), capitano dei toscani, carica l’ambiente, sulle ali dell’entusiasmo: gli azzurri guidati da Marco Giampaolo arrivano infatti dalla vittoria per 2 a 0 nel derby contro la Fiorentina, un match molto sentito dai tifosi empolesi. “Questa settimana è tornato l’entusiasmo di sempre, questo è sicuramente buono perché ti consente di giocare meglio. La squadra risponderà al meglio, io l’ho vista davvero bene questa settimana“. Infine il calciatore classe 1979 analizza il momento delle due squadre, affermando la volontà della sua squadra di andare a Roma per conquistare il bottino pieno: “Mi aspetto una gara difficile, la Lazio ha una rosa ampia con grandi giocatori. L’ultima partita l’hanno vinta ma in quella prima era arrivata la sconfitta nel derby. Noi dobbiamo andare lì a fare la nostra partita. Vogliamo concludere al meglio la stagione, magari arrivare nelle parte sinistra della classifica”.



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Simoni avverte: “Empoli in forma, sarà una gara delicata”

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Trent’anni fa, l’allora Presidente della Lazio, Chinaglia, pensò di affidare la guida della squadra a Gigi Simoni per l’unico obiettivo di riportare la squadra biancoceleste in Serie A; questo non accadde e fu esonerato, il solito e crudele destino di ogni allenatore, così come accadde tre anni dopo quando approdò nell’Empoli. Simoni è stato un simbolo del calcio italiano, non per i suoi (putroppo pochi) successi sportivi, ma per la genuinità personale e per il suo modo di predicare calcio ai suoi giocatori, la vittoria della Coppa UEFA e lo scudetto sfiorato con l’Inter ne sono un esempio. Ai microfoni de LaLazioSiamoNoi, in veste di doppio ex, il presidente della Cremonese ha analizzato il clima di entrambe le squadre alla luce dello scontro di domenica pomeriggio.

L’esordio di Simone Inzaghi non sarebbe potuto andare meglio. Cambio panchina scelta giusta?

“Mi sembra troppo presto per dare certi giudizi. È bene andar piano e valutare su tempi più lunghi. Certo il cambio panchina in un momento in cui le cose non vanno bene può portare una ventata di novità e fare bene alla squadra”.

Che Lazio ha visto a Palermo, le è piaciuta?

“La Lazio ha fatto una buona gara, anche se è una partita poco indicativa visto l’avversaria. Però ha vinto con grinta e determinazione, il gruppo mi è piaciuto”.

Domenica all’Olimpico arriva l’Empoli, fresca di vittoria al derby contro la Fiorentina. Un avversario tutt’altro che facile…

“Sì infatti, domenica ho visto come ha giocato contro la Fiorentina. Ha vinto meritatamente. Tra l’altro anche l’Empoli stava attraversando un periodo delicato, ma il successo contro i viola ha dato fiducia . È in un buon momento. È una squadra brillante, esprime un gioco molto concreto. È un gruppo concreto e determinato, la Lazio dovrà stare molto attenta all’attacco. Sarà una gara delicata”.

Domenica abbiamo visto partire titolare Keita e Anderson in panchina… Se lei fosse Inzaghi riconfermerebbe la scelta anche contro l’Empoli?

“È una scelta che condivido, contro il Palermo è andata bene. Ma per dire se sia una mossa vincente o meno, bisognerà testarla più volte, in diverse partite. Il calcio è imprevedibile, può capitare di far bene o di fare male in un’occasione. Ma poi bisogna confermarsi a lungo termine”.

Che cosa pensa di Inzaghi?

“Io non l’ho mai conosciuto, ma ne sento parlare molto bene e domenica a Palermo mi è piaciuto. Però certo non si può giudicare un allenatore da una partita, sia nel bene che nel male. Essere sulla panchina della Lazio è una grande opportunità e, se come dicono tutti è una persona intelligente e in gamba, la saprà sfruttare nel migliore dei modi”. 

 Chiudiamo con qualche ricordo. Lei ha allenato sia Lazio che Empoli, come ha vissuto le due panchine?

