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Azionariato Popolare: Lotito contro tutti, il Governo tira dritto

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Claudio Lotito intervistato da Sky Sport a bordo campo prima di Lazio-Bologna.
Foto Cafaro Gerardo/LaPresse 11 10 2014 Salerno (Italia) Stadio "Arechi" sport calcio Salernitana vs Savoia Campionato italiano di calcio Lega Pro girone C 2014/2015 Nella Foto: Claudio LotitoPhoto Cafaro Gerardo/LaPresse 11 10 2014 Salerno (Italy) "Arechi " Stadium sport soccer Salernitana vs Savoia Italian Football Championship League Lega Pro group C 2014/2015 In The picture : Claudio Lotito

Il patron della Lazio, nelle vesti di Senatore, ha tentato la “retromarcia” sul disegno di legge che porterebbe i tifosi nei consigli di amministrazione. Ma la Lega di Salvini non ci sta: lo scontro politico sul futuro del calcio italiano è appena iniziato.

C’è una barricata in Senato che divide il calcio del passato da quello del futuro, e a presidiarla c’è Claudio Lotito. La notizia, filtrata dai palazzi romani la scorsa settimana, raccontava di una brusca frenata sul disegno di legge per l’introduzione dell’azionariato popolare nel calcio professionistico. Una frenata imposta proprio dal senatore di Forza Italia e presidente della Lazio, preoccupato che l’ingresso dei tifosi nell’azionariato potesse destabilizzare il controllo dei club. Ma se Lotito sperava di aver affossato la norma nel silenzio, ha fatto male i calcoli: il Governo, sponda Lega, ha deciso di non mollare la presa.

La Lega (di Governo) contro il “Patron”

La conferma che la battaglia è tutt’altro che finita arriva dai vertici del Carroccio. Matteo Salvini, vicepremier, e Riccardo Molinari, capogruppo alla Camera, hanno diramato una nota che suona come un avvertimento diretto al collega di maggioranza Lotito. “La proposta per consentire l’azionariato popolare nelle società sportive è importante, ragionevole e già approvata alla Camera con la condivisione del governo”, hanno tuonato i leghisti. Il messaggio è chiaro: non sarà l’interesse di un singolo presidente, per quanto politicamente influente, a fermare una riforma che gode di un ampio consenso trasversale e popolare. L’auspicio di Salvini è che l’iter riprenda velocemente fino all’approvazione definitiva.

La scusa della “compatibilità”

Ma qual è il punto di rottura? Forza Italia, su spinta diretta di Lotito, ha ottenuto il rinvio dell’esame in Senato a data da destinarsi, sollevando dubbi su presunti “aspetti di compatibilità” con le norme che regolano le società di capitali professionistiche. Tradotto dal “politichese”: Lotito e i presidenti vecchio stampo temono che l’azionariato diffuso possa complicare la gestione snella (e spesso padronale) delle società. L’idea di dover rendere conto a migliaia di piccoli azionisti-tifosi, di avere rappresentanti del popolo nelle assemblee o di dover garantire una trasparenza assoluta sui bilanci, rappresenta l’incubo di chi intende il calcio come un feudo personale.

Il modello europeo e l’isolamento di Lotito

Mentre in Europa modelli come quello tedesco (il famoso 50+1) o quello spagnolo (l’azionariato del Real Madrid o del Barcellona) dimostrano che coinvolgere i tifosi non significa fallimento ma anzi sostenibilità e appartenenza, in Italia si cerca di alzare il muro. Tuttavia, la mossa di Lotito rischia di rivelarsi l’ennesimo boomerang politico. Opporsi a una legge che darebbe voce ai tifosi, in un momento storico in cui la distanza tra palazzo e stadi è siderale, lo espone a nuove critiche. Non è più solo una questione di gestione della Lazio, ma di visione del sistema Paese.

Cosa succede adesso?

Nonostante lo “stop” temporaneo imposto dal senatore biancoceleste, la sensazione che filtra dai corridoi parlamentari è che la legge passerà. La pressione della Lega è forte e l’opinione pubblica è favorevole. Se il DDL dovesse essere approvato, per i club italiani si aprirebbe una nuova era: quella della partecipazione attiva. Per Lotito, che ha costruito il suo potere sul controllo totale e sull’accentramento decisionale, sarebbe una sconfitta politica e imprenditoriale bruciante. L’ennesima dimostrazione che, forse, il vento sta cambiando anche per chi si credeva intoccabile.



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