Lazio-Lecce 4-2, le pagelle

Di seguito, le valutazioni dei singoli del match di oggi all’Olimpico

Roma, stadio Olimpico
domenica 10 novembre 2019, ore 15:00
Serie A 2019/20 – giornata n. 12
RETI: 30′ Correa (LA), 40′ Lapadula (LE), 62′ Milinkovic (LA), 77′ Immobile rig. (LA), 81′ Correa (LA), 85′ La Mantia (LE)

LAZIO (3-5-2): Strakosha; Patric (72′ Bastos), Luiz Felipe, Acerbi; Lazzari, Milinkovic, Leiva (51′ Cataldi), Luis Alberto, Lulic; Correa (86’Berisha), Immobile. A disp. Proto, Guerrieri, Vavro, Parolo, André Anderson, Lukaku, Jony, Caicedo, Adekanye. All. Simone Inzaghi.

Strakosha 7,5: oggi più reattivo del solito. Il portiere albanese si contraddistingue per lucidità e riflessi fra i pali, in particolare sul gol dagli 11 metri negato a Babacar. Incolpevole sui gol leccesi.

Luiz Felipe 5,5: difesa da rivedere, specialmente nei meccanismi. Ma i singoli devono dare più garanzie. Il brasiliano oggi è nervoso e impreciso. Può capitare a tutti, speriamo torni presto in forma. Leggermente insufficiente.

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Patric 6: forse il più attento del terzetto difensivo, sbroglia un paio di situazioni pericolose ed offre spunti notevoli in costruzione. Preciso. (72′ Bastos 5, entra male, legge in ritardo e perde Lamantia sul gol del 4-2).

Acerbi 6: ha il merito di servire un pregevole assist a Milinkovic, ma non è propriamente la sua migliore giornata e sul centrosinistra si sente notevolmente il suo baricentro alto, che lo rende meno rapido. In affanno.

Lazzari 6,5: sempre buoni spunti dell’esterno ex Spal. Oggi nessun cross pericolosissimo, nulla più dell’ordinaria amministrazione, ma è costantemente pronto, risponde presente ogni volta che un compagno cerca lo scarico sulla destra. Stakanovista.

Lulic 5: dispiace davvero tanto, ma Senad, lì a sinistra, sta diventando più un problema che altro. Affanna, offre pochissima qualità (e reti, rispetto agli scorsi anni); dimentica letteralmente Lapadula sul gol dell’1-1. Impalpabile.

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Leiva 6: esce per infortunio il secondo tempo, il suo equilibrio dato in fase difensiva aiuta tanto i compagni, ricorrendo però troppo spesso al fallo. Esperto. (51′ Cataldi 6,5, più frizzante del suo compagno ex Liverpool, potrebbe anche partire più spesso titolare).

Milinkovic 6: bella la rete, buono l’inserimento. Sempre prezioso per la squadra, ma perde una quantità non trascurabile di palloni. Non è da lui e, in quel ruolo, può voler dire ripartenza sanguinosa. Poco colpevole sul rigore procurato. Sufficiente.

Luis Alberto 7,5: unico erroraccio, la palla spedita in Sud sul finale del primo tempo. Per il resto, imprescindibile. Sempre pronto a servire assist e palle preziose, sempre una lettura tattica superiore alla media. È in forma e si vede. Fondamentale.

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Correa 8: Man of the match Joaquin Correa, che si sta togliendo parecchie soddisfazioni dopo i gol divorati a inizio campionato. Segna, dribbla, segna ancora. È il degno compagno d’attacco che Ciro aspetta da due anni. Protagonista. (86′ Berisha, grazie a Dio SV…).

Immobile 7,5: corre, sbraccia, suda, ripiega, fraseggia e si riconferma cecchino dagli 11 metri. 13 gol in 11 partite: scusate se è poco.

LECCE (4-3-1-2): Gabriel 5; Meccariello 5,5 (86′ Rispoli sv), Lucioni 5, Rossettini 5,5, Calderoni 6; Petriccione 6, Tachtsidis 6, Majer 5,5 (70′ Shakhov 5,5); Mancosu 6,5; Lapadula 7,5, Babacar 5 (72′ La Mantia 7). A disp. Vigorito, Bleve, Riccardi, Vera, Benzar, Dubickas, Lo Faso, Dell’Orco, Imbula. All. Fabio Liverani.