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Giroud a telefoot: ” La Lazio aveva fatto di tutto ma l’Inter era la mia priorità”

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Giroud torna a parlare della trattativa invernale dove la Lazio si è mossa solo ed esclusivamente per lui prendendo un due di picche all’ultimo minuto del calciomercato.

“Mi vedevo lontano dal Chelsea. Vedevo sei mesi complicati davanti a me ed è per questo che ho avuto il desiderio di cambiare aria. Per cui ho provato a partire a gennaio. Era tutto fatto, ma alla fine il Chelsea non mi ha voluto lasciar andare. La conditio sine qua non per il mio addio era che trovassero un sostituto. Il 31 gennaio avevo ancora la speranza di partire.

La Lazio, dal canto suo, ha tentato il tutto per tutto venendo addirittura a Londra per provare qualcosa ma l’affare è stato bloccato. Tutti sanno che il progetto sportivo dell’Inter era il più interessante per me. Ho sentito Conte al telefono, mi conosceva dai tempi del Chelsea quando mi fece venire a Londra: questo era un vantaggio per me. In più l’Inter gioca la Champions, è un grande club. Lione? Ho sentito il presidente al telefono, Aulas ha esternato l’interessamento nei miei confronti, ma gli ho detto che la mia priorità andava ai nerazzurri. Partenza solo posticipata? Chissà…”.



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Ecco le 4 opzioni per la ripresa del campionato: le parole del presidente della Uefa Ceferin

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Bodo Glimt Lazio neve

Ai microfoni di Repubblica è intervenuto Aleksander Ceferin, presidente della Uefa parlando delle 4 opzioni per la ripresa di Campionati e Leghe:

Ci sono almeno tre opzioni: ricominciare a metà maggio, a giugno o alla fine di giugno. Se poi non dovessimo riuscirci, la stagione probabilmente sarebbe persa. C’è anche l’opzione di riprendere all’inizio della prossima, cominciando più tardi quella successiva. Vedremo la soluzione migliore per Leghe e club



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Arturo Diaconale sulla ripresa del campionato: ” C’è ipocrisia”

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Arturo Diaconale, portavoce della Lazio,è tornato a parlare delle polemiche sulla ripresa del campionato come ospite di QSVS su Telelombardia.

“Ci sono squadre che hanno chiesto in maniera esplicita che il campionato sia annullato, mentre altre come la Lazio hanno chiesto si possa completare”

 “Non ripartire comporterebbe una serie di disastri e fallimenti, specie nelle serie inferiori. Io non parlo a nome della società, ma non mi sembra che ci sia una spinta forsennata a giocare a ogni costo, quanto una discussione per decidere il da farsi.  Si sta verificando un fenomeno curioso: gli interessi della Lazio sono considerati egoistici, mentre quelli di altri club sono valutati come virtuosi. È un’ipocrisia inaccettabile: o sono tutti legittimi o no. Magari la Juve non sta facendo tutto per chiudere la stagione e vincere il campionato, ma lo stesso discorso vale per la Lazio. Non è che ha vinto lo scudetto se il campionato riparte. Bisogna giocare per vincerlo. 

Al presidente Lotito vengono attribuite dichiarazioni che non so se abbia pronunciato, mentre ci sono situazioni oggettive: Juve e Inter hanno più difficoltà a ritornare ad allenarsi in breve tempo, perché hanno diversi giocatori andati via con autorizzazione, ma che se dovessero tornare dovrebbero attendere i famosi 14 giorni di quarantena”.



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Igli Tare: ” Bisogna combattere il virus e pensare allo scudetto”

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tare champions

Igli Tare è intervenuto ai microfoni di TuttoSport parlando della sessione estiva della stagione e del coronavirus che ha bloccato tutto e tutti:

“La priorità è combattere il virus e chiudere la stagione, non riuscirci sarebbe fatale per la situazione economica del calcio. Speriamo di giocarci lo Scudetto fino all’ultimo, anche se non si può ancora sapere quando si riprenderà. Solo dopo penseremo a come organizzare il mercato. L’unica cosa certa è che sarà più complicato. L’abbassamento generale dei prezzi è possibile, ma molto dipenderà anche da come concluderemo l’annata. Non mi intriga l’idea di una sessione sempre aperta fino all’inverno”.



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Dybala racconta la sua avventura con il Covid_19: dolori forti e mancanza d’aria dopo 5 minuti

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dybala squalifica
dybala

Paulo Dybala è intervenuto ai microfoni ufficiali della Juventus parlando del suo contagio con il covid-19 ed i sintomi.

Ho avuto sintomi forti, ma oggi già sto molto meglio – . Posso muovermi meglio, camminando e cercando di allenarmi. Nei giorni scorsi mi mancava l’aria, non riuscivo a fare niente già dopo cinque minuti. Mi facevano male i muscoli. Per fortuna adesso io e Oriana stiamo meglio”.

Passata la paura ha raccontato cosa si prova a giocare sia con Messi che con Cristiano Ronaldo:

Vi ho portato tre maglie speciali. La prima è di Buffon, quella dei 120 anni della Juve. È strana e molto particolare. C’è la sua firma, quindi non so quanti avranno questa maglia. Lui ha voluto scambiarla con me quel giorno, questa maglia è la storia del calcio. Poi ci sono altre due maglie molto importanti (Messi e Ronaldo, ndr) che rimarranno nella nostra storia. Avere la fortuna di giocare con entrambi è qualcosa di straordinario. Questi tre saranno per sempre nella storia del calcio e li terrò sempre con me”.



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Serie A: Milinkovic nella top 5 di quest’anno con i Trick e Sterzate (video)

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Trick e Sterzate della Serie A 2019-2020? Milinkovic nella Top 5. Lo sport si ferma per combattere il coronavirus ma la pagina della Serie A regala emozioni sui suoi canali social per portare al tifoso un po’ di calcio.

Al primo posto troviamo Milinkovic Savic ed il suo dribbling in palleggio in Lazio-Inter terminata 2-1.

Secondo posto per Ramirez nella 13esima giornata contro l’Udinese, match vinto dai blucerchiati per 2-1

Terzo Posto Castilejo contro l’Udinese alla prima giornata, match perso dai rossoneri per 0-1.

Quarto posto Allan alla sesta giornata contro l’Empoli, match vinto dai partenopei 2-1

Quinto posto Djuricic nella 18esima giornata dove il Genoa vince in casa contro il Sassuolo per 2-1



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Boris Johnson positivo al Coronavirus. Il suo video messaggio

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Boris Johnson è risultato positivo al Covid-19 ed ora è in autoisolamento. Ad annunciarlo è lo stesso ministro inglese. Poche settimane fa era sulla bocca di mezza europa dopo le sue dichiarazioni contrarie al Lockdown londinese e l’immunità di massa.

