La pausa per la nazionale è in piena attività dove l’Italia prima affronterà fuori casa la Bosnia nella giornata di Venerdì 15 Novembre per poi ospitare l’Armenia Lunedì 18 Novembre 2019.
Il campionato dunque riprenderà da Sabato 23 ma le biglietterie hanno cominciato a mettere i tagliandi in vendita. La Lazio dunque si recherà sul campo del Sassuolo cercando di continuare la striscia positiva di risultati in nella Serie A. Il Sassuolo ha diramato i prezzi dei tagliandi per il settore ospiti, comunicato apparso sul sito ufficiale della Lazio:
La S.S. Lazio comunica che, sono stati messi in vendita i tagliandi per la gara di campionato Sassuolo – Lazio. Questi i dettagli della vendita: – Gara: Sassuolo – Lazio – Domenica 24 novembre ore 15:00 – Mapei Stadium – Città del Tricolore – Prezzi del settore ” Ospiti ” tribuna nord, capienza 4.000 posti: – INTERO €. 35 più diritto di prevendita – Fine vendite ore 19:00 di sabato 23 novembre – Circuito ricevitorie: Vivaticket
Per acquistare il tagliando e per entrare allo stadio, sarà necessario esibire un documento valido di riconoscimento.
Il tagliando acquistato nel settore Nord non sarà cedibile.
Non saranno attive promozioni
Con riferimento, inoltre, a quanto disposto dalle determinazioni dell’Osservatorio Nazionale sulle Manifestazioni Sportive n.
14/2007 dell’8 marzo 2007 (introduzione striscioni e simili negli impianti sportivi), Vi comunichiamo gli indirizzi dove si
potranno far pervenire le richieste entro i termini fissati dalle vigenti disposizioni. Clicca qui per scaricare il modulo.
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Eddy Reja attuale allenatore della nazionale albanese è stato intervistato da Panorama Sport. L’ex allenatore della Lazio ha parlato di tante cose e soprattutto il suo periodo alla Lazio.
In particolare Eddy Reja ha voluto soffermarsi su Miro Klose definito il migliore giocatore che abbia mai allenato. Il tecnico friulano ha spiegato il motivo. “Klose è un calciatore forse non eccezionale dal punto di vista tecnico, ma stiamo parlando di un calciatore molto intelligente. Soprattutto nella fase offensiva. Quando attaccava gli spazi era micidiale. È stata un’esperienza molto positiva averlo in squadra”.
Il momento migliore della sua carriera da allenatore è legato alla Lazio. Eddy Reja infatti considera il derby vinto al 93’ il più bel ricordo da allenatore anche perché la Lazio veniva da una lunga serie di Derby dove non aveva trovato il successo. “Uno dei ricordi più belli in Italia, che secondo me rimane un successo storico, è quello del derby Lazio-Roma. Quella volta la decise proprio Klose al minuto 93′. Un vero e proprio momento di euforia, rimarrà per sempre nella mia mente ma soprattutto nel mio cuore”.
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Il direttore della comunicazione Arturo Diaconale lo scorso maggio aveva invitato il sindaco di Roma, Virginia Raggi a Formello per presentare il piano del nuovo stadio. Si diceva che per l’inaugurazione del nuovo centro sportivo la Raggi sarebbe stata invitata e in quella occasione la Lazio avrebbe presentato il suo progetto. Si parlava di giugno. Poi la cosa è slittata ad agosto, poi settembre.
Siamo a novembre e ancora nulla. Il progetto Stadio delle Aquile non è stato ancora presentato, nonostante le dichiarazioni di Arturo Diaconale. Ancora una volta promesse disattese. Eppure sembrava tutto pronto, la zona, di proprietà di Lotito, il progetto ammodernato le richiesta del comune di mezzi di trasporto. Da Formello trapelava ottimismo. Talmente tanto che Claudio Lotito si era lasciato andare affermando che “La Lazio costruirà lo stadio prima della Roma”.
Purtroppo parole al vento. E’ vero il progetto della Roma è stato bloccato, ma la proprietà giallorossa sta provando a consegnare un nuovo progetto in tempi brevi mentre di quello della Lazio si sono perse le tracce. A Formello non si parla più di Stadio di proprietà. Un peccato perché visto lo Stadio Olimpico e le difficoltà di vedere una partita in uno stadio così vecchio sarebbe stato ideale.
La Juve ha avuto un impulso importante dal nuovo stadio e uno stadio, moderno, pensato per i tifosi aumenterebbe decisamente i ricavi dal botteghino e non solo. Ovviamente in uno stadio di proprietà si possono fare negozi, cinema e aumentare le fonti di guadagni non solo nel giorno della partita ma 7 giorni alla settimana. Insomma per una società come la Lazio che fa fatica a fare utili ci sarebbe una soluzione pronta a portata di mano. Senza dimenticare vendere il nome dello stadio ad uno sponsor, come la Juve che da Allianz ricava 6,5 milioni di Euro all’anno.
Purtroppo però il progetto non è stato ancora presentato, è solo un ritardo dovuto ad imprevisti o Claudio Lotito non aveva mai avuto intenzione di muoversi per lo Stadio?
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Zlatan Ibrahimovic ha detto ufficialmente addio ai Los Angeles Galaxy. Sui social Ibra ha ringraziato a modo suo
“Sono venuto, ho visto, ho conquistato, grazie LA Galaxy per avermi fatto sentire vivo di nuovo. A voi tifosi del Galaxy, volevate Zlatan e io vi ho dato Zlatan, orego, la storia continua…e adesso potete tornare a guardare il Basball”
Per Ibrahimovic si parla di un ritorno in Serie A. Tanti club sarebbero interessati a lui. Il Bologna avrebbe inviato una offerta e Walter Sabatini poco tempo fa aveva detto che ci sono buone chance che lo svedese accetti.
La Gazzetta dello sport invece continua a spingere Ibrahimovic al Milan, convinto che il suo arrivo rilancerebbe i rossoneri. Anche se in la con gli anni Zlatan farebbe comodo a tante squadre. La Juve però si è già tirata fuori dichiarando che non rientra nei loro obiettivi
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Conclusa il terzo step prima delle nazionali con la dodicesima giornata di Serie A, la Lazio si trova 3 in classifica a pari punti con uno strabiliante Cagliari. Ma dati alla mano, i biancocelesti occupano attualmente la seconda posizione della classifica su Pali e Traverse colpite. Come vi ricorderete certamente, la seconda giornata di campionato è stata protagonista con un derby tra le romane nel quale sia i giallorossi che i biancocelesti hanno colpito più volte i legni della porta avversaria.
Di seguito la classifica fino ad ora:
Colpiti
Subiti
1
NAPOLI
9
5
2
HELLAS VERONA
8
7
2
LAZIO
8
4
4
INTER
7
2
4
ROMA
7
7
6
BOLOGNA
5
3
6
GENOA
5
2
6
MILAN
5
5
9
ATALANTA
4
3
9
JUVENTUS
4
5
9
SASSUOLO
4
6
12
PARMA
3
2
12
SAMPDORIA
3
2
12
UDINESE
3
3
15
CAGLIARI
2
5
15
FIORENTINA
2
5
15
LECCE
2
3
18
BRESCIA
1
4
18
SPAL
1
8
18
TORINO
1
3
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Domenico Berardi sarà il grande assente di Sassuolo Lazio prevista per Domenica prossima. L’attaccante della Nazionale infatti ha già risposto di no alla chiamata di Mancini infatti, lo staff del Sassuolo ha riferito che l’attaccane neroverde ha riportato una lesione dell’adduttore della gamba sinistra. Dovrà stare fuori almeno tre settimane e inevitabilmente sarà costretto a saltare Sassuolo Lazio e anche Juve Sassuolo. Gli emiliani sono tornati oggi a lavoro per preparare la sfida contro la banda Inzaghi senza pero il loro bomber
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Controlli in Paideia per Stefan Radu, fermo per una lesione muscolare di primo grado.
