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Anniversario Fersini. Inzaghi: “Vuoto incolmabile”, mamma Katia: “Che bello, chiesa piena”

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Ieri sera alle 19:30 presso la Chiesa della Divina Provvidenza (meglio conosciuta come “della Madonnetta”) di Fiumicino si è svolta la funzione commemorativa a quattro anni di distanza dalla sciagurata morte del giovane Mirko Fersini, giocatore degli Allievi Nazionali. Amici ed ex compagni di squadra si sono ritrovati come ogni anno presso la città dell’aereoporto, e immancabile è stata la presenza dell’allenatore della Prima Squadra, Simone Inzaghi, che quattro anni fa era proprio suo mentore in quella categoria.

L’allenatore piacentino ha rilasciato queste belle parole al termine del rito religioso: “Anche quest’anno c’è stata una bellissima testimonianza di vicinanza alla famiglia di Mirko. Lui è sempre presente nei miei pensieri e in quelli di tanta gente. Ha lasciato un vuoto incolmabile. Oggi non penso alla ricorrenza della sua morte, perché ci penso quotidianamente, visto che abbiamo le sue foto e il campo intitolato a lui a Formello. E credo che da lassù ci starà sempre accanto. Questa brutta cosa successa quattro anni fa mi ha segnato profondamente, è un ferita che non si rimarginerà mai. Però penso che sarà sempre con noi”.

A fargli eco il miglior amico di Mirko, e compagno di squadra, Lorenzo Silvagni: “Anche se sono passati quattro anni, è bello che tanta gente venga qui a ricordarlo. Penso a lui prima di ogni allenamento e di ogni partita, è un ricordo quotidiano. Il mio pensiero va sempre a lui in ogni momento della giornata. Perché quando rido o scherzo ripenso a quando lo facevo con lui. È un momento di carica prima delle partite, cerco di instaurare un dialogo immaginario per averlo vicino a me”.

In questi anni si sta realizzando una scuola calcio in suo nome in Romania. La mamma Katia, oltre ad essere emozionata dalla mole di gente accorsa per la commemorazione, descrive questo progetto: “È bellissimo vedere tutta questa gente a distanza di quattro anni. La chiesa era piena e la gente ha risposto come sempre con gioia. Per loro realizzare questo progetto in un paese così piccolo e povero vuol dire molto. Abbiamo dato loro la possibilità di crescere e giocare e oggi vedendolo concluso siamo molto soddisfatti. Sono serviti due anni per realizzarlo. Hanno dovuto cominciare da zero e c’è stata anche grande collaborazione degli abitanti del posto, molti di loro anche in forma gratuita. Un progetto davvero riuscito nel migliore dei modi”



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Germoni: “Esperienza bellissima con la prima squadra”

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Per Luca Germoni terzino della primavera laziale, la settimana appena trascorsa è stata forse la più importante della sua vita.  E andato in ritiro a Norcia con la prima squadra e poi ha sfiorato l’esordio in serie A per i problemi fisici di Lulic. Il giovane terzino classe ’97 però sembra abbastanza soddisfatto nel modo in cui siano andate le cose, come da lui stesso dichiarato ai microfoni di Lazio Style Radio: “L’esperienza con la prima squadra è stata bellissima, ringrazio il mister Inzaghi per la fiducia e i grandi che ci hanno accolto nel migliore dei modi. È stata un’esperienza nuova, siamo andati bene noi Primavera abbiamo fatto gruppo con tutti, spero che il mister abbia apprezzato i nostri sforzi. Possibilità di esordio? Lulic non stava molto bene però ha recuperato e ne sono contento. È stata un’emozione unica anche solo pensare che potessi esordire in Serie A, ma ci sarà tempo. Ora dobbiamo pensare al derby con la Primavera. Mister Inzaghi riuscirà a far bene con la Lazio perché è un grande allenatore ed è molto preparato. Il rapporto tra i ragazzi della Primavera e quello della prima squadra è diverso, perché a noi deve far capire determinate cose mentre i giocatori della prima squadra sono preparati ed è difficile trovare delle cose che non vanno bene. Però sicuramente il mister li aiuterà così come ha fatto con noi.”

Sul derby Primavera, Germoni ha le idee chiare: “Tra una settimana si giocherà il derby, il fatto di non avere più una parte dello staff ci complica perché quando hai un allenatore che sai cosa vuole in campo è un’altra cosa, vediamo chi arriverà e come vorrà giocare. Noi ci prepariamo al meglio, diamo il 100% in ogni allenamento e siamo sicuri di far bene al Fersini contro la Roma.”



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Protti elogia la Lazio di Palermo ma smorza gli animi:” Non esaltiamo troppo questa vittoria”

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Igor Protti, ex biancoceleste, è intervenuto ai microfoni di Lazio Style Radio in merito alla vittoria laziale contro un Palermo in evidente difficoltà. Una vittoria all’esordio di Simone Inzaghi ottenuta senza sforzo.

Stando alle parole dell’ex, questa vittoria non bisogna esaltarla, vista la stagione attuale delle aquile, basta un pareggio od una sconfitta per rientrare nel baratro da dove la Lazio sta cercando di uscire.

“La Lazio a Palermo ha fatto un risultato importante, ottenuto in un contesto difficile, il Palermo si giocava tanto e l’atmosfera era molto calda. La risposta dei biancocelesti è stata importante arrivata in un momento altrettanto difficile perché si veniva dal derby. Inzaghi ha fatto una partenza eccellente nella quale ha dimostrato di essere un bravo allenatore con qualità e capacità.Ora è importante non incorrere nell’errore di esaltare troppo questa vittoria e al primo pareggio o sconfitta mettere di nuovo tutto in discussione, questo ricreerebbe confusione e difficoltà.Sappiamo che tutte le partite in Serie A sono complicate, questo finale di stagione deve servire per fare delle valutazioni, la cosa migliore sarebbe quella di cercare di programmare il futuro.L’allenatore entra in un’ottica diversa rispetto a quella che aveva da calciatore, un ex attaccante diventato allenatore può dare delle indicazione rispetto alle sue esperienze e può accelerare il processo di crescita.Però un tecnico bravo è colui che riesce a spogliarsi del ruolo che ha avuto. Allenatore e giocatore sono due figure che non hanno nulla a che fare tra loro.L’autorevolezza di un allenatore non è data dall’età ma da quello che dice e da come si comporta. La coerenza si trasforma in credibilità ed è quella che ti fa guadagnare la fiducia degli atleti.L’impatto iniziale è molto personale, è una questione di chimica, non ha logica. Successivamente subentra poi la credibilità di un allenatore, è il tempo che crea rapporti non è una questione immediata ma arriva attraverso il comportamento.La sfida contro l’Empoli sarà difficile perché la squadra di Giampaolo gioca in maniera spensierata”.



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Ex biancocelesti sulle panchine, bene Almeyda, altro pareggio per Nesta, speranze per Simeone

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lazio atletico madrid

Protagonisti del recente passato della Lazio, alcuni ex calciatori biancocelesti hanno intrapreso un nuovo inizio da allenatori, chi in terra straniera, e chi in Italia.

Un altro pareggio per il Partizani di Andrea Agostinelli, che sbatte contro il muro del  Flamurtari per 1-1. Rallenta ancora, dunque, l’inseguimento allo  Skenderbeu capolista, distante ormai di 5 lunghezze.

Vittoria sofferta quanto netta per il Chivas di Almeyda, che supera per 3-0  il Puebla. Una buona iniezione di fiducia, per Almeyda e i suoi, in vista del derby contro l’Atlas.

Passo falso per quanto riguarda l’avventura di Bergodi alla guida del Modena. Sconfitta casalinga pr 1-4 per i canarini, sempre più in zona playout. Serviranno punti contro l’Entella, per riagguantare qualche speranza salvezza e ritrovare un po’ di fiducia.

“Testa bassa e pedalare” è il motto di Sergio Conceicao, che con il suo  Guimaraes rimedia una sconfitta per 2-0 sul campo del Rio Ave. Bisogna rialzare la testa, già a partire dalla prossima gara con il Maritimo, con la speranza che non vi siano più errori arbitrali che hanno contribuito alla striscia negativa del Guimaraes.

Altro pareggio a reti inviolate, per quanto riguarda  il Tatabya di Giordano. La prossima gara vedrà impegnato il Tatabya sul campo dello Csorna, avversario ampiamente battibile.

Sembra in discesa la strada verso il secondo posto per l’Alessandria di Gregucci, che passa per 3-0 sul campo della Giana Ermino, approfittando della sconfitta del Bassano contro il Pro Piacenza.

La prima gara casalinga del Miami Fc di Alessandro Nesta finisce con un pareggio per 1-1. La prossima tappa nel cammino dell’ex capitano dei biancocelesti sarà a Jacksonville.

Una vittoria difficle per il Pescara di Oddo, che vince 1-3 al Partenio, nonostante le numerose assenze. Fondamentale la prossima gara con il Cesena, utile per scavalcare proprio gli emiliani e piazzarsi al sesto posto in classifica.

Vincere è l’imperativo per Simeone e i suoi, che dopo le due sconfitte consecutive del Barcellona si riavvicina alla vetta della Liga. I colchoneros devono continuare a vincere se vogliono anche solo sperare in una possibile vittoria finale, a partire già dalla prossima gara contro il Getafe.



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Dopo l’esonero di Pioli, arriva anche quello di Mihajlovic, Fiore: “Non condivido nessuna delle due decisioni”

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In occasione dell’esonero di Mihajlovic, e’ intervenuto ai microfoni di Tuttomercatoweb.com l’ex centrocampista biancoceleste Stefano Fiore, alla Lazio dal 2001 al 2004 (A Roma ritrova come allenatore Dino Zoff, tecnico con il quale Fiore aveva giocato in Nazionale agli Europei del 2000. Nel primo anno colleziona 30 presenze e 3 reti in campionato e vive il cambio di allenatore: già dalla quarta giornata la squadra viene affidata ad Alberto Zaccheroni che non riesce a impiegarlo con efficacia. La situazione cambia con l’avvento sulla panchina laziale di Roberto Mancini, allenatore emergente che riesce a trovare per Fiore più spazio), ed ex compagno di squadra ai tempi della Fiorentina, stagione 2005-2006 (38 presenze 6 reti), del neo tecnico rossonero: “Voglio fare un grosso in bocca al lupo a Cristian Brocchi perché è un’occasione importante, fortemente voluta dalla società che osservandolo di giorno in giorno lo ha considerato perfetto per il dopo Mihajlovic. Cristian si è preso una bella gatta da pelare, ma se lo hanno ritenuto all’altezza della panchina del Milan allora è un’investitura di grande prestigio. E’ un rischio ovviamente ma io personalmente credo che abbiano scelto bene. La differenza la farà il fatto che avrà fin da subito tutto l’appoggio da parte della società”.