Il Coronavirus continua a contagiare il mondo raggiungendo tutti i paesi con un incremento americano che supera Italia e Cina.

Stando ai tamponi effettuati gli usa attualmente sono il paese più colpito a livello mondiale con oltre 85.000 casi seguita da Cina ( attualmente stabile ) ai quasi 82.000 casi mentre l’Italia si preparerà al sorpasso nella data odierna attualmente a quota 80.559.

Qui la mappa completa



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Distanti ma uniti: Inzaghi a stretto contatto con i giocatori tramite telefono per rimanere in forma!

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La Lazio è una delle poche squadre che ha imposto a tutti i giocatori a non lasciare la capitale in questo periodo di quarantena globale per il coronavirus.

Il tecnico biancoceleste organizza giri di chiamate per tenere alta l’attenzione dei giocatori in vista di una probabile ripartenza del campionato. “Rimanete sereni, continuate ad allenarvi perché quando ricominceremo a giocare dovremo essere pronti. Ci sarà poco tempo per prepararsi, bisognerà farsi trovare subito in forma”.

Un’attenzione particolare sia sulla forma psichica dei suoi uomini vista la lontananza dai familiari e sia per non mollare un obiettivo imprevisto di nome scudetto che è balzato in cima alla lista degli obiettivi stagionali ( il posto champions è sempre al primo posto).

Lo stesso Correa, tramite Instagram ha fatto sapere delle vicinanza di Simone Inzaghi verso i ragazzi che tramite videochiamate, chiamate di gruppo e messaggi, resta in contatto con i giocatori nonostante siano nelle loro rispettive case romane dal 10 Marzo 2020.



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I 5 peggiori acquisti della Lazio

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Oggi voglio affrontare un tema che divide sempre i tifosi: i cinque peggiori acquisti della storia della Lazio. Non solo in epoca Lotito o Cragnotti, ma in generale.

Ovviamente si tratta di una classifica personale, e sono curioso di leggere anche le vostre nei commenti. Ecco i miei 5 flop storici.


5. Batista

Torniamo agli anni ’80. In quel periodo la Roma aveva Falcao, il “divino” centrocampista brasiliano che dettava i tempi in giallorosso. La Lazio, nel tentativo di replicare il colpo, acquistò Batista, centrocampista della Nazionale brasiliana. Il problema? Batista non era un regista, ma un mediano. Alla Lazio fu schierato come playmaker, ruolo che non gli apparteneva.

Il risultato fu disastroso: rendimento deludente, vita notturna e scarso impegno negli allenamenti. In due stagioni collezionò 43 presenze e appena 2 gol, contribuendo anche alla retrocessione.


4. Christian Manfredini

Nei primi anni 2000, il Chievo di Delneri stupiva tutti con il suo gioco frizzante. Uno dei segreti era Christian Manfredini, esterno offensivo veloce e imprendibile. La Lazio decise di puntare su di lui per tornare competitiva.

Alla Roma, però, Manfredini sembrò un altro giocatore: lento, impreciso, incapace di saltare l’uomo. I suoi cross finivano spesso in curva, e il suo unico momento positivo fu un gol al Palermo in una rimonta storica. Un flop difficile da dimenticare.


3. Juan Pablo Carrizo

Dopo l’addio a sorpresa di Peruzzi, la Lazio aveva bisogno di un grande portiere. Arrivò così Juan Pablo Carrizo, presentato come il nuovo fenomeno argentino. I video lo mostravano come un talento assoluto, ma la realtà fu molto diversa.

Errori tecnici, troppa insicurezza e quella sua abitudine di dribblare gli attaccanti davanti alla porta che mandava i tifosi nel panico. Dopo pochi mesi perse il posto a favore di Ballotta.
Unica nota positiva: nella Coppa Italia del 2013 parò due rigori contro il Siena, episodio che contribuì indirettamente alla storica vittoria in finale contro la Roma.


2. Iván De la Peña

Quando arrivò dal Barcellona, i tifosi erano convinti di aver trovato un campione assoluto. Io stesso corsi a comprare la maglia. Iván De la Peña, il “piccolo Buddha”, era stato un talento purissimo in Catalogna.

Alla Lazio, però, trovò un ostacolo insormontabile: Roberto Mancini. Troppo simili come caratteristiche, Eriksson preferì sempre schierare l’ex capitano. De la Peña giocò pochissimo, mai davvero convincente. Troppo lento e leggero per il calcio italiano, tornò in Spagna senza lasciare il segno. Un’occasione sprecata.


1. Gaizka Mendieta

Il podio non poteva che essere suo: Gaizka Mendieta. Pagato cifre folli dal Valencia per accontentare la piazza, era considerato uno dei migliori centrocampisti d’Europa. Alla Lazio si rivelò un disastro totale.

Lento, impacciato, incapace di incidere, Mendieta non si ambientò mai. Il suo rendimento fu talmente deludente che quell’operazione pesò gravemente anche sulle casse societarie, accelerando la crisi dell’era Cragnotti. Un acquisto tanto costoso quanto inutile, che resta nella memoria come il vero colpo sbagliato della Lazio.


Conclusione

Questi sono, secondo me, i cinque peggiori acquisti della storia della Lazio: Batista, Manfredini, Carrizo, De la Peña e Mendieta.

👉 E tu? Quali flop metteresti nella tua classifica personale? Scrivilo nei commenti!



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Bundesliga: solidarietà dai top club. Donazione di 20 milioni ai club in difficoltà

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(ANSA) – BERLINO, 26 MAR – I quattro club più ricchi e potenti di Germania, ovvero Bayern Monaco, Borussia Dortmund, RB Lipsia e Bayer Leverkusen hanno messo a disposizione un contributo complessivo di 20 milioni di euro per aiutare gli altri club calcistici con le maggiori difficoltà economiche a causa dello stop imposto dal coronavirus.
    Lo ha annunciato il presidente della Bundesliga, Christian Seifert, precisando che “queste quattro società hanno rinunciato a 12,5 milioni dei loro prossimi diritti televisivi, lasciandoli agli altri, e 7,5 che usciranno direttamente dalle loro casse.
    Questo gesto significa che in Bundesliga la parola solidarietà ha un significato reale”. I soldi messi a disposizione saranno ripartii fra coloro che, fra massima serie e torneo cadetto, la 2-Bundesliga, hanno i maggiori problemi di natura finanziaria.
    “in questo periodo così difficile – ha detto il Ceo del Bayern Karl-Heinz Rummenigge – è giusto che i più forti aiutino i più deboli”. Secondo il dirigente del Lipsia Oliver Mintzlaff “affinché ci sia un campionato interessante bisogna che gli uni dipendano dagli altri. I due principali campionati dalla Germania sono composti da 36 società che devono remare tutte nella stessa direzione”. (ANSA).