Sta meglio, dovrebbe farcela per la trasferta con il Sassuolo, in programma domenica 24 novembre. Probabili esami anche per Adam Marusic, si era stirato il giorno successivo alla partita con il Milan durante la seduta di scarico. Gli accertamenti di oggi serviranno a valutare il processo di recupero dei due calciatori.
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TAMPERE, FINLAND - SEPTEMBER 08: Francesco Acerbi of Italy in action during the UEFA Euro 2020 qualifier between Italy and Finland at Tampere stadium (Ratina stadium) on September 8, 2019 in Tampere, Finland. (Photo by Claudio Villa/Getty Images)
Francesco Acerbi è intervenuto in conferenza stampa da Coverciano. Il difensore biancoceleste ha trovato l’ennesima convocazione di Roberto Mancini per la nazionale italiana.
I debuttanti
“Devo fare i complimenti a loro, sono forti e giovani. Castrovilli è sotto gli occhi di tutti, immaginavamo che potesse arrivare la sua occasione. Cistana l’ho conosciuto 2-3 anni fa, lo feci allenare con il mio preparatore Simone Loria a Forte dei Marmi. In due anni l’ho trovato in A al Brescia. Ha grande voglia, umiltà, perché ha avuto dei problemi andando in prestito e facendosi male. Questa è una convocazione più che meritata, sono proprio contento per lui. Poi deve andare avanti così, ha fatto poche partite in A, deve crescere”.
La personalità dentro e fuori dal campo
Io faccio quel che mi dicono di fare, ci sono persone che devo rispettare, come nella società. Noi siamo pagati da loro, punto. Personalità ce nè in campo, fuori decide il club: se fai il contrario sei libero di farlo, ma poi accetti le conseguenze. Io non ho problemi di personalità, ho una palla (ride, ndr)”.
Posto fisso in Nazionale?
“Io non ho mai pensato al posto fisso, non ce l’ho. Cerco di dare sempre il meglio per dei motivi, per me stesso, per migliorarmi. Per fare sì che l’allenatore non abbia idea di potermi cambiare, nella Lazio. In Nazionale ci sono tanti ottimi giocatori, manca Chiellini che è una colonna internazionale, io con i piedi per terra penso che ogni opportunità sia una finale. Giocando gli errori ci possono stare”.
Il famoso Italia-Svezia e la mancata qualificazione di due anni fa…
“La qualificazione mancata ero a vederla a casa di un amico, me la ricorderò sempre. A fine partita ero incredulo, speravo sempre che facesse gol qualcuno, invece non è successo e ci sono rimasto veramente male. È una cosa passata, siamo agli Europei e bisogna guardare avanti. Giusto prendere spunto dagli errori, ma andare avanti”.
Ciro Immobile?
“È un amico, un grande attaccante, ora bisogna preservarlo. Spero faccia ancora un sacco di gol, è importante nella Lazio. Pure quando ne ha fatti qualcuno in meno. Se andasse avanti con questo ritmo sarebbe da Pallone d’Oro. Speriamo continui così, merita tante gioie”.
La Bosnia contro l’Italia può vincere?
“Andiamo in uno stadio piccolo, 15 mila spettatori. Non sono passati ma hanno la Nations League, noi vogliamo dimostrare e continuare a vincere. È un campo ostico, difficile, rischi di fare una brutta figura e non vogliamo”.
Lazio e Nazionale, la differenza?
“Costruiamo a tre, mi piace il ruolo, lo faccio ogni tanto nella Lazio, mi piace essere propositivo. Ma il mio compito è cercare di difendere bene, io ho sempre giocato, mi piace stare nel vivo del gioco”.
“Stiamo facendo grandi cose in campionato, quattro vittorie di fila. Peccato per l’Europa League, non è detta l’ultima parola, ma dovevamo e potevamo fare qualcosa di più, io in primis. Questo ci lascia con l’amaro in bocca, il campionato non finisce domani. Noi puntiamo alla Champions perché abbiamo tanti giocatori forti, siamo amalgamati. Speriamo che a maggio sia così. La nostra squadra è forte, gli alti e bassi che c’erano erano preoccupanti. Queste quattro vittorie devono essere il punto di partenza, ci sono state delle partite in cui vincevi e poi andavi a perdere in malo modo. Questa è la strada giusta, abbiamo dimostrato continuità. Peccato ci fosse la pausa, meritiamo il terzo posto. La continuità ti porta ai risultati”.
Bosnia-Italia, Dzeko come avversario
“Per me è un derby. Poi deciderà il mister. È uno dei migliori attaccanti in circolazione, ha destro, sinistro, colpo di testa, controllo, profondità. Lo dimostra che, all’andata, da solo, metteva in apprensione i difensori. Ci sono altri grandi giocatori, come Pjanic a centrocampo. È una partita difficile. Giocheranno per la vittoria, anche noi”.
Il gol a Sirigu. Ci hai parlato da quel giorno?
“Non mi saluta da tre giorni (ride, ndr). In quella partita avevo già pensato di tirare, ero molto libero nella zona di metà campo. Ho tirato ed è andata bene. Qualche anno fa calciavo di più, ora vedendo Luis Alberto, Milinkovic, meglio passarla va’, fanno loro la differenza. Poi dipende dagli avversari, ora anche le piccole pressano e ti fanno giocare poco. Si vede, il Lecce ci ha messo in difficoltà”.
Difesa?
“Di per sé è un’ottima difesa, poi si difende come squadra, nessuno ha mai difeso quattro contro cinque. Siamo in undici, si difende tutti, si attacca in altrettanti. Giochiamo e ci divertiamo, tutti insieme. Il difetto è che bisogna sempre migliorare, non siamo tutti i giorni con il mister. Ogni allenatore di club può modificare l’aspetto difensivo, questo potrebbe influenzare. Sappiamo tutti come si dovrebbe fare per difendere. Oramai siamo grandi”.
Punti su cui bisogna migliorare?
“Non siamo tutti i giorni insieme, questa è probabilmente la cosa che manca”.
Delegazione al Bambin Gesù…
“Io ci sono, siamo in tre oltre al mister. Sono molto contento di esserci. L’altra volta mi è venuto spontaneo, per me era giusto una volta che vai – e non ci vai spesso – salutare tutti, vederli tutti, stare con loro. Alla fine ci stai cinque-dieci minuti in più, non succede nulla”.
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Riccardo Montolivo lascerà il calcio giocato anche se le sue ultime presenze con la maglia rossonera mancano da anni. Il centrocampista ex viola si sfoga ai microfoni sportivi descrivendo la sua situazione ma sopratutto il trattamento ricevuto da Maldini ed il Milan:
«Mi facevano allenare da solo, partecipavo solo al torello. Nelle partitelle tra la prima squadra e le riserve giocavo sempre con le seconde e venivo impiegato in tutti i ruoli tranne nel mio» .
Nessuna squadra si è fatta avanti con una proposta seria mandando in depressione il giocatore che ha scelto di smettere con il pallone: «Mi hanno condannato a smettere. E non ho avuto neppure la possibilità di salutare i tifosi dopo sette anni».
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La Lazio vuole provare a blindare i giocatori chiave, dopo Milinkovic, Correa e Caicedo Igli Tare punta al rinnovo di Luiz Felipe.
Igli Tare ci aveva puntato da tempo, prelevandolo dalla Serie C brasiliana e parcheggiandolo alla Salernitana. Luiz Felipe è cresciuto e a Roma si sta confermando. Solo qualche infortunio di troppo ha rallentato la sua ascesa ma il brasiliano è sicuramente un giocatore importante per Simone Inzaghi. Nonostante nelle ultime partite abbia giocato meno del previsto, e questo gli è costato momentaneamente la nazionale under 21 brasiliana, la Lazio punta su Luiz Felipe.