“All’epoca quando allenavo i club erano entrambi in Serie B, per cui le squadre e il contesto erano molto diversi da oggi. La Lazio ha avuto sempre delle grandi pretese, l’Empoli invece si accontentava di più. Erano piazze differenti, con tifoserie e pretese diverse. Oggi giocare nell’Empoli è prestigioso tanto quanto indossare la maglia della Lazio. Io mi sono trovato benissimo in entrambi i club, ho un bellissimo ricordo di quegli anni”.



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Stefano Orsini (RAI): “Serviva un salto di qualità, colpe di tutti”

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Più passa il tempo e più rimbalzano dichiarazioni e interviste di carta stampata, ex giocatori e uomini di calcio che continuano a confermare (senza che ce ne fosse bisogno ulteriormente) la stagione fallimentare della Lazio. Ecco che, tramite LazioPress, andiamo ad intercettare le parole del giornalista sportivo della Rai e del TGR Lazio Stefano Orsini, dove non fa selezioni sulle eventuali colpe di questa annata storta.

Come giudichi la stagione della Lazio?

“Decisamente negativa. E’ ormai una squadra che a sei giornate dalla fine deve sperare che si concatenino una serie di cose per poter centrare una miracolosa qualificazione in Europa League. Stagione brutta perché le premesse erano ben altre. Sconfitti in Supercoppa, eliminati nel preliminari di Champions League. Serviva un salto di qualità che, purtroppo, non è stato fatto”.

Di chi sono le colpe di questa stagione ormai compromessa?

“Le colpe sono chiaramente di tutti. C’è l’errore a monte della società che in estate non ha portato a termine operazioni di rinforzo della rosa, e questo è accaduto anche nella passata sessione di mercato invernale. Ma le colpe sono indubbiamente anche dei calciatori, sono loro che vanno in campo e molti di loro non hanno reso come avrebbero potuto, chi perché era scontento chi per altri motivi. Non ha d affatto ato il massimo neanche l’allenatore con il suo staff. Pioli in tutti questi mesi non è riuscito a cambiare quando le cose andavano male. Non è riuscito ad adoperare le giuste correzioni”.

Chi sarà secondo te sarà Inzaghi l’allenatore prossimo anno o la società deciderà di puntare su un allenatore di caratura maggiore?

“In questo momento è tutto in gioco. E’ facile ora dire “probabilmente Inzaghi”, dopo la vittoria all’esordio per 3 a 0 sul Palermo, una squadra che ha ritrovato fiducia e corsa. Verrebbe da dire che sia lui, ma il calcio è strano e può portare a molte sorprese. Lui ha fatto tutto quello che poteva, ha una grande esperienza e ha fatto molta gavetta a livello giovanile, ha un passato importante da calciatore, dove ha vinto tanto, e ha molto entusiasmo. Ci sono tutte le premesse per far bene. E’ chiaro che questa è una domanda difficile a cui rispondere perché la società a fine stagione dovrà tirare una linea, e non so se sette partite possano risultare sufficienti per confermare Inzaghi”.

Come si può uscire da questo scontro tra i tifosi ed il Presidente Lotito?

“Anche questa è una bella domanda. Ho posto lo stesso quesito ieri a Massimo Piscedda al TG3 e in studio e lui ha detto ’bisognerebbe avere la bacchetta magica’. E’ chiaro che tutti dovrebbero fare un passo indietro. A me sarebbe piaciuto che già fosse accaduto qualcosa. In passato c’erano i famosi stati generali, dove si convocavano i saggi per affrontare un determinato problema. Lì tutti si confrontavano in maniera civile e si cercava di arrivare ad una proposta da fare al diretto interessato. Sarebbe bello vedere questo, che tutti si ritrovassero in un posto come un teatro e lì, dopo una sorta di consultazione, si arrivasse ad un dialogo. Tutto questo, però, sembra destinato a rimanere un sogno perché il confronto tra le due parti è stato sempre evitato. Mi aspetto una mossa, non da Lotito, ma dai tifosi che hanno compiuto manifestazioni molto mature nel corso del tempo, come quella a via Allegri, quando ci fu in ballo uno Scudetto. Dalla società non mi aspetto nulla”.

