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Lazio, nodo Gila e Isaksen: rinnovi e possibili uscite

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Mario Gila e Nuno Tavares, tra i migliori in campo nelle pagelle di Napoli-Lazio 0-2.
Mario Gila durante un match della Lazio: i due giocatori potrebbero essere ceduti a gennaio per garantire liquidità al club.

Non c’è solo il capitolo entrate a tenere banco in casa S.S. Lazio. Parallelamente al lavoro sul mercato in entrata, la dirigenza biancoceleste è impegnata anche nella gestione delle uscite e delle situazioni contrattuali ancora in sospeso, con alcuni nomi che iniziano ad attirare l’attenzione dei top club italiani ed europei.

Uno dei dossier più delicati riguarda il futuro di Mario Gila. Il difensore spagnolo ha un contratto in scadenza nel 2027, ma al momento non risultano trattative avanzate per il rinnovo. Una situazione che non è passata inosservata sul mercato e che viene monitorata con grande attenzione dai club interessati.

Gila, infatti, è considerato uno dei profili più affidabili e in crescita della rosa biancoceleste. Le sue prestazioni hanno attirato l’interesse concreto di Milan e Inter, entrambe alla ricerca di rinforzi difensivi giovani ma già pronti per il grande palcoscenico. I sondaggi non sono rimasti semplici voci, ma si sono tradotti in contatti esplorativi, segno di una stima reale nei confronti del centrale spagnolo.

La posizione della Lazio, tuttavia, è netta. Come appreso dalla nostra redazione, il club non ha alcuna intenzione di cedere Gila. La società crede fortemente nel giocatore e lo considera parte integrante del progetto tecnico presente e futuro. L’assenza di un rinnovo immediato non va quindi letta come un segnale di disinteresse, bensì come una situazione che verrà affrontata nei tempi ritenuti opportuni, senza pressioni esterne.

Diverso, invece, il discorso che riguarda Gustav Isaksen. L’esterno offensivo danese, arrivato con grandi aspettative, è finito nella lista dei possibili partenti. La Lazio continua a credere nelle sue potenzialità e nel suo percorso di crescita, ma allo stesso tempo non lo considera un elemento incedibile.

La valutazione fatta dal club è chiara: a fronte di un’offerta ritenuta adeguata, intorno ai 20 milioni di euro, la società sarebbe pronta ad aprire alla cessione. Una cifra che permetterebbe alla Lazio di realizzare una plusvalenza e, allo stesso tempo, di reinvestire sul mercato in maniera mirata, soprattutto in reparti considerati prioritari dallo staff tecnico.

Isaksen resta quindi in bilico tra conferma e addio. Molto dipenderà dalle offerte che arriveranno nelle prossime settimane e dalla volontà del giocatore di rilanciarsi definitivamente in maglia biancoceleste. In un contesto di rinnovamento e razionalizzazione della rosa, la Lazio sta valutando ogni scenario con attenzione, senza decisioni affrettate ma con una linea ben definita.

Il quadro che emerge è quello di una società attenta, che non vuole smantellare la squadra ma allo stesso tempo è pronta a cogliere le opportunità giuste. Gila rappresenta una certezza su cui costruire, Isaksen una potenziale risorsa da valorizzare o monetizzare. Due situazioni diverse, ma entrambe centrali nelle strategie di mercato della Lazio.

Le prossime settimane saranno decisive per capire se la linea della continuità prevarrà su quella delle plusvalenze. Una cosa è certa: in casa Lazio, il mercato non riguarda solo chi arriva, ma soprattutto chi resta.



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Lazio, ufficiale il rinnovo di Marusic fino al 2028

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Adam Marusic concentrato durante il riscaldamento pre-partita di Udinese-Lazio.

La S.S. Lazio punta sulla continuità e sull’identità. Con una nota ufficiale, il club biancoceleste ha comunicato il rinnovo di contratto di Adam Marusic, che continuerà a vestire la maglia della Lazio fino al 30 giugno 2028, con opzione per un’ulteriore stagione fino al 30 giugno 2029.

Una decisione che va oltre il semplice aspetto contrattuale e che rappresenta un segnale chiaro: Marusic è considerato una colonna dello spogliatoio e un punto di riferimento tecnico e umano all’interno del gruppo.

Arrivato a Roma nel 2017, Adam Marusic ha costruito negli anni un percorso di assoluta affidabilità. Difensore moderno, capace di ricoprire più ruoli sulle corsie esterne, il montenegrino si è sempre distinto per duttilità tattica, spirito di sacrificio e grande professionalità. Qualità che gli hanno permesso di attraversare stagioni, allenatori e sistemi di gioco senza mai perdere centralità.

I numeri raccontano meglio di qualsiasi analisi il peso specifico di Marusic nella storia recente del club: 334 presenze ufficiali in nove stagioni, condite da 15 gol e 17 assist. Un bottino che lo rende, a oggi, il calciatore con più apparizioni con l’aquila sul petto dell’attuale rosa. Un primato che certifica il suo status di veterano e leader silenzioso.

Nel corso degli anni, Marusic ha rappresentato una garanzia in termini di rendimento. Terzino destro o sinistro, esterno a tutta fascia, braccetto difensivo all’occorrenza: la sua capacità di adattamento è stata una risorsa preziosa per tutti gli allenatori che si sono succeduti sulla panchina biancoceleste. In un calcio sempre più esigente dal punto di vista tattico, la sua disponibilità al sacrificio ha fatto spesso la differenza.

Il rinnovo arriva in un momento significativo per la Lazio, impegnata in un processo di ringiovanimento della rosa ma allo stesso tempo attenta a preservare figure di riferimento. In questo senso, Marusic rappresenta l’equilibrio ideale tra esperienza e affidabilità, un profilo in grado di accompagnare la crescita dei più giovani senza rinunciare alla competitività immediata.

Dal punto di vista simbolico, la scelta della società assume un valore ancora più forte. In un’epoca in cui il legame tra giocatori e club è sempre più fragile, la permanenza di Marusic testimonia un rapporto costruito nel tempo, basato su rispetto reciproco e senso di appartenenza. Non a caso, nel comunicato ufficiale si fa riferimento proprio alla sua abnegazione e alla sua identità biancoceleste, qualità che ne hanno fatto uno dei giocatori più apprezzati dall’ambiente.

Il nuovo contratto fino al 2028, con opzione fino al 2029, garantisce stabilità sia al giocatore sia alla società, che potrà continuare a contare su un elemento affidabile dentro e fuori dal campo. Marusic, dal canto suo, proseguirà il suo percorso in una piazza che ormai considera casa, pronto a scrivere nuove pagine della sua lunga storia con la Lazio.

In un calcio fatto di cambiamenti continui, il rinnovo di Adam Marusic rappresenta una certezza. E per la Lazio, oggi più che mai, le certezze contano.



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Guendouzi show a Istanbul: “Il derby? Sarà facile”. Subito sfida al Galatasaray

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Matteo Guendouzi scende dall'aereo a Istanbul con la sciarpa del Fenerbahce.

Il centrocampista francese sbarca in Turchia e sfoggia subito la sua celebre personalità. Il siparietto con il DS Özek accende la finale di Supercoppa.

ISTANBUL – Poche ore dopo le lacrime dell’Olimpico, l’avventura di Matteo Guendouzi al Fenerbahce è ufficialmente iniziata. Il francese è atterrato a Istanbul nel primo pomeriggio, accolto dall’entusiasmo travolgente dei tifosi gialloblù e dalla dirigenza turca. Ma a rubare la scena è stato il primo scambio di battute tra il centrocampista e il direttore sportivo Devin Özek.

🎙️ “Sarà facile”: la provocazione di Guendo

Il DS Özek, nel dare il benvenuto al calciatore, ha subito voluto mettere le cose in chiaro sull’importanza della piazza: “Sei arrivato poco prima di una partita molto importante”, riferendosi alla imminente finale di Supercoppa di Turchia, un derby infuocato contro il Galatasaray.

La risposta di Guendouzi, accompagnata da un sorriso beffardo, non si è fatta attendere:

“Sarà facile”

Una battuta che sintetizza perfettamente il carattere del francese, forgiato in anni di battaglie e, soprattutto, dall’esperienza nei derby della Capitale tra Lazio e Roma. Per chi ha vissuto la tensione elettrica di Roma, la bolgia di Istanbul sembra non fare paura, ma anzi fungere da stimolo.

💰 I dettagli del trasferimento

La cessione record di Guendouzi frutta alla Lazio circa 28 milioni di euro totali. Un addio doloroso per Maurizio Sarri, che perde il suo motore di centrocampo, ma necessario per finanziare il restyling della rosa che ha già portato nella Capitale il giovane Petar Ratkov.

Guendouzi sosterrà nelle prossime ore le visite mediche di rito prima di firmare il ricco contratto che lo legherà ai “Canarini Gialli”. Il calcio turco ha trovato un nuovo protagonista, e il derby contro il Galatasaray ha già il suo primo, attesissimo, “nemico” sportivo.


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🏟️ Verona-Lazio: dove vederla in TV, streaming e l’allarme assenze per Sarri

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Stadio Marcantonio Bentegodi di Verona, campo da calcio pronto per Verona Lazio.

Lazio Dopo il contestatissimo pari con la Fiorentina, i biancocelesti cercano il riscatto al Bentegodi. Ma l’emergenza continua: ecco tutto quello che c’è da sapere.

ROMA – Archiviare lo scandalo arbitrale dell’Epifania e riprendere la corsa verso l’Europa. La Lazio si prepara alla trasferta di Verona per la ventesima giornata di Serie A, in programma domenica 11 gennaio alle ore 18:00. Una sfida delicata contro un Hellas affamato di punti salvezza e reduce dal folle 2-2 di Napoli.

📺 Dove vedere Verona-Lazio in TV e Streaming

La gara del Bentegodi godrà della co-esclusiva, offrendo diverse opzioni ai tifosi biancocelesti:

PiattaformaCanale / Modalità
DAZNApp su Smart TV, Tablet, PC o Smartphone
Sky SportCanali dedicati (Satellite e Fibra)
StreamingSky Go, NOW e App DAZN

⚠️ L’allarme assenze: il “caso” Zaccagni

Nonostante alcune statistiche indichino Mattia Zaccagni a caccia di un giallo da evitare, la realtà per Maurizio Sarri è ben peggiore. Come purtroppo abbiamo visto nel match contro la Fiorentina, l’ammonizione “chirurgica” comminata da Sozza ha fatto scattare la squalifica. La Lazio dovrà dunque fare a meno del suo capitano proprio nella sfida contro la sua ex squadra.

A questo si aggiunge l’ansia per Manuel Lazzari: il terzino è uscito anzitempo nel turno infrasettimanale per un problema muscolare e la sua presenza è in fortissimo dubbio. In preallarme Hysaj per presidiare la fascia destra.

📈 Analisi del match e precedenti

La Lazio vanta una tradizione recente solidissima contro l’Hellas, essendo imbattuta nelle ultime otto sfide di Serie A. Tuttavia, il momento di forma è complicato: una sola vittoria nelle ultime sette partite di campionato ha fatto scivolare i biancocelesti lontano dalla zona Champions.

