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Come da copione. La Juve richiama i giocatori. Ronaldo bloccato, non è autorizzato al volo

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ronaldo squalificato

In vista della ripresa degli allenamenti, la Juventus, all’ultimo minuto ha richiamato i suoi 9 scappati dall’Italia. Cristiano Ronaldo, il primo a scappare dalla zona rossa, sembrerebbe non riuscire a tornare in Italia. A quanto si legge sulle testate giornalistiche tra le quali Rai Sport e fonti bianconere, il portoghese è rimasto bloccato:

il suo jet privato non è autorizzato al volo. La Juventus dovrà dunque aspettare il gioiello ex Real Madrid mentre resterà bloccato nella sua villa nell’isola portoghese.



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Luis Alberto fa impazzire i laziali: Rinnovo ad un passo!

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luis alberto rescissione contratto
negatività lazio

Luis Alberto rincuora i tifosi biancocelesti in questo periodo dove si sente la mancanza del calcio giocato. . Lo spagnolo, è intervenuto in diretta Instagram con il giornalista sportivo spagnolo Javier Bautista, parlando della ripresa del campionato ed il rinnovo con la Lazio.

Lockdown

“Il primo mese un po’ male, stavo senza la mia famiglia. Da quando sono qui, sto bene. Ho una casa grande e ho qui tutti gli esercizi per allenarmi. Ho potuto allenarmi sempre bene. Ho tanto spazio, la piscina. Sto diventando matto per quanto allenamento faccio. Sono due mesi che siamo fermi e non voglio neanche pensare se si sospendesse il campionato, a quel punto sarebbero otto mesi. Inizieremo ad allenarci mercoledì, individualmente, con mascherina, occhiali e guanti, ma non ci hanno ancora spiegato bene. Due per campo, di più non so. Mi manca toccare il pallone e tirare in porta. Fisicamente sto bene, spero tanto di iniziare il prima possibile”.

Ansia da coronavirus

Provo a leggere il meno possibile. Qui in Italia la situazione sta migliorando un po’, più lentamente rispetto alla Spagna. Le cose si stanno facendo bene, spero che presto le cose torneranno alla normalità. Ci sono persone che non hanno neanche da mangiare. Nel mio paese la situazione è buona, sembra che non sia successo niente. La mia famiglia sta bene, ci parlo sempre. Ho amici che hanno bar, ristoranti, e per lui, per loro, è stato un colpo molto duro. Grazie a Dio abbiamo le possibilità per aiutare gli altri. Ognuno fa ciò che vuole con i suoi soldi, io ho cercato di devolvere dei soldi in diversi posti. Mia moglie ha aiutato l’ospedale di Siviglia, io ho dato dei soldi al mio Paese. E poi il Papu si è messo in contatto con me in questo progetto che coinvolge altri giocatori, ho deciso di aiutare un ospedale qui di Roma”. 

La stagione 2019-2020

“Il mio anno più duro  qui non è stato il primo, in cui non ho giocato, è stato quello scorso, è stato il momento più critico. Le persone non erano contente di me, stavo giocando al 50% delle mie possibilità per i problemi fisici. Terminai con buone sensazioni, e quest’anno è andata meglio. Dalla prima partita ho avuto sempre più fiducia. Questo è il mio anno migliore, sono migliorato sotto tanti aspetti. Il mister mi ha dato tante responsabilità, gioco più avanti. Sembra che siamo una famiglia, stiamo facendo quello che ci mancava nelle altre stagioni. Quando facciamo un gol, il primo che esulta è quello che sta in panchina. Ogni partita va meglio, i compagni mi aiutano, mi danno fiducia. Sento Castillejo, Fabian Ruiz, è fortissimo, credo che sarà uno dei perni della Nazionale spagnola. Jony? Sta bene, è stato un po’ difficile all’inizio. Lui è un esterno puro, e quindi non abbiamo l’esterno, c’è il quinto. Adesso che Lulic è infortunato, sta avendo più spazio. Il mister gli sta dando fiducia”.

Rinnovo fino al 2025 in arrivo 

“Credo che arriverà. Se non fosse successo questo caos del Coronavirus, sarebbe già arrivato. Fino al 2025 rimarrò qui. Gli tolgo il posto a Inzaghi (ride, ndr). È uno spettacolo, mi dà molto affetto. Credo che quando sono arrivato non sapeva neanche come mi chiamassi. Ho una rapporto buonissimo, mi ha sempre trattato bene. Nei momenti difficili è sempre stato con me. Non solo con me, con tutti. Ha un modo di fare molto famigliare. È stato calciatore e sa quando abbiamo bisogno di un po’ più di libertà. Se hai un problema famigliare, ne parli con lui. Ci conosciamo tutti, sono quattro/cinque anni che stiamo insieme. Questo si nota molto. La Juve l’abbiamo battuta due volte, sia in campionato che in Supercoppa. 22 partite senza perdere, 18 vittorie, la squadra parla da sola. Non dobbiamo concentrarci e lottare fino alla fine per lo scudetto, che nessuno si aspettava. L’obiettivo primario è quello della Champions. Se non ci qualifichiamo, ci uccidono (ride, ndr). Noi non vogliamo parlare di scudetto, perché il nostro obiettivo vero è la Champions, che ci è sfuggita due volte. La testa di tutti è qualificarci matematicamente alla Champions, dopodiché si parlerà di scudetto”. 

Il Derby romano

Il derby romano è più sentito anche di quello di Siviglia. C’è una rivalità fortissima. Arrivi al primo giorno di ritiro e ti parlano subito del derby. La settimana prima? Non puoi uscire neanche di casa (ride, ndr). I tifosi della Lazio fanno delle coreografie spettacolari. Me ne ricordo una fatta con le luci, per formare un’aquila. La città è stupenda, c’è tantissima gente. È molto simile alla Spagna, non ci ho messo troppo ad abituarmi all’Italia, si mangia bene, si sta bene. Tifosi? L’idolo è Immobile (ride, ndr). Stadio nuovo? Se n’è parlato, ma io credo rimarremo all’Olimpico”. 