Sei favorevole all’idea del Flaminio come nuovo stadio?

“Penso che chiunque lo sarebbe. E’ un operazione nostalgica che ci potrebbe stare, anche per ridare alla Lazio quel quartiere che gli appartiene, perché Piazza della Libertà si trova a pochi passi. Però ci sono altri tipi di ragionamenti. La premessa è che ogni società di calcio che è intenzionata a crescere deve avere un proprio stadio. Tutte le squadre che hanno fatto il salto di qualità, hanno lo stadio di proprietà, e anche la Lazio deve puntare ad averne uno. Il Flaminio sarebbe un sogno. E’ vero, ci sono tremila ostacoli da superare, ma sarebbe bellissimo. Non credo comunque che questa società, come altre società, vedi la Roma e la Juventus che in passato erano intenzionate risistemare strutture già esistenti, sia in grado di portare a termine tale operazione. Le esigenze del calcio moderne sono diverse. Non c’è solo un prato vere e una tribuna dove poter veder bene una partita da considerare, ma anche altre cose da valutare per poter far business”.

Come vedi il futuro della Lazio?

“Per forza migliore di questo, perché questo è davvero un anno orribile e non è affatto facile riviverlo. La Lazio può pensare in positivo, ma è chiaro che ci vuole una rifondazione totale. La squadra va cambiata, serve acquistare almeno quattro titolari. Questo finale di stagione servirà ad Inzaghi per valutare qualche giovane. La Lazio è come un palazzo che va ricostruito. Mi aspetto un mercato degno di questo nome che aiuti la squadra a competere per la Champions League e a lottare su fronti che le competono”.



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Dalla scuola allo stadio, il modo giusto per sostenere lo sport.

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Si è rinnovato oggi il consueto appuntamento con “La Lazio nelle scuole”, questa mattina i biancocelesti hanno fatto visita all’Istituto Maria Ausiliatrice di Via Dalmazia 12 a Roma. Protagonisti di oggi il capitano Lucas Biglia insieme a Konko e Berisha; presente all’appello l’aquila Olympia accompagnata dal falconiere Juan Bernabè. L’iniziativa (come riportato ufficialmente dal sito sslazio.it) è tesa alla promozione della formazione della cultura sportiva, i cui valori sono sanciti nella Carta Olimpica, diffondendo ed incrementando i principi legati ad una crescita psico-fisica sana, leale e non violenta, che educhi gli adulti del domani, a comportamenti rispettosi dell’avversario e delle istituzioni.

Biglia sul successo: Serve tanto sacrificio, anche a livello umano. Bisogna lasciare tante cose e mettere la testa al 100% su quello che si fa. Il modo migliore per vincere la partita? Fare bene quello che dice il mister e avere l’approccio giusto“. Il suo rapporto con la fede: “Dopo la morte di mio padre sono diventato molto credente. Non chiedo niente, prego per ringraziare. Soprattutto per la salute di mio figlio“. Sugli errori degli arbitri: “Anche loro possono sbagliare. Bisogna rimanere concentrati, nel calcio può capitare. Commettono errori come noi calciatori“. Sulla piaga del razzismo: “Si tratta di ignoranza, non bisogna guardare il colore della pelle“. Sulla scelta del ruolo: “A 5 anni giocavo a calcetto, ero portiere, ma stavo sempre in panchina. Un giorno chiesi di entrare a tutti i costi, ma il mister mi fece giocare fuori dalla porta e da lì ho cominciato a fare il centrocampista”.

