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La Uefa tuona: ” Non ha senso assegnare ora i titoli nazionali ora”

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Bodo Glimt Lazio neve

La UEFA è intervenuta con una lettera ufficiale dove parla dei campionati sospesi e alcune nazioni che stanno assegnando i titoli nazionali. Il  comunicato, firmato dai presidenti Ceferin, Agnelli e Olsson, arriva dopo la decisione del Belgio di sospendere il campionato per l’emergenza coronavirus. 

“Completare le competizioni anche a luglio e agosto. Non ha senso assegnare ora i titoli nazionali, la chiusura anticipata dei campionati potrebbe pregiudicare l’iscrizione alle coppe europee.

Qualunque decisione di sospendere i campionati sarebbe prematura e non giustificata. Siamo fiduciosi che il calcio possa ripartire nei prossimi mesi secondo le direttive delle Autorità. La decisione di sospendere i campionati potrebbe pregiudicare l’iscrizione alle coppe europee. E’ richiesto a tutte le Leghe di elaborare piani entro la metà di maggio per stilare un potenziale calendario con tutte le partite del calcio tra luglio e agosto, con la possibilità che la Champions e l’Europa League ripartano dopo i campionati stessi. Da parte nostra, fermare le competizioni è l’ultima spiaggia. Il dover completare la stagione, con risultati maturati sul campo sia il fine che tutti devono perseguire sino a quando è possibile, anche in una situazione senza precedenti come questa pandemia. La partecipazione alle competizioni Uefa è determinata dal risultato sportivo raggiunto al termine di un torneo nazionale, ma una risoluzione prematura desterebbe dubbi sull’adempimento di tale condizione è strettamente necessaria una gestione congiunta dei calendari poiché la conclusione della stagione in corso deve essere coordinata con l’inizio di quella successiva”.



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Calciomercato, pazza idea Romagnoli!

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Con il campionato fermo, le società non restano a guardare senza fare nulla. Secondo la rassegna stampa di Radiosei, la Lazio sta fiutando il colpo Romagnoli.

Ingaggio da 3,5 milioni di euro, laziale dichiarato e la società rossonera che sta valutando un ridimensionamento dati dalle casse e dallo stop del campionato oltre la beffa del fairplay finanziario dove la Uefa gli ha tagliato le gambe nelle competizioni europee.

Sono solamente voci di mercato e nulla di concreto, la notizia circolata è di un contatto con Raiola ed un contratto che scadrà nel 2022.



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Luis Alberto, l’agente: “C’è sintonia con la Lazio, concentrati sul rinnovo”

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 Siviglia, città che ha fatto crescere calcisticamente Luis Alberto, non ha mai completamente scordato il mago. E, dopo la crescita esponenziale avuta con la maglia della Lazio, la stima per lo spagnolo è cresciuta a dismisura. Per questo Monchi, ds del Siviglia, vorrebbe riportarlo a casa. Ma il numero 10 biancoceleste ha trovato una famiglia in quel di Formello, tanto che è vicina la firma del nuovo contratto: ingaggio da circa 3,5 milioni di euro fino al 2025. Come se non bastasse, ai microfoni di Estadiodeportivo l’agente del giocatore Alvaro Torres ha rilasciato le seguenti dichiarazioni:“Luis Alberto è tra i migliori calciatori della Serie A, con la Lazio c’è sintonia ed entrambi hanno voglia di rinnovare. Il Siviglia si è interessato a lui nelle ultime sessioni di mercato, questo è vero. Monchi stima molto Luis Alberto, tuttavia il suo interesse non si è mai materializzato. Siamo concentrati sul rinnovo in questo momento, vedremo se andrà a buon fine”.



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Gravina dietrofront: il Campionato va finito

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gravina scommesse
lazio torino

Il presidente della FIGC Gravina, si è presentato ai microfoni di diverse testate sportive parlando sul futuro della Serie A 2019-2020.

“Ripresa? Nessuno oggi come oggi è in grado di fare previsioni finché l’emergenza sanitaria terrà sotto scacco la società. E’ una emergenza unica per il mondo, che ha aggredito ogni settore, anche economico. Superata questa però dovremo ripartire, tracciare un percorso di ripartenza e il calcio si sta interrogando sulle modalità di questa ripartenza, la priorità assoluta è la conclusione dei campionati. E’ una esigenza per definire gli organici ed evitare una estate piena di contenziosi legali, ciò non toglie che la federazione deve valutare anche altre ipotesi. Io ho coinvolto il nostro comitato scientifico, ricca di illustri professionisti che conoscono bene questo settore, per capire una procedura che deve essere attuata dalle società per mettere sotto il massimo controllo le nostre società”.

Le Date: “Fino al 18 aprile ci dovrebbe essere il lockdown, l’ipotesi è partire dal 20 di maggio o in un’ultima analisi ai primi di giugno, potremo a luglio definire i nostri campionati. Sappiamo che sono ipotesi, vogliamo dare un messaggio di speranza a tutti i cittadini, ma sappiamo che il calcio è un settore che passa in secondo piano nella lotta al virus. Andare oltre queste date? Stiamo procedendo in diverse direzioni e ci sono due fattori: il primo è rispettare le ordinanze del governo e il secondo è l’opportunità che ci stanno dando UEFA e FIFA, di poter andare oltre il 30 giugno. Si parla addirittura di agosto e settembre, io ho precisato che mi dispiacerebbe correre il rischio di compromettere un’altra stagione per salvare questa. Noi siamo attenti e rispettosi, oggi nessuno può fare previsioni, ma programmare è un dovere”.

Ipotesi Estate: “Non c’è una data definitiva, né per la partenza né per l’arrivo. Io ringrazio la UEFA, anche i massimo organismi internazionali vivono delle nostre incertezze e cercano di offrire una serie di finestre. La priorità assoluta è chiudere i campionati nazionali, oggi è stata adottata una ulteriore decisione, spostare le finestre per le Nazionali liberando la finestra del 1-9 giugno. Abbiamo ulteriore disponibilità di tempo per completare le manifestazioni nazionali. La finestra di fine maggio, fino al 15-31 luglio sarebbe quella che io individuerei, in modo da avere tutto il tempo per iniziare a programmare la stagione 2020-21”.

Match in campo Neutro: “Non è una buona soluzione, ma è una idea, su cui stiamo lavorando. Stiamo cercando di individuare quattro o cinque destinazioni, così come la UEFA sta provando a definire format diversi non tanto per questo campionato, ma per quelli che seguiranno. C’è un tavolo aperto affinché ci sia una ripartenza e una definizione con protagonista il terreno di gioco”.