Compagni

“Patric è quello che mette la musica in palestra, anche se a me non piace molto la musica che mette. Nello spogliatoio no, scherziamo tra di noi. È molto diverso rispetto a quello spagnolo. Ognuno ha la propria maniera di concentrarsi prima della partita. In giorni d’allenamento, invece, scherziamo tra noi. Acerbi ha una buona testa, sta facendo cose incredibili. Ciro mi ha aiutato tanto. Il 18 lo presi perché era quello rimasto, come quello di Alberto Moreno nel Liverpool. Quando Felipe Anderson se n’è andato, parlai con lui e mi rispose che me lo dava volentieri. Mi è sempre piaciuto e sono contento di averlo scelto. Se andrà tutto bene, mi comprerò questa, quella in cui vivo. Ci piace, ha molto spazio. In Italia ci sono moltissimi bravi giocatori, Cristiano Ronaldo ha dato un impulso forse dal punto di vista visuale. A parte l’Olimpico, mi piace molto San Siro”.

La Nazionale spagnola

 “Che bello difendere il proprio Paese. Il mio sogno è sempre stato giocare la Champions e giocare in Nazionale. Avevo tanta voglia di giocare, alla fine non sono stato convocato. Non è dipeso da me. La decisione è del ct, se vado bene per il suo gioco oppure no. Spero di giocare l’Europeo. In Spagna abbiamo un livello di calcio molto alto, è molto difficile entrare. Voglio sfruttare tutte le occasioni possibilità, la cosa che devo fare è continuare a lavorare e magari vincere ancora qualcosa. Prima convocazione? Stavo con mia moglie, siamo saltati dal divano. Fu una sorpresa, venivo da un momento un po’ complicato. È stato un momento che non dimenticherò mai. Ho la maglietta e l’ho fatta firmare da tutti i miei compagni. Se la Lazio vince lo scudetto, cosa promette Luis Alberto? Mi tingo i capelli di celeste. Ai laziali mando un saluto, speriamo di vederci presto all’Olimpico”.



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Dietrofront di Preziosi, prima contro Lotito? Ora il comunicato ufficiale sul concludere la stagione!

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Il presidente del Genoa, nei giorni passati si era schierato contro Claudio Lotito per la ripresa del campionato. ” Per me la stagione può finire qui e ricominciare con una Serie A a 22 squadre”. Queste erano le parole del patron rossoblù nel mese di Marzo.

Tutti i presidenti ora sono uniti e concordi sulla ripresa del campionato e sulla voglia di portare a termine la stagione 2019-2020. Un cambiamento drastico da parte di alcuni presidenti quando sin da subito Claudio Lotito fu preso di mira creando uno sciacallaggio mediatico contro la società biancoceleste.

Nella giornata odierna, il club ligure ha pubblicato un comunicato ufficiale:

L’obiettivo prioritario è superare l’emergenza sanitaria, per quanto riguarda il campionato la volontà di tutti resta quella di portare a termine la stagione sportiva 2019-2020, qualora il Governo ne consenta lo svolgimento, nel pieno rispetto delle norme a tutela della salute e della sicurezza».

Playoff e Playout: «Non si possono imporre oggi regole nuove, mai utilizzate, diverse da quelle che conoscevamo in partenza. Non è previsto in alcun modo. E’ sbagliato a livello di principio oltre che nella pratica: chiunque vuol vedere riconosciuti i proprio sforzi sul campo secondo le regole note a tutti». Questa è la posizione espressa pubblicamente dal Presidente del Genoa Enrico Preziosi il 12 marzo. Posizione che, anche a riguardo di playoff e playout, «rimane invariata». È quanto precisa la Società dopo alcune infondate indiscrezioni fatte trapelare oggi”.



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La Lazio può ufficialmente tornare a Formello: arriva l’ordinanza!

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Era attesa da molto tempo l’ordinanza che apre le porte dei centri sportivi anche nel Lazio. La società biancoceleste e la Roma come tutte le altre società di calcio e non, della regione, possono aprire i cancelli agli atleti per delle sedute di allenamento con il distanziamento. Allenamenti dunque individuali almeno per ora dove i giocatori possono sgambare e ritrovare il tono muscolare in vista di una eventuale ripresa del campionato.

 “Con riferimento alle attività sportive, sono consentite a decorrere dal 6 maggio 2020, le seguenti attività:

– l’allenamento in forma individuale di atleti professionisti e non professionisti riconosciuti di interesse nazionale dal Comitato olimpico nazionale italiano (CONI), dal Comitato Italiano Paralimpico (CIP) e dalle rispettive federazioni, nel rispetto delle norme di distanziamento sociale e senza alcun assembramento in strutture a porte chiuse, anche per gli atleti di discipline sportive non individuali;

– l’attività motoria e sportiva all’aperto in forma individuale, ovvero con accompagnatore per i minori o le persone non completamente autosufficienti, nel rispetto della distanza di sicurezza interpersonale di almeno due metri per l’attività sportiva e di almeno un metro per ogni altra attività. È consentito per tali attività lo spostamento individuale solo in ambito provinciale. Esclusivamente per lo svolgimento in forma amatoriale di pesca sportiva da terra in acque interne e in mare è autorizzato lo spostamento nell’intero ambito regionale, al solo scopo di consentire il raggiungimento del litorale marittimo;

– entro il 5 maggio 2020 gli enti gestori delle strutture sportive consentite, ai sensi del decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri del 26 aprile 2020 e della presente ordinanza, predispongono il protocollo delle misure di sicurezza da adottare per lo svolgimento delle attività. In ogni caso le attività all’interno di strutture sportive possono svolgersi solo previa predisposizione del protocollo di sicurezza

Le attività indicate nella presente ordinanza dovranno comunque svolgersi nel rispetto di tutte le disposizioni e prescrizioni finalizzate al contenimento del contagio previste dai precedenti e vigenti provvedimenti nazionali e regionali, con particolare riguardo ai contenuti del ‘Protocollo condiviso di regolamentazione delle misure per il contrasto e il contenimento della diffusione del virus COVID-19 negli ambienti di lavoro’ sottoscritto il 14 marzo 2020 fra il Governo e le parti sociali..

La suddetta ripresa degli allenamenti potrebbe essere anticipata già a lunedì 4 maggio da un eventuale via libera del Governo”.



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L’Emilia Romagna riapre le strutture dei club: Parma e Spal comunicano che non apriranno

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Spal Lazio

L’Emilia Romagna ha firmato l’ordinanza per la riapertura dei centri sportivi permettendo agli atleti il ritorno agli allenamenti individuali in attesa del 18 Maggio.

Spal e Parma però non intendono aprire subito in quanto manca un protocollo sanitario e delle norme:

“SPAL srl comunica che relativamente all’ordinanza emessa dalla presidenza regionale dell’Emilia-Romagna di giovedì 30 aprile l’attività della prima squadra biancazzurra rimarrà sospesa in attesa del protocollo sanitario e delle norme sulla definizione di ripresa delle competizioni sportive”.

