L’articolo pubblicato ieri da La Repubblica è senza dubbio uno dei più interessanti – e delicati – usciti recentemente sul mondo Lazio. Un articolo che riporta dettagli sulla querela preannunciata e poi presentata da Angelo Fabiani, direttore sportivo biancoceleste, in merito a presunte interferenze di agenti e procuratori nelle operazioni di mercato del club.
Fabiani ne aveva parlato pubblicamente il giorno della presentazione di Taylor, il centrocampista arrivato per raccogliere l’eredità lasciata da Matteo Guendouzi. In quella occasione il ds aveva denunciato “inserimenti strani”, rivendicando con forza la propria autonomia: “Non mi faccio mettere i piedi in testa da nessuno”. Una dichiarazione forte, seguita – secondo quanto riportato – da una querela effettivamente depositata la settimana scorsa, dopo che Fabiani è stato visto in Questura a Trastevere.
Il nome al centro: Jan Singer
Secondo Repubblica, nella querela Fabiani avrebbe indicato Jan Singer, agente internazionale, come figura che avrebbe interferito negativamente in più operazioni di mercato della Lazio, non solo in quella relativa a Taylor.
L’accusa sarebbe pesante: Singer avrebbe contattato Guido Albers, agente di Taylor, sostenendo di poter bloccare – insieme a “persone molto potenti” – il trasferimento del giocatore alla Lazio, come sarebbe già avvenuto per altre operazioni. In particolare, Fabiani avrebbe riferito che Singer avrebbe vantato un ruolo nel mancato arrivo di Ruben Loftus-Cheek dal Milan e di Lazar Samardzic dall’Atalanta.
Albers, secondo questa ricostruzione, avrebbe avvisato Fabiani, permettendo alla Lazio di portare comunque a termine l’operazione Taylor. Non solo: lo stesso agente sarebbe stato messo in guardia da Singer su un presunto tentativo di Fabiani di inserire un altro procuratore, Edoardo Colombo, nell’affare per motivi personali. Accusa che Fabiani respinge e che avrebbe contribuito alla decisione di sporgere denuncia.
Qui iniziano i dubbi
È evidente che, se Fabiani ha presentato una querela, qualcosa di anomalo deve essere accaduto. Nessun direttore sportivo si espone così senza ritenere di avere elementi concreti. Tuttavia, proprio entrando nel merito dei nomi citati, emergono più di una perplessità.
Partiamo da Loftus-Cheek. Il centrocampista inglese ha uno stipendio fuori scala per i parametri della Lazio. Inoltre, secondo tutte le ricostruzioni degli esperti di mercato, il Milan non ha mai realmente aperto alla sua cessione ai biancocelesti. Parlare di operazione “in chiusura” o “bloccata” appare quantomeno forzato.
Discorso simile per Samardzic. L’Atalanta valuta il giocatore non meno di 20 milioni di euro, cifra che sappiamo bene quanto sia distante dalla politica di spesa della Lazio. Anche in questo caso, nei mesi si è parlato di interesse, di gradimento di Maurizio Sarri, ma mai di una trattativa realmente entrata nel vivo, tantomeno conclusa.
Interesse sì, trattativa no
Ed è qui che sta il punto centrale. Nel calcio moderno esiste una differenza enorme tra:
- nome seguito
- profilo gradito
- sondaggio
- trattativa avanzata
- operazione chiusa
Loftus-Cheek e Samardzic rientrano chiaramente nella prima o seconda categoria, non nelle ultime. Che qualcuno possa aver “ostacolato” operazioni che già di per sé apparivano economicamente fuori portata, è una tesi difficile da sostenere senza prove schiaccianti.
Qualcosa di strano c’è, ma attenzione alle conclusioni
Detto questo, sarebbe altrettanto ingenuo negare che nel mercato Lazio qualcosa di strano sia successo. È legittimo notare come il Bournemouth stia chiudendo diverse operazioni su profili accostati ai biancocelesti. È legittimo chiedersi se la Lazio, in certi contesti, venga percepita come un club “aggirabile”.
Ma da qui a sostenere che operazioni di alto livello siano saltate esclusivamente per l’intervento di un agente, ce ne passa.
La palla passa alla magistratura
Ora la questione esce dal dibattito da bar e diventa materia legale. Se Fabiani ha prove, sarà la magistratura a valutarle. Se invece emergerà che certe operazioni non erano realistiche già in partenza, allora la narrazione andrà ridimensionata.
Nel frattempo, una cosa è certa:
👉 la confusione che circonda il mercato Lazio non aiuta né l’ambiente né la squadra.
👉 E più delle interferenze esterne, preoccupa l’impressione di una strategia poco chiara.
La verità, come spesso accade, probabilmente sta nel mezzo.
E solo il tempo – e i fatti – diranno chi ha ragione.
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