I tifosi della Lazio si preparano a vivere insieme la decisiva semifinale di ritorno di Coppa Italia contro l’Atalanta, in programma mercoledì 22 aprile alla New Balance Arena. I Gruppi del Tifo Organizzato biancoceleste hanno diramato un comunicato ufficiale per annunciare l’allestimento di un maxi schermo nella Capitale.+
Maxi schermo Atalanta Lazio
L’appuntamento per tutto il popolo laziale è fissato per le ore 18:00 al parcheggio di Tor di Quinto (altezza via del Baiardo). “Nessuno può toglierci la voglia di vivere la partita insieme”, si legge nella nota degli Ultras. Un’iniziativa pensata per sostenere a distanza la squadra di Maurizio Sarri in 90 minuti cruciali per le sorti della stagione: “Lontani da chi ci usa come un bancomat, vicini a chi tifa Lazio davvero. Avanti Lazio! Avanti Laziali”.
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Durante l’ultima puntata di Open Var è stato analizzato il calcio di rigore assegnato alla Lazio contro il Napoli al Maradona, scaturito dal fallo di Lobotka su Noslin. Nel corso della trasmissione è stato diffuso l’audio del dialogo tra l’arbitro Zufferli e la Sala Var di Lissone, che ha portato alla conferma del penalty (poi fallito da Zaccagni) e del cartellino giallo per il centrocampista azzurro.
Il direttore di gara ha spiegato chiaramente ai giocatori in campo il motivo della mancata espulsione, appellandosi alla regola del tentativo genuino di giocare il pallone. Di seguito la trascrizione integrale del dialogo.
Il dialogo da Open Var
SALA VAR: “Ha fischiato rigore e giallo a Lobotka”.
ARBITRO: “[Gli chiedono il rosso] No, ma è cambiato, è con il piede, chiedi a lui. Ma è cambiata la regola!”.
SALA VAR: “Il rigore è confermato. Confermo anche il giallo. Controllo solo l’APP”.
ARBITRO: “[Spiega ai giocatori] Nel momento in cui va col piede a cercare il pallone, anche se è una chiara occasione… Fermo! Ma non esiste più sta regola, Zaccagni! Vai da Pinzani e te la dice, credimi! È giallo. Se invece fosse stato non genuino, era rosso. Il fallo è confermato”.
SALA VAR: “Check completato, puoi battere il rigore”.
ARBITRO: “È chiaro, è chiaro. È un fallo genuino, ok? Quindi non c’è più il rosso. Hanno già controllato tutto”.
SALA VAR: “Ti confermo un giallo al numero 68 del Napoli, Lobotka”.
ARBITRO: “Perfetto, grazie. Chiedevano un fallo di mano a inizio APP”.
SALA VAR: “No, è Buongiorno che la tocca di mano sul rimpallo”.
ARBITRO: “Perfetto, ottimo”.
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Vigilia carica di tensione in casa Lazio, che si prepara alla semifinale di ritorno di Coppa Italia contro l’Atalanta. In conferenza stampa, Maurizio Sarri ha analizzato il momento della squadra, tra aspettative, problemi fisici e obiettivi stagionali.
Il tecnico biancoceleste ha subito voluto ridimensionare il peso mediatico della gara, respingendo la definizione di “partita salva-stagione”:
“È una definizione tipicamente giornalistica, non ce n’è una che salva la stagione. Dal punto di vista mediatico esistono queste etichette, ma per noi addetti ai lavori il discorso è diverso”.
Un messaggio chiaro: la sfida è importante, ma non può cancellare o ribaltare un’intera annata.
Infortuni e gestione della rosa: il vero nodo
Uno dei temi centrali resta la condizione fisica dei giocatori. Sarri ha evidenziato come diversi elementi siano sì recuperati, ma non ancora pronti al massimo livello:
“Abbiamo 4-5 calciatori quasi guariti clinicamente, ma tra guarigione e prestazione agonistica ci sono 25 giorni di differenza”.
Questo aspetto complica inevitabilmente le scelte di formazione, soprattutto in una partita che potrebbe durare oltre i 90 minuti. Il tecnico dovrà gestire con attenzione i cambi:
“Quando non sei sicuro dei 90 minuti l’ideale sarebbe farli partire, ma a un certo punto mi devo fermare, altrimenti finisco gli slot nel primo tempo”.
Attacco e dubbi di formazione
Sarri ha confermato i dubbi nel reparto offensivo, dove si alternano più soluzioni:
“Sono entrate in gioco anche le condizioni individuali. Noslin è uscito da Napoli con qualche acciacco, vediamo domani”.
Su Maldini, il tecnico ha spiegato la situazione in modo molto chiaro:
“È guarito clinicamente, ma ha una tendinopatia cronica. Può giocare, ma quanto non lo so”.
A disposizione anche Dia e lo stesso Noslin, entrambi considerati opzioni valide in base alle condizioni e alla gestione della partita.
Il limite della Lazio: continuità e caratteristiche
Sarri ha poi analizzato uno dei principali problemi della stagione, ovvero la mancanza di continuità:
“Questa squadra è stata 13-14 mesi senza due vittorie consecutive. Ultimamente stiamo facendo risultati con più continuità, ma è un difetto che dobbiamo ancora togliere”.
Interessante anche la riflessione sulle prestazioni contro le grandi squadre:
“Magari per caratteristiche ci sposiamo meglio contro squadre che fanno la partita e non quando la dobbiamo fare noi”.
Una lettura tattica che spiega molte delle difficoltà incontrate durante l’anno.
Coppa Italia e obiettivi
Sul peso della competizione, Sarri è stato molto diretto:
“Questa manifestazione dura cinque partite, non può essere indicativa sulla stagione”.
Tuttavia, il tecnico non nasconde l’ambizione di arrivare fino in fondo:
“Io ho perso una finale ai rigori… prima di tutto mi piacerebbe passare e farne un’altra”.
Infortuni, episodi e stagione condizionata
Infine, Sarri ha fatto un bilancio più ampio dell’annata, sottolineando i tanti fattori negativi:
“Abbiamo avuto 52 infortuni. Quanti punti ci ha tolto non lo so. Evidente che ci sono stati anche episodi arbitrali e altre situazioni”.
Un riferimento anche all’assenza del supporto pieno dei tifosi:
“Stessa cosa per i tifosi allo stadio. Il gruppo va poi implementato con determinati valori”.
Verso Atalanta-Lazio
La Lazio arriva dunque a questa semifinale con tante incognite ma anche con la consapevolezza di potersela giocare. Sarri lo ha ribadito senza giri di parole: niente etichette, niente illusioni mediatiche, ma una partita da affrontare con lucidità.
L’obiettivo è chiaro: continuare il percorso in Coppa Italia e provare a regalarsi un finale di stagione diverso, senza dimenticare che, per l’allenatore, il vero salto di qualità passa dalla continuità.
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La polemica sull’accordo tra la Lazio e Polymarket continua ad accendersi e, come spesso accade, quando c’è di mezzo il club biancoceleste il dibattito si amplifica. Una sponsorizzazione che già nei giorni scorsi aveva fatto discutere per la natura della piattaforma e per il contesto normativo italiano, ma che ora è finita anche nel mirino della politica.
A sollevare il caso è stato il deputato Stefano Vaccari, che ha definito l’accordo “sbagliato e inopportuno”, parlando di una realtà che opererebbe in una zona grigia e richiamando i rischi legati al mondo delle scommesse. Una posizione che, presa singolarmente, può anche avere una sua logica, considerando che Polymarket è una piattaforma non pienamente regolamentata in Italia e che il suo modello richiama dinamiche assimilabili al betting.
Il punto, però, è un altro. La domanda che molti tifosi si stanno facendo è semplice: perché questo tipo di intervento arriva solo ora? Perché si parla di “zona grigia” nel caso della Lazio, mentre situazioni simili, se non identiche, non hanno generato lo stesso livello di attenzione?
Basta guardare a quanto accaduto negli ultimi mesi con altri club di Serie A. La Roma ha annunciato una sponsorizzazione legata a Eurobet, mentre l’Inter ha in maglia un marchio collegato a Betsson. Anche in questi casi si parla di realtà che operano nel mondo delle scommesse, spesso attraverso formule che aggirano i vincoli normativi, come l’utilizzo di piattaforme editoriali o siti di informazione collegati ai brand principali.
E allora il tema diventa inevitabilmente quello della coerenza. Se il problema è la promozione indiretta del betting nel calcio, dovrebbe valere per tutti. Se invece si interviene solo in determinati casi, il rischio è quello di creare una percezione di disparità, di “due pesi e due misure” che finisce per alimentare ulteriori polemiche.
Va anche sottolineato un aspetto giuridico non secondario. A differenza di altri casi, l’accordo tra Lazio e Polymarket non viola formalmente alcuna norma vigente, proprio perché la piattaforma non è autorizzata a operare come operatore di scommesse in Italia e la partnership è stata impostata su attività di analisi e contenuti digitali. Questo non elimina le perplessità, ma rende il quadro ancora più complesso.
Il risultato è che la vicenda si sposta dal piano puramente sportivo a quello politico e normativo. Da una parte c’è chi ritiene l’accordo discutibile e potenzialmente pericoloso per il messaggio che trasmette, dall’altra chi evidenzia una mancanza di uniformità nei controlli e nelle critiche.
In tutto questo, la Lazio resta al centro del dibattito. Un club che, dopo anni senza sponsor, ha trovato una partnership economicamente rilevante, ma che ora si ritrova nuovamente sotto i riflettori per motivi che vanno oltre il campo.
