Dal punto di vista del gioco bisogna essere onesti:
la Juventus ha fatto la partita, ha dominato territorialmente e ha messo la Lazio in grande difficoltà.
Non a caso Ivan Provedel è stato il migliore in campo, segno evidente di una gara passata spesso a difendersi.
Ma il calcio non è solo possesso palla o numero di tiri.
È anche spirito, atteggiamento, capacità di soffrire.
Ed è qui che la Lazio ha mandato un segnale fortissimo.
🔥 A Torino, finalmente, una Lazio non rassegnata
Negli anni passati troppe volte abbiamo visto una Lazio andare a Torino già sconfitta prima di scendere in campo.
Anche squadre più forti di questa, come quella di Inzaghi con Milinković-Savić, Luis Alberto e Immobile, spesso sembravano consegnarsi alla Juve senza combattere.
Questa volta no.
Questa Lazio è oggettivamente più scarsa tecnicamente, ma ha fatto l’opposto:
- ha lottato su ogni pallone
- ha difeso con i denti
- ha combattuto fino all’ultimo secondo
E questo, soprattutto a Torino, non era affatto scontato.
🧠 Sarri e l’anima del gruppo
Uno degli attacchi più frequenti a Maurizio Sarri è sempre stato lo stesso:
“Sarri non sa dare un’anima alla squadra”.
Ecco, questa prestazione va nella direzione opposta.
Con:
- mercato bloccato
- giocatori scontenti
- una situazione ambientale complicata
Sarri è riuscito a ricompattare un gruppo che rischiava di sfaldarsi.
La differenza rispetto al suo ultimo anno alla Lazio è evidente.
All’epoca lo stesso Sarri sembrava poco motivato, e quando l’allenatore non lo è, difficilmente riesce a trascinare la squadra.
Quest’anno, invece, il messaggio è chiaro e arriva forte sia in campo che in conferenza stampa.
🛡️ Fase difensiva e sacrificio
Molti criticano Sarri sul piano tattico, ma a Torino si è vista una fase difensiva preparata con attenzione.
La Juventus ha tirato tanto, è vero, ma la Lazio ha:
- chiuso gli spazi
- aiutato sempre il compagno
- accettato di soffrire
Ed è proprio questo che ti consente di uscire dallo Stadium con un punto, anche in una gara dove subisci la pressione per lunghi tratti.
👥 I singoli: spirito prima del talento
Ci sono immagini che spiegano meglio di mille analisi:
- Nuno Tavares che lotta anche in fase difensiva
- Matteo Guendouzi (Taylor nel tuo discorso) che combatte, recupera palloni, si prende responsabilità
- Daniel Maldini che ruba palla sull’azione del gol
Non è stata una prova perfetta, certo.
Qualcuno dalla panchina poteva dare di più, e forse con maggiore cattiveria oggi parleremmo di una vittoria.
Ma il messaggio collettivo è stato chiarissimo.
🔮 Segnale per il futuro, non per la classifica
Dal punto di vista della classifica questo pareggio serve poco.
Dal punto di vista del carattere e della costruzione del gruppo, invece, vale tantissimo.
Questa stagione non verrà salvata dalla qualità, che manca.
Può però diventare la base per capire chi può restare e chi no, chi regge la pressione e chi si perde nelle difficoltà.
Ed è qui che il lavoro di Sarri, oggi, appare evidente.
🗣️ Conclusione
Questa Lazio non è bella, non è dominante, non è completa.
Ma è viva, compatta e combattiva.
E dopo anni di prestazioni rassegnate a Torino, questo è un segnale che non va sottovalutato.
👉 Tu che ne pensi?
Questo spirito può essere la base per il futuro della Lazio?
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