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Derby Roma-Lazio a rischio rinvio: colpa di Sinner

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Una coreografia imponente della Curva Nord della Lazio durante un derby del passato, simbolo dell'identità laziale.

Clamoroso scenario per il derby della Capitale. La sfida tra Roma e Lazio, in programma il 17 maggio, potrebbe essere rinviata.

Il motivo? Non il calcio, ma il tennis. La contemporanea presenza di Jannik Sinner a Roma rischia di creare un problema logistico enorme nella gestione dell’ordine pubblico.


Il nodo sicurezza: Olimpico e Foro Italico

Il cuore della questione è la vicinanza tra:

  • lo Stadio Olimpico
  • il Foro Italico

Due eventi di portata mondiale nello stesso giorno:

  • il derby Roma-Lazio
  • il torneo ATP con Sinner protagonista

Un mix che mette in allarme le autorità per la gestione di flussi, sicurezza e ordine pubblico.


Viminale e Lega al lavoro

Il Viminale insieme alla Lega Serie A stanno valutando tutte le opzioni.

Sul tavolo:

  • confermare la data
  • modificare l’orario
  • oppure rinviare il derby

Una decisione che dovrebbe arrivare a breve.


Il peso di Sinner

La presenza di Sinner cambia tutto.

Numero uno del mondo e volto simbolo del tennis italiano, è in grado di attirare migliaia di tifosi, anche internazionali.

Un evento nell’evento che rischia di sovraccaricare una zona già critica come quella del Foro Italico.


Gualtieri scherza, ma il problema è serio

Il sindaco di Roma Roberto Gualtieri ha ironizzato sulla situazione, facendo una battuta su Lotito “romanista”.

Ma dietro la battuta si nasconde un problema reale:

👉 coordinare due eventi giganteschi nello stesso quadrante della città


Lazio: derby fondamentale

Per la Lazio il derby rappresenta molto più di una partita.

Con i biancocelesti ancora in corsa per obiettivi importanti, la sfida contro la Roma è uno snodo decisivo della stagione.

Un eventuale rinvio potrebbe:

  • cambiare preparazione
  • influire sul calendario
  • alterare equilibri sportivi

Tifosi in rivolta: “Prima il calcio”

La notizia ha già acceso il dibattito tra i tifosi.

Sui social, molti sostengono una linea chiara:

“Il derby non si tocca”

Altri invece comprendono le difficoltà organizzative, ma chiedono soluzioni alternative senza rinvii.


Conclusione

Il derby Roma-Lazio è a rischio slittamento per motivi extra-calcistici.

Una situazione paradossale, che dimostra quanto gli eventi sportivi possano intrecciarsi e creare problemi organizzativi complessi.

Ora la palla passa alle istituzioni.

E la decisione finale potrebbe arrivare nelle prossime ore.

Secondo te è giusto rinviare il derby per il tennis?
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Formello Lazio 15 Aprile: Sarri tra Napoli e Crisi Post-Fiorentina

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Maurizio Sarri durante l'intervista post-partita di Lazio-Parma allo Stadio Olimpico.
Maurizio Sarri in panchina all’Olimpico: il tecnico annuncia che resterà fino a giugno, ma chiede risposte e investimenti alla società.

A Formello, la Lazio riparte dopo il ko di Firenze con Maurizio Sarri concentrato sulla gestione delle forze. Oggi 15 aprile, i biancocelesti hanno sostenuto la prima seduta post-sosta, focalizzandosi su recupero infortuni e tattica. La sconfitta 1-0 contro la Fiorentina, gol di Gosens, ha accentuato le critiche: attacco sterile e difesa vulnerabile su palla alta.

Sarri ha diviso il gruppo: titolari in scarico, riserve a tutto campo. Immobile e Zaccagni lavorano su finalizzazione, mentre Marusic e Maldini, ko muscolari, sono in dubbio per Napoli. Il calendario è infernale: azzurri mercoledì in Coppa Italia, Atalanta domenica in Serie A. Lotito ha spronato il gruppo: “Piccoli obiettivi per l’anno zero prossimo”.

I numeri preoccupano: meno di 45 punti in 32 gare, crisi da 15 anni fa. Eppure, Noslin ha dato scosse dalla panchina. Tifosi chiedono ricompattamento sui social. Sarri: “Procediamo passo passo”. Seduta domani con visite mediche. La Lazio punta a invertire la rotta.



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Lazio nona con 44 punti: finale di stagione tra Coppa Italia e bonus classifica

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Taylor-Premier League: Lotito fissa il prezzo del crack

La S.S. Lazio naviga in acque agitate nel finale della Serie A 2025-2026. Con 44 punti dopo 32 giornate, i biancocelesti occupano il nono posto, preceduti da Bologna (48), Atalanta (53), Roma (57), Como (58), Juventus (60), Milan (63), Napoli (66) e Inter leader a 75. Un +3 sulla zona retrocessione è rassicurante, ma il bilancio di 11 vittorie, 11 pareggi e 10 sconfitte (32 gol fatti, 30 subiti) riflette una stagione di alti e bassi, segnata da infortuni e scelte arbitrali contestate come il rigore non dato a Noslin contro la Fiorentina. Sarri ha dichiarato: “Procediamo per piccoli obiettivi, ma serve cinismo”. Il finale di stagione diventa decisivo per salvare l’annata e impostare il futuro.

La classifica attuale, aggiornata al 13 aprile 2026, mostra una Lazio distante 4 punti dal Bologna ottavo, soglia per i Conference League bonus. Con 18 punti in palio (6 gare: Napoli, Parma, Sassuolo, Verona, Genoa, Lecce), Opta prevede un bottino di 10 punti aggiuntivi, per un totale di 54 e un settimo posto probabile. Realistico? Sì: bastano 3 vittorie e 1 pareggio nelle ultime, sfruttando il calendario abbordabile post-Napoli. Lotito ha promesso bonus per piazzamenti alti, incrementando i ricavi UEFA (7° posto vale circa 5-7 milioni extra). Ma l’obiettivo primario è la Coppa Italia: semifinale di ritorno contro l’Atalanta il 22 aprile a Bergamo (andata 1-1). Vittoria significa finale e Europa certa (Conference o Europa League, più Supercoppa), l’unico trofeo per riscattare il nono posto. Senza, la stagione è fallimentare.

Sarri punta a chiudere dignitosamente, senza calcoli: “Dobbiamo dare tutto”. La rosa, decimata da assenze (Rovella out, Marusic in dubbio), si aggrappa a Zaccagni (10 gol), Dia (8) e Castellanos (pre-cessione). Il Napoli prossimo è ostico, ma Parma e Sassuolo abbordabili. Previsioni Opta: 38% chance ottavo posto, 25% settimo, 12% sesto (Europa League). Retrocessione improbabile (1%). Il finale di stagione definirà il bilancio: nono significa circa 50 milioni UEFA totali, settimo 55-60. Lotito, pragmatico, vede bonus in classifica come benzina per il mercato estivo. I tifosi spingono per l’Europa via Coppa, unica via per Champions dream. La Lazio ha il potenziale: difesa solida (30 subiti), ma attacco anemico. Ultime gare testeranno la fame biancoceleste. Se centrano 10-12 punti e Coppa, stagione positiva; altrimenti, critiche inevitabili. Il destino si scrive a Bergamo e nei 180 minuti finali. 



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Lazio, rivoluzione estiva in vista: Sarri chiede qualità, Lotito punta su plusvalenze

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Sarri sfida Lotito: "Lazio non degna della sua storia"

Lazio si prepara a una rivoluzione estiva nel calciomercato, con Sarri che spinge per rinforzi mirati dopo le cessioni record di gennaio. Le plusvalenze da Guendouzi e Castellanos hanno sbloccato risorse, ma il futuro dipende dai parametri UEFA e dalle scelte su contratti in scadenza.corrieredellosport+1

La S.S. Lazio si trova a un bivio cruciale alla vigilia dell’estate 2026. Dopo una stagione altalenante, culminata con la sconfitta contro la Fiorentina e un nono posto in Serie A che sa di amaro, il club biancoceleste guarda al calciomercato con ambizioni rinnovate ma con i piedi ben piantati per terra. Maurizio Sarri, allenatore carismatico e spesso al centro di polemiche, ha le idee chiare: “Il prossimo deve essere un anno uno, non zero. La squadra va rinforzata per essere all’altezza della sua storia”. Parole pesanti, pronunciate dopo il ko al Franchi, che mettono pressione sulla dirigenza guidata da Claudio Lotito e dal ds Angelo Fabiani. Il futuro della Lazio passa per un equilibrio tra sostenibilità finanziaria, rinnovi strategici e innesti di qualità.

Il mercato invernale 2026 ha segnato una svolta. Le cessioni di Guendouzi (27 milioni netti al Marsiglia, plusvalenza da 12) e Castellanos (29 milioni al New York City, plusvalenza 17) hanno generato circa 56 milioni lordi, sbloccando il mercato dopo i paletti UEFA dell’estate precedente. Lotito ha celebrato queste operazioni come un’impresa, permettendo innesti come Taylor e Ratkov, giovani promesse che incarnano la filosofia del ringiovanimento. Ma non basta. La Commissione UEFA potrebbe imporre nuovi limiti sul Costo del Lavoro Allargato (obiettivo 0.7), costringendo a ulteriori plusvalenze. Priorità alle uscite: Tavares in Arabia Saudita, Mandas al Bournemouth (offerta oltre 20 milioni), Hysaj e Gigot a scadenza. Questi movimenti potrebbero liberare 30-40 milioni, fondamentali per accontentare Sarri senza sforare i parametri.

Sul fronte entrate, Sarri sogna un centrocampo dinamico ma di qualità. Andrà rivoluzionata la difesa viste le tante uscite previste. Attenzione anche davanti perché serve un centroavanti che sappia fare gol. Fronte rinnovi: Dopo Marusic non verrà rinnovato nessun contratto in scadenza. Toma Basic, titolare contro la Fiorentina, è destinato a lasciare Roma a Giugno. Ma non sarà il solo. Con lui out anche Pedro e Hysaj.

Il contesto europeo pesa. Senza Champions, i ricavi da diritti TV calano, ma la Coppa Italia offre speranze. Sarri resta fino al 2028, salvo rivoluzioni, e Fabiani anticipa strategie prudenti: “Equilibrio tra rinnovi e talenti”. L’estate 2026 potrebbe essere l’anno zero promesso, con una Lazio più snella e competitiva. I tifosi sognano Europa, ma la realtà impone scelte dure. Se le plusvalenze arriveranno, la rivoluzione decollerà; altrimenti, sarà un mercato di sopravvivenza. Il futuro biancoceleste è appeso a Formello, dove i recuperi per il Napoli infiammano l’attesa. La Lazio ha le carte in regola per rilanciarsi, ma serve visione.