La questione, a questo punto, non è più solo Polymarket. È capire se nel calcio italiano esistano davvero regole uguali per tutti oppure se, ancora una volta, l’interpretazione cambi a seconda dei protagonisti.
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Non si placano le polemiche attorno all’accordo tra la Lazio e Polymarket. Dopo le discussioni emerse tra tifosi e addetti ai lavori, ora la vicenda entra anche nel dibattito politico con l’intervento del deputato Stefano Vaccari, che ha espresso forti critiche nei confronti della sponsorizzazione.
Vaccari, segretario di Presidenza della Camera e coordinatore dell’Intergruppo parlamentare sui rischi del gioco d’azzardo, ha definito l’accordo “sbagliato e profondamente inopportuno”, sollevando dubbi sulla natura stessa della piattaforma e sul contesto normativo in cui opera. Secondo il deputato, associare un marchio come Polymarket a una società storica e popolare come la Lazio pone interrogativi seri, soprattutto per le implicazioni legate al mondo delle scommesse e del gioco.
Nel suo intervento, Vaccari ha sottolineato come Polymarket operi in una “zona grigia” dal punto di vista normativo, richiamando dinamiche assimilabili al betting in un sistema in cui gli operatori autorizzati in Italia sono invece sottoposti a regole molto rigide. Proprio per questo motivo, secondo il parlamentare, la sponsorizzazione rischierebbe di aggirare nello spirito le tutele previste dalla legge, in particolare quelle pensate per limitare la pressione commerciale sul gioco, soprattutto nei confronti dei giovani.
Il tema centrale riguarda dunque la coerenza del sistema. Vaccari ha evidenziato come non si possa consentire che innovazioni tecnologiche o ambiguità giuridiche diventino uno strumento per reintrodurre, sotto nuove forme, messaggi promozionali legati al betting. Da qui la richiesta di un intervento immediato da parte del Governo e delle autorità competenti, tra cui l’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli, per fare chiarezza sulla situazione.
L’esponente politico ha anche posto l’accento su un possibile squilibrio competitivo. Secondo la sua analisi, soggetti che operano al di fuori del perimetro regolato potrebbero beneficiare di vantaggi che non sono concessi agli operatori autorizzati, creando di fatto una disparità nel mercato. Un aspetto che, a suo avviso, non può essere ignorato e che richiede una riflessione politica più ampia.
Infine, Vaccari ha richiamato il ruolo sociale dello sport, sottolineando come il calcio debba trasmettere valori educativi e non diventare terreno di sperimentazione per operazioni commerciali controverse. Il messaggio è chiaro: su temi così delicati non devono esistere ambiguità o doppi standard, ma serve una risposta “ferma, immediata e inequivocabile”.
Le parole del deputato aggiungono un nuovo livello alla vicenda Lazio-Polymarket, che da semplice accordo commerciale si sta trasformando in un caso mediatico e politico. Resta ora da capire se ci saranno sviluppi concreti da parte delle istituzioni o se la questione resterà confinata al dibattito pubblico.
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Mario Gila durante un match della Lazio: i due giocatori potrebbero essere ceduti a gennaio per garantire liquidità al club.
Arrivano parole importanti sul futuro di Mario Gila. Ai microfoni di Radio CRC, il suo agente Alejandro Camano ha fatto chiarezza sulla situazione del difensore della Lazio, tra voci di mercato e possibili scenari per i prossimi mesi.
Il messaggio è netto: in questo momento Gila pensa solo alla Lazio. Il procuratore ha voluto spegnere qualsiasi tipo di speculazione, sottolineando come il giocatore sia totalmente concentrato sul finale di stagione. Non è il momento di parlare di trasferimenti o trattative, anche perché la squadra è ancora in corsa per un obiettivo importante come la Coppa Italia.
Durante l’intervista è stato fatto anche il nome del Napoli, accostato nelle ultime settimane al difensore spagnolo. Camano ha risposto con toni distesi, parlando del fascino della città e del legame emotivo con Diego Armando Maradona, ma ha chiarito che si tratta soltanto di suggestioni. Non esistono trattative concrete e il futuro immediato del giocatore resta legato alla Lazio.
Un elemento che inevitabilmente entrerà in gioco nei prossimi mesi è la situazione contrattuale. Gila ha ancora un anno di accordo con il club biancoceleste e questo porterà la società a fare delle valutazioni. Il finale di stagione sarà determinante per capire se si andrà verso un rinnovo oppure se verranno prese in considerazione eventuali offerte.
In questo momento, però, ogni discorso è rimandato. Camano ha ribadito come la priorità sia esclusivamente il campo, in un periodo decisivo per la stagione della Lazio. Il difensore è concentrato sulle partite che restano e sull’obiettivo di chiudere l’annata nel miglior modo possibile, cercando anche di conquistare un trofeo.
Le parole dell’agente servono quindi a riportare serenità e chiarezza. Gila resta un giocatore della Lazio e, almeno per ora, non guarda altrove. Il futuro verrà deciso più avanti, ma il presente parla solo biancoceleste.
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L’accordo tra la Lazio e Polymarket continua a far discutere l’ambiente biancoceleste. Quella che doveva essere una notizia da celebrare, ovvero il ritorno del main sponsor dopo anni di vuoto, si è trasformata in un tema divisivo, soprattutto per il nome di Salvatore Palella emerso nelle ultime ore.
Dal punto di vista economico, però, il giudizio è molto più semplice: l’accordo è importante. La Lazio, per anni, ha sofferto di una carenza evidente nei ricavi commerciali, risultando indietro rispetto a club come Roma, Milan e Inter. Il ritorno di un main sponsor, per di più con cifre rilevanti, rappresenta una boccata d’ossigeno fondamentale. Nel calcio moderno i conti fanno la differenza e la capacità di investire sul mercato dipende direttamente da quanto si riesce a incassare. In questo senso, l’intesa con Polymarket è un passo nella direzione giusta.
Le polemiche nascono invece attorno alla figura di Palella. È necessario chiarire subito un punto per evitare confusione: ad oggi non ricopre alcun ruolo ufficiale all’interno della Lazio. Non è dirigente, non è socio e non figura nell’organigramma del club. Le voci su un suo possibile ingresso nella società sono state smentite sia dalla Lazio sia dallo stesso interessato, e questo elemento è fondamentale per leggere correttamente la situazione.
Il suo coinvolgimento nell’operazione, infatti, è di natura indiretta. La società Palcom, riconducibile a Palella, avrebbe lavorato per Polymarket come advisor con l’obiettivo di individuare un club con cui avviare una partnership nel mondo del calcio. In questo contesto, la Lazio rappresentava una scelta naturale, anche perché era l’unica grande squadra di Serie A senza main sponsor. Non si tratta quindi di un incarico ricevuto dalla Lazio, ma di un’attività svolta per conto della controparte commerciale.
Questo aspetto cambia completamente la prospettiva. La Lazio non si è affidata a Palella per cercare sponsor, ma ha beneficiato di un’operazione in cui un soggetto esterno ha individuato il club come partner ideale. È una differenza sostanziale, che ridimensiona molte delle critiche emerse in questi giorni.
Resta comunque il tema legato alla figura personale di Palella, che non convince una parte della tifoseria. È una posizione legittima, ma allo stesso tempo bisogna ricordare che, allo stato attuale, non esistono condanne che ne limitino l’attività imprenditoriale. Nel calcio italiano, peraltro, non mancano esempi di dirigenti e proprietà controverse, il che rende difficile sostenere che esista una linea di purezza assoluta tra i club.
Al di là delle polemiche, però, c’è un elemento che merita attenzione: l’apertura internazionale. La Lazio, negli ultimi anni, è rimasta spesso chiusa in una dimensione locale, mentre il calcio moderno è sempre più globale. Le grandi società costruiscono il proprio sviluppo attraverso accordi internazionali, partnership con brand esteri e investimenti provenienti da mercati come gli Stati Uniti o il Medio Oriente. In questo senso, il collegamento con realtà come Polymarket rappresenta un cambio di direzione interessante.
La vera speranza, infatti, è che questo accordo non resti isolato. Se la Lazio riuscirà a sfruttare questo canale per attrarre altri sponsor o investitori internazionali, allora il beneficio potrebbe andare ben oltre il valore economico dell’attuale partnership. Per un club che non può contare su un presidente disposto a immettere capitali diretti, aumentare i ricavi è l’unica strada per crescere.
In conclusione, l’accordo con Polymarket va letto su due livelli. Da una parte c’è il risultato concreto, ovvero il ritorno di un main sponsor e l’aumento dei ricavi, che rappresenta una notizia positiva. Dall’altra restano dubbi e perplessità legati al contesto e ai protagonisti dell’operazione. Sarà il tempo a dire se questa scelta si rivelerà vincente, ma una cosa è certa: per la Lazio, era fondamentale tornare a muoversi sul mercato globale.
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Tutto pronto per una sfida decisiva. La Lazio vola a Bergamo per affrontare l’Atalanta nella semifinale di ritorno di Coppa Italia.
Dopo il 2-2 dell’andata all’Olimpico, la gara si preannuncia equilibrata e ricca di tensione, con in palio l’accesso alla finale.
Lazio, emergenza e scelte obbligate
Non è un momento semplice per Maurizio Sarri, alle prese con diverse assenze pesanti.
Out:
Provedel
Rovella
Furlanetto
E con Marusic ancora in dubbio, il tecnico biancoceleste è costretto a valutare soluzioni alternative.