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Diaconale torna con il suo Taccuino Biancoceleste e attacca Inter e Juventus

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Arturo Diaconale, anche se con qualche giorno di ritardo, è tornato con la sua rubrica settimanale del Taccuino Biancoceleste. Sotto la sua lente di ingrandimento, c’è la Juventus e l’Inter, la ripresa del campionato ed il Covid_19.

I virologi egoisti e quelli virtuosi

La Juventus ha autorizzato alcuni suoi giocatori ad allontanarsi da Torino e tornare nei paesi d’origine per essere vicini ai propri familiari ammalati. Lo stesso ha fatto l’Inter con motivazioni simili a quelle della società presieduta da Andrea Agnelli.

Nessuno dei dirigenti delle due società aveva previsto che una volta deciso il rientro degli atleti questi ultimi sarebbero stati costretti a seguire una quarantena di almeno due settimane e che al ritorno avrebbero potuto trovare una situazione compromessa dalla scoperta di alcuni compagni affetti da coronavirus.

La pandemia ha colpito giocatori di altre squadre ponendo quest’ultime, oltre che Juventus ed Inter, in una condizione di difficoltà nel caso venisse deciso la ripresa degli allenamenti oltre, ovviamente, quella del campionato. Di qui l’interesse di alcune società ad annullare il campionato in corso come se per tre quarti non si fosse mai giocato ed a rinunciare non solo alla assegnazione dello scudetto ma anche alla indicazione delle squadre destinate alla retrocessione.

Un interesse del genere, che può anche essere considerato legittimo o almeno comprensibile, poggia però sulla previsione che la pandemia del coronavirus sia destinata ad andare avanti senza sosta per tutta la primavera ed anche per l’intera estate costringendo il governo ad allungare a dismisura il tempo del blocco delle persone e delle attività, delle attività scolastiche e di quelle sportive.

Ma su quale base scientifica si fonda una previsione del genere? Le esperienze di Cina, Corea del Sud e Giappone lasciano sperare che l’offensiva del virus non sia destinata a durare così a lungo ma, anche grazie alle misure di contenimento realizzate, possa esaurirsi secondo i ritmi seguiti dalle altre influenze di massa che si sono manifestate negli anni passati. Le pressioni del blocco del campionato, quindi, si fondano sugli interessi particolari delle squadre che se si ripartisse si troverebbero con i ranghi ridotti dalle quarantene e da una preparazione necessariamente carente e su quelli delle altre squadre che con l’annullamento del campionato vedrebbero annullato il rischio di retrocessione in serie B.

Il bizzarro della situazione è che se Claudio Lotito, Aurelio De Laurentiis ed altri presidenti chiedono la ripartenza per concludere regolarmente il campionato ed evitare il rischio di pesanti conseguenze economiche sulle società e sull’intero settore, vengono accusati di egoismo ed il Presidente della Lazio, che conosce la situazione degli ospedali del Lazio per ragioni di lavoro ma anche perché ha sempre manifestato grande attenzione e solidarietà per chi vi opera e per chi vi è ricoverato, viene irriso come neo-virologo da Andrea Agnelli e dal cugino Lapo Elkann.

Per cui se Lotito spera nell’esaurirsi breve del contagio è un virologo egoista mentre se Agnelli ed Elkann puntano sul contagio prolungato non sono anche loro dei virologi senza titolo scientifico bensì dei difensori della salute e della pubblica virtù. Ma se i giocatori di Juventus ed Inter non fossero partiti e non ci fossero stati dei contagiati, chi sarebbero i virtuosi e chi gli egoisti? Quelli che badano solo ai propri personali interessi proponendo l’annullamento del campionato o quelli che pensano che i propri interessi coincidano con quelli di un settore che oltre alla salute dei giocatori e dei tifosi deve anche preoccuparsi di non cadere nel baratro dei fallimenti?“.



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Capo Ultras Atalantino scrive a Percassi:” Non si giochi più! Non ha più senso esultare ad un gol di Gomez”

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Foto Mauro Scrobogna /LaPresse 22-03-2020 Roma Cronaca covid-19 coronavirus - balconi Nella foto: balconi romani solidali con Bergamo Photo Mauro Scrobogna /LaPresse 22-03-2020 Rome Home covid-19 coronavirus - balconies In the picture: balconies in Rome supporting the city of Bergamo

Un post su Facebook indirizzato a Percassi da parte dello storico capo Ultras dell’Atalanta Claudio Galimberti  è apparso nella giornata di oggi. Bergamo è la città più colpita da questo maledetto virus che ha portato via migliaia di italiani e molti tifosi atalantini.

Stop al campionato, è questa la richiesta dove non si tornerà mai alla vita normale in una città che non riuscirà ad esultare ad un gol in caso di riattivazione del campionato:

Bergamo e la sua gente vengono prima della nostra squadra. Presidente Percassi, questa unica e già storica strage cittadina merita un’altrettanto unica e storica decisione. Mi viene spontaneo, caro presidente Percassi, pensare che sia possibile che per l’Atalanta il campionato finisca qua. Magari non sarà fattibile, ma voglio pensare che la nostra Atalanta sia un esempio per tutti in questa guerra, indipendentemente da cosa decideranno i vertici del calcio. Basti pensare a quanti tifosi atalantini si è portato via questo maledetto virus. Non pensiamo che tornare all’Atalanta equivalga al ritorno alla normalità. Vorrebbe dire non rispettare chi non siamo riusciti a piangere e chi per Bergamo ha dato la vita. Per ritornare all’Atalanta c’è sempre tempo e un giorno vinceremo lo scudetto, ma ora esultare per un gol di Gomez non ha più senso“.



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Grave lutto in casa Pelè: il dio del calcio annuncia la morte del fratello

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Tramite un Tweet sul suo profilo Ufficiale, il dio del Calcio Pelè, annuncia la morte del fratello dovuto al cancro.