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Stadio Flaminio, Ercole (CdS): “Nodo vincoli e sottosuolo, progetto Lazio a un bivio”

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La Lazio ha inviato al Comune la documentazione per la riqualificazione dello Stadio Flaminio. Ora al via l’iter e la conferenza dei servizi.

Il progetto della Lazio per lo Stadio Flaminio entra nella fase decisiva. Dopo la consegna della documentazione al Comune, sarà la conferenza dei servizi a stabilire il destino dell’intera operazione.

A fare il punto è il giornalista del Corriere dello Sport, Marco Ercole, intervenuto durante la trasmissione 9 Gennaio 1900.


Conferenza dei servizi: momento decisivo

Secondo Ercole, il prossimo passaggio sarà cruciale:

“Entro fine aprile dovrebbe partire la conferenza preliminare. Lì si capirà se le criticità sono state superate”.

Due gli scenari possibili:

  • riconoscimento del pubblico interesse
  • bocciatura del progetto

In caso di esito negativo, la Lazio sarebbe costretta a ripartire da zero, come già accaduto ad altri progetti sportivi nella Capitale.


Il precedente Roma Nuoto

Un esempio concreto è quello del progetto Roma Nuoto, fermato proprio nella fase di valutazione. Un precedente che dimostra quanto sia complesso portare avanti interventi infrastrutturali a Roma, soprattutto in aree vincolate.


Il problema principale: il sottosuolo del Flaminio

Il nodo più delicato riguarda ciò che si trova sotto lo stadio Stadio Flaminio.

“I vincoli sono molti, il principale è tutto ciò che c’è sotto il Flaminio”.

In passato sono già stati individuati resti archeologici che potrebbero ostacolare i lavori. Un fattore che rende l’intero progetto estremamente complesso dal punto di vista autorizzativo.


Diritti di superficie: ulteriore ostacolo

A complicare ulteriormente la situazione c’è la richiesta avanzata da Claudio Lotito sui diritti di superficie.

“Con i diritti di superficie è tutto più complicato”.

Un tema delicato, che incrocia aspetti giuridici, urbanistici e amministrativi. Nonostante questo, Lotito resta fiducioso:

“È convinto di poter gestire anche questa situazione”.


Parcheggi e mobilità: il nodo irrisolto

Un altro punto critico riguarda la viabilità e i parcheggi.

“Bellissima l’idea di raggiungere lo stadio senza macchine, ma a Roma è molto complesso”.

Un problema culturale oltre che logistico.

La possibile soluzione potrebbe arrivare in futuro con lo sviluppo della Metro C, ma si tratta di un progetto non immediato e non incluso nei piani attuali della Lazio.


Un progetto ambizioso ma pieno di incognite

Il piano di riqualificazione del Flaminio rappresenta una grande opportunità per la Lazio, ma anche una sfida enorme. Tra vincoli archeologici, iter burocratici e problemi infrastrutturali, il rischio di stop resta concreto.


Conclusione

Le prossime settimane saranno decisive. La conferenza dei servizi stabilirà se il progetto potrà andare avanti oppure se si dovrà ripartire da zero. E per la Lazio, il futuro dello stadio resta ancora tutto da scrivere.

Secondo te il progetto Flaminio andrà in porto o è troppo complicato?
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Sarri: “Sconfitta troppo pesante, stagione devastante”

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Sarri e la Nord: il patto d'acciaio che scuote la Lazio

Al termine di Fiorentina-Lazio, il tecnico biancoceleste Maurizio Sarri ha analizzato la prestazione della sua squadra ai microfoni del post-partita, tra rammarico per il risultato e riflessioni sul futuro.


“Sconfitta troppo pesante”

Sarri parte dall’analisi della gara, sottolineando come il risultato non rispecchi quanto visto in campo:

“Il gol è stato fortuito, la partita era in mano a noi, ma anche dopo lo è stato. Gli abbiamo concesso qualche ripartenza di troppo. La sconfitta mi sembra troppo per quello che si è visto”.

Una lettura chiara: la Lazio ha fatto la partita, ma non è riuscita a concretizzare.


“Abbiamo perso meno di tanti altri”

Alla domanda sull’ennesima sconfitta, il tecnico ha risposto con tono deciso:

“Fermo! Ci sono solo 6 squadre che hanno perso meno di noi, se era la prima sconfitta si era primi”.

Una risposta che evidenzia come Sarri voglia difendere il rendimento complessivo della squadra, al di là della singola partita.


Futuro incerto: “Vediamo cosa farà la società”

Il passaggio più significativo riguarda però il futuro:

“Per il mio sono poco preoccupato, per la Lazio vediamo. Non ho sentito niente, vediamo la società”.

Parole che lasciano aperti tutti gli scenari, soprattutto in vista della prossima stagione.

Sarri ha poi aggiunto:

“La stagione è stata devastante. Abbiamo fatto giocare tutti gli acciaccati”.

Un riferimento chiaro alle difficoltà affrontate durante l’anno, tra infortuni e emergenze continue.


Il problema dell’attacco

Tra i temi centrali dell’intervista, anche quello della fase offensiva:

“Il mancato attacco dell’area di rigore lo abbiamo avuto per tutto l’anno. È una caratteristica che ci manca”.

Un limite strutturale, che si è ripresentato anche contro la Fiorentina.

“Quando abbiamo saltato un uomo, raramente eravamo accompagnati”.

Un’analisi lucida, che evidenzia la mancanza di presenza offensiva e cattiveria sotto porta.


Coppa Italia: speranza e incognite

Infine, uno sguardo alla Coppa Italia:

“Bisogna vedere in che condizioni ci arrivano gli infortunati. La speranza è recuperarli in piena efficienza”.

La semifinale resta l’ultimo grande obiettivo stagionale, ma tutto dipenderà dalle condizioni fisiche della rosa.


Conclusione

Le parole di Sarri raccontano una Lazio divisa tra rammarico e consapevolezza:

  • prestazioni spesso all’altezza
  • risultati non sempre premianti
  • limiti offensivi evidenti

E soprattutto un futuro ancora tutto da scrivere.

Secondo te Sarri deve restare? O serve una rivoluzione?
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Lazio, rigore negato a Noslin: polemiche contro la Fiorentina

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Polemiche in Fiorentina-Lazio: contatto Mandragora-Noslin, ma Fabbri conferma simulazione anche dopo il VAR. Dubbi sulla decisione.

Uno degli episodi più controversi di Fiorentina-Lazio arriva al 63’, quando un contatto in area tra Rolando Mandragora e Tijjani Noslin scatena polemiche e dubbi.

L’attaccante biancoceleste cade a terra, ma per l’arbitro non ci sono esitazioni: simulazione e calcio di punizione per la Fiorentina.


La decisione di Fabbri e il VAR

Il direttore di gara Michael Fabbri assegna subito punizione ai viola, accompagnando la decisione con il cartellino giallo per Noslin.

Un episodio che sembrava destinato a essere corretto dal VAR.

Richiamato all’On-Field Review, Fabbri rivede l’azione al monitor… ma decide di confermare la scelta iniziale, senza concedere il calcio di rigore e senza togliere l’ammonizione.

Una decisione che ha lasciato perplessi tifosi e addetti ai lavori.


Il contatto c’è: perché non è rigore?

Le immagini mostrano chiaramente un contatto tra Mandragora e Noslin.

Non si tratta di un intervento violento, ma il tocco è evidente.

Ed è proprio questo il punto che fa discutere:
👉 in situazioni simili, nel corso della stagione, sono stati assegnati diversi calci di rigore

Per questo motivo, più che il mancato penalty, a lasciare dubbi è soprattutto il cartellino giallo per simulazione.


Il nodo interpretazione

L’episodio riporta al centro del dibattito uno dei temi più caldi del calcio italiano: l’interpretazione arbitrale.

  • contatto leggero → a volte è rigore
  • contatto leggero → a volte è simulazione

Una discrezionalità che continua a generare polemiche e alimentare la sensazione di mancanza di uniformità.


Un episodio che poteva cambiare la partita

Al momento dell’episodio, la partita era ancora aperta.

Un eventuale calcio di rigore avrebbe potuto cambiare completamente l’inerzia della gara, offrendo alla Lazio una grande occasione per rientrare.

Invece, la decisione di Fabbri ha lasciato tutto invariato, con la Lazio costretta a inseguire senza successo.


Conclusione

Il contatto tra Mandragora e Noslin resta uno degli episodi più discussi della partita.

Non tanto per la mancata assegnazione del rigore, quanto per la scelta di punire l’attaccante con un cartellino giallo.

Un episodio che riapre il dibattito su VAR, interpretazioni e uniformità delle decisioni.

Per te era rigore o simulazione?
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Lazio, Curva Nord ancora vuota: la protesta continua

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Non si placa la tensione tra la Lazio e il suo tifo organizzato. Anzi, la frattura sembra ormai profonda e destinata a durare nel tempo.

Dopo settimane di contestazione, lo scenario resta invariato: Curva Nord vuota allo Stadio Olimpico e nessun segnale di apertura da parte degli ultras biancocelesti.


Una protesta che non si ferma

La decisione del tifo organizzato è chiara: continuare a disertare le partite casalinghe.

Una protesta forte, simbolica, che ha già fatto il giro d’Italia e non solo. L’Olimpico deserto è diventato il manifesto del malcontento nei confronti della gestione societaria.

E dalle ultime dichiarazioni, la linea non cambia.


“Trasferte mai in dubbio, ma in casa…”

Alcuni esponenti del tifo organizzato hanno ribadito la loro posizione ai microfoni di Radio Laziale:

“Le trasferte non sono mai state messe in dubbio, né negli anni precedenti né quest’anno e neanche il prossimo”.

Il messaggio è chiaro:
👉 il problema non è la squadra, ma il contesto interno

La protesta riguarda esclusivamente le partite casalinghe.


Il peso del divieto e la frustrazione dei tifosi

La situazione è però aggravata dal divieto di trasferta imposto fino a fine stagione, dopo gli scontri sull’A1 contro tifoserie avversarie.

Un limite che pesa moltissimo:

“Pensate cosa avremmo potuto fare in trasferta… solo a pensarci mi viene da piangere”.

Il tifo laziale, storicamente tra i più caldi d’Italia, si trova così bloccato su entrambi i fronti:

  • niente stadio in casa per protesta
  • niente trasferte per divieto

Coppa Italia e rimpianto Bergamo

Il momento più emblematico riguarda la semifinale di Coppa Italia contro l’Atalanta.

“A Bergamo avremmo fatto il fuoco”.