Konko sugli errori in campo: “Sbagliare in un contesto di squadra non è un problema. Bisogna rialzarsi, riprovare finché non si riesce. Questo fa la forza di un gruppo, dare fiducia ai compagni che sono in difficoltà per trovare la strada giusta per andare avanti“. Subire un gol da un ex compagno di squadra? “Il gol dell’ex è un classico, capita spesso purtroppo. Ci fa male prendere un gol, anche se lo segna un compagno che ha lottato con noi magari fino all’anno precedente“. Sul suo futuro: “Già ci ho pensato, mi piacerebbe allenare o lavorare con i giovani. Ma non c’è ancora niente di deciso, comunque mi piacerebbe nel mondo del calcio perché è stata la mia vita“. Anche Konko si è espresso sul razzismo: “Purtroppo il problema esiste, ma sono episodi brutti che non bisogna seguire. I razzisti non servono al mondo dello sport. È una minoranza che non va portato nello sport, che è fatto per tutti. Non ci sono colori diversi in questo ambito. Quando si lavora in gruppo il bello è proprio quello: essere insieme a persone che provengono da altri Paesi e che appartengono ad altre religioni“. Sui rimproveri dell’allenatore:Significa che c’è qualcosa di sbagliato, quindi bisogna reagire ed andare avanti“. Sulle prese in giro: “Non è bello, però anche la nostra tifoseria lo fa. Il calcio italiano è così, finché si rimane sullo scherzo non ci sono problemi“. Più importante un assist o un gol? “Piuttosto non prendere gol perché siamo difensori. Poi se viene l’assist bene, se viene il gol ancora meglio“. Domanda sul ruolo in cui gioca: “A 15 anni già avevo capito dove avrei giocato“.

Berisha: Tanti tifosi pensano che sono bravo, tanti pensano che sono una “pippa”. Anche i migliori del mondo sono criticati… Per me l’importante è giocare nel modo migliore possibile“. L’emozione di giocare in uno stadio importante come l’Olimpico: “Quando sono arrivato qui ero un po’ più nervoso perché ho trovato tanti tifosi. Poi mi sono abituato, i compagni e l’allenatore mi hanno aiutato tantissimo“. Ruolo?: “Esattamente l’opposto rispetto al percorso di Biglia, giocavo a centrocampo, poi a 7-8 mancava il portiere della nostra squadra, l’ho sostituito e il mio allenatore mi lasciò in quella posizione“.



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Mercato Lazio: Tonelli vale 8 milioni, per l’attacco varie idee, da Immobile a Van Persie

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Continuano a giungere le varie voci di mercato riguardanti i movimenti che ruotano attorno alla Lazio. Desiderio di rifondazione che, se si studia il Lotito-pensiero, deve sicuramente partire dalle cessioni ancora non definite.

Fatte quasi sicure alcune operazioni in uscita, le piste che si conoscono al momento sono sempre le stesse: capitolo Tonelli, domenica c’è la sfida contro l’Empoli e potrebbe esserci un primo movimento concreto per aprire la trattativa. Il DS Carli all’inizio aveva spaventato la Lazio facendo intuire una chiusura con la società romana, ma di fronte a un’offerta di almeno 8 milioni di euro la squadra toscana potrebbe farci un serio pensiero, il prezzo non è proibitivo ma, sempre tornando nel Lotito-pensiero, potrebbe essere una spesa importante.

In attacco la situazione è complicata, con Klose ai titoli di coda a Roma, Matri che sembra dover tornare a Milano e Djordjevic in costante monitoraggio, sta di fatto che al di là dei ritorni dal prestito bisogna puntare anche a giocatori di qualità. Come sappiamo, la pista che porta a Ciro Immobile è ancora viva, il napoletano del Torino è di proprietà del Siviglia e quest’estate tornerà in Spagna ma solo di passaggio, infatti vorrebbe rimanere in Italia; anche qui, 11 milioni di euro non è una cifra impossibile e in più il suo procuratore è lo stesso di Tonelli, un doppio colpo sarebbe un grande capolavoro di mercato.

Dall’estero torna una vecchia idea di mercato: tramite il portale fotospor.com sembra che un agente FIFA, Ali Güven, vuole prestarsi come intermediario per un possibile passaggio alla Lazio di Robin Van Persie. La situazione politica turca sembra essere alla base del malessere dell’olandese ex Manchester United, e si potrebbe sfruttare l’agente allo stesso modo di quando accadde con l’approdo di Roberto Mancini sulla panchina del Galatasaray. L’unico e grosso ostacolo dell’attaccante del Fenerbache e l’ingaggio molto alto del giocatore ormai 33enne, trovare un compromesso come accadde con Klose è l’unica strada, tutto può succedere.



