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Lazio, emergenza difesa: Sarri resta con due soli centrali

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Il giovane difensore danese Oliver provstgaard durante il riscaldamento con la Lazio: potrebbe sostituire Romagnoli contro l’Inter.

Non bastava il centrocampo in affanno. Per la Lazio l’emergenza si allarga e coinvolge ora anche il reparto difensivo, proprio quello che per mesi aveva rappresentato la principale garanzia della squadra di Maurizio Sarri.

Il tecnico toscano si ritrova improvvisamente con appena due centrali di ruolo disponibili: Mario Gila e Provstgaard. Nient’altro. Una situazione limite che costringe lo staff a vivere ogni partita come una prova di sopravvivenza, tra gestione dei carichi, rischio infortuni e scelte obbligate.

Romagnoli e Patric: assenze che pesano

Come riportato anche dal Corriere dello Sport, Alessio Romagnoli non sarà della partita. Già affaticato contro il Como, il difensore non verrà rischiato anche in vista dei prossimi impegni extra-campionato. Patric, invece, resta fermo ai box per infortunio. Il risultato è un reparto improvvisamente ridotto all’osso.

Contro il Lecce è già scattato il preallarme per Provstgaard, chiamato a stringere i denti nonostante una condizione non ottimale. In altre parole: non c’è margine di errore. Un’ulteriore defezione costringerebbe Sarri a soluzioni d’emergenza, adattando giocatori fuori ruolo o stravolgendo l’assetto difensivo.

I numeri raccontano il calo

L’emergenza non è solo numerica, ma anche prestazionale. La difesa della Lazio, che aveva chiuso il 2025 come una delle più solide della Serie A, sta mostrando segnali evidenti di cedimento.

Nelle ultime quattro partite sono arrivati 7 gol al passivo, più di un terzo delle reti complessivamente subite finora. Un dato che pesa: su 19 gol incassati in 21 giornate, il 36,8% è arrivato in poco più di tre settimane. Alle tre reti subite contro il Como si aggiungono le due con la Fiorentina e le due con il Napoli, certificando una fase difensiva ben diversa rispetto a quella vista nella prima parte di stagione.

Da punto di forza a punto interrogativo

Per mesi la Lazio aveva costruito i propri risultati sull’equilibrio. Una squadra compatta, capace di vincere anche di misura, mascherando limiti offensivi grazie a una fase difensiva ordinata e concentrata. Oggi quella certezza non c’è più.

Il calo fisico, le assenze e una rosa corta stanno presentando il conto tutti insieme. La difesa inizia a scricchiolare proprio mentre il centrocampo fatica a schermare e a garantire copertura. Una combinazione pericolosa, che espone la squadra a rischi continui, soprattutto contro avversari organizzati o fisicamente strutturati.

Sarri tra gestione e resistenza

In questo contesto, il lavoro di Sarri diventa più gestionale che tattico. Non si tratta di cambiare filosofia, ma di resistere, portare a casa risultati senza compromettere ulteriormente una squadra già sotto pressione. Ogni scelta è un compromesso, ogni partita una prova di equilibrio precario.

La stagione entra nella sua fase più delicata e la Lazio si trova a dover affrontarla senza più il suo storico punto di forza. L’emergenza difensiva non è un dettaglio: è il vero nodo del momento. E capire quanto durerà potrebbe fare tutta la differenza del finale di stagione.



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