(ANSA) – ROMA, 01 MAG – L’Emilia Romagna dà l’ok agli allenamenti individuali anche del calcio, e le squadre interessante si muovono per capire cosa fare: tra i primi a reagire all’ordinanza del governatore Bonaccini il Parma, che – precisano fonti del club all’ANSA – si farà trovare pronto sia col suo centro sportivo sia per i test ma convocherà i suo giocatori solo quando ci sara’ un protocollo sanitario condiviso da tutti. Fino a quel momento, precisa sempre il club emiliano, non potranno esserci allenamenti (ANSA).



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Lega, si ha un verdetto: Tutti i presidenti vogliono concludere l’attuale stagione al contrario delle parole di Spadafora

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protocollo serie a covid
protocollo serie a covid

Nei giorni scorsi il ministro Spadafora aveva aumentato i dubbi sulla chiusura del campionato di calcio imbastendo la discussione su come molti presidenti non volevano finire la stagione attuale.

Nella giornata odierna, i presidenti si sono incontrati con la Lega raggiungendo il voto unanime di portare a termine l’attuale stagione sportiva. Una decisione che potrà salvare qualche club da ulteriori danni economici visto il blocco totale degli incassi in questi 2 mesi.

Il protocollo logistico è stato presentato ma quello sanitario ancora no, si è fatta anche una bozza di calendario in vista della riapertura dei centri sportivi per gli allenamenti. Intanto l’Emilia Romagna sta riaprendo le sedi delle squadre del territorio per poter cominciare ad allentare la morsa del lockdown concedendo gli allenamenti individuali anche delle società di Serie A.

Uno spiraglio di luce si vede dunque in lontananza e l’appello è quello di ricominciare sia per i conti societari ma anche quello per portare ai tifosi una fonte di divertimento e distrazione almeno fino a casa.

Una domanda sorge spontanea: ma non era colpa di Lotito? Il cattivone?

Bando alle polemiche il Calcio vuole ricominciare e noi tifosi siamo pronti a tifare da casa!



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Luis Alberto a cuore aperto: “Riaprire il calcio per le famiglie che ci lavorano, non i calciatori ma per gli addetti e i lavoratori”

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Luis Alberto si sfoga sul suo profilo privato di Facebook. Lo spagnolo non vede l’ora di tornare in campo e lancia un appello. Il calcio non è composto solamente dai giocatori ed i presidenti, ma la macchina del pallone muove migliaia di persone che portano a casa il pane grazie a quel pallone rotondo, addetti ai lavori e lavoratori che prendono uno stipendio normale rischiano il licenziamento o la cassa integrazione:

 “Mi mancano molte cose: l’odore dell’erba appena tagliata, gli scherzi negli spogliatoi, la tensione prima di una partita, le sessioni video, l’adrenalina di un allenamento … Questa è la mia normalità, questa è la nostra normalità. Abbiamo passato un brutto momento nelle ultime settimane, l’intero Paese ha sofferto per questo maledetto covid-19, ma stiamo iniziando a vedere la luce alla fine del tunnel. Senza fretta, con grande cautela e anche con un po’ di paura, ma l’Italia sta lentamente tornando in attività e anche noi vogliamo farlo. Noi ci siamo! Vogliamo e dobbiamo tornare al lavoro, non solo per noi calciatori, ma perché ci sono molti addetti e lavoratori che dipendono dal calcio. Dipendenti con famiglie che ora sono senza stipendio e che devono tornare alla normalità. Non vogliamo essere responsabili di ulteriori tagli o licenziamenti. Vogliamo essere d’aiuto per la riapertura del Paese e far emozionare di nuovo i nostri tifosi, per far tornare quella la passione e quella gioia che hanno dentro. Ecco a cosa serve il calcio: ad unirci. Siamo pronti per tornare“.



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Arturo Diaconale, operazione d’urgenza all’ospedale

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Il suo ricovero in ospedale ha fatto il giro del web in pochi minuti. Ancora non sono note le cause che ha portato Arturo Diaconale a subire un’operazione d’urgenza. La cosa certa è che non è legato ad alcun modo al Covid19.

Since1900 si stringe alla famiglia ed augura al portavoce della Lazio una pronta guarigione.

Restiamo in attesa di ulteriori aggiornamenti



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Maxi Lopez contro Lotito, il Crotone si dissocia ufficialmente

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Maxi Lopez interviene a gamba tesa contro Lotito e segue la scia dei media che stanno strumentalizzando la ripresa del Campionato associando il presidente della Lazio come il Re indiscusso. Scordiamo però che moltissimi club e giocatori di altre squadre sono d’accordo con il patron biancoceleste.

Una frase Dura, al limite del ridicolo, quella dell’ex di Wanda Nara:

«Se in Italia fanno quel che hanno fatto in Francia succede una guerra mondiale. Qui è completamente differente, il presidente della Lazio, Claudio Lotito, è il presidente della Federcalcio. Per lui già un mese fa si poteva giocare. Qui un’entità più importante come la UEFA o la FIFA dovrà prendere una decisione»

Il Crotone però non ha perso tempo e in vista di una multa salatissima al giocatore, risponde con un comunicato ufficiale.

Il Football Club Crotone intende prendere le distanze dalle dichiarazioni del suo tesserato Maxi Lopez, rilasciate ieri sera ad una televisione argentina e riprese da diverse fonti anche nazionali.
Il club evidenzia come il calciatore abbia parlato con leggerezza, certamente eccessiva, così una battuta – comunque infelice – grazie alla cassa di risonanza dei social network si è diffusa in tempi brevissimi.
La società, con in testa il Presidente Gianni Vrenna ed il Direttore Generale Raffaele Vrenna, da sempre in ottimi rapporti con i vertici istituzionali e profondamente rispettosa del loro lavoro e delle loro decisioni, pur riconoscendo la buona fede dell’attaccante, si dissocia e comunica che nelle prossime ore valuterà eventuali provvedimenti
“.



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Termine del campionato: ci sono delle novità! La Figc posticipa la scadenza in attesa del governo e della Uefa

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In attesa delle nuove direttive da parte del governo e la decisione finale tra la Figc ed il comitato tecnico-scientifico, arrivano buone notizie dal presidente Gravina.

Al contrario di come sia stato assegnato ufficialmente il titolo in Francia, lo sport italiano non vuole finire anzitempo. La data di scadenza fissata al 2 Agosto è stata posticipata al 31 Agosto in modo da poter terminare le stagioni e posticipare di poco quella successiva.