Il Verona è la squadra che ha subito più gol in campionato (30) e quella che ne incassa di più dopo il 75° minuto. Una debolezza che la Lazio dovrà sfruttare, magari lanciando finalmente dal primo minuto il nuovo acquisto Petar Ratkov, apparso già molto motivato nelle sue prime parole ufficiali.


📲 Resta aggiornato sulla marcia d’avvicinamento al Bentegodi!

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🦅 UFFICIALE – Ratkov si presenta: “Milinkovic mi ha convinto. Lazio, ecco perché ho scelto il 20”

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Petar Ratkov posa con la maglia numero 20 della Lazio, prima intervista ufficiale.

Lazio Prime parole da biancoceleste per il gigante serbo. Il retroscena su Sergej, la voglia di segnare e il racconto shock: “Stavo per ritirarmi a 16 anni”.

ROMA – Poche ore dopo essere sbarcato ieri a Roma, Petar Ratkov ha già le idee chiarissime. Il nuovo centravanti della Lazio si è presentato ai canali ufficiali del club, trasmettendo umiltà, determinazione e un pizzico di sana spavalderia. Dalla scelta del numero di maglia al consiglio decisivo di un ex idolo della Nord, ecco l’identikit del nuovo numero 20 biancoceleste.

📱 La “benedizione” di Milinkovic-Savic

Uno dei passaggi più significativi dell’intervista riguarda il colloquio avuto con Sergej Milinkovic-Savic. Il “Sergente” ha giocato un ruolo chiave nel convincere il giovane connazionale:

“Ho parlato con Milinkovic ieri. Mi ha detto che qui è tutto fantastico, che la città è perfetta e che sono in un grande club che per lui è il migliore in Italia. Ero davvero felice quando l’ho sentito”.

⚽ L’identikit e il “silenzio” sulla Fiorentina

Ratkov ha visto dalla tribuna il rocambolesco pareggio contro la Viola, notando subito lo stile di gioco di Sarri:

“Abbiamo giocato meglio ma non voglio aggiungere altro (riferimento implicito agli arbitri, ndr). Mi piacevano le nostre azioni offensive, mi immaginavo già nella squadra. Sono un attaccante con fiuto del gol, intelligenza tattica e bravo di testa. Il mio idolo? Haaland è uno di questi, ma il mio preferito in assoluto è Lewandowski”.

🚜 Dal fango della sesta divisione all’Olimpico

Incredibile il retroscena sulla sua carriera, che ha rischiato di non decollare mai:

“Giocavo nella sesta divisione serba ed ero molto vicino a ritirarmi dal calcio. Grazie al supporto della mia famiglia non l’ho fatto. Oggi sono felice di essere qui. Tatuaggi? Non ne ho, mio padre e mio fratello non li hanno e mi piace così”.

🔢 La scelta del numero e il messaggio ai tifosi

Ratkov indosserà la maglia numero 20. Il motivo? Un mix di gerarchie e affetto familiare:

“Avrei voluto prendere il 21, ma è di Belahyane. Allora mio fratello minore ha scelto il 20 per me. Ai tifosi prometto che darò tutto per renderli felici e far diventare la Lazio il club migliore”.

📋 La scheda di Petar Ratkov

CaratteristicaDettaglio
Altezza193 cm
PiedeDestro
IdoloRobert Lewandowski
Numero di maglia20
HobbyPadel (“Sono davvero bravo”)

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Taylor alla Lazio, accordo con l’Ajax: è fatta

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Bologna-Lazio 0-2: Taylor e Motta firmano il colpo al Dall'Ara

Ora non ci sono più dubbi: Kenneth Taylor è un nuovo giocatore della Lazio. Il club biancoceleste ha trovato l’accordo definitivo con l’Ajax per l’acquisto del centrocampista olandese, chiudendo un’operazione da 15 milioni di euro più 2 milioni di bonus. Una trattativa seguita con attenzione dal Corriere dello Sport e portata a termine nelle ultime ore.

La fumata bianca è arrivata dopo giorni di contatti continui tra le parti. La Lazio ha accelerato, convinta della bontà dell’investimento e della centralità del giocatore nel nuovo progetto tecnico. Taylor è atteso questa sera a Roma, dove nella giornata di venerdì svolgerà le visite mediche prima di firmare il contratto che lo legherà al club capitolino fino a giugno 2030.

Un segnale forte e chiaro da parte della S.S. Lazio, che punta su un profilo giovane ma già strutturato, con esperienza internazionale e margini di crescita importanti. Taylor, classe 2002, è reduce da diverse stagioni da protagonista con l’Ajax, club con cui ha collezionato presenze in Eredivisie e nelle competizioni europee, indossando anche la maglia numero 10.

Dal punto di vista tecnico, l’olandese rappresenta un innesto di qualità per il centrocampo biancoceleste. Mezzala offensiva, ma capace di giocare anche da interno puro o da trequartista, Taylor abbina tecnica, visione di gioco e inserimenti senza palla. Caratteristiche che lo rendono particolarmente adatto al calcio di Maurizio Sarri, che da tempo chiedeva profili in grado di aumentare il tasso tecnico della squadra.

L’operazione Taylor si inserisce in una strategia chiara della dirigenza: ringiovanire la rosa senza abbassare il livello qualitativo. Un concetto ribadito più volte anche dal presidente Claudio Lotito, che nelle ultime settimane ha parlato apertamente di selezione e di progetto a medio-lungo termine. L’investimento complessivo da 17 milioni, bonus inclusi, rappresenta uno degli esborsi più significativi della gestione recente, a conferma della fiducia riposta nel giocatore.

Taylor arriva a Roma con grande motivazione. Dopo aver completato il suo ciclo in Olanda, il centrocampista ha scelto la Serie A come nuovo banco di prova, attirato dalla possibilità di lavorare con Sarri e di diventare un punto di riferimento della Lazio del futuro. Il contratto fino al 2030 certifica la volontà del club di costruire attorno a lui una parte importante del progetto tecnico.

Dal punto di vista ambientale, l’attesa è alta. I tifosi biancocelesti vedono in Taylor un profilo capace di portare freschezza, dinamismo e soprattutto qualità in una zona del campo che negli ultimi mesi ha mostrato qualche limite. Non a caso, la società ha voluto chiudere l’operazione rapidamente, evitando inserimenti di altri club e anticipando eventuali rialzi sul prezzo.

Con l’arrivo imminente a Roma, le visite mediche e la firma, l’operazione può considerarsi conclusa. Ora la parola passa al campo. Taylor si prepara a iniziare la sua avventura in biancoceleste, pronto a mettersi a disposizione di Sarri e a diventare uno dei volti della nuova Lazio.



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Lazio, pre-accordo con Pedraza: Sarri attende il terzino

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Alfonso Pedraza in azione con la maglia del Villarreal durante una partita di Liga

La Lazio continua a muoversi con decisione sul mercato, lavorando sottotraccia per consegnare a Maurizio Sarri i rinforzi richiesti. Tra le priorità individuate dal club biancoceleste c’è quella del terzino sinistro, ruolo considerato fondamentale per dare equilibrio e profondità alla squadra. In questo contesto, il nome che prende sempre più quota è quello di Alfonso Pedraza.

Secondo quanto riportato dal Corriere dello Sport, la S.S. Lazio avrebbe già trovato un pre-accordo con il terzino sinistro attualmente in forza al Villarreal, il cui contratto è in scadenza al termine della stagione. Un segnale importante, che testimonia la volontà del club capitolino di pianificare con anticipo le prossime mosse.

Pedraza, 29 anni, avrebbe dato massima priorità alla Lazio, ritenendola la destinazione ideale per il prossimo passo della sua carriera. Una scelta tutt’altro che scontata, considerando che il Villarreal avrebbe provato a trattenerlo con un’offerta di rinnovo. Offerta che il giocatore avrebbe deciso di rifiutare, nonostante la permanenza in Spagna gli permetta di restare vicino a San Sebastián de los Ballesteros, il suo paese natale.

Non solo. Nelle ultime settimane anche il Real Betis si era mosso concretamente per riportarlo a Siviglia, dove Pedraza aveva già giocato nella stagione 2019/20. Una destinazione gradita, ma comunque messa in secondo piano rispetto alla possibilità di approdare in Serie A e vestire la maglia biancoceleste.

Secondo le ricostruzioni, gli agenti del difensore avrebbero declinato tutte le proposte ricevute, spiegando ai club interessati la chiara volontà del giocatore: provare una nuova esperienza in Italia. Un fattore che ha permesso alla Lazio di bloccarlo per la prossima estate, anticipando la concorrenza e mettendo le basi per un’operazione a parametro zero.

Tuttavia, la società capitolina non si accontenta. L’obiettivo, infatti, sarebbe quello di anticipare l’arrivo di Pedraza già in questa sessione di mercato. Una mossa che permetterebbe a Sarri di avere subito a disposizione un terzino esperto, abituato a giocare ad alti livelli e perfettamente compatibile con le richieste tattiche del tecnico toscano.

Per chiudere l’operazione a gennaio, però, servirà un ulteriore passaggio: trovare un accordo economico con il Villarreal. Il club spagnolo, pur consapevole della scadenza contrattuale del giocatore, chiederebbe un indennizzo per liberarlo con qualche mese d’anticipo. Un dettaglio non secondario, su cui la dirigenza biancoceleste sta lavorando in queste ore.

Dal punto di vista tecnico, Pedraza rappresenterebbe un innesto di grande affidabilità: corsa, esperienza internazionale, capacità di coprire tutta la fascia e buona qualità nella spinta offensiva. Caratteristiche che rispondono perfettamente alle esigenze di Sarri, soprattutto in un momento in cui la Lazio è chiamata a ritrovare equilibrio e continuità.

I segnali, al momento, sono tutti positivi. Il giocatore ha scelto la Lazio, il pre-accordo è stato raggiunto e la volontà delle parti sembra allineata. Resta ora da capire se il club riuscirà a chiudere l’operazione già a gennaio o se l’appuntamento verrà rimandato alla prossima estate. In ogni caso, la strada è tracciata.



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Lotito annuncia Taylor: “È il nuovo numero 10 della Lazio”

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Claudio Lotito, presidente della Lazio, visibilmente contrariato mentre rilascia dichiarazioni all'uscita dall'Assemblea di Lega.

La Lazio volta pagina e lo fa guardando al futuro. È stato Claudio Lotito, intervenuto ai microfoni di Lazio Style Radio, a ufficializzare un’operazione destinata a far discutere: l’arrivo di Kenneth Taylor, definito dal presidente come “il nuovo numero 10 della Lazio”.

Parole forti, che certificano la direzione intrapresa dal club biancoceleste, impegnato in un processo di ringiovanimento profondo della rosa. Lotito ha voluto chiarire subito un punto fondamentale, rispondendo alle critiche di una parte della tifoseria:

“Voglio rassicurare le persone: nessuno sta smantellando la squadra, la stiamo rinforzando.”