Una frase che rende perfettamente l’idea di quanto questa stagione sia vissuta con frustrazione dai tifosi.

Una partita importante, forse la più significativa dell’anno, che verrà affrontata senza il supporto del pubblico organizzato.


Il futuro resta incerto

Se sulle trasferte la posizione è chiara, il vero punto interrogativo riguarda il futuro all’Olimpico:

“In casa non lo so. Vedremo”.

Una frase che apre scenari preoccupanti.

La protesta potrebbe infatti proseguire anche nella prossima stagione, alimentando una situazione già molto delicata.


Una frattura sempre più profonda

Il rapporto tra tifoseria e società, con Claudio Lotito al centro delle contestazioni, sembra ormai compromesso.

Mai come quest’anno si è arrivati a un punto di rottura così evidente:

  • stadio vuoto
  • proteste continue
  • clima di tensione costante

Conclusione

La Lazio si trova davanti a un problema che va oltre il campo.

Non si tratta solo di risultati o mercato, ma di identità, appartenenza e rapporto con la propria gente.

E senza il suo pubblico, la Lazio perde una parte fondamentale di sé.

Secondo te la protesta è giusta o sta penalizzando la squadra?
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Lazio, altra sconfitta con la Fiorentina: maledizione viola e limiti evidenti

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Lazio Fiorentina risultato

La Lazio cade ancora contro la Fiorentina. Una sconfitta che ormai sembra diventata una vera e propria maledizione: negli ultimi due anni, in un modo o nell’altro, i viola riescono sempre ad avere la meglio.

Eppure, questa volta, la sensazione è chiara: la Lazio non meritava di perdere.


Lazio meglio ai punti, ma decide Gosens

La squadra di Maurizio Sarri ha fatto la partita:

  • più possesso
  • più tiri
  • più occasioni

Ma nel calcio conta una sola cosa: segnare.

E la Fiorentina lo ha fatto al primo vero tiro in porta, con Robin Gosens che di testa ha sovrastato Manuel Lazzari.

Un episodio che ha indirizzato la gara: da lì in poi, i viola si sono chiusi con ordine, sfruttando al massimo il vantaggio.


Attacco sterile: occasioni sprecate

Il vero problema della Lazio è stato ancora una volta sotto porta.

  • Mattia Zaccagni fermato da una grande parata di David de Gea
  • Matteo Cancellieri spreca un gol praticamente fatto
  • Petar Ratkov entra e ha una grande occasione, ma colpisce troppo debolmente

La sensazione è sempre la stessa: manca un centravanti vero, manca qualità negli ultimi metri.


Il caso rigore: decisione che fa discutere

L’episodio chiave arriva nel secondo tempo.

Rolando Mandragora interviene su Tijjani Noslin in area con un pestone evidente.

L’arbitro Michael Fabbri assegna addirittura il giallo per simulazione a Noslin.

Richiamato al VAR, decide incredibilmente di non cambiare decisione.

Una scelta che lascia enormi dubbi e riapre il solito tema:
👉 interpretazioni diverse a seconda delle squadre


Una Lazio con pochi giocatori da cui ripartire

Al di là dell’arbitraggio, il dato più preoccupante resta la qualità della rosa.

  • Toma Basic non convince
  • entra Fisayo Dele-Bashiru e non cambia il livello
  • Gustav Isaksen non incide

La sensazione è chiara:
👉 pochi giocatori all’altezza per il futuro


Nota positiva: cresce Motta

In un contesto negativo, una nota positiva c’è: Edoardo Motta.

  • incolpevole sul gol
  • buona uscita nel primo tempo
  • ottima parata nella ripresa

Il giovane portiere sta crescendo partita dopo partita.

E il motivo è semplice:
👉 i giovani migliorano giocando

A 21 anni, Motta rappresenta uno dei pochi segnali incoraggianti per il futuro.


Conclusione

La sconfitta contro la Fiorentina è, in classifica, quasi indolore.

Ma a livello tecnico lascia indicazioni pesanti:

  • manca qualità
  • manca cinismo
  • manca continuità

E con queste lacune, pensare di competere ad alti livelli diventa complicato.

Per te era rigore su Noslin? E questa Lazio ha futuro così?
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La Serie A sceglie Malagò, ma Lotito si oppone e sbotta: “Serve un commissario!”

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Claudio Lotito, presidente della Lazio, visibilmente contrariato mentre rilascia dichiarazioni all'uscita dall'Assemblea di Lega.

La spaccatura è servita. L’odierna Assemblea di Lega ha delineato la mossa della Serie A in vista delle cruciali elezioni federali fissate per il prossimo 22 giugno: il candidato designato dai club del massimo campionato è Giovanni Malagò. L’attuale numero uno del CONI ha incassato il via libera da quasi tutti i presenti, raccogliendo 18 voti a favore su 20. A rompere l’unanimità e a mettersi di traverso sono state solamente due società: l’Hellas Verona e la Lazio.

All’uscita dall’incontro, il patron biancoceleste Claudio Lotito non ha usato mezzi termini per spiegare la posizione del club capitolino, scagliandosi apertamente contro un sistema considerato ormai obsoleto e inadeguato per le sfide del calcio moderno.

Lotito “Legge di 45 anni fa, il sistema va rifondato”

Intercettato dai cronisti presenti, Lotito ha spostato il focus dalla semplice scelta del candidato alla struttura stessa su cui si fonda l’elezione: “Le elezioni vengono indette seguendo la legge 91 del 1981. Parliamo di una normativa vecchia di 45 anni, e questo semplicemente non va bene”, ha tuonato il presidente della Lazio.

A chi gli chiedeva se la sua opposizione nascondesse l’appoggio per un candidato alternativo a Malagò, Lotito ha risposto in maniera netta, invocando misure drastiche: “Non è una questione di nomi, il nome non c’entra assolutamente nulla in questo contesto. La regola è semplice: se una cosa non funziona, va ristrutturata, o no? Lo ripeto, siamo ancorati a una legge di quasi mezzo secolo fa. Finché resta in vigore quella normativa, il sistema non può andare avanti. Va ridisegnato tutto da zero. Per farlo, ci vuole la nomina di un commissario”.

Leggi anche infortunio Zaccagni

Parole pesantissime che confermano la volontà della Lazio di non allinearsi alla maggioranza, chiedendo piuttosto un azzeramento dei vertici e una vera rivoluzione strutturale per il calcio italiano.



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Verso Fiorentina-Lazio: Dia si prende l’attacco, riecco Capitan Zaccagni. Le scelte di Sarri

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Boulaye Dia in azione con la maglia della Lazio, pronto a guidare l'attacco titolare nella sfida contro la Fiorentina.
Pedro Allenamento Lazio nel cento sportivo di Formello a Roma. Roma, 30 Marzo 2023 © Marco Rosi / Fotonotizia

Il pareggio interno contro il Parma ha lasciato un po’ di amaro in bocca, ma il calendario non concede pause. La Lazio fa i bagagli per la prima di due trasferte consecutive insidiose: destinazione stadio Artemio Franchi, dove ad attendere i ragazzi di Maurizio Sarri ci sarà la temibile Fiorentina di mister Vanoli. Una sfida cruciale per continuare a inseguire il treno europeo, con i biancocelesti chiamati a fare i conti con un’infermeria che si svuota da una parte e si riempie dall’altra.

Rivoluzione forzata in difesa e centrocampo

La grande emergenza si registra ancora una volta nel reparto arretrato. Davanti al giovanissimo talento Motta, ormai padrone dei pali vista la perdurante assenza di Provedel, la linea a quattro subirà dei ritocchi obbligati. Gila è fermo ai box per una fastidiosa infiammazione al tendine rotuleo; al suo posto, accanto all’esperienza di Romagnoli, ci sarà ancora spazio per Provstgaard. Sulle corsie esterne, forfait per Marusic: a destra galopperà Lazzari, mentre a sinistra è inamovibile Nuno Tavares.

In mezzo al campo, pesano le scorie fisiche. Con Rovella ancora out e un Dele-Bashiru non al top della condizione, Sarri vara il piano B: insieme all’insostituibile Taylor e al grande ex Danilo Cataldi (pronto a orchestrare le geometrie al Franchi), scoccherà l’ora di Toma Basic dal primo minuto.

Dia guida il tridente, il ritorno più atteso in panchina Lazio

Le novità non mancano neanche in attacco. Daniel Maldini alza bandiera bianca, lasciando la casella di centravanti libera per Boulaye Dia, chiamato a caricarsi sulle spalle il peso del reparto offensivo. A supportarlo sulle fasce ci saranno Isaksen a destra e Noslin a sinistra, con quest’ultimo attualmente in netto vantaggio nel ballottaggio con il veterano Pedro.

Ma la notizia che fa sorridere il popolo laziale siede in panchina. Oltre al rientro di Patric, pronto a dare manforte a gara in corso, c’è finalmente il ritorno tra i convocati di Mattia Zaccagni. Il Capitano vede la luce in fondo al tunnel ed è pronto a rimettere minuti nelle gambe in vista del rush finale di stagione e della delicata semifinale di Coppa Italia.

Le probabili formazioni di Fiorentina-Lazio

FIORENTINA (4-3-3): De Gea; Dodo, Pongracic, Ranieri, Gosens; Mandragora, Ndour, Brescianini; Harrison, Piccoli, Fazzini. All.: Vanoli.

LAZIO (4-3-3): Motta; Lazzari, Romagnoli, Provstgaard, Nuno Tavares; Basic, Cataldi, Taylor; Isaksen, Dia, Noslin. All.: Sarri.



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Lazio, Cardone: “Serve rispetto per la storia fatta dai tifosi”

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Il clima intorno alla Lazio è sempre più acceso, soprattutto dopo l’ultima partita contro il Parma e in vista del confronto con la Fiorentina. In questo contesto, le parole di Giulio Cardone, giornalista e opinionista vicino al club, hanno fatto discutere per la loro durezza e per il messaggio diretto alla società.

Cardone, intervenuto a Radiosei, ha dichiarato che “serve rispetto per la storia fatta dai tifosi”. Il riferimento è alla grande fede e alla passione espressa dai supporters della Lazio, che hanno sostenuto la squadra anche nei momenti più difficili. Per il giornalista, alcune decisioni della dirigenza e alcuni atteggiamenti non sono stati coerenti con il valore storico del club.

Il tema è tornato alla ribalta dopo la partita contro il Parma, terminata 1-1, e ha sollevato polemiche sulle strategie di gioco e sulle scelte di mercato. Cardone ha sottolineato la necessità di una maggiore trasparenza da parte della società, che dovrebbe spiegare meglio i propri piani ai tifosi e evitare decisioni che possono essere percepite come poco rispettose.

