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Gila e Romagnoli, difesa a rischio rivoluzione: cosa può succedere nel futuro della Lazio

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Maurizio Sarri durante l'allenamento a Formello vigilia Lazio Genoa 2026

Il futuro di Mario Gila e Alessio Romagnoli è diventato un tema centrale nella pianificazione della prossima Lazio. Entrambi i difensori hanno il contratto in scadenza nel 2027, ma secondo diverse ricostruzioni il loro domani in biancoceleste non sarebbe affatto scontato, con l’ipotesi di una vera e propria rivoluzione nel reparto arretrato a partire dalla prossima estate.

La stagione ha mostrato luci e ombre. Nella prima parte del campionato la Lazio aveva messo in fila numeri difensivi molto positivi, con diversi clean sheet e una buona capacità di tenere lontani gli avversari dall’area di rigore. Successivamente, complici cambi di mercato, l’uscita di alcune pedine chiave a centrocampo e qualche tensione interna, la fase di non possesso ha perso compattezza, portando a una serie di partite con troppi gol subiti.

Nelle ultime gare il trend sembra essere migliorato, con nuove partite concluse senza reti al passivo e segnali di ritrovata solidità. Tuttavia, sullo sfondo resta il nodo del futuro dei singoli interpreti. Per Gila, difensore spagnolo classe 2000, non mancano gli estimatori: si parla da tempo di interessi concreti da parte di Inter e soprattutto Milan, dove la sua figura sarebbe particolarmente apprezzata a livello dirigenziale.

La situazione contrattuale di Gila è resa più complicata da una clausola pesante: in caso di cessione, la Lazio dovrebbe versare al Real Madrid il 50% dell’incasso, in virtù degli accordi siglati al momento dell’acquisto. Questo elemento costringe il club a valutare con attenzione eventuali offerte, perché solo metà del ricavato resterebbe effettivamente nelle casse biancocelesti, imponendo una riflessione profonda su prezzo minimo e tempistiche.

Per quanto riguarda Romagnoli, il discorso è diverso ma altrettanto delicato. Arrivato come perno esperto della difesa e simbolo di una scelta di cuore, il centrale ha rappresentato un riferimento importante nello spogliatoio. Tuttavia, si moltiplicano i rumor su possibili cambiamenti e sulla volontà del giocatore di valutare scenari differenti se il progetto non dovesse risultare all’altezza delle ambizioni. Anche per lui, l’estate potrebbe diventare un crocevia.

Alla luce di questi elementi, non è escluso che la Lazio debba intervenire in modo massiccio sulla difesa nella prossima finestra di calciomercato. Si parla già dell’arrivo di profili come Pedraza per la corsia sinistra e di altri nomi seguiti dagli osservatori biancocelesti, in uno scenario che somiglia molto a una rifondazione del reparto. L’obiettivo sarà mantenere un livello competitivo alto, garantendo continuità a quanto di buono visto nelle fasi migliori della stagione, senza però farsi trovare impreparati nel caso in cui Gila e Romagnoli decidano di cambiare aria.

Per i tifosi, l’idea di perdere due colonne potenziali come Gila e Romagnoli è difficile da digerire, ma la storia recente del calcio insegna che i cicli difensivi si aprono e si chiudono con rapidità. La chiave sarà la capacità del club di anticipare i tempi, monetizzare eventualmente le cessioni e reinvestire con intelligenza su profili giovani ma già pronti per la Serie A. In questo senso, l’equilibrio tra esperienza e rinnovamento sarà determinante per non compromettere la competitività della Lazio nelle prossime stagioni



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