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Lazio, Sarri sceglie Noslin: Castellanos in bilico

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Taty Castellanos e le compagne della Lazio durante l’allenamento a Formello, simbolo di un 2025 complicato tra infortuni e caos societario.
Taty Castellanos e le compagne della Lazio durante l’allenamento a Formello, simbolo di un 2025 complicato tra infortuni e caos societario.

Fuori Castellanos, dentro Noslin. La scelta di Maurizio Sarri a Udine non è stata casuale e va letta come un segnale forte, tecnico ma anche gestionale. Il Comandante ha deciso di premiare l’olandese dopo le ultime prestazioni incoraggianti, ma soprattutto di lanciare l’ennesima scossa a Valentín Castellanos, entrato nella ripresa senza riuscire ancora una volta a lasciare il segno.

Non è la prima volta che Sarri prova a “stimolare” il Taty con una scelta netta. Era già accaduto dopo il derby, quando l’esclusione iniziale aveva prodotto una reazione importante dell’argentino, protagonista sia nella stracittadina sia nel match successivo di Marassi, chiuso con un gol e un assist. Sembrava l’inizio di una svolta. Invece, la prestazione anonima contro il Torino e soprattutto la lesione di secondo grado al retto femorale lo hanno riportato al punto di partenza.

Da allora, dopo oltre due mesi e mezzo, Castellanos non è più riuscito a cambiare marcia. E la gara contro l’Udinese lo ha confermato.

I numeri parlano chiaro. Noslin si è messo in evidenza con 3 tiri, un palo colpito e un lavoro continuo in fase offensiva, mostrando vivacità, aggressività e partecipazione al gioco. Castellanos, invece, nei 30 minuti in campo ha chiuso con appena 2 passaggi riusciti e 2 recuperi, un contributo minimo per un centravanti chiamato a fare la differenza.

Il dato più allarmante, però, riguarda il rendimento complessivo del Taty sotto la gestione Sarri. In 46 presenze agli ordini del tecnico toscano, l’argentino ha segnato solo 4 gol: uno ogni 550 minuti. Numeri che certificano quanto sia complicata la convivenza tra Castellanos e il 4-3-3 sarriano.

La sensazione, sempre più diffusa a Formello, è che il Taty faccia fatica a interpretare il ruolo di centravanti nel sistema di Sarri. Per questo, con la giusta offerta, l’argentino viene considerato un profilo sacrificabile.

Il direttore sportivo Fabiani ha ribadito che al momento non ci sono proposte ufficiali sul tavolo, ma l’interesse non manca. Il Flamengo continua a monitorare la situazione, anche se la priorità del club brasiliano resta la definizione del futuro dell’allenatore Filipe Luís.

Attenzione però alle sirene inglesi. Il West Ham segue Castellanos da tempo, ma nelle ultime settimane è spuntata anche la pista Leeds United. Un ritorno di fiamma curioso: i Peacocks avevano già provato a prenderlo nell’estate 2022, prima del suo passaggio al Girona, e ora sono tornati a sondare il terreno.

Da Formello, per ora, filtra la volontà di non cedere il giocatore prima dell’estate. Ma una proposta attorno ai 25 milioni di euro cambierebbe inevitabilmente lo scenario.

Capitolo sostituti. Il profilo ideale per Sarri resta Giacomo Raspadori, ma l’attaccante è ormai molto vicino alla AS Roma, rendendo l’operazione quasi impraticabile. È spuntato anche il nome di Lorenzo Lucca, in cerca di una sistemazione anche in prestito, ma non convince il tecnico biancoceleste.

Del classe 2000 si è parlato rapidamente anche nell’incontro di un paio di settimane fa con l’agente Beppe Riso, ma senza sviluppi concreti: non è un profilo che interessa a Sarri.

La scelta di Udine, dunque, va oltre la singola partita. È un messaggio chiaro: Sarri vuole risposte immediate. E chi non riesce a darle, anche se pagato caro, non può sentirsi al sicuro.



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Lazio tra mercato, Sarri e Flaminio: le vere scelte del 2026

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Lo Stadio Flaminio di Roma e la squadra della Lazio come simboli del futuro economico e sportivo del club

Di Luca Ciampi

La Lazio osserva con grande attenzione ciò che sta accadendo in Campidoglio. Il motivo è evidente: il futuro del club passa in modo sempre più centrale dal progetto di riqualificazione dello Stadio Flaminio, sul quale il presidente Claudio Lotito è impegnato in una trattativa complessa con il Comune di Roma.

Al momento, i colloqui risultano rallentati. L’amministrazione capitolina ha chiesto ulteriori documentazioni legate a sicurezza e viabilità del quartiere Flaminio nei giorni di gara, materiali che la Lazio non ha ancora formalmente presentato. Un passaggio tutt’altro che secondario, perché senza queste garanzie il progetto rischia di restare bloccato.

Nel frattempo, sul fronte sportivo, il club biancoceleste ha ottenuto un risultato importante: lo sblocco del mercato da parte della Covisoc. Una notizia che ha riacceso l’entusiasmo della tifoseria, anche se l’ottimismo va tenuto sotto controllo. Gennaio non potrà essere la sessione riparatrice di ciò che non è stato fatto in estate, soprattutto considerando i limiti strutturali della rosa e del bilancio.

È utile chiarire come la Lazio sia rientrata nei parametri dell’indice del costo del lavoro allargato. La Covisoc, infatti, fotografa una situazione istantanea del bilancio, non strutturale. In questo senso, due eventi hanno inciso in modo significativo sul valore del titolo in Borsa:

  1. la notizia del parere di fattibilità chiesto sull’operazione Flaminio
  2. la presenza della Lazio al Nasdaq, con Enrico Lotito presentato come volto del progetto internazionale.

Queste operazioni hanno generato plusvalenze azionarie, utili a superare i controlli, ma non hanno prodotto liquidità reale per un mercato libero e ambizioso. È una distinzione fondamentale, spesso ignorata nel dibattito pubblico.

Ed è qui che la Lazio si trova davanti a un bivio strategico: continuare con Maurizio Sarri o programmare un futuro diverso. La permanenza del tecnico, a mio avviso, è legata in modo diretto a una qualificazione europea. Non per volontà della società, ma per scelta dell’allenatore stesso. Senza Europa, la Lazio ha già dimostrato di avere enormi difficoltà operative sul mercato, private dei ricavi UEFA.

Sul piano delle uscite, gennaio potrebbe diventare una finestra più attiva. Si parla con insistenza di Nuno Tavares in Arabia Saudita. In caso di cessione, però, non avrebbe senso sostituirlo subito: il vero obiettivo resta Aron Martín, in scadenza con il Genoa nel 2026, che potrebbe essere bloccato a parametro zero. In quel caso, la soluzione tampone sarebbe il reintegro di Hysaj fino a fine stagione.

Diverso il discorso per Castellanos. Se dovesse partire il centravanti titolare, la Lazio sarebbe obbligata a intervenire. I nomi che circolano sono noti: Raspadori, costoso, e Daniel Maldini, profilo giovane, oggi ai margini dell’Atalanta, che con Sarri potrebbe crescere e valorizzarsi.

Il problema di fondo resta la qualità. Questa Lazio applica alla perfezione i principi dell’allenatore, ma non ha più il talento della prima era sarriana: Milinković-Savić, Luis Alberto e Immobile appartengono al passato. Pedro è in fase calante, Vecino non rende più come prima, e l’infortunio di Rovella è stato gestito in modo discutibile, con un intervento chirurgico forse tardivo.

Eppure, nonostante tutto, la classifica dice che la Lazio è ancora lì. Con 5–6 punti in più, persi anche per decisioni arbitrali controverse, oggi si parlerebbe apertamente di corsa all’Europa League. Ed è proprio qui che emerge il vero danno economico: senza Europa, la Lazio perde decine di milioni, e il mercato diventa inevitabilmente difensivo.

Il progetto Flaminio resta quindi la chiave di tutto. Uno stadio moderno permetterebbe di aumentare i ricavi, rendere il club più credibile anche in ottica Nasdaq e, soprattutto, attrarre investimenti. Il nodo cruciale è la durata della concessione: la Lazio chiede 90–99 anni, il Comune sembra orientato su una soluzione più breve. Ma senza una concessione lunga, nessun piano industriale è sostenibile.

Chiudo con una riflessione doverosa: molte polemiche nate attorno a una presunta lettera della Lazio all’Avvocatura del Comune sono basate su un presupposto sbagliato. L’Avvocatura lavora per le istituzioni, non per i privati. Se c’è stato un parere richiesto, lo ha fatto il Comune, non la Lazio. E prima di alimentare tensioni, certe informazioni andrebbero verificate.

Il 2026 sarà un anno decisivo. Per il mercato, per Sarri, per lo stadio e per l’identità stessa della Lazio. La tifoseria – una delle più appassionate d’Italia – merita ambizione, rispetto e una visione chiara.



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Lazio, Sarri e Fabiani: mercato tra esperienza e giovani

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Scontro Sarri Lotito Fabiani Formello Lazio crisi società

Il mercato della Lazio prende forma tra idee diverse, ma non necessariamente contrapposte. Le ultime indiscrezioni raccolte da Il Messaggero raccontano di una convergenza possibile tra le priorità di Maurizio Sarri e la cosiddetta linea verde portata avanti dal direttore sportivo Angelo Fabiani. Una sintesi che, se trovata, potrebbe indirizzare in modo chiaro le prossime mosse del club biancoceleste.

Da una parte c’è Sarri, che chiede profili pronti, giocatori già strutturati per la Serie A, in grado di incidere subito e di garantire affidabilità tattica. Dall’altra c’è Fabiani, che continua a spingere su calciatori giovani, sostenibili e possibilmente italiani, in linea con i vincoli economici e regolamentari che condizionano il mercato della Lazio.

Nei giorni scorsi, a Formello si è visto Giuseppe Riso, agente tra i più influenti del panorama italiano. Con lui si è parlato soprattutto di Brescianini e Daniel Maldini, due profili su cui Fabiani sta insistendo con convinzione. Giovani, già rodati in Serie A, con margini di crescita e costi ancora gestibili: identikit che rappresenta bene il punto di incontro tra esigenze tecniche e sostenibilità economica.

Questi nomi, secondo il quotidiano romano, avrebbero superato nelle preferenze del club quelli più “sarriani” per esperienza e status, come Insigne per la fascia o Samardzic e Loftus-Cheek per il centrocampo. Profili di livello, ma più complessi da sostenere sul piano economico e salariale.

Restano invece in salita altre piste. Per Fabbian, il Bologna continua a sparare alto, rendendo l’operazione complicata. Casadei, invece, non convince pienamente dal punto di vista tecnico. Dal Torino piace Ilic, ma il centrocampista serbo è considerato più un regista puro, ruolo in cui la Lazio ritroverà a breve Cataldi e Rovella, entrambi sulla via del rientro e già presenti nelle gerarchie.

Capitolo uscite. I riflettori restano puntati su Nuno Tavares, uno dei pochi elementi in grado di generare una plusvalenza immediata. L’interesse dell’Al-Ittihad è concreto, ma la Lazio non intende fare sconti: la richiesta minima è di 15 milioni di euro. Una cifra considerata necessaria per finanziare eventuali movimenti in entrata.

In caso di addio del portoghese, il club ha già individuato le alternative. Il preferito resta Martín, profilo seguito da tempo, ma piace anche Netz del Borussia Mönchengladbach. Entrambi sono in scadenza a giugno, dettaglio che potrebbe favorire operazioni a costi contenuti o con formule creative.

Il quadro che emerge è chiaro: Sarri e Fabiani non stanno andando in direzioni opposte, ma cercano una sintesi. L’allenatore vuole giocatori pronti, il ds punta su giovani già formati. Se il mercato riuscirà a trovare profili che rispondano a entrambe le esigenze, la Lazio potrà rafforzarsi senza snaturare il progetto né forzare i conti.

Molto, come sempre, dipenderà dalle uscite. Ma l’idea di fondo sembra ormai tracciata: meno colpi ad effetto, più operazioni funzionali. Con un occhio al presente e uno, inevitabilmente, al futuro.



