Nuove ombre sulla gestione dei rapporti umani e professionali in casa Lazio. Manuela Piergentili, falconiera di fede biancoceleste e inizialmente contattata dalla società per sostituire Bernabé, ha raccontato ai microfoni di Radio Laziale la sua esperienza, culminata con la brusca e inspiegabile “sparizione” della società, nonostante i contatti iniziali con il Presidente Lotito.
📞 L’Interesse Lampo di Lotito
La vicenda inizia poco dopo lo scoppio del “caso Bernabé”, a metà gennaio. Manuela Piergentili, sapendo della ricerca di una falconiera donna, invia la sua candidatura.
“Io il 18 gennaio mando un’email alla dottoressa Mezzaroma… Dopo circa un’ora ricevo una telefonata dal presidente Lotito e mi ha chiesto se potevamo incontrarci il giorno stesso alle 15.00 per il primo colloquio.”
L’incontro con il Presidente è immediato e positivo. La falconiera ha parlato di addestramento, tempistiche ed economia. È stata lei stessa a suggerire di acquistare un’aquila da intestare alla Lazio (il che oggi si sta realizzando) e, in breve tempo, aveva persino trovato l’esemplare, un maschio in Germania.
🥶 Il Silenzio e il Sospetto del “Doppio Gioco”
Dopo il primo incontro con Lotito, Manuela Piergentili racconta un lungo periodo di silenzio, interrotto solo da una chiamata del Presidente che chiedeva pazienza perché Bernabé era ancora a Formello.
La svolta arriva con il coinvolgimento di persone esterne e la sensazione di essere stata tagliata fuori:
“Successivamente è subentrato un terzo individuo e da quel momento ho visto il deserto intorno a me… Io penso che il fatto di essere laziale mi abbia penalizzato, è un mio sentore.”
La falconiera è convinta che la rottura sia avvenuta a causa del suo rifiuto di partecipare ad eventi extra-Lazio collaterali, a cui era stata spinta da una persona che riteneva amica e che si sarebbe poi messa in mezzo. La sua unica ambizione era far volare l’aquila allo Stadio.
📝 Il Progetto Rifiutato, Poi Realizzato da Altri
Il 6 maggio, un nuovo colloquio con la società (Dott.ssa Mezzaroma, Floridi ed Enrico Lotito) riaccende le speranze. Manuela presenta un progetto dettagliato per l’addestramento e la presentazione, che prevedeva di far abituare l’aquila allo stadio con il giro del campo sul pugno.
“Ho presentato un progetto che è piaciuto alla società e che oggi stanno mettendo in atto con il nuovo falconiere, Giacomo [Garruto], che è una persona esterna a questa storia.”
La delusione più grande per Manuela Piergentili non è l’opportunità mancata, ma la totale mancanza di comunicazione: “Sono delusa dal fatto che sono spariti. Non mi hanno fatto neanche una chiamata.”
Il suo racconto mette in luce ancora una volta la gestione opaca e l’assenza di rispetto professionale che, come nel caso Pulici, dimostra l’incapacità della società di gestire le relazioni anche in contesti apparentemente semplici come l’acquisizione di un nuovo simbolo.
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