” Con molta tristezza nel mio cuore, ti informo che il mio amato fratello Jair Arantes do Nascimento è morto questa sera a Santos all’ospedale dove era stato curato per complicazioni alla prostata dove aveva curato il cancro per oltre un anno. Che Dio ti accolga in cielo e consoli la nostra famiglia “



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FIGC: Coverciano convertito per fronteggiare l’emergenza Covid-19

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L’albergo e l’Auditorium potranno ospitare persone sottoposte a sorveglianza sanitaria e posti letto per i pazienti bisognosi di ricovero. Gravina: “Il mondo del calcio in campo contro l’emergenza”

Per fronteggiare l’emergenza Covid-19, la Federcalcio mette a disposizione delle autorità fiorentine il Centro Tecnico Federale di Coverciano. La decisione del Presidente Gabriele Gravina è stata comunicata al Sindaco di Firenze Dario Nardella, che sta coordinando le attività sul territorio del capoluogo toscano. La FIGC, dopo aver già aperto le porte del Centro ad un presidio dei Vigili del Fuoco, ha offerto la disponibilità della ‘Casa delle Nazionali’, in particolare l’albergo e l’Auditorium (ex palestra), per ospitare persone sottoposte a sorveglianza sanitaria e per allestire alcuni posti letto per i pazienti bisognosi di ricovero.

Coverciano, luogo iconico per il calcio mondiale, casa delle Nazionali azzurre, dell’Università del calcio con i suoi corsi per allenatori e dirigenti, centro di preparazione degli arbitri e della futura control room del VAR, nonché sede del Museo del Calcio Italiano, adesso è anche un simbolo dell’emergenza sanitaria.

“Il mondo del calcio sta mostrando grande sensibilità e forte senso di responsabilità – dichiara il Presidente della FIGC Gravina – siamo tutti scesi in campo contro l’emergenza, Federazione, Leghe, Club, calciatori e allenatori, raccogliendo fondi e amplificando i messaggi delle autorità governative. La salute è il bene primario che va tutelato, per questo la FIGC apre agli italiani in difficoltà il Centro di Coverciano. Ora non si gioca a calcio, per tornare a farlo vinciamo insieme la partita più importante contro il Coronavirus”.



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Armini vicino al rinnovo

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C’erano stati tanti dubbi, il giocatore doveva rinnovare questa estate, sembrava tutto fatto e poi all’improvviso tutto si è fermato. Nicolò Armini sembrava vicino a lasciare la Lazio. Del resto il suo contratto scade a giugno. Strano pensare che la Lazio potesse lasciare andare via uno dei giovani più promettenti del settore giovanile. Armini aveva giocato in tutte le nazionali giovanili di categoria e aveva attirato l’interesse di tante altre squadre.

Infatti Mino Raiola non si è fatto sfuggire un talento del genere e lo ha subito portato nella sua scuderia. La Lazio sembra però pronta adesso a fargli firmare un contratto nuovo. 5 anni di durata per il difensore biancoceleste capitano della Lazio Primavera. Armini non aveva giocato benissimo come centrale quest’anno ma spostato nel suo ruolo naturale di terzino le cose sono andate decisamente meglio. L’anno prossimo ci sarà il passaggio in prima squadra anche se speravo questo potesse accadere già quest’anno.

Sarà interessante vedere se l’anno prossimo Armini sarà mandato in prestito oppure resterà a Roma e giocarsi le sue chance con la prima squadra



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Gli Ultras si smuovono per il paese, da Nord a Sud per combattere il Covid-19

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Striscione Curva Nord Lazio: "La morte non è uguale per tutti"
Scopri la rassegna stampa dedicata alla Lazio, con un focus sul doppio impegno contro la Juventus e il prossimo derby della Capitale contro la Roma. I tifosi dimostrano il loro sostegno con un numero record di tagliandi venduti in poche ore.

Mentre la gente si lamenta che non può fare la passeggiata e trova escamotage per raggirare le leggi andando 5 volte a settimana a fare spesa, 1 volta al giorno a comprare le sigarette mentre gli ospedali arrancano, gli Ultras di tutta Italia si smuovono in atti di beneficenza come i club di calcio.

Da inizio pandemia gli Ultras della Lazio hanno donato mascherine e materiale sanitario per lo Spallanzani di Roma e ultimamente hanno raccolto 8.000€ per l’ospedale San Paolo di Civitavecchia.

Anche la Curva Sud della Roma si è mossa per donare soldi all’Ospedale Spallanzani di Roma.

I ragazzi invece di Bergamo stanno aiutando giorno e notte a costruire i reparti nella Fiera. La Curva Nord di Milano invece raccoglie fondi per l’Ospedale Sacco. La Curva Nord del Brescia sta raccogliendo fondi per l’Ospedale Civile di Brescia mentre gli Ultras del Pescara hanno avviato la raccolta fondi per l’Ospedale di Pescara. Stessa cosa vale per la Curva B di Napoli che si muove a favore dell’azienda ospedaliera dei Colli. A Trieste i tifosi invece raccolgono Cibo e generi urgenti per chi sta soffrendo la crisi monetaria e molti altri tifosi si stanno adoperando da Nord a Sud a prescindere dalla politica da destra a sinistra.

Un gesto di umanità e devozione alla bandiera italiana che si sta muovendo nell’ombra ma che vogliamo applaudire tutti insieme in questo periodo difficile per tutti!



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Scontro Marotta-Lotito in videoconferenza: “Che vuoi che ti frega di finire il Campionato, hai mandato via tutta la squadra”

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Duro scontro tra Lotito e Marotta in videoconferenza. Da una parte c’è il presidente della Lazio che vuole terminare il campionato sostenuto da Napoli, Cagliari e timidamente anche dall’Atalanta. Dall’altra si trova club che hanno sciolto la quarantena di Inter e Juventus con giocatori che sono partiti nei loro paesi e quest’ultimo Brozovic.

Higuain e Ronaldo raggirano la quarantena per problemi di famiglia volando nelle rispettive case di nascita. Douglas Costa si trova in Brasile e posta foto nella casa al mare con la fidanzata e cosi via dicendo. Un comportamento che viola le leggi italiani sulla restrizione di stare a casa tra parentesi ma che mostra come i diversi presidenti non siano interessati alla causa del campionato che potrebbe portare anche un debito ulteriori alle casse.

Nella videoconferenza di ieri, Lotito ha risposto così a Marotta: “Che vuoi che ti interessi di finire il campionato? Hai già mandato via tutta la squadra”, riferendosi alle partenze per l’estero di Brozovic, Handanovic e compagnia.