Le parole di Cardone hanno trovato eco anche tra i tifosi, che hanno espresso la loro insoddisfazione sui social media. La richiesta di rispetto è stata vista come un segnale di malessere generale, che coinvolge non solo la squadra ma anche la gestione del club.

La società ha reagito con cautela, esprimendo la volontà di continuare a lavorare per migliorare la situazione. La Lazio è certa di essere un’istituzione importante nel panorama italiano, ma la richiesta di Cardone ha messo in evidenza la necessità di un dialogo più aperto con la tifoseria.



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Calciomercato, Petar Ratkov: l’offerta della Lazio “mi ha sorpreso”

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Petar Ratkov posa con la maglia numero 20 della Lazio, prima intervista ufficiale.

Il caso Petar Ratkov continua a generare discussioni e retroscena nel mondo del calciomercato. Il difensore serbo, passato dal Salisburgo alla Lazio a gennaio, ha fatto parlare di sé per il modo in cui è stato gestito il trasferimento e per le dichiarazioni rilasciate dal direttore sportivo del club austriaco, Marcus Mann.

Il diesse del Salisburgo ha dichiarato in un’intervista a una televisione locale che l’offerta della Lazio per Ratkov lo ha “sorpreso”. Secondo Mann, la proposta dei biancocelesti è risultata più alta di quanto ci si aspettasse, e la società austriaca ha preferito accettare la cessione piuttosto che rischiare di perdere il giocatore a parametro zero in futuro.

Ratkov ha trovato spazio in Lazio, ma la sua integrazione è stata graduale: il calciatore è ancora in fase di adattamento alle esigenze della Serie A e al sistema di gioco di Sarri. Le sue prestazioni sono state giudicate comunque positive, soprattutto per la sua capacità di leggere il gioco e la sua solidità in marcatura.

Il retroscena dal Salisburgo ha messo in evidenza alcuni aspetti interessanti del mercato: da un lato la volontà della Lazio di inserirsi in trattative con club di alto livello, dall’altro la necessità di gestire le risorse con criterio. L’acquisto di Ratkov è stato visto come un investimento per la crescita della squadra, ma anche come un atto di riconoscimento della sua valore nel panorama europeo.

La Lazio potrebbe rivedere la sua strategia in difesa, soprattutto in vista delle scadenze contrattuali e delle possibili partenze di alcuni giocatori. Ratkov, se riesce a consolidarsi tra i titolari, potrebbe rappresentare un punto di riferimento importante per il futuro.



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Calciomercato Lazio, Diogo Leite via a parametro zero: trattativa bloccata dai costi

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La Lazio ha un accordo di massima con Diogo Leite a parametro zero. Nessun documento firmato: intesa verbale, giocatore infortunato.

In vista della prossima finestra di mercato, il nome di Diogo Leite è tornato alla ribalta in casa Lazio. Il difensore portoghese, in scadenza con il club di appartenenza, potrebbe lasciare la squadra a parametro zero, ma la trattativa con la Lazio si è presto bloccata a causa dei costi extra richiesti.

Secondo le indiscrezioni di mercato, il centrale ha da tempo un accordo preliminare con la Lazio, che lo vede come un elemento di spessore per rafforzare la difesa centrale. La dirigenza romana è stata però respinta dal club di Leite, che non ha accettato di cederlo gratuitamente, chiedendo un investimento aggiuntivo per la cessione.

I due club di Serie A che seguono più da vicino la situazione di Diogo Leite sono il Genoa e il Bologna, che potrebbero capitalizzare il blocco con la Lazio per portare il giocatore in un’altra piazza. La Lazio, dal canto suo, si trova in una situazione complessa: la rosa è stata già sottoposta a diversi infortuni e la necessità di rafforzare la difesa è concreta, ma la società deve anche fare i conti con il bilancio e con le numerose scadenze contrattuali.

Il profilo di Diogo Leite è adatto a un campionato come la Serie A per esperienza, solidità e abitudine ai ritmi alti. In Italia, la sua capacità di leggere il gioco e di commettere pochi errori fa della sua firma un’occasione di mercato interessante, soprattutto per chi cerca un centrale maturo e affidabile.

Se la Lazio non dovesse riuscire a chiudere l’operazione, Sarri e il suo staff dovranno valutare alternative. Il mercato offre diversi profili in grado di fare la differenza, ma con costi non sempre alla portata di una società come la Lazio, che ha già fatto investimenti importanti in altre zone del campo.

Per il futuro, il tema Diogo Leite potrebbe ripresentarsi in estate, magari in caso di nuove scadenze o di spostamenti di calciatori chiave. La decisione della Lazio dipenderà non solo dalla tenuta finanziaria, ma anche dalla direzione del progetto tecnico: se si punterà su un cambio di modulo o su un rafforzamento della difesa, l’acquisto di un giocatore come Leite potrebbe diventare prioritario.



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Lazio, futuro di Sarri nel mirino: ecco i due nomi in caso di rottura

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Scontro Sarri Lotito Fabiani Formello Lazio crisi società

La stagione della Lazio è stata contraddistinta da alti e bassi, costrizione agli infortuni e risultati che non hanno sempre rispecchiato le aspettative. In questo contesto, il futuro di Maurizio Sarri è diventato tema centrale del dibattito tra società, addetti ai lavori e tifosi. La prospettiva di un addio anticipato non è più una mera suggestione, ma una possibilità concreta, con la società che ha già iniziato a valutare possibili piani B.

Le dichiarazioni di alcuni esponenti interni e di giornalisti vicini al club, tra cui Giulio Cardone e Marco Baiocchini, hanno messo in evidenza alcune perplessità sul prosieguo del progetto Sarri. La mancanza di continuità nei risultati, unita al vasto numero di assenze e alla difficoltà di costruire una rosa profonda e stabile, ha alimentato le critiche verso la scelta tecnica.

In caso di rottura, la Lazio non partirebbe da zero: sarebbero già pronti due profili che potrebbero sedersi sulla panchina biancoceleste. Il primo nome è Fabio Grosso attuale alleantore del Sassuolo. Allenatore in rampa di lancio ma sarebbe pronto per il grande club?

Il secondo profilo è Vincenzo Italiano, che ha dimostrato grandi qualità a Udine e che potrebbe rappresentare una via di mezzo tra il calcio offensivo sarriano e un’impostazione più equilibrata. Italiano sa gestire bene la crescita di giovani e la gestione di un ciclo di ricostruzione, caratteristica che calza bene con una Lazio che sta attraversando una fase di rinnovamento.

Si parla anche di FAbio Pisacane allenatore del Cagliari che quest’anno è partito molto bene ma nella seconda parte della stagione sta perdendo tanti punti.

Una possibile separazione con Sarri non dipenderebbe solo dai risultati, ma anche dalla volontà di avviare una nuova stagione con un progetto diverso, magari con più attenzione alla gestione del mercato e alla programmazione dei rinnovi. La questione dei contratti in scadenza, come il caso di Dele‑Bashiru e di alcuni centrocampisti, aumenta la pressione sulla dirigenza per prendere decisioni chiare sul futuro.

Dal punto di vista dei tifosi, l’idea di un cambio in panchina è sentita ma divisa: c’è chi crede che Sarri abbia ancora margine per sistemare il gruppo e chi ritiene giusto un punto di rottura dopo tanti anni consecutivi. La scelta sarà cruciale, perché la prossima stagione potrebbe essere fondamentale per la ricostruzione dell’identità sportiva della Lazio.



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Fiorentina–Lazio, Sarri sceglie tra dubbi e recuperi: chi parte titolare al Franchi?

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Il commento di Torino-Lazio

Dopo il pareggio in casa contro il Parma, la Lazio si prepara alla trasferta del Franchi per affrontare la Fiorentina di Vanoli, in un momento delicato della stagione. Sarri deve fare i conti con numerose assenze e con il rientro di qualche giocatore chiave, e la formazione per Firenze sarà ancora una volta un mix di scelte tattiche e gestione degli infortuni.

Il tecnico biancoceleste sarà costretto a fare a meno ancora una volta di alcuni perni della squadra: Provedel resta fuori per il suo infortunio, così come Gila, alle prese con un’infiammazione al tendine rotuleo, e Rovella, fermo ai box. Attenzione anche a Marusic e Maldini, che nelle ultime ore sono stati accostati a dubbi fisici dopo i carichi di lavoro delle ultime partite.

Un segnale positivo arriva però dal rientro di Mattia Zaccagni, che punta a tornare in campo contro i viola, anche se per ora potrebbe essere destinato alla panchina. Zaccagni è cresciuto tanto da quando è capitano della Lazio e rappresenta un valore aggiunto sia per presenza sia per esperienza, soprattutto in partite che si preannunciano equilibrate come quella di Firenze.

In attacco, Nas (Pedro) continua a essere l’uomo più rappresentativo davanti, ma il recupero progressivo di Basic e il buon momento di Noslin potrebbero spingere Sarri a ruotare, magari puntando su un modulo leggermente più offensivo o su un cambiamento di ritmo in corso d’opera. Noslin, in particolare, chiede spazio dall’inizio e rappresenta un’arma per colpire la difesa avversaria con accelerazione e tecnica individuale.

Nel mezzo, la mancanza di Rovella costringe Sarri a valutare alternative: Chance per Dele‑Bashiru, che dovrà rientrare in forma, o a uno schieramento più corto con un trequartista che si abbassi spesso a coprire il lavoro di regia. La qualità di Patric, quando disponibile, è un vantaggio importante, ma proprio la sua assenza nelle ultime uscite ha evidenziato quanto la rosa sia ancora fragile.

Il match è visto come un banco di prova fondamentale per la testa della Lazio, impegnata anche in Coppa Italia. Sarri dovrà gestire la concentrazione tra campionato e la semifinale d’andata contro l’Atalanta, cercando di non perdere il filo della competizione di Serie A. Un punto a Firenze potrebbe essere utile per mantenersi in una posizione di sicurezza, mentre una vittoria darebbe un segnale importante al resto del campionato.

Per i tifosi, il duello con la Fiorentina è sempre molto sentito: i viola sono reduci da una stagione complicata, ma al Franchi sanno come rendere la vita difficile alle squadre romane. Sarri e la sua rosa, quindi, dovranno entrare in campo con grande attenzione difensiva e lucidità nelle ripartenze, evitando errori che nella fase finale di campionato possono risultare decisivi.



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Lazio, settore giovanile fallito: progetto giovani mai partito

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I giovani della Lazio durante un allenamento a Formello: il vivaio biancoceleste è fermo da anni e servono nuovi investimenti per rinascere.
I giovani della Lazio durante un allenamento a Formello: il vivaio biancoceleste è fermo da anni e servono nuovi investimenti per rinascere.