In porta spazio a Motta, mentre in difesa dovrebbe essere confermata la coppia Gila–Romagnoli, con Lazzari a destra e Nuno Tavares sulla corsia opposta.
Centrocampo: poche novità
A centrocampo non sono attese rivoluzioni rispetto alla gara contro il Napoli.
Il terzetto dovrebbe essere composto da:
Cataldi in regia
Taylor mezzala
Basic a completare il reparto
Dele-Bashiru resta una carta importante, ma più probabilmente a gara in corso.
Attacco: ballottaggi aperti
I dubbi principali riguardano il reparto offensivo.
A destra è aperto il ballottaggio tra:
Cancellieri
Isaksen
Al centro, molto dipenderà dalle condizioni di Maldini.
👉 Se recupera, partirà titolare 👉 In caso contrario, spazio a uno tra Noslin e Dia
Sulla sinistra, invece, nessun dubbio: Zaccagni è il punto fermo dell’attacco laziale.
Atalanta, formazione tipo
Dall’altra parte, l’Atalanta dovrebbe affidarsi al suo undici titolare, con un sistema 3-4-2-1.
Occhi puntati su:
De Ketelaere
Raspadori
Krstovic
Un reparto offensivo che può mettere in difficoltà una Lazio già in emergenza.
Le probabili formazioni
Atalanta (3-4-2-1)
Carnesecchi; Scalvini, Djimsiti, Kolasinac; Bellanova, De Roon, Ederson, Zappacosta; De Ketelaere, Raspadori; Krstovic.
Per la Lazio questa semifinale rappresenta molto più di una semplice partita.
Con il campionato complicato, la Coppa Italia diventa:
l’obiettivo principale
la strada più concreta per l’Europa
Servirà una prestazione perfetta, nonostante le difficoltà.
Conclusione
Tra infortuni, dubbi e scelte obbligate, Sarri si gioca una fetta importante della stagione.
La Lazio dovrà dimostrare carattere e compattezza per superare un ostacolo difficile come l’Atalanta.
Bergamo sarà un banco di prova decisivo.
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Primi minuti in maglia biancoceleste per Adrian Przyborek, ma l’impatto non è stato dei più convincenti. Il giovane attaccante polacco ha fatto il suo debutto con la Primavera della Lazio nel derby contro la Roma, terminato 0-0 al Fersini.
In attesa dell’esordio con la prima squadra, il classe 2007 è stato aggregato alla formazione guidata da Punzi, giocando dal primo minuto e restando in campo per circa 70 minuti.
Schierato centravanti nel 3-5-2
Przyborek è stato impiegato come centravanti in coppia con Serra, all’interno di un sistema di gioco 3-5-2. Una posizione non semplice, soprattutto per un giocatore appena arrivato e ancora in fase di adattamento.
Il giovane attaccante ha faticato a trovare spazi e ritmo, risultando spesso isolato dal resto della squadra e poco coinvolto nella manovra offensiva.
Pochi palloni e difficoltà fisiche
La sua prestazione è stata caratterizzata da:
pochi palloni giocati
difficoltà nei duelli fisici
scarsa presenza in area
I difensori giallorossi hanno avuto la meglio nella maggior parte dei contrasti, mettendo in evidenza come il polacco debba ancora crescere sotto il profilo fisico e dell’intensità.
L’unica occasione creata
Nonostante una prova complessivamente opaca, Przyborek ha comunque lasciato intravedere qualcosa.
Nel primo tempo, infatti, è stato protagonista dell’unica vera occasione per la Lazio:
👉 spizzata su cross dalla destra per Serra 👉 colpo di testa parato 👉 pallone finito sul palo
Un’azione che poteva cambiare il volto della partita e che resta il momento più significativo del suo match.
Un esordio da contestualizzare
È importante, però, non trarre conclusioni affrettate.
Przyborek:
è arrivato solo a gennaio dal Pogon Szczecin
ha appena 17 anni
deve ancora adattarsi al calcio italiano
Il suo inserimento richiederà tempo, soprattutto considerando le differenze tattiche e fisiche rispetto al campionato di provenienza.
Lazio, scommessa sul futuro
L’investimento su Przyborek rientra nella strategia della Lazio di puntare su giovani talenti con margini di crescita.
Una linea che, però, comporta inevitabilmente dei rischi: non tutti i prospetti riescono a imporsi subito.
Per questo motivo, il percorso del polacco sarà monitorato con attenzione, sia in Primavera che eventualmente con la prima squadra.
Conclusione
Il debutto di Przyborek non ha entusiasmato, ma resta solo il primo passo di un percorso più lungo.
Tra difficoltà iniziali e spunti interessanti, il giovane attaccante dovrà dimostrare nelle prossime settimane di poter crescere e meritarsi spazio.
La Lazio osserva, aspettando segnali più concreti.
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Il futuro di Maurizio Sarri sulla panchina della Lazio è diventato uno dei temi più caldi nel mondo biancoceleste. Le parole dell’allenatore, pronunciate in conferenza stampa dopo la sconfitta contro la Fiorentina, hanno aperto una serie di interrogativi legati ai programmi del club e alla direzione che la società vorrà prendere nei prossimi mesi.
Sarri ha ribadito di non essere particolarmente preoccupato per il proprio destino personale, ma di essere in attesa di capire quali siano le reali intenzioni della società. Il tecnico ha parlato apertamente di “programmi” come elemento decisivo per valutare la prosecuzione del rapporto, lasciando intendere che servirà un confronto chiaro con la dirigenza per capire se esista una visione condivisa sul futuro tecnico e sportivo della Lazio.
Il messaggio arrivato dal mister è netto: non basterà tirare a campare o replicare quanto fatto finora, ma servirà un progetto strutturato. Sarri ha dimostrato più volte di avere principi di gioco ben definiti e di non voler derogare troppo dalle sue idee, e un eventuale rinnovo di fiducia passerebbe dalla garanzia di avere una rosa costruita per interpretare al meglio il suo calcio. Da qui la richiesta implicita di qualità negli acquisti, più che di semplici numeri.
Il contesto, però, è delicato. La stagione è stata segnata da alti e bassi, con momenti di ottimo rendimento difensivo e altri di evidente calo, complici anche gli addii e le scelte di mercato che hanno ridotto l’equilibrio a centrocampo e reso più vulnerabile la squadra. Non a caso, diversi osservatori hanno parlato di “presente triste e futuro preoccupante”, sottolineando come l’incertezza sui piani societari stia pesando anche sull’ambiente e sulla percezione del progetto.
Su questo sfondo si inserisce anche il rapporto con il presidente Claudio Lotito e con l’area tecnica. Le indiscrezioni parlano di un clima di tregua dopo momenti di frizione, ma resta la sensazione che il prossimo incontro tra società e allenatore sarà una sorta di bivio: o si rilancia con un piano chiaro, magari con investimenti mirati e una linea tecnica condivisa, oppure si prenderanno strade diverse, cercando una soluzione che permetta a entrambe le parti di voltare pagina.
Per i tifosi, la permanenza di Sarri rappresenterebbe la continuità di un’idea di calcio riconoscibile, ma è evidente che l’allenatore non accetterà un’altra stagione vissuta tra compromessi sul mercato e obiettivi al ribasso. La Lazio è chiamata a una scelta di identità: confermare Sarri significa sposarne filosofia e richieste, a partire da una rosa all’altezza della doppia competizione interna ed europea. In caso contrario, potrebbe aprirsi un nuovo ciclo tecnico, con tutte le incognite del caso
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Dopo il successo della Lazio sul campo del Napoli, uno dei volti più discussi in casa biancoceleste è quello di Oliver Provstgaard, difensore danese che sta vivendo una fase di crescita importante sotto la guida di Maurizio Sarri. In conferenza stampa il giocatore ha raccontato sensazioni, ambizioni e il percorso che lo ha portato a diventare una risorsa sempre più affidabile all’interno della rosa.
Provstgaard ha sottolineato come questo sia stato un anno chiave per la sua maturazione, sia dal punto di vista tattico sia sul piano mentale. Lavorare quotidianamente con un tecnico esigente come Sarri lo ha costretto a curare ogni dettaglio, dalle posizioni preventive alla lettura delle linee di passaggio, fino all’uso del corpo nei duelli individuali. Il difensore ha rimarcato quanto gli allenamenti ad alta intensità e il livello di competitività interno lo stiano aiutando a fare un salto di qualità.
Non è un caso che lo stesso Provstgaard abbia citato i compagni di reparto come Gila e Romagnoli come punti di riferimento quotidiani. Dal primo sta imparando aggressività, velocità nelle chiusure e capacità di intervenire in anticipo, mentre dal secondo assorbe esperienza, gestione dei tempi e freddezza nelle uscite palla al piede. Si è definito “più simile a Romagnoli” per caratteristiche, ma ha ribadito di voler rubare il mestiere a entrambi per diventare un difensore completo.
Un altro aspetto emerso è l’ambientamento a Roma e nel mondo Lazio. Provstgaard ha spiegato di sentirsi ormai pienamente inserito nello spogliatoio, di aver trovato un gruppo unito e una città che vive di calcio. Questa dimensione lo ha aiutato a responsabilizzarsi, facendolo sentire parte di un progetto in cui le sue prestazioni hanno un impatto reale sui risultati della squadra. Anche il rapporto con i tifosi, sempre molto esigenti, sta diventando uno stimolo ulteriore a non accontentarsi.