Secondo il presidente, la strategia è chiara: selezionare giocatori motivati a restare e a crescere con la maglia della S.S. Lazio, lasciando invece partire chi desidera fare altre esperienze.


Taylor al centro del progetto

Nel suo intervento, Lotito ha spiegato anche il perché della scelta di Taylor, centrocampista cresciuto nell’Ajax e considerato uno dei profili più interessanti del panorama europeo:

“In sostituzione di Guendouzi abbiamo preso un giocatore che è il numero 10 della Ajax, molto più giovane e qualitativamente molto forte.”

Il presidente ha sottolineato come l’operazione per Raktov non sia stata improvvisata:

“Abbiamo una zona scout che lavora 24 ore su 24. È stato seguito passo passo, abbiamo mandato osservatori a vederlo anche contro il Bologna.”

Un messaggio chiaro, volto a difendere il lavoro dell’area tecnica e della dirigenza in un momento di forte esposizione mediatica.


Guendouzi, una scelta condivisa

Lotito è tornato anche sulla partenza di Matteo Guendouzi, confermando quanto già emerso nei giorni precedenti:

“Guendouzi ha deciso di andare via. Lo capiamo: la Lazio non gioca le coppe e lui voleva tornare in Nazionale.”

Secondo il presidente, si è trattato quindi di una scelta del giocatore, legata a esigenze di carriera personale, più che a una decisione tecnica o societaria.


Mercato aperto e rosa giovane

Lotito ha ribadito che il mercato biancoceleste non è affatto chiuso:

“Il mercato non è finito, stiamo lavorando. Vogliamo ringiovanire la rosa.”

Un concetto che torna più volte nel suo discorso e che rappresenta la linea guida della Lazio attuale: investire su profili giovani, monitorati a lungo e con margini di crescita importanti, anche a costo di rinunciare a nomi più affermati.


La polemica sugli arbitri

Non solo mercato. Il presidente ha affrontato anche il tema arbitrale, tornando sulle polemiche delle ultime settimane:

“C’è qualcosa che non funziona, e questo va corretto. Altrimenti viene meno la credibilità del sistema.”

Lotito ha confermato che non ci sono state risposte alla PEC inviata e ha ribadito la necessità di creare un clima più sereno e valutazioni “equa­ni­mi”, evitando episodi che possano condizionare in modo determinante i risultati.


Una Lazio che cambia volto

Le parole del presidente tracciano una linea netta: la Lazio non si considera in ridimensionamento, ma in trasformazione. L’arrivo di Taylor come nuovo numero 10 rappresenta un segnale forte, simbolico, che sposta il baricentro del progetto verso il futuro.

Resta ora da capire come queste scelte verranno integrate sul campo e quale sarà la risposta della squadra e dell’ambiente. Ma una cosa è certa: la Lazio sta cambiando volto, e lo sta facendo senza mezze misure.




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🔥 EDITORIALE: “La pirateria uccide il calcio”? No, lo uccidete voi! Lo scandalo continuo contro la Lazio

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Tifosi Lazio curva nord sciopero tifo protesta contro arbitri e Lega Serie A.

Mentre la Lega Serie A si riempie la bocca di slogan contro lo streaming illegale, il campo racconta di un calcio ucciso da decisioni incomprensibili. A pensar male si fa peccato, ma…

ROMA – “La pirateria uccide il calcio”. Lo leggiamo ovunque: sui LED a bordocampo, nelle pubblicità, nei comunicati ufficiali della Lega Serie A. Un mantra ripetuto per difendere il “prodotto”. Ma la verità emersa stasera, nell’ennesimo scandalo dell’Olimpico, è che il calcio non lo uccidono i link pirata, ma una classe arbitrale che sembra muoversi con un disegno preciso. Perché se la pirateria colpisce le tasche, la malafede colpisce il cuore e la credibilità dello sport.

⚖️ I due pesi e le due misure: il VAR è selettivo?

Non è più questione di “errore umano”. Quello che abbiamo visto contro la Fiorentina è un insulto all’intelligenza dei tifosi. Come è possibile che il VAR Pezzuto resti in silenzio sulla trattenuta solare ai danni di Gila, definita un “errore inspiegabile” anche dal parere di Luca Marelli? E come è possibile, pochi minuti dopo, richiamare l’arbitro Sozza per un “rigorino” inesistente regalato alla Viola?

Questa non è tecnologia a supporto del calcio; questa è tecnologia usata come clava per spostare gli equilibri di una partita. Quando il metro di giudizio cambia drasticamente nel giro di mezz’ora nella stessa area di rigore, parlare di “svista” diventa impossibile.

🔪 Chirurgia sui cartellini: l’obiettivo è decimare

Ma lo scandalo non si ferma ai rigori. C’è un aspetto ancora più sinistro: la gestione dei cartellini. Dopo la stangata subita con Zaccagni e Marusic post-Napoli, stasera abbiamo assistito a una vera e propria operazione chirurgica. L’ammonizione a Zaccagni – capitano, in diffida, punito per proteste legittime dopo l’ennesimo scippo – è la prova di un sistema che vuole la Lazio debole, decimata, nervosa. Togliere ai biancocelesti i propri leader per le sfide cruciali (come la prossima a Verona) sembra ormai una prassi consolidata.

🏟️ Il silenzio della Lega e la dignità calpestata

Cari signori della Lega, volete davvero salvare il calcio? Allora smettetela di preoccuparvi solo dei diritti TV e iniziate a preoccuparvi del diritto alla sportività. Perché un tifoso che vede la propria squadra derubata sistematicamente, prima o poi, smette di guardare la partita. E non lo farà su un sito pirata: lo farà spegnendo la passione.

La Lazio e i suoi tifosi meritano rispetto. Quello che è successo stasera non è degno di un campionato che ambisce a essere il “più bello del mondo”. È ora di alzare la voce, perché se il calcio sta morendo, i colpevoli siedono nelle stanze dei bottoni, non davanti a un computer.


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Sarri chiaro: “Guendouzi doveva restare. Ratkov? Non lo conosco”

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Maurizio Sarri scuro in volto in conferenza stampa dopo il pareggio contro il Cagliari.

Le parole di Maurizio Sarri non lasciano spazio a interpretazioni. Il tecnico della S.S. Lazio ha parlato con la consueta franchezza del momento delicato che sta attraversando il club biancoceleste, soffermandosi in particolare sulle questioni legate al calciomercato, al futuro della squadra e alla gestione di alcune scelte societarie.

Il tema più caldo resta quello legato a Matteo Guendouzi, centrocampista che Sarri considerava uno dei pilastri su cui costruire la Lazio del futuro. Le sue parole sono state nette:

“Pensavo che Guendouzi fosse uno di quelli su cui porre le basi per il futuro.”

Una dichiarazione che evidenzia chiaramente come l’eventuale partenza del francese non fosse nelle intenzioni dell’allenatore. Sarri ha ammesso di aver sperato fino all’ultimo nella sua permanenza, ma allo stesso tempo ha riconosciuto i limiti strutturali del club:

“Siamo una realtà per cui, se arrivano certe offerte al giocatore, diventa difficile.”

Una frase che fotografa perfettamente la dimensione attuale della Lazio, costretta spesso a fare i conti con il mercato più che con una pianificazione tecnica di lungo periodo.

Interpellato sulle dinamiche di mercato, Sarri ha voluto chiarire il suo ruolo, spostando l’attenzione sulle responsabilità dirigenziali:

“Dovete parlare con il direttore Fabiani.”

Un messaggio diretto, che ribadisce come le scelte operative non passino esclusivamente dalla panchina. Un concetto già espresso in passato e che torna d’attualità in una fase di grande incertezza.

Altro passaggio significativo riguarda Petar Ratkov, profilo accostato alla Lazio come possibile rinforzo offensivo. Anche qui, Sarri non ha nascosto la sua distanza dall’operazione:

“Ratkov non lo conosco, quindi non so cosa dire… Imparerò a conoscerlo e a sfruttarne qualità e pregi.”

Parole sincere, che confermano come il tecnico non abbia avuto un ruolo centrale nella scelta del giocatore. Sarri ha poi aggiunto:

“La società lo conoscerà meglio di me.”

Una frase che, pur detta con tono pacato, sottolinea ancora una volta la separazione tra area tecnica e area decisionale sul mercato. Sarri non boccia il giocatore, ma si limita a constatare una realtà: spetterà a lui lavorare su ciò che gli verrà messo a disposizione.

Il momento più emotivamente forte arriva però nella parte finale delle dichiarazioni, quando l’allenatore torna sulla sua scelta di restare alla Lazio nonostante le difficoltà:

“A inizio stagione ho detto che sarei rimasto a tutti i costi, nonostante la situazione.”

Sarri ha ammesso che nel corso dei mesi sono accadute “più cose di quanto mi aspettassi”, lasciando trasparire un certo disincanto. Tuttavia, ciò che più gli pesa è il rapporto con la tifoseria:

“Mi dispiace solo per il popolo laziale, a cui ho dato la mia parola.”

Un passaggio che rafforza il legame tra Sarri e l’ambiente biancoceleste, e che conferma come il tecnico senta forte la responsabilità morale nei confronti dei tifosi.

In chiusura, uno spiraglio resta aperto:

“Il mercato non è finito, può darsi che la società faccia tante altre cose.”

Una frase che suona più come una speranza che come una certezza. La palla ora passa alla dirigenza, chiamata a dare risposte concrete a un allenatore che ha scelto la trasparenza e che continua ad aspettare segnali chiari dal mercato.



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🏟️ PAGELLE: Cataldi cuore laziale, Isaksen un fantasma. Pedro salva la faccia nel finale

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Voti Lazio Fiorentina Cataldi esulta Isaksen sconsolato.
Gustav Isaksen nasce a Hjerk (Danimarca) il 19 aprile 2001. Attaccante, cresce calcisticamente nel Midtjylland, dove debutta nella Serie A danese nel 2019. A Herning gioca anche in UEFA Champions ed Europa League, rimanendo fino al luglio 2023, quando diventa un calciatore della Lazio. Vanta presenze in tutte le selezioni giovanili della Danimarca.

In una serata segnata da polemiche e assenze, la Lazio evita la beffa grazie ai suoi senatori. Ecco i voti dei biancocelesti.

ROMA – Un punto che sa di beffa per come è maturato, ma che premia l’orgoglio di una squadra falcidiata dalle assenze e colpita da uno scandalo arbitrale senza precedenti. La Lazio di Sarri riprende la Fiorentina al 94′ grazie a un rigore di Pedro, ma resta l’amaro in bocca per una gestione dei cartellini e dei penalty che ha lasciato l’Olimpico di stucco.