Poi ha proseguito confrontando la situazione del Milan a quella della Lazio con Simone Inzaghi, anche lui promosso dalla Primavera alla prima squadra:

Sono due situazioni abbastanza simili anche se a livello di campionato sono diverse. Non credo che un allenatore possa cambiare il volto di una squadra, forse in questo senso giustifico più l’addio a Mihajlovic in previsione del finale di campionato e in vista della finale di Coppa Italia.

In conclusione:

Non condivido nessuna delle due decisioni perché penso che sia meglio cambiare a fine stagione, soprattutto quando ormai i campionati sono compromessi come in queste due occasioni”. 



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Mi ritorni in mente… la finale del 2000 vinta dalla Lazio e la ricaduta di Ronaldo

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12 aprile 2000, Stadio Olimpico, finale di andata di Coppa Italia tra Lazio e Inter. La spunta la squadra di Eriksson in rimonta sugli 11 di Marcello Lippi. Seedorf mette paura ai biancocelesti dopo 8 minuti ma durante tutto il primo tempo la rimonta ha effetto con i gol di Nedved (con deviazione sul tiro, ndr) e il fresco ex Simeone che non esulta per rispetto verso gli appena lasciati colori nerazzurri. La serata sarà ricordata (ancora oggi) per il primo tentativo di ritorno in campo di Ronaldo dopo il brutto infortunio che sarà il leit motiv di una (nonostante tutto) bellissima carriera tra club e nazionale carioca; forse non era quella la serata adatta per le sue illuminanti giocate, forse impiegato troppo presto dal tecnico viareggino, fatto sta che dopo un doppio passo la gamba cede e Ronaldo cadrà a terra lasciandosi in un lungo, straziante e triste pianto che lo porterà a dover abbandonare il campo e indisporsi per almeno un altro anno.

LAZIO (4-4-1-1): Ballotta; Gottardi, Couto, Mihajlovic, Pancaro; Conceicao, Sensini, Nedved, Simeone (81′ Almeyda); Stankovic (55′ Mancini); S.Inzaghi (76’ Salas). A disposizione: Marchegiani, Negro, Lombardo, Veron. Allenatore: Eriksson.

INTER (3-5-2): Peruzzi; Panucci, Blanc, Cordoba; Moriero (46′ Di Biagio), J.Zanetti, Seedorf, Cauet, M.Serena; Mutu (58′ Ronaldo), R.Baggio (58’ Zamorano). A disposizione: Frezzolini, Colonnese, Domoraud, Recoba. Allenatore: Lippi.

Arbitri: Sigg. Trentalange (Torino) e Pellegrino (Barcellona Pozzo di Gotto).

Marcatori: 8′ Seedorf, 40′ Nedved, 52′ Simeone.

Ammonizione: Moriero per proteste, Nedved, Couto, Almeyda per gioco falloso.



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Mirko Fersini, oggi la commemorazione, la mamma Katia:”Il suo ricordo è vivo in tutti noi”

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Sono passati quattro anni da quel tragico giorno in cui Mirko Fersini, il baby laziale della primavera, ha perso la vita in un tragico incidente. Questa mattina è intervenuta la madre, Katia Fersini, ai microfoni di Lazio Style Radio invitando il popolo laziale e non, nella chiesa di Fiumicino.

“Tutte queste manifestazioni di affetto sono per me un grande onore, sono passati quattro anni dalla prematura scomparsa di Mirko, per me è passata un’eternità. Ho delle testimonianze di affetto quotidiane, non mi sento mai sola, oggi più che mai sono tante le persone che rivolgono un pensiero a Mirko e hanno un ricordo bello di lui. Questo è quello che mi resta e non è poco.

Sono forte, con Mirko passavo molto tempo come tutte le mamme, lo accompagnavo agli allenamenti e lo seguivo in tutto quello che faceva, lui è sempre stato un ragazzo allegro. Sin da subito ho dovuto scegliere se morire dentro oppure andare avanti e sorridere. Sono convinta che lui, ovunque sia, vorrebbe vedere il sorriso, lui che era il sorriso fatta persona e questo mi ha dato la forza di andare avanti. Ho scelto di vivere e non sopravvivere.

Io non sono sola, sono circondata da gente che mi vuole bene e che me lo dimostra con i fatti.

Questa sera alle 19.30 a Fiumicino nella chiesa della parrocchia ci sarà una cerimonia, naturalmente l’invito è aperto a tutti, più siamo e più preghiere arrivano a mio figlio.

Simone Inzaghi è sempre presente nonostante gli impegni. Al tempo degli Allievi aveva con Mirko un rapporto professionale così come con gli altri ragazzi, ma dopo l’accaduto si è dimostrato non un allenatore ma un amico, ha un grande cuore, si è creato un rapporto speciale. Ci è stato sempre vicino, è una persona speciale”.



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Laziali in prestito: Elez segna, Oikonomidis illumina, bocciati gli altri

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Si è chiusa in positivo la settimana dei laziali in prestito: un gol per Elez che continua a trascinare l’Aarhus in Danimarca e un assist importantissimo di Oikonomidis che aiuta la Salernitana a guadagnare 3 punti per la salvezza le note più liete del week-end tra le giovani aquile mandate a “farsi le ossa” altrove.

Partiamo come al solito dall’analisi dei biancocelesti sparsi in cadetteria, partendo ovviamente dalla Salernitana, che batte il Latina per 3-2 e ricomincia a sperare nella salvezza, anche se la strada per gli uomini di Menichini è ancora in salita. Come accennato in precedenza è di Oikonomidis l’assist vincente che consente a Donnarumma di siglare il momentaneo 2-2. L’australiano ha preso parte alla gara dal 1′ ma è stato sostituito prima della seconda frazione di gioco, riuscendo comunque a farsi vedere dopo un periodo in cui aveva giocato col contagocce. Degli altri laziali si vede in campo solo Ronaldo, subentrato al 36° per sostituire l’infortunato Moro. In panchina per tutti i 90′ Strakosha, Pollace e Tounkara, non convocato Prce.

Sconfitta pesante quella rimediata dal Modena nella sfida contro il Trapani: 4-1 il finale e gialloblu a un punto dalla zona retrocessione. Per Crecco 90′ in campo, anche se la sua prestazione è da dimenticare, come quella di tutto il resto della squadra.

Filippini stavolta rimane a guardare dalla panchina il suo Pro Vercelli nel pareggio per 1-1 sul Como: per il classe ’95 neanche 1′ in campo.

Bari che esce vittorioso dalla sfida di Livorno per 2-1: non si vede però Joseph Minala ancora in infermieria a causa di un problema al tendine d’achille.

In Lega Pro non riesce a incidere stavolta Cristiano Lombardi, in gol la settimana passatil suo Ancona non va oltre lo 0-0 con il Pontedera e il classe ’95 viene richiamato in panchina 15′ dopo l’inizio del secondo tempo.

Solo 10′ per Antonio Rozzi con il Siena, che si fa raggiungere dal Teramo dopo il triplo vantaggio maturato nel primo tempo. Troppo poco spazio per il giovane attaccante romano, che non riesce a mettersi in mostra negli ultimi istanti della partita.

Passiamo all’altra nota postiva del finesettimana: Josip Elez, che apre le marcature nel match tra il suo Aarhus e il Sonderjyske, terminato con il risultato di 2-2. Striscia positiva di prestazioni per il difensore,  che l’anno prossimo potrebbe essere mandato in un campionato più competitivo di quello danese.

Nuova esclusione dai convocati per Bryan Perea, che non trova più spazio nel Troyes, fanalino di coda della Ligue 1 e uscito sconfitto anche contro il Saint-Etienne con il risultato di 0-1.

Non sorride neanche Alvaro Gonzales, che guarda dalla panchina il suo Atlas uscito sconfitto nella partita con il Monarcas Morelia per 2-1.

Ancora in campo Vinicius, entrato al 55º nell’incontro tra Basilea e Zurigo, terminato 2-2. Buona la prestazione del brasiliano, che si sacrifica spesso per contenere gli attacchi dei detentori del campionato svizzero.



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Tonelli, parla Corsi: “Trattativa chiusa? Non scherziamo’”

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La vittoria in casa del Palermo ha leggermente calmato le acque in casa Lazio, ma la situazione rimane comunque facilmente infiammabile, considerando anche qualche “inciampo” da parte della difesa biancoceleste che, se attaccata, mostra in bella vista tutte le sue crepe. E sono proprio queste mancanze (sia sul piano dell’ attenzione che su quello tattico) a non far dormire sonni tranquilli al ds Tare e, soprattutto, ai tifosi biancocelesti, preoccupati che la squadra non venga ben rinforzata durante il mercato estivo, considerando che a Gennaio la “toppa” ha preso le sembianze di Milan Bisevac, rivelatosi tutt’altro che una sicurezza in questo spezzone di campionato disputato.