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Lazio arbitri, la Lega risponde alla Lazio: “Serve rispetto”

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Simonelli risponde a Lotito

Non si è fatta attendere la risposta della Lega Serie A alla lettera inviata dalla S.S. Lazio dopo il pareggio contro l’Udinese. A prendere posizione è stato il presidente Ezio Maria Simonelli, intervenuto a Radio Anch’Io Sport, con parole nette che segnano un primo, evidente, irrigidimento istituzionale.

«Risponderemo alla Lazio, come facciamo con tutte le comunicazioni che arrivano dai club, Pec o non Pec, dopo averle analizzate nelle sedi opportune», ha spiegato Simonelli. Ma il cuore della sua replica è tutto racchiuso in un concetto chiave: il rispetto per la classe arbitrale.

Secondo il presidente della Lega, infatti, il confine tra critica e delegittimazione sarebbe stato pericolosamente avvicinato. «Ci vuole rispetto per la classe arbitrale, che svolge un ruolo delicato. Metterne in dubbio l’operato mina fortemente la credibilità del sistema e questo non è tollerabile», ha dichiarato, respingendo l’idea che il campionato possa essere considerato compromesso o screditato dagli episodi denunciati dalla Lazio.

Il caso nasce dal gol di Davis in Udinese-Lazio, convalidato dall’arbitro Colombo dopo controllo VAR, episodio che ha spinto il club biancoceleste a parlare apertamente di “ripetersi di errori arbitrali e disomogeneità VAR”, chiedendo un intervento immediato delle istituzioni calcistiche.

Simonelli, però, ha voluto marcare una linea di demarcazione molto chiara. «Non è mio compito dissertare su fatti tecnici», ha precisato, aggiungendo di aver sentito il designatore Rocchi, che gli avrebbe anticipato come nella prossima puntata di Open VAR verrà fornita «un’ampia e dettagliata spiegazione» sull’episodio contestato dalla Lazio.

Un passaggio non secondario, perché sposta il confronto dal piano politico-istituzionale a quello tecnico-divulgativo, affidando alla comunicazione arbitrale il compito di chiarire le decisioni prese sul campo.

Ma è nella parte finale dell’intervento che Simonelli alza ulteriormente i toni. «Gli errori arbitrali fanno parte del gioco del calcio, così come gli errori degli attaccanti, dei difensori e dei portieri. Vanno accettati senza pregiudizi», ha sottolineato, ribadendo una posizione storica delle istituzioni calcistiche italiane.

Il presidente della Lega, però, apre anche a uno scenario diverso, prendendo spunto proprio dalle parole utilizzate dalla Lazio nella sua lettera. Se, come scritto dal club, si ritiene che non si tratti più di casualità ma di «una sequenza di episodi che, per frequenza, natura e impatto, non è più archiviabile come casualità», allora – avverte Simonelli – «il discorso cambia».

Ed è qui che arriva il messaggio più duro: «Se si sostiene che c’è un disegno dietro, la strada è quella della denuncia nelle sedi competenti». Un invito che suona come una sfida istituzionale, ma anche come un modo per alzare l’asticella della responsabilità comunicativa dei club.

In sostanza, la Lega apre al dialogo formale, ma respinge con decisione qualsiasi narrazione che metta in discussione la buona fede del sistema arbitrale. La palla ora torna alla Lazio: accettare le spiegazioni tecniche, oppure decidere se fare un passo ulteriore, trasformando la protesta in un atto formale nelle sedi opportune.

Il confronto, a questo punto, non è più solo sportivo. È politico, istituzionale e comunicativo. E difficilmente si fermerà qui.



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Arbitri e Lazio: comunicato giusto, ma tardivo

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Lotito vuole vendere la Lazio?

Ieri è finalmente arrivata la prima mossa ufficiale della S.S. Lazio contro una serie di errori arbitrali che, settimana dopo settimana, stanno pesantemente penalizzando la squadra. Una presa di posizione attesa da mesi, arrivata però in ritardo, dopo l’ennesimo episodio clamoroso visto in Udinese-Lazio, una partita che ha tolto ai biancocelesti due punti pesantissimi.

Il comunicato diffuso tramite Cronos, ormai vero e proprio ufficio stampa del club, chiede l’intervento urgente della Lega Serie A, in raccordo con FIGC e organi arbitrali. Una richiesta istituzionale, formale, anche ben scritta. Ma la domanda vera è un’altra: che effetto avrà?

Probabilmente nessuno.

E il motivo è semplice: la Lazio arriva a questa presa di posizione dopo mesi di silenzio assoluto. Non dopo il primo torto, non dopo il secondo. Ma dopo una lunga, lunghissima sequenza di episodi contrari, tutti a senso unico, che hanno inciso in modo evidente sulla classifica.

Qui bisogna chiarire un punto fondamentale, spesso ignorato: il vero danno non è mediatico, è economico.
Lo dice la Lazio stessa, nero su bianco, nel comunicato di approvazione dell’ultimo bilancio. Per rientrare nei parametri economici, per non avere problemi strutturali, la Lazio deve qualificarsi in Europa.

E allora facciamola semplice:

  • Niente Europa League = –30 milioni
  • Niente Champions League = –100 milioni

Questo è il danno reale. Altro che post su Facebook o articoli contro Lotito. Un errore arbitrale che ti toglie punti ti toglie ricavi futuri, competitività, mercato. È il peggior danno possibile per una società quotata.

Eppure la Lazio ha scelto il silenzio.
Silenzio dopo Parma-Lazio.
Silenzio dopo Milan-Lazio.
Silenzio dopo Inter-Lazio.

Anzi, peggio: dopo Inter-Lazio, la società ha smentito il proprio allenatore, Maurizio Sarri, che aveva osato lamentarsi dell’arbitraggio. Il giorno dopo, non solo una presa di distanza pubblica, ma addirittura la partecipazione a un convegno AIA con tanto di scuse istituzionali. Un messaggio devastante: “Avete ragione voi, non noi”.

Che credibilità può avere oggi una società che per mesi ha:

  • attaccato chi si lamentava,
  • minimizzato gli episodi,
  • scelto il dialogo privato invece della denuncia pubblica,

e solo il 29 dicembre decide che “forse c’è un problema”?

Nel calcio italiano – piaccia o no – funziona così:
chi alza la voce viene tutelato,
chi sta zitto viene schiacciato.

Antonio Conte, al primo errore subito dal Napoli, è andato davanti a tutte le telecamere. Risultato? Il Napoli non è più stato penalizzato. Marotta parla, la Juventus parla, le grandi parlano. La Lazio no. E gli arbitri hanno continuato, indisturbati.

C’è chi ripete la favola secondo cui “a fine stagione i torti si compensano”. Non è vero, soprattutto per una squadra come la Lazio. Alcuni club hanno episodi a favore, la Lazio quest’anno non ne ha avuti. Solo una sequenza impressionante di decisioni contrarie, che sommate spiegano perché oggi i biancocelesti non lottino serenamente per l’Europa.

E ora che la Lazio parla, parlano gli altri. Giornalisti “equilibrati” che spiegano come il gol dell’Udinese fosse regolare, come l’espulsione fosse giusta, come il rigore col Milan non ci fosse. Perché? Perché tu sei stato zitto. E nel vuoto comunicativo, qualcuno riempie lo spazio.

C’è poi un tema politico. Lotito oggi non conta più nei palazzi del calcio. È fuori dai giochi FIGC, ha perso la battaglia con Gravina, ha perso peso. E chi paga il prezzo di questa marginalità è la Lazio, non Lotito. Attenzione però: la Lazio è sempre stata una società senza “santi in paradiso”. Anche ai tempi di Cragnotti subiva torti. Lotito ha solo aggravato una condizione storica.

Il punto finale è forse il più grave: questa società oggi dice quello che Sarri diceva tre mesi fa.
Come sempre, con tre mesi di ritardo.
Prima si attacca l’allenatore, poi si sposa la sua tesi.
Sempre dopo. Sempre tardi.

Il comunicato è giusto.
Il contenuto è condivisibile.
Ma arriva quando il danno è già stato fatto.

E nel calcio, chi arriva tardi, di solito paga.



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Lazio scrive alla Lega: “Serve chiarezza sugli arbitri”

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L'arbitro Colombo con un'espressione preoccupata durante una partita, con i loghi dei principali quotidiani sportivi italiani sullo sfondo.

La S.S. Lazio rompe il silenzio e lo fa in modo formale, strutturato e istituzionale. Con una lettera ufficiale indirizzata alla Lega Serie A, il club biancoceleste ha avanzato una richiesta urgente di intervento, chiamando in causa anche la FIGC e gli organi tecnici competenti, sul tema della gestione arbitrale e dell’utilizzo del VAR.

Non si tratta di uno sfogo né di una protesta generica. Al contrario, il documento trasmesso dalla società è un atto politico-sportivo preciso, articolato in cinque punti chiave, che mirano a ottenere iniziative immediate, concrete e verificabili.

Il primo passaggio riguarda la richiesta di una convocazione urgente di un tavolo istituzionale, promosso dalla Lega Serie A, con il coinvolgimento della FIGC e dei referenti arbitrali. L’obiettivo è chiaro: un confronto operativo sui criteri applicativi e sulle criticità riscontrate nel corso della stagione. La Lazio chiede di discutere regole e interpretazioni, non di commentare singoli episodi a caldo.

Il secondo punto è forse il più delicato: la società chiede un riscontro formale scritto, nei limiti consentiti dai regolamenti, sugli episodi più rilevanti che hanno coinvolto il club. Non opinioni, non giustificazioni mediatiche, ma una ricostruzione chiara dei criteri adottati e delle valutazioni tecniche effettuate. Un passaggio che tocca direttamente il tema della responsabilità decisionale.

Al centro della lettera c’è poi la richiesta di uniformità di indirizzo immediata. La Lazio sollecita la definizione e la diffusione di linee guida operative vincolanti e coerenti su casistiche determinanti: rigori, falli di mano, fuorigioco, condotta violenta e gravi falli di gioco. In particolare, il club chiede soglie di intervento VAR non ambigue, per evitare interpretazioni variabili da gara a gara.

Un altro aspetto cruciale è quello della trasparenza. Secondo la Lazio, quando una decisione arbitrale incide direttamente sul risultato di una partita, non può mancare una spiegazione istituzionale chiara e tempestiva. Il vuoto informativo, sottolinea il club, alimenta tensioni, sospetti e delegittimazione dell’intero sistema.

Infine, la società chiede una vera assunzione di responsabilità e un controllo di qualità. Errori reiterati e macroscopici, si legge, devono produrre conseguenze tecniche nei percorsi di valutazione, formazione e designazione degli arbitri. In assenza di questo meccanismo, ogni richiamo alla “crescita” del sistema arbitrale rischia di restare una formula vuota.

La Lazio tiene però a precisare un punto fondamentale: non intende delegittimare gli ufficiali di gara né alimentare polemiche strumentali. Tuttavia, il silenzio non è più ritenuto una posizione sostenibile, soprattutto quando il ripetersi di determinati episodi rischia di danneggiare il club, la competizione e la fiducia del pubblico.

Non a caso, nel passaggio finale, la società biancoceleste avverte che, in assenza di un riscontro tempestivo e di iniziative concrete, si riserva di adire ogni sede istituzionale competente e di intraprendere ogni iniziativa consentita a tutela dei propri diritti. Un riferimento esplicito anche ai danni economici, evidenziando lo status della Lazio come società quotata, oltre al tema della regolarità sportiva e del rispetto dovuto ai tifosi.

La Lazio si dice infine disponibile a trasmettere un dossier dettagliato degli episodi segnalati, completo di documentazione e riferimenti tecnici, e a partecipare a un incontro in tempi immediati.

Un atto che segna un cambio di passo: non più proteste isolate, ma una richiesta strutturata di riforma e chiarezza. Ora la palla passa alle istituzioni del calcio italiano.