Grave Ingiustizia ad annullare il campionato: Annullare credo sia abbastanza complicato, con un campionato che ha visto la disputa di oltre due terzi del campionato. Ci sarebbe una grave ingiustizia che porterebbe ad una emergenza legale durante una emergenza epidemiologica“. Lo ha detto il presidente della Federcalcio, GabrieleGravina a Tmw radio. “Lo scudetto bisogna decidere solo di assegnarlo o meno e la stessa Juventus credo abbia espresso un non gradimento di una soluzione di questo tipo – ha aggiunto – Poi c’è l’indicazione, di interesse internazionale, sulle società che devono andare in Europa. Non è il momento per questi ragionamenti, ma è chiaro che chi ha il diritto a partecipare ad un campionato diverso, parlo della Serie B, sarebbero le prime due, non certo la terza, che dovrebbe affrontare i playoff. Nessuno può rivendicare la promozione da terza in classifica. Farò di tutto per la definizione dei campionati in campo, una estate in tribunale non sarebbe un atto di grande responsabilità“.



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La Lazio è Giuseppe Signori e non può non esser tale

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Re Beppe incarna la Lazialità più profonda, più audace

Tra i tanti volti di tifosi che affollano gli stadi, i bar, i centri scommesse e i maxi schermi che trasmettono le partite di calcio, troverete una moltitudine di appassionati che sono divenuti tali grazie ad icone, a calciatori-simbolo. Tali supporters hanno avuto con questo sport un approccio che può definirsi netto e che non si può nemmeno spiegare, perché arriva, ti strega e ti rapisce, per non lasciarti andare mai più. Una generazione di appassionati deve ai palleggi con l’arancia di Maradona o agli elastici e agli stop di palla surreali di Ronaldinho (tra cui il sottoscritto che Vi scrive) la ragion d’essere di una passione che ha dell’ermetico (riferito all’ermetismo, scuola di pensiero e poesia occulta). Le schematizzazioni sociali per categorizzare e disegnare improbabili mappe del tifo sono ormai anacronistiche e prive di fondamento; eppure, del tifoso laziale si potrebbe fare un identikit. Di certo, in buon parte dei nati negli anni ’70-’80, troverete chi ama il calcio ed ha sposato la fede laziale grazie a Giuseppe Signori. Il ragazzo di Alzano Lombardo è uno dei volti più amati dell’emisfero a tinte celesti della Capitale, per lui ha tremato l’Olimpico e han tremato le strade, su di lui si è abbattuta la scure degli scandali italiani e nelle sue capacità di incidere si è acceso il dibattito pubblico dell’Italia pallonara, in quella calda e maledetta estate americana del 1994.

Signori nasce e cresce in una regione che sa di terra promessa per molti laziali: quella Lombardia che ha dato alla casacca biancazzurra bandiere come Luciano Re Cecconi e Renzo Garlaschelli, per finire ad oggi con il roccioso centrale di difesa Francesco Acerbi, una sorta di Terra Promessa che partorisce un talentuoso attaccante mancino dalla statura bassa, un gap per una punta degli anni ’80. Se nel calcio moderno i brevilinei si impongono per rapidità d’esecuzione e palleggio, quarant’anni fa in area contavano senso della posizione, fiuto del gol e fisico per prevalere; gli anni’ 80 sono quelli dei Paolo Rossi, arieti che puntano la porta e lottano per il controllo degli spazi aerei. Ma tant’è: l’Inter ci crede e dalle officine nerazzurre parte l’esperimento lungo quattro anni in cui Beppe colleziona un’esperienza vuota e che si arena nei dilettanti del Leffe, dove resterà per tre stagioni. I campionati interregionali a cui partecipa irrobustiscono il telaio osseo del futuro campione, il quale alterna allenamenti e lavoro negli stabilimenti tessili, in virtù del diploma di perito tecnico che ha conseguito nel comune di nascita. La formazione professionale del calciatore si materializza nella vicina Piacenza, nella stagione 86/87, giocando come mezz’ala e dove giocatori più esperti, come Madonna, Degradi e Simonetta gli offrono chicche e consigli per migliorarlo; Signori gioca 14 partite e segna 1 goal, la media realizzativa resta bassa e i Papaveri biancorossi lo cedono al Trento in serie C1. In Alto Adige Signori mantiene ancora una rapporto presenze/gol piuttosto esiguo, ma l’anno seguente, 1988/89, il Piacenza crede in lui e lo riporta in Serie B, dandogli 32 chances da titolare e raccogliendo 5 reti. E’ una stagione negativa per tutta la squadra, che retrocede in C1 e pianifica un rinnovo societario e dell’organico. Detta degregorianamente, il ragazzo si farà. Lontano da casa e in pieno Meridione, a Foggia, sotto l’attenta osservazione di un revolucionario del calcio europeo: il boemo Zeman ci crede e gli piazza il 10 sulle spalle, gli scarica addosso il peso dell’attacco trasformandolo in terminale di gioco e sposta follemente il baricentro di tutta la squadra in avanti. Follia. Ma c’è bisogno anche di questa per compiere le imprese. Il bomber ed ex laziale Meluso si fa male, il destino fa il nome di Signori, il quale prende così il posto in avanti e comincia a cercare più insistentemente la via del gol, trovandola 14 volte nel primo campionato in 34 incontri. Confermato l’anno successivo tra i satanelli, si rende protagonista della favola rossonera, salendo trionfalmente in Serie A e richiamando l’attenzione dei protagonisti del calcio nazionale: in 32 partite segna 11 goal e incrementa notevolmente la qualità delle giocate e delle prestazioni complessive, la cui regia è detenuta da Dzeman che, oltre e rivelargli le doti di goleador, lo rinforza nel fisico e lo abitua al tiro immediato. La prima statuetta in bacheca porta inciso il nome di Calciatore d’Oro per la stagione 1991/92, il giovane Beppe è pronto per spiccare il volo: il patron della Lazio Cragnotti sostituisce più che degnamente il beniamino Ruben Sosa e Signori diventa un’aquilotto nell’estate 1992, giungendo alla corte di Dino Zoff, allenatore ed ex calciatore di grande fama del calcio nazionalpopolare. Il biglietto da visita sa di mitologia ed effetti speciali: doppietta alla Sampdoria nel rocambolesco 3-3 di Marassi, chi ben comincia dunque è a metà dell’opera. Signori segna in tutti i modi, il suo mancino fa paura ai portieri, sul dischetto è glaciale e non prende la rincorsa, fornisce assistenza brillante a tutti i suoi partner offensivi, siano essi Riedle o Boksic e vince tre classifiche cannonieri consecutive, dal 1993 al 1996. Degli anni in biancoceleste, le cifre sono leggendarie: 1992/93 – 26 reti in 32 partite; 1993/94 – 23 reti in 24 partite; 1994/95 – 17 reti in 27 partite; 1995/96 – 24 reti in 31 partite; 1996/97 – 15 reti in 32 partite; 1997/98 – 2 reti in 6 partite, nelle coppe italiane, nei 6 anni trascorsi alla Lazio, disputa 24 incontri e segna 17 reti mentre nelle coppe europee mette a segno 3 reti in 19 partite. L’assenza di trofei con la Lazio è la nota amara della sua carriera nei club, ai quali si aggiunge l’incomprensione con un altro dei grandi del calcio: Arrigo Sacchi, teorico del calcio totale con il Milan degli Olandesi, guida la Nazionale Italiana nella spedizione mondiale americana relegando Signori dapprima sulla fascia, poi in panchina. Un disastroso equivoco tattico, coronato dalla delusione corale della semifinale persa ai rigori con il Brasile e preceduto da un’esperienza unica fino a quel momento nella storia del calcio.