🔝 I TOP: Cuore e Ghiaccio

CATALDI 7: Segna alla squadra che per una manciata di milioni non l’ha riscattato in estate. Grande prova, tecnicamente e di cuore: gol bellissimo, orchestrato quasi da fantasista. Dimostra cosa significhi la maglia della Lazio. PEDRO 7: Entra e mette i nervi saldi a disposizione della squadra. Dal dischetto è glaciale: incrocia e segna il 2-2 in extremis. I campioni si vedono in questi momenti, quando la palla pesa una tonnellata. VECINO 6,5: Entra a freddo per Basic e spacca il centrocampo. Assist puntuale per Cataldi e tantissima sostanza.

📉 I FLOP: Errori e Inconsistenza

ISAKSEN 4: Non è possibile essere così molli e poco incisivi. Troppe occasioni sciupate, perde malamente il pallone che dà il via al pareggio di Gosens. Se la fa strappare e lo segue in ritardo. Una prova irritante. LAZZARI 5,5: Pensa troppo prima del cross e non serve mai palloni puntuali in area. Lascia la zona scoperta in occasione dell’1-1. Esce pure per un problema muscolare. GILA 5,5: Una serata maledetta. Sfiora il gol due volte, subisce una trattenuta da rigore ignorata da Sozza (come confermato da Marelli), ma scivola ingenuamente sulla finta di Gudmundsson regalando il penalty alla Viola.


📋 Tutti i voti della Lazio

  • PROVEDEL 6: Nessuna parata fino al break, poi Gosens lo fulmina. Tocca il rigore di Gudmundsson ma non basta.
  • ROMAGNOLI 6: Sempre il più pulito e ordinato. Poteva fare meglio sul tap-in che colpisce De Gea.
  • PELLEGRINI 5,5: Tiene in gioco Gosens sul lancio di Fagioli, errore di posizionamento che costa caro.
  • GUENDOUZI 6: Determinazione commovente. Corre per tre nella sua ultime all’Olimpico prima di volare in Turchia.
  • BASIC 6: Sfortunato, esce dopo mezz’ora per infortunio.
  • CANCELLIERI 6: Positivo da centravanti nel primo tempo, cala vistosamente quando torna sulla fascia.
  • ZACCAGNI 6,5: Gara di sacrificio estremo. Guadagna il rigore del pari, ma viene ammonito chirurgicamente e salterà Verona.
  • ALL. SARRI 6: Gestisce l’emergenza come può con calciatori già venduti e in attesa del nuovo acquisto. La sua Lazio produce tanto ma viene tradita da distrazioni singole e fischietti discutibili.

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🏟️ MOVIOLA: Marelli senza filtri! “Errore inspiegabile su Gila, rigore viola inesistente”

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Luca Marelli a DAZN commenta gli episodi arbitrali di Lazio Fiorentina con la grafica dei rigori.

L’esperto di DAZN Marelli boccia la direzione di Sozza e il mancato intervento del VAR. Tre episodi chiave che hanno deciso la sfida dell’Olimpico.

ROMA – Non si placa la bufera dopo il scandalo arbitrale andato in scena nel match tra Lazio e Fiorentina. A mettere benzina sul fuoco delle polemiche biancocelesti è Luca Marelli, ex arbitro e analista di DAZN, che nel post-partita ha commentato con estrema chiarezza i tre episodi cruciali che hanno mandato su tutte le furie Maurizio Sarri e l’intero ambiente laziale.

Ecco il verdetto della moviola sui contatti che hanno deciso la gara.

❌ Il rigore negato a Gila (18′ pt)

Sulla vistosa trattenuta di Pongracic ai danni di Gila, Marelli non usa giri di parole e punta il dito contro la sala VAR guidata da Pezzuto:

“In questa circostanza faccio fatica a capire per quale motivo il VAR non sia intervenuto. Passi l’arbitro che era coperto, ma il VAR? I due giocatori si trattengono, poi Gila lascia l’avversario e viene trattenuto con la mano sinistra da Pongracic. C’è il calcio di rigore da assegnare. Manca anche il giallo per comportamento anti-sportivo”.

🤏 Il rigore “regalato” alla Fiorentina (85′ st)

Ancora più duro il giudizio sul penalty che aveva portato i viola in vantaggio, assegnato dopo una lunga on-field review per un contatto tra Gila e Gudmundsson:

“A mio parere questa è moviola fatta male. Il contatto è davvero minimo. Sono anni che diciamo che non devono essere assegnati ‘rigorini’ e poi assegniamo questi rigori. Non vedo nessun motivo per assegnare questo penalty, un contatto del genere non può mai portare a un calcio di rigore”.

✅ Il rigore per la Lazio (94′ st)

L’unico episodio giudicato correttamente da Sozza (e confermato da Marelli) è quello che ha permesso a Pedro di pareggiare i conti nel recupero per il fallo di Comuzzo su Zaccagni: “Zaccagni non fa nulla, Comuzzo si aggrappa e poi lo tira giù con sé. Questo è un calcio di rigore assegnato giustamente”.

⚠️ Il caso Zaccagni: ammonizione chirurgica

Resta l’amarezza per la gestione dei cartellini: Sozza ha punito con il giallo le proteste di Zaccagni proprio nel finale. Una sanzione pesantissima per il capitano che salterà Verona per diffida.

Le analisi di Marelli confermano dunque il sentimento della tifoseria: la Lazio esce dall’Olimpico con un punto, ma con la certezza di aver subito un torto tecnico e disciplinare enorme, proprio mentre le parole di Lotito cercavano di riportare calma sul fronte mercato.


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⚪️🔵 L’ultimo brivido all’Olimpico: il saluto emozionante di Guendouzi. Ecco quando lascerà l’Italia

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Matteo Guendouzi saluta la Curva Nord in lacrime, ultima partita Lazio Fiorentina.

Il centrocampista francese Guendouzi ha disputato la sua ultima gara in biancoceleste. Lacrime sotto la Nord, abbracci con i compagni e un volo già prenotato.

ROMA – Non è stata una notte come le altre. Tra la rabbia per un rocambolesco 2-2 e le polemiche arbitrali, lo Stadio Olimpico si è fermato per tributare l’ultimo, commosso omaggio a un calciatore che in poco tempo è diventato un simbolo. Matteo Guendouzi, con tutta probabilità, ha giocato stasera la sua ultima partita con l’aquila sul petto. L’operazione che porterà il francese al Fenerbahce è ormai ai titoli di coda.

🏟️ L’emozione dell’Olimpico: il “cinque” alla Nord

Al triplice fischio, il numero 8 non è scappato negli spogliatoi. Visibilmente emozionato, Guendouzi si è preso gli applausi scroscianti di tutto lo stadio. È stata una sosta lunga, sentita, culminata sotto la Curva Nord. Il centrocampista ha ricevuto il “cinque” dai sostenitori nelle prime file, ricambiando con sguardi carichi di gratitudine. Compagni di squadra e staff di Maurizio Sarri si sono stretti attorno a lui in una serie di abbracci infiniti: un segnale chiaro che lo spogliatoio perde non solo un titolare, ma un leader carismatico.

✈️ I dettagli della partenza: volo domattina

L’avventura turca di “Guendo” inizierà ufficialmente tra poche ore. Secondo quanto appreso dalla nostra redazione, il programma è già stabilito nei minimi dettagli per consentirgli di svolgere le visite mediche con il club di Istanbul:

  • Partenza da Roma: Ore 09:30 (giovedì 8 gennaio).
  • Arrivo a Istanbul: Previsto per le ore 13:30.

🦅 Un’eredità pesante

L’addio è amaro per la tempistica, ma la società ha ritenuto l’offerta irrinunciabile per finanziare nuovi innesti come Petar Ratkov. Guendouzi lascia la Capitale dopo aver dimostrato un attaccamento alla maglia d’altri tempi, lottando su ogni pallone anche quando il trasferimento era già definito. La Lazio perde un pezzo di cuore, ma la sensazione è che il legame tra il francese e il popolo biancoceleste resterà indissolubile.

Au revoir, Matteo.



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🎙️ Lotito risponde alle critiche: “Smantellamento? Tutto il contrario. Vi spiego Ratkov”

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Claudio Lotito intervista DAZN bordocampo stadio Olimpico.
Claudio Lotito e Maurizio Sarri discutono a Formello sul mercato di gennaio della Lazio, con Lorenzo Insigne tra i possibili obiettivi.

Il presidente biancoceleste parla a DAZN prima del match con la Fiorentina: “La Lazio lavora h24. Abbiamo reinvestito tutto il profitto”.

ROMA – In un momento delicato per il rapporto tra tifoseria e società, Claudio Lotito ha deciso di metterci la faccia. A pochi minuti dal fischio d’inizio di Lazio-Fiorentina, il patron biancoceleste è intervenuto ai microfoni di DAZN per chiarire la strategia del club in questa sessione invernale di mercato, respingendo con forza le accuse di ridimensionamento.

🚫 “Nessuno sta smantellando”

Lotito è partito subito all’attacco, rassicurando l’ambiente biancoceleste:

“Bisogna fare considerazioni razionali. Voglio tranquillizzare tutti: la Lazio non sta smantellando nulla. Abbiamo una struttura che lavora h24, 365 giorni all’anno, e scandaglia i giocatori in tutto il mondo. Siamo in grado di sapere quali sono i giocatori che ci interessano e li seguiamo passo passo”.

🎯 Il colpo Ratkov e la sala scouting

Il presidente ha poi svelato i retroscena dell’acquisto di Petar Ratkov, smentendo che si tratti di un’operazione improvvisata per placare la piazza: “L’attaccante non è improvvisato, è un ragazzo che seguivamo da tempo. Abbiamo mandato un osservatore nella gara tra Bologna e Salisburgo, sappiamo tutto di lui: è velocissimo e ha le caratteristiche che servivano alla Lazio. A Formello abbiamo una sala scouting con otto postazioni in cui vengono studiati i calciatori. Abbiamo selezionato i migliori”.

💰 Castellanos e il profitto reinvestito

Infine, un passaggio obbligato sulla cessione di Castellanos, che ha scatenato la rabbia dei tifosi per la tempistica:

“Quando un giocatore vuole andare via non possiamo trattenerlo, abbiamo accontentato Castellanos dimostrando che è un giocatore che valeva. Il profitto viene però tutto reinvestito, stiamo ringiovanendo la squadra. Cerchiamo calciatori che abbiano fame e che scelgano la Lazio per dimostrare il loro valore. I tifosi stiano tranquilli: stiamo facendo investimenti mirati e ponderati”.


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🏟️ VERGOGNA ALL’OLIMPICO: Scandalo arbitrale e finale da infarto! Pedro evita il furto al 94′

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Sozza indica il dischetto tra le proteste di Gila e Zaccagni, Lazio Fiorentina scandalo.

.Nonostante un super De Gea e una direzione di gara scellerata di Sozza e Pezzuto, la Lazio strappa il pari nel recupero. Ma la rabbia esplode.

ROMA – Non bastano il cuore e la grinta. All’Olimpico va in scena l’ennesima pagina buia per il calcio italiano, con la Lazio vittima di decisioni arbitrali che rasentano la follia. Finisce 2-2 contro la Fiorentina, ma il risultato passa quasi in secondo piano di fronte allo scandalo che ha condizionato il match dal primo all’ultimo minuto.