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L’Inter annuncia, giocatori liberi

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Finita la quarantena post Juve, la società ha ordinato il rompete le righe: Brozovic a Zagabria, Godin e Vecino verso il Sudamerica. Conte non sa quando ritroverà la squadra

Il “rompete le righe” di ieri libera i giocatori dell’Inter che ora possono riunirsi ai familiari. Via-libera, allora, a Marcelo Brozovic che ha fatto rientro in Croazia: permesso concordato con la società, dopo le due settimane di isolamento seguite alla partita contro la Juve dell’8 marzo. Nessun mega-esodo, a differenza di alcuni giocatori bianconeri che hanno lasciato l’Italia. L’Inter ha concesso agli stranieri il rimpatrio. Al momento soltanto Brozovic ha fatto rientro dai propri connazionali – peraltro in una zona appena devastata dal terremoto di magnitudo 5.4 – e dovrà osservare il periodo di quarantena anche a Zagabria dove risiedono i suoi parenti. La data di ripresa degli allenamenti non c’è ancora, l’Inter è allineata sulla posizione di lavorare tutti insieme quando ci saranno le condizioni di sicurezza. La squadra in questa fase non è stata sottoposta ai tamponi, perché nessuno ha accusato sintomi da Covid-19.

FONTE: Cds



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AGNELLI CONVINCE LA UEFA: CAMPIONATI, CHAMPIONS LEAGUE E EUROPA LEAGUE SI FARANNO

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Ieri a Nyon si è svolta l’ennesima riunione per decidere sul calendario internazionale, alla riunione hanno partecipato Eca, Uefa e European League.


Da quanto si apprende la Uefa è stata convinta da Andrea Angelli, che oltre ad essere il presidente della Juventus è anche il presidente dell’associazione che raduna i club più importanti d’Europa, a far riprendere i campionati in maniera omogenea. Dopo aver finito i campionati si proseguirà a portare a termine la Champions League e L’Europa League sfruttando il periodo che era dedicato a EURO2020.
La Serie A si pensa di farla iniziare i primi di giugno, è sempre più improbabile ripartire da Maggio.



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8 mila euro raccolti dagli Ultras Lazio. La beneficenza per l’ospedale San Paolo di Civitavecchia

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In una sola settimana gli Ultras Lazio hanno raccolto 8 mila euro. Un’iniziativa creata dai componenti di spicco della Curva Nord su idea di Angelo Ferrante del gruppo Gate 51.

I soldi sono devoluti all’Ospedale San Paolo di Civitavecchia per poter comprare elementi sanitari che servono per combattere l’epidemia da Covid-19. Una struttura che ha carenze di materiale e che grazie a questa donazione potrà arginare gli ammanchi più gravi nel reparto



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Ferrero a Radio Radio: ” Il campionato finisce con questa classifica. Lotito mi odierà”

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Massimo Ferrero è intervenuto ai microfoni di Radio Radio parlando della Serie A, il suo futuro e lo stop del Coronavirus:

“Che Serie A dovrebbe essere l’anno prossimo? La stessa di quest’anno – le sue parole a Radio Radio – Per me il campionato finisce qui. L’anno prossimo si potrebbe giocare a 22 squadre. Scudetto? So che Lotito mi odierà, ma così è la vita. Per me finisce così, con queste posizioni. Questa è la direzione da prendere. Facciamo un’ipotesi, ci danno un mese di preparazione dal 4 aprile, arriviamo al 4 maggio: dovremo fare dodici partite. Arriviamo ad agosto. Che succede con il campionato successivo? Cominciamo a parlare del dopo, non del prima”.



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FIGC e Covid-19: il comunicato ed i rinvii oltre il 30 Giugno

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gravina scommesse
lazio torino

La FIGC con Gabriele Gravina ed i presidenti delle leghe del calcio italiano, si sono riunite per delineare il futuro dei campionati per l’emergenza Covid-19. Sul Sito ufficiale è apparso il resoconto della riunione di oggi annunciando un nuovo incontro con presidenti e giocatori:

Si è tenuta oggi una riunione organizzata dal Presidente della FIGC Gabriele Gravina con i Presidenti della Lega di A Paolo Dal Pino, della Lega B Mauro Balata, della Lega Pro Francesco Ghirelli e della Lega Nazionale Dilettanti Cosimo Sibilia con l’obiettivo di allineare il mondo del calcio in merito all’analisi dei danni provocati dall’emergenza Covid-19, per poi trasmetterla al CONI. 

Durante l’incontro, svoltosi in video conferenza nel pieno rispetto delle indicazioni per il contenimento del contagio da Coronavirus, la FIGC ha presentato lo studio, che tiene conto anche delle indicazioni delle Leghe, distinguendo in premessa, come impostazione metodologica, le priorità sul tema dell’emergenza da sottoporre in tempi stretti al Governo, dalle proposte da presentare in un secondo momento nell’auspicata fase di ripartenza.

Le prime riguardano iniziative per fronteggiare la crisi di liquidità nel breve periodo, le seconde, invece, concernono interventi strutturali di sistema, per i quali il Presidente Gravina ha annunciato iniziative autonome della FIGC sui seguenti argomenti: il prolungamento della fine di questa stagione a dopo il 30 giugno; il rinvio del pagamento degli emolumenti fiscali; contributivi e assicurativi (comprese le rateizzazioni e le cartelle degli agenti della riscossione); il riallineamento della scadenza dell’art. 85 delle Noif (adempimenti Covisoc), l’adeguamento degli adempimenti delle Licenze Nazionali (es. fideiussioni e modalità ripianamento carenze patrimoniali) e la rinegoziazione a termine dei contratti sportivi e amministrativi di primo livello.

A tal proposito, il Presidente Gravina ha convocato per giovedì 26 marzo un’altra riunione con tutte le componenti federali (compresi calciatori, allenatori e arbitri), alla quale ne seguiranno altre, per stabilire il percorso comune da intraprendere per il bene del calcio italiano.



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Paolo Maldini ed il Coronavirus : “Dolori forti, mio figlio quello che sta peggio di tutti noi”

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Intervista Daniel Maldini: il trequartista della Lazio in azione.

Paolo Maldini è intervenuto ai microfoni de Il Corriere della Sera, spiegando e narrando la sua esperienza con il Coronavirus e quella della famiglia:

Sto abbastanza bene, il peggio è passato. Ho ancora un po’ di tosse secca, ho perso gusto e olfatto. Sapevo di averlo perché sentivo che non era come le altre volte, e poi avevo fatto il vaccino per l’influenza. I dolori sono particolarmente forti, e poi senti come una stretta al petto. La mia famiglia? Non so da chi l’ho preso. Mia moglie ha avuto un’influenza molto lunga e strana, è stata a letto tre settimane. Prima ancora, verso metà febbraio, il nostro primogenito, Christian, che ha 23 anni e vive con noi, ha avuto una brutta influenza, in famiglia forse è quello che è stato peggio di tutti. Mia moglie e Christian hanno fatto il tampone e sono negativi, ma siamo convinti che pure loro abbiano preso il virus e ne siano già usciti. L’altro figlio Daniel, 18 anni, è positivo. Anche lui vive con noi, ha dolori e febbre. Ma mi pare che in famiglia sia quello che l’abbia presa in forma più leggera”.