I numeri non mentono.
La Lazio è oggi una delle squadre più vecchie della Serie A. E considerando che la Serie A è tra i campionati più “anziani” d’Europa, il dato diventa ancora più allarmante: la Lazio è, di fatto, una delle squadre più vecchie anche a livello internazionale.

Un segnale chiaro, che smonta completamente il famoso “progetto giovani” annunciato negli ultimi anni.


Il progetto giovani non è mai partito

Il piano di ringiovanimento, più volte evocato dalla dirigenza, è rimasto sulla carta.

Problemi economici, difficoltà di mercato, errori di valutazione. Ma c’è soprattutto un tema che la società non ha mai davvero risolto: il settore giovanile.

Perché un vero progetto giovani non parte dal mercato. Parte dal vivaio.


Un dato che fa riflettere: l’ultimo vero prodotto è Cataldi

L’ultimo giocatore cresciuto nel vivaio e diventato stabilmente protagonista in prima squadra è Danilo Cataldi.

Da allora, il vuoto.

Qualche parentesi, qualche comparsa, ma nessun vero talento strutturale portato in prima squadra. Un fallimento evidente, soprattutto se confrontato con altre realtà italiane.


Il confronto con gli altri club è impietoso

Mentre la Lazio fatica a produrre talenti, altre società continuano a farlo con continuità:

  • la Roma sforna ogni anno giocatori pronti
  • l’Atalanta investe e costruisce plusvalenze
  • altri club valorizzano giovani da integrare subito

Il motivo è semplice: gli investimenti.

La Lazio investe circa 2,5 milioni l’anno nel settore giovanile.
La Roma ne investe circa 6.
L’Atalanta arriva a percentuali enormi del proprio fatturato.

Risultato?
Chi investe di più, raccoglie di più.


Il problema non è vincere, ma crescere

Attenzione a un punto fondamentale: nel settore giovanile vincere non è tutto.

Puoi anche vincere un campionato Primavera con giocatori più maturi fisicamente, ma non è quello l’obiettivo.

L’obiettivo è uno solo:
👉 portare giocatori in prima squadra

E su questo la Lazio è completamente ferma.


La gestione attuale non convince

Negli ultimi anni il settore giovanile non ha fatto passi avanti.

Anzi, la situazione è peggiorata:

  • Primavera spesso in difficoltà
  • Under poco competitive
  • nessun talento lanciato

Il problema non è solo tecnico, ma strutturale. Serve una guida con esperienza, visione e capacità di scouting.


Serve un nuovo Bianchessi

In passato si era provato a rilanciare il vivaio con Mauro Bianchessi, ma il progetto non ha mai davvero preso quota.

Oggi serve ripartire da lì:
👉 un responsabile forte
👉 con esperienza
👉 capace di costruire un sistema

Un modello simile a quello che ha prodotto talenti come Donnarumma al Milan.


Il nodo Lotito: senza investimenti non si cresce

Il punto centrale resta sempre lo stesso: gli investimenti.

Claudio Lotito ha sempre mantenuto una linea chiara: contenere i costi.

Ma senza investimenti nel settore giovanile, è impossibile costruire un futuro solido.

Non servono cifre folli, ma almeno un aumento significativo del budget. Portarlo a 5-6 milioni sarebbe già un primo passo concreto.


Il paradosso: senza vivaio, il progetto giovani non esiste

Oggi la Lazio parla di giovani, ma li cerca all’estero.

Giocatori come Przyborek possono essere interessanti, ma non possono essere la base del progetto.

Il vero progetto giovani nasce da:

  1. settore giovanile forte
  2. scouting territoriale
  3. crescita interna
  4. integrazione in prima squadra

Senza questo, si resta fermi.


Conclusione

La Lazio ha davanti a sé una scelta cruciale.

Continuare con un progetto giovani “di facciata” oppure costruire davvero un sistema partendo dal vivaio.

Perché senza settore giovanile, non esiste futuro.

Sei d’accordo? Il problema è davvero il vivaio o serve altro?
Scrivilo nei commenti 👇



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Lazio-Fiorentina, emergenza totale: 31ª formazione diversa

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Maurizio Sarri durante l'intervista post-partita di Lazio-Parma allo Stadio Olimpico.
Maurizio Sarri in panchina all’Olimpico: il tecnico annuncia che resterà fino a giugno, ma chiede risposte e investimenti alla società.

La Lazio continua a vivere una stagione segnata da emergenze e cambi continui. Contro la Fiorentina, infatti, i biancocelesti si preparano a scendere in campo con la 31ª formazione diversa in 32 partite.

Un dato impressionante, che fotografa perfettamente il momento della squadra di Maurizio Sarri: instabilità, assenze e difficoltà nel trovare continuità.


Maldini e Dele-Bashiru in dubbio

Le ultime indicazioni, riportate dal Corriere dello Sport, riguardano le condizioni di Daniel Maldini e Fisayo Dele-Bashiru.

  • Maldini rischia lo stop
  • Dele-Bashiru è alle prese con un affaticamento

Sarri dovrà decidere nelle prossime ore se rischiarli oppure puntare su alternative già pronte.


Dia e Basic scalpitano

In caso di forfait, le opzioni sono chiare:

  • Boulaye Dia è pronto a partire titolare
  • Toma Basic resta una soluzione concreta a centrocampo

Dia, in particolare, arriva da una prestazione positiva contro il Bologna e potrebbe finalmente trovare spazio dal primo minuto dopo essere stato spesso utilizzato a gara in corso.


Attacco: un rebus continuo

Il vero nodo resta però il tridente offensivo.

  • Tijjani Noslin si candida dopo il gol contro il Parma
  • Pedro Rodríguez non ha convinto
  • Gustav Isaksen deve ritrovare continuità dopo la Nazionale
  • Matteo Cancellieri resta l’unica alternativa

Un reparto in continua evoluzione, dove nessuno sembra avere il posto garantito.


Il caso Ratkov

Capitolo a parte per Petar Ratkov, ancora ai margini.

Nonostante l’investimento fatto, Sarri continua a considerarlo indietro rispetto agli altri, escludendolo dalle rotazioni principali. Un segnale chiaro, che apre interrogativi sul suo impatto immediato.


Una Lazio senza continuità

Il dato delle 31 formazioni diverse racconta più di qualsiasi analisi:

👉 mancanza di stabilità
👉 difficoltà fisiche
👉 scelte obbligate

In queste condizioni diventa complicato costruire automatismi e identità di gioco.


Conclusione

La sfida contro la Fiorentina arriva in un momento delicato.

Sarri è chiamato ancora una volta a reinventare la squadra, cercando soluzioni tra infortuni, affaticamenti e scelte tecniche.

Secondo te questa Lazio può trovare continuità o è destinata a cambiare sempre?
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Zarate: “Alla Lazio ho litigato con Kolarov”

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Mauro Zarate racconta il suo passato alla Lazio: dalla rissa con Kolarov al rimpianto di aver lasciato il club biancoceleste.

A distanza di anni, il nome di Mauro Zárate continua a evocare ricordi forti nei tifosi della Lazio. Gol spettacolari, talento puro ma anche un carattere mai banale.

L’ex fantasista biancoceleste è tornato a parlare della sua esperienza nella Capitale in un’intervista a Flashscore, raccontando aneddoti curiosi e confessando anche un rimpianto importante.


“Ho fatto a cazzotti con Kolarov”

Tra i momenti più particolari vissuti alla Lazio, Zarate ha ricordato un episodio che ha fatto sorridere molti tifosi:

“Ho litigato nello spogliatoio, queste cose succedono.
La più divertente è stata quella con Kolarov alla Lazio. Abbiamo fatto a cazzotti mentre andavamo verso lo spogliatoio”.

Il riferimento è al rapporto con Aleksandar Kolarov, altro personaggio dal carattere forte.

Ma come spesso accade nel calcio, tutto si è risolto rapidamente:

“Poi mi si è avvicinato, ha fatto una battuta e si è messo a ridere. I serbi sono così”.

Un episodio che racconta perfettamente lo spogliatoio di quegli anni: acceso, competitivo, ma anche capace di ricompattarsi subito.


Il rimpianto: “Non dovevo lasciare la Lazio”

Se da un lato Zarate ha raccontato con leggerezza gli episodi vissuti, dall’altro ha ammesso un rimpianto che pesa ancora oggi:

“Rimpianti? Sì, aver lasciato la Lazio”.

Una frase che colpisce, soprattutto considerando il talento che l’argentino aveva mostrato nei suoi anni migliori in biancoceleste.

Alla Lazio Zarate aveva trovato l’ambiente ideale per esprimersi, diventando rapidamente uno dei giocatori più amati dalla tifoseria. La sua partenza, però, ha segnato una svolta nella sua carriera, che non ha mai più raggiunto quei livelli di continuità.


Talento e carattere: il simbolo di una Lazio diversa

Zarate rappresenta ancora oggi un simbolo di una Lazio diversa: più istintiva, meno costruita, ma capace di accendere l’entusiasmo con giocate imprevedibili.

Il suo talento non è mai stato in discussione. Piuttosto, è stato il percorso a non essere lineare, tra scelte, carattere e opportunità mancate.

E proprio per questo le sue parole assumono ancora più valore: il rimpianto di aver lasciato Roma è anche la consapevolezza di aver perso il contesto perfetto per esprimersi.


La mentalità e il rapporto con gli allenatori

Nel corso dell’intervista, Zarate ha toccato anche un tema importante: il rapporto tra allenatore e giocatori.

“Se non convinci il giocatore, non sarai mai un buon allenatore”.

Un concetto chiaro, che sottolinea quanto sia fondamentale la componente mentale nel calcio moderno.

Secondo l’argentino, un allenatore deve saper trasmettere le proprie idee e coinvolgere i giocatori, altrimenti il progetto non può funzionare.


Conclusione

Le parole di Zarate riportano indietro nel tempo, a una Lazio fatta di talento puro e personalità forti.

Tra aneddoti divertenti e rimpianti sinceri, emerge il ritratto di un giocatore che avrebbe potuto dare ancora di più… soprattutto in biancoceleste.

Tu lo riprenderesti uno Zarate oggi? Oppure è stato un talento sprecato?
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FIGC nel caos: Lotito sfida Malagò per il potere

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Lotito vuole vendere la Lazio?

Il terremoto ai vertici del calcio italiano è appena iniziato. Le dimissioni di Gabriele Gravina hanno aperto ufficialmente la corsa alla presidenza della FIGC, scatenando una vera e propria battaglia politica.

Una sfida che non riguarda solo il futuro del calcio italiano, ma anche gli equilibri di potere interni. E in questo scenario, il nome che divide più di tutti è quello di Giovanni Malagò.


Malagò candidato: continuità o problema?