È proprio per questo motivo che da tempo si rincorrono le voci la Lazio stia concentrando tutti i suoi sforzi su Lorenzo Tonelli, il centrale difensivo dell’Empoli che ha ben figurato quest’anno e che sembra essere appetito da diverse squadre italiane di primissima fascia. Giorni fa si parlava addirittura di un affare in dirittura d’arrivo, con la riunione decisiva tra le due società prevista proprio per il prossimo week end (a Roma si giocherà Lazio-Empoli, ndr). A smentire questa situazione ci ha pensato oggi il Presidente dell’Empoli Fabrizio Corsi che, ai microfoni di Radio Olimpia ha affermato che la trattativa è bel lontana dal potersi definire chiusa. “Tonelli alla Lazio? Non scherziamo. Stimo Lotito, presidente di alto spessore che alla Lazio ha dato tanto seppur nelle difficoltà e nelle contestazioni, ma chi parla di trattativa già avviata o addirittura conclusa fra Empoli e Lazio, con l’aggiunta dell’inserimento di eventuali contropartite tecniche, si inventa una realtà che non esiste. Tonelli è un nostro patrimonio, ho rifiutato, fra le altre, un’offerta da 13 milioni per lui durante la sessione del mercato di gennaio, tutte provenienti da squadre italiane che il prossimo anno parteciperanno alla Champions League. La Juventus, ve lo posso garantire, punterebbe più sul nostro Tonelli, peraltro italiano, che su De Vrij. Non so quanto possa costare l’olandese, ma il nostro non lo svendiamo, anzi… Sento parlare di una valutazione che si aggirerebbe intorno ai 7/8 milioni, posso solo aggiungere che andrebbero pure bene ma per gamba… La prossima estate, con Tonelli come con gli altri nostri gioielli, ci siederemo intorno ad un tavolo affinché si possa trovare la migliore soluzione che possa accontentare tutte le parti in causa, cioè noi, i calciatori e le loro acquirenti

Tonelli-Lazio, la strada è in salita e, al momento, sembra essere una salita molto dura e in cui pedalare in piedi potrebbe non bastare.



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Palermo-Lazio: otto tifosi arrestati per rissa aggravata.

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during the Serie A match between US Citta di Palermo and SS Lazio at Stadio Renzo Barbera on April 10, 2016 in Palermo, Italy.

Palermo: poche ore prima del fischio d’inizio del match Palermo-Lazio, il capoluogo siciliano è diventato teatro di spiacevoli vicende che hanno visto coinvolti una trentina di tifosi biancocelesti, quattro dei quali sono stati arrestati insieme ad altri quattro tifosi rosaneri. Difficile risalire ai motivi che avrebbero dato origine allo scontro, sicuramente a Palermo l’aria era tesa già prima dell’arrivo dei tifosi laziali. Il questore Guido Longo è intervenuto sulla vicenda presumendo che la maxi rissa di ieri pomeriggio non sia stata casuale bensì premeditata. Le motivazioni che avrebbero scaturito la colluttazione non sono del tutto chiare ma Longo non esclude la matrice ideologica; queste le sue parole sull’accaduto:

“Gli scontri di ieri pomeriggio tra tifosi palermitani e laziali non hanno nulla a che fare con la partita ma, probabilmente, hanno una matrice ideologica. I soggetti palermitani arrestati fanno tutti parte dei centri sociali, in particolare Anomalia ed ex Karcere, e sono già tutti conosciuti dalle forze dell’ordine per piccoli reati. Due di loro sono già stati denunciati più volte per vicende che hanno visto coinvolta Anomalia. È probabile che la rissa sia stata organizzata prima e non sia scoppiata per caso. Ad ogni modo, in via Libertà si è trattato di un agguato a tutti gli effetti ma la nostra presenza ha permesso di intervenire subito e di identificare i partecipanti alla rissa”.

Effettivamente i tifosi coinvolti nella rissa sono stati immediatamente identificati e gli otto arrestati sono i palermitani Alberto Gabriele Bruneo, 26 anni, Aloui Chadli, 28 anni (già sottoposto a daspo), Emanuele Cardella, 28 anni, Maria Emanuele Surdi, 23 anni (già sottoposto a daspo), Massimiliano Morelli, 22 anni, romano, tifoso laziale, Gabriele Lordi, 22 anni, già sottoposto a Daspo, tifoso laziale, Daniele Casella, tifoso laziale, Marco Massaro, romano, 26 anni, tifoso laziale. Denunciato anche il palermitano ventunenne Mattia Falcone, attualmente ricoverato all’ospedale di Villa Sofia per aver riportato diversi traumi facciali durante gli scontri.

E nonostante la confusione del pre-partita avesse già messo a dura prova la trasferta a Palermo, non sono mancati gli inconvenienti in campo. L’incontro tra rosaneri e biancocelesti è stato sospeso due volte a causa del lancio di fumogeni e petardi; il tutto potrebbe costare caro alla squadra siciliana che rischia la squalifica del campo. Nel post-partita sono stati numerosi i disordini pubblici e lo stato di agitazione di entrambe le tifoserie ha richiesto nuovamente l’intervento delle forze dell’ordine. Un’altra domenica di calcio segnata da spiacevoli accadimenti che logorano il mondo sportivo italiano.



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Papadopulo: “Lazio, ci sono due soluzioni: compromesso con i tifosi o un passo indietro di Lotito”

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In occasione della vittoria dei biancocelesti di ieri sera, è intervenuto ai microfoni de I Laziali Sono Qua, analizzando la situazione e la vittoria della Lazio, Giuseppe Papadopulo, ex tecnico biancoceleste della stagione 2004-2005, squadra nella quale aveva militato anche da calciatore. Con i biancocelesti ottenne il 10º posto, conquistando l’accesso in Intertoto e centrando al suo esordio sulla panchina delle Aquile una vittoria nel Derby per 3-1, non venendo però rinconfermato dal patron laziale Claudio Lotito, che per la stagione successiva scelse al suo posto Delio Rossi.

Sicuramente il rapporto conflittuale con i tifosi non ha agevolato e non agevolerà quella che è la gestione societaria. L’importante è che il bene della Lazio venga messo al primo posto in quelle che saranno le decisioni future. A mio avviso le soluzioni sono due: o un compromesso tra le parti, ma mi sembra difficile, o un passo indietro del presidente. Credo che i giocatori si siano resi conto che la tifoseria non avrebbe più accettato la passività manifestata nel derby. C’è stata finalmente una prestazione nelle corde di quella che, nonostante le tante delusioni stagionali, resta una rosa di buona qualità”. 

Inoltre ha detto la sua anche su Inzaghi e Pioli:

“Inzaghi ha tutto da dimostrare, ma possiede la freschezza e l’entusiasmo per risollevare le sorti della squadraPioli è arrivato alla Lazio in un momento giusto, poi è venuto meno l’entusiasmo e senza i giusti supporti è venuto giù il castello che aveva costruito con fatica, anche se gli ottimi risultati nella prima stagione resteranno nella storia e nei cuori dei tifosi”.

Infine, un occhio di riguardo a cio che potrebbe accadere in futuro, soprattutto da quali giocatori poter ripartire nella prossima stagione:

Marchetti in porta offre ampie garanzie.Tra i più giovani punterei fortemente su Keita, perché penso che possa diventare un giocatore di grande livello. Poi Candreva e Parolo, elementi importantissimi per l’ossatura della squadra, senza dimenticare chi per infortunio, come De Vrij, non ha potuto offrire il contributo che si attendeva”.

 



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Felipe, Bisevac e Onazi in coro: “Continuiamo così!”

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onazi lazio

La Lazio firmata Inzaghi Jr. riparte da Palermo e si rilancia verso un finale di stagione più promettente. C’è chi ha già espresso la propria soddisfazione ai microfoni nel post partita, come Felipe Anderson, che ha detto la sua ai microfoni di  Lazio Style Channel:  “Questa settimana è servita per capire cosa possiamo fare, siamo capaci di raggiungere obiettivi che abbiamo mancato quest’anno. Ma abbiamo qualità, e oggi l’abbiamo dimostrato di nuovo. Inzaghi? A un certo punto gli ho chiesto quanto mancava, e lui credeva che fossi stanco, ma era perché mi sentivo bene e speravo di avere tempo per segnare ancora. Con Inzaghi mi trovo bene, lo conoscevo. Penso potremmo fare un bel finale di campionato insieme. Si vede che è giovane, ha subito mostrato chi è, in ogni allenamento voleva che dessimo tutto. In questa maniera ci siamo conosciuti nel migliore dei modi, ed è importante per fare bene. Con questa vittoria abbiamo diminuito in punti di distanza con le altre. Possiamo ancora salvare ciò che abbiamo perso, si può vincere e possiamo giocarcela con chiunque. Pensiamo partita per partita, continuiamo così.

C’è invece chi ha detto la sua tramite i social, come Eddy Onazi, che si è rivolto in particolare ai tifosi biancocelesti presenti al Barbera:  “Grazie a tutti i tifosi che sono venuti per sostenere la squadra! Ora possiamo solo migliorare”

Un successo utile per scrollarsi di dosso alcune critiche di troppo, per Milan Bisevac, che tramite un tweet piuttosto polemico si è tolto qualche sassolino dalla scarpa:  “Di tutte le critiche, le peggiori sono quelle che provengono dall’ignoranza. Forza Lazio!”.



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Mi ritorni in mente.. il derby del 2009 e quel gran gol di Zarate

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Quando pensi all’11 Aprile ti viene in mente non un giorno qualunque ma il giorno del derby del 2009. Allo Stadio Olimpico la Lazio di Delio Rossi contro la Roma del primo Spalletti, è vittoria della squadra biancoceleste; apre un gol di Pandev dopo soli 2 minuti, poco dopo arriva il capolavoro di Zarate; a completare i gol arriva il primo gol romanista di Mexes, il 3-1 di Lichtsteiner, il gol preoccupante di De Rossi e quello di Kolarov che mette il derby in cassaforte.

LAZIO (4-3-1-2): Muslera, Lichtsteiner (74′ De Silvestri), Siviglia, Rozehnal, Kolarov, Brocchi, Ledesma, Matuzalem, Foggia (80′ Mauri), Zarate (65′ Rocchi), Pandev. A disposizione: Carrizo, Diakite, Dabo, Meghni. Allenatore: D.Rossi.

ROMA (4-2-3-1): Doni, Motta, Mexes, Panucci, Riise, Brighi (65′ Tonetto), De Rossi, Pizarro (89′ Taddei), Perrotta (55′ Menez), Julio Baptista, Totti. A disposizione: Artur, Loria, Diamoutene, Cassetti. Allenatore: Spalletti.

Arbitro: Sig. Morganti (Ascoli Piceno) – Assistenti Sigg. Stefani e Faverani – Quarto Uomo Sig. Mazzoleni.