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📰 La beffa continua: per gli arbitri il gol di Davis è regolare! Ma spunta un precedente che smentisce tutto

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Un confronto grafico tra l'arbitro Colombo che convalida il gol di Davis e un fermo immagine di un precedente gol annullato a Ibrahimovic per fallo di mano.

Non si placa la tempesta dopo Udinese-Lazio. L’ennesimo episodio arbitrale dubbio della stagione biancoceleste, il gol del pareggio friulano firmato da Davis al 95′ viziato da un tocco di braccio, continua a far discutere. Una decisione, quella dell’arbitro Colombo e del VAR, che ha lasciato increduli tifosi e addetti ai lavori.

Leggi: la spiegazione di Marelli

Eppure, secondo le ultime indiscrezioni, per i vertici dell’AIA la decisione presa in campo sarebbe corretta. Una spiegazione che, però, rischia di alimentare ulteriormente le polemiche a causa di un precedente illustre che sembra dimostrare l’esatto contrario.

La tesi dei vertici: “Manca l’immediatezza”

A riportare la posizione dei vertici arbitrali è l’edizione odierna de La Gazzetta dello Sport. Per i designatori, la rete del definitivo 1-1 è da considerarsi regolare.

Il motivo? Non solo la presunta casualità del tocco del centravanti dell’Udinese, ma soprattutto il fattore tempo. Secondo l’interpretazione fornita, tra il tocco di braccio e il tiro in porta “trascorre un lasso di tempo che fa decadere appunto il concetto di immediatezza inserito nel regolamento”. In sintesi: Davis ha controllato la palla troppo a lungo dopo il tocco di mano perché questo potesse essere considerato punibile ai fini dell’annullamento del gol.

Il precedente che inchioda l’AIA: il caso Ibrahimovic

Questa interpretazione tecnica, però, stride violentemente con un precedente recente che i tifosi della Lazio (e non solo) ricordano bene. Si tratta di un Milan-Fiorentina, dove una situazione analoga ebbe un epilogo diametralmente opposto.

In quell’occasione, un gol di Zlatan Ibrahimovic venne annullato proprio per un tocco di mano avvenuto all’inizio dell’azione. La differenza? Lo svedese, dopo il tocco, costruì l’azione del gol in un arco temporale molto ampio, scartando anche alcuni avversari prima di segnare. In quel caso, l'”immediatezza” non fu considerata una scriminante e il gol fu cancellato dal VAR.

Due episodi simili, due interpretazioni opposte. Una difformità di giudizio che rende l’amarezza in casa Lazio, se possibile, ancora più grande.


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📰 Rassegna Stampa | Rabbia Lazio dopo lo scandalo di Udine: ora si teme la stangata del Giudice Sportivo. Ansia per Cataldi

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Danilo Cataldi indica l'ascella durante la protesta con l'arbitro Sacchi
Danilo Cataldi a terra dolorante durante una partita della Lazio

Non si placa la tempesta in casa Lazio dopo il pareggio beffa rimediato a Udine. Un 1-1 arrivato al 95′ e macchiato da quello che appare come l’ennesimo, clamoroso, torto arbitrale stagionale: il gol del pareggio di Davis era viziato da un netto fallo di mano dell’attaccante friulano prima del tiro. Un’irregolarità che l’arbitro Colombo, anche dopo un check con il VAR, ha incredibilmente giudicato inesistente.

La furia in campo e l’intervento di Sarri

La decisione ha scatenato l‘incredulità e la rabbia dei giocatori biancocelesti in campo, che si sono immediatamente scagliati contro il direttore di gara per chiedere spiegazioni su una valutazione apparsa incomprensibile ai più.

Il clima nel finale era incandescente, tanto che Maurizio Sarri, subito dopo il triplice fischio, è dovuto intervenire personalmente in mezzo al campo. Il tecnico ha cercato di calmare i suoi giocatori e allontanarli dall’arbitro, nel tentativo disperato di evitare cartellini rossi e squalifiche che aggraverebbero ulteriormente una situazione di emergenza numerica già critica.

Il caso Cataldi: quell’applauso rischia di costare caro

Ora, però, a Formello si trattiene il fiato in attesa del comunicato del Giudice Sportivo. Il timore concreto è che oltre al danno della mancata vittoria, arrivi anche la beffa delle sanzioni disciplinari.

Secondo quanto riportato dall’edizione odierna de Il Messaggero, c’è particolare apprensione per la posizione di Danilo Cataldi. Il centrocampista romano, nel convulso finale di gara, si sarebbe rivolto all’arbitro Colombo con un applauso ironico. Un gesto di protesta che, da regolamento, viene spesso punito con la squalifica. Solo la lettura del referto arbitrale chiarirà se il gesto è stato messo a verbale e con quale gravità. La speranza è di non dover pagare un conto salatissimo per un errore altrui.


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📢 EDITORIALE | Il silenzio non paga, i “meme” nemmeno. Lazio, ora serve alzare la voce (davvero) contro i torti

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Un microfono televisivo spento o vuoto con lo stemma della Lazio sullo sfondo, a simboleggiare il silenzio stampa.

La misura è colma. Lo è per i tifosi, esausti di vedere le partite decise da fischietti e monitor invece che dal campo. Lo è per la squadra, che vede i propri sforzi vanificati da decisioni “difficili da comprendere”, per usare un eufemismo. Ma la misura dovrebbe essere colma, soprattutto, per la Società Sportiva Lazio. Che invece, di fronte all’ennesimo scandalo stagionale andato in scena a Udine, sceglie ancora una volta la strada più discutibile: quella del mutismo.

La schizofrenia strategica: da “pompieri” a vittime silenziose

C’è qualcosa che non torna nella strategia comunicativa del club. Serve riavvolgere il nastro. Ricordate i tempi non lontani (era un Milan-Lazio) in cui Maurizio Sarri tuonava contro arbitraggi killer, e la sensazione netta era che la società, invece di fare scudo al suo tecnico, preferisse gettare acqua sul fuoco? Ci furono momenti in cui sembrava quasi che il club volesse “difendere” l’operato dei direttori di gara dalle intemperanze del Comandante, in nome di un presunto stile istituzionale.

Poi, il vento è cambiato. Gli errori si sono accumulati, diventando una marea impossibile da ignorare. E qual è stata la reazione? Passare dall’estremo del “profilo basso” all’estremo del “silenzio stampa”. Due volte nelle ultime settimane la Lazio ha deciso di spegnere i microfoni. Una scelta che, francamente, appare più come una resa che come una protesta efficace.

A cosa serve il silenzio stampa oggi?

Nell’era della comunicazione globale, sottrarsi al confronto televisivo è un autogol. Il silenzio stampa non punisce gli arbitri, non spaventa il Palazzo. Punisce solo i tifosi che vorrebbero sentire la propria dirigenza difendere i colori, e lascia campo libero alle narrazioni altrui negli studi televisivi.

Protestare col silenzio è un ossimoro. Quando subisci un torto come quello del gol di mano di Davis a Udine, la dirigenza – che siano il Presidente Lotito o il DS Fabiani – ha il dovere di presentarsi davanti alle telecamere. Non per fare sceneggiate, ma per chiedere conto, con fermezza e autorità, di ciò che sta accadendo. Metterci la faccia, battere i pugni sul tavolo metaforico della Serie A. Invece, si preferiscono “comunicatini insulsi”, note ufficiali fredde che lasciano il tempo che trovano e che sanno di impotenza.

Il “meme” della disperazione

E arriviamo all’ultimo atto di questa commedia degli errori comunicativi. Dopo lo scippo della Dacia Arena, mentre il popolo laziale ribolliva di rabbia, la risposta “forte” della società è stata… un video sui social. Una sorta di compilation “meme” dei torti subiti.

Siamo seri? È questa la risposta istituzionale di un club glorioso come la Lazio? Affidare la propria indignazione a un montaggio video che sembra uscito da una fanpage goliardica? È un atteggiamento che banalizza la gravità della situazione. Il “rumore social” non sostituisce l’azione politica e dirigenziale.

La Lazio sta subendo danni tecnici ed economici enormi. È ora di smetterla di nascondersi dietro i comunicati o i video ironici. Serve una strategia chiara, serve una voce potente che si faccia sentire nei luoghi preposti, in TV e in Lega. Perché questo silenzio assordante non sta portando rispetto; sta portando solo altri torti.


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📰 Rassegna Stampa: Gigot, che parabola! Da idolo con Baroni a esubero con Sarri: il piano per gennaio

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Il difensore della Lazio Samuel Gigot in azione durante una partita, con espressione concentrata.

Un 2025 da dimenticare per Samuel Gigot. La sua avventura alla Lazio si è trasformata in un vero e proprio calvario, una parabola discendente che oggi lo vede ai margini del progetto tecnico e con le valigie pronte in vista del mercato di gennaio.

L’inizio promettente e la svolta negativa

Arrivato in estate dal Marsiglia con il difficile compito di sostituire Casale, il centrale francese classe ’93 era partito con il piede giusto. Sotto la guida di Baroni, Gigot aveva disputato una prima parte di stagione positiva, guadagnandosi il rispetto e l’affetto dei tifosi biancocelesti grazie al suo spirito combattivo.

Tutto è cambiato con il ritorno in panchina di Maurizio Sarri. Oltre a non essere il prototipo del difensore ideale per il calcio del tecnico toscano, Gigot è stato perseguitato dalla sfortuna.

Il calvario degli infortuni

Come riporta la rassegna stampa odierna, la sua preparazione con il nuovo allenatore è durata appena una settimana. Prima i fastidi alla schiena, poi il grave infortunio alla caviglia che lo ha costretto a un’operazione chirurgica in Francia il mese successivo. Risultato: nessuna chance di mettersi in mostra e un distacco incolmabile dal resto del gruppo.

La decisione della società: sul mercato a gennaio

Oggi la situazione è chiara: Gigot, al pari di Hysaj, è considerato fuori dal progetto tecnico e non fa parte della lista dei convocabili.

Secondo quanto riportato dall’edizione odierna del Corriere dello Sport, la Lazio ha ormai deciso la strategia: l’obiettivo prioritario per la sessione invernale di calciomercato è trovare una sistemazione al centrale francese. Una sua cessione, infatti, permetterebbe alla società di risparmiare notevolmente sul suo ingaggio pesante, liberando risorse preziose. Diversa la situazione di Hysaj, il cui contratto scadrà a giugno 2026.

Leggi anche Rassegna stampa: arbitro Colombo massacrato dai voti!


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📰 Rassegna stampa, l’arbitro Colombo nel mirino: voti shock dai quotidiani dopo il caos di Udine

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L'arbitro Colombo con un'espressione preoccupata durante una partita, con i loghi dei principali quotidiani sportivi italiani sullo sfondo.

Una serata da incubo per l’arbitro Colombo e per tutta la classe arbitrale. Il pareggio beffa subito dalla Lazio a Udine al 95′, viziato dal doppio dubbio tocco di mano di Davis, ha scatenato una bufera mediatica. L’ennesimo torto subito ha risvegliato l’orgoglio della società biancoceleste, che ha reagito con un durissimo comunicato ufficiale e il silenzio stampa, ricompattando l’ambiente in vista della sfida contro il Napoli che aprirà il 2026.

L’ironia dell'”immediatezza” e la rabbia dei media

Il nodo cruciale resta il concetto di “immediatezza” nel regolamento sul fallo di mano. Quella stessa immediatezza con cui si tornerà in campo tra pochi giorni, ma che – ironia della sorte – l’arbitro Colombo e il VAR non hanno riscontrato tra il tocco di braccio di Davis e il gol del pareggio friulano, convalidando una rete che grida vendetta.

Mentre alcuni opinionisti provano timidamente a giustificare la scelta appellandosi all’interpretabilità della norma (i secondi trascorsi tra tocco e tiro), la reazione dei principali quotidiani sportivi e generalisti è stata pressoché unanime: la Lazio è stata danneggiata.