Tra i principali candidati alla successione di Gravina c’è proprio Malagò, ex presidente del CONI. Una figura forte dal punto di vista istituzionale, ma che non convince tutti.

Il motivo? È percepito come un profilo politico, più che calcistico. E in un momento di crisi del sistema, molti ritengono che al calcio serva altro: competenza specifica, conoscenza del campo, esperienza diretta.

Non è un caso che il dibattito si sia acceso anche su questo punto:
serve un manager politico o un uomo di calcio?


Il fronte Serie A e l’eccezione Lotito

La maggioranza della Lega Serie A sembrerebbe orientata verso Malagò. Ma c’è un’eccezione pesantissima: Claudio Lotito.

Il presidente della Lazio si starebbe muovendo attivamente per bloccare la sua elezione. Non per motivi ideologici, ma per una questione di equilibri di potere.

Con Gravina fuori dai giochi, si apre infatti uno scenario nuovo: Lotito può provare a rientrare nelle “stanze dei bottoni” del calcio italiano.

E per farlo, ha bisogno di un presidente federale che non sia in grado di limitarlo.


Lotito e il ritorno al potere

Negli anni passati, il rapporto tra Gravina e Lotito è stato tutt’altro che semplice. L’attuale ex presidente FIGC aveva progressivamente ridotto l’influenza del patron biancoceleste.

Ora però lo scenario è cambiato.

Lotito, politico esperto e figura estremamente abile nelle dinamiche di potere, starebbe cercando di sfruttare questo vuoto per tornare protagonista. L’obiettivo sarebbe quello di:

  • rientrare nel Consiglio Federale
  • influenzare le scelte strategiche
  • riportare un equilibrio più favorevole alla sua posizione

In sostanza, tornare a contare davvero nel calcio italiano.


Il ruolo del Ministro Abodi

Un altro elemento chiave è rappresentato da Andrea Abodi.

Il ministro dello Sport, in passato rivale proprio di Malagò, non sarebbe del tutto convinto della sua candidatura. Questo potrebbe aprire scenari interessanti, con una possibile convergenza proprio con Lotito.

Un’alleanza che potrebbe cambiare gli equilibri e mettere in difficoltà la corsa di Malagò.


Il problema del sistema elettorale FIGC

C’è poi un tema strutturale: il sistema di voto.

La Serie A, che rappresenta la quasi totalità del fatturato del calcio italiano, ha solo il 18% del peso elettorale. Un paradosso che incide direttamente sull’esito delle elezioni.

Significa che anche con il supporto totale dei club di Serie A, un candidato potrebbe non essere eletto senza il consenso delle altre componenti.

Ed è proprio su questo terreno che si giocherà la partita.


Rischi per la Lazio (e per i tifosi)

Per i tifosi della Lazio, questo scenario apre riflessioni importanti.

Un ritorno forte di Lotito nel sistema calcio potrebbe avere conseguenze dirette anche sul club:

  • minore possibilità di cessione della società
  • maggiore centralità politica del presidente
  • possibili tensioni con la tifoseria

Il rischio è che l’interesse personale prevalga ancora una volta su quello sportivo.


Ipotesi commissariamento: scenario estremo

Tra le ipotesi più estreme c’è anche quella di un possibile commissariamento della FIGC. Uno scenario che, se confermato, potrebbe avere conseguenze gravissime.

In casi limite, infatti, si potrebbe arrivare a sanzioni internazionali, fino all’esclusione dalle competizioni europee.

Un’eventualità remota, ma che dimostra quanto sia delicata la fase attuale.


Conclusione

Il calcio italiano è entrato in una fase di transizione totale.

La corsa alla presidenza FIGC non è solo una questione di nomi, ma di potere, equilibri e visione futura.

E in questo scenario, la figura di Lotito torna centrale.

Secondo te Malagò è la scelta giusta? Oppure serve un uomo di calcio?
Scrivilo nei commenti e apriamo il dibattito.



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Infortunio Zaccagni: recupero lampo, spunta la data del rientro

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Infortuni Lazio: rientro Zaccagni e Gila a Formello

Il calvario sta finalmente per finire. La Lazio è pronta a riabbracciare il suo capitano. Le notizie che rimbalzano da Formello sono di quelle che fanno sorridere Maurizio Sarri e tutti i tifosi biancocelesti: Mattia Zaccagni vede la luce in fondo al tunnel ed è a un passo dal lasciarsi alle spalle l’ennesimo infortunio muscolare di questa stagione.

Il recupero lampo: nel mirino c’è la Dea

Fino a un paio di settimane fa, ipotizzare un suo impiego per la delicatissima semifinale di ritorno di Coppa Italia contro l’Atalanta era un puro esercizio di ottimismo. Eppure, Zaccagni ha letteralmente bruciato le tappe. Gli esami di controllo svolti durante la sosta hanno certificato un netto miglioramento clinico. Il dolore è alle spalle e il numero 20 ha spinto forte sull’acceleratore.

Il piano dello staff medico e di mister Sarri è delineato: tra oggi e la rifinitura di domenica si valuteranno le risposte sul campo. L’obiettivo a brevissimo termine è strappare una convocazione simbolica già per la trasferta di lunedì contro la Fiorentina. Un modo per fargli respirare nuovamente il clima partita e rimetterlo ufficialmente dentro le dinamiche di spogliatoio.

L’Europa passa per Bergamo

Sarri non prenderà rischi inutili, la parola d’ordine è “rodaggio”. Le sfide di campionato contro Fiorentina e Napoli serviranno a mettere benzina nelle gambe di Zaccagni, preparandolo per la vera battaglia: la notte di Bergamo.

La sfida di ritorno contro l’Atalanta non è solo una semifinale, ma l’ancora di salvezza di un’intera stagione. Strappare il pass per l’atto conclusivo del torneo significa poter sollevare un trofeo e garantirsi un accesso diretto all’Europa, un traguardo che fino a poco tempo fa sembrava un miraggio viste le immense difficoltà attraversate dalla squadra. Per compiere questa impresa, alla Lazio serve la scintilla del suo giocatore più talentuoso. Zaccagni è pronto a riprendersi la fascia e a trascinare i compagni verso il traguardo.



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Lazio, nuova rivoluzione in estate: taglio costi, giovani e un altro “anno zero”

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Lazio senza spirito dopo il KO di Torino. Sarri e Lotito ai ferri corti, ma il contratto fino al 2028 blocca tutto. L'Atalanta è l'ultima chance per la stagione.

L’estate della Lazio si preannuncia completamente diversa rispetto a quella vissuta nel 2025. Allora il club era stato costretto a bloccare ogni operazione di mercato a causa dei vincoli legati agli indici di bilancio. Oggi, invece, il contesto appare cambiato.

Non significa che la Lazio tornerà a spendere senza limiti. Tutt’altro. La strategia è chiara: ridurre i costi, ringiovanire la rosa e costruire un nuovo ciclo, probabilmente ancora una volta partendo da zero.


Fine dei blocchi, ma non delle restrizioni

Il primo punto chiave è rappresentato dal verdetto della Commissione atteso entro il 31 maggio. Da quella data dipenderà ufficialmente la possibilità della Lazio di operare con maggiore libertà sul mercato.

Secondo quanto riportato da La Repubblica, però, la società non vuole farsi trovare impreparata. Le linee guida sono già state tracciate:

  • taglio del monte ingaggi
  • sfoltimento della rosa
  • investimenti su profili giovani e sostenibili

Un piano che punta a mantenere equilibrio finanziario senza rinunciare alla competitività.


Mercato a saldo zero: rivoluzione silenziosa

Uno degli scenari più concreti è quello di un mercato impostato a saldo zero: vendere per comprare, senza aumentare l’esposizione economica.

Questo tipo di strategia non implica necessariamente immobilismo. Al contrario, potrebbe portare a numerosi cambiamenti all’interno della rosa, con un impatto importante sull’identità della squadra.

Si tratta di una rivoluzione più “silenziosa”, meno spettacolare, ma potenzialmente profonda.


La variabile Europa cambia tutto

C’è però un fattore che può modificare completamente lo scenario: l’Europa.

Attualmente, l’unica strada per qualificarsi alle competizioni europee resta la Coppa Italia. Un’eventuale qualificazione porterebbe introiti fondamentali e potrebbe consentire alla società di alzare leggermente il livello degli investimenti.

In caso contrario, la linea del rigore economico sarebbe confermata senza eccezioni.


Pedraza e le prime mosse

Nonostante la politica di ringiovanimento, una prima operazione è già stata definita: l’arrivo a parametro zero di Alfonso Pedraza.

Un profilo di esperienza, che rappresenta un’eccezione rispetto alla strategia generale, ma che risponde a esigenze tecniche immediate.

Segnale che la Lazio non vuole costruire solo per il futuro, ma mantenere anche un minimo di equilibrio tra giovani e giocatori pronti.


L’obiettivo di Fabiani

Il direttore sportivo Angelo Fabiani ha fissato un obiettivo chiaro:

“La Lazio non tarderà a inserirsi di nuovo tra le prime cinque del campionato”.

Una dichiarazione ambiziosa, che però dovrà essere supportata dalle scelte di mercato. Perché il vero nodo sarà sostituire al meglio i giocatori in uscita, senza abbassare troppo il livello tecnico.


Un altro anno zero?

La sensazione è che la Lazio sia davanti a una nuova rifondazione.

Un altro “anno zero”, dopo quelli già vissuti negli ultimi anni. Una ripartenza che potrebbe cambiare ancora una volta volto alla squadra, nel tentativo di trovare una nuova stabilità sportiva ed economica.

La differenza, questa volta, sarà nella capacità di costruire un progetto credibile nel medio periodo, evitando continui cambi di direzione.


Conclusione

L’estate della Lazio non sarà fatta di grandi colpi o nomi altisonanti, ma di scelte strategiche.

Ridurre, ricostruire, ripartire.

Tre verbi che raccontano il momento del club. Ma anche una sfida: riuscire a tornare competitivi senza tradire l’equilibrio finanziario.

Il futuro biancoceleste passa da qui.



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Lotito ha detto no ad una offerta da 500 milioni?

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Lotito ha detto no ad una offerta da 500 milioni?

Le recenti rivelazioni emerse su Radio Laziale durante la trasmissione Morning Lazio hanno riacceso il dibattito sul futuro societario della S.S. Lazio. Secondo quanto riferito da Alessandro Zappulla, il presidente Claudio Lotito avrebbe rispedito al mittente un’offerta da circa 500 milioni di euro avanzata qualche anno fa. Un piano articolato che prevedeva una scalata quinquennale, la permanenza temporanea di Lotito alla presidenza e il supporto fondamentale per l’operazione Stadio Flaminio.