Del resto il brasiliano può giocare in tutti i ruoli della difesa a 3 di Simone Inzaghi, può fare il centro destra, il centrale e il centrosinistra. Tutti e tre i ruoli senza perdere qualità. Domenica contro il Lecce una sua incursione ha portato al goal del 1-0 di Correa perché Luiz Felipe come molti difensori brasiliani è bravo palla al piede e dotato di tecnica sopraffina, per questo Simone Inzaghi lo ha fatto giocare centrale per essere il regista arretrato della Lazio.
Il suo contratto scade nel 2022 ma Igli Tare non vuole correre rischi e vorrebbe allungare il contratto fino al 2024. Luiz Felipe percepisce 500 mila euro al momento ma il suo stipendio è destinato a crescere. Il primo appuntamento per discutere il rinnovo non è stato decisivo, le parti si rincontreranno a gennaio per chiudere il rinnovo. Luiz Felipe è felice a Roma, orgoglioso e contento di giocare per la Lazio, squadra che gli ha dato tanto credendo in lui da giovanissimo.
Non ha intenzione di andare via dalla capitale, il rinnovo è vicino, un altro piccolo tassello per il futuro della Lazio.
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L’ex capitano della Lazio, Stefano Mauri, è tornato a parlare della situazione in casa Lazio dopo l’ottima vittoria in campionato contro il Lecce e la sconfitta, in attesa contro il Celtic in casa.
Stefano Mauri elogia il lavoro di Simone Inzaghi in grado di raddrizzare la situazione che prima di Lazio-Atalanta sembrava quasi disperata “Lazio sta facendo un buonissimo campionato, anche se fino a due settimane fa parlavamo in modo diverso. Dal secondo tempo con l’Atalanta e soprattutto con la vittoria di Firenze, la squadra di Inzaghi ha cambiato rotta ed ha iniziato a badare al sodo. E’ riuscita a vincere gare anche in maniera sporca, mentre nelle prime di campionato sembrava dovesse stravincere sempre per poi perdere punti”.
Importante per una squadra vincere le partite combattute e contro squadre ostiche come Torino e Fiorentina. Purtroppo però in Europa League le cose non stanno andando bene per Stefano Mauri il motivo è abbastanza chiaro: “Le difficoltà in Europa dipende dall’inserimento di alcune secondo linee ma non solo. Le gare giocate, comunque, hanno dimostrato che la Lazio è superiore alle altre tre. Alcuni evidenti limiti di mentalità e difensivi hanno fatto il resto. A volte sembra quasi che giocare l’Europa League sia un peso, sembra le gare vengano preparate con uno spirito diverso partendo da presupposto di essere superiore”.
L’ex capitano della Lazio ha anche parole per Valon Berisha, considerato un grande acquisto lo scorso anno e adesso al margine della rosa. “Situazione particolare, non è tranquillo, dopo un anno e mezzo avrebbe già dovuto farci vedere le sue qualità – ha ammesso Mauri -. Ancora oggi non abbiamo capito del tutto caratteristiche e ruolo preciso. Dispiace, quello che abbiamo visto con il Salisburgo era un altro giocatore. Ora il tempo a disposizione è quasi finito”
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ROME, ROMA - OCTOBER 16: SS Lazio coach Simone Inzaghi during the Serie A match between SS Lazio and Bologna FC at Stadio Olimpico on October 16, 2016 in Rome, Italy. (Photo by Getty Images/Getty Images)
Come può cambiare una stagione in poche partite. Prima di Lazio-Atalanta la squadra di Simone Inzaghi era a 5 punti dai bergamaschi e 2 dalla Roma. Fonseca secondo alcuni giornali era già candidato al premio allenatore dell’anno mentre Simone Inzaghi era prossimo all’esonero. 3 settimane dopo la situazione è cambiata in modo incredibile.
La Lazio nonostante una serie di partite veramente complicato contro Torino, Fiorentina, Milan e Lecce si ritrova terza in campionato. La svolta è stata sicuramente il secondo tempo contro l’Atalanta quando la Lazio ha avuto una reazione, quando il gruppo ha dimostrato di seguire ancora fedelmente l’allenatore. Ma la svolta è arrivata anche grazie a due scelte coraggiose di Simone Inzaghi.
Sotto 3-0 ha messo dentro Danilo Cataldi e Patric, non certo Messi e Ibrahimovic. Eppure questi due giocatori, spesso sottovalutati, hanno cambiato la partita. 3 goal in 45 minuti contro la squadra più in forma del momento. Ma anche Firenze è stata una partita importantissima. Dopo la sconfitta, immeritata, contro il Celtic fuori casa ci poteva stare il contraccolpo psicologico, inoltre Inzaghi aveva avuto solo un giorno per preparare la sfida così importante per i biancoazzurri. Invece la Lazio ha vinto, con merito, rilanciandosi in classifica.
Contro il Torino forse la prova più bella, una vittoria rotonda, veramente mai in discussione. A San Siro è stato finalmente infranto il tabu 3 punti importantissimi e una ulteriore iniezione di fiducia. Nel frattempo, nonostante un calendario decisamente più agevole Roma ma soprattutto Napoli e Atalanta perdevano punti per strada. E così dopo la vittoria, sofferta, contro il Lecce la Lazio si è ritrovata con 5 punti di vantaggio dal Napoli e 2 su Atalanta e Roma. Un terzo posto che rilancia le ambizioni della Lazio che, bisogna anche ricordarlo, ha dovuto convivere non solo con un calendario complicato ma anche con qualche emergenza infortunio.
A centrocampo Leiva ha stretto i denti, Marusic ha saltato 3 partite per infortunio, come Radu, Correa e Caicedo non erano al meglio, Immobile ha avuto un affaticamento muscolare. Insomma è vero che la Roma sta attraversando un momento di tanti infortuni ma non è che la Lazio scherzi. Ma la banda di Inzaghi ha ripreso 4 punti ai giallorossi grazie sicuramente alla determinazione ritrovata e alle performance di Luis Alberto, Immobile e il Tucu Correa. In attesa di vedere se il Sergente è finalmente tornato ai propri livelli.
Non è ancora il tempo di festeggiare, questa 5 partite hanno dimostrato che tutto può cambiare nell’arco di poche partite. La Lazio deve continuare a spingere sull’acceleratore per aumentare il distacco.
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Dopo il servizio andato in onda poco tempo fa sul legame della Curva e la Mafia e con ampio focus su “Diabolik” il capo degli Irriducibili assassinato lo scorso 7 agosto la famiglia di Fabrizio Piscitelli rilasciato una nota all’Adnkronos, in cui ha espresso la propria posizione rispetto alla narrazione dei fatti:
“Il servizio è risultato ai nostri occhi ridondante ed approssimativo: ha mostrato (probabilmente per vivacizzare l’attenzione) una nota della questura risalente al 2007 in cui una fonte confidenziale indicava nostro figlio quale mandante dell’illecito subito dal signor Fabrizio Toffolo. A distanza di 12 anni e certi che nostro figlio non ha avuto alcuna condanna per tale fatto criminoso, è d’obbligo chiedersi in ogni caso quanto sia stata attendibile l’eventuale fonte e quanto sia realistico parlare di sicurezza in questo paese.