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Murgia: “Emozionante essere stato a Norcia. Esordire? Sognare non è vietato”

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Sicuramente è il miglior talento che la Lazio possa esprimere da qualche anno a questa parte, ha potenzialità adatte per approdare in Prima Squadra, e proprio per questo Simone Inzaghi al suo esordio ha scelto anche lui per il ritiro di Norcia. Alessandro Murgia ha tutto per sfondare in Serie A, dopotutto l’emozione (almeno) della panchina a Palermo domenica scorsa può essere un primo segnale incoraggiante.

Il giovane centrocampista laziale ha parlato a Lazio Style Radio non nascondendo la gioia per questi giorni di transizione da Pioli a Inzaghi: “E’ stato molto emozionante prendere parte al ritiro a Norcia. Il mister si merita questo posto per quello che ha fatto tutte queste stagioni alla Lazio, sono contento per lui e anche per me, perché mi ha portato con lui, abbiamo trascorso tanto tempo insieme sui campi delle giovanili. Gli auguro tutto il meglio, spero che la Lazio faccia bene e che possa continuare a valorizzare i giovani come sta facendo adesso. Questo ritiro è stato faticoso ma molto bello perché emozionante, impari anche solo guardando, auguro a tutti i primavera di fare un’esperienza come questa, vivere queste emozioni con la Prima Squadra”

Quali sono le differenze tra Pioli e Inzaghi? Cosa è cambiato?

“Pioli e Inzaghi sono due allenatori diversi, il mister lo conosco bene e anche con Pioli mi sono trovato bene, avevamo comunque un ottimo rapporto e considerava molto anche noi. Sono due modi diversi di lavoro, Inzaghi è una persona molto emotiva, carica molto la squadra. Si stimo molto anche mister Pioli, auguro il meglio anche a lui, sono stato bene con entrambi. Ora c’è Inzaghi, mi allenerò al meglio per dare il massimo per lui.

Cosa hai visto di diverso a Palermo?

“Il mister, come al solito, è riuscito ad unire il gruppo come solo lui sa fare, caricando i ragazzi. Sotto il punto di vista mentale credo ci sia qualcosa di più ora, dal punto di vista fisico c’è stato forse qualcosa di diverso in settimana, un metodo di lavoro diverso. La Lazio ha grandissime qualità e grandissimi giocatori con esperienza, meritano di stare in una posizione alta in classifica”

Con la Primavera ora ci sarà  il derby contro la Roma in casa, come sarà senza due colonne come Inzaghi e Farris?

“Non è facile a tre partite dalle Final Eight subire un cambio d’allenatore con uno come Simone Inzaghi che ha vinto e dato tanto. Appena ci sarà la conferma del nuovo allenatore saremo pronti. Noi, soprattutto i più grandi,  dobbiamo trascinare questa Lazio alle Final Eight, perché è lì che dobbiamo stare. Soprattutto noi più grandi daremo qualcosa in più e cercheremo di trascinare questa squadra alle fasi finali”

Inzaghi potrebbe far esordire qualche giovane, magari all’Olimpico. Ci stai pensando?

“Sognare non è vietato, ma quello che faccio è lavorare tutti i giorni. Conosco il mister e i suoi metodi di lavoro. Non è qualcosa di scontato giocare con lui, noi ci alleniamo, le scelte sono le sue. Se riterrà giusto tenere qualcuno in prima squadra o farlo esordire noi ci saremo. Daremo il massimo, anche un allenamento con i grandi può essere una vetrina per noi quindi l’importante è allenarsi al meglio, poi lui è l’allenatore, le scelte le farà lui”



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Palermo-Lazio: il comunicato del gruppo “Ultras Palermo 1900” indirizzato a “La Repubblica”.