In attesa dell’incontro dunque tra lo sport ed il governo composto dai tecnici per presentare il piano sicurezza per ripartire senza mettere a rischio la salute degli atleti e degli addetti ai lavori ( Riunione prevista nella prossima settimana) bisognerà capire come la Uefa possa accettare la decisione dello stivale visto che, la scadenza era ai primi di Agosto e che ci sono competizioni europee ancora sospese che aspettano anch’esse di essere concluse.



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La grande fuga ed il mancato rientro. Insorge il caso Cristiano Ronaldo

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ronaldo squalificato

Il caso Cristiano Ronaldo sta cominciando a scaldare gli animi. Il giocatore della Juventus è stato etichettato come il pioniere degli “scappati” dalla zona rossa in tempo di crisi.

Il tutto nacque pochi giorni dopo l’ufficialità di Rugani positivo al Covid19. Nel principio la scusa del giocatore era stata quella di dover partire per i problemi di salute di sua madre. Sono passate settimane, mesi ed il portoghese si trova nella sua isola con la famiglia ed il personale che lavorano per lui.

Non solo Juventus, altri membri della rosa bianconera si sono rifugiati in altri paesi di origine così come alcuni giocatori di Inter ed altre squadre. Il richiamo in Italia era fissato per fine settimana ma ancora non vi è traccia di chi, in un momento di totale chiusura, ha deciso di lasciare il paese con vari scali ( vedi Higuain ). Il campionato non è ufficialmente chiuso al contrario della Francia, l’Italia sta ancora decidendo il da farsi ma il ritorno agli allenamenti è fissato al 18 ( per ora ), con possibilità di una minima apertura al 4 Maggio in attesa che arrivi qualche apertura ufficiale da parte del governo.



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Psg ufficialmente campione di Francia. Polemiche sulle retrocessioni

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Era nell’aria ed ora è confermato. La Ligue 1 e Ligue 2 francese termina ufficialmente dopo l’annuncio del primo ministro Edouard Philippe.

Una chiusura che ha portato la vittoria ufficiale al Psg che era primo con 12 punti di vantaggio sul Marsiglia e una partita in meno dopo 28 giornate.

Il Marsiglia ed il Rennes saranno le altre due squadre qualificate in ChampionsLille, Reims e Nice andranno in Europa League, mentre Amiens e Tolosa la prossima stagione ripartiranno dalla seconda serie francese (Lens e Lorient le promosse dalla Ligue 2).

Il Tolosa però non ci sta e parte all’attacco: ” Retrocessione INGIUSTA”

“Non potremo difendere, lealmente e sul campo, la possibilità di restare in Ligue 1 fino all’ultimo giorno -ha scritto Olivier Sadran-. Ne siamo profondamente dispiaciuti. Vorrei quindi sottolineare con forza la mia posizione: qualsiasi decisione di retrocessione basata sulla classifica provvisoria alla fine del 27 o 28 ° turno sarebbe ingiusta, iniqua e infondata nella legge’, indica Olivier Sadran, che continua: “Di conseguenza, una retrocessione costituirebbe un inaccettabile allontanamento dai principi di equità ed etica sportiva la cui LFP e FFF sono garanti. Qualsiasi decisione unilaterale di retrocessione costituirebbe una sanzione non prevista dalla normativa applicabile. Qualsiasi altra decisione, che non consenta al TFC di discutere in modo sportivo ed equo delle sue possibilità di mantenimento, sarebbe immediatamente contestata dinanzi ai tribunali competenti’, avverte.



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Berisha avverte i laziali: ” Torno a Roma per diventare importante”

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Valon Berisha ha rilasciato un’intervista ai microfoni di Supersport, portale albanese.

“Alla Lazio non ero in forma ed è stato un anno difficile, non sono riuscito a giocare molto a causa degli infortuni. Ora li ho superati. Con i biancocelesti ho un contratto per altre tre stagioni, vediamo cosa deciderò in futuro. A luglio tornerò a Roma, voglio diventare un giocatore importante. Mi trovo bene nel campionato tedesco, ma anche in Italia posso giocare senza problemi”.



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Felipe Caicedo ed il dubbio del DPCM: ” Perchè allenarsi nei parchi e non al centro sportivo”

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Felipe Caicedo: “La Lazio è nel mio cuore. Fiducioso per il futuro, ma manca qualità”

Felipe Caicedo è intervenuto ai microfoni ufficiali della Radio biancoceleste in attesa del via libera agli allenamenti:

L’attesa del via libera

“Stiamo aspettando il via libera per poterci allenare tranquillamente. C’è tanta voglia tra noi di tornare al lavoro, siamo uno sport importante per la società. Speriamo che il Governo riveda il Decreto per darci una mano: siamo un motore importante per la gente, anche per coloro che finora hanno lottato in prima linea.

Allenamenti in casa e l’incomprensione degli allenamenti in un centro sanificato vietati

Mi sto allenando bene in questo periodo, ho un piccolo parco vicino casa mia e lì posso lavorare. Provo a fare il massimo, ma non è come allenarsi sul campo del proprio centro sportivo. Noi svolgiamo comunque il nostro lavoro, ma non è lo stesso. È difficile comprendere perché all’interno di un centro sportivo messo in sicurezza non ci si possa allenare e come, invece, ci si potrà allenare nei parchi, è una cosa dura da comprendere. Come calciatori dobbiamo continuare ad allenare per farci trovare pronti.

Voglia di lottare

Parliamo molto tra noi all’interno dello spogliatoio, c’è molta voglia di ricominciare visto il percorso che stavamo conducendo. C’è ancora tanta fame per poter continuare a vincere, anche se siamo consapevoli di quello che sta accadendo intorno a noi. Vogliamo continuare a lottare fino alla fine, il gruppo sarebbe pronto a ricominciare. Credo di essere un uomo spogliatoio umile che prova sempre a perseguire il bene della squadra prima del beneficio personale. Ringrazio i tifosi perché mi hanno sempre dimostrato il loro amore, lo staff ed i miei compagni che ogni giorno mi contattano sui social network. Questa vicinanza ci dà la forza per andare avanti.

La stagione attuale

In questa stagione mi sto trovando benissimo, a prescindere dall’impiego. Voglio continuare su questa strada allenandomi bene e sfruttando al massimo gli spazi che mi concederà il mister. Mi alleno per dare il mio contributo alla squadra, è importante farsi sempre trovare pronti. Il gruppo è forte e siamo una squadra nella quale ogni elemento conosce il suo compagno e, in questo modo, tutti riescono ad esprimersi al massimo. Mister Inzaghi mi ha sempre trasmesso la sua fiducia, ci sentiamo ogni tanto ed è stato lui il primo a credere in me. Voglio ringraziare il mio tecnico ed il suo staff, dobbiamo continuare a vincere insieme. La fiducia di Inzaghi l’ho sempre sentita e con lui ho un grande rapporto, è il migliore allenatore in Italia e continuerà ad esserlo per tanti anni.