Guardando al futuro, il danese non si è sbilanciato su obiettivi personali in termini di numeri, ma ha insistito su due parole: continuità e affidabilità. Vuole diventare un giocatore su cui l’allenatore possa contare a prescindere dall’avversario e dal contesto, dimostrando di poter essere titolare con merito e non solo una alternativa. In vista delle prossime sfide, comprese quelle di Coppa Italia come contro l’Atalanta, ha sottolineato la necessità di “arrivare al 100%”, consapevole che sono proprio queste partite a definire la stagione di una squadra.
Nel complesso, il percorso di Provstgaard parla di un profilo giovane, in crescita costante e con margini ancora ampi. Per la Lazio può rappresentare una delle chiavi per costruire la difesa del futuro, soprattutto in uno scenario in cui il reparto arretrato potrebbe essere rivoluzionato sul mercato. La sua voglia di migliorare, unita alle doti fisiche e alla capacità di apprendere dai compagni più esperti, lo rendono uno dei progetti tecnici più interessanti del club.
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Il futuro di Mario Gila e Alessio Romagnoli è diventato un tema centrale nella pianificazione della prossima Lazio. Entrambi i difensori hanno il contratto in scadenza nel 2027, ma secondo diverse ricostruzioni il loro domani in biancoceleste non sarebbe affatto scontato, con l’ipotesi di una vera e propria rivoluzione nel reparto arretrato a partire dalla prossima estate.
La stagione ha mostrato luci e ombre. Nella prima parte del campionato la Lazio aveva messo in fila numeri difensivi molto positivi, con diversi clean sheet e una buona capacità di tenere lontani gli avversari dall’area di rigore. Successivamente, complici cambi di mercato, l’uscita di alcune pedine chiave a centrocampo e qualche tensione interna, la fase di non possesso ha perso compattezza, portando a una serie di partite con troppi gol subiti.
Nelle ultime gare il trend sembra essere migliorato, con nuove partite concluse senza reti al passivo e segnali di ritrovata solidità. Tuttavia, sullo sfondo resta il nodo del futuro dei singoli interpreti. Per Gila, difensore spagnolo classe 2000, non mancano gli estimatori: si parla da tempo di interessi concreti da parte di Inter e soprattutto Milan, dove la sua figura sarebbe particolarmente apprezzata a livello dirigenziale.
La situazione contrattuale di Gila è resa più complicata da una clausola pesante: in caso di cessione, la Lazio dovrebbe versare al Real Madrid il 50% dell’incasso, in virtù degli accordi siglati al momento dell’acquisto. Questo elemento costringe il club a valutare con attenzione eventuali offerte, perché solo metà del ricavato resterebbe effettivamente nelle casse biancocelesti, imponendo una riflessione profonda su prezzo minimo e tempistiche.
Per quanto riguarda Romagnoli, il discorso è diverso ma altrettanto delicato. Arrivato come perno esperto della difesa e simbolo di una scelta di cuore, il centrale ha rappresentato un riferimento importante nello spogliatoio. Tuttavia, si moltiplicano i rumor su possibili cambiamenti e sulla volontà del giocatore di valutare scenari differenti se il progetto non dovesse risultare all’altezza delle ambizioni. Anche per lui, l’estate potrebbe diventare un crocevia.
Alla luce di questi elementi, non è escluso che la Lazio debba intervenire in modo massiccio sulla difesa nella prossima finestra di calciomercato. Si parla già dell’arrivo di profili come Pedraza per la corsia sinistra e di altri nomi seguiti dagli osservatori biancocelesti, in uno scenario che somiglia molto a una rifondazione del reparto. L’obiettivo sarà mantenere un livello competitivo alto, garantendo continuità a quanto di buono visto nelle fasi migliori della stagione, senza però farsi trovare impreparati nel caso in cui Gila e Romagnoli decidano di cambiare aria.
Per i tifosi, l’idea di perdere due colonne potenziali come Gila e Romagnoli è difficile da digerire, ma la storia recente del calcio insegna che i cicli difensivi si aprono e si chiudono con rapidità. La chiave sarà la capacità del club di anticipare i tempi, monetizzare eventualmente le cessioni e reinvestire con intelligenza su profili giovani ma già pronti per la Serie A. In questo senso, l’equilibrio tra esperienza e rinnovamento sarà determinante per non compromettere la competitività della Lazio nelle prossime stagioni
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Maurizio Sarri pensieroso a bordo campo durante una partita della Lazio, simbolo delle tensioni interne con la società per il mercato di gennaio.
Maurizio Sarri ha parlato ai microfoni di DAZN dopo la netta vittoria per 2-0 della sua Lazio sul campo del Napoli. Un successo vitale per il morale in vista del crocevia europeo.
La mentalità per Bergamo
“Questa squadra in quest’ultimo mese e mezzo ha sbagliato. Ai ragazzi ho detto che le partite in calendario vanno aggredite”, ha spiegato il tecnico biancoceleste. “Vincere qui ci permette di arrivare mentalmente bene a Bergamo per la gara di mercoledì. È stata una stagione pesante, ma dentro questa pesantezza ci siamo tolti delle soddisfazioni, come il pareggio con la Juventus e questa vittoria a Napoli. Vedo segni di miglioramento sia nella squadra che nei singoli, stiamo adattando il gioco per mettere i giocatori a loro agio e non a disagio”.
L’elogio a Taylor e Cancellieri
Sarri si è poi soffermato sulle prestazioni dei singoli, spendendo parole al miele per i protagonisti del match del Maradona: “Taylor mi fa venire in mente dei bei ricordi, in lui ho rivisto Hamsik. È giovane e si è adattato immediatamente al calcio italiano. Su Cancellieri dico che ho pensato a questa partita e ho scelto questo tridente già a inizio settimana. Ha un gran fisico, tecnicamente non è male e può diventare davvero un bel giocatore”.
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Mario Gila durante un match della Lazio: i due giocatori potrebbero essere ceduti a gennaio per garantire liquidità al club.
Una prestazione maiuscola consegna alla Lazio una vittoria pesantissima al Maradona. La squadra di Maurizio Sarri domina il Napoli e porta a casa un 2-0 senza sbavature, blindando la difesa e colpendo al momento giusto.
Ecco i voti e le valutazioni dei giocatori biancocelesti scesi in campo contro il Napoli.
MOTTA 6: Praticamente inoperoso per tutta la gara. Il Napoli non inquadra mai lo specchio della porta, per lui ordinaria amministrazione. LAZZARI 6,5: Ottima gara sia in fase di contenimento che di spinta. Peccato solo per il problema muscolare nel finale, la speranza è che si tratti solo di stanchezza e crampi. (Dall’81’ HYSAJ sv).
GILA 8: Un rientro straordinario. Annulla Hojlund con fisicità e un tempismo perfetto negli anticipi. Prestazione clamorosa che fa ben sperare in vista della trasferta di Bergamo. (Dal 61’ PROVSTGAARD 6,5: Entra a freddo ma non sbaglia nulla, mantenendo alta la concentrazione). ROMAGNOLI 7,5: Leader difensivo assoluto. Legge in anticipo ogni singola mossa degli attaccanti del Napoli, portando a scuola l’intero reparto.
TAVARES 8: Un treno ad alta velocità sulla corsia mancina. Strapotere fisico impressionante: propizia il gol del raddoppio e domina la sua fascia dal primo all’ultimo minuto.
BASIC 7,5: Padrone del centrocampo. I suoi inserimenti sono sempre un pericolo costante e trova la gioia personale con un tiro che chiude definitivamente i conti. (Dal 71’ DELE-BASHIRU 6: Dentro nel finale per gestire il risultato con tranquillità).
CATALDI 7: Geometrie e lucidità al servizio della squadra. Smista palloni e gestisce i tempi alla perfezione finché resta sul terreno di gioco. (Dal 61’ PATRIC 6,5: Impatto solido a partita in corso, entra con il piglio giusto).
TAYLOR 7,5: Un assist al bacio per sbloccare la gara e giocate sempre intelligenti. Mette in campo una prestazione di grandissima maturità in mediana.
CANCELLIERI 7,5: Trova subito la rete del vantaggio e si fa trovare sempre pronto. Una prestazione a tutto tondo, autentica spina nel fianco per la difesa azzurra.
NOSLIN 7,5: Non trova la rete ma fa un lavoro sporco vitale per la squadra. Si procura il calcio di rigore e fa respirare la manovra con sponde e giocate di pura intelligenza tattica.
ZACCAGNI 6,5: L’errore dal dischetto è l’unica sbavatura di una gara estremamente generosa. Ha il merito di avviare l’azione che porta all’1-0 e crea sempre superiorità numerica. (Dal 61’ DIA 6: Entra bene e aiuta a tenere alta la squadra).
ALL. SARRI 8: Prepara la partita in modo impeccabile. La sua Lazio annulla tatticamente il Napoli e domina al Maradona. L’iniezione di fiducia perfetta prima della semifinale di Coppa Italia.
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Cancellieri salva la Lazio con una doppietta, ma la difesa cede ancora: Sarri deve trovare soluzioni dopo il 3-3 con il Torino. Analisi e riflessioni.
La Lazio domina al Maradona e batte il Napoli 2-0 nell’anticipo della 33esima giornata di Serie A. Per la squadra di Maurizio Sarri si tratta della quarta vittoria consecutiva in trasferta contro i partenopei, un record che conferma la supremazia biancoceleste in questo stadio nelle ultime stagioni.