Marcatori: 2′ Pandev, 4′ Zarate, 10′ Mexes, 58′ Lichtsteiner, 80′ De Rossi, 85′ Kolarov

Espulsioni: Spalletti (Roma) e Tare (dirigente Lazio) per comportamento non regolamentare nell’intervallo; Panucci (doppia ammonizione), Mexes e Matuzalem.

Ammonizioni: De Rossi, Pizarro, Brocchi, Mauri, Lichtsteiner e Mexes.



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Lotito: “Squadra ha reagito con giusto carattere. Complimenti a Inzaghi e Klose”

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Scontato, ma questa volta a tempo record. Dopo nemmeno 60 minuti dal termine dell’incontro tra Lazio e Palermo, è arrivato il comunicato ufficiale del Presidente Claudio Lotito, che evidenzia il “grande spirito” di questo gruppo. Non stupisce più il fatto che esso arrivi solamente dopo la vittoria, mentre proprio una settimana fa lo stesso proprietario e il direttore sportivo Igli Tare abbiano latitato ai microfoni degli addetti ai lavori al termine della disfatta del derby. Ma andiamo a leggere la celebrazione della prima vittoria biancoceleste targata Simone Inzaghi.

La squadra oggi ha mostrato il giusto carattere, reagendo con decisione ad un momento indubbiamente difficile. Il calcio giocato in tutti i novanta minuti ha evidenziato le qualità indiscutibili di un gruppo che sente affermare il proprio riscatto. Lo dobbiamo innanzitutto ai nostri tifosi. Ora rialziamo la testa e andiamo avanti“. Come detto, Lotito si complimenta inoltre “per l’esordio positivo del tecnico Simone Inzaghi e per l’ennesimo e straordinario esempio, di agonismo e passione, nuovamente espresso da un campione come Miroslav Klose e da tutta la squadra“.

Parole che passano inosservate nell’ambiente biancoceleste, stanco e distrutto da questa dirigenza mediocre, come dimostra l’ultimo comunicato di scuse dello stesso Lotito, apparso sulla rivista ufficiale della società biancoceleste. Il direttivo della Curva Nord e la nuova “Emozione Lazio“, così come FederSupporter hanno prontamente risposto con un “due di picche”, rifiutando qualsiasi proposta di atteggiamento ma al contrario invitando ancora una volta (se ce ne fosse bisogno) il Presidente a lasciare la Lazio, cedendola a qualcuno che possa realmente portarla in posti che le competono. Ormai la rottura è insanabile, con i tifosi che dopo 12 anni di sofferenze hanno deciso di abbandonare lo stadio per spingere definitivamente il “male” della Lazio lontano da essa. Servirà resistere e mettere Lotito alle strette per convincerlo a sedersi al tavolo con eventuali acquirenti.



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Palermo-Lazio 0-3, la cronaca del match: tris biancoceleste al ‘Barbera’

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Buona la prima. Il neo tecnico biancoceleste Simone Inzaghi esordisce sulla panchina della prima squadra con un tris rifilato a domicilio ad un Palermo sull’orlo del baratro. Match senza storia, con una Lazio ritrovata in termini di gioco e condizione fisica e un Palermo senza idee sempre più verso la retrocessione nella serie cadetta. Inzaghi ripropone Santiago Gentiletti da titolare dopo 4 mesi (l’ultima volta contro la Sampdoria) in coppia con Bisevac, mentre Onazi prende il posto di Cataldi nel terzetto di centrocampo con Biglia e Parolo. Maglia da titolare anche per Keita nel tridente con Antonio Candreva e Miroslav Klose. Dall’altra parte Novellino conferma l’undici tipo, eccezion fatta per il suo giocatore di maggior spessore: il tecnico deve fare a meno dello squalificato Vazquez, sostituito dallo svedese Quaison che fa coppia con Alberto Gilardino. Nel riscaldamento si ferma anche Struna, sostituito da Vitiello.

I primi minuti sono di marca rosanero: al 3′ viene concessa una punizione pericolosa ai padroni di casa, che però Jajalo calcia male. La retroguardia biancoceleste allontana. Un minuto più tardi arriva la risposta degli ospiti: prima Candreva e poi Keita effettuano due traversoni verso il centro, dove non trovano nessun compagno appostato. La Lazio continua ad attaccare e al 10′ passa in vantaggio: sugli sviluppi di un calcio d’angolo battuto da Biglia, Miroslav Klose si fa trovare pronto in area di rigore e con l’esterno destro batte Sorrentino. Il Palermo non riesce a reagire e continua a subire gli attacchi biancocelesti: al 13′ grande giocata di Keita che arriva alla conclusione. Sorrentino devia in angolo. Sugli sviluppi dell’angolo Bisevac anticipa il portiere avversario, ma il gioco è fermo per il fallo dello stesso senegalese su Pezzella. Passano pochi secondi e la squadra di Simone Inzaghi raddoppia. Nuova azione personale di Keita che, dopo aver superato un avversario, calcia in porta. Sorrentino respinge male, con Klose che si fa trovare al posto giusto e con la testa appoggia la palla in rete. Al 18′ Gervasoni ammonisce Parolo per un intervento scomposto su Vitiello. Giusta la decisione del direttore di gara. Nel frattempo il clima diventa rovente: al 24′ l’incontro viene momentaneamente sospeso a causa dell’esplosione di petardi vicino la porta di Sorrentino. Si riprende dopo poco più di 60 secondi. Tornando al calcio giocate, al 29′ arriva l’ennesima azione personale di Balde Keita: il numero 14 supera 3 avversari e dal fondo mette in mezzo. Nessun compagno è puntuale all’appuntamento. 4 minuti più tardi arriva la prima sanzione per i padroni di casa: Quaison interviene su Keita a palla lontana. Giallo inevitabile. Poco dopo Novellino corre ai ripari con la prima sostituzione: Brugman prende il posto di un irriconoscibile Achraf Laazar, decisamente deluso per il cambio. Al 41′ il Palermo va in gol, ma il direttore di gara annulla giustamente: nell’istante del passaggio di Brugman, Gilardino è davanti a tutti. Al 44′ è ancora Keita protagonista: l’ex canterano, imbeccato splendidamente da Parolo, coglie di sorpresa tutta la difesa avversaria, saltando anche Sorrentino. E’ molto bravo il costaricense Gonzalez a recuperare e salvare la palla sulla linea di porta. Nei minuti di recupero la partita viene nuovamente sospesa a causa dei fumogeni lanciati sul terreno di gioco dai sostenitori di casa: dopo 5 minuti di recupero le due squadre tornano negli spogliatoi sul risultato di 2 a 0 per la Lazio.

La ripresa inizia con la reazione del Palermo: Gilardino scappa verso la porta avversaria. Gentiletti è ingenuo e trattiene l’ex attaccane del Milan. Cartellino giallo per l’argentino e punizione dal limite per i rosanero. Sul pallone si presenta Hiljemark, ma il suo tiro non si abbassa e termina sopra la traversa. Al 52′ arriva l’esordio stagionale di Antonino La Gumina, attaccante classe 1997 della Primavera, che prende il posto di Morganella. Due minuti più tardi arriva la prima occasione biancoceleste del secondo tempo: Candreva vince due rimpalli e calcia in diagonale, con la palla che esce di un niente. Nuova opportunità al 58′, con il colpo di testa del solito Klose, deviato da Sorrentino in corner, prima della terza sospensione. Al 60′ i tifosi palermitani iniziano a lanciare seggiolini in campo, oltre ai “soliti” petardi: proprio uno di questi finisce vicino a Candreva, che per poco non viene colpito dall’esplosione. Gervasoni indica ai capitani di seguirlo a bordo campo e dopo un breafing con il suo staff arriva il comunicato dello speaker. Interviene anche Gilardino che chiede ai suoi sostenitori di smettere di lanciare oggetti in campo. Dopo quattro minuti si ricomincia ed capita proprio al Palermo la prima chance: sulla sponda di Gilardino, Brugman calcia dal limite dell’area di rigore. Il suo tiro è debole e viene controllato da Marchetti in due tempo. Al 69′ Felipe Anderson prende il posto di Keita e alla prima palla toccata il brasiliano torna al gol: sul rilancio di Marchetti, Klose salta più in alto di Gonzalez e serve ottimamente di testa Anderson, che da pochi passi batte Sorrentino con l’esterno destro. All’85’ il Palermo va nuovamente vicino al gol della bandiera con La Gumina: il giovane, capocannoniere dell’ultimo Torneo di Viareggio, rischia di segnare in maniera rocambolesca. Sulla scivolata di Gentiletti, il pallone sbatte sulle gambe del giovane 19enne e termina a fin di palo. 3 minuti più tardi arriva il giallo per Mauricio, subentrato a Lulic. Le ultime due occasioni sono per Gilardino, l’ultimo rosanero ad arrendersi: nella prima, il centravanti campione del mondo è in offside, mentre la seconda conclusione è respinta in angolo da Bisevac. E dopo 7 minuti di recupero, il match termina sul 3 a 0 per i biancocelesti.

TABELLINO:

PALERMO (4-4-2) – Sorrentino; Vitiello, Gonzalez, Andelkovic, Pezzella; Morganella (52′ La Gumina), Hiljemark, Jajalo, Lazaar (38′ Brugman); Gilardino, Quaison (74′ Trajkovski).  All. Novellino. A disp.:Posavec, Alastra, Struna, Rispoli, Cionek, Chochev, Baloghi, Maresca.

Indisponibili: Goldaniga, Bentivegna, Djurdjevic, Cristante
Squalificati: Vazquez
Diffidati: Goldaniga, Quaison, Struna

LAZIO (4-3-3) – Marchetti; Patric, Bisevac, Gentiletti, Lulic (76′ Mauricio); Parolo, Biglia, Onazi; Candreva, Klose (78′ Djordjevic), Keita (69′ Felipe Anderson). All.: Inzaghi. A disp.: Guerrieri, Matosevic, Matri, Milinkovic, Cataldi, Mattia, Murgia, Germoni.

Indisponibili: De Vrij, Radu, Mauri, Basta, Kishna, Braafheid, Berisha, Konko
Squalificati: Hoedt
Diffidati: nessuno

ARBITRO: Gervasoni (sez. Mantova)
ASSISTENTI: Manganelli e Paganessi
IV UOMO: Fiorito
ADDIZIONALI: Guida e Nasca

RETI: 10′ e 15′ Klose, 72′ Felipe Anderson
AMMONITI: Parolo, Quaison, Gentiletti, Jajalo, Mauricio.