Cagliari – Lazio

Il gol a Cagliari? Mi riporta ad uno dei giorni più belli della mia carriera, è stata un’azione molto importante ed una vittoria fondamentale per la Lazio. Quando rivedo quel gol mi tornano in mente molti pensieri. Lavoro per giocare partite come quella di Cagliari e, di conseguenza, mi aspetto di disputare altre prestazioni simili. Voglio essere sempre concentrato e provo sempre a dare il massimo rispettando quello che mi chiede il mister. Questo fa la differenza, ovvero sapere sempre cosa serve alla squadra. Con gli anni ho acquisito esperienza e, di conseguenza, è tutto più facile. La Lazio è una squadra tecnicamente fortissima, ogni membro della rosa riesce a sorprendermi. Ci compattiamo molto bene, riusciamo sempre a remare verso lo stesso obiettivo. Stiamo lottando per vincere qualcosa di importante, al di là della qualità, se lavoriamo tutti insieme possiamo trionfare in qualsiasi competizione.

La rosa

La squadra si conosce a memoria, abbiamo anche tante varianti ed è merito del mister e del suo staff. Loro lavorano ogni giorno per sfruttare al massimo la nostra qualità e noi, come professionisti, dobbiamo adattarci ai loro dettami. Possiamo utilizzare tante varianti da utilizzare in campo. Difensivamente stiamo svolgendo una stagione incredibile, ma in generale tutta la squadra si sta esprimendo in maniera impeccabile. Tutti gli attaccanti della Serie A aiutano in fase difensiva e questa caratteristica è importante per non subire reti. Questo è stato anche il salto di qualità rispetto allo scorso anno, noi attaccanti dobbiamo dare l’esempio a chi ci sta dietro”.



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Serie A: le parole del presidente Paolo Dal Pino

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protocollo serie a covid

Proseguono le incertezze sulla ripresa della Serie A. Questa volta a parlare, tramite una nota ufficiale, è Paolo Dal Pino, il Presidente della Serie A:

Apprezzo molto le parole del Ministro Spadafora di questa mattina e il suo appello . Da parte della Lega Serie A c’è stata e sempre ci sarà disponibilità a un dialogo costruttivo, nella certezza che il lavoro del Ministro dello sport e il nostro non possano che mirare a un bene comune nella sua accezione più ampia. È un momento tremendo per il Paese e per il mondo, solo uniti e compatti se ne uscirà insieme”.


Come tutti gli italiani vorremmo tornare a lavorare e a vivere la nostra vita quanto prima – ha proseguito il Presidente Dal Pino -. Naturale che la Lega Serie A voglia giocare a pallone, sarebbe contro natura dire il contrario. Chi ha un mestiere vorrebbe sempre continuare a farlo. Se sarà possibile farlo rispettando norme e protocolli sanitari, bene. Altrimenti ci atterremo rigorosamente, come abbiamo sempre fatto, alle decisioni del Governo. Il Ministro può avere certezza del nostro spirito costruttivo e collaborativo e che la mia sintonia con il presidente della FIGC Gravina è assoluta“.



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Gravina avverte il Governo: ” Non firmerò per lo stop!”

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gravina scommesse
lazio torino

Il presidente della FIGC, Gabriele Gravina, risponde alle parole di Spadafora contro lo stop al campionato. Il tutto durante il meeting con l’Ascoli Calcio:

«Mi auguro che il mondo del calcio, che ha un impatto altamente sociale nel nostro Paese, possa ripartire con minori individualismi. Il piano B in caso di stop definitivo del calcio? Il mio senso di responsabilità mi porta ad avere un piano B, C, D. Ma se esso deve far rima con «è finita» dico che, finché sarò Presidente della FIGC, non firmerò mai per il blocco dei campionati, perché sarebbe la morte del calcio italiano. Io sto tutelando gli interessi di tutti, quindi, ripeto, mi rifiuto di mettere la firma ad un blocco totale, salvo condizioni oggettive, relative alla salute dei tesserati, allenatori, staff tecnici e addetti ai lavori, ma qualcuno me lo deve dire in modo chiaro e mi deve impedire di andare avanti. Il tempo lavora a nostro favore, il danno economico è diviso per categorie: con la chiusura totale il sistema perderebbe 700-800 milioni di euro, se si dovesse giocare a porte chiuse la perdita sarebbe di 300 milioni, se si ripartisse a porte aperte la perdita ammonterebbe a 100-150 milioni, anche se quest’ultima ipotesi non è percorribile».



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Claudio Lotito risponde a Spadafora: ” Chi ha detto che la maggioranza ha votato lo stop?”

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Igli Tare durante un'intervista sulla Lazio

Il ministro Spadafora è tornato a parlare sul destino della Serie A in modo pessimistico per chi credeva ad una riapertura annunciando che la maggioranza dei presidenti è per lo Stop.

Claudio Lotito non ha mancato la sua risposta:

 “La maggioranza dei club vuole lo stop? Ma chi l’ha detto? Vabbè… Vedremo”

Nella riunione del 21 Aprile, i club hanno votato all’unanimità per la conclusione del campionato.



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Lotito: ” Dpcm Illogico: Dzeko e Immobile a Villa Borghese per gli allenamenti”. Il nostro pensiero

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Continua la lotta alla ripresa del campionato di calcio dove giocatori e alcune società spingono a ricominciare almeno gli allenamenti. In questi ultimi giorni il portavoce, o almeno l’unico presidente ad alzare la voce e metterci la faccia è stato Claudio Lotito ai microfoni della Rai:

“Dobbiamo partire da un presupposto, sappiamo con certezza che il virus non scomparirà in poco tempo quindi bisognerà imparare a conviverci. Quello che conta di più è far capire l’importanza del ruolo sociale del calcio. Se il calcio non dovesse partire avremmo danni gravi, irreparabili, per centinaia e centinaia di milioni. Quel dpcm è illogico: un giocatore di sport individuale si può allenare nei centri sportivi, quelli che praticano sport di squadra non si potranno allenare. Troveremo Immobile e Dzeko a Villa Borghese, Insigne sul lungomare Caracciolo. La cosa è assurda. Al di là della nostra posizione in classifica, io ho sempre cercato di evitare un danno irreparabile al sistema, che è inteso come tifosi e come sistema calcio nella sua totalità”.