I biancocelesti sbloccano subito la gara al 6′ con Cancellieri, servito perfettamente da Taylor. Al 29′ la Lazio ha l’occasione per raddoppiare su rigore procurato da Noslin, ma Zaccagni fallisce dal dischetto. Il raddoppio è solo rimandato: al 57′ Toma Basic firma il 2-0 definitivo sfruttando una palla messa in mezzo da Tavares. Una prova solida, con zero tiri in porta concessi al Napoli, che lancia la Lazio verso la decisiva semifinale di ritorno di Coppa Italia contro l’Atalanta.
Arbitro: Zufferli Ammoniti: Lobotka (N), Cataldi (L), Taylor (L), Dia (L)
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La Lazio ha annunciato il nuovo main sponsor: si tratta di Polymarket, piattaforma internazionale legata al mondo blockchain e prediction market.
Dopo anni di vuoto sulla maglia, il club biancoceleste torna ad avere uno sponsor principale. Una notizia importante, attesa e soprattutto fondamentale dal punto di vista economico.
I dettagli dell’accordo
Il comunicato ufficiale ha chiarito alcuni aspetti chiave della partnership.
L’accordo prevede:
durata fino alla stagione 2028/2029
due anni garantiti
opzione per il terzo anno
Una struttura simile a quella già vista con precedenti sponsor, ma con cifre decisamente rilevanti.
Quanto incassa la Lazio
Il dato più importante riguarda il valore economico.
L’accordo complessivo supera i 22 milioni di dollari, a cui si aggiungono bonus legati a:
performance sportive
attivazioni commerciali
risultati (come Coppa Italia o qualificazioni europee)
Questo significa che la Lazio incasserà:
👉 tra gli 8 e gli 11 milioni a stagione (a seconda della durata effettiva e dei bonus)
Una cifra significativa, soprattutto considerando le difficoltà degli ultimi anni sul fronte sponsor.
Il nodo normativo: cosa cambia in Italia
Uno dei dubbi principali riguardava la posizione di Polymarket nel mercato italiano.
Il comunicato chiarisce un punto fondamentale:
👉 la collaborazione sarà limitata ad attività di analisi e insight digitale
Questo perché:
la piattaforma non è pienamente autorizzata per le scommesse in Italia
il modello operativo sarà adattato al quadro normativo vigente
In pratica, almeno per ora, non sarà promossa la versione “globale” del servizio legata al betting.
Un progetto più ampio
L’accordo non si limita alla sponsorizzazione.
Polymarket ha dichiarato l’intenzione di:
entrare nel mondo del calcio
espandersi a livello globale
utilizzare la Lazio come punto di riferimento in Italia
Non è escluso che in futuro possano essere coinvolti anche altri club.
Lazio e criptovalute: una strategia chiara
Non è la prima volta che la Lazio si lega al mondo crypto.
Già con Binance, il club aveva aperto la strada a questo tipo di partnership.
Ora, con Polymarket, si conferma una strategia precisa:
👉 puntare su aziende innovative e con forte capacità di investimento
Un trend sempre più diffuso nel calcio moderno.
Opportunità e limiti
Da un lato, l’accordo rappresenta una grande opportunità:
ritorno del main sponsor
incremento dei ricavi
visibilità internazionale
Dall’altro, resta qualche interrogativo:
evoluzione normativa in Italia
stabilità del settore crypto
sviluppo reale delle attività digitali
Molto dipenderà da come verrà gestita la partnership nei prossimi anni.
Conclusione
La Lazio chiude finalmente uno dei suoi problemi principali: il main sponsor.
Con oltre 22 milioni di dollari garantiti e bonus aggiuntivi, il club compie un passo importante sul piano economico.
Ora resta da capire se questa collaborazione sarà solo un accordo commerciale… oppure l’inizio di un progetto più ampio nel mondo digitale.
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Dopo mesi di incertezze e polemiche, il club biancoceleste sarebbe pronto a scendere in campo con un nuovo main sponsor. Una notizia sorprendente, quasi inaspettata, considerando che da tempo non si parlava più di accordi commerciali di questo tipo.
Secondo le indiscrezioni, la nuova partnership potrebbe essere visibile già nelle prossime partite, a partire dalla sfida contro il Napoli o, al più tardi, nella semifinale di Coppa Italia contro l’Atalanta.
Chi è il nuovo sponsor: Polymarket
Il nome che circola con maggiore insistenza è quello di Polymarket.
Si tratta di una piattaforma globale basata su blockchain che permette agli utenti di “scommettere” su eventi futuri, non solo sportivi ma anche politici, economici e culturali.
Il funzionamento è particolare:
si utilizzano criptovalute
nello specifico la USDC (stablecoin legata al dollaro)
si comprano e vendono “quote” legate agli esiti degli eventi
Un modello innovativo, che si distingue dai classici siti di scommesse.
Un accordo ancora da ufficializzare
Al momento manca ancora l’annuncio ufficiale della Lazio, ma le indicazioni vanno tutte nella stessa direzione.
L’attesa ora è tutta per i dettagli:
durata del contratto
valore economico
eventuali bonus
Ed è proprio questo l’aspetto che più interessa i tifosi: 👉 quanto incasserà la Lazio?
Il nodo economico: cifre da verificare
Negli ultimi anni, la Lazio aveva già sperimentato sponsorizzazioni legate al mondo crypto, come quella con Binance.
In quel caso, l’accordo portava circa 10 milioni di euro a stagione.
Da qui nasce la speranza che anche Polymarket possa garantire cifre importanti, fondamentali per:
migliorare i conti
sostenere il mercato
aumentare la competitività
Il problema normativo in Italia
Accanto all’entusiasmo, però, emergono anche dubbi importanti.
La piattaforma Polymarket ha avuto una storia complessa in Italia:
inizialmente inserita nella blacklist dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli
successivamente rimossa dalla lista nel dicembre 2025
ma ancora senza una piena autorizzazione ufficiale
Questo significa che:
👉 il sito è accessibile 👉 ma non è completamente regolamentato
Una situazione “grigia” che solleva interrogativi.
Un rischio per la Lazio?
Il punto è proprio questo:
è sicuro per un club italiano legarsi a una piattaforma non pienamente autorizzata?
I dubbi riguardano soprattutto:
la stabilità dell’accordo nel tempo
eventuali interventi normativi futuri
il rischio di interruzione della sponsorizzazione
Non è da escludere che questo accordo possa rappresentare una fase iniziale, in attesa di una regolarizzazione completa.
Opportunità o azzardo?
Da un lato, Polymarket rappresenta:
un partner internazionale
un brand innovativo
una possibile fonte di grandi ricavi
Dall’altro, resta una scommessa (in tutti i sensi), legata a un settore ancora in evoluzione.
Conclusione
La Lazio sembra aver finalmente trovato il suo main sponsor, chiudendo una lunga fase di incertezza.
Resta però da capire se questa scelta si rivelerà un colpo vincente o un rischio calcolato.
Molto dipenderà dai dettagli dell’accordo e dall’evoluzione normativa.
Nel frattempo, una cosa è certa: 👉 il tema sponsor torna centrale nel futuro biancoceleste.
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Il big match della 33esima giornata di Serie A mette di fronte il Napoli di Antonio Conte e la Lazio dell’ex Maurizio Sarri. La sfida, in programma allo stadio Diego Armando Maradona sabato 18 aprile alle ore 18:00, è un crocevia fondamentale per la zona Champions e per le ambizioni europee dei biancocelesti. Se cerchi informazioni su dove vedere Napoli Lazio, ecco tutti i dettagli sulla copertura televisiva e le scelte dei due allenatori.
Napoli-Lazio: diretta tv e streaming su DAZN
La partita sarà trasmessa in diretta esclusiva su DAZN. I tifosi potranno seguire Napoli-Lazio in streaming live e on demand scaricando l’app ufficiale su smart tv, console per videogiochi, smartphone o tablet, oppure collegandosi al sito web da pc.
Per gli abbonati Sky e DAZN che hanno attivato l’apposita opzione, il match sarà visibile anche in tv sul canale satellitare Zona DAZN (canale 214 di Sky).
I telecronisti: Il racconto della partita su DAZN sarà affidato alla telecronaca di Andrea Marinozzi, con il commento tecnico di Antonio Di Gennaro.
Le probabili formazioni
Di seguito le possibili scelte di Conte e Sarri per il match del Maradona.
Napoli (3-4-2-1)
Lazio (4-3-3)
Milinkovic-Savic
Motta
Beukema
Lazzari
Buongiorno
Provstgaard
Olivera
Romagnoli
Politano
Nuno Tavares
McTominay
Basic
Lobotka
Cataldi
Spinazzola
Taylor
De Bruyne
Isaksen
Alisson Santos
Dia
Hojlund
Zaccagni
Indisponibili e Infortunati
Entrambe le squadre devono fare i conti con diverse assenze. Ecco la lista dei giocatori al momento indisponibili o in dubbio:
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La S.S. Lazio chiama a raccolta il suo popolo in vista di uno degli snodi cruciali della stagione. Martedì 21 aprile, alla vigilia della partenza per Bergamo per la decisiva semifinale di ritorno di Coppa Italia contro l’Atalanta, la squadra di Maurizio Sarri si allenerà a porte aperte.
I tifosi potranno far sentire il loro calore dagli spalti dello Stadio Fersini(in Via della Selvotta a Formello). L’apertura dei cancelli è fissata per le ore 10:00, in modo da garantire un afflusso ordinato.
Formello a porte Aperte | Come partecipare: info e biglietti gratuiti
L’ingresso per assistere all’allenamento è totalmente gratuito, ma è previsto un limite di capienza. Per questo motivo, per entrare al Fersini sarà obbligatorio scaricare preventivamente un tagliando di accesso.