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Palermo-Lazio le probabili formazioni

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Mancano poche ore dal debutto in prima squadra, come allenatore precisiamo, di Simone Inzaghi. Il tecnico che piloterà la Lazio fino alla fine di questa stagione disastrosa, cercherà di salvare il salvabile ma gli ostacoli sono sempre dietro l’angolo.

Vediamo come schiererà gli undici titolari che affronteranno il Palermo alle ore 20.45 di quest’oggi.

LAZIO (4-3-3) – Marchetti; Patric, Bisevac, Gentiletti, Lulic; Parolo, Biglia, Onazi; Candreva, Klose, Keita. All. Inzaghi. A disp. Guerrieri, Matosevic, Mauricio, Mattia, Germoni, Murgia, Cataldi, Milinkovic-Savic, Djordjevic, Felipe Anderson, Matri.

Indisponibili: De Vrij, Radu, Mauri, Basta, Kishna, Braafheid, Berisha, Konko
Squalificati: Hoedt
Diffidati: nessuno

Incece in casa rosanero la formazione potrebbe essere la seguente

PALERMO (4-4-2) – Sorrentino; Vitiello, Gonzalez, Andelkovic, Pezzella; Morganella, Hiljemark, Jajalo, Lazaar; Gilardino, Quaison. All. Novellino. A disp. Posavec, Alastra, Struna, Cionek, Rispoli, Chochev, Maresca, Brugman, Trajkovski, Balogh, La Gumina.

Indisponibili: Goldaniga, Bentivegna, Djurdjevic, Cristante
Squalificati: Vazquez
Diffidati: Goldaniga, Quaison, Struna



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Palermo-Lazio con l’emergenza in difesa. E’ l’ora di Germoni?

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La panchina cambia ma il velo nero in ambito infortuni resta. Quest’oggi il neo promosso allenatore, Simone Inzaghi, si troverà al debutto in prima squadra con tanti dubbi,contro un Palermo in cerca di riscatto.

La linea difensiva laziale infatti, è in piena emergenza, con Basta che non è riuscito a recuperare dall’infortunio rimanendo a casa, Lulic  che si era fermato venerdì in allenamento per un affaticamento e Braafheid che si è stirato a Norcia.

In conferenza stampa, il mister ha preso in considerazione di spostare Mauricio sulla fascia ed in caso di questa scelta dovrebbe spostare Patric sulla sinistra ma c’è anche un’altra soluzione, ovvero far debuttare Luca Germoni, pupillo diciottenne della primavera che secondo mister Inzaghi è pronto per il salto di qualità.

 



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Pulici: “Finché ci sarà Lotito io non tornerò alla Lazio. Senza tifosi la società è destinata a fallire”

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Felice Pulici, ex portiere e dirigente biancoceleste, ha detto la sua sul clima che si vive in casa Lazio ai microfoni di Tuttomercatoweb.com. Ospite dell’Accento Teatro in quel di Roma, dove ieri e oggi andrà in scena “All’alba” Pulici ha voluto parlare a tutto tondo della stagione dei biancocelesti.

Il primo pensiero è stato, ovviamente, per il derby perso domenica scorsa:

Ormai il derby è una gara passata, anche se ha un’importanza assoluta per entrambe le squadre. Ormai fa parte del passato, ha vinto la Roma che è in una posizione ottimale per poter raggiungere il secondo posto. Per quanto riguarda la Lazio, penso che sia stato un verdetto definitivo per la sua posizione in campionato, lontano da una possibile qualificazione europea”.

Poi su Simone Inzaghi e sul sul suo presunto ruolo di traghettatore della Lazio:

Non è facile rispondere a questa domanda, io ho lasciato molti messaggi a Pioli affinché giocasse con un tridente rapido e non l’ha fatto. Vorrei che Inzaghi giocasse con Candreva-Keita-Anderson. Conosco molto bene Simone, faceva parte di una Lazio che ha vinto quasi tutto. Vorrei vedere questo trio di attacco per capire se può funzionare, come sta succedendo alla Roma d’altra parte”.

Pulici poi ha commentato anche il comportamento dei tifosi della Lazio, che hanno disertato gli spalti dell’Olimpico per gran parte della stagione e soprattutto per il derby: 

Sicuramente molto triste, un derby privo di spettatori non si può vedere. Con questo non voglio mancare di rispetto a chi ha visto la partita, ma mancano le due curve e il derby inizia da lì, con gli striscioni e gli sfottò. Voglio anche cancellare qualche momento offensivo e alcuni striscioni vergognosi, ma penso che nel tempo entrambe le tifoserie lo riconosceranno. Questa passionalità non so come possa essere ricostruita, per quanto riguarda i tifosi della Lazio penso che finché ci sarà questa presidenza non torneranno all’Olimpico e non vedo cosa possa riportarli allo stadio. Non è tanto il discorso delle barriere, volute in maniera troppo veloce dal prefetto Gabrielli, i cui provvedimenti non sto qui a discutere. Ma le due società vanno messe in condizione di portare le tifoserie verso un comportamento adeguato, seguendo anche le indicazioni dell’Uefa in materia, che prevedono la creazione di una struttura atta ad occuparsi di questi aspetti. Questo credo sia fondamentale, perché una società senza tifoseria è destinata al fallimento”.

Poi in chiusura un commento su Claudio Lotito:

Se c’è mai stata la possibilità di tornare alla Lazio? Ci potrebbe anche essere stata, ma finché rimarrà Lotito il discorso è chiuso per quanto mi riguarda”.



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Marchegiani: “Una stagione negativa può capitare. I giocatori non hanno reso al meglio e l’assenza di De Vrij si è sentita”

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Luca Marchegiani, ex portiere della Lazio ha detto la sua sulla stagione negativa di quella che è stata per molto tempo la sua squadra, analizzando le cause che hanno portato i biancocelesti a disputare un campionato al di sotto delle aspettative. Il conte ha difeso la porta della squadra capitolina dal 1993 al 2003, dieci anni passati con l’aquila sul petto, dieci anni ricchi di soddisfazioni che l’hanno portato a conquistare trofei su trofei. Con la maglia biancoceleste Marchegiani si è espresso sempre ad alti livelli ed è stato uno dei migliori portieri italiani degli anni ’90. Queste le sue parole ai  microfoni di Mediagol.it.

Marchegiani è rimasto molto deluso dalla stagione della Lazio:

La Lazio ha deluso parecchio in stagione, ma in alcune annate queste cose possono succedere. Seguo la squadra biancoceleste, ma non conosco le dinamiche che hanno causato l’esonero di Pioli”.

L’ex portiere ha poi cercato di analizzare le cause che hanno portato la Lazio a disputare una stagione a dir poco negativa:

Le cose viste dall’esterno danno un’immagine da osservatore e non si può sapere cosa succede all’interno dello spogliatoio. La Lazio è la stessa squadra dell’anno scorso ed è inspiegabile questo rendimento cosi negativo, salvo identificarlo nell’assenza del difensore De Vrij, che è stato il punto di forza della difesa biancoceleste e in questo campionato la sua mancanza si è sentita abbastanza.

Infine sulle scelte di Pioli e sul rendimento di alcuni giocatori:

Questo è un problema di motivazioni e di stimoli. Ricordo che la Lazio in avanti è ben attrezzata, e a volte quando ha giocato Candreva è stato fatto fuori Felipe Anderson o Keita. Sono tutti degli ottimi giocatori. I biancocelesti in avanti hanno molte alternative tutte molto valide, anche lo stesso Kishna che è stato infortunato e adesso nuovamente a disposizione del mister. Ogni allenatore ha delle gerarchie. Il problema non è la scelta dei giocatori, ma il fatto che la squadra non è riuscita nel complesso ad esprimere gli stessi valori dello scorso campionato”.



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Anche la Federsupporter contro Lotito e il suo messaggio di scuse

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Sembra che nessuno abbia gradito il messaggio di scuse che il presidente della Lazio Claudio Lotito ha rivolto ai tifosi biancocelesti riguardo l’annata fallimentare che si concluderà tra 7 giornate di campionato. Anche la Federsupporter ha emesso un comunicato in cui attacca la dirigenza laziale su tutti i fronti. Firmato dal presidente della stessa, Alfredo Parisi, il comunicato recita: “Lei (Lotito n.d.r.) afferma che non cerca alibi, che si assume sempre e comunque le Sue responsabilità. Se le cose non marciano come dovrebbero Lei, come qualsiasi capofamiglia, ne è il capro espiatorio. Ma secondo il tenore letterale ed il tono delle suddette affermazioni, sembra che l’assunzione di responsabilità, in generale, costituisca, da un lato, una graziosa e misericordiosa concessione e, dall’altro, un iniquo onere”. Lei parla di  ‘critiche sacrosante’, salvo, però, contraddirsi, quando, subito dopo, afferma trattarsi di ‘critiche non troppo soppesate probabilmente dall’incalzare degli avvenimenti, dalle partite che si susseguivano, da un’infermeria sempre piena’. Ma anche l’infermeria sempre piena, pur ammesso e non concesso che la si voglia considerare come un evento del tutto straordinario ed imprevedibile, chiama in causa, non il  destino cinico e baro, bensì quei canoni di diligenza e prudenza più sopra evocati”.                         Non sembrano bastare alla Federsupporter le scuse dell’azionista di maggioranza della società romana; dalle parole di Parisi si intuisce come Lotito abbia provato a scaricare le sue responsabilità sugli altri, come quando parla dell’infermeria sempre piena. Parisi ha infatti replicato dicendo che le cause di questo fallimento non vanno ricercate nel destino, ma nella cattiva gestione societaria.

Il comunicato continua con delle accuse volte a negare quello che lo stesso Lotito chiama “sacrificio” per la Lazio, che in realtà sarebbe, sempre secondo Parisi, un modo “alternativo” per affermare di aver solo giovato a diventare il presidente del club.