Un ragionamento logico che ha portato comunque altre squadre a pensarla come lui come ad esempio la Roma.

Chiaramente piccoli commercianti e grandi catene sono molto danneggiati da questa situazione dove il sistema monetario si è praticamente arenato costringendo molte persone alla cassa integrazione. Squadre come la Roma hanno messo molti dipendenti in Cassa Integrazione visto che il calcio smuove migliaia di persone oltre a giocatori e presidenti. E la domanda sorge spontanea anche dal piccolo, dai magazzinieri: ” Perchè quando si parla che il calcio non deve ripartire bisogna stare zitti gridando allo scandalo mentre realtà medio piccole o grandi catene gli si da ragione?”

La verità sta anche che il pallone e lo sport professionistico è un vero e proprio lavoro che smuove anche l’economia italiana calcolando che tra diritti tv, magazzinieri, sponsor e molto altro annesso, è la seconda o terza potenza in Italia.

La colpa è di Lotito, Lotito di qua, lo scudetto alla Lazio? Interessi economici…. tante ne sono state dette. Ma Analizziamo che squadre come la Roma o il Milan che rischiano un debito fatale che può portare alla cessione dei big per evitare qualcosa di grave. Pensiamo a tutte quelle squadre di categorie minori dove un calciatore stipendiato ha una media di 1500 euro al mese senza avere bonus. Che fine farà il pallone e molte piccole società calcistiche?.

Non parliamo di iniziare tutto e subito mandando la gente allo stadio, non parliamo di mettere a rischio e pericolo la salute di un giocatore. Qui si parla di un piano messo in campo dalle società con diverse opzioni per evitare il contagio che va dalla sanificazione al ritiro TOTALE per mesi e lontano dai pericoli se eseguiti bene con controlli costanti. Un economia al collasso che può riversarsi anche su chi ha pagato un abbonamento alle tv per vedere la propria squadra che rischia di essere aumentato nelle prossime stagioni se non si ricomincia a far girare il denaro. Il rischio che moltissime persone che lavorano per le piattaforme pay tv possono seguire il destino dei “magazzinieri”.

Non stiamo dicendo come fare oppure no ma un dubbio sale, da che si pensa ad annullare una stagione per ricominciare da zero quando si potrebbe slittare? ( Domanda da ignorante eh).

Il pallone comunque è uno sport si ed un lavoro per chi ne fa parte, ma al tifoso, all’appassionato di calcio serve un qualcosa per distrarsi anche vedendo da casa uno stadio vuoto. Anche se dovessimo iniziare e la Lazio dovesse perdere punti. Non è uno sfogo di un laziale ma una richiesta da chi da casa, è fermo nei pensieri negativi che passano costantemente le tv con dibattiti su dibattiti inerente al coronavirus e che vuole tornare in quei 90 minuti per staccare la spina!



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Immobile interviene sulla situazione

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Il bomber della Lazio Ciro Immobileè intervenuto ai microfoni di Lazio Style Radio per dire la sua in merito alla situazione attuale.

«Io sono d’accordo con i compagni e la società. Il presidente ha detto le cose giuste, sarebbe pazzesco che io andassi a Villa Borghese e non a Formello con sei campi e dove mi posso allenare anche da solo senza incontrare nessuno dei miei compagni. Ci sono quattro ingressi diversi, mi sembra davvero discriminatorio. Molti compagni stanno vivendo questa cosa da soli, senza la famiglia, e questo mi dispiace tantissimo quindi stiamo aspettando notizie che speriamo siano positive anche per far distrarre un po’ la gente. Ho sentito molti commenti di alcune persone chi per il si chi per il no, noi vogliamo riprendere in massima sicurezza e con il permesso del Governo. Se ci sono tutti i presupposti, io penso che la gente voglia vedere di nuovo qualcosa che li fa distrarre in questo momento così difficile. Io sono convinto che non si sta facendo polemica ma si cerca il motivo per cui non ci si può allenare ma si può andare al parco. Vorremo che qualcuno ci spiegasse questa cosa, anche se non rinizierà il campionato vogliamo una risposta. Tante società sono d’accordo a ritornare in campo. Di quelli che conosco, che sentono anche i compagni di squadra, nessuno è contrario alla riapertura. Io non voglio fare polemica ma per tanti è anche un motivo di sfogo il calcio».

«Il tempo è sempre meno ma io anche sotto l’aspetto economico non guardo alla Serie A ma penso alla Serie B alle categorie inferiori e alla gente che lavora attorno al calcio che sta vivendo un momento di crisi. Dobbiamo pensare anche alla gente che lavora attorno a noi e che non guadagna come i calciatori, c’è gente che guadagna 1.000 euro e senza calcio non prenderà lo stipendio. Penso ai giornalisti, agli addetti ai lavori e senza il moto calcio rimane tutto bloccato. Ho preferito stare in silenzio perché qualcuno può dirmi che voglio ripartire per i miei interessi ma io voglio ripartire perché voglio tornare a lavoro, a fare quello che mi piace. Non perché sono secondo in classifica poi qualcuno potrà crederci o meno ma è così. Mi manca andare al campo e fare quello che mi piace».

«Ti posso garantire che io e la mia famiglia abbiamo fatto tutto quello che ci è stato ordinato dal Governo. Io chiedo spiegazioni come cittadino italiano per capire quando potrò tornare a fare il suo lavoro. In questi mesi mi alleno, gioco alla play, vedo serie tv



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Juventus, De Ligt vola dai genitori ma a fine settimana tutti sono convocati al rientro

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La Juventus è uno dei quei club che ha lasciato partire le sue pedine nei paesi natali al contrario di squadre, come la Lazio, che ha imposto ai suoi uomini di non lasciare l’Italia in via precauzionale ma sopratutto adempiendo alla legge del DPCM del governo.

L’ultimo a partire è stato De Ligt che si trova ora in Olanda dai genitori. Una scelta consensuale visto che il ragazzo non vedeva la sua famiglia da molti mesi. Subito è scattata la polemica ma ancora non si sa se il campionato possa riprendere oppure no a livello di competizione.

Come riporta TuttoSport, per placare le polemiche, la società bianconera avrebbe richiamato i suoi “scappati di casa” fissando la data per fine settimana in vista della ripresa degli allenamenti il 18 Maggio.

Ronaldo, Higuain, De Ligt, Matuidi, Douglas Costa sono richiamati dunque alla base.