Chi: Il biglietto è obbligatorio per tutti, compresi i minorenni.
Limite: Ogni tifoso potrà richiedere un massimo di 4 tagliandi.
I biglietti saranno disponibili fino al normale esaurimento dei posti autorizzati per l’impianto.
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La Lega Serie A ha reso noti gli anticipi e i posticipi della 35esima giornata di campionato. Per la Lazio di Maurizio Sarri è previsto un posticipo: i biancocelesti scenderanno in campo allo stadio Zini contro la Cremonese lunedì 4 maggio alle ore 18:30.
Il turno di campionato si aprirà venerdì 1 maggio con l’anticipo tra Pisa e Lecce e si chiuderà lunedì sera con la sfida tra Roma e Fiorentina.
Il programma completo della 35ª giornata
Di seguito la tabella con tutte le date, gli orari e la programmazione televisiva delle partite:
Data
Giorno
Orario
Partita
TV
01/05/2026
Venerdì
20:45
Pisa – Lecce
DAZN
02/05/2026
Sabato
15:00
Udinese – Torino
DAZN
02/05/2026
Sabato
18:00
Como – Napoli
DAZN
02/05/2026
Sabato
20:45
Atalanta – Genoa
DAZN/SKY
03/05/2026
Domenica
12:30
Bologna – Cagliari
DAZN
03/05/2026
Domenica
15:00
Sassuolo – Milan
DAZN
03/05/2026
Domenica
18:00
Juventus – Verona
DAZN/SKY
03/05/2026
Domenica
20:45
Inter – Parma
DAZN
04/05/2026
Lunedì
18:30
Cremonese – Lazio
DAZN
04/05/2026
Lunedì
20:45
Roma – Fiorentina
DAZN/SKY
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Una vicenda che va ben oltre il calcio e che rischia di aprire scenari delicati.
Secondo quanto emerso nelle ultime ore, la Procura di Roma avrebbe avviato un’indagine su una presunta regia occulta dietro le proteste dei tifosi della Lazio contro il presidente Claudio Lotito.
L’ipotesi al vaglio degli inquirenti è pesante: 👉 manipolazione del mercato 👉 atti persecutori 👉 tentativo di destabilizzare il club
L’ipotesi: destabilizzare per favorire una cessione
Secondo quanto riportato in ambito parlamentare, ci sarebbe il sospetto che dietro alcune proteste possa nascondersi un disegno preciso.
L’obiettivo sarebbe duplice:
far scendere il valore del titolo in Borsa
mettere pressione su Lotito per spingerlo a vendere
Un’ipotesi che, se confermata, configurerebbe un’azione coordinata e non semplice dissenso da parte dei tifosi.
L’intervento della Procura
La Procura di Roma ha aperto un procedimento contro ignoti, avviando accertamenti per chiarire la situazione.
Tra le attività richieste:
acquisizione dei dati di traffico telefonico e telematico legati a Lotito
analisi del contesto mediatico e delle proteste
Un’indagine che nasce, con ogni probabilità, da una denuncia dello stesso presidente biancoceleste.
Il passaggio in Parlamento
La notizia è diventata pubblica dopo l’intervento del senatore Costanzo Della Porta, che ha parlato apertamente della vicenda.
Secondo quanto riferito, gli approfondimenti investigativi avrebbero preso in considerazione anche:
manifesti comparsi a Roma
messaggi politici legati al dissenso contro Lotito
Elementi che, nel quadro generale, potrebbero essere interpretati come parte di una pressione organizzata.
Un’indagine che divide
Il tema è estremamente delicato.
Da un lato, è giusto che la magistratura faccia piena luce su eventuali comportamenti illeciti.
Dall’altro, resta il dubbio che le proteste possano essere semplicemente il frutto di un malcontento diffuso tra i tifosi.
Negli ultimi mesi, infatti, la contestazione è cresciuta in maniera evidente, fino a coinvolgere una larga parte dell’ambiente biancoceleste.
Il nodo della protesta
Molti osservatori fanno notare come la protesta sembri spontanea e radicata.
Dopo oltre vent’anni di gestione, una parte consistente della tifoseria appare stanca e chiede un cambiamento.
In questo contesto, appare difficile immaginare una regia esterna capace di influenzare una base così ampia.
Il dato della Borsa
Un elemento che solleva ulteriori interrogativi riguarda l’andamento del titolo in Borsa.
Nonostante la protesta, il valore della Lazio non avrebbe registrato crolli significativi, anzi in alcuni momenti sarebbe persino cresciuto.
Un dettaglio che, se confermato, potrebbe indebolire la tesi di una manovra finalizzata a manipolare il mercato.
Tra giustizia e percezione
Resta dunque una doppia lettura della vicenda:
da un lato l’ipotesi investigativa, che parla di un possibile piano organizzato
dall’altro la percezione dei tifosi, che vedono nella protesta un’espressione legittima di dissenso
Sarà il lavoro della Procura a chiarire quale delle due interpretazioni sia più vicina alla realtà.
Conclusione
L’indagine è appena iniziata e servirà tempo per arrivare a conclusioni definitive.
Nel frattempo, una cosa è certa: la situazione intorno alla Lazio resta tesa, e questa vicenda rischia di alimentare ulteriormente il clima di divisione.
Il confine tra protesta legittima e possibile manipolazione è sottile.
E proprio per questo, sarà fondamentale fare piena chiarezza.
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La frattura tra la Lazio e la sua tifoseria è ormai evidente e, soprattutto, difficile da ricomporre.
Da una parte i tifosi, che hanno scelto la linea dura della protesta con lo stadio sempre più vuoto. Dall’altra la società, che non sembra intenzionata a fare passi concreti per riavvicinare l’ambiente.
In questo contesto di stallo totale, emerge una proposta che potrebbe rappresentare una via d’uscita: mettere realmente la Lazio sul mercato, almeno per un periodo limitato.
Il punto di partenza: “Nessuno vuole la Lazio”
Negli ultimi anni, il presidente Claudio Lotito ha più volte ribadito un concetto chiaro: per la Lazio non sarebbero mai arrivate offerte concrete.
Una posizione condivisa anche da parte della tifoseria, secondo cui senza Lotito il club rischierebbe di non avere alternative credibili.
Ma è davvero così? Oppure si tratta di una percezione mai verificata fino in fondo?
La proposta: un advisor e un prezzo realistico
L’idea avanzata da una parte dell’ambiente è semplice: affidare la Lazio a un advisor internazionale serio e riconosciuto, con il compito di sondare il mercato.
Fondamentale sarebbe fissare un prezzo realistico. Le stime parlano di una valutazione intorno ai 500 milioni di euro, cifra che potrebbe scendere leggermente considerando l’attuale valore della rosa e l’assenza di uno stadio di proprietà.
Un prezzo, dunque, importante ma non fuori mercato.
Sei mesi per avere una risposta
Il punto centrale della proposta è il tempo: concedere sei mesi per raccogliere eventuali manifestazioni di interesse.
Un periodo sufficiente per permettere a investitori seri di presentare offerte concrete, corredate da garanzie economiche e progetti sportivi.
Non si tratterebbe di una vendita immediata, ma di un test reale del mercato.
Due possibili scenari
Al termine di questi sei mesi, si aprirebbero due scenari molto chiari.
Nel primo caso, se non arrivasse alcuna offerta seria, verrebbe confermata la tesi di Lotito: la Lazio non sarebbe appetibile sul mercato e i tifosi dovrebbero prenderne atto, ponendo fine alla protesta.
Nel secondo caso, invece, se arrivassero offerte concrete e credibili, cadrebbe definitivamente il presupposto secondo cui “nessuno vuole la Lazio”. A quel punto si aprirebbe un dibattito completamente nuovo sul futuro del club.
Il contesto del calcio italiano
Negli ultimi anni, diversi club italiani sono stati acquistati da investitori stranieri. Realtà come Parma, Como o Cesena hanno attirato capitali internazionali, nonostante un profilo inferiore rispetto alla Lazio.
Questo dato porta molti a pensare che un club della Capitale, con una storia importante e una grande base di tifosi, potrebbe suscitare interesse sul mercato.
Il problema, semmai, è che senza un mandato chiaro alla vendita difficilmente gli investitori si espongono.
Una soluzione per uscire dallo stallo
La proposta di mettere la Lazio sul mercato per sei mesi non obbligherebbe alla cessione, ma permetterebbe di fare chiarezza.
In un momento in cui il rapporto tra società e tifosi è ai minimi storici, potrebbe rappresentare un punto di svolta.
Perché, in un modo o nell’altro, darebbe una risposta definitiva a una domanda che da troppo tempo divide l’ambiente.
Conclusione
La situazione attuale non sembra avere sbocchi immediati.
La protesta continua, la società resta ferma sulle proprie posizioni e il clima intorno alla Lazio resta teso.
Mettere il club sul mercato per un periodo limitato potrebbe essere una soluzione per uscire da questo stallo, restituendo finalmente chiarezza a tutto l’ambiente.
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Le recenti dichiarazioni di Claudio Lotito sul futuro del calcio italiano hanno acceso un dibattito importante.
Il presidente della Lazio, intervenuto sul tema della crisi del sistema calcistico e della rifondazione della FIGC, ha mostrato idee chiare, strutturate, quasi programmatiche.
Un intervento che ha colpito per lucidità.
Ma che allo stesso tempo ha fatto emergere una domanda scomoda tra i tifosi biancocelesti: 👉 e per la Lazio, qual è il piano?