Sul tampone effettuato: “All’inizio non è stato possibile, perché i miei sintomi per quanto forti potevano essere quelli di una normale influenza. Poi ho scoperto che un amico, che avevo incontrato il 23 febbraio, era positivo, come un’altra persona che lavora con me. Alla fine sono venuti i medici della Asl, con guanti e mascherine. No, niente scafandro. Sentivo che non era un’influenza come le altre. Un mio amico ha avuto problemi respiratori, è ricoverato all’ospedale di Legnano, non dorme, ha gli incubi… A me è andata meglio. Comunque sono qui confinato da diciotto giorni con la mia famiglia”.



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Olimpiadi rinviati al 2021? Prima volta in un anno dispari

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Olimpiadi rinviati al 2021. Stando a Kyodo News, il premier giapponese, Shinzo Abe e il presidente del Comitato Olimpico Internazionale, Thomas Bach, hanno concordato di rimandare al prossimo anno (sempre in estate) l’Olimpiade di Tokyo, in programma dal 24 luglio al 9 agosto, a causa della pandemia coronavirus. Il primo ministro del Giappone ha riferito ai giornalisti della telefonata di oggi con il numero 1 del Cio, spiegando che «la decisione di posticipare i Giochi è totalmente condivisa”. Già sabato il presidente Usa, Donald Trump, aveva preannunciato: “Presto Abe dirà la verità e farà un annuncio”. Arrivato da pochi minuti. Nel 2021 sarà la prima volta in un anno dispari. La stagione del 2020 in un certo senso finisce così: tutto il rest è relativo.

La richiesta del premier giapponese al presidente del Cio di rinviare i Giochi arriva dopo che molti Comitati olimpici nazionali, federazioni internazionali ed atleti, da giorni stanno avanzando la richiesta di spostare i Giochi di Tokyo dall’estate 2020 al 2021. In campo c’era anche l’ipotesi di spostate i Giochi ad ottobre (dal 9 al 25) ma il problema è legato al fatto che non ci sono garanzie sulla fine della pandemia. Il Comitato olimpico canadese, intanto, ha già dichiarato che non invierà «atleti in Giappone nel 2020», il Comitato olimpico australiano ha comunicato ai propri atleti di «prepararsi per il 2021», mentre lo sport americano ha reso noto che non manderà le sue nazionali. Dello stesso avviso anche altri Comitato olimpici, tra essi, Svizzera, Norvegia, Brasile, Germania. Contrari ai Giochi nel 2020 anche alcune federazioni internazionali, in primis la World Athletics con il presidente Sebastian Coe ha già lanciato l’opzione per il 2021 con possibile cambiamento anche delle date del Mondiale di atletica già previsto ad Eugene nell’agosto 2021. Il membro anziano del Comitato Olimpico Internazionale, Richard Pound, aveva fatto sapere che «sulla base delle informazioni fornite dal Cio, il rinvio è già stato deciso e i Giochi non inizieranno il 24 luglio».

Mondiali di Nuoto slittati due 2 anni

I Mondiali di nuoto a Fukuoka 2021 (16 luglio-1 agosto) dunque verranno rinviati probabilmente al 2023 al posto di Doha o a Doha, nel 2022 sono previsti gli Europei di Roma e i Giochi del Commonwealth. La Fina in una nota ringrazia gli organizzatori di Fukuoka perché dovranno sacrificare il loro ventennale e promette presto una rimodulazione dell’evento iridato.



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Guido Bertolaso positivo al Covid-19: ” Lavorerò da casa per seguire i lavori dell’Ospedale”

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Guido Bertolaso positivo al Covid-19. Il suo compito è quello di seguire i lavori dove la Fiera di Milano diverrà un nuovo ospedale di emergenza per il Coronavirus.

La notizia della positività arriva direttamente dal suo profilo ufficiale dove annuncia che per ora ha solamente qualche linea di febbre risultando positivo nei tamponi. Il virus non lo fermerà ed il suo rientro in Italia per aiutare lo stivale, non gli fa fare un passo indietro

“Quando ho accettato questo incarico sapevo quali fossero i rischi a cui andavo incontro, ma non potevo non rispondere alla chiamata per il mio Paese. Ho qualche linea di febbre, nessun altro sintomo al momento. Sia io che i miei collaboratori più stretti siamo in isolamento e rispetteremo il periodo di quarantena. Continuerò a seguire i lavori dell’ospedale Fiera e coordinerò i lavori nelle Marche. Vincerò anche questa battaglia”



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Ministro Spadafora: “Si riprenderà forse il 3 maggio”

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protocollo serie a covid
protocollo serie a covid

Per il Ministro l’ipotesi è concreta e introduce novità a riguardo

Gli ultimi due bollettini della Protezione Civile parlano di un lento calo di contagi, che lascia dunque ben sperare per il futuro. Sebbene l’Istituto Superiore di Sanità abbia cautamente invitato i cittadini a non esultare precocemente, la voglia di tornare alla normalità è tanta e anche solo una piccola distrazione può alleviare l’angoscia quotidiana.

Stando alle parole del Ministro delle politiche giovanili e dello sport Vincenzo Spadafora, riportate da Radiosei, il ritorno in campo in Serie A potrebbe già avere una data prefissata: “Ritengo che la Serie A possa tornare a giocare il 3 maggio, poi valuteremo se a porte aperte o a porte chiuse. A questo si aggiungeranno le competizioni internazionali, come Europa League e Champions League, che si sommeranno al campionato”. Potrebbe arrivare il divieto totale di fare attività all’aperto. Se finora «abbiamo lasciato questa opportunità» dell’attività motoria all’aperto «è perché la comunità medico scientifica ci diceva di dare la possibilità a molte persone di poter correre, anche per altre patologie… Però l’appello generale era di restare a casa. Se questo appello non viene ascoltato saremo costretti a porre un divieto assoluto».