Il presidente Cragnotti non ha ancora in mente i progetti delle future epopee ma, soprattutto, necessita urgentemente di liquidità. Una scena già vista (ne parliamo qui: https://www.since1900.it/alessandro-nesta-ad-umbria24-il-mio-calcio-era-la-lazio/), un amaro resoconto che la vita ha già consegnato ai laziali. L’11 giugno 1995 Cragnotti raggiunge con la dirigenza emiliana del Parma l’accordo per la cessione del bomber ai ducali in cambio di 22 miliardi di lire. Oltre 5.000 persone si accalcano in via Novara, sotto la sede amministrativa della Società Sportiva Lazio. La protesta è veemente ma civile: i supporters laziali rivendicano il diritto di sognare. Per troppi anni hanno assaggiato la delusione, l’amarezza e l’umiliazione di una nobile costretta a lottare per non franare negli abissi del calcio provinciale. La Repubblica dell’11 giugno 1995 titola: “Roma si ribella. Signori non parte”. L’articolo prosegue: “La rivolta della Roma biancoceleste ha fermato la mano di Sergio Cragnotti. Al termine di una convulsa giornata, scandita da cortei di protesta che hanno attraversato la città, mentre un assedio dei tifosi circondava la sede della Lazio, e dopo che a Parma Calisto Tanzi aveva già rivelato l’accordo, è arrivato l’annuncio di Dino Zoff: Giuseppe Signori era ritirato dal mercato, era stato tutto un brutto sogno, l’atleta più amato dai laziali restava a Roma”. Qualche anno più tardi, i ragazzi del direttivo ultras Irriducibili organizzeranno una protesta contro la Federazione italiana, in seguito ai torbidi episodi della partita scudetto Parma Juventus; l’epilogo è noto a tutti. La carriera di Beppe conoscerà altri forti sussulti a Bologna, poiché la cessione da parte di Cragnotti arriverà poco più tardi in seguito a dissapori con Eriksson e il beniamino laziale soffrirà di problemi fisici legati a un’ernia che gli condizionerà per sempre la carriera.

La storia di Signori è dunque la storia della Lazio. Talento, bellezza pura e sofferenza. Le vicende legate al calcioscommesse, i problemi fisici, la pesante ombra di campioni ben più considerati e iridati dalla stampa nazionale e un pizzico di fortuna in più che in carriera gli è mancata si intrecciano con i destini della squadra che più di tutti ha dato lustro alle sue capacità. Il legame con la tifoseria, che gli intona cori e gli dedica striscioni, rende idilliaco un rapporto negli anni consolidato e che non ha vacillato neanche davanti alle sentenze della Commissione disciplinare della FIGC. Il secondo marcatore più prolifico della storia biancoceleste, dopo Silvio Piola, ha l’anima laziale e ogni tifoso vorrebbe che il suo beniamino incarnasse lo spirito e l’essenza del club d’appartenenza, vorrebbe che corresse sotto la curva dopo un gol nel derby consapevole di beccarsi un rosso per somma di ammonizioni. Vorrebbe, insomma, che fosse Beppe Signori.

Un ringraziamento speciale a Laziowiki per i dati forniti.



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Liverani ringrazia i tifosi della Lazio: ” Non mi aspettavo che il pubblico biancoceleste mi trattasse così”

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GENOA, GE - AUGUST 11: Fabio Liverani head coach of Lecce during the Coppa Italia match between Genoa CFC and Lecce at Stadio Luigi Ferraris on August 11, 2018 in Genoa, Italy. (Photo by Paolo Rattini/Getty Images)

Liverani torna a parlare di quel Lazio-Lecce terminato 4-2 ringraziando i tifosi della Lazio.

“Tornare a Roma è stato emozionante. Non mi aspettavo quel tipo di accoglienza dai tifosi della Lazio, che mi hanno tributato un saluto. Tornare in una piazza dove ho giocato e ricevere queste dimostrazioni di affetto per me è molto importante, sono contento di tornare nei posti del mio passato”.

Coronavirus e ripresa:

 “Oggi non mi sfiora il pensiero del futuro. Adesso conta solo superare questo momento molto difficile. Il mio pensiero principale è legato a questa tragedia che ha colpito il paese, poi si pensa al resto. La ripresa? Ad oggi non si possono fare delle previsioni precise. Non credo che prima di fine maggio o giugno possa essere fattibile rientrare in campo. Si potrà riprendere quando il rischio sarà 0 per tutti”.



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Garlaschelli: Parole in ricordo di Chinaglia ed il campionato ormai chiuso

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Garlaschelli è intervenuto ai microfoni di Lazio On Air parlando della situazione di Coronavirus nel suo paese, la stagione della Lazio ed il ricordo di Giorgio Chinaglia

 “Qui in paese sono 6500 anime ed è più gestibile la situazione ma in Lombardia l’epidemia ha dilagato, a Milano la situazione sta peggiorando ed una cosa così non l’avevo mai vista. Ci sono moltissimi infetti, purtroppo nessuno sa dare risposte precise e ogni giorno aumentano i morti. Forse la cosa è stata affrontata un po’ in ritardo anche se ora è facile fare valutazioni col senno di poi”. 

SERIE A e STAGIONE LAZIO- “I problemi non mancano, non rischierei più di tanto al momento di voler ritornare in campo. Sembra che questo picco potrà finire dopo Pasqua ma certezze non ce ne sono, difficile far tornare allo stadio anche 500 persone per far svolgere le partite a porte chiuse. Per la Lazio dispiace molto perché stava giocando una grande stagione: so di essere impopolare ma ad oggi credo sia più saggio chiudere qui la stagione. I club sono consapevoli delle gravi ripercussioni economiche ma bisogna pensare alla salute, considerando anche i ragazzi che scendono in campo che vanno tutelati come tutti gli altri. Il tempo mi sembra troppo breve per riuscire ad allestire una ripresa”. 