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Tommasi tuona: “Scelte di governo sbagliate”

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Le parole del Presidente dell’AIC, Damiano Tommasi, alle colonne de La Gazzetta dello Sport:

«Non troviamo un senso alle scelte del Governo. Non sto parlando della ripresa della stagione appesa a tante incognite ma della possibilità per i giocatori di allenarsi individualmente in strutture dove sono controllati».

STOP – «Pesa tanto, ma c’è da dire che più dell’80% delle squadre ha tenuto i giocatori sotto controllo facendo fare loro attività in casa seguendo le tabelle e le indicazioni dei preparatori. Però una cosa è allenarsi in spazi ristretti, su terreni duri, e un’altra in spazi ampi su campi in erba».

RIPRESA – «Le criticità sono tante. Ma stiamo già parlando di metà giugno. Chissà come sarà la situazione quel giorno. Io dico facciamo un passo alla volta. Se anche non si dovesse tornare a giocare per un calciatore allenarsi è importante per il mantenimento. A livello individuale il rischio di contagio non c’è».



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Spadafora torna a parlare

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– Il ministro dello Sport Spadafora ha parlato alla trasmissione Omnibus di La 7 per esprimere la sua posizione: “Sono in corso i contatti tra il comitato tecnico-scientifico e la Figc che aveva presentato un protocollo ritenuto non sufficiente. Io ho però sempre detto che la ripresa degli allenamenti non significa ripresa del campionato. Vedo la ripresa del campionato come possibilità sempre più stretta. I giocatori devono riprendere giustamente gli allenamenti. Se fossi nei presidenti penserei a riprendere in sicurezza il nuovo campionato. La Francia non sarà l’ultima a decidere per lo stop e questo potrebbe indurre l’Italia a fare lo stesso ragionamento”.

Lotito ha detto che così facendo troveremo i giocatori a Villa Borghese: “Spero ci fosse un pizzico d’ironia da parte di Lotito. Non potevamo riaprire lo sport per tutti. Il comitato tecnico-scientifico ci ha detto di ricominciare contingentando i numeri, abbiamo dovuto fare delle scelte. Tornano ad allenarsi poche migliaia di persone. Il protocollo presentato dal calcio non era sufficiente. Comincio a percepire che potrebbe esserci una sorpresa nei prossimi giorni, ossia che i presidenti ci chiedano di fermarci e prepararci per il prossimo campionato”.



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Acerbi: “Perché nei parchi ci si può allenare e nei centri sportivi no?”

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Il difensore della Lazio e della Nazionale, Francesco Acerbi dichiara di avere molti dubbi per quanto riguarda le mosse del governo sulle riaperture graduali dopo la quarantena obbligata per il Coronavirus.

Il trentaduenne si domanda perché ci si può allenare nei parchi e nei giardini dove comunque non si è controllati e si incontrano persone sconosciute e non si può nei centri sportivi dove si è controllati ed è tutto igienizzato.

Le parole del centrale ex Sassuolo: “Non è per creare polemica, è perché vorremmo capire perché correre nei parchi va bene e nei campi no. Se ci danno una motivazione adeguata, la accettiamo, ma il Governo non ci ha neanche risposto. La vorremmo. Non stiamo dicendo di fare le partitelle, ma solo di correre sul verde dei campi”.

Dopo Parolo e Tare, anche Acerbi appunto va contro il governo, ieri anche il tecnico dell’Inter, Antonio Conte si era detto dubbioso sulle mosse del governo riguardo la ripresa delle attività riguardanti il calcio.



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Simone Inzaghi, rinnovo in vista. La Champions riparte dal tecnico biancoceleste

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In attesa della ripresa del campionato, la Lazio si sta facendo due ” conti ” in tasca cercando di capire come ripartire nella prossima stagione.

La rosa è stata capitanata da un Simone Inzaghi che ha un contratto in scadenza nel 2021 e stando alla rassegna stampa di Radiosei, sta per arrivare un rinnovo di contratto per blindarlo.

Non si conoscono le cifre e ne la durata ma la cosa sicura è che il tecnico ha tentennato la scorsa stagione se rimanere oppure no, la Lazialità gli ha dato quel tantino in più per rimanere legato ancora alla panchina biancoceleste e con l’accesso quasi certo in Champions League, la società certamente non vuole farselo sfuggire visto che altre squadre hanno messo gli occhi sul tecnico piacentino.



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Coronavirus, guarito il centrocampista del Verona

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during the Serie A match between Hellas Verona and US Sassuolo at Stadio Marcantonio Bentegodi on October 25, 2019 in Verona, Italy.

Il centrocampista del Verona Mattia Zaccagni è risultato negativo al tampone effettuato ieri, il giocatore ha ringraziato tutti sui social con il messaggio: “NEGATIVO❌ Un grazie di cuore a tutte le persone che mi hanno dimostrato affetto. Un abbraccio virtuale a tutti“.
Ricordiamo che fin’ora in Serie A sono stati colpiti dal Covid-19: 3 giocatori della Juventus (Daniele Rugani, Blaise Matuidi, Paulo Dybala), 7 della Sampdoria (Manolo Gabbiadini, Omar Colley, Albin Ekdal, Antonio La Gumina, Morten Thorsby, Fabio Depaoli, Bartosz Bereszynsky), 3 della Fiorentina (Dusan Vlahovic, Patrick Cutrone, German Pezzella), 1 dell’Hellas Verona (Mattia Zaccagni), 1 del Milan (Daniel Maldini) e 1 dell’Atalanta (Marco Sportiello).



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Arturo Diaconale interviene dopo le Parole di Lotito a Repubblica”

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Arturo Diaconale è intervenuto ai microfoni ufficiali della Lazio dopo l’intervento di Claudio Lotito ai microfoni de Repubblica:

“Intervengo a proposito dell’intervista del Presidente Lotito su ‘La Repubblica’: ha semplicemente ribadito la necessità di una ripresa dell’attività, per salvaguardare l’economia del calcio in generale. Invece è stato trasformato come un guanto di sfida alla Juventus sull’eventuale assegnazione dello scudetto, è stata solamente un’ipotesi. La speranza però è quella di ripartire per terminare la stagione, così da evitare caos, ricorsi e danni economici.

Il Presidente vuole giocare per difendere il sistema, non per suoi interessi personali. Vuole far capire i problemi economici che ci sarebbero per il sistema, che dà lavoro a 250 mila persone, se non si terminasse la Serie A. Sottovalutare tutto questo sarebbe un pericolo.Sono settimane che il Presidente porta avanti questo discorso, cercando di far capire l’estrema importanza del calcio. Quest’ultimo ha una funzione trainante di tutto lo sport nazionale, va quindi favorito e non boicottato.