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Lega Calcio. Danni fino a 700 milioni di euro. Ecco la situazione

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taglio stipendi serie a
taglio stipendi serie a

Il calcio italiano è il terzo in Europa in ambito economico. Lo stop dovuto al Coronavirus ha provocato un ammanco minimo di 70 milioni di euro. Saranno 170 milioni di euro in caso si decidesse di giocare a porte chiuse per terminare il campionato mentre l’ipotesi di annullare del tutto la stagione 2019\2020 porterà un danno da 700 milioni di euro.

La richiesta principale è legata agli sgravi fiscali ed i club vorrebbero non pagare per intero le tasse usufruendo della defiscalizzazione.

Per risolvere il problema potrebbe essere la creazione di un nuovo gioco di scommesse come il totocalcio aumentando gli introiti grazie al governo devolvendo una percentuale al calcio italiano. Ulteriore aggiunta a questa ipotesi è quella di chiedere al Governo una legge che faccia tagliare di almeno il 30% gli stipendi dei calciatori.

Fonte: rassegna radiosei.



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“Ultras”, il racconto di Lettieri sotto la lente d’ingrandimento

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Luci e ombre del difficile esordio del regista napoletano

“La rivoluzione è un’idea che ha incontrato delle baionette”. A celebrare questa schietta ed estremamente sintetica sentenza, fu un uomo di bassa statura, all’apparenza esile e di carnagione pallida: fu Napoleone Bonaparte, il condottiero più conosciuto e leggendario che l’umanità ricordi. L’uomo che ha rivoluzionato il combattimento, l’arte della politica e dell’amministrazione di uno stato e, per ultima, l’Europa e i suoi confini, bruciando d’ardore fino alla fine dei suoi tristi giorni in Sant’Elena. Perchè per un uomo come lui, a detta sua, “Il fuoco è tutto e il resto non ha importanza”.

Nella seconda metà del Secolo Ventesimo, per eccellenza il secolo dell’ideologia e della personalità intesa come rito e al contempo immagine, vede la luce un fenomeno intriso di vita e ambizioni, colorato dalle tinture delle bandiere che sventolavano e tutt’oggi sventolano sugli spalti, dai colori sociali delle squadre e delle città che essere rappresentano e, in molti casi, delle correnti politiche che camminano sulle gambe degli uomini. “Ultras” è il termine che compare su un enorme striscione nello Stadio Luigi Ferraris di Genova, in gradinata Sud, lato destro rispetto alla prospettiva della sala stampa dell’impianto, casa degli aficionados sampdoriani. Quella del movimento ultras è una storia di rivoluzione del tifo, è un’idea di appartenenza estrema che ha trovato ragion d’essere nelle bandiere, nei fumogeni, nel rullo dei tamburi, nell’echeggiare dei megafoni e, purtroppo, tante volte nelle armi, bianche e non. In Italia, l’organizzazione del tifo ha superato lo spontaneismo dei cani sciolti inglesi, ben più noti come “hooligans”, ed ha assunto una struttura gerarchica, pur mantenendo le diverse sfaccettature di curva in curva. E’ un fenomeno umano, imbevuto di contraddizioni e codici comportamentali la cui comprensione non è richiesta, talvolta è anzi osteggiata, a chi non ne fa parte. Un’aggregazione che diviene famiglia, una famigliarità che diviene appartenenza tribale, come tribali erano gli apache nativi del continente americano.

Francesco Lettieri, giovane regista napoletano già noto al pubblico della città di Parthenope per aver curato i video-montaggi del celebre cantante anonimo Liberato (a cui è stata affidata la colonna sonora del film), ha voluto trasporre quanto appena detto sul grande schermo, transitando nelle vicende del tifo organizzato all’ombra del Vesuvio. In passato, già Ricky Tognazzi ha voluto a modo suo offrire uno spaccato di quel controverso emisfero del tifo, con il suo “Ultrà” ambientato a Roma; più recentemente, i Football Factory e Hooligans di mano britannica hanno inseguito, riscuotendo buon successo, lo stesso obiettivo, con soggetti e ambientazioni tutti Made in England. Cosa ha funzionato e cosa ha invece lasciato a desiderare nel film di Lettieri?

Partiamo dal contesto ambientale. Le gradinate del San Paolo compaiono poco e, più che l’impianto di Fuorigrotta, il regista inscena le vicende negli ambienti più vicini alle vite dei protagonisti: il litorale di Pozzuoli, le abitazioni di alcuni personaggi nello squallore delle palazzine popolari e nel difficile Rione Traiano, i monolocali che ospitano le riunioni e la Questura sono espressione del contesto umano che finisce per essere determinante nelle scelte dei personaggi. Le allusioni a ben precise frange del tifo, neanche tanto celate, si palesano nel carattere degli striscioni, nelle tonalità d’azzurro delle bandiere, nei canti e nella simbologia che compare su giacche e drappi; il simbolo degli Apache ricorda una vaga somiglianza con quello del vecchio gruppo Teste Matte, nato negli anni 90 in Curva A, mentre il protagonista Sandro e i suoi coetanei sodali, tutti diffidati, con l’alone di timore e rispetto che incutono nei giovani membri dell’organizzazione richiamano lo storico gruppo Fedayn, pioniere del tifo napoletano insieme ai Vecchi Lions, di cui intonano l’inno durante una delle scene girate al molo. Il conflitto interiore che vive Sandro porta ad una profonda riflessione introspettiva, in cui il protagonista si interroga e chiede conto a se stesso delle scorribande, degli anni trascorsi in scontri, trasferte, gemellaggi e rivalità; l’inconcludenza della sua vita lo porta a scontrarsi con i suoi compagni storici di tifo, diffidati ma mai paghi della vita da spalti, i quali fanno fatica a comprendere i suoi ripensamenti. I motivi della ponderatezza di Sandro sono anche da ricercare nell’incontro con Terry, donna separata la quale sembra non avere, al contrario del mohicano (soprannome di Sandro), la necessità di una svolta alla sua vita. E poi c’è il ricambio generazionale: l’esaltazione, il fanatismo delle nuove leve che va lentamente rinnegando le gesta dei padri, rompendo le leggi morali di fedeltà e obbedienza, che culmina nella più pura e cruda violenza. La sete di vendetta del giovane Angelo, orfano del padre e fratello maggiore, morto in uno scontro tra fazioni opposte, è figlia dell’assenza di speranza e guide di riferimento che troppe volte mancano nelle vite di giovani ragazzi poco aiutati dal fato.