Eh sì, poiché se fosse stato nostro figlio il mandante come recita la nota della questura, ci si deve domandare perché la stessa e la magistratura non abbiano al tempo proceduto. Ci si chiede altresì se non fosse più opportuno ed onesto, invece, un servizio giornalistico finalizzato ad evidenziare le criticità di un sistema dove la sicurezza altro non è che un’onda da cavalcare in determinati periodi. Noi come genitori attendiamo dalla questura di conoscere invece gli esiti di una indagine certamente complessa ma che vede ancora liberi gli assassini e i mandanti di un efferato omicidio avvenuto in pieno giorno estivo e in un parco pubblico assai frequentato da ogni fascia di età. Riteniamo che nostro figlio, sebbene abbia commesso errori pagati interamente alla giustizia senza avere sconti o permessi premio, sia dal giorno 7 agosto, una vittima.
Aspetto che ci appare sin troppo trascurato e schiacciato dalla morbosità e dalla faziosità che lasciano prediligere quello criminale. Certamente ci adopereremo sempre in tutte le sedi affinché nostro figlio non diventi però il ‘contenitore’ dove poter gettare fatti criminosi che non lo hanno riguardato e per i quali magari non è stato addirittura indagato o per quei fatti che non hanno trovato altre risposte giudiziarie. La sua assenza voluta da assassini che non gli permette di difendersi troverà sempre in noi la voce, quando ciò risulterà con ogni evidenza opportuno. Saremmo grati ai giornalisti e alle istituzioni se venisse considerato e contemplato anche il rispetto per dolore di noi genitori e fratelli che piangono il loro caro, ben consapevoli della sua storia di vita, troppo spesso però amplificata per ragioni che non riteniamo di dover specificare. Auspichiamo che il prossimo servizio o articolo giornalistico porti con sé la nota della Questura indicante gli assassini di Fabrizio”.
Sempre ad Adkronos è arrivata la risposta di Report, il conduttore di Report, Sigfrido Ranucci
“Massimo rispetto per la famiglia di Piscitelli, come per tutti i familiari che hanno perso un figlio a causa della droga e di azioni violente che troppo spesso accompagnano le cronache degli stadi. Nessuna approssimazione da parte dei giornalisti di Report e dell’inviato Federico Ruffo che ha dato semplicemente conto, da buon cronista, di una nota che era all’interno di un verbale della Questura secondo la quale un informatore avrebbe rivelato che il mandante di una delle due gambizzazioni di Toffolo fosse proprio Piscitelli. Lo abbiamo chiesto proprio al diretto interessato il quale ha detto di non sapere chi fosse il mandante e che, se anche lo avesse saputo, non lo avrebbe mai rivelato pubblicamente.
Non serviva certo per vivacizzare un contesto che era ben vivace di suo, visto che si parlava di abbracci incestuosi tra dirigenti di calcio e ultrà e giri di soldi provenienti dal bagarinaggio, di spaccio di droga nelle curve che erano un mercato da conquistare, dove si erano infiltrati anche la camorra ed esponenti della estrema destra, autori di aggressioni e si parlava anche di collegamenti di Carminati con esponenti del tifo della Roma e della Lazio. Siamo con la famiglia nella ricerca della verità come sempre fa Report, che ha realizzato una trasmissione per sensibilizzare l’opinione pubblica sul vento di razzismo e di discriminazione che soffia sempre più sul Paese”.
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Gennaio non è lontano, e gennaio significa calciomercato invernale. Una fase dove di solito, purtroppo, la Lazio non è molto attiva. Il mercato di gennaio non è una finestra che Igli Tare ama, anzi la ritiene difficile dove i prezzi dei giocatori va alle stelle.
La squadra è messa bene in classifica, con un ritocco potrebbe veramente raggiungere l’obiettivo Champions con meno fatica. Ma la Lazio farà qualcosa questa volta? L’impressione è che sia molto difficile. L’obiettivo di Igli Tare a gennaio è vendere, liberarsi di quei giocatori che non rientrano nel progetto tecnico. Non ci dimentichiamo che a Roma c’è ancora Kishna. L’olandese non è neanche in rosa e sta cercando un’altra occasione per rilanciarsi. Anche Ivan Vargic è tornato a Roma ed è in cerca di collocazione. Non sarà facile ma Igli Tare proverà a piazzarli per diminuire il monte stipendi.
Ma anche Joseph Minala è in cerca di sistemazione, il centrocampista che sta giocando, male, con la Lazio Primavera vorrebbe andare a giocare a gennaio cosi come Riza Durmisi, preso solo un anno fa e già fuori dal progetto Inzaghi. Il terzino era stato vicino questa estate a due squadre turche, speriamo si possa concludere la trattativa adesso. La Lazio deve risolvere anche il problema Tiago Cassola respinto dalla Salernitana ma fuori dalla lista della Serie A. Anche lui potrebbe andare in prestito in Serie B.
Poi ci sono Djavan Anderson e Andre Anderson tutti e due a Roma ma senza aver giocato un minuto. Probabile che la Lazio cerchi una sistemazione anche a loro, soprattutto senza Europa League. Poi c’è Valon Berisha, Inzaghi ha detto che a centrocampo la concorrenza è tanta ma l’ex Salisburgo è un giocatore di livello, avrà un’altra chance a Roma?
Chiuso il mercato in uscita cosa farà la Lazio? Senza nessuna cessione non arriverà nessuno, questo è il mantra che arriva da Formello. In caso di cessione di Berisha potrebbe arrivare un sostituto altrimenti la rossa rimarrà questa. Sarà sufficiente per la Champions? Tare è convinto di si….
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File: [Coppi_Fausto.jpg] | Tue, 12 Nov 2019 17:12:15 GMT
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Il ciclista castellanese impreziosisce la Hall of Fame della polisportiva laziale
Dai dolci declivi delle colline tortonesi, immerse nel cuore dell’alessandrino, nasce la storia di una delle leggende più amate, celebrate ed omaggiate dello sport italiano: il ciclista Fausto Coppi, quarto dei cinque figli di Domenico Coppi e di Angiolina Boveri, soldato e atleta che ha dato onore alla Penisola in sella ad una bicicletta, appassionando gli sportivi di tutto il mondo anche instaurando un’affascinante e rispettosa rivalità con il pluricampione Gino Bartali. Il suo nome è legato alla Polisportiva più antica e grande del Vecchio Continente, vestendone l’azzurra casacca dopo il periodo più buio della sua vita.