Perché Lotito dice no? Oltre il valore economico

La valutazione di 500 milioni, per una società con il centro di Formello ma con ricavi tra i più bassi delle “big” e un parco giocatori svalutato rispetto all’era d’oro di Milinkovic-Savic, appare oggi congrua, se non generosa. Eppure, il muro è totale. La motivazione, come sottolineato da Vittorio, non è solo patrimoniale:

  • Status Politico: La Lazio è il volano che ha trasformato un imprenditore privato in un Senatore della Repubblica. Senza il calcio, il peso specifico di Lotito nelle istituzioni e nei media crollerebbe drasticamente.
  • Il fattore Stadio: Lotito sa che con la posa della prima pietra di uno stadio di proprietà, il valore del club raddoppierebbe, rendendo i 500 milioni di oggi un ricordo lontano.

L’anomalia delle offerte segrete

Il punto cruciale sollevato è però un altro: perché queste offerte restano sempre nell’ombra? Se confrontiamo la Lazio con altri club (come la Juventus o le milanesi), notiamo una differenza abissale. Quando un fondo o un grande imprenditore vuole un asset, solitamente esce allo scoperto per mettere pressione alla proprietà o per rassicurare l’ambiente.

“Se un colosso come Barilla o un uomo come Pignataro volessero davvero la Lazio, perché non fare un comunicato ufficiale?”

La tesi secondo cui Lotito sia un “Grande Vecchio” intoccabile capace di distruggere chiunque lo sfidi pubblicamente vacilla di fronte ai fatti:

  1. I fallimenti politici sportivi: In FIGC, Gabriele Gravina lo ha spesso messo in minoranza, dimostrando che il potere di Lotito ha confini ben precisi.
  2. Gli attacchi politici: Personaggi come Renzi lo hanno attaccato frontalmente senza “sparire” dai radar.

Scetticismo o realtà?

È legittimo restare scettici. In un calcio globale dove i capitali stranieri (USA e Medio Oriente) cercano visibilità, il silenzio che circonda la Lazio è sospetto. Le opzioni sono due: o le offerte non sono mai state così concrete e strutturate come riferito dai rumors, oppure la clausola del “silenzio” è imposta da un venditore che non ha alcuna intenzione di sedersi al tavolo, fissando un prezzo volutamente fuori mercato per scoraggiare chiunque.

Fino a quando un compratore non ci metterà la faccia, la sensazione resterà la stessa: la Lazio, per Claudio Lotito, non è un’azienda da vendere, ma il piedistallo su cui è costruita la sua intera figura pubblica.



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Calciomercato Lazio 2026: Rivoluzione Difesa. Da Pedraza a Lautaro Rivero, ecco il piano di Fabiani.

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Diogo Leite nuovo difensore della Lazio in azione con l'Union Berlino

Il calciomercato estivo 2026 segnerà uno spartiacque definitivo per la Lazio. Con il peso degli anni che si fa sentire e la necessità di sfoltire un monte ingaggi reso pesante dalla mancata qualificazione europea, il DS Fabiani sta preparando un restyling profondo, specialmente nel pacchetto arretrato. Il diktat è chiaro: abbassare l’età media e cercare occasioni a parametro zero, data la nota politica di autofinanziamento imposta dal presidente Lotito.

🛑 Le partenze: Romagnoli e Gila ai saluti

La difesa biancoceleste rischia di perdere i suoi pilastri. Alessio Romagnoli, già vicino all’addio a gennaio, sembra ormai destinato a lasciare Roma. Discorso simile per Mario Gila, le cui prestazioni hanno attirato l’attenzione di diversi club internazionali pronti a presentare offerte concrete.

Con il destino segnato anche per Samuel Gigot — oggetto misterioso mai convocato da Sarri — le uniche certezze (per contratto o anzianità) restano Proscar e Patric. Troppo poco per affrontare un’intera stagione.

🆕 I volti nuovi: Alfonso Pedraza è già biancoceleste

Il primo tassello è già ufficiale: Alfonso Pedraza. Il terzino sinistro spagnolo arriverà dal Valladolid il 1° luglio 2026 a parametro zero. Con l’esplosione di Nuno Tavares, Pedraza è stato preso per garantire esperienza e affidabilità come alternativa di lusso, portando al contempo alla probabile cessione di Luca Pellegrini, il cui stipendio è ormai considerato fuori portata per una riserva.

🇩🇪 Occasione dalla Bundesliga: Omar Traoré

Per la fascia destra, il nome caldo è quello di Omar Traoré (’98), attualmente all’Heidenheim.

  • Il profilo: 25 presenze e 2 assist in questa stagione.
  • La situazione: Scadenza di contratto imminente.
  • La strategia: Potrebbe sostituire Manuel Lazzari per alternarsi con Marusic, garantendo più freschezza fisica e centimetri. Su di lui, però, ci sono anche Union Berlino e Valencia.

💎 Il sogno e le scommesse: Arnau Martinez e Lautaro Rivero

Il vero colpo di qualità potrebbe essere Arnau Martinez del Girona. Classe 2003, è il classico “jolly” che piace agli allenatori: può giocare sia come centrale che come terzino.

Il nodo economico: La clausola è di 14 milioni, ma con il contratto in scadenza nel 2027, la Lazio punta a strapparlo a una cifra sensibilmente inferiore.

Tramontata la pista Diogo Leite (trattativa interrotta dopo il rifiuto del portoghese di sottoporsi a visite mediche preventive al ginocchio), i fari si sono spostati in Argentina su Lautaro Rivero. Il centrale del River Plate, anch’egli classe 2003, rappresenta la scommessa perfetta per la filosofia “compra a poco e rivendi a tanto”. In lista resta anche lo svizzero Eray Cömert, un’altra opportunità a costo zero in uscita dal Valencia.


Il punto di Lotito

La strategia è chiara: senza i ricavi dell’Europa, la Lazio deve ingegnarsi. Il restyling è necessario non solo per motivi tecnici, ma anche anagrafici. Voi su chi puntereste per il dopo-Romagnoli? Arnau Martinez vale l’investimento o meglio puntare tutto sugli svincolati come Traoré e Cömert?



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Danilo Cataldi: il ritorno del leader che si è ripreso la Lazio

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Danilo Cataldi con la maglia della Lazio mentre indica lo scudetto sul petto, simbolo di leadership.

Il richiamo del sangue, a volte, è più forte di qualsiasi logica di mercato. Danilo Cataldi e la Lazio, una storia che sembrava finita sotto i colpi di un addio forzato nel settembre 2024 e che invece, nel 2026, brilla di una luce nuova. “Io la Lazio non l’avrei mai lasciata”, aveva detto arrivando a Firenze. Parole che oggi suonano come una profezia avverata, per un ragazzo che ha saputo trasformare un esilio in una consacrazione.

Dal Franchi a Formello: il riscatto mancato (per fortuna)

Sembrava tutto scritto: un anno da protagonista con la maglia della Viola, una qualificazione in Conference soffiata proprio ai biancocelesti e un riscatto fissato a soli 4 milioni. Una cifra che per quanto mostrato da Danilo sembrava un regalo. Eppure, il destino ha rimescolato le carte. Nonostante l’arrivo di Stefano Pioli sulla panchina toscana – l’uomo che lo lanciò giovanissimo – la Fiorentina ha scelto di non investire su di lui.

Risultato? Cataldi è tornato a casa. Non come un “esubero”, ma come l’usato sicuro che si è scoperto essere, ancora una volta, oro colato per Maurizio Sarri.

Il “Maestro” e il suo allievo: la regia del Comandante

In questa stagione, orfana per lunghi tratti di Rovella, la Lazio ha trovato in Cataldi il suo porto sicuro. Sotto la guida di Sarri, Danilo ha affinato una visione di gioco che oggi lo rende uno dei registi più affidabili del campionato. Non solo geometrie, ma anche una freddezza glaciale dal dischetto che ha stupito i più scettici.

“Se c’è un rigore al 90′ lo tira Cataldi, ha sentenziato Sarri.

E lui ha risposto presente: le perle contro Torino e Genoa, arrivate oltre il centesimo minuto, non sono state solo gol, ma dichiarazioni d’intenti. Cataldi non gioca solo per la pagella; gioca per la maglia che sognava da bambino sui campi dell’Ottavia.

Il ritorno da ex: lunedì sfida all’Artemio Franchi

Il calendario, sempre beffardo, mette ora Danilo davanti al suo passato recente. Lunedì la Lazio volerà a Firenze e per Cataldi non sarà una partita come le altre. Tornerà in quello stadio che lo ha accolto e apprezzato, ma lo farà con la fascia da capitano (morale e tecnica) di una Lazio che ha ripreso a correre.

I tifosi viola lo saluteranno con affetto, ma per 90 minuti non ci sarà spazio per la nostalgia. Il futuro di Danilo è ancora tutto da scrivere, ma una cosa è certa: la sua centralità in questo progetto è la vittoria più bella di chi non ha mai smesso di crederci.



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Zaccagni brucia le tappe: obiettivo Bergamo

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Infortuni Lazio: rientro Zaccagni e Gila a Formello

Le notizie che filtrano da Formello sono decisamente positive. Se inizialmente il recupero per la sfida contro la Dea sembrava un miraggio, le ultime terapie hanno dato esiti insperati. Secondo quanto riportato dal Corriere dello Sport, Zaccagni sta “bruciando le tappe”: il miglioramento clinico della lesione al vasto mediale è evidente e il calciatore ha già iniziato il percorso di riatletizzazione.

L’obiettivo minimo è la convocazione per la trasferta di Bergamo, ma lo staff medico e Sarri sperano in qualcosa di più. L’assenza del numero 10 si è fatta sentire pesantemente nelle ultime uscite, privando la Lazio di quell’imprevedibilità nell’uno contro uno fondamentale per scardinare le difese chiuse.

Il piano di Sarri su Zaccagni: “Lo voglio pronto prima”

Il tecnico toscano, intervenuto nel post-partita di Lazio-Parma, non ha nascosto la speranza di riabbracciare il suo pupillo con qualche giorno di anticipo sulla tabella di marcia:

“Per l’Atalanta dovrebbe esserci, ma spero di recuperarlo già qualche partita prima. Non mi basta che sia clinicamente guarito, ho bisogno che ritrovi una buona condizione fisica per essere determinante”.

L’idea è quella di fargli assaggiare il campo magari già nella sfida di campionato precedente, per evitare di lanciarle Zaccagni nella mischia a Bergamo senza il ritmo partita necessario.



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Sarri dopo il pari col Parma: “Buona reazione, ma troppa lentezza. Lazzari? Scelta difficile”

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Maurizio Sarri durante l'intervista post-partita di Lazio-Parma allo Stadio Olimpico.
Maurizio Sarri in panchina all’Olimpico: il tecnico annuncia che resterà fino a giugno, ma chiede risposte e investimenti alla società.