I voti dei quotidiani: Colombo bocciato senza appello

Le pagelle dei giornali in edicola oggi sono una sentenza per la direzione di gara. I voti per Colombo oscillano tra l’insufficienza grave e il disastro totale. Ecco una panoramica:

  • IL TEMPO – Voto 3: Il giudizio più severo. Una bocciatura senza appello che fotografa una prestazione disastrosa sotto ogni punto di vista.
  • IL MESSAGGERO – Voto 4: Anche il quotidiano romano è durissimo, sottolineando gli errori decisivi che hanno condizionato il risultato.
  • CORRIERE DELLO SPORT – Voto 4,5: Insufficienza netta per il fischietto di Como, colpevole di una gestione inadeguata degli episodi chiave.
  • GAZZETTA DELLO SPORT – Voto 5,5: La “Rosea” è la più morbida, pur non potendo esimersi dal dare un voto negativo per la conduzione di gara e la gestione del finale.

Un coro di critiche che certifica il momento nero degli arbitri e legittima la rabbia della Lazio, stanca di essere penalizzata da decisioni “ripetute e difficili da comprendere”.


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🤐 Lazio furiosa, scatta il silenzio stampa: niente conferenza né TV. Il duro comunicato contro gli arbitri

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Nicolò Rovella esce dolorante dal campo durante Cagliari-Lazio.

La rabbia della Lazio esplode dopo il pareggio beffa di Udine, arrivato al 95′ tra le polemiche per il gol di Davis, viziato da un sospetto doppio tocco di mano. Il club biancoceleste ha deciso di reagire con forza, imponendo il silenzio stampa a tutti i suoi tesserati.

Né il tecnico Maurizio Sarri né i calciatori si sono presentati ai microfoni di DAZN e Sky nel post-partita, e la consueta conferenza stampa è stata annullata. Una scelta drastica per manifestare il proprio dissenso verso la direzione di gara dell’arbitro Colombo e le decisioni del VAR.

La posizione della società è stata poi affidata a un durissimo comunicato ufficiale apparso sul sito del club, in cui si chiede rispetto e si denuncia una serie di errori “ripetuti e difficili da comprendere” sempre a sfavore.


📝 Il Comunicato Ufficiale della S.S. Lazio

Di seguito la nota diramata dalla società biancoceleste:

“Nel rispetto del lavoro e dell’impegno della classe arbitrale, continuiamo a registrare con crescente amarezza una serie di errori sempre a nostro sfavore, ripetuti e difficili da comprendere.

La S.S. Lazio chiede rispetto, uniformità di giudizio e maggiore attenzione: episodi che stanno incidendo in modo evidente sul lavoro della squadra e sull’equità della competizione, generando rilevanti danni economici al Club e ledendo profondamente la passione, l’impegno e i sacrifici di una tifoseria che sostiene questi colori, in ogni stadio e in ogni contesto.”


Una presa di posizione netta che chiude un 2025 segnato da troppe controversie arbitrali per i colori biancocelesti. La Lazio alza la voce e chiede un cambio di rotta immediato.


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📺 Caos a Udine, il gol di Davis era da annullare? Marelli svela il “vuoto normativo” che ha punito la Lazio

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L'arbitro Colombo consulta il VAR durante Udinese-Lazio mentre i giocatori protestano.

La rabbia in casa Lazio non sbollisce. Il pareggio beffa arrivato al 95′ contro l’Udinese, con il gol di Davis che ha risposto al vantaggio propiziato da Vecino (autogol di Solet), si porta dietro uno strascico di polemiche roventi. Al centro della discussione c’è la dinamica della rete friulana, viziata da un doppio sospetto tocco di mano: prima di Palma a inizio azione, poi dello stesso marcatore Davis al momento del controllo decisivo.

L’arbitro Colombo, dopo un check con il VAR, ha convalidato. Ma perché, se il tocco di braccio dell’attaccante sembra evidente? A complicare il tutto, il giallo delle immagini tv: la Lega Serie A ha mostrato i replay solo del tocco di Palma, “nascondendo” quello successivo di Davis.

La spiegazione di Marelli: questione di “immediatezza”

Nel post-partita di DAZN, l’esperto arbitrale Luca Marelli ha provato a fare chiarezza, evidenziando però una criticità del regolamento che, di fatto, ha penalizzato la Lazio.

“Non possiamo sapere che valutazione sia stata fatta al Var, mi auguro che abbiano visto entrambi i tocchi di braccio”, ha esordito Marelli.

Il punto cruciale del regolamento riguarda l’immediatezza tra il tocco di mano e la segnatura della rete:

“Il regolamento dice che una rete non può essere segnata se il pallone tocca il braccio e immediatamente dopo viene realizzato un gol. Qui il punto è capire cosa significhi “immediatamente dopo”, significa un limite temporale di secondi? In sala Var forse non hanno considerato l’immediatezza”.

Il “vuoto nel regolamento” e il precedente

Marelli spiega che se Davis avesse calciato subito dopo il tocco col braccio, il gol sarebbe stato annullato. Invece, l’attaccante ha controllato la sfera per diversi secondi prima di girarsi e tirare. Questo lasso di tempo ha salvato l’Udinese:

“Se Davis dopo aver toccato il pallone con il braccio avesse tirato subito in porta la rete sarebbe stata annullata, in questo caso invece sono passati diversi secondi ed è stata concessa. C’è un grande punto interrogativo perché c’è un vuoto nel regolamento“.

L’ex arbitro cita anche un precedente recente che fa giurisprudenza, ma che si differenzia per le tempistiche: “L’episodio che fa giurisprudenza è quello di Meister in Pisa-Fiorentina: tocco di braccio, controllo e tiro in porta (immediato, ndr), in questo caso c’è stato il tocco di braccio, diversi controlli e il tiro in porta”.

Una spiegazione tecnica che certifica un buco normativo, ma che non cancella l’amarezza della Lazio per due punti persi in modo rocambolesco e controverso.


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📝 Le Pagelle di Udinese-Lazio 1-1: Gila distratto, Isaksen che errore! Cataldi ha l’anima, Sarri beffato

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Matias Vecino esulta dopo il gol segnato contro l'Udinese, con i compagni che lo abbracciano.
“Matías Vecino torna ad allenarsi con la Lazio dopo 60 giorni di stop.”

Una beffa atroce. La Lazio assapora la vittoria e viene ripresa al 95′ dopo una partita gestita con ordine, seppur senza brillare. Brilla Vecino per il gol, convince Cataldi per spirito, mentre Gila e Marusic commettono leggerezze fatali. Isaksen, che spreco!

I Voti dei Biancocelesti

PROVEDEL 6: Spettatore interessato sulla bordata di Zaniolo che sibila a lato. Reattivo quando Gila gli apparecchia la tavola per Davis, respinge di pugno la punizione velenosa. Sul gol all’angolino è impallato, incolpevole.

MARUSIC 5,5: Gamba e corsa non mancano, con un paio di discese interessanti. Ma il voto crolla per l’ingenuità colossale nel recupero: Zaniolo andava abbattuto, serviva un fallo tattico che avrebbe evitato il pareggio. Errore di concetto imperdonabile per un veterano.

GILA 5: Il solito Gila. Fisicamente c’è, ma la testa ogni tanto stacca la spina palla al piede. Due dormite colossali (su Davis e Kamara) che potevano costare caro, salvato dai compagni. Rischia anche il rigore per un tocco di braccio. Troppo distratto. (Dall’88’ PROVSTGAARD sv)

ROMAGNOLI 6,5: Il faro della difesa. Intelligenza tattica superiore: guida il reparto, legge le situazioni e non sbaglia un intervento. Si adatta senza problemi anche dopo l’uscita di Gila. La Lazio capitola solo nel recupero per una serie di sfortune e disattenzioni altrui, non certo sue.

PELLEGRINI 6,5: Ordinato, pragmatico, puntuale. Non si fa mai saltare e spende un giallo intelligente per fermare Zaniolo. Quando esce, la Lazio ha i tre punti in tasca. Solido. (Dall’88’ LAZZARI sv)

BELAHYANE 6: Chiamato a una prova di maturità dopo tanta panchina, non sfigura. Primo tempo timido, cresce nella ripresa offrendo una linea di passaggio pulita. Sufficienza piena.

CATALDI 6,5: Cuore e polmoni. Il contachilometri non si ferma mai: cuce il gioco, si abbassa tra i centrali, lotta su ogni pallone. Suo il lancio visionario che manda Noslin in porta nel primo tempo. Unico neo: non riesce a chiudere su Davis nel finale. Ma lo spirito laziale è tutto in lui.

VECINO 6,5: Diesel. Primo tempo un po’ imballato, poi sale di giri. Trova il gol con un pizzico di fortuna (deviazione decisiva di Solet), ma ha il merito di provarci. Il solito uomo dei gol pesanti, che stavolta purtroppo non basta.

CANCELLIERI 6,5: Meglio nella preparazione che nella conclusione, ma è vivo. Punta l’uomo con coraggio e ha il grande merito di servire l’assist a Vecino dopo un bello strappo. Determinante nell’azione del gol. (Dall’81’ ISAKSEN 5,5: Pochi minuti, ma l’errore è pesante. Si divora il 2-0 a tu per tu con Padelli che avrebbe chiuso la partita. Cestina due punti).

NOSLIN 6,5: La mossa a sorpresa di Sarri ripaga. Prima da titolare, dimostra di essere l’attaccante più in palla: scheggia il palo con una sassata, merita il gol. Pecca solo di lentezza nel caricare il tiro sul lancio di Cataldi. Promosso. (Dal 74’ CASTELLANOS 6: Entra per fare a sportellate e tenere palla, svolge il compito).

ZACCAGNI 5,5: Non la sua miglior versione. Si sacrifica in copertura, ma davanti punge poco. Ha una responsabilità pesante nell’azione del pareggio: il suo lancio troppo basso sbatte su Palma (col braccio?) e innesca il contropiede fatale.

ALL. SARRI 6: In emergenza totale a centrocampo, con gli uomini contati, aveva incartato la partita. Squadra ordinata, che concede poco e trova il gol. La beffa del recupero, nata da episodi arbitrali dubbi e ingenuità dei singoli, non cancella la buona gestione della gara.


I Voti dell’Udinese

Padelli 7; Kristensen 5,5, Kabasele 6 (Buksa sv), Solet 5,5; Zanoli 5,5 (Palma sv), Piotrowski 5,5, Karlstrom 5,5 (Miller sv), Ekkelenkamp 6, Bertola 5,5 (Kamara 6); Zaniolo 6,5, Davis 7. All.: Runjaic 6.


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🔴 Udinese-Lazio 1-1: Altro scandalo arbitrale! Davis pareggia al 95′ tra le polemiche. Vecino non basta

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L'arbitro Colombo con un'espressione preoccupata durante una partita, con i loghi dei principali quotidiani sportivi italiani sullo sfondo.

Un’altro sabato di rabbia, un’altra partita decisa da episodi arbitrali più che discutibili. La Lazio chiude il 2025 con l’amaro in bocca, facendosi riprendere sull’1-1 dall’Udinese al quinto minuto di recupero, in un finale incandescente che farà discutere a lungo. Alla Dacia Arena, la squadra di Sarri (in piena emergenza) sfiora l’impresa con il gol di Vecino all’80’, ma viene beffata all’ultimo respiro da Davis, la cui rete viene convalidata dopo un check VAR che lascia dubbi enormi su un tocco di mano.

Le scelte e un primo tempo equilibrato

Sarri sorprende tutti lasciando inizialmente in panchina Castellanos e lanciando Noslin come riferimento centrale. A centrocampo il giovane Belahyane sostituisce lo squalificato Guendouzi. L’avvio è fisico, con l’Udinese che preme, ma la chance più grande è biancoceleste: Noslin si gira in un fazzoletto e colpisce un clamoroso palo esterno. La gara resta vibrante ma bloccata, con tanti gialli (Zaniolo, Cataldi, Cancellieri) e poche occasioni nitide.