📋 Le scelte: Guendouzi c’è, Cancellieri guida l’attacco

Nonostante la cessione al Fenerbahce praticamente definita, Matteo Guendouzi scende in campo dal 1′, a testimonianza di una professionalità impeccabile. Davanti, nell’emergenza totale, Sarri sceglie Cancellieri come riferimento centrale, con Pedro inizialmente in panchina. In tribuna, occhi puntati sul nuovo acquisto Petar Ratkov, arrivato oggi nella Capitale.

🛑 Primo Tempo: il rigore negato a Gila

La Lazio parte forte. De Gea è miracoloso su Basic e Gila, ma al 18′ accade l’incredibile: su azione d’angolo, Gila viene platealmente trattenuto alle spalle da Pongracic pronto a calciare a rete. Per Sozza è tutto regolare, dal VAR Pezzuto non arriva alcun segnale. Una scelta che rasenta la follia, considerando il metro europeo applicato in contesti simili. La Lazio spinge, ma il primo tempo si chiude sullo 0-0 tra le proteste.

⚽ Secondo Tempo: Cataldi illude, Sozza regala il penalty

La ripresa si accende al 51′: Danilo Cataldi sblocca il match con un controllo di petto e conclusione precisa. La gioia dura poco, perché al 56′ Gosens firma il pareggio in posizione regolare. Ma il peggio deve ancora venire. Al minuto 82, Sozza ammonisce Zaccagni per proteste: un giallo chirurgico, dato che il capitano era diffidato e salterà Verona.

All’85’ lo scandalo finale: assegnato un rigore ridicolo alla Fiorentina dopo on-field review. Dal replay si vede chiaramente che Gudmundsson allarga la gamba cercando il contatto con Gila, che fa di tutto per evitarlo. L’islandese trasforma per l’1-2 che sembra condannare ingiustamente i biancocelesti.

🚀 Pedro salva l’orgoglio al 94′

Sotto nel punteggio e derubata nel morale, la Lazio non molla. Al 94′ Comuzzo frana su Zaccagni: stavolta il rigore è solare e Sozza non può esimersi. Dal dischetto va il veterano Pedro, freddissimo nel battere De Gea per il definitivo 2-2. Un punto che smorza l’amarezza, ma non cancella la sensazione di un accanimento arbitrale ormai sotto gli occhi di tutti.


📊 IL TABELLINO

LAZIO-FIORENTINA 2-2 Marcatori: 51′ Cataldi (L), 56′ Gosens (F), 87′ rig. Gudmundsson (F), 94′ rig. Pedro (L)

LAZIO (4-3-3): Provedel; Lazzari (80′ Hysaj), Gila, Romagnoli, Pellegrini; Guendouzi, Cataldi, Basic (30′ Vecino); Isaksen, Cancellieri (72′ Pedro), Zaccagni. All.: Maurizio Sarri.

FIORENTINA (4-1-4-1): De Gea; Dodo, Pongracic, Comuzzo, Gosens (68′ Solomon); Fagioli; Parisi, Ndour (68′ Ranieri), Mandragora, Gudmundsson; Piccoli (60′ Kean). All.: Paolo Vanoli.

Arbitro: Simone Sozza (sez. Seregno) Note: Ammoniti: Pongracic (F), Gosens (F), Cancellieri (L), Parisi (F), Fagioli (F), Zaccagni (L). Recupero: 3′ pt, 6′ st.


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🏟️ UFFICIALE: Lazio-Fiorentina, le formazioni! La scelta a sorpresa di Sarri in attacco

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Maurizio Sarri conferenza stampa Formello vigilia Juventus Lazio

Pochi minuti al fischio d’inizio all’Olimpico. Sarri deve rinunciare a molti titolari e lancia una novità assoluta dal primo minuto.

ROMA – Arrivano i fogli ufficiali dallo Stadio Olimpico. La Lazio si appresta a sfidare la Fiorentina in una gara pesantemente condizionata dalle assenze e dalle voci di mercato. Se vi state chiedendo dove vedere la gara, ricordiamo l’esclusiva DAZN. Maurizio Sarri, alle prese con una vera e propria emergenza in attacco, ha sciolto gli ultimi dubbi, regalando una sorpresa nel tridente titolare che sfiderà la formazione di Vanoli.

🦅 Le scelte di Sarri: Cancellieri dal 1′

Niente “falso nueve” per Pedro, che parte dalla panchina. La grande novità è l’impiego di Matteo Cancellieri come riferimento centrale dell’attacco. Sarà lui a guidare il reparto insieme a Isaksen e Zaccagni, in attesa che il nuovo acquisto Petar Ratkov (oggi in tribuna) sia disponibile. A centrocampo confermato Guendouzi nonostante le sirene turche, affiancato da Cataldi e Basic. In difesa, linea a quattro obbligata con Lazzari, Gila, Romagnoli e Pellegrini di fronte a Provedel.

⚜️ La Fiorentina di Vanoli

I viola rispondono con un modulo speculare. In porta c’è De Gea, mentre in attacco agisce il tridente composto da Parisi (adattato alto), Piccoli e la stella Gudmundsson. Panchina iniziale per Kean.


📋 Formazioni Ufficiali

LAZIO (4-3-3): Provedel; Lazzari, Gila, Romagnoli, Pellegrini; Guendouzi, Cataldi, Basic; Isaksen, Cancellieri, Zaccagni. A disp.: Mandas, Furlanetto, Hysaj, Nuno Tavares, Provstgaard, Vecino, Rovella, Belahyane, Pedro, Serra. All.: Sarri.

FIORENTINA (4-3-3): De Gea; Dodô, Pongracic, Comuzzo, Gosens; Mandragora, Fagioli, Ndour; Parisi, Piccoli, Gudmundsson. All.: Vanoli.

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⚪️🔵 126 ANNI DI LAZIO: Il ritorno alle origini nel cuore di Roma. Cerimonia e progetto speciale

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Cerimonia 126 anni Lazio Parco dei Daini Villa Borghese, targa commemorativa.

Il 9 gennaio la società celebra la sua fondazione dove tutto ebbe inizio. Una targa al Parco dei Daini e la sfida al Comune: la Lazio vuole “casa sua”.

ROMA – Non è solo un compleanno, è un atto di identità. In un momento di forte trasformazione per il club, la S.S. Lazio ha deciso di celebrare il suo 126° anniversario con un ritorno fisico e simbolico alle proprie radici. Venerdì 9 gennaio 2026, alle ore 11:00, la società si ritroverà nel cuore di Villa Borghese, presso il Parco dei Daini, per onorare il luogo che ospitò i primi calci al pallone della squadra biancoceleste all’inizio del Novecento.

📍 La Cerimonia: una targa per la storia

Il cuore dell’evento sarà lo scoprimento di una targa commemorativa permanente. Un segno tangibile che ricorderà a cittadini e turisti che proprio su quei prati è nata la leggenda sportiva della prima squadra della Capitale. Sulla targa sarà riportato anche il numero della matricola F.I.G.C., a sottolineare la continuità e l’anzianità di un club che attraversa tre secoli.

📅 Dettagli dell’Evento

Data e OraLuogoProtagonisti
9 Gennaio, ore 11:00Parco dei Daini (Villa Borghese)Autorità, Prima Squadra (M/F), Tifosi

🏟️ Il progetto: la Lazio vuole il Parco dei Daini

Ma non c’è solo la celebrazione. La società ha annunciato l’intenzione di avviare un percorso con l’Amministrazione capitolina per richiedere l’affidamento del Parco dei Daini. L’obiettivo è quello di farsi carico della valorizzazione, cura e manutenzione dell’area, trasformandola in un punto di riferimento identitario nel pieno rispetto della sua funzione pubblica. Un segnale forte di Lotito che, mentre gestisce le delicate manovre di mercato, vuole blindare il legame tra il Club e il territorio urbano.

⚪️🔵 Chi ci sarà: dalla Prima Squadra ai Tifosi

Nonostante il clima teso per le recenti vicende legate al progetto tecnico, alla cerimonia parteciperà una rappresentanza istituzionale di alto livello. Saranno presenti esponenti della Prima Squadra maschile e femminile (possibile la prima passerella ufficiale per il nuovo acquisto Petar Ratkov) e una rappresentanza dei tifosi.

L’iniziativa, interamente prodotta dai canali ufficiali della Lazio, punta a riaffermare l’origine cittadina del club: un legame che unisce identità, territorio e comunità là dove, 126 anni fa, tutto ebbe inizio.


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🔎 Chi è Petar Ratkov? Caratteristiche, numeri e il segreto del nuovo bomber della Lazio

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Petar Ratkov posa con la maglia numero 20 della Lazio, prima intervista ufficiale.

Dopo l’addio del Taty, la Lazio scommette sul gigante serbo del Salisburgo. Ecco l’identikit completo: da dove viene, come gioca e perché è un colpo da record.

ROMA – Il mercato della Lazio ha finalmente il suo volto nuovo. Per colmare il vuoto lasciato dalla cessione di Castellanos, la società biancoceleste ha scelto Petar Ratkov. Il giovane attaccante serbo arriva a Roma con un bagaglio di aspettative altissimo e un investimento da circa 15 milioni di euro. Ma chi è davvero il nuovo centravanti a disposizione di Maurizio Sarri? Scopriamo caratteristiche, storia e statistiche.

📏 Caratteristiche tecniche: un “gigante” per Sarri

Classe 2003, Petar Ratkov è quello che si definisce un “attaccante d’area moderno”. La sua dote principale salta subito all’occhio: è alto 193 centimetri. Nonostante la stazza imponente, non è un giocatore statico.

  • Punto di forza: L’abilità nel gioco aereo e la protezione della palla spalle alla porta.
  • Piede: Destro naturale, ma dotato di un tiro potente e preciso.
  • Stile di gioco: Ama venire incontro per legare il gioco, ma è micidiale negli inserimenti profondi grazie a una falcata sorprendente per un giocatore della sua altezza.

⚽ Statistiche e quel “gol lampo” da record mondiale

I numeri di Ratkov col Salisburgo parlano chiaro: in questa stagione (2025/2026) ha già segnato 12 gol e fornito 3 assist in appena metà campionato. Ma il serbo è entrato nella storia per un episodio incredibile avvenuto nel 2024: ha segnato il gol più veloce della storia della Bundesliga austriaca, gonfiando la rete dopo soli 5 secondi dal fischio d’inizio. Un record che testimonia la sua ferocia agonistica e la capacità di aggredire subito il match.

🇷🇸 La storia: dal rischio di smettere alla Nazionale

La carriera di Ratkov è una favola di resilienza. A 16 anni, nelle serie minori serbe, era a un passo dal ritiro dal calcio giocato. Pensava di non farcela, finché il TSC Backa Topola non ha deciso di scommettere su di lui. Da lì la scalata: 99 presenze e 22 gol totali col Salisburgo e l’approdo nella Nazionale maggiore serba, dove ha già collezionato 3 presenze, studiando da vicino campioni come Vlahovic e Mitrovic.