Un progetto chiaro… ma fuori da Formello
Nelle sue dichiarazioni, Lotito ha parlato di:
riforme strutturali del calcio italiano
ruolo del Parlamento
limiti dell’attuale governance
necessità di un commissario
Temi complessi, affrontati con decisione.
Un segnale evidente: il presidente ha una visione precisa su ciò che vuole fare nel sistema calcio.
Eppure, questa chiarezza sembra mancare quando si parla della Lazio.
Lazio senza direzione?
Negli ultimi mesi, la sensazione è che il club stia vivendo una fase di incertezza.
Le parole restano sempre le stesse:
“progetto sostenibile”
“no ai sogni, sì alle realtà”
Ma nei fatti emergono criticità evidenti:
mercato senza una linea chiara
difficoltà strutturali (sponsor, ricavi)
mancanza di programmazione a lungo termine
Un contrasto netto rispetto alla sicurezza mostrata da Lotito quando parla di politica sportiva.
Il peso della politica
Da quando è entrato stabilmente nel mondo politico, l’impegno di Lotito si è ampliato.
E proprio questo alimenta il dubbio di molti tifosi:
👉 la Lazio è ancora la priorità?
Il rischio, secondo parte dell’ambiente, è che il club sia diventato secondario rispetto alle ambizioni nel sistema calcistico italiano.
Il rischio per la Lazio
La questione non è solo teorica.
Se il presidente dovesse esporsi in una battaglia politica e perderla, le conseguenze potrebbero riflettersi indirettamente sul club.
Storicamente, infatti, le dinamiche federali e politiche hanno spesso avuto impatti sulle società.
Un aspetto che preoccupa una tifoseria già segnata da una stagione complicata.
Un futuro da chiarire
Il vero nodo resta uno: la mancanza di una visione chiara per la Lazio.
In un calcio sempre più competitivo, i club vincenti si distinguono per:
pianificazione
investimenti mirati
identità tecnica
Elementi che oggi, secondo molti osservatori, non emergono con forza nel progetto biancoceleste.
La richiesta dei tifosi
Il messaggio che arriva dalla piazza è semplice:
👉 chiarezza 👉 programmazione 👉 centralità del club
Perché senza un progetto definito, anche le ambizioni rischiano di restare parole.
Conclusione
Claudio Lotito ha dimostrato di avere idee chiare sul futuro del calcio italiano.
Ora però la domanda resta aperta: 👉 riuscirà a fare lo stesso anche per la Lazio?
Perché il tempo delle dichiarazioni è finito. E i tifosi chiedono risposte concrete.
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Non c’è solo la semifinale di Coppa Italia nella testa della Lazio.
Anzi, forse il vero nodo della stagione passa proprio dal campionato.
Perché il rischio è concreto: restare fuori dalle prime otto significherebbe iniziare la prossima stagione già in salita, con conseguenze pesanti non solo sul campo, ma anche a livello economico e organizzativo.
Un dettaglio che cambia tutto
Essere fuori dalle prime otto non è solo una questione di prestigio.
Vuol dire:
partire dai 32esimi di Coppa Italia
scendere in campo già a Ferragosto
anticipare ritiro, preparazione e programmazione
Una situazione che la Lazio non vive da anni. Per ritrovarne una simile bisogna tornare al 2014/15, quando i biancocelesti iniziarono la stagione in piena estate contro squadre di categorie inferiori.
Un passo indietro evidente per un club che vuole restare competitivo.
Napoli, poi il fuoco
Il calendario, però, non aiuta.
Il prossimo impegno sarà già decisivo: la trasferta contro il Napoli al Maradona.
E non finisce qui:
Inter
derby contro la Roma
Tre partite che possono cambiare completamente il destino della stagione.
Una corsa complicata
A rendere tutto ancora più difficile c’è il Bologna, diretto concorrente.
Con l’Europa League ormai agli sgoccioli, i rossoblù potranno concentrarsi solo sul campionato, mentre la Lazio dovrà dividersi tra due obiettivi.
Un dettaglio che, alla lunga, può fare la differenza.
Lotito prova a scuotere la squadra
Per evitare cali di concentrazione, è intervenuto anche Claudio Lotito.
Il presidente ha promesso bonus legati ai risultati, un segnale chiaro:
👉 il campionato conta quanto (se non più) della Coppa Italia
Due strade, un solo obiettivo
La Lazio ha davanti due possibilità:
arrivare tra le prime 8
oppure vincere la Coppa Italia
La seconda è affascinante, ma complicata.
La prima è concreta, ma richiede continuità immediata.
Tutto passa da Napoli
E allora il punto è uno solo: Napoli.
Prima ancora dell’Atalanta, prima della Coppa, prima di tutto.
Perché da lì può partire la rincorsa… o iniziare il vero problema.
Conclusione
La Lazio non può permettersi di scegliere tra Coppa Italia e campionato.
Deve fare entrambe.
Perché il futuro passa da queste ultime partite. E sbagliare adesso potrebbe costare caro anche nella prossima stagione.
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Il mercato della Lazio non si muove solo sui nomi già affermati.
Spesso parte da lontano, da profili giovani, osservati e studiati con attenzione. È proprio in questo contesto che emerge un nuovo nome: Kaique Kenji Takamura Correa, esterno offensivo classe 2006 del Cruzeiro.
Un profilo ancora poco conosciuto in Europa, ma che nelle ultime settimane ha iniziato a circolare con insistenza negli ambienti biancocelesti.
Un talento che accende la curiosità
Non si tratta di una trattativa concreta, almeno per ora.
Ma il nome di Kaique è stato proposto nella “talent room” della Lazio, dove vengono valutati i prospetti più interessanti per il futuro.
A colpire sono soprattutto:
le clip video sempre più diffuse
le relazioni tecniche positive
la crescita precoce nel calcio professionistico
Un mix che ha attirato l’attenzione degli osservatori.
Caratteristiche: ala moderna e imprevedibile
Kaique è un’ala sinistra naturale, ma con piede destro.
Il suo stile ricalca quello degli esterni offensivi moderni:
parte largo
punta l’uomo
rientra per creare superiorità
Le sue qualità principali:
dribbling nello stretto
accelerazione
tecnica pulita
Un giocatore “elettrico”, capace di accendere la giocata in qualsiasi momento.
Non solo talento: già esperienza tra i grandi
Nonostante la giovane età, Kaique ha già fatto passi importanti:
debutto tra i professionisti
prime esperienze internazionali
personalità nei momenti difficili
La relazione scout lo definisce:
👉 “profilo prioritario U21”
Un’indicazione chiara sul potenziale e sui margini di crescita.
Il fattore strategico: doppio passaporto
Un elemento da non sottovalutare è il suo profilo internazionale.
Kaique possiede:
passaporto brasiliano
passaporto giapponese
origini italiane
Un mix che può diventare fondamentale per questioni di lista e tesseramenti futuri.
Un nome per il futuro della Lazio?
La domanda è inevitabile: può essere un colpo in prospettiva?
Oggi la fascia sinistra ha un punto fermo in Mattia Zaccagni, ma il calcio moderno impone di guardare avanti.
Kaique rappresenta:
un investimento
una scommessa
una possibile alternativa futura
Nessuna trattativa, ma interesse concreto
Al momento non c’è alcuna trattativa avanzata.
Ma l’interesse c’è, ed è concreto.
La Lazio continua a monitorare il profilo, pronta eventualmente a muoversi se le condizioni diventeranno favorevoli.
Conclusione
Kaique Kenji è uno di quei nomi che non fanno rumore, ma che possono diventare importanti nel tempo.
Un talento giovane, ancora tutto da scoprire, ma già capace di attirare l’attenzione.
E la Lazio, ancora una volta, guarda lontano.
❓ Ti piacerebbe un colpo giovane così o serve subito esperienza? Scrivilo nei commenti 👇
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La stagione della Lazio continua a essere segnata dagli infortuni. A intervenire sulla situazione è l’osteopata Riccardo Bianchini, che ha analizzato i problemi fisici dei biancocelesti lanciando un chiaro allarme.
“Troppi infortuni, serve una gestione migliore”
Il dato è pesante: 43 infortuni stagionali.
Un numero che, secondo Bianchini, non può essere casuale:
“Sono troppi, serve una gestione migliore per evitare ricadute”.
Un tema centrale soprattutto in un momento decisivo della stagione, dove la Lazio si gioca ancora obiettivi importanti.
Recuperi lenti: i casi Vecino e Basic
Tra i problemi evidenziati, anche i tempi di recupero:
Matías Vecino
Toma Basic
Due situazioni che, secondo l’analisi, hanno mostrato difficoltà nel rientro e gestione non ottimale.
Un segnale che apre interrogativi sul lavoro fisico e sulla prevenzione.
Il caso Zaccagni: recupero rapido ma attenzione
Focus particolare su Mattia Zaccagni, tornato in campo contro la Fiorentina.
Bianchini ha sottolineato:
“Rientro rapido nonostante una lesione non grave”.
Un recupero positivo, ma legato a una situazione specifica:
👉 squilibri posturali dovuti all’alluce
Un dettaglio tecnico che può influire sulle prestazioni e aumentare il rischio di ricadute.
Marusic e i problemi muscolari
Altro caso analizzato è quello di Adam Marušić, alle prese con problemi muscolari ricorrenti.
Una condizione che evidenzia una fragilità fisica da monitorare con attenzione.
Momento decisivo: serve equilibrio
Secondo Bianchini, la Lazio deve ora trovare il giusto equilibrio:
gestione dei carichi
prevenzione
recuperi completi
Per evitare nuovi stop in un momento cruciale della stagione.