Non è il poker sperato, ma per Maurizio Sarri il bicchiere resta mezzo pieno. Al termine dell’1-1 strappato in rimonta contro il Parma, il tecnico biancoceleste ha analizzato ai microfoni di Dazn una gara dai due volti, sottolineando la capacità della squadra di non perdere la bussola dopo lo svantaggio iniziale.

“Considero la gara di oggi una serie positiva che continua”, ha esordito il Comandante, che ha poi spiegato le difficoltà tattiche incontrate contro l’undici di Cuesta: “Nel primo tempo abbiamo palleggiato troppo con la palla addosso, senza movimenti. Contro squadre che si chiudono così serve pazienza. Nel secondo tempo abbiamo alzato i ritmi e la reazione è stata buona in una partita che poteva complicarsi maledettamente”.

Il dilemma Lazzari-Tavares

Uno dei temi caldi del match è stato l’ingresso di Manuel Lazzari, che ha dato la scossa sulla fascia destra. Sarri non ha nascosto la stima per il terzino, pur ammettendo le difficoltà nel garantirgli minutaggio: “Ci pensavo già nell’intervallo. Manuel è un ragazzo che meriterebbe di giocare di più per come si allena, ma trovare l’equilibrio contemporaneamente con lui e Tavares non è sempre facile. In questo periodo Nuno stava facendo bene e Manuel è stato un po’ penalizzato, ma oggi è entrato alla grande”.

L’affondo sul sistema calcio e l’Italia fuori dal Mondiale

Interpellato sul fallimento della Nazionale, rimasta fuori dal Mondiale 2026, Sarri ha allargato il discorso ai problemi strutturali del calcio italiano, con la consueta schiettezza: “Mi dispiace per l’Italia, ma ho altri problemi a cui pensare. Di certo c’è da rivedere qualcosa nei vivai, anche se il talento lo produce la mamma, non il settore giovanile. Veniamo da anni di Decreto Crescita dove uno straniero costava meno di un italiano: è stato fatto un percorso al contrario. Senza un accordo tra presidenti o leggi comunitarie diverse, limitare gli stranieri è durissima”.



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Lazio-Parma 1-1: Noslin risponde a Del Prato, frenata biancoceleste

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Gila

La striscia di vittorie si ferma a tre. All’Olimpico la Lazio non va oltre l’1-1 contro un Parma coriaceo e fortunato, che accarezza il colpaccio per oltre un’ora. La squadra di Maurizio Sarri mastica amaro: una frenata che brucia, specialmente per come è maturata tra imprecisioni sotto porta e decisioni arbitrali che faranno discutere per giorni.

Doccia gelida e assalto sterile

Senza Patric e Gila, Sarri lancia Cataldi in regia e conferma il tridente “leggero”. L’avvio però è un incubo: al 15′, su una punizione di Valeri che danza pericolosamente in area, Del Prato è il più lesto di tutti e trafigge Motta. Da quel momento inizia un’altra partita: il Parma si chiude a riccio, alzando un muro davanti a Suzuki, mentre la Lazio fatica a trovare varchi puliti.

Le polemiche esplodono prima dell’intervallo: Marcenaro grazia Strefezza (intervento durissimo su Cataldi che meritava più del giallo) e sorvola su un contatto sospetto tra Circati e Maldini in area. La Lazio spinge, ma Tavares sbaglia troppi cross e Isaksen non punge.

La zampata di Noslin salva il punto

Nella ripresa Sarri cambia tutto: dentro Noslin, Cancellieri e Lazzari. La scossa arriva, anche se tardiva. Al 77′ è proprio il neoentrato Noslin a trovare lo spiraglio giusto: scambio con Taylor, tiro dal limite e deviazione provvidenziale di Circati che mette fuori causa Suzuki.

Il finale è un forcing disperato. C’è spazio anche per un brivido VAR: Marcenaro assegna un rigore al Parma per un tocco di braccio di Tavares, ma la posizione di partenza irregolare di Pellegrino cancella tutto. Finisce 1-1, un punto che muove la classifica ma lascia il rimpianto di non aver sfruttato il turno casalingo. Ora il calendario si fa durissimo: Firenze, Napoli e la semifinale di ritorno a Bergamo.


Il Tabellino di Lazio-Parma 1-1

CategoriaDettagli
Marcatori15′ Del Prato (P), 77′ Noslin (L)
Lazio (4-3-3)Motta; Marusic (58′ Lazzari), Provstgaard, Romagnoli, Tavares; Taylor, Cataldi, Dele-Bashiru; Isaksen (58′ Cancellieri), Maldini (65′ Dia), Pedro (58′ Noslin).
Parma (3-5-2)Suzuki; Del Prato, Circati, Valenti; Britschi (88′ Sorensen), Nicolussi Caviglia (71′ Estevez), Keita (88′ Carboni), Bernabè (80′ Oristanio), Valeri; Strefezza (80′ Ordonez), Pellegrino.
ArbitroMatteo Marcenaro (sez. Genova)


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Biglietti Lazio-Parma: info, prezzi e modalità d’acquisto

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Tabella prezzi ufficiale dei biglietti per la sfida di Serie A tra Lazio e Parma allo Stadio Olimpico.

Archiviata la sosta, la Lazio torna all’Olimpico per sfidare il Parma (sabato 4 aprile, ore 20:45). Nonostante il clima di contestazione che sta portando i tifosi a disertare lo stadio, la società ha ufficializzato l’apertura della vendita dei tagliandi. Sarà un match importante per la rincorsa europea di Sarri, che cerca il quarto successo consecutivo.

Dove e come acquistare i tagliandi

I biglietti sono disponibili attraverso il circuito Vivaticket, sia online che nei punti vendita fisici. Per chi volesse caricare il titolo sulla propria Fidelity Card (Millenovecento o Eagle), l’operazione è possibile anche durante l’acquisto digitale.

Si ricorda che per gli acquisti online viene applicata una commissione di servizio del 3,80%. I botteghini di via Nigra apriranno esclusivamente il giorno della gara a partire dalle ore 16:45.

Promozioni e agevolazioni: focus Under 14 e Under 16

La Lazio conferma la politica di prezzi agevolati per i più giovani:

  • Under 14: I nati dal 01/01/2012 entrano gratis se accompagnati da un adulto pagante. L’operazione è valida solo presso i Lazio Style 1900 o in via Nigra il giorno del match.
  • Under 16: Prezzi ridotti per i nati dal 01/01/2010.
  • Disabili: Le tariffe per invalidi al 100% e non deambulanti sono acquistabili esclusivamente nei negozi Lazio Style.

Per la sfida di sabato 4 aprile (ore 20:45), la vendita è aperta. Di seguito il dettaglio dei costi per ogni settore dello Stadio Olimpico:

SettoreInteroRidotto (*)Under 16 (**)Under 14 (***)
Tribuna d’Onore Laterale Destra€ 150======
Tribuna d’Onore con Hospitality€ 300======
Tribuna M. Mario Top€ 60€ 30€ 30OMAGGIO
Tribuna M. Mario Lat.€ 40€ 22€ 22OMAGGIO
Tribuna Tevere Gold€ 60€ 30€ 30OMAGGIO
Tribuna Tevere Top€ 55€ 25€ 25OMAGGIO
Tribuna Tevere€ 35€ 20€ 20==
Tribuna Tevere Parterre centrale€ 35€ 20€ 20==
Tevere Non Deambulante€ 5======
Tevere Accompagnatore€ 25======
Curva Maestrelli€ 25€ 14€ 14OMAGGIO
Distinti Sud est€ 25€ 14€ 14OMAGGIO
Settore Ospiti distinti sud ovest€ 25======

Note Importanti per l’acquisto

  • (*) Ridotto: Riservato a Invalidi Civili al 100%. Acquistabile solo presso i Lazio Style 1900.
  • () Under 16:** Per i nati dal 01/01/2010.
  • ** (*) Omaggio Under 14: Per i nati dal 01/01/2012. Il biglietto omaggio va ritirato insieme a quello dell’accompagnatore adulto esclusivamente presso i Lazio Style 1900 o (il giorno della gara) in Via Nigra.
  • Commissioni: Per gli acquisti online viene applicata una commissione del 3,80%.


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Lazio-Parma: Sarri cerca il poker all’Olimpico. Dove vederla in TV e le probabili formazioni

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Maurizio Sarri impartisce istruzioni tattiche durante la preparazione di Lazio-Parma a Formello.

La marcia della Lazio non vuole fermarsi. Dopo l’entusiasmante trittico di vittorie contro Sassuolo, Milan e Bologna, la squadra di Maurizio Sarri torna tra le mura amiche dello Stadio Olimpico (ore 20:45) per affrontare il Parma di Carlos Cuesta. Un match fondamentale per dare continuità alla scalata europea e consolidare un’intesa che, nell’ultimo mese, sembra finalmente sbocciata.

I biancocelesti arrivano al match galvanizzati dai tre punti del Dall’Ara, mentre i ducali vivono un momento di crisi profonda: quattro turni senza successi e lo spettro della zona calda che inizia a farsi sentire.

Le scelte di Sarri: torna Romagnoli

Il “Comandante” dovrebbe confermare il blocco che ha regalato certezze nelle ultime uscite. Davanti al giovane Motta, ormai certezza tra i pali, riprende posto dal 1′ Alessio Romagnoli al fianco di Provstgaard. A centrocampo, spazio ancora al trio delle meraviglie con Patric in cabina di regia supportato dai polmoni di Dele-Bashiru e dal talento purissimo di Kenneth Taylor. In attacco, con Zaccagni ancora ai box, tridente composto da Isaksen, Maldini e l’esperienza di Pedro.

Lazio-Parma: le probabili formazioni

PosizioneLAZIO (4-3-3)PARMA (3-5-2)
PortiereMottaSuzuki
DifensoriMarusic, Romagnoli, Provstgaard, TavaresDelprato, Circati, Valenti
CentrocampistiDele-Bashiru, Patric, TaylorBritschgi, Ondrejka, Keita, Sorensen, Valeri
AttaccantiIsaksen, Maldini, PedroStrefezza, Pellegrino

Dove vedere Lazio-Parma in TV e Streaming

Il match dell’Olimpico sarà trasmesso in diretta co-esclusiva. Sarà possibile seguire la sfida su DAZN tramite app su smart TV e dispositivi mobili, oppure su Sky Sport (canale 251) e in streaming su NOW. La telecronaca su DAZN è affidata a Luca Farina con il commento tecnico dell’ex biancoceleste Cristian Brocchi.



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