🏟️ Come si inserisce nella Lazio di Sarri?

Ratkov arriva nel momento di massima emergenza totale per l’attacco biancoceleste. Anche se stasera contro la Fiorentina non sarà in campo (visite mediche previste domani), il suo acquisto cambia le gerarchie. Sarri cercava una punta che sapesse dare fisicità al reparto senza perdere velocità di manovra. L’investimento fatto dalla società, reso possibile anche dal sacrificio di Guendouzi, indica che Ratkov non viene a Roma per fare la comparsa, ma per prendersi la maglia da titolare e diventare il nuovo punto di riferimento offensivo della Lazio del futuro.


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🏟️ Lazio-Fiorentina, probabili formazioni: emergenza totale per Sarri, scelta shock in attacco

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Rientro Pedro: l'attaccante spagnolo della Lazio in azione sul terreno di gioco.

Anno nuovo, vecchi problemi. Il tecnico biancoceleste deve inventarsi la squadra contro la Viola: senza punte di ruolo, tocca a Pedro.

ROMA – Non c’è pace per Maurizio Sarri. La sfida di stasera contro la Fiorentina (ore 20:45) nasce sotto il segno di una emergenza totale, figlia di squalifiche, infortuni e di una gestione del mercato che ha lasciato il tecnico con le polveri bagnate. Dalla battaglia contro il Napoli, la Lazio è uscita con le ossa rotte: pesano come macigni le assenze di Noslin e Marusic (squalificati), che si aggiungono ai lungodegenti e ai calciatori impegnati in Coppa d’Africa.

🛡️ Difesa obbligata e rientri a centrocampo

Davanti a Provedel, la linea a quattro è praticamente obbligata. Con Marusic fermo ai box, tocca a Lazzari presidiare la fascia destra (Hysaj rientra in lista ma va in panchina), con Gila, Romagnoli e Pellegrini a completare il reparto. A centrocampo rientra Vecino dopo la febbre, ma l’attenzione è tutta su Matteo Guendouzi. Nonostante la trattativa avanzata con il Fenerbahce, il francese dovrebbe partire titolare, forse per l’ultima volta. Insieme a lui Cataldi e Basic, con Rovella pronto a subentrare.

⚽ Attacco senza punte: la mossa Pedro

Il vero dramma sportivo è nel reparto avanzato. Con la cessione di Castellanos, l’assenza di Dia (in Marocco) e la squalifica di Noslin, la Lazio si ritrova senza centravanti di ruolo. Sarri è costretto alla scelta shock: Pedro nel ruolo di “falso nueve”. Lo spagnolo è in netto vantaggio per guidare l’attacco, supportato da Zaccagni a sinistra e dal ballottaggio Isaksen-Cancellieri a destra. In panchina, per onor di firma, anche il baby Serra della Primavera.


📋 Le Probabili Formazioni

LAZIO (4-3-3): Provedel; Lazzari, Gila, Romagnoli, Pellegrini; Guendouzi, Cataldi, Basic; Isaksen, Pedro, Zaccagni. A disp.: Mandas, Furlanetto, Hysaj, Nuno Tavares, Provstgaard, Vecino, Rovella, Belahyane, Cancellieri, Serra. All.: Sarri.

FIORENTINA (3-5-2): De Gea; Pongracic, Comuzzo, Ranieri; Dodo, Mandragora, Fagioli, Ndour, Gosens; Gudmundsson, Kean. All.: Vanoli.


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Lazio, a gennaio dovevano partire le riserve, non i titolari

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Il Direttore Sportivo della Lazio Angelo Fabiani durante una conferenza stampa o intervista.
"Dopo la sconfitta contro il Bologna, la Lazio sceglie il silenzio stampa, ma Angelo Fabiani si assume la responsabilità di commentare gli errori della squadra. Leggi le sue parole e la decisione di evitare commenti negativi."

Il mercato di gennaio della S.S. Lazio lascia dietro di sé una sensazione chiara e difficile da ignorare: si è venduto dove non si doveva e non si è venduto dove era necessario. Il risultato è una rosa indebolita nei suoi punti cardine e ancora appesantita da giocatori fuori dal progetto tecnico, rimasti “sul groppone” anche dopo la finestra invernale.

La fotografia è impietosa. In un mercato che avrebbe dovuto servire a snellire la rosa e liberare risorse, la Lazio ha finito per privarsi di due titolari come Valentín Castellanos e Mattéo Guendouzi, lasciando invece invariata la situazione di quei calciatori che da mesi – in alcuni casi da anni – non rientrano nei piani.


Chi doveva partire davvero

L’elenco è noto e parla da solo. A gennaio, la Lazio avrebbe dovuto concentrarsi sulle uscite di:

  • Nuno Tavares
  • Samuel Gigot
  • Reda Belahyane
  • Elseid Hysaj
  • Dimitrije Kamenovic

Giocatori che, per motivi diversi, non fanno parte del progetto tecnico, non sono centrali nelle rotazioni e non rappresentano asset strategici per il futuro. Alcuni di loro hanno un impatto minimo sul campo, altri pesano soprattutto a bilancio. Eppure, sono rimasti tutti.

Il paradosso è evidente: i giocatori fuori dal progetto restano, mentre i titolari se ne vanno. Ovvio, è più facile cedere i titolari anziché le riserve, tutti vogliono i tuoi giocatori migliori, nessuno vuole un Gigot fuori rosa da 6 mesi o un Kamenovic che non vede il campo da anni. Ma essendo fuori dal progetto questi sono giocatori che puoi vendere senza indebolire la rosa. Certo non è facile, certo nessuno ti offrirà 30 milioni di Belahyane, ma almeno 10 si. Anche con questi 5 giocatori potevi farci qualcosa, ovvio, non 60 milioni di euro, ma magari una 30ina forse si.

Sicuramente un bravo direttore sportivo li avrebbe piazzati e anche ad un buon prezzo, ma Angelo Fabiani è un buon direttore sportivo?


Due titolari in meno, squadra più debole

Le cessioni di Castellanos e Guendouzi non sono semplici operazioni di mercato. Sono perdite strutturali. Il primo era il centravanti titolare, il riferimento offensivo; il secondo uno dei pilastri del centrocampo per intensità, personalità e continuità.

Indebolire l’ossatura della squadra a stagione in corso, senza aver prima sistemato le uscite superflue, significa abbassare il livello competitivo e aumentare il carico di responsabilità su chi resta. È l’esatto contrario di ciò che dovrebbe fare una società che vuole sostenere il proprio allenatore e dare un senso al progetto tecnico. Adesso arriva Ratkov, giocatore neanche voluto dall’allenatore, una scommessa. Giovane, ma con pochi gol e tanti infortuni. Al posto di Guendouzi arriva Fabbian, non so se sia un miglioramento.


Una gestione che si ripete

Non è la prima volta che la Lazio si muove in questo modo. Da anni il copione è simile: difficoltà a piazzare gli esuberi, incapacità di liberare slot e risorse, e alla fine la necessità di sacrificare pezzi importanti per far quadrare i conti o sbloccare il mercato.

Il problema, però, non è solo economico. È strategico. Tenere giocatori fuori dal progetto significa occupare spazio, rallentare il ricambio e trasmettere un messaggio chiaro: chi rende meno resta, chi rende di più parte.


Il danno tecnico e quello progettuale

Il danno non è soltanto immediato, ma anche prospettico. Una squadra che vende i titolari e trattiene le riserve:

  • perde qualità sul campo
  • perde credibilità tecnica
  • rende più difficile il lavoro dell’allenatore
  • manda un segnale negativo allo spogliatoio

E soprattutto, non costruisce nulla.


Conclusione

Il mercato di gennaio avrebbe dovuto essere il momento delle pulizie necessarie, non dei sacrifici eccellenti. La Lazio, invece, esce dalla finestra invernale con due titolari in meno e con gli esuberi ancora presenti.

Una scelta che non rafforza la squadra, non chiarisce il progetto e non avvicina la Lazio ai suoi obiettivi.
Anzi, li allontana.

E il problema, a questo punto, non è più il mercato.
È il metodo.



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Lazio, arriva Ratkov ma Sarri non era convinto

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Maurizio Sarri durante l'intervista post-partita di Lazio-Parma allo Stadio Olimpico.
Maurizio Sarri in panchina all’Olimpico: il tecnico annuncia che resterà fino a giugno, ma chiede risposte e investimenti alla società.

La Lazio ha scelto il suo nuovo centravanti. Petar Ratkov, attaccante classe 2003 del Red Bull Salzburg, è in arrivo nella Capitale per una cifra complessiva di circa 14 milioni di euro. Il giovane serbo raccoglierà l’eredità di Valentín Castellanos, ceduto al West Ham United.

Un’operazione ormai definita tra il club biancoceleste e la società austriaca, ma che – come rivela Il Messaggeronon ha trovato il pieno via libera di Maurizio Sarri.


Sarri e il nodo dell’attaccante

Secondo il quotidiano romano, l’accordo chiuso dal direttore sportivo Angelo Fabiani non rispecchia fino in fondo le richieste del tecnico. Sarri, infatti, aveva indicato un obiettivo preciso per il post-Castellanos: Giacomo Raspadori, profilo ritenuto ideale per caratteristiche tecniche, mobilità e capacità di legare il gioco.

Raspadori, però, è attualmente di proprietà dell’Atlético Madrid, è seguito con attenzione anche dalla AS Roma ed è partito con i colchoneros per la Supercoppa spagnola, rendendo l’operazione estremamente complessa, se non impraticabile, nel breve periodo.


Il rifiuto dei “centravanti boa”

Il caso Ratkov si inserisce in un solco già tracciato dal tecnico toscano. Come ricorda Il Messaggero, Sarri aveva già scartato l’ipotesi Lorenzo Lucca e, più in generale, nel corso della sua carriera ha sempre mostrato scarsa convinzione verso i cosiddetti centravanti boa. Profili come Mchelidze o Muriqi non hanno mai rappresentato la sua idea di calcio, basata su mobilità, associazioni rapide e attaccanti partecipi alla manovra.

Ratkov, per struttura fisica e caratteristiche, sembra avvicinarsi più a quel modello che Sarri storicamente non predilige. Nonostante questo, il tecnico dovrà ora lavorare sul campo per adattare il giovane serbo al proprio sistema.


Una scelta di club

L’arrivo di Ratkov rappresenta dunque una scelta più societaria che tecnica, dettata dalla necessità di intervenire rapidamente dopo la cessione di Castellanos e di investire su un profilo giovane, con margini di crescita e potenziale valore futuro.

Per Sarri si apre una nuova sfida: valorizzare un attaccante che non rientra perfettamente nel suo prototipo ideale, cercando di modellarne il gioco e inserirlo nei meccanismi offensivi della Lazio.

Il mercato biancoceleste, però, non sembra destinato a fermarsi qui. Con gennaio ancora lungo, resta da capire se il club proverà a regalare al Comandante anche quell’attaccante “alla Sarri” che, almeno per ora, è rimasto solo un desiderio.



