
La sconfitta contro il Napoli non sorprende Maurizio Sarri, ma lascia comunque spazio a riflessioni profonde. Intervenuto ai microfoni di DAZN al termine di Lazio-Napoli, il tecnico biancoceleste ha analizzato la gara senza alibi, indicando però con chiarezza i limiti strutturali della sua squadra e l’urgenza di intervenire sul mercato.
«La sconfitta è figlia del fatto che il Napoli è più forte», ha ammesso Sarri. «Qualcosa ci abbiamo messo di nostro con un primo tempo a metà strada, li abbiamo facilitati. Ho visto di fronte una squadra che ora è la più forte del campionato. La sconfitta ci sta, ma potevamo sicuramente fare meglio».
Un’analisi lucida, che riconosce la superiorità dell’avversario ma non assolve completamente la Lazio, soprattutto per l’approccio iniziale e alcune letture difensive sbagliate.
Entrando nel dettaglio tattico, Sarri ha sottolineato le difficoltà nel contenere il gioco del Napoli: «Quando affronti questi quinti che ti attaccano alle spalle è un problema per tutte le squadre. Sul gol il nostro difensore esterno è stato troppo attratto da Elmas e si è fatto scavalcare. Era una palla di facile lettura». Un riferimento diretto alla qualità e alla struttura della squadra di Conte, capace di colpire con movimenti studiati e continui.
Ma è sul tema mercato che le parole del Comandante diventano particolarmente significative. Alla domanda su gennaio, Sarri non si è nascosto: «Il mercato va chiesto al direttore. Io ci ho parlato e ho detto che in certe zone di campo abbiamo bisogno di giocatori importanti, perché è inutile prendere giocatori dello stesso livello di quelli che abbiamo».
Una frase netta, che suona come un messaggio chiaro alla società: per crescere non servono operazioni di contorno, ma innesti di qualità superiore. «L’evoluzione di questa discussione dipende da società e direttore», ha aggiunto, lasciando intendere che la palla ora è nei piedi della dirigenza.
Sarri è poi tornato anche sulla cessione di Castellanos, confermando quanto già emerso nei giorni scorsi: «Il ragazzo era propenso per questo tipo di soluzione. Quando ci sono queste situazioni è difficile trattenere un giocatore. Essendo una situazione che poteva succedere si poteva arrivare pronti».
Parole che spiegano come l’addio dell’argentino non sia stato un fulmine a ciel sereno e che, implicitamente, aprono a una riflessione sulla gestione delle alternative offensive.
Il messaggio complessivo è chiaro: Sarri accetta il verdetto del campo, riconosce la forza del Napoli, ma allo stesso tempo chiede un salto di qualità. Senza rinforzi importanti, colmare il divario con le big resta complicato. Gennaio, ora, diventa un banco di prova decisivo non solo per la squadra, ma per la strategia complessiva della Lazio.
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