Ma non corriamo. Eravamo partiti dal Piemonte. Ebbene, Castellania Coppi (il secondo nome la dice lunga sull’importanza del personaggio) vede Fausto frequentare le scuole elementari con scarso profitto, preludio al lavoro agreste nella coltivazione di granturco e vite di famiglia e al trasferimento in una macelleria di Novi Ligure, dove inizierà le consegne proprio in bicicletta, proprio nella città di Biagio Cavanna, noto massaggiatore che lo introdurrà nel giro di corse a Pozzolo Formigaro. Cavanna, “faccia sgherra, fra il gangster e il capitano di ventura” che “del ciclismo sa tutto, anche i delitti”, sarà il primo a intravedere le potenzialità del giovane Fausto (il quale ha nel frattempo comprato, con i risparmi messi da parte e con una somma regalatagli dall’omonimo zio, la sua prima Maino da 520 lire) e gli farà per tanti anni da chioccia, fornendogli consigli e addestramento. Fausto Coppi ha una struttura ossea e muscolare notevolmente fragile, un difetto d’infanzia non di poco conto; il tutto controbilanciato, però, dal formidabile sistema cardiocircolatorio (torace ampio, capacità polmonare di 7,5 litri e 34 pulsazioni cardiache/minuto a riposo), che gli permettevano una resistenza allo sforzo fino ad allora mai osservata in nessun atleta. Le prime gare non sono però incoraggianti, nonostante la presenza di forte potenziale e stoffa da vincente; al debutto, si mette persino la sfortuna, con uno pneumatico che inavvertitamente si sgonfia e costringe il nostro al ritiro. Dopo alcune compatizioni regionali, nel 1938 gareggia con i professionisti nel Giro dei Piemonte, in cui giunge terzo alle spalle di Bartali e Del Cancia. All’evento sportivo presenzia, con attento sguardo da osservatore, il direttore sportivo Pavesi, della “Legnano”. Quello stesso anno Fausto vince ancora la Coppa Canepa a Genova, il Giro del Casentino, i circuiti di Varese e di Susa, e suggella altri importanti piazzamenti a diversi GP. Nel 1940, arriva la grande chiamata dalla “Legnano” (che aveva come leader Bartali), ma nel frattempo riceve la l’ordine di imbracciare le armi, nonostante le licenze per gareggiare e i permessi straordinari. Dopo risultati modesti, al Giro d’Italia, approfittando anche di una serie di incidenti capitati a Bartali, vince la corsa a Modena, qualificandosi come più giovane vincitore della corsa rosa, a soli ventuno anni. Qualche settimana dopo si afferma nell’inseguimento, battendo Introzzi, Leoni e Bizzi e laureandosi campione d’italia. Nei due anni seguenti confermò questa superiorità riconquistando ìl titolo italiano e vincendo tutti gli incontri disputati, ma il Secondo conflitto mondiale era alle porte. Coppi viene imprigionato in Africa dagli inglesi e trasferito al campo di detenzione di Caserta, dove per due anni non salirà su alcuna bici, salvo una modesta due ruote regalatagli da un appassionato della vicina Somma Vesuviana. È la Polisportiva Lazio che lo rimette in sella, sottraendolo, grazie a permessi accordati con il comando militare angloamericano di zona, alla condizione di autista presso il Tenente Towell. Guidata dal Presidente Stinchelli, la Lazio, società protagonista in molteplici sezioni sportive, nella primavera del 1945 tessera il “Campionissimo” nella sezione ciclismo, dove lo seguirà anche il fratello Serse. Tre anni dopo gli ultimi successi arrivano le nuove vittorie con la Lazio Ciclismo: la Coppa Salvioni, la Coppa Candelotti nel Lazio, il circuito degli Assi, il circuito di Ospedaletti e il circuito di Lugano. Alla fine del 1945 conclude la sua esperienza nella Polisportiva e firma per la più prestigiosa Bianchi, appena tornata alle corse. Capitano della mitica squadra e seguito anche dal fratello Serse che sarà suo gregario, darà il via al ciclo di vittorie che lo consacrerà come leggenda: altri quattro Giri d’Italia, dopo il primo conquistato durante il Ventennio, due Tour de France, le maggiori classiche europee e il titolo di Campione del Mondo su strada nel 1953 a Lugano.
Benché nella sua vita vi è stata l’infelice prigionia e gli inizi stentati, il valore di Fausto Coppi sale agli onori della grande cronaca soltanto nel dopoguerra e i giornalisti dell’epoca si destreggiarono nel trovare gli aggettivi più bizzarri, come “corridore soprannaturale”, “sublime” dalla pedalata “aerea”, “perfetta”, persino associato a un airone, a un’aquila, a un gabbiano. L’approccio di Coppi al ciclismo fu del tutto rivoluzionario, ci azzardiamo a definirlo anche scientifico: le sedute presso Centro di medicina sportiva di Milano, dove ricevette la consulenza di medici dal fiorente curriculum, ebbero l’effetto di perfezionare la sua dieta e il suo stile di vita, direzionandolo verso le esigenze di uno sportivo e catechizzando l’allenamento al fine di raggiungere livelli più elevati di resistenza e di velocità. Mise a punto innovazioni per adattare il mezzo e gli accessori (dal telaio della bicicletta al sellino, ai fermapiedi, alle scarpe, agli occhiali, alle maglie, ecc.) alle esigenze fisiologiche e alle caratteristiche di ogni corsa. Questo gli procurò un sorprendente miglioramento nelle medie orarie, passando dai 32 ai 40-42 km/h. Insuperabile passista (dominatore quasi incontrastato nelle prove a cronometro a differenza del suo rivale Bartali), finì per eguagliare e superare quest’ultimo anche come scalatore. Deve alla Lazio il suo ritorno sulle due ruote, dopo che il disastro della guerra e la cattura per mano britannica avevano posto momentaneamente fine ai suoi allenamenti e alla sua crescita professionale. I suoi record restano indelebili pagine dello sport italiano, accompagnate dalle radiocronache dell’epoca (“Un uomo solo al comando; la sua maglia è biancoceleste, il suo nome è Fausto Coppi”, recitava il giornalista Mario Ferretti in riferimento alla casacca di appartenenza della Bianchi) le quali contribuiscono ad impreziosire un immaginario tanto dolce quanto lontano nei ricordi.
Si ringraziano: Laziowiki, Enciclopedia Treccani
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L’allenatore della Lazio Primavera, Leonardo Menichini è intervenuto a Lazio Style Channel per analizzare il momento della squadra. “A Torino abbiamo commesso qualche errore di troppo e regalato molto, è stata una gara orientata da episodi negativi. La situazione non è positiva, ci sono difficoltà in varie zone del campo. Il campionato Primavera 1 è difficile, ci sono squadre di grande qualità che fanno investimenti importanti. I ragazzi hanno sempre dato tutto, non sono mai mancati sotto il profilo dell’impegno. Purtroppo quando si commettono errori decisivi diventa tutto più difficile”.
La Lazio è reduce da 5 sconfitte consecutive e la situazione in classifica si sta facendo complicata visto che è vicino alla zona retrocessione “Lavoriamo però per migliorare, purtroppo quello che proviamo in settimana non riusciamo a ripeterlo la domenica. Subiamo poco, ma abbiamo più difficoltà a fare gol. Dobbiamo lavorare tutti quanti per arrivare meglio alla conclusione. Oggi alla squadra dirò che solo con il lavoro, l’umità e il sacrificio si ottengono i risultati, non esistono altre vie. Capitano certi momenti nel calcio, non bisogna drammatizzare ma stare sempre sul pezzo per cercare di migliorarsi e far girare gli episodi a nostro favore. L’ottimo inizio di campionato non ci ha illusi, ho sempre predicato calma e umiltà. A livello di allenamenti siamo sempre stati sul pezzo.”
Dopo la pausa ci sarà il Derby, una partita che la Lazio deve provare a vincere anche se non parte favorita “Ora dopo la sosta ci sarà il derby. Adesso dobbiamo lavorare bene questa settimana sfruttando la sosta, così da migliorare sotto ogni livello e recuperare qualche infortunato. Alcuni sono partiti per le Nazionali, quando rientreranno prepareremo la partita contro una grande squadra come la Roma. Cercheremo di schierare una formazione che sappia farsi valere, vedremo cosa dirà il campo, l’unico giudice. Viviamo di partita per partita, vedremo più avanti dove arriveremo. Non dobbiamo caricare la squadra di eccessive responsabilità e puntare al meglio”
La Lazio sta facendo grande fatica in fase offensiva ma nelle ultime partite Franco, entrato spesso dalla panchina, ha dimostrato di poter essere un prospetto molto interessante “Franco è un ragazzo interessate, deve migliorare ed ha movimenti importanti in area avversaria. Voglio migliorarlo come difensore, deve diventare più scaltro ma ha margini di miglioramento enormi. Serve sicuramente equilibrio.”
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Antonio Lopez, ex centrocampista della Lazio durante la fine degli anni 70 è intervenuto su Lazio Style Channel per parlare di Lazio-Lecce.
“La vittoria contro il Lecce non era scontata, i salentini hanno messo in difficoltà tutte le big, pareggiando anche contro la Juventus. Giocano bene, è stata una bella partita. Il divario c’è ma non è stato un successo semplice” ha spiegato Lopez.
Il centrocampista che con la Lazio vanta 78 presenze e una rete si è soffermato anche sul momento di forma della prima squadra della capitale “Quattro vittorie di fila non sono poche, soprattutto per le qualità delle squadre battute. Ora bisogna continuare così per la Champions.”