L’illusione Vecino, il clamoroso errore di Isaksen

Nella ripresa la Lazio cresce, gestisce i ritmi e colpisce nel momento migliore dei padroni di casa. All’80’, un’accelerazione di Cancellieri libera al tiro Matias Vecino: la conclusione dell’uruguaiano, deviata da Solet, beffa Padelli per lo 0-1. Sarri inserisce Isaksen per il finale e proprio il danese, al 92′, ha sul piede la palla del KO: solo davanti al portiere dopo un errore friulano, si fa ipnotizzare, divorandosi il 2-0 che avrebbe chiuso i conti.

Il finale shock: proteste furiose

Gol sbagliato, gol subito. La dura legge del calcio si abbatte sulla Lazio al 95′, in un’azione viziata da doppie polemiche. Prima un tentativo di verticalizzazione di Zaccagni viene intercettato da un gomito largo di Palma, ma l’arbitro Colombo lascia correre, innescando il contropiede friulano. La palla arriva in area, Zaniolo calcia su Davis che controlla – con un sospetto tocco di braccio – si gira e insacca l’1-1.

Il check del VAR Gariglio è lungo, la revisione sembra portare all’annullamento per il fallo di mano dell’attaccante, ma incredibilmente il direttore di gara convalida la rete. È l’ennesima doccia fredda stagionale per la Lazio, che vede sfumare due punti d’oro tra l’incredulità e la rabbia per una gestione arbitrale ancora una volta decisiva in negativo.


📋 Il Tabellino | Udinese-Lazio 1-1

Marcatori: 80′ Vecino (L), 90’+5′ Davis (U)

UDINESE (3-5-2): Padelli; Kristensen, Kabasele (87′ Miller), Solet; Zanoli (87′ Palma), Piotrowski, Karlstrom (87′ Buksa), Ekkelenkamp, Bertola (66′ Kamara); Zaniolo, Davis. A disp.: Nunziante, Sava, Lovric, Zarraga, Gueye, Buksa, Ehizibue, Camara. All.: Kosta Runjaić

LAZIO (4-3-3): Provedel; Marusic, Gila (88′ Provstgaard), Romagnoli, Pellegrini (88′ Lazzari); Vecino, Cataldi, Belahyane; Cancellieri (81′ Isaksen), Noslin (74′ Castellanos), Zaccagni. A disp.: Mandas, Furlanetto, Patric, Nuno Tavares, Farcomeni, Pedro, Sana Fernandes. All.: Maurizio Sarri

Arbitro: Andrea Colombo (sez. Como) VAR: Gariglio

NOTE. Ammoniti: 13′ Zaniolo (U), 14′ Cataldi (L), 40′ Cancellieri (L), 51′ Kabasele (U), 77′ Karlstrom (U), 84′ Pellegrini (L), 89′ Vecino (L). Recupero: 2′ pt, 5′ st.


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🗣️ Il punto di Fabiani: “Insigne e Zaniolo? Solo voci mediatiche, nessun incontro. Serve lucidità, non il pallottoliere”

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Il Direttore Sportivo della Lazio Angelo Fabiani durante una conferenza stampa o intervista.
"Dopo la sconfitta contro il Bologna, la Lazio sceglie il silenzio stampa, ma Angelo Fabiani si assume la responsabilità di commentare gli errori della squadra. Leggi le sue parole e la decisione di evitare commenti negativi."

In un periodo in cui il calciomercato la fa da padrone su giornali e siti web, il Direttore Sportivo della Lazio, Angelo Fabiani, è intervenuto a gamba tesa per fare chiarezza. Con il suo stile diretto e a tratti ironico, il DS biancoceleste ha voluto spegnere sul nascere diverse voci che gravitano attorno all’orbita di Formello, ribadendo la linea strategica della società: studio, funzionalità e nessuna improvvisazione.

⛔ La smentita secca sui big: “Nessun incontro per Insigne”

Il passaggio più caldo riguarda i nomi altisonanti accostati alla Lazio per l’attacco, in particolare quelli di Lorenzo Insigne e Nicolò Zaniolo. Fabiani ha usato l’arma del sarcasmo per smentire trattative imminenti:

“Per Insigne questa sera dicono che devo incontrarmi anche con Zaniolo… peccato che arrivo a notte fonda a casa. Nulla di tutto questo. È l’aspetto mediatico, non abbiamo nessun incontro con Insigne“.

Una chiusura netta, che bolla come semplici speculazioni giornalistiche le voci di summit programmati per i due ex talenti del calcio italiano.

🧠 La strategia: “Il mercato va studiato con il mister”

Fabiani ha poi allargato il discorso al metodo di lavoro della Lazio, prendendo le distanze dal turbinio di nomi che quotidianamente vengono accostati ai biancocelesti, a volte anche senza logica:

“Molti giocatori ci vengono accostati, anche calciatori che hanno già fatto il trasferimento in altre squadre. Il mercato non significa mettere le palline e tirarle fuori (come al bingo, ndr). Ci sono una serie di considerazioni da fare, il mercato va studiato per prendere giocatori funzionali insieme al mister“.

Anche sulla voce esotica legata al Flamengo, il DS ha tagliato corto con una battuta: “Il Flamengo? Mi piace il ballo, a parte gli scherzi non c’entra nulla il mercato, queste voci sono prive di fondamento. Stiamo facendo ciò che ci siamo prefissati”.

🔒 Il caso Nuno Tavares e gennaio

Infine, un punto sulla situazione di Nuno Tavares, terzino sinistro in uscita ma finora bloccato a Roma:

“Per Nuno Tavares siamo di fronte al concetto ‘vorrei ma non posso’. È un giocatore della Lazio, non ci sono interessamenti delle altre squadre su Nuno”.

In vista di gennaio, tra Coppa d’Africa e infortuni, Fabiani predica calma: “A gennaio possono emergere delle situazioni, al netto di tutte queste problematiche. Dobbiamo ragionare con lucidità”.


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🗣️ Marusic suona la carica: “Udinese fisica, ma ora basta alibi. Dimoastriamo di essere una squadra vera”

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Adam Marusic concentrato durante il riscaldamento pre-partita di Udinese-Lazio.

Mancano pochi istanti al fischio d’inizio dell’ultima gara del 2025. La Lazio di Maurizio Sarri, in piena emergenza a centrocampo, affronta l’Udinese al Bluenergy Stadium per cercare di chiudere l’anno con un sorriso dopo il pareggio interno con la Cremonese.

A pochi minuti dal via, il terzino montenegrino Adam Marusic, confermatissimo titolare sulla destra, è intervenuto ai microfoni di DAZN per analizzare i temi della sfida. Parole da leader, che richiamano il gruppo alla responsabilità nonostante le numerose assenze.

🧱 L’avversario e la voglia di riscatto

Marusic è consapevole delle insidie della trasferta friulana, contro una squadra nota per la sua struttura atletica:

“Sarà una partita difficile, sappiamo che l’Udinese è forte, è una squadra fisica che gioca bene in casa”.

L’obiettivo, però, è cancellare subito il mezzo passo falso dell’ultimo turno:

“Contro la Cremonese nel secondo tempo abbiamo giocato bene, dobbiamo dimostrare che siamo una squadra vera e che possiamo tornare a vincere”.

🚫 Emergenza? “Nessun alibi, si gioca per la maglia”

Il tema caldo è ovviamente l’assenza di un intero reparto di centrocampo (fuori Guendouzi, Basic, Rovella, Dia e Dele-Bashiru). Marusic, però, non cerca scuse e lancia un messaggio chiaro allo spogliatoio:

“Assenze? Ognuno di noi deve dare il massimo, non ci sono alibi, siamo questi. Tutti devono dare tutto per questa maglia e così si ottengono risultati”.

In chiusura, una battuta sul rapporto con Maurizio Sarri, che recentemente ha elogiato la crescita mentale del gruppo pur sottolineando le difficoltà numeriche:

“Parole di Sarri? Stiamo lavorando tanto con lui, siamo cresciuti tanto e dobbiamo continuare così”.


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📢 FORMAZIONI UFFICIALI | Udinese-Lazio: Sorpresa Sarri! Gioca Noslin, fuori Castellanos. Torna Zac

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Giocatori della Lazio in cerchio allo Stadio Olimpico prima del match.

Maurizio Sarri ha sciolto gli ultimi dubbi in vista dell’ultima gara dell’anno solare. Nonostante l’emergenza totale a centrocampo (fuori Guendouzi, Basic, Rovella, Dia e Dele-Bashiru), il tecnico conferma il 4-3-3.

Le scelte di Sarri: Belahyane dal 1′, Noslin “falso nueve”

In mezzo al campo, scelta obbligata: fiducia al giovane Belahyane, che completerà il reparto con i veterani Cataldi (in regia) e Vecino.

La vera notizia arriva però dall’attacco. Torna titolare Mattia Zaccagni a sinistra dopo la squalifica, con Cancellieri a destra. Ma al centro del tridente non c’è Castellanos: il Taty si accomoda inizialmente in panchina (insieme al recuperato Isaksen), lasciando spazio a Noslin nel ruolo di prima punta di movimento.

Confermatissimo il blocco difensivo davanti a Provedel.

Nell’Udinese di Runjaic, Padelli in porta e tandem offensivo pesante formato dall’ex Roma Zaniolo e Davis.


📋 Il Tabellino Ufficiale

UDINESE (3-5-2): Padelli; Kristensen, Kabasele, Solet; Zanoli, Piotrowski, Karlstrom, Ekkelenkamp, Bertola; Zaniolo, Davis. A disp.: (Lista non fornita nel testo, assumiamo standard). All.: Kosta Runjaic.

LAZIO (4-3-3): Provedel; Marusic, Gila, Romagnoli, Pellegrini; Belahyane, Cataldi, Vecino; Cancellieri, Noslin, Zaccagni. A disp.: Mandas, Furlanetto, Patric, Provstgaard, Lazzari, Nuno Tavares, Farcomeni, Castellanos, Pedro, Isaksen, Sana Fernandes. All.: Maurizio Sarri.


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🔓 Lazio, mercato sbloccato ma è scontro sui nomi: Sarri chiama Insigne, Fabiani frena. Tutti gli obiettivi

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Scontro Sarri Lotito Fabiani Formello Lazio crisi società

Il semaforo verde è finalmente scattato. Con lo sblocco dell’indice di liquidità, il mercato della Lazio può ufficialmente iniziare. Ma se l’ostacolo burocratico è superato, quello strategico è ancora tutto da scalare. A Formello, infatti, si riaprono i dossier urgenti – mezzala, vice-Zaccagni e terzino sinistro – ma resta una netta distanza di vedute tra l’allenatore e la dirigenza.

Maurizio Sarri e il club continuano a muoversi su frequenze diverse: il tecnico chiede profili affermati e pronti subito, il DS Angelo Fabiani punta su giovani di prospettiva già rodati. Un compromesso, al momento, ancora lontano.

⚔️ Il duello per il vice-Zaccagni: Insigne o Maldini?

La divergenza di vedute si cristallizza perfettamente nella ricerca dell’esterno offensivo.

  • La scelta di Sarri: Lorenzo Insigne. L’ex capitano del Napoli è il preferito del Comandante. Si tratterebbe di una soluzione low cost di grande esperienza. Insigne è già a Roma, aspetta una chiamata dalla Lazio da mesi e potrebbe firmare da svincolato. L’ostacolo? Serve liberare un posto nella lista Over 22.
  • La scelta del Club: Daniel Maldini. La dirigenza, invece, preferirebbe investire su un profilo più giovane e di prospettiva come il figlio d’arte, attualmente all’Atalanta (ma di proprietà del Milan).

Toccherà al presidente Lotito decidere se accontentare il suo allenatore o seguire la linea verde tracciata dal direttore sportivo.

💭 Lazio Centrocampo tra sogni proibiti e realtà

Il nodo principale resta la mezzala. Sarri si aspetta risposte concrete a gennaio dopo un’estate difficile. I “sogni” del tecnico, come Loftus-Cheek (Milan) e Raspadori (Napoli), sono di fatto irraggiungibili per costi e parametri economici. Bisogna guardare alla realtà:

  • Marco Brescianini (Atalanta): È il profilo più accessibile e caldo al momento.
  • Lazar Samardzic (Udinese): Piace molto, ma la pista è decisamente più complicata.