IL RICORDO DI CHINAGLIA – “Giorgio Chinaglia in campo era un personaggio molto difficile, fuori dal campo era invece un ragazzo eccezionale, straordinariamente generoso. Una volta ci hanno dato delle tessere omaggio per amici, mogli e fidanzate. Ci portarono queste tessere con su scritto Tribuna d’Onore Vip, invece io non avevo il settore Vip sulle mie tessere: Giorgio le tagliò e le fece rimandare in società perché anch’io dovevo avere le tessere di tutti gli altri. Alla domenica poi era un po’… pesantuccio da sopportare (ride ndr)”. 



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8 Anni fa ci lasciava Chinaglia: il ricordo della società

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Sono passati 8 anni quando Giorgio Chinaglia ci lasciò a causa di un infarto.

La società biancoceleste lo ha ricordato tramite i canali ufficiali:

Otto anni fa ci lasciava Giorgio Chinaglia, bandiera biancoceleste e vincitore del primo Scudetto della S.S. Lazio.

Quel dito puntato, quel rigore battuto contro il Foggia, quei 24 gol nel 1973/74, sono immagini che il popolo biancoceleste non dimenticherà mai.

Nel cuore di tutti è sempre vivo il suo ricordo.




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Lazio senti mister Reja:” Puoi farcela comunque”

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Un pezzo di cuore, per l’ex mister biancoceleste Reja, sarà sempre della Lazio. Come riporta l’odierna rassegna stampa di Radiosei, anche lui si è soffermato a riflettere sul momento che l’Italia intera e non solo sta vivendo. Terminare i campionati entro luglio, dice, sarebbe una fortuna per tutto il calcio. Ma ora non si possono calcolare tempistiche, ciò che conta è che il virus si fermi. Prima di questo stop, la Lazio era stata protagonista di una stagione straordinaria, riuscendo a contendere lo Scudetto alla Juventus. E così ha commentato Reja: “Un sogno. Senza impegni europei, giocando una partita a settimana, Inzaghi aveva buone possibilità di riuscirci. Mi sembra un’opportunità unica e non è detto ancora che non ci riesca”. L’ex allenatore biancoceleste, si dice contento di aver rivisto finalmente l’Olimpico pieno, con tanta gente colma di entusiasmo. La sua speranza è quella di rivedere queste immagini il prima possibile. E sulla organizzazione del campionato post emergenza è chiaro, sarà difficile riprendere in estate a causa dei necessari ritmi sostenuti che verranno imposti. Poi conclude: “Idea play-off? La Lazio meriterebbe di giocarsi lo Scudetto fino in fondo, magari vincendo all’ultima giornata”.



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“Se Serie A riprende nessun significativo impatto sui ricavi”

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Nel caso in cui il Campionato dovesse riprendere e terminare regolarmente, dato anche lo slittamento dei campionati europei ed in considerazione della data di fine stagione dei contratti riferiti ai calciatori, non si dovrebbero avere significativi impatti sui proventi dell’esercizio”. Lo spiega la Lazio, nel comunicato con cui ha reso noto i risultati economici dei primi sei mesi dell’esercizio 2019/20.

Come noto, a partire dal mese di gennaio 2020, lo scenario nazionale e internazionale è stato caratterizzato dalla virulenza di una pandemia derivante dalla diffusione del virus “Covid 19” e dalle conseguenti misure restrittive per il suo contenimento, poste in essere da parte delle autorità pubbliche dei paesi interessati e nello specifico dal Governo Italiano”.

Il Consiglio Federale della FIGC, tenutosi in data 9 marzo 2020, ha decretato la sospensione delle competizioni sportive calcistiche sino al 3 aprile 2020. Tale situazione non permette di conoscere le reali conseguenze di carattere patrimoniale ed economico sulla seconda parte della stagione sportiva”.

In particolare, nel caso in cui il Campionato dovesse riprendere e terminare regolarmente, dato anche lo slittamento dei campionati europei ed in considerazione della data di fine stagione dei contratti riferiti ai calciatori, non si dovrebbero avere significativi impatti sui proventi dell’esercizio. Tale orientamento è considerato dai Consiglieri di Gestione probabile anche in considerazione di quanto anticipato dal presidente della UEFA che ha dichiarato che la conclusione dei campionati nazionali deve avere la precedenza rispetto alle competizioni europee e che le opzioni ad oggi immaginabili sono la ripresa dei campionati nazionali a metà maggio, inizio giugno e fine giugno“.

È importante però segnalare che la pandemia che ha colpito il nostro Paese ha causato un contesto di generale incertezza, le cui evoluzioni e i relativi effetti non risultano ad oggi completamente prevedibili. Le potenziali ricadute economiche saranno oggetto di costante monitoraggio nel prosieguo dell’esercizio”.

Con riferimento alle attività patrimoniali la cui recuperabilità è annualmente verificata attraverso impairment test o determinazione del fair value, non si ravvedono elementi di criticità dovuti alla crisi sanitaria e al conseguente rallentamento dell’economia nazionale, in quanto supportate da contratti esistenti o da valutazioni al momento non direttamente legate al contesto emergenziale (i.e. library, asset immobiliari). Inoltre, il valore dei diritti alle prestazioni dei calciatori che costituiscono la parte significativa del capitale investito netto non dovrebbe risentire in modo significativo dei crisi sanitaria. Si segnala a tal proposito che non sono stati riscontrati casi di contagio all’interno della rosa”.

Tuttavia anche negli altri scenari legati alla prosecuzione del campionato di calcio di serie A ad oggi esaminati dagli organi competenti e ritenuti accettabili, i Consiglieri di Gestione ritengono non vi siano temi di continuità aziendale e/o di recuperabilità dei beni patrimoniali”, conclude la Lazio.



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Diaconale rincara la dose contro la Juventus

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Artuto Diaconale non si tira indietro e non cambia la sua idea sul campionato e sulla Juventus. Parole ai microfoni di Radio Punto Nuovo che parlano di come la Juventus pensi solamente al suo orticello.

“La Juventus ha già un accordo con i propri calciatori per un taglio consistente che la mette a riparo su vari fronti. Il mondo del calcio avrebbe bisogno di un minimo di buon senso. Nessuno dice che il Coronavirus non esiste, ma va detto che non potrà impedire il ritorno alla normalità e bisogna impegnarsi nel guardare il post pandemia. Mi sembra che tutti coloro che sostengono che il campionato è ormai morto, che bisogna chiuderlo il prima possibile, non tengono conto di un particolare molto importante: gran parte delle società di Serie A sono quotate in borsa e queste affermazioni sono un colpo per le quotazioni. Bisognerebbe fare un conto di quanto le quotazioni siano calate in seguito alle dichiarazioni rilasciate. Il problema sono quelli che si ammantano d’ipocrisia per perseguire i propri interessi, sono un liberale e credo che ogni interesse sia legittimo, ma devono essere trasparenti. C’è un danno oggettivo verso le società quotate in borsa, l’eccesso di chiacchiera, provoca un danno. Non vorrei che alla fine di tutta questa storia si finisse in questioni giudiziarie da chi viene danneggiato da un’eventuale sospensione, ma non si capisce perché il Benevento debba essere sfavorito da una promozione già conquistata sul campo, sarebbe ingiusto creando una coda di ricorsi giudiziari”.