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Guendouzi al Fenerbahçe: è fatta, affare da 30 milioni

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Matteo Guendouzi con la maglia della Lazio in azione, sguardo deciso e palla al piede

Ora è ufficiale: Mattéo Guendouzi saluta la S.S. Lazio. Il centrocampista francese è pronto a trasferirsi al Fenerbahçe per una cifra complessiva di circa 30 milioni di euro. A certificare la chiusura dell’operazione è arrivato il classico “here we go” di Fabrizio Romano, che ha annunciato l’accordo nelle ultime ore.

I dettagli dell’operazione

La trattativa, impostata da giorni, ha subito un’accelerazione decisiva nelle ultime 48 ore. La Lazio ha mantenuto la propria valutazione, riuscendo a strappare una cifra ritenuta congrua per uno dei centrocampisti più importanti della rosa. Guendouzi, dal canto suo, ha dato il via libera al trasferimento in Turchia, attratto dal progetto tecnico e da un contratto economicamente molto importante.

L’operazione con il Fenerbahçe consente alla società biancoceleste di realizzare una plusvalenza significativa e di sbloccare ulteriormente il mercato in entrata, in una sessione invernale che si sta rivelando cruciale per il futuro tecnico del club.

Fine di un ciclo a Formello

Arrivato alla Lazio come profilo di personalità e intensità, Guendouzi è stato uno dei simboli delle ultime stagioni, diventando rapidamente un punto fermo del centrocampo. Tuttavia, negli ultimi mesi, il rapporto con l’ambiente e le esigenze di mercato hanno reso sempre più probabile un addio, ora diventato realtà.

La sua cessione segue quella di Castellanos e conferma la volontà della Lazio di rimodellare profondamente la rosa, anche attraverso sacrifici importanti.

E ora il sostituto

Con l’uscita di Guendouzi, a Formello si attende l’immediata mossa in entrata. Il nome in cima alla lista resta Giovanni Fabbian, ma non sono escluse altre soluzioni per rinforzare il centrocampo e garantire qualità e dinamismo a Maurizio Sarri.

L’addio del francese segna dunque un passaggio chiave del mercato biancoceleste: la Lazio incassa, ma ora è chiamata a reinvestire con intelligenza per non abbassare il livello competitivo.



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Lazio, Sarri in bilico: gennaio decisivo per il futuro

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Scontro Sarri Lotito Fabiani Formello Lazio crisi società

Il futuro di Maurizio Sarri alla S.S. Lazio è tutt’altro che scontato. Il mercato di gennaio rappresenta uno snodo cruciale, forse decisivo, per la permanenza del Comandante sulla panchina biancoceleste. Dopo un’estate segnata dal mercato bloccato, la società si gioca ora una partita fondamentale sul piano della credibilità e del progetto tecnico.

Secondo quanto riportato da Il Messaggero, a giugno Claudio Lotito e il direttore sportivo Angelo Fabiani avevano garantito a Sarri che le mancate operazioni estive sarebbero state compensate a gennaio, con innesti mirati e in linea con le sue richieste. Una promessa chiara, fatta per convincere il tecnico a proseguire nonostante le difficoltà.

Sarri ha scelto di crederci. Ha accettato di lavorare con una rosa incompleta, puntando sull’applicazione e sull’organizzazione, ma ora il tempo delle parole è finito. Il mercato invernale diventa il termometro reale delle ambizioni del club.

Un déjà-vu che pesa

La situazione ricorda da vicino quanto accaduto dopo il secondo posto del 2023. Allora Sarri aveva ottenuto una qualificazione in Champions League che sembrava dover aprire un nuovo ciclo. Invece, il mercato estivo non fu all’altezza delle aspettative: acquisti tardivi, profili non ritenuti adeguati e una squadra che perse rapidamente competitività. L’epilogo arrivò a marzo 2024, con le dimissioni del tecnico.

Oggi lo scenario è diverso solo in parte. Come sottolinea Il Messaggero, Sarri non ha intenzione di dimettersi in corsa. Non lo farà a stagione in corso. Ma è pronto a salutare a fine campionato se le promesse non verranno mantenute.

Battaglia sui nomi

Il nodo, ancora una volta, è la qualità degli acquisti. Sarri non chiede quantità né operazioni di facciata, ma giocatori in grado di alzare il livello. Il rischio, però, è che si riproponga una battaglia interna sui nomi, con divergenze tra allenatore e dirigenza, come già accaduto in passato.

Per il tecnico, gennaio non deve essere una semplice finestra di rattoppo, ma un vero segnale di progetto. Senza questo passo, l’idea di continuare insieme perderebbe di senso.

Una scelta che va oltre Sarri

La questione non riguarda solo il futuro dell’allenatore, ma la direzione complessiva della Lazio. Confermare Sarri senza supportarlo significherebbe ripetere errori già commessi. Accontentarlo, invece, vorrebbe dire dichiarare apertamente l’intenzione di tornare competitivi ad alti livelli.

Il Comandante attende risposte dal campo e dal mercato. Gennaio, questa volta, non sarà una finestra come le altre. Sarà un esame di maturità per la società. E dal suo esito dipenderà se il matrimonio tra Sarri e la Lazio potrà continuare o se, ancora una volta, si arriverà a un addio annunciato.



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Lazio, colpo Ratkov: accordo chiuso con il Salisburgo

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Petar Ratkov posa con la maglia numero 20 della Lazio, prima intervista ufficiale.

La Lazio rompe gli indugi e piazza il primo colpo del mercato di gennaio. Siamo alle firme per Petar Ratkov, centravanti classe 2003 in arrivo dal Red Bull Salzburg. Dopo la cessione di Castellanos al West Ham, il club biancoceleste ha accelerato con decisione, chiudendo un’operazione impostata da settimane e portata a termine nelle ultime ore.

Secondo quanto raccolto, la trattativa era partita da una valutazione iniziale di 22 milioni di euro, richiesta dal club austriaco. La Lazio, però, è riuscita a lavorare sui dettagli economici, abbassando progressivamente le pretese del Salisburgo fino a chiudere l’affare su una cifra compresa tra 13 e 14 milioni di euro a titolo definitivo.

A confermare l’operazione è stato anche Alfredo Pedullà, che ha parlato di accordo raggiunto nella tarda notte. Un segnale chiaro della volontà della società di non perdere tempo e di consegnare a Maurizio Sarri un nuovo riferimento offensivo nel pieno della stagione.

Concorrenza battuta: Lazio più rapida della Bundesliga

L’aspetto più significativo dell’operazione riguarda la concorrenza. Su Ratkov, infatti, si erano mossi numerosi club tedeschi: praticamente mezza Bundesliga aveva manifestato interesse per il profilo del centravanti serbo, considerato uno dei giovani più promettenti nel panorama europeo. La Lazio è riuscita ad anticipare tutti, sfruttando i rapporti già avviati con il Salisburgo e la volontà del giocatore di misurarsi con la Serie A.

Profilo e prospettive

Ratkov arriva a Roma come attaccante fisico, moderno, con ampi margini di crescita. Classe 2003, struttura imponente, capacità di lavorare per la squadra e attitudine al gioco spalle alla porta: caratteristiche che lo rendono un profilo interessante nel sistema di Sarri, soprattutto in un contesto di rinnovamento del reparto offensivo.

L’idea della Lazio è chiara: investire su un giovane di prospettiva, capace di crescere in un campionato tattico come quello italiano e di rappresentare una risorsa anche in ottica futura, sia tecnica che patrimoniale.

Ora le visite mediche

Ratkov è atteso nelle prossime ore nella Capitale per sostenere le visite mediche e firmare il contratto che lo legherà ufficialmente alla Lazio. Salvo imprevisti, sarà subito a disposizione dello staff tecnico per iniziare l’inserimento nel gruppo.

Il mercato biancoceleste, dunque, entra nel vivo: dopo l’uscita di Castellanos, arriva il primo tassello del nuovo corso offensivo. E a Formello il lavoro non è ancora finito.



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📺 Dove vedere Lazio-Fiorentina in TV e streaming: SKY o DAZN? La guida completa

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Lazio Fiorentina dove vederla tv streaming loghi DAZN Sky.

Si torna subito in campo per il turno infrasettimanale. Sarri cerca il riscatto contro la Viola di Vanoli. Ecco dove seguire il match.

ROMA – Non c’è sosta. Il sipario sulla 19ª giornata di Serie A 2025/2026 si alza immediatamente. La Lazio di Maurizio Sarri ospita la Fiorentina di Paolo Vanoli allo Stadio Olimpico. I biancocelesti arrivano dalla bruciante sconfitta contro il Napoli, mentre i viola sono reduci dal match contro la Cremonese. Per entrambe, l’obiettivo sono i tre punti. Per chi non è riuscito a strappare un biglietto per vederla dal vivo, ecco tutte le indicazioni per non perdere neanche un minuto della sfida.

📡 Lazio-Fiorentina, dove vederla: SKY o DAZN?

La domanda classica del tifoso: chi trasmette la partita? La gara valida per la 19ª giornata di Serie A sarà trasmessa in esclusiva su DAZN. La piattaforma detiene i diritti di tutte le 10 partite di giornata. Quindi, niente diretta sui canali tradizionali Sky Sport, a meno che non si abbia attivato l’opzione specifica.

📅 Il riepilogo del match

  • Partita: Lazio-Fiorentina
  • Competizione: Serie A Enilive, 19ª giornata
  • Data: Mercoledì 7 gennaio 2026
  • Orario: 20:45
  • Canale TV: App DAZN (Smart TV) o Zona DAZN (Canale 214 Sky)

📺 Come vederla in TV

Per vedere Lazio-Fiorentina in televisione ci sono due strade:

  1. Smart TV: Scaricare e accedere all’app DAZN direttamente dalla propria tv connessa a internet.
  2. Sky Q / Decoder: Utilizzare l’app DAZN presente sul decoder Sky Q.
  3. Canale Satellitare: Per chi ha aderito all’offerta specifica, la partita sarà visibile anche sul canale ZONA DAZN (canale 214 del telecomando Sky), al costo aggiuntivo di 5€ mensili.

📱 Come vederla in Streaming

Se non siete a casa, la partita sarà visibile in live streaming su tutti i dispositivi mobili supportati:

  • PC/Mac: Collegandosi al sito ufficiale di DAZN.
  • Smartphone e Tablet: Scaricando l’app ufficiale DAZN (iOS e Android).

La telecronaca: Al momento DAZN non ha ancora reso noti i nomi dei telecronisti che racconteranno la sfida dell’Olimpico.


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🎟️ Verona-Lazio, settore ospiti in vendita: prezzi popolari e un obbligo da ricordare

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Settore ospiti Stadio Bentegodi Verona pieno di tifosi della Lazio con bandiere.

Tutte le info per la trasferta al Bentegodi dell’11 gennaio. Attenzione ai controlli: il biglietto sullo smartphone non basta, serve il cartaceo.