“A parte la ‘grande passione ed il grande amore per il club’, Lei ha perseguito e persegue pure, del tutto legittimamente, altri beni. Per esempio, il bene di altre società o imprese da Lei gestisce. Non può negare che l’essere diventato il maggiore azionista ed amministratore della Lazio non Le abbia giovato, più in generale, sul piano socio – economico, essendo, fino al momento in cui ha assunto il controllo e la gestione della Società, sconosciuto ai più. E, a proposito di massimo impegno, Le chiedo se Lei sia disponibile ad un aumento di capitale o alla costituzione di un fondo a titolo di futuro aumento di capitale o a titolo di mutuo infruttifero alla Società o, in alternativa, ad una offerta pubblica di vendita di un pacchetto azionario della stessa Società”.

In conclusione, il comunicato si sofferma a parlare in favore dei tifosi biancocelesti: “Le chiedo, per concludere, se non sia finalmente giunto il momento di includere, tra i suoi ‘massimi impegni’, anche quello di mostrare rispetto per il popolo laziale da Lei, più volte, finora, gratificato di atteggiamenti e comportamenti a dir poco irriguardosi e sprezzanti. Quel popolo trattato, spesso, alla stregua di ‘utili idioti’, di ‘claque’, pagante e non pagata. Parlando di ‘mignotte e spacciatori’ vari”.



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#MiRitorniInMente: una tripletta di Djordjevic stende il Palermo

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Nel nostro viaggio tra i ricordi, facciamo questa volta un piccolo passo indietro: torniamo infatti all’anno scorso quando la partita fra Palermo e Lazio fu la svolta della magnifica stagione che ha portato la squadra di Pioli ai preliminari di Champions League.

Era il 29 settembre del 2014 e allo stadio Barbera di Palermo la Lazio, dopo un difficile inizio di stagione, stravinse per 4 a 0 e dando il via alla straordinaria cavalcata fino alla terza posizione finale. Sugli scudi sicuramente Filip Djordjevic, autore di una tripletta che invano ci fece sperare di aver trovato un grande attaccante per il futuro. Dopo le tre reti del serbo è arrivata anche la firma di Marco Parolo, che nei minuti di recupero porta a 4 il numero di reti dei biancocelesti. Quello della scorsa stagione è stato dunque un incontro senza storia, con un netto dominio della Lazio, capace di imporsi in lungo e in largo nell’arco di tutti i 90 minuti di gioco. Gli uomini di Iachini non sono infatti riusciti a placcare l’ira agonistica di Djordjevic, capace di mettere costantemente in seria difficoltà la retroguardia rosanero e riuscire a portare a casa, al termine dell’incontro, il pallone dell’Hat trick.

Vediamo insieme chi scese in campo in quel posticipo di lunedì 29 settembre del 2014:

PALERMO: Sorrentino, Andelkovic, Terzi, Feddal, Morganella, Barreto (82′ Quaison), Rigoni, Lazaar (56′ Emerson), Vazquez, Dybala (76′ Makienok), Belotti. A disposizione: Ujkani, Vitiello, Pisano, Silva, Bolzoni, Ngoyi, Chochev, Bamba, Daprelà. Allenatore: Iachini.

LAZIO: Marchetti, Cavanda, de Vrij, Cana, Braafheid (77′ Ciani), Onazi, Parolo, Candreva (58′ Felipe Anderson), Mauri (82′ Ledesma), Lulic, Djordjevic. A disposizione: Berisha, Strakosha, Ederson, Klose, Konko, Keita, Pereirinha. Allenatore: Pioli.

Arbitro: Sig. Di Bello (Brindisi) – Assistenti Sigg. Schenone e La Rocca – Quarto uomo Sig. Ranghetti – Assistenti di porta Sigg. Gervasoni e Pezzutto.

Marcatori: 45′ Djordjevic, 75′ Djordjevic, 83′ Djordjevic, 93′ Parolo.

Note: ammoniti Parolo, Morganella, Mauri e Cana per gioco scorretto, Vazquez per comportamento non regolamentare. Angoli: 4-1. Recuperi: 2′ p.t., 4′ s.t.

Spettatori: 17.071 di cui 9.714 abbonati per un incasso totale di Euro 213.123,00.

https://youtu.be/1cxjcye9XHI



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La Nord comunica ufficialmente che sarà presente al “Di Padre in Figlio”

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Il prossimo 23 maggio ci sarà la manifestazione che tutto il popolo laziale attende con ansia, ci sarà, infatti, la seconda edizione del “‘Di Padre in Figlio” che si terrà il prossimo 23 maggio. Dopo circa due anni dal primo storico evento, voluto per ricompattare il popolo laziale e festeggiare il 40° anniversario del primo scudetto, tutti i tifosi laziali si potranno ritrovare ancora una volta tutti assieme per festeggiare, almeno per una notte, il ritorno alla vera lazialità. La Curva Nord, grande assente all’Olimpico in questo campionato, non potrà di certo mancare in questa occasione e ha comunicato la sua presenza all’evento tramite questo comunicato:

Uno stadio Olimpico di nuovo nostro, tutto biancoceleste. Una Curva Nord finalmente piena, di tifosi, di sciarpe e di bandiere. Una serata di pura lazialità, senza barriere, senza restrizioni. Sarà questo e tanto altro la terza edizione di “Di Padre in Figlio”, in programma lunedì 23 maggio alle ore 20.30 (apertura cancelli ore 18.30). Una giornata organizzata dalla A.S.D. 73/74 (Quelli del ’74), interamente con la Curva Nord. “Il giorno dei laziali” è stato il motto scelto per questo evento. Un evento che, dopo un anno di “assenza forzata”, dovuta alla nostra protesta contro le barriere volute dal prefetto Gabrielli e da tanti altri ostacoli, vede nuovamente la Curva Nord protagonista. Nonostante, inoltre, i risultati deludenti della squadra, culminati con la sconfitta nel derby e l’esonero di Pioli, noi siamo ancora qui. Dimostrazione del fatto che il tifoso laziale è più vivo che mai e che quando decide di essere assente è perché ci sono sempre motivi validi. Per questo “Di Padre in Figlio” diventa un’occasione importante per dimostrare, per chi ancora avesse dei dubbi, quanto sia grande e unico il tifoso biancoceleste. Tutti i gruppi storici, per questo motivo, sono i benvenuti a ripresentarsi con gli striscioni di sempre. Per una notte, con l’augurio di poter tornare il prossimo anno senza le barriere divisorie e altri impedienti, ci riprenderemo il nostro stadio, quell’Olimpico che per decine di anni è stata la nostra seconda casa. Avanti laziali.



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Serio, umile e adesso anche un po’ Laziale.. buona fortuna Mister Pioli!

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Sei arrivato tra lo scetticismo di tutti, “Allenatore mediocre”, “guardate le squadre che ha allenato”, queste alcune delle frasi che hanno accompagnato il tuo approdo a Formello. Sei entrato in punta di piedi, senza proclami, senza false promesse.Hai lavorato, in maniera continua ed umile.

Hai portato a Roma un calcio da stropicciarsi gli occhi, hai creato un gruppo che faceva invidia a tanti. Chi se lo ricordava, un allenatore che faceva intonare l’inno alla propria squadra, che sapeva infondere nei propri ragazzi identità e senso di appartenenza alla maglia. Un allenatore che non ama i riflettori, ma che ama far parlare di se con il bel calcio. Un ex difensore, la cui filosofia è soltanto quella di attaccare.

Ma quel giocattolo che avevi costruito con il lavoro, con la serietà, con l’abnegazione ti è stato distrutto proprio quando tutto sembrava girare nel verso giusto.Tanti ti hanno criticato per essere stato troppo aziendalista, ma io sfido chiunque a mollare la panchina della prima squadra della capitale. Sfidiamo chiunque ad abbandonare la nave, che solo pochi mesi prima, avevi guidato riuscendo ad attraversare gli oceani più impervi. Quei ragazzi che pochi mesi prima avevano creato uno scudo intorno a te, ed insieme a te, avevano dimostrato all’Italia intera che la testa e lo spirito di gruppo nel calcio sono tutto, ti hanno abbandonato. Quegli stessi ragazzi, si sono sentiti arrivati; c’era chi lamentava una fascia, chi il rinnovo, chi un top club, chi poteva e può essere un fenomeno, ma nella testa resta un giocatore da eccellenza.

Dalla tua parte non hai avuto una società, ma una “manica” di improvvisati dirigenti che non hanno saputo coprirti le spalle, non hanno saputo darti forza nei momenti difficili. Ma noi Laziali, mister Pioli, questa “società” la conosciamo bene! Sappiamo benissimo, come sia brava a costruire qualcosa solo quando si sente “costretta” e un attimo dopo, con la scusa dei buoni risultati si tira indietro e non fa nulla per fare quel maledetto salto di qualità. Quella società che solo quattro giorni dopo il tuo esonero, si ricorda di dirti “grazie”, ma che in fondo dovrebbe solo chiederti scusa!

Il tifoso intelligente sa che la colpa non è tua e che, semmai tu dovessi avere delle responsabilità, resti l’ultimo dei colpevoli. Di te a Roma, resterà sempre il ricordo di quel esaltante stagione di cui tu sei stato il protagonista ed artefice principale: terzo posto, record di gol, maggior numero di vittorie, finale di coppa Italia, preliminare di Champions, ma soprattutto resterà il ricordo della persona che sei, intelligente, serio, umile e forse adesso, anche un po’ Laziale.. Consapevole che questi momenti e quell’inno resteranno per sempre anche nel tuo cuore!

Grazie di tutto! Buona fortuna Mister Pioli.



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Giorgio Sandri: “Se Papa Ratzinger s’è dimesso, allora Lotito..”

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Quando un laziale sente il cognome Sandri sbarra gli occhi e inizia a pensare “cosa dira oggi papà Giorgio?”, e in effetti quando parla il padre del povero Gabriele Sandri spesso fa male, punge senza avere peli sulla lingua dicendo le cose come stanno.