Il giocatore che ha maggiormente colpito Antonio Lopez è il Tucu Correa “Correa è incredibile, ha qualità importanti. Se continuerà a segnare con regolarità, diventerà un top player. Il Tucu può arrivare in doppia cifra, con Immobile forma una coppia atomica. Ciro mi ha stupito, in questi anni ha segnato con una regolarità spaventosa. Bravo Inzaghi a farlo rendere al massimo, Immobile ha sempre avuto il gol nel sangue”.
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Non si spegne la polemica dei salentini che in occasione di Lazio-Lecce hanno visto annullare il gol dopo il calcio di rigore con infrazione al nuovo regolamento.
Tramite il loro sito ufficiale è spuntato un comunicato da parte della società:
L’Unione Sportiva Lecce ribadisce, con fermezza, di aver subito un grave torto arbitrale in occasione della gara di campionato Lazio – Lecce disputatasi in data 10 novembre 2019. In occasione del gol del possibile 2 a 2 realizzato dal calciatore Gianluca Lapadula, dapprima convalidato dal Direttore di gara e poi annullato a seguito dell’intervento del VAR, si è verificata una evidente violazione della Regola 14, punto 2, lettera c del Regolamento del Giuoco del Calcio in base ad una presunta prassi applicativa del Protocollo VAR che ha condotto a un risultato non in linea con la predetta norma. La disposizione stabilisce infatti, in modo chiaro, che il calcio di rigore deve essere ripetuto qualora uno o più giocatori di ciascuna squadra invadano contemporaneamente l’area di rigore prima che il pallone sia in gioco. Ragion per cui nessuna prassi potrebbe decretare il contrario. Consapevole dei principi etici e giuridici dell’ordinamento sportivo che impongono il rispetto del risultato maturato sul campo di gioco e delle conseguenti insindacabili decisioni di natura tecnica adottate dagli Ufficiali di gara, L’Unione Sportiva Lecce, ritiene tuttavia più utile, in luogo di iniziative giudiziarie che oltretutto rischierebbero di arenarsi per cavilli formali, di sottoporre ufficialmente agli organi competenti, in occasione dell’incontro programmato per il giorno 19 novembre 2019 tra AIA – CAN A e le Società di Serie A, le palesi e gravi incongruenze emerse in occasione dell’episodio in oggetto. L’Unione Sportiva Lecce non intende infatti promuovere azioni strumentali nel proprio esclusivo interesse, bensì collaborare con gli organi preposti allo scopo di eliminare per il futuro prossimo ogni incertezza nell’ applicazione di una regola fondamentale del gioco del calcio e nell’ interesse collettivo di tutti i Club partecipanti alle competizioni.
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Gennaio non è molto lontano, si inizia già a preparare qualche mossa per il calciomercato invernale. Secondo Tuttomercatoweb Igli Tare starebbe studiano il profilo del terzino Peter Ankersen.
Il danese, 29 anni, ha già giocato 7 partite in stagione con il Genoa, e soprattutto le ultime 5. Un giocatore interessante Ankersen perché è un jolly che potrebbe tornare molto utile a Simone Inzaghi. Infatti anche se destro il danese può giocare senza problemi su tutte e due le fasce. Infatti in questo campionato con il Genoa ha giocato sia terzino sinistro che destro.
Non solo Ankersen che nasce terzino destro, non ha problemi ad avanzare il proprio raggio d’azione, salendo a centrocampo, dove ha giocato quest’anno un paio di partite con il grifone. Insomma il danese sarebbe un giocatore adatto al 3-5-2 di Simone Inzaghi e potrebbe garantire copertura sia a sinistra sia a destra.
Certo che per fare spazio al danese qualcuno dovrebbe uscire. Sappiamo che Durmisi è in uscita ma forse Tare si vuole tutelare nel caso Jony non convincesse completamente Inzaghi? Intanto la Lazio si muove sul mercato anche grazie gli ottimi rapporti fra Preziosi e Lotito l’operazione potrebbe andare in porto facilmente, il giocatore è valutato 3 milioni di euro.
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La maglia della Lazio 2024-25 senza sponsor principale, simbolo di una trattativa ancora in corso tra Lotito e potenziali partner commerciali.
La Lazio di Claudio Lotito è in chiusura per un main sponsor, ma solo per la Super Coppa Italiana che si giocherà in Arabia.
La Lazio ha forse trovato un main sponsor, a rilevarlo è Il Messaggero che spiega che la società di Claudio Lotito sta chiudendo con due aziende per il momento top secret. L’obiettivo è avere un main sponsor e uno dietro sotto il numero per intenderci.
Del resto giocare a Ryiad è una grande occasione per qualsiasi brand che vuole provare a sbarcare in Asia e in Arabia e la Lazio ovviamente ha spazi a disposizione a differenza della Juventus che ha l’accordo con Jeep. Claudio Lotito spera di chiudere presto per poter darne l’annuncio a breve. Da non dimenticare che per la SuperCoppa dovrebbe fare l’esordio anche la nuova maglia per celebrare i 120 anni di storia della Lazio con nuovo logo celebrativo.
Insomma la Super Coppa Italiana potrebbe essere un evento molto importante per la Lazio che è a cerca di visibilità internazionale.
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Contro il Lecce il primo tempo di Sergej Milinkovic Savic è stato deludente, sembrava un’altra partita sotto le attese. Il numero 21 ancora una volta incapace di incidere sulla partita, poi quel cross di Acerbi ha cambiato tutto.
Il goal ha galvanizzato Milinkovic che è tornato a giocare ai suoi livelli. La Lazio ha assolutamente bisogno del Sergente perchè con il suo estro può decidere e partite da solo. Ma anche perchè giocare con Luis Alberto e Milinkovic insieme è un rischio, lo abbiamo visto contro il Lecce che ogni volta che riprendeva palla partiva in contropiede.
Giocare con due centrocampisti offensivi è pericoloso e vale la pena farlo se El Mago e il Sergente giocano al loro livello. Dopo il goal Milinkovic è tornato ad incantare. A fine partita ha detto “Datemi tempo sto tornando” i tifosi della Lazio si augurano che sia così perchè con un Sergente in più questa Lazio può veramente raggiungere il terzo posto in classifica.
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Qualcuno dice che Patric è un talismano, con lui in campo la Lazio non ha mai perso in stagione, fino a quando c’era lui in campo contro la Spal la Lazio stava vincendo, quando è entrato contro l’Atalanta la squadra di Inzaghi ha iniziato la rimonta. Ma a volte queste sono più coincidenze che risultati veramente derivanti dal giocatore.
Invece bisogna ammettere che Patric è migliorato in modo impressionante. Contro la Fiorentina aveva giocato bene ma non benissimo, portando a casa la sufficienza soprattutto grazie all’aiuto di Acerbi. Ma contro il Lecce lo spagnolo è stato il difensore migliore della Lazio tanto che, per la prima volta in vita mia, mi sono lamentato della scelta di Simone Inzaghi di farlo uscire.
Il mio pensiero è sempre stato che Patric sia utile come esterno di centrocampo ma pericoloso quando schierato nei 3 difensori. Questo perché lo spagnolo tende ad effettuare entrare molto rischiose che spesso hanno indotto l’arbitro a concedere calci di rigore contro la Lazio. Ma contro il Lecce non solo Patric non ha fatto interventi azzardati, ma è sempre stato perfetto e preciso nelle chiusure.
Solo nel primo tempo su due contropiede del Lecce ha fatto due chiusure su Babacar, che nello spazio può essere molto pericoloso, da applausi. Entrate molto pericolose perché era praticamente l’ultimi difensore davanti a Strakosha e per questo fondamentali per la Lazio. Patric qualche tempo fa ha ammesso che il fatto di sentirsi amato dai tifosi della prima squadra della capitale dopo un periodo di amore e odio, lo ha aiutato a rendere di più in campo e bisogna dire che la cosa si vede.
