Le parole di Maurizio Sarri non lasciano spazio a interpretazioni. Il tecnico della S.S. Lazio ha parlato con la consueta franchezza del momento delicato che sta attraversando il club biancoceleste, soffermandosi in particolare sulle questioni legate al calciomercato, al futuro della squadra e alla gestione di alcune scelte societarie.
Il tema più caldo resta quello legato a Matteo Guendouzi, centrocampista che Sarri considerava uno dei pilastri su cui costruire la Lazio del futuro. Le sue parole sono state nette:
“Pensavo che Guendouzi fosse uno di quelli su cui porre le basi per il futuro.”
Una dichiarazione che evidenzia chiaramente come l’eventuale partenza del francese non fosse nelle intenzioni dell’allenatore. Sarri ha ammesso di aver sperato fino all’ultimo nella sua permanenza, ma allo stesso tempo ha riconosciuto i limiti strutturali del club:
“Siamo una realtà per cui, se arrivano certe offerte al giocatore, diventa difficile.”
Una frase che fotografa perfettamente la dimensione attuale della Lazio, costretta spesso a fare i conti con il mercato più che con una pianificazione tecnica di lungo periodo.
Interpellato sulle dinamiche di mercato, Sarri ha voluto chiarire il suo ruolo, spostando l’attenzione sulle responsabilità dirigenziali:
“Dovete parlare con il direttore Fabiani.”
Un messaggio diretto, che ribadisce come le scelte operative non passino esclusivamente dalla panchina. Un concetto già espresso in passato e che torna d’attualità in una fase di grande incertezza.
Altro passaggio significativo riguarda Petar Ratkov, profilo accostato alla Lazio come possibile rinforzo offensivo. Anche qui, Sarri non ha nascosto la sua distanza dall’operazione:
“Ratkov non lo conosco, quindi non so cosa dire… Imparerò a conoscerlo e a sfruttarne qualità e pregi.”
Parole sincere, che confermano come il tecnico non abbia avuto un ruolo centrale nella scelta del giocatore. Sarri ha poi aggiunto:
“La società lo conoscerà meglio di me.”
Una frase che, pur detta con tono pacato, sottolinea ancora una volta la separazione tra area tecnica e area decisionale sul mercato. Sarri non boccia il giocatore, ma si limita a constatare una realtà: spetterà a lui lavorare su ciò che gli verrà messo a disposizione.
Il momento più emotivamente forte arriva però nella parte finale delle dichiarazioni, quando l’allenatore torna sulla sua scelta di restare alla Lazio nonostante le difficoltà:
“A inizio stagione ho detto che sarei rimasto a tutti i costi, nonostante la situazione.”
Sarri ha ammesso che nel corso dei mesi sono accadute “più cose di quanto mi aspettassi”, lasciando trasparire un certo disincanto. Tuttavia, ciò che più gli pesa è il rapporto con la tifoseria:
“Mi dispiace solo per il popolo laziale, a cui ho dato la mia parola.”
Un passaggio che rafforza il legame tra Sarri e l’ambiente biancoceleste, e che conferma come il tecnico senta forte la responsabilità morale nei confronti dei tifosi.
In chiusura, uno spiraglio resta aperto:
“Il mercato non è finito, può darsi che la società faccia tante altre cose.”
Una frase che suona più come una speranza che come una certezza. La palla ora passa alla dirigenza, chiamata a dare risposte concrete a un allenatore che ha scelto la trasparenza e che continua ad aspettare segnali chiari dal mercato.
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