La trama è godibile e, ad onor del vero e contrariamente a quanto si legge in molti commenti social, la fotografia e i costumi sono giudicabili positivamente; in particolare, l’abbigliamento dei giovani ultras rispecchia in pieno la realtà e i loro atteggiamenti paiono essere più modaioli e scimmieschi rispetto a quelli della vecchia guardia. Quel che lascia a desiderare sono le movenze, la gestualità e i discorsi proprio dei più giovani: sebbene si tratti di un film e la spettacolarizzazione è un’arma tutto sommato lecita, Lettieri ricorre eccessivamente a questo espediente, dimenticandosi inoltre troppo spesso del legame con la città. Quest’ultimo aspetto è, a nostro parere, troppo poco considerato, specialmente se a fare da sfondo è una città come Napoli, dove l’amore dei suoi abitanti è spesso morboso. Quello di Lettieri è un buon film e offre buoni spunti di riflessione, ma per una conoscenza approfondita del fenomeno ultras non è sufficiente basarsi su tali ricostruzioni, poichè spesso peccano di artificiosità.



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Ripresa a giugno? Anche Lotito ora si arrende

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Stop fino al 3 aprile, poi “ripresa i primi di maggio”. E oggi una nuova ipotesi, quella del 1° giugno. Un piano inclinato che sta portando la Serie A verso la decisione più scomoda, fastidiosa, ma necessaria:l’annullamento della stagione. Almeno questo è ciò che trapela dalle ultime riunioni – rigorosamente in videoconferenza – di Lega. Non è più il tempo dei litigi, delle frecciatine. Si respira aria di rassegnazione. Anche Lotito ha mollato la presa sul rientro in campo quest’oggi (23 marzo), rinviando la ripresa degli allenamenti a data da destinarsi. Perché sembra chiaro, come riporta Repubblica, che non si ricomincerà a giocare prima di giugno. Sicuramente a porte chiuse, sicuramente con diversi problemi logistici. Il più importante: la scadenza di contratti e prestiti al 30 giugno. Si andrà certamente oltre, servirà una deroga speciale, buonsenso. Servirà discutere e tornare a litigare, forse. Ma questa è solo una delle ipotesi, la più ottimistica.

PROBLEMI – Perché anche in caso di ritorno in campo, bisognerà capire quali saranno gli effetti del coronavirus sui giocatori contagiati. Sperando che non si infetti nessun altro, oltretutto, non solo calciatori. Anche se un qualsiasi elemento esterno alla squadra (che sia un membro dello staff tecnico, un autista, un cuoco etc.) dovesse risultare infetto da Covid-19 dopo essere venuto a contatto con i giocatori, partirebbe immediatamente la quarantena di 14 giorni per tutta la rosa. E come va avanti il campionato? Per questo è già tornata in auge la “cristallizzazione” della classifica, magari senza assegnare lo scudetto, ma decidendo solo i piazzamenti europei. Difficile parlare anche di promozioni/retrocessioni. Un’altra strada da percorrere, proposta dal presidente dell’Aic Damiano Tommasi, è quella di far ricominciare il prossimo campionato con degli handicap precisi: per esempio, in Serie B, il Benevento inizierebbe la nuova stagione con 22 punti di vantaggio sulle altre. Quelli che quest’anno ha accumulato sulla terza.Ipotesi assurde per una situazione assurda, senza precedenti. Da sviluppare nell’attesa di comunicazioni ufficiali. Domani, intanto, andrà in scena una nuova assemblea di Lega.



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Criscitiello: ” Scudetto all’Atalanta è la cosa giusta da fare”

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Il giornalista Michele Criscitiello analizza le possibili ripercussioni sulla Serie A dopo lo stop dato dal Coronavirus. Per lui sarebbe più sensato assegnare lo scudetto all’Atalanta:

“Parlare di calcio dopo questa strage quotidiana di innocenti ci fa, quasi, sembrare ridicoli. Togliete anche il quasi siete autorizzati. Purtroppo, però, siamo costretti a rispettare il ruolo. Il mondo del calcio si sta muovendo con dignità e, quando qualcuno esce con la testa fuori dal guscio, viene preso a bastonate. La Lazio ha annullato l’allenamento per oggi (cosa c’era da allenarsi?), il Napoli resterà a casa e alcune dichiarazioni ad personam di Cellino non andrebbero neanche riportate e lette. Dare un megafono a Cellino, in questo momento, è pericolo. Vuole annullare tutto, arrivederci a settembre con le stesse squadre. Unico modo per salvare la sua serie A”. 

I VERDETTI – “La classifica, se non si può riprendere, va congelata al momento del blocco. In Champions l’Italia può portare le prime 4: Juventus, Lazio, Inter e Atalanta. In Europa League, Roma e Napoli. Più complicata la decisione per le retrocessioni. Su Brescia (16 punti) e Spal (18 punti) c’è poco da obiettare. Hanno fatto così male che la retrocessione è legittima e sacrosanta. Mancherebbe la terza. Stando alla classifica Lecce e Genoa hanno gli stessi punti: 25 in 26 giornate. Uno in meno della Sampdoria e due in meno del Torino ma sia Ferrero che Cairo hanno una partita in meno. A quel punto sarebbe giusto un play out tra Lecce e Genoa, con gara di andata e ritorno per decidere la terza retrocessa in B”. 

LO SCUDETTO – “La bufera riguarderebbe l’assegnazione dello scudetto 2019-2020. La FIGC deve evitare di non assegnarlo, com ha spiegato Gravina a Sportitalia farà di tutto che ciò accada. Bisogna avere qualcuno con il tricolore sul petto, il prossimo campionato. La polemica già impazza. Lo scudetto di cartone, prescritti o raccomandati. Al blocco della classifica il tricolore andrebbe alla Juventus (63 punti). Per il campionato che stava disputando lo meriterebbe la Lazio (62). L’Inter ha una partita in meno ma, dopo il ko di Torino, sembrava fuori dai giochi da vertice. E allora cosa fai? Se lo dai alla Juve viene giù il mondo. Se lo dai a Lotito viene giù il palazzo e la Juventus giustamente non lo potrebbe mai consentire. All’Inter non lo puoi dare ma ad una squadra FIGC e Lega lo dovrebbero assegnare…. Atalanta Campione d’Italia. Questo scudetto lo meritano loro. Lo merita la squadra che ha segnato 70 gol in 25 partite (20 più della Juve). Questo scudetto lo meritano loro per il percorso che stavano facendo in Champions League e non finire quella cavalcata sarebbe la più grande ingiustizia del fato e della storia. Lo meritano loro che ce l’hanno già sul petto dei ragazzi Primavera. Lo meritano loro… lo merita la città di Bergamo perché, per una volta, quello scudetto non avrebbe solo la valenza calcistica ma anche sociale, solidale e umana. Bergamo e l’Atalanta Campioni di Italia”. 



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