Ci sono molte contraddizioni su questa Fase 2, i calciatori non potranno allenarsi individualmente nei centri sportivi delle proprie squadre, con tutti i distanziamenti sociali, ma invece possono farlo in un parco pubblico. Ci sono tanti paradossi, speriamo di uscire il prima possibile da questa situazione”.



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Marco Parolo contro l’ultimo DPCM: ” Noi calciatori siamo stati penalizzati”

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Ai microfoni ufficiali della S.S Lazio è intervenuto anche Marco Parolo che commenta così la decisione del Governo Italiano:

“La notizia del divieto agli allenamenti per gli sport collettivi non ce l’aspettavamo. Vedendo che era stata concessa l’apertura dei centri per gli sport individuali, soluzione giusta per gli atleti che devono lavorare in vista di competizioni internazionali, non capisco perché noi non possiamo tornare ad allenarci nei centri sportivi che abbiamo a disposizione, che non sono luoghi chiusi nei quali si sta a contatto stretto,. Non possiamo allenarci mantenendo le distanze, così non possiamo riprendere contatto con il campo e con allenamenti, restando a lavorare a casa dove affatichiamo sicuramente di più la nostra muscolatura.

Se il 18 maggio ci sarà l’apertura generale, non capisco perché noi professionisti non possiamo allenarci dal 4 maggio. Il Premier Conte ha detto di essere un tifoso che pensa alla ripresa, quindi non capisco perché non possiamo allenarci sul nostro campo mantenendo le distanze necessarie. Si potrà andare nei parchi ad allenarsi? Perché dovrei andarci, quando ho un centro sportivo a disposizione. La categoria dei calciatori è stata penalizzata dal DPCM. Ci sarebbe anche maggior sicurezza su un campo tenuto bene sul quale non si rischiano infortuni per svolgerci, inoltre, lo stesso lavoro atletico, anche se a livello di singoli, che abbiamo svolto prima della quarantena. A Formello possiamo dislocarci su più campi, e su 12 ore di luce possiamo essere suddivisi su più orari.

Da parte nostra c’è massima attenzione per rispettare le norme del Governo, ma ora ci sono le condizioni per tornare ad allenarci e svolgere la professione nei nostri centri sportivi sempre nel rispetto delle norme e del bene comune. Sono stati proposti protocolli e soluzioni che sono al vaglio degli specialisti, ma se si è in sicurezza non capisco perché non si possa svolgere lavoro singolo nelle nostre strutture, visto che c’è l’ok per gli sport individuali. Il decreto ci penalizza e forse c’è qualcuno che non vuole provare a dare il via nuovamente al campionato. Non capisco perché le persone potranno andare al parco ed, invece, noi non potremo allenarci nelle nostre strutture nelle quali non avremmo margini di contagio, contrariamente a quanto potrebbe accadere in luoghi pubblici. Dobbiamo essere equiparati agli altri sportivi professionisti: ben venga che anche gli altri professionisti possano allenarsi nelle loro strutture, sono il primo a sostenerli da tifoso. Noi abbiamo rispetto per tutti, ma anche per noi ci dev’essere la possibilità di allenarci nelle nostre strutture. Se vogliamo alimentare la speranza di tornare a giocare, dobbiamo riprendere ad allenarci. Tornare al calcio vorrebbe dire dare speranza a tutti”.



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Igli Tare contro la decisione di Conte e Spadafora: ” Ci sentiamo discriminati”

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Igli Tare durante un'intervista sulla Lazio

Il direttore sportivo della Lazio, Igli Tare, è intervenuto ai microfoni della Lazio parlando delle decisioni di Giuseppe Conte e Spadafora:

“Siamo rimasti sorpresi dalle dichiarazioni di ieri del Premier Conte e dal Ministro Spadafora. Finora abbiamo rispettato ogni decisione presa dal Governo italiano, il 4 maggio avrebbe dovuto essere un punto di partenza per gli allenamenti del calcio. Viste le decisioni prese per gli altri sport, ci sentiamo discriminati. Non capisco perché ci si possa allenare in un parco pubblico e non nei centri sportivi delle squadre, così non si tutela la salute dei calciatori e delle persone.

Non dimentichiamoci che sono passati due mesi dall’ultima partita, uno stop mai visto nella storia del calcio. Non so quale sia lo scopo del Ministro ma in questo modo non sta aiutando il calcio. Siamo consapevoli di dover stare attenti ad ogni rischio, anche per rispettare i sacrifici fatti da tutte le persone ma così non va bene. Il calcio è un fattore sociale molto importante per il Paese, non stiamo cercando di aprire gli stadi ma di svolgere e finire il campionato nel rispetto delle regole. Il tutto prescinde dalla classifica, che abbiamo guadagnato sul campo. Abbiamo bisogno di finire questo torneo per il bene del sistema calcistico italiano.

In Germania sono tutti uniti nel finire il campionato, c’è di mezzo la continuità calcistica nella nazione. La stessa cosa vale per l’Italia, tutte le società devono prendere posizione. Nelle altre nazioni si sta andando verso una ripresa, il protocollo presentato rispetta tutte le norme”.



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Paolo Di Canio a Sky Sport: ” Vado al Manicomio, non capisco perchè si hanno ancora dubbi”

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Paolo di Canio è intervenuto a Sky Sport parlando delle incertezze che colpiscono ancora la ripresa del campionato. L’ex biancoceleste ha commentato così:

“Non capisco perché dal 4 maggio ci sarà un po’ di libertà in più, si avrà per esempio la possibilità di andare a trovare i parenti. E poi, nel calcio abbiamo ancora dei dubbi, nonostante ai giocatori verranno fatti tutti i tamponi del caso e saranno chiusi, sigillati. Vado al manicomio”.



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Bergomi e Marchegiani in coro: ” Dove sono i problemi nella ripartenza della Serie A?”

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Beppe Bergomi e Luca Marchegiani sono stati ospiti su Sky Sport. Il tema caldo è sempre la ripresa del campionato ma sopratutto dello sport in generale.

Credo non ci siano motivi per non far ripartire il campionato”. L’ex Inter, invece, ha spiegato: “Se parte la Premier, dobbiamo partire anche noi. Non dobbiamo prendere la Germania a modello, ma l’Inghilterra. Sono partiti dopo ma hanno avuto più o meno i nostri stessi numeri”.



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