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C’è ancora molta polemica intorno agli accadimenti di domenica scorsa a Palermo. I disordini avvenuti prima, durante e dopo il match tra la squadra siciliana e la Lazio, fanno ancora discutere la stampa e i gruppi della tifoseria rosanero. Fantasiose ricostruzioni riportate da  importanti testate giornalistiche hanno dato il via a una sorta di dibattito tra i giornali nazionali e i social media dei sostenitori palermitani. Questa volta la testata sotto i riflettori è “La repubblica”, alla quale il gruppo “Ultras Palermo 1900” ha indirizzato il seguente comunicato:

“In riferimento a quanto riportato in data odierna 12-04-2016 da “La Repubblica” in merito a presunte trattative, alla fine del primo tempo di Palermo-Lazio tra esponenti del nostro gruppo “Ultras Palermo 1900” e membri della curva nord inferiore, tesi a recare maggior danno all’interno dell’impianto durante lo svolgimento dell’incontro, facciamo presente che si tratta di una TOTALE MENZOGNA priva di alcun fondamento. Per totale intendiamo che la NORD SUPERIORE e quella inferiore durante l’intera domenica, e neanche in altre occasioni, hanno avuto mai alcun contatto di nessuna natura. Ci rendiamo conto che la vendita di quotidiani nel 2016 sia impresa alquanto ardua ma arrivare a sparare una menzogna di questa dimensione ha veramente del clamoroso. Colui o costoro che hanno riportato questa notizia se ritengono fondata e dimostrabile questo accaduto, di cui detto sopra, che portino filmati o tabulati che possano comprovarlo… altrimenti, se non hanno nulla da scrivere, attendano qualche mese che le sagre stanno per iniziare piuttosto che infamare il nostro gruppo”. ULTRAS PALERMO 1900



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L’ex allenatore Cagni: “Quella contro l’Empoli sarà una delle gare più belle”.

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Sulla base di quanto riportato dall’ex tecnico dell’Empoli, Luigi Cagni, domenica 17 Aprile ci sarà il primo vero esame per Simone Inzaghi. Nella 33° giornata di campionato, infatti, la Lazio sfiderà proprio la squadra toscana. L’ex tecnico prevede una bella gara, da giocare in un clima sicuramente meno teso di quello registrato a Palermo. L’Empoli non ha preoccupazioni riguardanti società e classifica e per questo gioca in modo rilassato e divertente. Lo stesso discorso vale anche per i biancocelesti, che hanno definitivamente scaricato tutta la tensione accumulata in un periodo particolarmente pressante, e si apprestano a concludere serenamente il Campionato. Di seguito le parole di Gigi Cagni ai microfoni di TMW Radio:

Mi piacerebbe allenare la Lazio, è una piazza molto importante. Ma non faccio il veggente. Questo tipo di sfide piacciono molto a un tecnico”. 

Sugli esoneri di Pioli e Mihajlovic: Stanno accadendo cose non troppo adatte al calcio del futuro. Non mi riferisco a Brocchi e Inzaghi, magari si dimostreranno bravissimi”.

Sul tecnico Simone Inzaghi:“So per certo che ha una grandissima passione per il calcio. L’ho sfiorato a Piacenza, era un ragazzino. Lui e suo fratello si informavano su tutto, sapevano tutte le formazioni e i calciatori dalla Serie A alla Serie C1. Nel prossimo weekend, ci sarà il primo esame per Inzaghi, contro l’Empoli sarà una delle gare più belle di giornata. Il Palermo, invece, era in difficoltà. L’Empoli non ha problemi di classifica e gioca un certo tipo di calcio, fa divertire. La Lazio è serena perché non ci sono tante pressioni, sarà una partita molto bella”.



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Lazio, ascolta Calori: “Inzaghi in futuro? Sarà il tempo a dirlo. Si, dare una chance a Tonelli”

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Ci fece il più bel regalo da giocatore, quel gol alla Juventus nel pantano di Perugia che ci consegnò il secondo scudetto. Adesso è un buon allenatore, ma paga l’ultimo esonero dopo la brutta annata col Brescia nel 2014/15 (la squadra poi venne ripescata, ndr), e Alessandro Calori ha tutti i titoli e meriti per dare un giudizio critico su ciò che sta accadendo nel mondo del calcio.