Le posizioni di Lazio e Napoli

“90 milioni di risparmio della Juventus? La Juventus ha curato i propri interessi, un taglio di quella cifra riesce a riequilibrare o dare solidità al proprio bilancio. Magari se l’avesse concordato con le altre società e con i calciatori sarebbe diventata una misura erga omnes, così riguarda soltanto loro. La Lazio prenderà una decisione insieme a tutte le altre società, sicuramente il taglio degli stipendi dei giocatori è una misura che può aiutare le casse delle squadre, ma va trattata. De Laurentiis e Lotito? Più che indiscrezioni sull’asse, credo ci siano dati oggettivi che portano Lazio e Napoli ad avere interesse nel portare a termine il campionato. In questo caso la comunanza degli interessi porta automaticamente ad avere delle sintonie. Quando sento parlare con troppa enfasi di etica e di morale non metto mano alla pistola, ma sento odore di ipocrisia. Basta con quest’etica che nasconde altre cose”. 

Poi sul possibile stop definitivo della Serie A, Diaconale ha ammesso a Radio Kiss Kiss: “L’orientamento dei club qualora si dovesse proseguire con questa chiusura totale è la non assegnazione del titolo. Questa situazione però, è delicata. La logica delle società in sede di decisione è quella di evitare danni maggiori”.



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Calciomercato Lazio: Jordan Lukaku e la Lazio si valuta l’addio

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In questo periodo di quarantena dovuta al coronavirus, solamente Jordan Lukaku è in Belgio ma non è scappato insieme al fratello Romelu Lukaku. Il belga si trova in patria per curarsi ancora alle ginocchia.

Un nuovo stop dopo l’assist di Gennaio. Un’operazione agli arti della scorsa stagione che lo ha tenuto fuori dai giochi per una stagione e mezza e fatto saltare anche un trasferimento in Premier League visto che non superò le visite mediche.

L’esterno biancoceleste approfitta dunque lo stop forzato per recuperare la forma fisica e, nonostante un rinnovo con la Lazio fino al 2023, mai ufficializzato dalla società biancoceleste, la rassegna stampa di radiosei parla di un probabile addio.

Il giocatore e la Lazio potrebbero lasciarsi già da quest’estate, con Jony e Lulic che ricopriranno il reparto e, in caso di mancata cessione, il giocatore andrà in prestito con diritto o obbligo di riscatto.

Le due strade dunque si separeranno dalla prossima stagione se verranno confermate le parole dei portali biancocelesti.



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Il Coronavirus mette nei guai la Roma: trattativa saltata tra Pallotta e Friedkin

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revenge porn as roma

Il Coronavirus ha stoppato tutto il mondo a livello economico e le ripercussioni sono arrivate anche nel mondo del calcio. Dopo il taglio degli stipendi, Pallotta dovrà fronteggiare un’emergenza economica non bella a Trigoria con la Roma piena di debiti e l’abbandono del tavolo delle trattative di Friedkin.

A riportare la notizia è Sky Sport che annuncia lo stop al passaggio di proprietà del club giallorosso al magnate texano.

Non è detto che possa riprendere un dialogo concreto tra i due ma la situazione di profondo rosso nelle casse del club di Trigoria, possano incrementarsi ancor di più con i mancati guadagni di questi mesi dove il calcio si è fermato del tutto.



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Totti e Toni show: ” Comprare la Roma? Adesso costa di meno”

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Una chat di gruppo su Instagram tra i campioni del Mondo del 2006 s’è trasformata in un Francesco Totti show. L’ex capitano della Roma, invitato da Toni a parlare con i fan, ha detto la sua anche sul campionato: “Per me non riprende. Sarà un bel casino, anche perché adesso con la Fifa e la Federazione dovranno uscire allo scoperto”. Insomma, un’opinione forte.
S’ammorbidisce Francesco quando si parla di giallorosso: “Hai nominato la Roma e mi hai fatto tremare per un attimo…”, risponde all’amico Toni, che lo incalza convinto che “tanto il prossimo proprietario della società ti butta dentro”. L’ex numero 10 sorride: “Se mi chiama per giocare, gioco volentieri”. Secondo Toni però a comprarla potrebbe essere proprio lui: “Be’, adesso costa meno. Avevo iniziato il corso da allenatore, ma è tosto. Ho fatto un corso privatamente, non con Coni o Figc, da manager a Roma e poi a Londra. Mi sono fatto spiegare tutto: come si fanno i contratti, l’andamento dei giocatori”.



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Il comunicato di Lionel Messi: ” Ci abbassiamo lo stipendio del 70%”

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Il Barcellona segue il suo capitano in un momento di crisi da coronavirus. Se in Italia le squadre stanno decidendo ancora la percentuale di taglio degli stipendi con la Juventus regina con il 30 %, dalla Spagna, Messi annuncia il drastico taglio con un comunicato ufficiale:

Si è scritto e si è detto molto sulla prima squadra del Barcellona in riferimento agli stipendi dei giocatori durante questo periodo di Stato di Allarme.

Prima di tutto, vogliamo chiarire che la nostra volontà è sempre stata quella di applicare un ribasso degli stipendi che percepiamo, perché capiamo perfettamente che si tratta di una situazione eccezionale e siamo i primi che abbiamo sempre aiutato il club quando ce lo ha chiesto. Incluso molte volte che lo abbiamo fatto di nostra iniziativa, in altri momenti che ritenevamo necessari o importanti.

Pertanto, non smette di sorprenderci che all’interno del club c’erano quelli che cercavano di metterci sotto la lente d’ingrandimento e cercavano di aggiungere su di noi pressione per fare qualcosa che noi sempre sapevamo che avremmo fatto.

Dalla nostra parte, è arrivato il momento di annunciare che, a margine della decurtazione del 70% dei nostri stipendi durante lo Stato d’Allarme, daremo un contributo affinché i dipendenti del club possano riscuotere il 100% del loro stipendio fino a quando durerà questa situazione.

Se non abbiamo parlato finora è perché la priorità per noi era trovare soluzioni che fossero reali per aiutare il club, però anche coloro che sarebbero stati maggiormente colpiti da questa situazione.

Non vogliamo lasciarvi senza mandare un affettuoso saluto e un incoraggiamento e tutti i culé che stanno vivendo momenti tanto difficili, così come a tutti coloro che aspettano pazientemente la fine di questa crisi a casa. Usciremo da tutto ciò molto presto e lo faremo tutti insieme. Visca el Barça i visca Catalunya!”.