Contro il Lecce Patric non ha sbagliato nulla, lo so mi fa uno strano effetto scriverlo, ma è così. Non solo ha fatto un salvataggio su un cross nel primo tempo che ha evitato un goal certo. Insomma lo spagnolo ha preso fiducia e sta fornendo prestazioni fantastiche. Bisogna dare atto a Simone Inzaghi che già dallo scorso anno lo aveva schierato nei 3 difensori centrali. L’allenatore della Lazio aveva sempre difeso Patric e adesso lo spagnolo lo sta ripagando con prestazioni di livello.
Pensare che il suo sostituto, Bastos, ha sulla coscienza, in compartecipazione con Lazzari in ritardo, il secondo goal del Lecce. Patric probabilmente non si sarebbe fatto sorprendere.
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ROME, ROMA - OCTOBER 16: SS Lazio coach Simone Inzaghi during the Serie A match between SS Lazio and Bologna FC at Stadio Olimpico on October 16, 2016 in Rome, Italy. (Photo by Getty Images/Getty Images)
Il secondo tempo con l’Atalanta ha dato nuova linfa alla Lazio : “Sì, quella partita ci ha dato una spinta”.
È il 19 ottobre, è la prima gara dopo la sosta per le nazionali, sono le ore 16 e la Lazio sta rientrando in campo, in un Olimpico in aperta contestazione, sotto di tre gol contro l’Atalanta, fischi per tutti, Immobile, Inzaghi, Milinkovic, Acerbi. La Nord non risparmia nessuno. Tutti dentro, nessuno escluso.
Annichilita dopo un primo tempo orribile, in cui la squadra di Gasperini ha spadroneggiato. In quel momento la classifica dice che i biancocelesti sono a -8 dai nerazzurri. Considerando anche lo scontro diretto sfavorevole il divario diventa di -9. La Lazio è con un piede e mezzo fuori dalla corsa Champions. Ma soprattutto la Lazio sembra davvero allo sbando, quella sarebbe stata la terza sconfitta in otto partite di campionato, la quarta in stagione in nove partite giocare, a fronte di sole tre vittorie. Una catastrofe.
Eppure nell’aria c’è qualcosa di particolare, sarà il clima strano, classico delle “ottobrate” Romane, sarà la situazione in classifica, o più semplicemente perchè si sa, se sei Laziale qualcosa di diverso lo percepisci da subito. Fatto sta che la banda Inzaghi entra in campo, rabbiosa vogliosa di riprendersi quello stadio da sempre amico ma che quel giorno era il peggior nemico. Cambia Inzaghi, cambia la Lazio. Immobile si conquista il rigore dell’ 1 a 3, sembrava il gol della bandiera e invece era l’inizio della rinascita della Lazio. L’Atalanta batte il calcio di ripresa, pressing Lazio, Ace recupera il pallone, Immobile lo stoppa, dentro per Correa 2-3, Apoteosi.
“Come potrebbe quella squadra reagire? Come potrebbe recuperare otto punti all’Atalanta e cinque al Napoli che sono le due occupanti dei posti Champions rimanenti? Ma il calcio è materia che non ha regole, che non ha leggi scritte, che sfugge a ogni previsione e vive di cuore, d’istinto, di attimi.” Ma il calcio è strano. Il resto lo conoscete, evito di dilungarmi troppo. Risultato 3-3. Rinascita Lazio .Nel gruppo è scattato un interruttore, la Lazio ha fatto click, s’è accesa, è tornata a macinare calcio, a vincere partite, da quel secondo tempo in poi è diventata un rullo compressore, in campionato non ha più sbagliato un colpo. Lo sa anche Inzaghi che in conferenza stampa non s’è nascosto: “Penso che la partita con l’Atalanta ci abbia dato una spinta. Io ho sempre detto di essere tranquillo perché vedevo che la squadra giocava e creava molto”
I numeri sono impressionanti. Da quel 19 ottobre sono arrivate quattro vittorie su quattro gare giocate in Serie A, la Lazio ha segnato dieci gol e ne ha subiti quattro. Se ci aggiungiamo pure quel secondo tempo ecco che i gol diventano tredici e quelli incassati rimangono quattro. La Banda Inzaghi ha collezionato 12 punti, a fronte dei nove della Roma, dei cinque dell’Atalanta e dei tre del Napoli e dei dieci del super Cagliari di Maran.
Uno scatto importante che ha ridisegnato il volto della classifica. I biancocelesti sono passati dal settimo al terzo posto, hanno scalato posizioni, hanno preso morale, hanno cambiato le loro prospettive. Gli uomini simbolo di questa trasformazione sono Luis Alberto e Correa. Lo spagnolo, abulico contro l’Atalanta, s’è poi scatenato, servendo quattro assist nelle ultime quattro. Il Tucu, invece, ha cominciato a far gol, lui che a Bologna aveva toccato il fondo con quel rigore calciato alle stelle al 90’. Un gol per credere davvero nella rimonta alla Dea, poi altri quattro centri in altrettante gare.
C’ha creduto e ha osato Inzaghi, nello spogliatoio, durante quell’intervallo infernale, sotto di tre gol, aveva chiesto ai suoi di reagire, di perdere anche, ma di cadere da uomini, senza rimpianti, senza tornare a casa chiedendosi se avessero davvero dato tutto. La Lazio è resuscitata quando sembrava morta. Ha dato un senso nuovo alla sua stagione quando tutto sembrava perso. Ha riportato la gente dalla sua parte ed è tornata a respirare aria di Champions. Oggi sembra scontato. Ma tornate con la mente a quel 19 ottobre: scontato non era per niente.
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NAPLES, ITALY - NOVEMBER 22: Roberto Mancini the coach of Manchester City FC reacts during the UEFA Champions League Group A match between SSC Napoli and Manchester City FC at Stadio San Paolo on November 22, 2011 in Naples, Italy. (Photo by Paolo Bruno/Getty Images)
Il ct della nazionale italiana Roberto Mancini, in conferenza stampa ha risposto a chi chiedeva una possibile convocazione di Mario Balotelli dopo il caso razzismo della scorsa settimana. Questa è la risposta del ct “Premesso che il calcio è uno sport, deve unire, non distruggere quello che di buono ha per quelle poche persone che sbagliano. A Mario voglio bene, l’ho fatto esordire da ragazzino. Se dev’essere richiamato spero che venga convocato perché sta facendo bene. Bisogna capire quali sono le motivazioni vere, credo sia più importante chiamarlo se lo merita, se c’è un’altra occasione. Siamo nel 2020 e si va dietro ancora al colore della pelle. Non è così semplice da cambiare.”
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Dopo la reazione di Mario Balotelli durante Hellas Verona – Brescia, c’è stata una situaziona analoga in Ucraina. Durante il big match Shakhtar Donetsk – Dinamo Kiev dopo ripetuti cori razzisti nei confronti del centrocampista Taison, che milita nella squadra di casa, il brasiliano ha reagito nei confronti dei tifosi ospiti facendo loro il dito medio e calciando il pallone nel settore da loro occupato. L’arbitro Mykola Balakin ha espulso il centrocampista e successivamente ha sospeso la partita. Taison mentre tornava negli spogliatoi è scoppiato in lacrime.
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Il campionato si ferma, per la pausa delle Nazionali. Comincia l’esodo dei giocatori dal centro sportivo di formello.
I giocatori che terranno compagnia a mister Inzaghi, oltre ai soliti sono Luis Alberto, Luiz Felipe e Marusic. Il brasiliano e il montenegrino fermi a causa di un infortunio.
Ecco l’elenco completo dei giocatori impegnati con le proprie nazionali.