Intervenendo al programma I Laziali Sono Qua, Giorgio Sandri ha rilasciato parole interessantissime riguardanti la situazione biancoceleste, alcune critiche alla stampa e i suoi ricordi più belli da laziale: “Sicuramente anche il Mister ha le sue responsabilità, ma credo che siano minime rispetto a quelle della presidenza. E’ stato il capro espiatorio che ha pagato per tutti. Purtroppo cose del genere le abbiamo viste anche in passato. Non ci si prendono mai le proprie colpe e si scarica il barile sul tecnico. Una cosa che posso imputargli è di non aver battuto i pugni l’estate scorsa durante la campagna acquisti, ma parliamoci chiaro: il colpevole è uno solo e si chiama Claudio Lotito. Riguardo la manifestazione in programma della Nord? Sono assolutamente favorevole e sarò presente come sempre. Sono sceso in piazza per evitare che venisse ceduto Signori ai tempi di Cragnotti, pensate ora che c’è in ballo il futuro della Lazio. L’unica raccomandazione che mi sento di fare è di usare la testa. Molte persone non aspettano altro che poterci impallinare. Credo che dopo 12 anni questo personaggio non debba dimostrare più niente a nessuno. Ha fatto di tutto per perdere la stima ai nostri occhi. Mi auguro davvero che possa fare un passo indietro. Personalmente non mi rappresenta e non capisco che senso abbia continuare questa battaglia contro tutto e tutti. Non può girare senza scorta, se viene riconosciuto in un ristorante deve scappare… Ne tragga le conclusioni. Si è dimesso Papa Ratzinger, penso che lo possa fare anche lui. Mi è dispiaciuto molto che una testata come il Corriere dello Sport abbia preso un mio post su Facebook e ne abbia fatto una notizia. Oltretutto pubblicandola sui social e facendoci una domanda. Due poveri idioti hanno scritto cose offensive nei riguardi nostri e della memoria di Gabriele e nessuno ha rimosso questi commenti per alcune ore. Ormai la spazzatura non si trova solo nei cassonetti… Lo Scudetto del 1974? Erano venti anni che aspettavo che la mia squadra vincesse qualcosa e quell’anno fu davvero da leggenda. Poi Lazio-Vicenza l’anno degli spareggi e lo Scudetto del 2000. Credo che questi momenti siano nei cuori di tutti noi”



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Lazio, saranno bastati quattro giorni a Norcia?

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Clamoroso a Formello: Baroni spiazza tutti! Annullato l'allenamento pre-Bodo

Subito dopo il derby l’esonero di Pioli e successivamente l’annuncio della squadra in ritiro a Norcia. Come la metti la metti, ecco che i romanisti si sono scatenati con la storia della città umbra, che per la quarta volta in stagione ritrova la banda biancoceleste, seguita per la prima volta da Simone Inzaghi; “andranno a mangiare e bere, altro che ritiro” diranno, oppure si va verso foto di Lulic in veste di “pizzicagnolo” col salame da affettare.

La nostra Lazio è ridotta a questo oppure può tornare ad essere un barlume di ciò che abbiamo visto l’anno scorso? Non penetra ottimismo, nè pessimismo, tanti silenzi e voglia di lavorare, un Inzaghi molto volenteroso e pretenzioso che vuole giocarsi le ultime sette partite da allenatore della Prima Squadra per ottenere una possibile conferma o per preparare il terreno ad un prossimo e sicuro allenatore, Mazzarri, Prandelli e Ventura tra i papabili.

Sta di fatto che la partenza da Formello era delle più fredde, tante contestazioni, alcuni giocatori che hanno provato a metterci la faccia e rendendosi disponibili di fronte ai media scalpitanti di qualche affermazione. Biglia il solito professionista, Hoedt telegrafico e ancora triste per essere stato eretto a carnefice del derby, Konko diplomatico, sono solo alcuni di quelli hanno avuto il coraggio di entrare per la porta principale. E gli altri? Di nascosto, come un gregge, hanno preferito metabolizzare nel silenzio la loro opaca prestazione e da lunedi Inzaghi sta provando a chiedere uno sforzo in più a tutti.

Certo, mentalmente è impossibile raggiungere il Milan sesto, che potrebbe voler dire Europa League tramite partite di qualificazione, ma la classifica recita circa due vittorie di distacco, senza contare il Sassuolo.. e se il Principito avesse ragione nel puntare a quella chimera? Di certo le ultime partite hanno detto l’esatto contrario. Gli allenamenti di questa settimana hanno visto il ritorno dopo quattro mesi di un Santiago Gentiletti lontano parente di quello che abbiamo visto l’anno scorso e che non ha mai smaltito al top il brutto infortunio che lo ha tenuto fuori praticamente tutta una stagione, possiamo considerare queste ricadute lievi (e a volte, normali) di quella brutta defezione fisica; torna Basta, non a pieno ritmo, ma addirittura finisce che domenica partirà dal primo minuto per sostituire un Patric che, derby a parte, è stato buono, senza prestazioni da grido ma che può essere utile per il futuro; non torna Milinkovic-Savic, o meglio vedrà almeno la panchina.

La difesa sembra essere ok (per modo di dire), con il serbo ex Udinese, Bisevac-Gentiletti al centro e Lulic al posto dell’infortunato Braafheid, fresco di compleanno; a centrocampo scricchiolano le possibilità dal primo minuto di Cataldi, troppo acerbo e forse troppo laziale per un derby così delicato tanto da aver fornito una pessima prestazione, in rampa di lancio quell’Eddy Onazi che non viene digerito più da tanti tifosi e che quest’estate potrebbe far tirare un respiro di sollievo a questi criticoni, vista la sua sicura partenza. Inamovibili Parolo e Biglia.

Klose e Candreva sembrano essere sicuri del posto, ma stavolta chi paga è Felipe Anderson e il suo posto dovrebbe essere preso da Keita, ultimamente poco utilizzato nei 90 minuti e definito da Pioli “decisivo a partita in corso”. Se non accadrà altro, tra poco la squadra romana tornerà da Norcia, dai salumi e dai silenzi, dalle polemiche con striscioni alle porte chiuse in allenamento, pronti per tentare sette prove di carattere e di riscossa e pronti a dimostrare che questa stagione si può chiudere con dignità.

Non garantiamo che questa settimana in Umbria possa essere servita a qualcosa, ma proviamo almeno stavolta ad avere un briciolo di fiducia, c’è una maglia da rispettare e da far inzuppare di sudore per questi ultimi due mesi scarsi di stagione. Il primo avversario è il più brutto, quel Palermo che ha più allenatori che giocatori, che vive una situazione di classifica allarmante e con il miglior rappresentante del gruppo fuori dai giochi, l’italoargentino Franco Vazquez che sicuramente da luglio andrà a vivere al Nord, forse a Milano, e che nel caso peggiore non vedrà la nave rosanero colare a picco.

Tentare non nuoce, ma non tentare è da codardi.. buona fortuna Inzaghino e forza ragazzi!!



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Pastorello sul futuro di Candreva: “Ci penseremo a fine stagione, ora deve concentrarsi sulla Lazio”

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Antonio Candreva e la Lazio, un rapporto quello tra il calciatore romano e la società capitolina, che dura ormai da molti anni, più precisamente da quattro, ma che sembra ormai destinato a finire al termine di questa stagione. Antonio, infatti, nonostante in più occasioni abbia dichiarato di amare i colori biancocelesti e di aver trovato a Roma la sua dimensione, anche per il forte legame venutosi a creare con i tifosi, sembra sempre più propenso a lasciare la Lazio, per fare quell’ulteriore salto di qualità che con la squadra capitolina non potrebbe fare. Un giocatore del suo calibro poi non avrà sicuramente difficoltà a trovare una nuova sistemazione e anche negli anni passati ha avuto moltissimo mercato, inoltre Candreva non sembra ancora aver digerito il fatto di non essere stato scelto come capitano della squadra biancoazzurra. Le due compagini milanesi sembrano le principali indiziate per accaparrarsi l’esterno di Tor di Quinto a partire dalla prossima stagione, con l’Inter leggermente favorita a causa del forte interessamento del tecnico Roberto Mancini per Candreva. Per parlare proprio del futuro del suo assistito è intervenuto, ai microfoni di TMW Radio, l’agente del centrocampista romano Federico Pastorello, che al momento ha, però, scelto di non sbilanciarsi troppo:

Preferisco non parlarne, ha un contratto di più anni, in questo momento credo che debba dare il massimo per concludere bene la stagione della Lazio. Ci penseremo a tempo debito”.

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Le parole dell’agente lasciano aperte diverse porte, una delle quali conduce alla permanenza dell’esterno alla Lazio. Nell’incontro di ieri tra squadra e tifosi in quel di Norcia Candreva avrebbe ammesso le sue colpe e quelle della squadra dicendo: “Avete ragione, abbiamo fatto una stagione ridicola”. Parole che significano molto e sottolineano una forte ammissione di colpa da parte del centrocampista, oltre che un attaccamento alla maglia biancoceleste. Quale sarà, quindi, il futuro di Candreva? Antonio lascerà la Lazio o resterà a Roma, mettendo da parte tutte le incomprensioni? Nessuno per il momento può dirlo, l’unica cosa certa è che la tele-novela Candreva si arricchisce di un altra puntata, ancora tutta da scrivere.



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Baldini: “Il tempo ci dirà se Inzaghi sarà stata la decisione giusta”

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Silvio Baldini, ex allenatore rosanero nella stagione 2003/2004, è intervenuto ai microfoni di LazioPress. Ha parlato dell’attuale situazione biancoceleste, sulla partita di domenica e del cambio di panchina laziale.

Una settimana complicata per la Lazio. L’esonero di Pioli dopo il derby, e la scelta di affidare la squadra a Simone Inzaghi. Che ne pensi di questo avvicendamento sulla panchina biancoceleste?

“La società è quella che decide tutto. Se ha optato per questa soluzione avrà avuto i suoi buoni motivi. Pioli è un grande lavoratore, ma la stagione della Lazio è stata negativa. Ha avuto la possibilità di allenare una grande squadra come la Lazio, e forse si è dimostrato ancora non pronto per questi livelli. Inzaghi è stata una scelta della società. In questi anni nella Primavera ha svolto un ottimo lavoro, solo il tempo ci dirà se sarà stata la decisione giusta”.

Una stagione negativa sotto tutti i punti di vista quella della Lazio. Che idea ti sei fatto a riguardo?

“La programmazione e il lavoro stanno alla base di tutto. Se non c’è simbiosi tra società, allenatore e giocatori diventa tutto più difficile. La Lazio è una buona squadra ma quest’anno non è riuscita ad esprimere un buon calcio e ad ottenere risultati”.