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Luciano Moggi: ” Se fossi ancora alla Juventus non avrei paura di finire il campionato”

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Moggi torna su Perugia-Juventus del 2000: "Il campo a Bergamo era migliore, ma a Perugia giocammo lo stesso"

Luciano Moggi è intervenuto in una diretta Youtube nei canali Juventini. L’ex bianconero si è esposto sulla possibile ripresa del campionato e la sfida Lazio-Juventus per lo scudetto.

“Se fossi ancora dirigente della Juve, nessuna paura di continuare il campionato. Se ci fossero chiaramente le possibilità. La Juve può vincere il nono di fila, Lazio avversario più pericoloso prima della sospensione. Ha un centrocampo invidiabile”.



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Miro Klose si dispiace per l’Italia: ” Spero che in futuro ci sarà più solidarietà”

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Miro Klose è stato raggiunto dai media tedeschi parlando anche della situazione Coronavirus in Italia:

È davvero brutto. Devo davvero dirlo. Ho un sacco di conoscenze, amici intimi lì. In cinque anni ho instaurato molte relazioni amichevoli e sono spesso in contatto con altri giocatori. Il Coronavirus ha colpito molto duramente il Paese. Un mio conoscente abita anche a Bergamo, non sanno cosa fare in questo momento. Non possono uscire, è molto difficile la situazione. Nessuno può dire come andranno le cose nel calcio e nella vita. Tuttavia, spero che ci sia una forte solidarietà anche in futuro”.



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Speranza anticipa Conte: ” Misure prolungate fino a Pasqua ( almeno )”

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Il Colosseo, Roma, 12 marzo 2020 (ANSA/ANGELO CARCONI)

Il ministro della Salute Roberto Speranza ha rilasciato delle parole ai microfoni del Tg 1: “Le misure estese in tutta Italia verranno prorogate fino a Pasqua”. Il vecchio dpcm rimarrà in vigore fino al 3 aprile, e sarà atteso dunque uno nuovo decreto che prolungherà la chiusura di tutto il territorio nazionale fino ad almeno il 12 Aprile ( Pasqua).



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Igli Tare contro l’annullamento del campionato: ” Ingiustizia e mancanza di rispetto verso i morti”

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Igli Tare durante un'intervista sulla Lazio

Igli Tare è intervenuto ai microfoni di Sport 1 parlando della gestione del coronavirus e la probabile cancellazione della stagione sportiva.

“Nonostante la situazione catastrofica nel Paese, io e la mia famiglia stiamo tutti bene. Per fortuna nessuno di noi è stato infettato dal virus, ma ho amici che hanno perso i loro genitori”. La Lazio si augura che la stagione non finisca qui: “Il campionato deve andare avanti per rispetto delle morti e di tutti i tifosi. Non è un tempo maturo per decidere circa la cancellazione. Il numero di persone infette sta diminuendo e interrompere la stagione sarebbe ingiusto”. L’Italia intanto è in quarantena: “Siamo chiusi in casa da tre settimane, si può soltanto uscire per andare a fare la spesa o recarsi in farmacia. Negli altri momenti della giornata siamo in quarantena. Stiamo cercando di seguire i provvedimenti presi dal governo, sono state decisioni importanti per poter tornare a sperare in una normalità per il nostro Paese. Preghiamo per questo”. Tare ha raccontato la sua routine: “Quando il virus si è diffuso eravamo focalizzati soltanto su quello. Adesso cerchiamo di non stare più tutto il tempo davanti la televisione e vedere quelle immagini spaventose. Bisogna cercare di non deprimersi, senza avere a che fare tutti i giorni con delle tragedie. Questo ti ucciderebbe. Con mia moglie allora cerchiamo di distrarre i bambini. Per il resto manteniamo un po’ di contatti attraverso il computer e cerco di allenarmi un po’ anche per rilasciare lo stress. La situazione è davvero deprimente. Con chi mi alleno? Coi ragazzi e nella sala pesi che abbiamo in casa”.

Incertezze:

“Quello che mi ha spaventato di più è l’incertezza riguardo il virus. Mi ha spaventato sentire ogni giorno una versione differente, è davvero triste dover fronteggiare una cosa simile nel 2020. E bisogna farlo tutti i giorni quando ci alziamo. Le conseguenze di questo virus influenzeranno la nostra vita quotidiana nelle prossime settimane e mesi. La nostra vita non sarà più la stessa. Ci si chiede come sarà possibile tornare a una normalità, come continuare. Cerchiamo solo di trarre lezioni da questo momento terribile, di restare positivi e fiduciosi riguardo il futuro. Io ho un carattere molto forte e non ho pianto in queste settimane, ma non avrei potuto evitare le lacrime se fosse successo qualcuno a me vicino. Grazie a Dio non è accaduto. Ho molta paura per bambini e anziani oltre che per il futuro. Restiamo positivi sperando che le cose non peggiorino. Quando diventi grande e hai figli inizi a preoccuparti. A Roma per fortuna la situazione non è critica come al Nord”.

Lazio e Giocatori a contatto:

“Con i giocatori e lo staff ci sentiamo ogni giorno singolarmente, è dura aspettare che tutto ricominci. Tuttavia dobbiamo avere grande rispetto per coloro che, da settimane, combattono in prima linea per salvare le vite di tante persone malate. Allo stesso tempo però vorremo tornare a una normalità e questo significa anche allenarci. I giocatori non attendono altro, aspettano solo il momento in cui possa tornare la normalità anche all’interno del club. A quel punto bisognerà ritrovare lentamente la forma e uscire da questo horror il prima possibile”.

Collasso in caso di stop al calcio:

“Per il calcio italiano fermarsi qui sarebbe un disastro. Proveremo a evitare che questo accada con tutta la nostra forza affinché si continui la stagione. Oltre il 75% dei club nel calcio italiano finanzia il proprio budget attraverso i diritti televisivi: se questi ricavi non dovessero esserci, ciò porterebbe al collasso”.

Secondo posto alla Lazio:

“Ci sono diversi motivi dietro il secondo posto, uno dei principali è la crescita della squadra. Avevamo disputato un’ottima stagione già lo scorso anno con la vittoria della Coppa Italia contro l’Atalanta, cui ha fatto seguito la Supercoppa di dicembre. Il secondo posto e le prestazioni attuali sono la logica conseguenza di quanto fatto lo scorso anno. È davvero un peccato che questa corsa sia stata stoppata all’improvviso dall’emergenza coronavirus. Se mi sento tradito dal Coronavirus? Io credo molto nel destino, purtroppo bisogna accettare la situazione. Ma proveremo a tornare al successo quando il tempo ce lo permetterà. Qualsiasi momento sarà torneremo in campo e cercheremo di riprendere da dove avevamo finito: non sarà facile, ma speriamo di farcela”.