BASTOS (Angola) – Qualificazione di Coppa D’Africa. BERISHA (Kosovo) – Qualificazione Euro 2020. STRAKOSHA (Albania) – Qualificazione Euro 2020. MILINKOVIC (Serbia) – Qualificazione Euro 2020. ACERBI (Italia) – Qualificazione Euro 2020. IMMOBILE (Italia) – Qualificazione Euro 2020. VAVRO (Slovacchia) – Qualificazione Euro 2020. ANDRÈ ANDERSON (Italia U20) – Torneo 8 Nazioni.
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Rivediamo in chiave critica le ragioni del successo biancoceleste
Quattro gol ai neopromossi salentini servono a scacciare i fantasmi della delusione europea di giovedì sera contro il Celtic e a consolidare l’obiettivo Champions League. Risultato che sa tanto di doppia soddisfazione, approfittando dello scivolone casalingo del Napoli, il quale non va oltre lo 0-0 tra le mura amiche contro il Genoa; analogo risultato per i concorrenti bergamaschi, che sbattono su un analogo muro ligure, fatto di desiderio disperato di punti. E peccato che il Lecce ci fa tremare, palesando i nostri atavici errori, ma non sempre si può avere la botte piena e la moglie ubriaca.
La partita si mette dopo mezz’ora sui binari giusti, dopo un’ampia fase di studio reciproco, battaglie a centrocampo per la conquista di metri preziosi e molte imprecisioni da entrambe le parti. È il solito Luis Alberto a imbeccare Correa, oggi più che mai rinvigorito e galvanizzato: destro secco sul palo lontano e 1-0. Lazio che amministra (più difficile di far gol, a quanto pare, per i ragazzi di Inzaghi) ed ecco, pronto dietro l’angolo, il calo fisiologico: angolo leccese dalla sinistra, deviazione di una torre giallorossa e palla sui piedi di Lapadula che appoggia comodamente in rete sotto la Curva Nord, dimenticato da Lulic. È 1-1. La possibilità di andare a riposo in vantaggio capita sui piedi di Luis Alberto, ma lo spagnolo spara clamorosamente alto. La ripresa è altra musica: Acerbi, in difficoltà quest’oggi sul centrosinistra, piazza un cross dalla trequarti, bello stilisticamente ma, a onor del vero leggibile, come traiettoria, anticipato dalla zampata dell’impalpabile Milinkovic. Il nuovo vantaggio laziale vede una nuova distrazione, ancora sugli sviluppi di un corner: generoso il penalty concesso dall’arbitro per il tocco dello stesso serbo su Mancosu (il quale, forse, compie forse lui fallo). Ma tant’è. Tira Babacar, legge benissimo Strakosha che manda sui piedi di Lapadula, entrato troppo precocemente in area al momento della rincorsa del compagno. Ribattuta in rete annullata, grido di sollievo dei trentacinquemila dell’Olimpico. Il rigore di Immobile (stavolta netto) mette in chiaro chi comanda, prima del sigillo finale dello scatenato Joaquin Correa. Tutto finito? Neanche per sogno, poiché la marcatura dell’angolo Bastos, subentrante a Luiz Felipe, mette comodamente il neo entrato Lamantia in condizione di siglare il 4-2.
È solo il canto del cigno di un Lecce aggressivo, generoso e battagliero, superato dal surplus di qualità che pende in favore dei padroni di casa.
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ROME, ROMA - OCTOBER 16: SS Lazio coach Simone Inzaghi during the Serie A match between SS Lazio and Bologna FC at Stadio Olimpico on October 16, 2016 in Rome, Italy. (Photo by Getty Images/Getty Images)
La Lazio vince la quarta gara di fila e sale al terzo posto ( in attesa della partita tra Parma e Roma). Al termine della gara a parlare in sala stampa è stato il tecnico Inzaghi, queste le sue parole :
Bella vittoria, la quarta di fila. Quanto è importante?
Nelle ultime 7 ne abbiamo vinte 5 e pareggiate due. C’è del rammarico per le due pareggiate. Abbiamo fatto un’ottima gara, calcolando anche quanto successo giovedì. Si pagano le fatiche europee. Ma siamo stati bravi, abbiamo costruito molto. Di fronte c’era un avversario organizzato e preparato e ci hanno dato filo da torcere
C’è differenza tra le prestazioni in campionato ed Europa League?
L’approccio alle partite è sempre lo stesso. In Europa non è andata come volevamo, ma bisogna essere bravi a indirizzare gli episodi
Questa è una delle vittorie più difficile?
Non posso rimproverare nulla ai ragazzi. Loro sono una squadra fisica con due attaccanti che facevano salire la propria squadra e ci facevano correre. Gli ultimi 20 minuti dovevamo essere più bravi a gestire. Ora abbiamo 15 giorni per riposare. Il calendario non era semplice e abbiamo fatto bene. Bisogna continuare così
Le prestazioni non sono mai mancate. Quando c’è stato il vero salto di qualità?
Penso che la partita con l’Atalanta ci ha dato una spinta. Io ho sempre detto di essere tranquillo perchè vedevo che la squadra giocava e creava molto. In un certo periodo non siamo stati premiati dai risultati, ma sono sempre stato tranquillo perchè la squadra rispondeva e stava sul pezzo
La Lazio è una squadra molto offensiva. C’è bisogno di più equilibrio?
Dobbiamo cercare di trovare il giusto equilibrio. Questo è l’anno in cui abbiamo preso meno gol, abbiamo anche tanti giocatori in attacco che danno tanta qualità. Ci sono due giocatore d’attacco e i quinti per allargare le difese avversarie. Leiva per me stava facendo molto bene, ma anche Cataldi sta facendo molto bene
Come stanno Marusic e Radu? La sosta arriva al momento giusto?
Per quanto rigarda Marusic e Radu dovrebbero esserci. Bisogna vedere come rispondono i ragazzi, stanno facendo di tutto per accelerare i tempi. Sono forti e possono darci delle rotazioni in più. Abbiamo fatto tante gare in 21 giorni, c’è stato bisogno di tutti e speriamo di recuperare anche loro. Per quanto riguarda la sosta, è un bene poter tirare il fiato. Abbiamo concluso con una vittoria. Riposeremo fino a mercoledì e poi cercheremo di migliorare e recuperare forze. Dobbiamo mettere lavoro sulle gambe in questa sosta
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A pochi minuti dall’inizio di Lazio-Lecce, Luiz Felipe Ramos è intervenuto ai microfoni biancocelesti.
“Oggi ci aspetta un incontro molto importante, ci serve una grande prestazione. Dovremo restare concentrati: ci siamo preparati bene dopo la partita di giovedì. Ci serve un buon risultato per restare in alto in classifica. Posso giocare in qualsiasi posizione voglia il mister, devo continuare a crescere allenamento dopo allenamento. L’importante sarà svolgere una grande prova”.
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Lazio-Lecce avrà inizio tra poche ore. Biancocelesti chiamati alla vittoria dopo la pessima figura europea contro il Celtic. Inzaghi dovrà schierare una formazione da quarto posto se vuole continuare la cavalcata in campionato. Il ct dovrà fare a meno di Radu e Marusic entrambi infortunati con un attenzione a Acerbi e Parolo che sono entrambi finiti nei diffidati.
La Probabile formazione di Inzaghi:
Solito 3-5-2: Strakosha, Luiz Felipe Ramos, Bastos, Acerbi, Lazzari, Liva, Luis Alberto, Milinkovic Savic, Lulic, Caicedo ed Immobile.
A disposizione: Guerrieri, Proto, Bastos, Lukaku, Vavro, Cataldi, Parolo, Jony, Berisha, Adekanye, Anderson, Caicedo.
Indisponibili: Radu, Marusic
Diffidiati: Acerbi, Parolo
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