Domenica ci sarà Palermo-Lazio. Che partita ti aspetti?

“Si affrontano due squadre in grande difficoltà. Il Palermo cerca punti per salvarsi e in casa ha una grande occasione, anche se come nel caso della Lazio non vedo armonia all’interno della squadra. Purtroppo è sempre la stessa storia in casa rosanero. Domenica conterà il coraggio, la grinta e soprattutto la voglia di vincere. Favorita? Punto sull’entusiasmo di Inzaghi, può rivelarsi la carta vincente per i biancocelesti. Avrà voglia di dimostrare subito il suo valore e le sue idee, credo sarà lui l’uomo in più della Lazio al Barbera”.



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Aronica, ex Palermo: “La spunterà la Lazio. Nessun difensore mi ha colpito particolarmente”

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Domenica alle 15 ci sarà la sfida del Barbera tra Palermo e Lazio, per capire un po’ la situazione che aleggia sia nei rosanero che nei biancolesti, LazioPress ha intercettato l’ex rosanero Salvatore Aronica. L’ex capitano siciliano ha parlato anche della Lazio, specialmente sul reparto di cui è stato una colonna importante anche nel Napoli della ricostruzione e delle promozioni, la difesa.

Il Palermo non agguanta la vittoria da circa tre mesi, la Lazio invece non raggiunge i 3 punti da metà marzo: si può dire che si affrontano due squadre in crisi? 

“La Lazio viene da alcuni risultati negativi ma può contare sull’orgoglio di una squadra che vorrà riscattarsi di fronte agli occhi del neo allenatore Inzaghi. Il Palermo invece vive da diverso tempo un momento difficile e, su questo, ha influito molto l’avvicendarsi sulla panchina rosanero di diversi allenatori. Sarà però sicuramente una gara molto combattuta, visto che le due squadre si contenderanno fino all’ultimo quella vittoria che gioverebbe molto ad entrambe”

Tenendo conto dei diversi allenatori che hanno guidato il Palermo in questa stagione e il fresco esonero di Pioli domenica scorsa, come valuta le scelte tecniche di Zamparini e Lotito

“Penso che siano due situazioni diametralmente opposte: Zamparini ha esagerato a cambiare 8 volte allenatore in meno d’un anno, non è normale ed è incommentabile. Lotito ha dato fiducia a Pioli dopo l’esclusione dall’Europa League ma il rapporto era logoro e forse la squadra non seguiva più le indicazioni del proprio allenatore. Dopo il derby, il patron biancoceleste, è stato costretto a cambiare rotta sollevando dall’incarico Pioli. Quest’ultimo ha lavorato molto bene con la Lazio, le responsabilità non sono però totalmente sue: la società ha operato male sul mercato nonostante il tecnico non abbia trasmesso, quest’anno, al 100% le proprie idee di gioco. Inoltre, qualche giocatore ha deluso le aspettative”

La Lazio scenderà in campo per onorare il campionato e per render meno amara la classifica, il Palermo invece per salvarsi… In questa gara, che si annuncia combattuta, chi potrebbe secondo te rompere gli equilibri? 

“Penso che il Palermo sia penalizzato dall’assenza di Vazquez ma occhio sempre a Gilardino, che ogni anno dimostra di avere la stoffa del bomber. Per quanto riguarda la Lazio dipenderà molto dagli interpreti offensivi che sceglierà di mandare in campo Inzaghi: credo che possano fare la differenza giocatori come Candreva, Klose e Parolo. La squadra biancoceleste è una squadra di spessore e di livello, penso che possa espugnare il Barbera”

Un’opinione da difensore esperto… Come valuti la difesa biancoceleste? Pensi che Inzaghi possa cambiare qualcosina a livello tattico o di modulo? 

“Ho visto varie volte la Lazio quest’anno e il reparto difensivo è quello più in difficoltà. Nessun difensore dell’organico biancoceleste mi ha colpito particolarmente e dunque credo che non ci siano le qualità per poter permettere ad Inzaghi un cambio di modulo o una rivoluzione tattica. Per una squadra che ambisce a grandi obiettivi e ad un calcio offensivo, cambiare da un momento all’altro, e dunque togliere o aggiungere un uomo alla fase offensiva, è deleterio. Penso che Inzaghi cambierà poco in difesa ma sicuramente sistemerà qualcosa.L’organico della Lazio, però non era all’altezza ne’ dell’Europa ne’ per lottare ai vertici del campionato italiano. E’ normale che la Lazio trovasse difficoltà su entrambi i fronti”

Un pronostico di Palermo-Lazio? 

“Sarà una gara complicata per entrambe le squadre ma credo che la Lazio possa avere la meglio”

Mancano poche giornate al termine del campionato, da ex Napoli, chi lo vince? 

“Credo che la Juve avrà la meglio. Il Napoli si è meritato il secondo posto per quanto di buono ha fatto durante quest’anno e mi auguro che possa ottenere il secondo gradino del podio. L’unico ostacolo per i partenopei potrebbe essere la gara a Roma…”



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Mendicino: “Alla Lazio fuori rosa per incomprensioni”

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Ormai Ettore Mendicino non è più un giocatore della Lazio, forse poteva essere una freccia da scoccare nell’arco biancoceleste al giorno di oggi, ma diverse vicissitudini hanno portato il classe ’90 a giocare altrove. Ora si trova ad Arezzo, ma è di proprietà della Robur Siena, l’anno scorso era alla Salernitana di Lotito e quasi è scappato pur di vivere in un ambiente più congeniale a lui.

Ai microfoni di TuttoMercatoWeb ha rilasciato interessanti dichiarazioni, in più ha voluto togliersi una soddisfazione extracalcistica spiegando per bene i motivi. “Il calcio è il nostro mondo, ma in questa intervista vorrei partire dicendo che, lunedì scorso, mi sono laureato in Scienze della Comunicazione e Media. Sono classe 1990 e, a 22 anni, ai tempi della Lazio, dopo 3 anni di serie B, rimasi fuori rosa, al di fuori della mia volontà, per delle incomprensioni. Perché ho deciso di tornare a studiare? Volevo fare esperienze diverse dal mondo dello sport e del calcio. Avevo bisogno di sentirmi vivo, dato che a quei tempi non avevo obiettivi calcistici. Essermi laureato mi riempie di orgoglio, perché, ogni giorno che passa, mi accorgo sempre di più che, ad oggi, in Italia, il calcio non se la passa affatto bene: carenza di strutture, mala organizzazione, progetti senza futuro. Avevo bisogno di avere un progetto tutto mio, al di fuori del mondo del calcio. Nonostante l’impegno negli studi, in questi anni sono, comunque, riuscito a togliermi delle belle soddisfazioni nel calcio, come la vittoria della coppa Italia e del campionato a Salerno, fronteggiando tantissimi problemi di natura fisica, che spesso hanno influito sul mio rendimento. Perché sono andato via dalla Salernitana? Non voglio più affrontare l’argomento: la scorsa estate si è detto tutto e non ho altro da aggiungere su ciò che mi ha impedito di restare. Quest’anno, poche soddisfazioni. Ho scelto Siena, la scorsa estate, perché c’era un progetto che aveva tutta l’aria di essere molto importante ma, purtroppo, cause di forza maggiori hanno impedito che le cose andassero come inizialmente si sperava e pensava. Se i primi mesi sono stati positivi, a novembre c’è stata un’involuzione, che ci ha fatto perdere terreno dalla testa della classifica. Poi nell’ultimo giorno di mercato ho deciso di venire ad Arezzo, spinto da grandi motivazioni. Ho trovato un bellissimo gruppo e un ambiente affiatato ma, purtroppo, l’inizio non è stato agevole, a causa di alcuni problemi fisici. Dopo un primo mese un po’ così, ho ripreso a giocare ma, devo ammettere, che fino ad ora non sono riuscito a rendere sui miei livelli. Chi mi conosce sa che non sono un attaccante da tantissimi gol, ma un giocatore a cui piace molto prendere parte all’azione, senza aspettare l’assist in area di rigore. Ora ci teniamo a concludere in bellezza e blindare la salvezza: proverò fino alla fine a dare il mio contributo alla squadra. Tornerò al Siena, ho ancora un anno di contratto e spero di riuscire a ritrovare un ambiente sereno, per poter provare a togliermi qualche soddisfazione. Penso di essere un giocatore che può dare ancora molto e raggiungere traguardi importanti. Mi auguro di trovare la giusta continuità e un ambiente tecnico che mi aiuti ad esprimere al massimo le mie potenzialità”



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Delio Rossi: “Inzaghi conosce l’ambiente, chance che si giocherà al meglio”

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Delio Rossi conosce bene l’ambiente romano e quello palermitano, due piazze che negli ultimi anni si equivalgono in calore. Al sud si pensa sempre a stagioni sofferte, mentre è quest’anno che la Lazio ha avuto grandi sofferenze in termini di prestazioni. Nessuno riuscirà a superare il record di esoneri di Zamparini, ma anche Lotito si pone sempre in condizioni di far durare gli allenatori massimo due anni, tranne che col tecnico emiliano.

Ai microfoni di MediaGol, l’ex tecnico del Bologna ha analizzato la partita di domenica da doppio ex e ha dato una sua versione dell’ambiente che si respira a Roma, col conseguente esordio assoluto di Simone Inzaghi: “Per i siciliani, non è un aspetto positivo il fatto che i biancocelesti abbiano cambiato allenatore proprio qualche giorno fa. I capitolini sono sulla carta più forti dei rosa, ma credo che in questa sfida debba prevalere la voglia di sopravvivere. Anche perché la Lazio, a sette giornate dalla fine, non sembra possa concorrere più per raggiungere obiettivi importanti. Il Palermo si gioca la stagione, la Lazio no. Simone Inzaghi? Lui è stato un mio giocatore e conosce molto bene l’ambiente biancoceleste, è stato una bandiera della Lazio. La società è andata a integrare un profilo che fosse già all’interno del club: non può essere altrimenti quando la situazione è questa, cioè quando ti ritrovi a poche giornate dalla fine senza alcun obiettivo da perseguire. Per lui è una chance importante: conoscendolo, se la giocherà nel migliore dei modi”



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