Futuro a Roma

“Seguo sempre da vicino la Bundesliga, ho un forte legame con la Germania dove ho passato nove anni della mia vita imparando molto. La Germania sarà sempre centrale nella mia vita, ma a Roma sto molto bene. È casa mia e la Lazio la mia seconda famiglia. Negli ultimi anni abbiamo fatto qualcosa di importante e sono molto orgoglioso. Per questo penso che resterò qui ancora per qualche anno. La Bundesliga però è ovviamente un campionato interessante e mai andrebbe rifiutata. Non si sa mai come la vita andrà avanti”.



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Lazio Il vicesindaco di Auronzo “Ci faremo trovare pronti”

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Lazio players training in Auronzo di Cadore with mountains in the background, or a photo of the Auronzo landscape.

Sembrava dovesse essere una formalità, la Lazio aveva già individuato le date fra l’11 e il 25 luglio per il ritiro di Auronzo di Cadore. Lo stop del campionato, e la possibilità di una ripresa soltanto a maggio però, hanno scombinato tutti i piani. Difficile che le date possano essere rispettate, ma a far chiarezza sulla situazione ci ha pensato il vicesindaco di Auronzo Enrico Zandegiacomo, in costante contatto con Gianni Lacchè, organizzatore del ritiro per conto della Media Sport Event. “Siamo già al lavoro, in vista della prossima estate e fiduciosi sul fatto che la Lazio sarà da noi”, ha esordito ai microfoni de Il Corriere delle Alpi. “Noi possiamo fare la nostra parte, come è già successo in tutti questi anni, ma dipende da diversi altri fattori, tanto per cominciare la fine dell’emergenza sanitaria, che stiamo vivendo. Bisognerà vedere anche quando terminerà il campionato, sempre con la speranza che possa riprendere quanto prima. Noi non ci faremo trovare impreparati e, fin da ora, stiamo studiando delle nuove iniziative, sia per i tifosi ospiti che per i nostri paesani”. 

Poi prosegue: “Non ci sarebbero problemi, nemmeno in caso di qualche settimana di ritardo. Gli impianti sportivi sono tutti a disposizione, anche perché non è stata fermata solo la serie A, ma anche tutti i campionati dilettantistici regionali. Ero e rimango fiducioso sul fatto che la Lazio sarà ancora con noi. Mi risulta che ci siano già delle prenotazioni negli alberghi, alle quali mancano naturalmente le conferme, perché le date sono ancora incerte. I tifosi più fedeli della Lazio sono ormai abituati a passare le vacanze con la squadra e saranno in molti anche quest’estate. C’è un grandissimo entusiasmo per i risultati di questa annata sportiva e ci aspettiamo un incremento delle presenze”. Chiosa finale sulle possibilità di vittoria dello scudetto: “Non andiamo a dirlo in giro, nemmeno sottovoce, ma non può che essere il nostro augurio. Sarebbe una stagione ancora più felice per Auronzo e tutta la zona, perché vorrebbe dire avere un’affluenza addirittura senza precedenti. Noi ci siamo e vogliamo avere anche la Lazio”. 



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Hernanes: “ Ho l’Italia nel cuore”

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Anderson Hernanes, 156 presenze con la Lazio tra il 2010 e il 2014, si è detto vicino al popolo italiano in questo momento di sofferenza: “Una nazione che mi è entrata dentro, la mia intenzione è di tornarci una volta che avrò smesso con il calcio. Mi si stringe il cuore nel vedere l’Italia in queste condizioni. Ho quattro figli, la più grande è con me qui in Brasile, gli altri tre bambini vivono lì con la mamma”, le sue parole in Brasile a SportTv. “Gli amici con cui parlo sono disperati, non sanno come combattere e cosa fare. Sono molto turbati. Prego e spero che questo momento passi in modo che l’Italia possa respirare un po’…”. 



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Tare:“sembra di vivere un sogno”

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tare klose
Igle Tare 2013/08/18 Roma, Stadio Olimpico Supercoppa Tim Juventus vs Lazio 4-0 foto Antonietta Baldassarre Insidefoto

L’emergenza Coronavirus ha messo in ginocchio il Paese. Tutto fermo, la situazione di disagio continua. A farne le spese sono in molti, anche il calcio, che potrebbe decidere di tagliare gli stipendi ai calciatori, così come già fatto dalla Juventus, per rientrare di una perdita enorme. Il ds della Lazio, Igli Tare, ai microfoni di Sport1, intervenendo sulla questione ha ammesso: “Dobbiamo ancora pensarci. I nostri calciatori sono in contatto tra loro, ma non hanno ancora parlato di questa situazione. Ma posso immaginare che ben presto taglieremo gli ingaggi anche noi”. Poi sul momento: “Sembra di vivere in un film horror. All’inizio tutto è stato preso un po’ alla leggera. Ora non parliamo più di una situazione sola, ma di una guerra. Se vedi i camion militari che partono con le bare dei morti dentro, rimani scioccato e senza parole. E i numeri dei deceduti purtroppo ogni giorno sono terrificanti. Questo è un disastro per l’intero Paese”



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Non cambia la posizione presa dal presidente Lotito

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Claudio Lotito, presidente della Lazio, visibilmente contrariato mentre rilascia dichiarazioni all'uscita dall'Assemblea di Lega.

Come afferma la rassegna stampa di quest’oggi sul corriere dello sport. Il presidente LOTITO non intende cambiare la linea intrapresa nei confronti della stagione in corso.

Posizione di attesa. La Lazio non ha ancora tagliato gli stipendi e neppure ha iniziato a negoziare. Lotito ha preso tempo. Una mossa coerente e in linea con la strategia adottata nelle scorse settimane, quando ha chiesto ai suoi giocatori di non lasciare Roma e continuare ad allenarsi a casa nella speranza di poter tornare alla normalità nel più breve tempo possibile e di chiudere il campionato anche sforando il limite del 30 giugno, per giocare le ultime dodici partite, come ipotizzato dalla stessa Federazione. Sul tema degli stipendi la posizione è chiara: il club biancoceleste si adeguerà all’intesa e alle misure che verranno prese dalla Lega di Serie A e dall’Associazione Calciatori (oggi primo appuntamento). Una strategia figlia di un obiettivo sempre più chiaro e ben definito dai comportamenti delle società. Tutte, nessuna esclusa e come qualsiasi azienda, dovranno misurarsi con i danni economici e finanziari provocati dall’emergenza coronavirus e dallo stop. La manovra studiata e ipotizzata può far comprendere quale sia la direzione intrapresa.



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l’Inter richiama i giocatori scappati dall’Italia

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Una veduta notturna dello Stadio Meazza-San Siro a Milano illuminato, pronto per la sfida di Serie A tra Milan e Lazio. (Contiene menzione del canale DAZN e Fire TV Stick per l'affiliazione).

Arriva il dietrofront dell’Inter. La data degli allenamenti non è ancora nota e forse lontana ma il club neroazzurro, dopo il rompete le righe, ha richiamato alla base Handanovic, Young, Moses, Brozovic ed Erikssen. I giocatori erano volati via nei loro paesi dopo la quarantena quando casa loro non era ancora arrivato il Lockdown totale.