L’accordo prevede che Sarri abbia voce in capitolo su acquisti e cessioni, ma resta da capire il budget reale a disposizione, considerando anche i rinnovi pendenti (Basic, Marusic e la situazione Romagnoli).

🚪 Difesa Lazio: il domino Tavares

Infine, la questione terzino sinistro. Tutto dipende da Nuno Tavares. C’è l’interesse dell’Al-Ittihad, ma per lasciarlo partire serve un’offerta superiore ai 10 milioni di euro, considerando che il 35% della rivendita spetta all’Arsenal.

Solo in caso di addio del portoghese si affonderà il colpo per un sostituto. I nomi sul taccuino sono:

  • Luca Netz (Borussia Mönchengladbach)
  • Fabiano Parisi (Fiorentina)
  • Aaron Martin (Genoa)

Sullo sfondo resta anche Georgiy Tsitaishvili (Metz) come jolly offensivo futuribile.


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📋 Udinese-Lazio, probabili formazioni: Sarri ritrova Zaccagni e Isaksen per l’ultima del 2025

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Mattia Zaccagni in azione con la maglia della Lazio.
ROME, ITALY - SEPTEMBER 19: Mattia Zaccagni of SS Lazio controls the ball during the Serie A match between SS Lazio and Cagliari Calcio at Stadio Olimpico on September 19, 2021 in Rome, Italy. (Photo by Paolo Bruno/Getty Images)

Ultimo sforzo del 2025 per la Lazio. I biancocelesti chiudono l’anno solare in trasferta, al Bluenergy Stadium, contro l’Udinese di Runjaic. Una gara da non fallire per passare un Capodanno sereno e rimanere agganciati al treno europeo, nonostante un’emergenza di formazione che continua a tormentare Maurizio Sarri.

🚑 Qui Lazio: centrocampo ai minimi termini, ma tornano due big

L’infermeria e il Giudice Sportivo presentano ancora un conto salato. Sarri dovrà fare a meno degli squalificati Guendouzi e Basic, oltre che di Rovella (ancora in recupero post-operazione). A questi si aggiungono le partenze anticipate per la Coppa d’Africa di Dele-Bashiru e Dia.

Le buone notizie, però, non mancano e sono pesanti: Mattia Zaccagni ha scontato il turno di stop e si riprende la fascia sinistra. Fondamentale anche il recupero lampo di Gustav Isaksen, che tornerà tra i convocati e partirà dalla panchina, rappresentando un’arma importante a gara in corso.

Le scelte: Scelte quasi obbligate per il Comandante. Davanti a Provedel, confermato il blocco difensivo con Marusic, Gila, Romagnoli e Pellegrini. A centrocampo, la coperta cortissima spinge verso la conferma del 4-3-3 (l’ipotesi mediana a due sembra accantonata): Cataldi in regia, affiancato da Vecino e dal giovane Belahyane, chiamato a una prova di maturità. In attacco, il Taty Castellanos è in vantaggio su Noslin per il ruolo di centravanti, con Cancellieri a destra e il rientrante Zaccagni a sinistra.

⚫⚪ Qui Udinese: Runjaic col tandem Zaniolo-Davis

L’Udinese di Runjaic cercherà di sfruttare il fattore campo con il consueto 3-5-2. Attenzione in avanti alla coppia fisica e tecnica formata dall’ex romanista Zaniolo e da Davis. A centrocampo le chiavi sono affidate a Karlstrom.


⚽ Le Probabili Formazioni

UDINESE (3-5-2): Sava; Kristensen, Kabasele, Solet; Zanoli, Piotrowski, Karlstrom, Ekkelenkamp, Bertola; Zaniolo, Davis. All.: Kosta Runjaic.

LAZIO (4-3-3): Provedel; Marusic, Gila, Romagnoli, Pellegrini; Vecino, Cataldi, Belahyane; Cancellieri, Castellanos, Zaccagni. A disp.: Mandas, Furlanetto, Patric, Provstgaard, Lazzari, Nuno Tavares, Farcomeni, Noslin, Pedro, Isaksen, Sana Fernandes. All.: Maurizio Sarri.

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🧙‍♂️ Luis Alberto a ruota libera: “Lotito? Per fortuna non è più il mio presidente. Quello Scudetto perso per il Covid…”

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Luis Alberto esulta con la maglia della Lazio.

Otto anni di magie, assist visionari, ma anche di malumori ciclici e polemiche roventi. Luis Alberto, oggi lontano dai riflettori della Serie A nel campionato qatariota con l’Al-Duhail, torna a parlare del suo lungo capitolo alla Lazio. In una lunga intervista concessa a Fanpage.it, il “Mago” non usa giri di parole, ripercorrendo gioie e dolori della sua esperienza biancoceleste, con stoccate dirette alla presidenza e alla dirigenza attuale.

💥 L’attacco frontale a Lotito e alla dirigenza

Il rapporto con il Presidente Claudio Lotito è sempre stato sulle montagne russe. Luis Alberto non lo nasconde e, anzi, rincara la dose con parole durissime:

“Ho litigato tante volte con lui. Lo conosciamo tutti, sappiamo com’è. Fortunatamente non è più il mio presidente. Non c’è nessuna amicizia e non ci sentiamo più”.

Ma la critica non si ferma al patron. Lo spagnolo lancia un’accusa pesante verso l’attuale gestione societaria, legandola anche all’addio di Maurizio Sarri:

“Alla Lazio c’è gente che non capisce di calcio e lo dirò sempre. Eravamo un gruppo sano, con un allenatore amico (Inzaghi, ndr) e un direttore sportivo (Tare, ndr) che sapeva quando mettere pressione e quando no. Poi è arrivato Sarri, che è un maestro. Quando è andato via sapevo che la Lazio non sarebbe andata da nessuna parte”.

😢 Il grande rimpianto: lo Scudetto pre-Covid

Se le parole sulla società sono veleno, quelle sulla Lazio della stagione 2019/20 sono miele misto a un’enorme nostalgia. Il rimpianto per quel campionato interrotto dalla pandemia mentre la squadra volava è ancora vivo:

“L’anno del Covid, per mentalità e per come giocavamo, era difficile non arrivare fino alla fine per vincere lo Scudetto. Era una squadra che giocava a occhi chiusi. All’Olimpico spesso vincevamo già nel primo tempo. Per sei-sette mesi non c’era sofferenza in campo. In campo eravamo felici, ci divertivamo. Senza il Covid, secondo me, fino alla fine ce la saremmo giocata“.

🧠 L’inizio shock, la svolta mentale e Inzaghi

Luis Alberto racconta anche i suoi primi, difficilissimi, mesi a Roma, svelando un retroscena drammatico:

“Dopo tre mesi alla Lazio volevo smettere di giocare, vedevo tutto nero. I primi tempi sono stati devastanti per me, perché non capivo niente”.

La svolta arrivò grazie a un lavoro su se stesso e all’aiuto di un professionista: “Ho iniziato a lavorare anche con il mental coach e da quel momento ho sentito un rapporto diverso con lo staff, mi sentivo più dentro al gruppo. È cambiata la mia mentalità e ho fatto vedere a Simone Inzaghi che dovevo giocare”.

Infine, una chiusura sul rapporto con l’attuale tecnico dell’Inter, smentendo le voci di mercato passate: “Se c’è mai stata una telefonata di Inzaghi per portarmi all’Inter? No, mai. E non credo sarebbe stato giusto”.


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⚔️ Lazio, mercato sbloccato e subito scintille! Duello totale col Cagliari per due gioielli dell’Atalanta

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Il Direttore Sportivo della Lazio Angelo Fabiani durante una conferenza stampa o intervista.
"Dopo la sconfitta contro il Bologna, la Lazio sceglie il silenzio stampa, ma Angelo Fabiani si assume la responsabilità di commentare gli errori della squadra. Leggi le sue parole e la decisione di evitare commenti negativi."

La notizia che tutto l’ambiente biancoceleste aspettava è arrivata come un fulmine a ciel sereno: il mercato della Lazio è sbloccato. L’incubo del “saldo zero”, che per anni ha ingessato le sessioni invernali di Formello, è finalmente un ricordo.

Certo, la prudenza resta d’obbligo: per operare con la massima libertà e scongiurare nuovi blocchi estivi, sarà fondamentale fare cassa attraverso le cessioni (con Mandas primo indiziato). Ma intanto, con le mani libere, il DS Angelo Fabiani può iniziare a tessere le sue trame. E nel mirino sono finiti due profili di grande talento che stanno trovando poco spazio a Bergamo.

🎯 Obiettivo Maldini: il figlio d’arte cerca rilancio

Il nome che più di tutti stuzzica la fantasia della dirigenza, come sottolinea l’edizione odierna del Corriere dello Sport, è quello di Daniel Maldini. Il classe 2001, dopo aver fatto vedere ottime cose a Monza sotto la guida di Raffaele Palladino, sta faticando a imporsi nelle gerarchie di Gasperini all’Atalanta. A gennaio, la Dea potrebbe aprire al prestito o alla cessione per permettere al ragazzo di giocare con continuità. La Lazio, che segue il giocatore da tempo (come vi avevamo anticipato in esclusiva), è pronta a farsi avanti per regalare a Sarri un innesto di qualità e prospettiva sulla trequarti.

🥊 Intreccio con il Cagliari: Angelozzi sfida Fabiani su due fronti

La strada per Maldini, però, non è priva di ostacoli. Sulle tracce del trequartista c’è forte anche il Cagliari del tecnico Pisacane. Ma non finisce qui.

Secondo le ultime indiscrezioni, si preannuncia un vero e proprio duello di mercato tra il DS sardo Angelozzi e l’amico/rivale Fabiani. Il Cagliari, infatti, avrebbe messo nel mirino non solo Maldini, ma anche Marco Brescianini.

Anche il centrocampista ex Frosinone, arrivato all’Atalanta in estate, sta trovando poco minutaggio e piace parecchio anche dalle parti di Formello per la sua duttilità. Si prospetta dunque un gennaio di fuoco sull’asse Roma-Bergamo-Cagliari, con la Lazio che ora, forte del mercato sbloccato, vuole provare a bruciare la concorrenza.


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🟢 Mercato sbloccato, ma ora serve far cassa: Mandas il primo sacrificabile. No a 7 milioni dalla Grecia

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Mandas, l'enigma inglese: zero minuti ma Fabiani aspetta il tesoretto

Il grande ostacolo è stato superato. Come confermato nelle ultime ore, la Lazio è rientrata nei parametri dell’indice di liquidità (sotto la soglia dello 0,8) e il semaforo per il mercato di gennaio è finalmente verde. Fabiani potrà operare liberamente in entrata, ma la strategia societaria non cambia: per finanziare colpi importanti e garantire plusvalenze vitali in vista della prossima estate, servono cessioni.

E il primo nome sulla lista dei partenti, l’indiziato numero uno per fare “tesoretto”, sembra essere quello di Christos Mandas.

🇬🇷 Sirene greche: il Panathinaikos fa sul serio

Il portiere greco, arrivato come scommessa e rivelatosi un vice affidabile quando chiamato in causa, è attualmente chiuso dall’inamovibile Ivan Provedel. Per continuare il suo percorso di crescita, Mandas ha bisogno di giocare con continuità, cosa che a Roma non è garantita.

Le richieste non mancano, sia dall’Italia che dall’estero. Ma è soprattutto in patria che il pressing si fa sentire. Secondo quanto riportato dal Corriere dello Sport, il Panathinaikos sta spingendo forte per riportare Mandas in Grecia.

💰 La prima offerta: Lotito dice no

Il club di Atene è passato dalle parole ai fatti, recapitando a Formello una prima offerta ufficiale: 7 milioni di euro.

Una cifra importante, ma che non soddisfa ancora le richieste della Lazio. Il Presidente Lotito ritiene la proposta troppo bassa e punta a incassare una cifra superiore per massimizzare la plusvalenza su un giocatore acquistato per pochi spiccioli solo un anno fa. La trattativa è aperta, ma servirà un rilancio.