Ai microfoni di Lazio Style Radio, ha parlato dell’esordio e della scelta di Simone Inzaghi, nonchè della prossima partita laziale contro l’Empoli e di questa possibile trattativa per il passaggio di Lorenzo Tonelli a Roma: “Simone Inzaghi è stato un giocatore che ha lasciato traccia, non porti a casa uno sconosciuto. Penso sia stata una scelta giusta. Se sia l’allenatore del futuro, sarà il tempo a dirlo. Ma è un ragazzo che ha fatto sei anni di giovanili, conosce l’ambiente, e la società ha deciso di dargli una grande possibilità. Lo stesso vale per Brocchi, che però ha un po’ meno esperienza. Oggettivamente non puoi incidere più di tanto in sei partite. Anche perché ultimamente l’allenatore ha ancor meno influenza: spesso gli viene negato il tempo per lavorare. L’Empoli ha mostrato di avere un’ottima organizzazione. Hanno quasi raggiunto il loro obiettivo, è una squadra tranquilla ma che gioca a calcio. La Lazio per vincere dovrà sudarsela. La forza dell’Empoli è un’idea societaria: un lavoro iniziato con Sarri e portato avanti nella giusta maniera da Giampaolo. Tonelli? Un giocatore che negli ultimi anni è cresciuto in maniera importante. E’ un ottimo difensore, potrebbe essere una grande opportunità per lui, la Lazio. L’unico problema potrebbero essere le pressioni in una piazza come quella romana”.

Calori, infine, ha apprezzato la linea societaria laziale, fatta di giovani interessanti e di prospettiva: “Keita ha grandi doti, ma deve trovare continuità per diventare un giocatore completo. Lui, come Felipe Anderson, Cataldi e Milinkovic sono ragazzi che in un futuro potranno diventare degli ottimi calciatori. Ma devono avere la possibilità di maturare per giocare ad altri livelli”



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Biava sulla situazione del Milan: “Non sarà facile, é una grande occasione, ma Cristian farà bene”.

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In merito alla promozione dell’ex laziale Cristian Brocchi dalla Primavera alla prima squadra del Milan, è intervenuto ai microfoni di gianlucadimarzio.com l’ex difensore classe ’77 Giuseppe Biava. Militò nella Lazio da febbraio 2010, firmando un contratto biennale e, nella stagione 2010-2011, diventa titolare fisso della squadra; a marzo 2012 rinnova il contratto fino al giugno 2013 e in questa stagione gioca 31 incontri in campionato, 8 in Europa League e 4 in Coppa Italia, scendendo in campo anche il 26 maggio 2013, in occasione della finale vinta per 1-0 contro la Roma. Tre giorni dopo rinnova il contratto con la Lazio fino al 30 giugno 2014. Ecco le sue parole: “Cristian farà bene, è molto ambizioso. Inoltre è una persona eccezionale. Quando arrivai alla Lazio fu il primo ad accogliermi, mi spiegò com’era la situazione. Cercò di inserirmi in un nuovo contesto.Sempre disponibile, generoso, aiutava tutti. Porterà in panchina queste caratteristiche”.

Cosi’, dopo l’esonero di Mihajlovic, Berlusconi e l’amministratore delegato della società Galliani, hanno decido di concedere questa grande occasione all’ex centrocampista della Lazio. Che tipo di allenatore è?

“È una persona schietta, diretta. Fa gruppo. Il mondo del calcio ha bisogno di gente come lui. Veniva preso un po’ in giro dagli altri, specie da Mauri. Ma in maniera scherzosa. Sai, era un po’ fumantino! Ora ha una grande occasione, non sarà facile. Il salto è grande.”

Un pensiero anche su Simone Inzaghi, ex compagno di Biava ai tempi della Lazio.

“Da giocatore era un po’ diverso da Brocchi, amava scherzare molto. Poi l’ho rivisto da allenatore ed era cambiato, un po’ più serio. Maturato. Simone si è calato benissimo nella nuova realtà raggiungendo importanti risultati con la Primavera (tre trofei vinti, due Coppe Italia e una Supercoppa, ndr). Il suo entusiasmo si è visto subito nella prima partita contro il Palermo, vinta 3-0. Ha riportato un po’ di serenità”.



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