Il club cinese ha fissato l’ultimatum per rientrare entro il 12 Aprile in modo di fare i 14 giorni di quarantena obbligatoria per un eventuale ripresa degli allenamenti.



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Tokyo 2021, a breve la data ufficiale dal Cio

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Le Olimpiadi di Tokyo 2020 sono state spostate al 2021. Giovanni Malagò è intervenuto ai microfoni sportivi annunciando che il CIO comunicherà a breve la data ufficiale.

“Questo evento è storia, è riconosciuto come il più importante nel mondo dello sport e non solo. Oggi più che mai c’è una grande attesa, e ci sono tutti i presupposti per far sì che dalle Olimpiadi di Tokyo si possa ricominciare al meglio e mandare dei nuovi segnali a tutti. Non c’è nessuna notizia ufficiale, ma rimane la possibilità di anticiparle: il Cio è in contatto con le federazioni per capire le date della stagione. Io ho un’idea, forse mi sbaglio ma non credo, anche perché ho parlato con tanti amici e colleghi di questo mondo. Penso che entro poco il Cio uscirà con la data del 23 luglio, con buona pace di tutti. In assoluto è la data che crea meno problemi per organizzare un 2021 pieno di impegni. Giusto per dirne uno c’è l’Europeo di calcio, l’NBA e altre manifestazioni”.



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Tommasi contro chi vuole tornare ad allenarsi: ” Noi seguiamo i medici!”

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Damiano Tommasi torna a parlare delle squadre che stanno spingendo per tornare ad allenarsi nei rispettivi campi:

“Siamo disponibili a fare la nostra parte. Bisogna capire se si tornerà a giocare oppure no. La priorità resta la salute dei calciatori. Sento parlare di squadre che vorrebbero tornare ad allenarsi, ma noi seguiamo il protocollo della federazione medici. Al momento il calcio non è fra le priorità. Occorre cambiare abitudini, poi penseremo alla sostenibilità del sistema calcio”.



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Mauro Zarate si pente: ” Non dovevo lasciare la Lazio”

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Mauro Zarate racconta il suo passato alla Lazio: dalla rissa con Kolarov al rimpianto di aver lasciato il club biancoceleste.

Mauro Zarate si sta pentendo e ricorda i suoi momenti con la Lazio definendo un errore quello di lasciare Roma. Le sue parole al portale Clarin:

“Mi sono pentito di aver lasciato la Lazio. Così come mi sono pentito di aver mollato con West Ham e Fiorentina. L’errore più grande è stato andare via da Roma come idolo. Dopo quello sbaglio, in Inghilterra sono tornato a giocare su buoni livelli. Ho deciso però di lasciare perché non mi piaceva la posizione in cui mi facevano giocare in campo. La gente mi amava moltissimo. Sono andato alla Fiorentina, mi sono guadagnato un posto da titolare e ho giocato su buoni livelli. Poco dopo mia moglie Naty si è ammalata e l’allenatore non mi ha compreso (Paulo Sosa, ndr). Mi sono bloccato senza riuscire a far fronte alla situazione. Sapevo che il tecnico sarebbe andato via da lì a 3 mesi, ma non ho resistito. Ho mollato anche se non volevo”.



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Taglio degli stipendi. La Juventus apre le danze e Ronaldo rifiuta 10,3 milioni di euro.

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taglio stipendi serie a
taglio stipendi serie a

Il calcio, come tutte le aziende ferme per l’emergenza Coronavirus, manca di entrate ed i club non stanno incassando neanche loro. Al via al taglio degli stipendi dunque con la Juventus regina dell’idea alla quale tra staff e giocatori, risparmierà oltre 90 milioni di euro ( taglio del 33% su tutti gli stipendi ). Il più clamoroso è quello di Cristiano Ronaldo che farà a meno di 10,3 milioni di euro per le 4 mensilità di Marzo, Aprile, Maggio e Giugno.

Seguiranno anche le altre squadre della Serie A e la Lazio di Lotito, in caso di stessa percentuale dei bianconeri, risparmierà 13,5 milioni di euro circa



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Nicchi tuona contro chi vuole ripartire: ” Non mandiamo i nostri arbitri a rischiare la vita”

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Lazio-Udinese: ARBITRA Piccinini! ⚽ Designazione UFFICIALE: PRECEDENTI, STATISTICHE e FISCHIETTO

La ripresa del campionato in questo periodo è la preoccupazione di molte fazioni dai giocatori, da alcuni club fino ad arrivare agli arbitri. Lo stesso presidente dell’AIA, Nicchi, è intervenuto ai microfoni sportivi:

“Io credo che prima di parlare di sensazioni e prospettive a breve lungo termine bisogna guardare al presente e alla battaglia che stiamo combattendo contro il coronavirus. Gli arbitri sono persone di regole, come sempre rispetteremo le disposizioni governative e della Federazione. Nella drammaticità del momento continuiamo a lavorare sulla ripartenza, ma il quando non dipende da noi. Noi siamo pronti a riaccendere il motore, ma certo non possiamo mandare arbitri allo sbaraglio a rischiare la vita. Servono garanzie per tutti, anche per noi. I motori al momento sono fermi, poi ognuno a casa fa quello che si sente di fare. Noi però siamo pronti, nonostante il momento di grande difficoltà. Vogliamo essere protagonisti della ricostruzione”. 



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FIGC, Gravina propone Luglio per ricominciare

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gravina scommesse
lazio torino

Come ha ribadito il ministro dello Sport, Spadafora, non si ripartirà a Maggio con il campionato e saranno vietati ancora per qualche periodo gli allenamenti delle squadre. Il presidente della FIGC, Gravina, ha espresso l’ennesima possibilità per ricominciare:

 “La priorità del calcio è la salute di tutti e la solidarietà. Quando torneremo a giocare dipende dal virus. Il nostro piano è chiaro: rispettare il valore della competizione sportiva. L’obiettivo è finire i campionati, arrivando alla definizione delle classifiche. Abbiamo capito che ripartire a maggio sarà difficile, ma possiamo spingerci sino a luglio. Stiamo cercando di adattare la situazione alla nostra realtà. Non vogliamo invadere la stagione che verrà perché c’è l’Europeo. Abbiamo una deadline: chiudere entro la fine di maggio 2021″.

Serie A:

 “Ci guida una stella polare che sono le norme e non è facile modificarle. La serie A a 22 squadre nell’anno in cui bisogna chiudere prima non mi sembra una strada percorribile. Le cifre delle potenziali perdite mi sembrano fuori luogo. Siamo convinti che certe risorse dobbiamo procurarcele da soli. Stiamo studiando un piano salva calcio per il rilancio di questo importante settore produttivo del Paese”.



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