🇮🇹 Le piste italiane: nodo Leali

Sullo sfondo restano vive anche le opzioni in Serie A. Genoa e Juventus hanno mostrato interesse per l’estremo difensore ellenico. Con i rossoblù si era ipotizzato uno scambio che avrebbe portato a Roma l’esperto Nicola Leali come nuovo vice-Provedel. Tuttavia, questa soluzione tecnica non sembra convincere del tutto la dirigenza biancoceleste, che preferirebbe una cessione “cash” per poi valutare con calma il sostituto.

Il mercato è sbloccato, ma le porte girevoli di Formello stanno per entrare in azione.


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Il Thriller Tecnologico che ti intrappola: 20.000 Euro per 72 ore di incubo

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Copertina del libro thriller tecnologico Backend Fatal Error di Luca Alemanno.

20.000 Euro per 72 ore: L’offerta di lavoro perfetta… o la trappola perfetta? Thriller Tecnologico

Immagina la scena. Sei un freelance, bravo nel tuo lavoro, ma come tutti hai bollette da pagare e sogni nel cassetto che costano cari. Poi arriva una telefonata, o magari un’email criptata.

Dall’altra parte c’è una proposta che potrebbe risolvere i tuoi problemi finanziari in un solo weekend. La cifra: 20.000 euro. Il tempo: 72 ore. Il compito: fattibile per uno con le tue competenze tecniche.

Il tuo istinto ti urla che è troppo bello per essere vero. Nessuno regala soldi. Ma la necessità – o forse quel pizzico di avidità che abbiamo tutti – spesso urla più forte dell’istinto di sopravvivenza.

Firmi. Inizi il lavoro. E poi senti il click della serratura alle tue spalle.

Non è una porta fisica quella che si chiude, ma una gabbia digitale. Firewall che diventano sbarre, protocolli di sicurezza che improvvisamente non servono a proteggere i dati, ma a tenerti in ostaggio. La tua “opportunità d’oro” si è appena trasformata in un incubo ad occhi aperti.

Un thriller tecnologico che gioca con le nostre paure moderne

Questa è l’affascinante e terrificante premessa al centro di “BACKEND: Fatal Error”, il nuovo romanzo di Luca Alemanno.

Siamo abituati ai thriller dove il pericolo è un uomo armato in un vicolo buio. Ma cosa succede quando il pericolo è invisibile, onnipresente e controlla l’ambiente in cui ti trovi? Questo libro non è solo un viaggio nei meandri oscuri della rete; è un thriller tecnologico che sfrutta magistralmente la claustrofobia digitale.

L’autore prende una situazione plausibile nel mondo del lavoro moderno – la ricerca dell’ingaggio perfetto – e la distorce in una corsa disperata per la sopravvivenza. La tensione non deriva da inseguimenti in auto, ma dal ticchettio inesorabile di un orologio e dalla consapevolezza che il sistema contro cui stai combattendo è stato progettato per essere infallibile.

Il conto alla rovescia è iniziato

La forza di “Backend: Fatal Error” sta nel tenere il lettore incollato alla pagina, costringendolo a chiedersi continuamente: “Cosa avrei fatto io al suo posto? Avrei accettato quei soldi? E ora, come ne uscirei?”.

La tensione sale man mano che le 72 ore scorrono via. Ogni riga di codice diventa un campo minato, ogni tentativo di fuga una scommessa mortale. È una lettura che miscela l’adrenalina pura con una sottile inquietudine psicologica, perfetta per chi ama le storie dove la mente è l’unica arma a disposizione e dove nulla è mai come sembra.

Se cerchi un’esperienza di lettura che ti tenga sveglio fino all’ultima pagina, con il fiato sospeso mentre il protagonista tenta l’impossibile, questo è il libro che fa per te.

Ma attenzione: dopo averlo letto, la prossima “offerta imperdibile” che riceverai ti farà tremare i polsi.

Sei pronto ad affrontare l’errore fatale? Il tempo sta per scadere.

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Lazio 📺 Open VAR, la beffa: “Tutto regolare”. Svelato l’audio tra Pairetto e il VAR su Noslin e Castellanos

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L'arbitro Pairetto a colloquio con la sala VAR indicando l'auricolare durante Lazio-Cremonese.

Non si placano le polemiche, anzi, se possibile aumentano. Il pareggio per 0-0 tra Lazio e Cremonese ha lasciato strascichi velenosi per la direzione di gara di Pairetto, bocciato da gran parte della stampa. Eppure, nel consueto appuntamento con Open VAR su DAZN, l’analisi degli episodi chiave ha portato a una “assoluzione” tecnica delle decisioni prese in campo.

L’ex arbitro Andrea De Marco, presente in studio al posto del designatore Rocchi, ha analizzato i due contatti incriminati (Castellanos-Terracciano e Terracciano-Noslin), svelando l’audio esclusivo dei dialoghi tra l’arbitro in campo e la sala VAR di Lissone.

🎧 L’Audio sul caso Noslin: “Zona Verde, non è rigore”

L’episodio più discusso è la trattenuta (con presunto tocco di braccio) di Terracciano su Noslin. Ecco la trascrizione del colloquio tra Pairetto e il VAR Camplone:

Pairetto: “Nulla qua, qua nulla”. VAR: “Possibile mano, aspetta. Braccio in marcatura, fammi vedere il 14 dove lo prende… Aspetta Pairo che sto controllando. Prendi tempo un attimo”. Pairetto: “Non sto sentendo Giacomo (Camplone)… Sto aspettando il check, stai tranquillo Matteo (Guendouzi), easy. Sì, lo stiamo guardando Danilo (Cataldi), stai sereno”. VAR: “Check in corso. Stava in marcatura dopodiché la lascia. Il punto di contatto pieno voglio vedere… Sì esatto è zona verde (sotto l’ascella, ndr). Check completato. Il braccio è inizialmente in marcatura, dopodiché il punto di contatto non è in zona rossa per me”.

Il commento di De Marco: L’ex fischietto ha avallato la decisione: “La trattenuta è stata giudicata troppo leggera per essere sanzionata e direi correttamente. Il focus era sul tocco di braccio: il pallone passa sotto l’ascella (zona verde), quindi non è punibile. Se fosse stato ‘zona rossa’, sarebbe stato rigore”.

❌ Il Contatto Castellanos-Terracciano

Anche sul secondo episodio da moviola, il contatto tra il Taty Castellanos e il difensore grigiorosso, De Marco spegne le speranze laziali, nonostante l’argentino sembrasse in netto vantaggio sul pallone:

“Anche in questo caso è corretta la decisione dell’arbitro e il check del VAR, perché i due calciatori vanno per contendere il pallone e quindi non è calcio di rigore”.

🤷‍♂️ Il Retropassaggio “impunibile”

Infine, un cenno al terzo episodio contestato: il retropassaggio di Vandeputte ad Audero bloccato con le mani. In questo caso, il VAR non poteva intervenire per protocollo (si tratterebbe di punizione indiretta in area), lasciando l’errore di valutazione esclusivamente al campo.

Una puntata di Open VAR che, numeri e audio alla mano, certifica la regolarità delle scelte arbitrali secondo l’AIA, ma che difficilmente spegnerà la rabbia dei tifosi biancocelesti per due punti pesanti lasciati per strada tra mille dubbi.

https://twitter.com/i/status/2003466466138443923

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🟢 UFFICIALE | Lazio, mercato sbloccato! L’indice è ok: Fabiani può operare liberamente

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Grafica con semaforo verde e logo della Lazio, a indicare il via libera sul mercato.

Il semaforo verde si è acceso. La Lazio tira un sospiro di sollievo e si prepara a vivere un gennaio da protagonista, senza le catene burocratiche che avevano complicato la scorsa estate. Come appreso dalla nostra redazione, è arrivato il via libera definitivo dalla Commissione governativa per il controllo finanziario (la nuova Authority presieduta dal professor Atelli che ha sostituito la Covisoc).

📉 I Dati: Lazio sotto la soglia dello 0,8

L’esame sui conti aggiornati al 30 settembre ha dato esito positivo. Il club di Claudio Lotito ha rispettato pienamente i parametri imposti dalle nuove norme federali:

Il valore del rapporto tra costo del lavoro allargato e ricavi è sceso sotto la soglia di allarme dello 0,8 (80%).

Questo significa una sola cosa: libertà operativa. Il Direttore Sportivo Angelo Fabiani potrà tornare a fare mercato senza vincoli, senza dover necessariamente cedere prima di acquistare e senza l’obbligo di operare a “saldo zero”. Una notizia fondamentale per Maurizio Sarri, che attende rinforzi (soprattutto a centrocampo) per affrontare la seconda parte di stagione.

🚫 Le Altre: Napoli e Pisa bloccate

Il responso dell’Authority, arrivato subito dopo l’ora di pranzo, ha fotografato lo stato di salute del calcio italiano. Su 20 squadre di Serie A, ben 18 sono rientrate nei parametri. Le uniche due eccezioni “eccellenti” che si ritrovano sopra la soglia dell’80% sono il Napoli e il Pisa (neo-promossa o citata nel contesto della news originale, ndr). Per questi due club, il mercato di gennaio sarà vincolato: potranno operare solo a saldo zero (un’entrata per ogni uscita dello stesso valore).

La Lazio, invece, ne è fuori. I conti sono in ordine, ora la palla passa al campo (e alle trattative).


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La certezza Sarri e il cuore del gruppo: così la Lazio prova a ribaltare i pronostici

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Maurizio Sarri pensieroso durante l'intervista post-partita di Lazio-Milan a DAZN.

Un’estate complicata e difficile, in primis per il blocco del mercato. Sicuramente per questo, ai nastri di partenza, c’erano molti dubbi sulla Lazio. L’unica certezza rispondeva al cognome e al nome di Sarri Maurizio Ed è stato proprio il tecnico, al suo secondo capitolo in biancoceleste, a ridare speranze e, quantomeno un minimo, di entusiasmo, puntando su concretezza, pragmatismo, solidità difensiva, forza e spirito di gruppo. Ed ecco che la domanda ora, quando si è quasi arrivati a quel bivio che rappresenta metà stagione, la domanda non può che essere solo e soltanto una: quante chance hanno i capitolini di centrare la qualificazione in Europa? Rispondere porta inevitabilmente e ovviamente a sviscerare molte questioni.

Tralasciando il capitolo Coppa Itala, dove Zaccagni e compagni hanno eliminato il Milan, ma ora, nei quarti di finale, si troveranno di fronte l’ostacolo Bologna, a oggi, è comunque difficile fare pronostici su quello che potrebbe essere l’andamento futuro di questo campionato. Molto, per non dire quasi tutto, si lega e dipende da una classifica a dir poco corta. Infatti, dal quinto all’ottavo posto sono soltanto quattro i punti di distanza. Questo è il risultato di una Serie A equilibrata e altalenante, dove squadra come la Juventus non riescono a trovare la continuità per mettere a segno una fuga europea, altre come il Bologna pagano il doppio impegno e altre ancora come il Como sono alla ricerca della maturazione definitiva. Ed è per questo che la Lazio, dopo una partenza horror, è riuscita a rientrare in corsa. Infatti, calendario alla mano, dopo il derby, i biancocelesti sono riusciti a macinare punti, cadendo soltanto nella doppia trasferta meneghina contro Inter e Milan E, tra l’altro, nella sfida contro i rossoneri, forse avrebbero meritato qualcosa in più.

Sarri, settimana dopo settimana, ha dato un’identità di gioco chiara e ben definita, con il gioco collettivo e il possesso palla come principi cardine. A fare la differenza poi, come già detto, la solidità difensiva ritrovata, a cui si va ad aggiungere un Provedel tornato molto spesso decisivo. La sfida di Parma, vinta con una doppia inferiorità numerica, ha poi messo in evidenza una grandissima voglia di lottare, di gettare il cuore oltre ostacolo e una compattezza di gruppo che sta permettendo di far venire meno limiti molto evidenti. Limiti dati da una rosa resa ancor più ristretta dai continui e dai costanti infortuni. Pesa poi una preoccupante sterilità offensiva, con Dia e Castellanos che non riescono a dare quel contributo sotto porta che sarebbe la ciliegina sulla torta tanto ricercata. Resta da capire cosa succederà a gennaio e se soprattutto si potrà fare mercato. L’arrivo di una punta potrebbe aprire scenari che, soltanto qualche mese fa, erano impensabili.