Coppa Italia nel mirino
Con la semifinale contro l’Atalanta all’orizzonte, la condizione fisica diventa determinante.
La Lazio ha bisogno di:
👉 giocatori al 100% 👉 continuità fisica 👉 meno emergenze
Per poter competere davvero.
Conclusione
Le parole di Bianchini mettono in luce un problema evidente: gli infortuni stanno condizionando pesantemente la stagione della Lazio.
Ora serve una gestione più attenta per evitare ulteriori complicazioni.
❓ Secondo te è solo sfortuna o c’è un problema di preparazione? Scrivilo nei commenti 👇
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Alessio Furlanetto nasce a Motta di Livenza il 7 febbraio 2002. Portiere, cresce calcisticamente nel settore giovanile biancoceleste. Dopo aver fatto tutta la trafila con la maglia della Lazio, vive le esperienze in prestito con Renate e Fermana. Vanta quasi 50 presenze in Serie C.
Il portiere Alessio Furlanetto ha riportato la rottura del legamento crociato durante un allenamento, un infortunio gravissimo che lo terrà fuori per diversi mesi.
Un’assenza pesante che complica ulteriormente la situazione di una squadra già falcidiata dagli stop fisici.
Emergenza totale: 43 infortuni stagionali
Con lo stop di Furlanetto, il numero totale degli infortuni stagionali della Lazio sale a quota 43.
Un dato impressionante, che fotografa una stagione segnata da problemi continui:
infortuni muscolari
ricadute
stop traumatici
Una vera emergenza che ha condizionato pesantemente le scelte di Maurizio Sarri.
Gerarchie stravolte tra i pali
La situazione in porta diventa ora delicatissima:
Ivan Provedel è fuori
Furlanetto era il terzo portiere ma anche alternativa interna
titolare resta il giovane Motta
Una condizione di emergenza totale in un momento chiave della stagione.
Idea Berardi: soluzione d’esperienza
Per correre ai ripari, la Lazio ha contattato lo svincolato Alessandro Berardi, ex Verona e profilo già vicino all’ambiente biancoceleste.
L’obiettivo è chiaro:
👉 avere un portiere affidabile fino a fine stagione 👉 evitare rischi legati all’utilizzo dei giovani
Il problema regolamento
C’è però un ostacolo non banale.
Il regolamento blocca i tesseramenti dopo il 31 marzo, rendendo complicato l’inserimento di nuovi giocatori.
La società sta valutando tutte le possibili soluzioni per ottenere una deroga o trovare un’alternativa interna.
Un segnale della stagione
L’infortunio di Furlanetto è l’ennesimo episodio di una stagione segnata dalla sfortuna.
Una Lazio che:
cambia continuamente formazione
perde pezzi fondamentali
fatica a trovare continuità
E ora deve gestire anche un’emergenza tra i pali.
Conclusione
Il crociato di Furlanetto complica ulteriormente il finale di stagione della Lazio.
La soluzione Berardi resta sul tavolo, ma molto dipenderà dai regolamenti e dalle tempistiche.
Nel frattempo, tutte le responsabilità ricadono su Motta.
❓ Secondo te la Lazio deve prendere Berardi o puntare sui giovani? Scrivilo nei commenti 👇
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Mario Gila durante un match della Lazio: i due giocatori potrebbero essere ceduti a gennaio per garantire liquidità al club.
Sorrisi a metà per Maurizio Sarri nell’allenamento odierno a Formello. A pochi giorni dalla delicata trasferta del Maradona contro il Napoli, e con la testa che inevitabilmente vola anche alla semifinale di ritorno contro l’Atalanta, il tecnico biancoceleste riabbraccia due pedine importanti per la difesa, ma deve fare i conti con qualche affaticamento di troppo nel reparto offensivo.
Rientri fondamentali: si rivedono Gila e Gigot
La notizia migliore di giornata è il ritorno in gruppo di Mario Gila. Lo spagnolo era fermo dalla sfida contro il Bologna, bloccato da un’infiammazione al tendine rotuleo del ginocchio sinistro. L’obiettivo primario è averlo al top per la Coppa Italia contro l’Atalanta, ma proverà a stringere i denti per strappare una convocazione già per Napoli.
Fine del calvario anche per Samuel Gigot: il difensore francese, che non si allenava con la squadra addirittura dal ritiro estivo, ha svolto l’intera seduta con i compagni. Essendo inserito nella lista per la Serie A, potrebbe finalmente strappare la sua prima convocazione in questo finale di stagione.
Gestione e infermeria: Maldini a rischio, Marusic spera nel miracolo
Meno confortanti le notizie sul fronte offensivo. Daniel Maldini non si è allenato con il resto del gruppo: a soli due allenamenti dalla rifinitura, l’attaccante rischia seriamente di essere preservato per non forzare la mano. Sicuro assente, invece, Adam Marusic. Il montenegrino è alle prese con una lesione di basso grado al polpaccio: salterà il Napoli e serve un recupero lampo (in cui il giocatore spera fortemente) per esserci a Bergamo.
Non è al 100% neanche Luca Pellegrini, che a Napoli andrà in panchina esattamente come successo a Firenze, pronto a subentrare in caso di necessità.
Le rotazioni di Sarri al Maradona
Per evitare ricadute muscolari in un momento così fitto di impegni, Sarri confermerà la staffetta scientifica dei minutaggi. In cabina di regia Danilo Cataldi viaggia verso una maglia da titolare, mentre in difesa Patric entrerà solo a gara in corso. Ballottaggi aperti negli altri reparti, con un’alternanza già programmata tra Basic e Dele-Bashiru a centrocampo, e doppie staffette sugli esterni d’attacco tra Isaksen-Cancellieri a destra e Zaccagni-Noslin a sinistra.
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Archiviata con amarezza la trasferta del Franchi contro la Fiorentina, per la Lazio non c’è tempo di fermarsi a riflettere. I biancocelesti di Maurizio Sarri sono attesi da un altro esame delicatissimo lontano dall’Olimpico: sabato 18 aprile alle ore 18:00, la squadra scenderà in campo allo Stadio Diego Armando Maradona contro il Napoli. Un match fondamentale per la 33esima giornata di Serie A, che farà da crocevia prima della decisiva semifinale di ritorno di Coppa Italia.
Ad assistere il direttore di gara friulano ci saranno i guardalinee Lo Cicero e Cecconi, mentre il ruolo di Quarto Ufficiale è stato affidato a Feliciani. Molta attenzione, come sempre, sarà rivolta alla sala video: al VAR è stato designato Di Bello, che sarà supportato dall’AVAR Meraviglia.
Il riepilogo della squadra arbitrale:
Arbitro: Zufferli
Assistenti: Lo Cicero – Cecconi
IV Uomo: Feliciani
VAR: Di Bello
AVAR: Meraviglia
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Nuovo intervento durissimo del presidente della Lazio, Claudio Lotito, che torna a scuotere il sistema calcio italiano con dichiarazioni forti e senza filtri.
Parlando della situazione della FIGC, Lotito ha messo nel mirino non solo la Federazione, ma anche il ruolo del Parlamento e la gestione complessiva del movimento.
“Il Parlamento ha abdicato”
Il passaggio più pesante riguarda proprio la politica:
“Mi spiace constatare che il Parlamento ha abdicato ai propri ruoli con la scusa dell’autonomia dello sport”.
Secondo Lotito, il problema non è l’autonomia del calcio, ma il fatto che manchi una vera regolamentazione:
“Le leggi si scrivono in Parlamento, poi ci sono le norme interne della Federcalcio”.
Un’accusa diretta alla mancanza di governance e controllo.
“Calcio fermo a un modello superato”
Lotito ha poi attaccato il sistema attuale, definendolo anacronistico:
“Oggi seguiamo regole previste in un calcio romantico, dove c’era il patron che metteva i soldi e andava tutto bene”.
Un modello ormai superato, secondo il presidente biancoceleste, in un calcio moderno fatto di:
interessi globali
visibilità internazionale
impatti economici e mediatici enormi
Il tema procuratori: “Siamo fuori controllo”
Altro punto centrale è quello delle commissioni agli agenti:
“Con Tavecchio avevamo imposto il limite del 3%. Oggi siamo al 20% tra agente e intermediazione”.
Un dato che, secondo Lotito, dimostra la perdita di controllo del sistema:
“Dove si è mai visto che uno va dall’avvocato e lo paga la controparte?”
Un paragone forte, che evidenzia le distorsioni del mercato.
L’equilibrio di potere nel calcio
Lotito ha poi analizzato la struttura decisionale del calcio italiano:
34% dilettanti
20% calciatori
10% allenatori
“Se si compattano decidono i dipendenti”.
Una situazione che, secondo lui, rende il sistema bloccato e basato su compromessi.
Il piano: commissario FIGC
La soluzione proposta resta quella già anticipata:
👉 un commissario di alto profilo internazionale
“Serve un commissario con una commissione sportiva. In meno di un anno si sistemano i problemi”.
Un progetto ambizioso, che punta a riformare rapidamente il sistema.
Il dialogo con Infantino
Lotito ha anche rivelato un confronto con Gianni Infantino, segno di una visione che va oltre i confini nazionali.
Un dettaglio che rafforza l’idea di una strategia più ampia, anche a livello internazionale.
Conclusione
Le parole di Lotito rappresentano un attacco frontale al sistema calcio italiano.
Tra politica, FIGC e gestione economica, il presidente della Lazio chiede una rivoluzione totale.
E rilancia con forza l’idea di un commissariamento.
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