ROMA – Mentre la testa è alla gara contro la Fiorentina di mercoledì, si guarda già al prossimo impegno di campionato. L’Hellas Verona ha comunicato le modalità di vendita per la sfida Hellas Verona-Lazio, in programma domenica 11 gennaio alle ore 18:00 allo stadio Marcantonio Bentegodi. La vendita per il settore ospiti (“Curva Nord Superiore”) è partita ufficialmente oggi, lunedì 5 gennaio, e terminerà sabato 10 gennaio alle ore 19:00.

💰 I Prezzi dei tagliandi

Buone notizie per chi vuole seguire la squadra in trasferta, con prezzi accessibili:

  • Intero: € 22,00 (+ commissioni)
  • Under 14: € 5,00 (+ commissioni)

La capienza del settore ospiti è fissata a 1.781 posti.

⚠️ Attenzione: obbligo di stampa del biglietto!

C’è un dettaglio fondamentale nel comunicato del Verona che i tifosi laziali non devono sottovalutare per evitare problemi ai tornelli. Non sarà consentito l’accesso mostrando il biglietto in formato digitale sullo smartphone. È obbligatorio presentarsi con:

  1. Documento d’identità in corso di validità (originale).
  2. Biglietto STAMPATO su carta.

📍 Info Logistiche: come arrivare

Per chi raggiunge Verona in auto, l’uscita consigliata è Verona-Nord (A22 del Brennero). Da lì seguire le indicazioni per “Stadio” e imboccare l’ultima uscita per il Parcheggio Ospiti. I cancelli riservati alla tifoseria laziale sono i numeri 5 e 6 e apriranno circa due ore prima del fischio d’inizio.


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🔥 EDITORIALE: Sarri in trappola! La beffa di Lotito e un’emergenza “non degna” della Lazio

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Maurizio Sarri espressione arrabbiata in panchina guarda verso la tribuna Lotito.
Claudio Lotito davanti al logo della S.S. Lazio mentre parla di valutazione del club e strategie commerciali.

Il tecnico è tornato all’oscuro del blocco estivo, ora subisce le cessioni invernali. Contro la Fiorentina è emergenza totale: chi gioca davanti?

ROMA – C’è un limite alla pazienza, e Maurizio Sarri rischia di averlo superato da un pezzo. Il ritorno del Comandante sulla panchina biancoceleste doveva essere l’inizio di un nuovo ciclo, ma si sta trasformando in una corsa ad ostacoli gestita con un’approssimazione che lascia sconcertati. La sensazione, netta, è che il tecnico sia stato preso in giro. Ha firmato nuovamente per la Lazio ignaro del blocco del mercato che ha paralizzato la sessione estiva. Ha aspettato gennaio per vedere rinforzi, e invece si ritrova spettatore non pagante di uno smantellamento tecnico.

📉 Dal “blocco” alla svendita: i nomi fatti e mai arrivati

Sarri è stato chiaro: “I miei nomi li ho fatti”. Ma la lista della spesa del mister è rimasta nel cassetto di Formello. Anzi, è successo l’opposto. Con il mercato finalmente sbloccato, la priorità di Claudio Lotito non è stata rinforzare la rosa, ma fare cassa. La cessione di Castellanos al West Ham a 48 ore da una sfida cruciale è l’emblema di questa gestione. E non finisce qui: le voci sempre più insistenti sull’addio di Guendouzi dipingono un quadro desolante. Si vende per l’indice di liquidità, si sacrifica il progetto tecnico sull’altare del bilancio.

🚨 Emergenza totale contro la Viola: chi segna?

Il risultato di questa strategia schizofrenica si vedrà (purtroppo) nella prossima sfida contro la Fiorentina. Sarri si trova a dover inventare una formazione senza senso logico, vittima di una tempistica di mercato scellerata. Facciamo la conta:

  • Castellanos: Venduto e già a Londra.
  • Noslin: Squalificato dal Giudice Sportivo.
  • Dia: Assente (Coppa d’Africa/Indisponibile).

Risultato? La Lazio non ha una prima punta di ruolo. In una partita che vale una stagione, il tecnico dovrà probabilmente adattare un esterno o un centrocampista (Pedro falso nueve?), snaturando il gioco per coprire i buchi creati dalla società. Una gestione del genere, con un allenatore di questo calibro in panchina e una tifoseria che riempie sempre l’Olimpico, non è degna del valore e della storia della S.S. Lazio. Sarri merita chiarezza, i tifosi meritano rispetto. Al momento, mancano entrambi.


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🚨 CALCIOMERCATO: Guendouzi ha deciso! Cifre shock e l’unica vera offerta sul tavolo

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Matteo Guendouzi Lazio sguardo pensieroso durante riscaldamento, sfondo sfocato mercato.

Dopo l’addio ufficiale di Castellanos, trema anche il centrocampo: il francese apre all’addio. Ecco chi lo vuole davvero e i “depistaggi” smentiti.

ROMA – Il mercato della Lazio si infiamma, e non solo per le entrate. Dopo aver ufficializzato la dolorosa cessione di Castellanos al West Ham, la società biancoceleste potrebbe perdere un altro pilastro dell’undici titolare. Matteo Guendouzi è il nome più caldo delle ultime ore e la situazione è in rapida evoluzione. Secondo le indiscrezioni raccolte dalla nostra redazione, il francese avrebbe aperto alla possibilità di lasciare la Capitale di fronte a un’offerta contrattuale irrinunciabile.

💰 Le cifre: stipendio d’oro e offerta alla Lazio

La tentazione arriva dalla Turchia. Il Fenerbahce di José Mourinho fa sul serio: per il centrocampista è pronto un contratto quinquennale da 4 milioni di euro a stagione. Una cifra che ha fatto breccia nella volontà del giocatore. Sul piatto della Lazio, invece, c’è una proposta complessiva che si aggira sui 27 milioni di euro (25 di parte fissa più 2 di bonus). Ora la palla passa a Lotito e Fabiani, che devono valutare se accettare lo smantellamento o resistere: l’operazione potrebbe chiudersi già in questa settimana.

❌ Solo una squadra in corsa: la verità sulle altre piste

Facciamo chiarezza sulle tante voci circolate. Al momento, l’unica trattativa concreta è quella con il club gialloblù. Non risultano offerte reali dalla Premier League (i sondaggi di Sunderland, Newcastle e Aston Villa non si sono trasformati in proposte), né piste spagnole come l’Atletico Madrid (nessuno scambio con Raspadori all’orizzonte).

🇹🇷 Il “depistaggio” del Derby turco

E il Galatasaray? Le notizie su un derby di mercato a Istanbul per Guendouzi non trovano riscontri e sanno di “depistaggio” strategico, una mossa classica del mercato turco già vista con Skriniar. I rivali del Fener, infatti, stanno trattando con l’Inter per Frattesi, che occupa lo stesso ruolo del laziale. In questo momento, dunque, l’unica strada percorribile per l’addio di Guendouzi porta dritta al Fenerbahce. Resta solo da capire se la Lazio darà il via libera finale.


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🚨 UFFICIALE: La decisione del Giudice Sportivo! Tegola per Sarri: ecco la sentenza

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Arbitro estrae cartellino rosso a Marusic durante Lazio Napoli, tensione in campo.

Giudice Sportivo Arriva il comunicato sulla 18ª giornata: confermati i due stop dopo il finale incandescente contro il Napoli. Scatta anche l’ammenda.

ROMA – Il Giudice Sportivo ha reso note le sue decisioni ufficiali in merito alla diciottesima giornata di Serie A. Il finale nervoso della gara persa contro il Napoli presenta il conto: la Lazio perde due pedine fondamentali per il prossimo turno di campionato contro la Fiorentina. Oltre alle squalifiche, arriva anche una sanzione economica per uno dei protagonisti del parapiglia finale. Ecco il dettaglio del comunicato.

🛑 Due turni di stop: le motivazioni

Sarri dovrà fare a meno sia di Adam Marusic che di Tijjani Noslin. Entrambi sono stati fermati per una giornata effettiva di gara.

Per il montenegrino, la sanzione è aggravata da una multa di 5.000 euro. La motivazione del Giudice è chiara e punisce la reazione nervosa nel finale:

“SQUALIFICA PER UNA GIORNATA E AMMENDA DI €5.000,00 A MARUŠIĆ: per avere, al 42° del secondo tempo, affrontato fisicamente un calciatore avversario afferrandolo per il collo e spingendolo, generando pertanto un clima di tensione”.

Per l’attaccante olandese, invece, lo stop arriva automatico dopo il rosso per doppia ammonizione (“comportamento scorretto nei confronti di un avversario”).

⚠️ Scatta l’allarme diffidati

Non solo squalifiche. La partita contro il Napoli lascia strascichi anche per il futuro. Il Giudice Sportivo ha confermato la seconda sanzione per Danilo Cataldi e Mattia Zaccagni. Entrambi i senatori biancocelesti entrano ufficialmente in diffida: al prossimo cartellino giallo scatterà automaticamente la squalifica.


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🚨 UFFICIALE: Castellanos al West Ham! Addio da 30 milioni: il comunicato

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Intervista Castellanos: l'ex attaccante della Lazio con la maglia del West Ham.

Arriva la fumata bianca definitiva: il Taty saluta la Capitale e vola in Premier League. Una cessione che sblocca il mercato biancoceleste.

ROMA – Adesso è nero su bianco: Valentin “Taty” Castellanos non è più un giocatore della Lazio. L’ufficialità è arrivata pochi minuti fa, confermando le voci che si rincorrevano da giorni. L’attaccante argentino saluta Formello a titolo definitivo e inizia la sua nuova avventura in Premier League con la maglia del West Ham United. Un’operazione fondamentale per le casse societarie: l’affare si chiude per una cifra vicina ai 30 milioni di euro, un tesoretto che ora Fabiani dovrà reinvestire per sostituire il centravanti (come promesso nelle interviste pre-partita) e sbloccare l’indice di liquidità.

📝 Il comunicato della Lazio

La società biancoceleste ha salutato l’attaccante con una nota apparsa sul sito ufficiale, ripercorrendo i numeri della sua avventura romana iniziata nell’estate del 2023 (arrivato dal New York City):

“La S.S. Lazio informa di aver ceduto a titolo definitivo il calciatore Valentin Castellanos al West Ham United Football Club. Castellanos, acquistato nell’estate 2023 dal New York City, lascia i biancocelesti dopo aver collezionato 98 presenze e segnato 22 gol. Tutto il club desidera ringraziare Taty per il contributo dato e augura a lui e alla sua famiglia il meglio per il futuro”.

✈️ I numeri del Taty

Castellanos lascia la Lazio con uno score di 22 reti in 98 presenze. Un percorso fatto di alti e bassi, di grinta indiscutibile ma anche di qualche errore sotto porta che ha diviso la tifoseria. Il club inglese ha accolto il suo nuovo acquisto con un video sui social, celebrando lo sbarco del bomber a Londra. Per la Lazio, ora, inizia la vera sfida: trovare un sostituto all’altezza in tempi record per non lasciare Baroni con la coperta corta in attacco.


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