Soffermandosi sui pronostici del campionato di Serie A, si può vedere quello che è il pensiero dei bookmaker sulla Lazio e sul possibile andamento futuro. Un piazzamento tra le prime quattro, che vorrebbe dire ingresso nella prossima Champions, è comunque, secondo gli addetti ai lavori del mondo betting, abbastanza improbabile, essendo dato tra il 14,00 e il 20,00. Tutt’altro discorso per quel che riguarda l’ipotesi Europa League, con un piazzamento tra il quinto e il sesto posto quotato tra il 3,00 e il 4,00. Verrebbe quasi da dire occhio alla banda Sarri.



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💰 Mercato Lazio, ore decisive: oggi il verdetto sui conti. Si sblocca l’indice di liquidità?

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Claudio Lotito durante una conferenza stampa allo Stadio Olimpico.

È il giorno della verità, o quantomeno quello che traccerà la strada per il mercato di gennaio. A Formello si respira un mix di attesa e fiducia: nella giornata di oggi, la Commissione governativa per il controllo finanziario comunicherà alla S.S. Lazio l’esito delle verifiche sui conti aggiornati al 30 settembre.

Un passaggio burocratico ma fondamentale, che determinerà i margini di manovra del Direttore Fabiani per accontentare le richieste di Maurizio Sarri.

📉 L’Obiettivo: Scendere sotto l’80%

Il nodo cruciale, come riporta il Corriere dello Sport, riguarda il rapporto tra costo del lavoro e ricavi.

  • La regola: Se questo indice scende sotto la soglia dell’80%, la Lazio sarà libera di operare sul mercato senza vincoli.
  • La situazione: A marzo il dato si attestava sullo 0,81 (appena sopra il limite), ma a Formello c’è ottimismo sul fatto che i nuovi calcoli abbiano riportato il club entro i parametri virtuosi.

Se la “fumata bianca” dovesse arrivare, Lotito – da vent’anni paladino del “saldo zero” – potrà muoversi con maggiore libertà, lasciandosi alle spalle lo spauracchio della scorsa estate, quando la Covisoc bloccò momentaneamente l’operatività per il mancato rispetto di alcuni parametri.

🛡️ Il Piano B: Cosa succede se l’indice è negativo?

Nell’ipotesi (ritenuta remota dal club) in cui l’indice dovesse restare sopra l’80%, il mercato non sarebbe comunque chiuso, ma vincolato. La Lazio potrebbe operare solo attraverso:

  1. Saldo positivo: Un acquisto possibile solo a fronte di una cessione di pari valore o superiore.
  2. Iniezioni di liquidità: Versamenti diretti della proprietà o anticipo dei ricavi da diritti TV per coprire il disavanzo.

🛒 Le mosse di Gennaio: Sarri aspetta 2-3 colpi

Indipendentemente dai tecnicismi, la strategia è chiara: niente spese folli. Lotito mantiene la linea della sostenibilità. Tuttavia, Sarri attende rinforzi per puntellare la rosa, corta in alcuni reparti a causa degli infortuni. L’idea della società è di inserire due o tre innesti, con un occhio di riguardo per profili giovani e italiani, funzionali al progetto e al bilancio. Oggi sapremo se la strada per questi acquisti sarà in discesa o se servirà fare i conti con la calcolatrice.


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🎟️ Biglietti Lazio-Napoli: al via la vendita per il big match! Tutte le info e le restrizioni

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Grafica del match Lazio-Napoli con lo stadio Olimpico pieno sullo sfondo.
riapertura stadi lazio

Il 2026 si apre col botto. Prima della sfida infrasettimanale con la Fiorentina, la Lazio ospiterà il Napoli allo Stadio Olimpico per un lunch match di fuoco, in programma domenica 4 gennaio alle ore 12:30.

La società ha comunicato l’apertura della vendita dei tagliandi a partire dalle ore 16:00 di oggi, martedì 23 dicembre. Attenzione però: per questa partita, considerata a rischio, sono state attivate limitazioni molto stringenti sia per i tifosi ospiti che per i sostenitori biancocelesti residenti fuori regione.

Ecco la guida completa per non sbagliare l’acquisto.

⚠️ Le Restrizioni: Chi può acquistare il biglietto?

L’Osservatorio ha dettato regole precise basate sulla residenza e sul possesso della Fidelity Card. Leggi attentamente prima di procedere all’acquisto:

Per i Tifosi della Lazio

  • Residenti Regione Lazio: Vendita libera per tutti i settori (nessun obbligo di tessera).
  • Residenti ALTRE Regioni: Acquisto consentito SOLO se in possesso della Fidelity Card S.S. Lazio 1900 (Millenovecento o Eagle).
  • Turisti Stranieri: Nessun obbligo di fidelity card.

Per i Tifosi del Napoli

  • Residenti in Campania: Divieto assoluto di acquisto per qualsiasi settore (incluso quello ospiti).
  • Residenti ALTRE Regioni: Possono acquistare il Settore Ospiti solo se in possesso della Fidelity Card del Napoli.

🛒 Dove e Come Acquistare

SettoreInteroInvalidi civili al 100% e accompagnatore (*)Ridotto Under 16 (**)
TR. D’ONORE CON HOSPITALITY500€
TR. D’ONORE LAT. DESTRA300€
TR. MONTE MARIO TOP110€70€70€
TR. MONTE MARIO LAT.75€50€50€
TR. TEVERE GOLD110€70€70€
TR. TEVERE TOP90€55€55€
TR. TEVERE60€45€45€
TR. TEVERE PARTERRE CENTRALE55€38€38€
TR. TEVERE PARTERRE LAT.50€35€35€
TR. TEVERE NON DEAMB. IN CARROZZELLA5 €====
TR. TEVERE ACCOMPAGNO. NON DEAMB. IN CARR.40€====
CURVA MAESTRELLI40€25€25€
DISTINTI SUD EST40€25€25€
DISTINTI NORD OVEST E NORD EST40€25€25€
DISTINTI SUD OVEST – OSPITI40€====

Al costo dei biglietti online, verrà applicata una commissione di servizio pari al 3,80%.

(*) I biglietti ridotti Invalidi Civili al 100% e la Tribuna Tevere non deambulanti entrambi con accompagnatore, posso essere acquistati solo presso i sopracitati Lazio Style 1900 Official Store.

(**) Possono acquistare un tagliando Ridotto Under 16 i ragazzi nati dal 01/01/2009.

I bambini di 4 anni nati dal 01/01/2021 accedono allo stadio gratuitamente e senza biglietto presentando un documento di identità o la tessera sanitaria.

La vendita è aperta e i tagliandi sono disponibili attraverso il circuito Vivaticket. È possibile acquistare:

  • Online: Sul sito ufficiale Vivaticket.
  • Punti Vendita: Presso le ricevitorie Vivaticket abilitate sul territorio.

I tagliandi sono disponibili attraverso il circuito ufficiale Vivaticket:

  • Online: Sul sito vivaticket.com (commissione 3,80%).
  • Punti Vendita: Ricevitorie abilitate.

Fidelity Card: I possessori delle tessere Millenovecento o Eagle (non abbonati) possono caricare il titolo d’ingresso digitalmente sulla card anche online.

Biglietti Speciali: I tagliandi per Invalidi al 100% e Disabili in carrozzella sono acquistabili esclusivamente presso i Lazio Style 1900 Official Store.

👶 Riduzioni Under 16 e Under 4

  • Under 16: Tariffa ridotta disponibile per i ragazzi nati dal 01/01/2009.
  • Under 4: Ingresso gratuito senza biglietto per i nati dal 01/01/2021 (basta esibire documento o tessera sanitaria).

📍 Punti di Accesso allo Stadio

Controlla il tuo biglietto e dirigiti al varco corretto:

  • Curva Nord / Distinti Nord / Tevere: Piazza Piero Dodi.
  • Tribuna Tevere / Distinti Sud Est: Piazza Lauro De Bosis.
  • Curva Maestrelli: Viale delle Olimpiadi.
  • Tribuna Monte Mario / Autorità: Via dei Gladiatori.
  • Disabili in Carrozzella: Via Nigra (Stadio dei Marmi).

ℹ️ Info Utili Giorno Gara

  • Biglietteria: Il box di Via Nigra sarà aperto il giorno della partita (4 gennaio) dalle ore 08:30.
  • Documenti: È obbligatorio portare con sé un documento di identità valido (le nuove patenti senza residenza non sono valide per l’acquisto fisico, serve dimostrare la residenza).

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🎙️ Stoccata Sarri in Conferenza: “Arbitri? Non parlo più, chiedete alla società”. E su Castellanos…

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Maurizio Sarri scuro in volto in conferenza stampa dopo il pareggio contro il Cagliari.

Dopo il pareggio a reti bianche contro la Cremonese, Maurizio Sarri si è presentato in sala stampa per analizzare il match. Un’analisi lucida sulle difficoltà del momento, condizionata dall’emergenza infortuni, ma che non ha risparmiato una nota polemica (e amara) sulla gestione mediatica degli episodi arbitrali da parte del club.

Ecco il report completo della conferenza stampa post-partita.

🤐 Il Caso Arbitri: “Non prendo posizione, rischio la squalifica”

Il tema caldo è la direzione di gara di Pairetto. Quando i cronisti chiedono un commento sui rigori non concessi, Sarri fa un passo indietro, lanciando però un messaggio chiaro alla dirigenza:

“Vi prego di parlare degli arbitri con la società. Io ho già detto la mia in passato. Poi la società ha fatto un comunicato in cui ha detto l’opposto. Ora non ne parlo più”.

Il tecnico spiega la sua scelta di non esporsi:

“La situazione è talmente chiara che neanche la espongo. Se lo faccio, mi squalificano. Io non prendo posizione, fatelo voi che non rischiate sanzioni come me.”

📉 Analisi del Match: “Primo tempo scadente, situazione drammatica”

Passando al campo, Sarri non nasconde i problemi, sottolineando però la solidità difensiva contro una squadra insidiosa.

  • Sulla Difesa: “In difesa siamo stati ottimi. La Cremonese ha segnato a tutte le grandi che ha affrontato ma non a noi. È un punto guadagnato in difesa ma due persi in attacco.”
  • Sulla Qualità e l’Emergenza: “Il primo tempo è stato scadente da un punto di vista qualitativo. Al momento abbiamo a disposizione due centrocampisti: la situazione si protrae da mesi e sta diventando drammatica. Oggi in parte si è pagato questo. I primi 5 palloni toccati sono diventati 5 contropiedi loro.”
  • Sulla Mentalità: “Io alla squadra imputerei poco. Non commettiamo errori tattici, ci manca semplicemente la qualità. A livello di mentalità siamo in crescita, ora sono razionali. Se recuperiamo un po’ di qualità, abbiamo un nocciolo di 6-7 giocatori forti.”

🛡️ Scudo su Castellanos

L’allenatore difende a spada tratta il Taty Castellanos, apparso ancora in difficoltà in zona gol:

“O è il nostro modo di giocare che non si confà a lui o è in condizione non perfetta. I 4 gol in 45 gare non credo dipendano dal mio schema. Non è che se Lewandowski cambia squadra non segna più. Penso ritornerà a segnare quando si sarà ripreso dall’infortunio. Il ragazzo è stato fermo due mesi…”

📊 Risultati e Classifica

In chiusura, Sarri respinge le critiche sui risultati, invitando a guardare la realtà della rosa attuale: “Non accetto critiche sui risultati. La squadra li sta mettendo assieme ma bisogna fare dei ragionamenti importanti su chi abbiamo a disposizione. Niente è facile per noi in questo momento e dobbiamo cominciare a pensarla così.”


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