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Lazio, Gattuso svela il retroscena su Zaccagni: «Ha giocato nonostante un lutto e una botta. E i cambi ci hanno svoltato la gara»

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Gennaro Gattuso allenatore della SS Lazio durante le interviste post partita all'Olimpico
Gennaro Gattuso allenatore della SS Lazio durante le interviste post partita all'Olimpico

Una vittoria sofferta, sudata ma fortemente voluta che conferma la tempra morale e caratteriale della capolista. Dopo il 2-1 rifilato in rimonta al Cagliari sul prato dello Stadio Olimpico, l’allenatore della S.S. Lazio, Gennaro Gattuso, ha analizzato il successo ai microfoni di DAZN e Lazio Style Channel. Oltre a tessere le lodi della panchina e dello spirito operaio del gruppo, il tecnico ha rivelato un toccante retroscena sulle condizioni di Mattia Zaccagni, sceso in campo dal primo minuto nonostante un grave dolore personale.

Il retroscena su Zaccagni: «Stanotte ha perso lo zio, ha dimostrato che campione è»

Interpellato sulla sostituzione del capitano nella ripresa, appeso a una corsa non fluida dopo un colpo subito, Gattuso ha svelato la straordinaria dedizione del numero 10 biancoceleste:

“Zaccagni ha preso una botta e non era fluido nella corsa: per non correre rischi inutili abbiamo preferito sostituirlo.

Ma c’è di più: oggi ha dimostrato ancora una volta che grandissimo calciatore e uomo stia allenando. Stanotte ha avuto un lutto, è morto suo zio a cui era molto legato. Da dettagli come questo capisci lo spessore del gruppo: ce la stanno mettendo tutta, per lui non era affatto una giornata positiva eppure ha dato tutto finché è rimasto in campo”.

La svolta dalla panchina e la mentalità operaia

Il tecnico ha poi rimarcato l’importanza vitale dei cambi nella ripresa, capaci di ribaltare l’inerzia del match dopo il vantaggio iniziale di Nzola e il pari di Isaksen:

“Chi è entrato ha spaccato la partita con la mentalità giusta, regalandoci una vittoria d’orgoglio e di spirito. Fino agli ultimi venti minuti avevo pensato persino di potermi accontentare del pareggio, ma loro in primis ci hanno creduto e mi hanno trascinato.

Nessuno deve sentirsi escluso: chi non gioca è normale che ‘rosi’ e abbia la faccia arrabbiata, ma nel calcio parlano solo il campo e il lavoro quotidiano. Guardate Belahyane: ha faticato inizialmente, ha lavorato in silenzio e ora si fa trovare sempre pronto. Questa è la strada”.

I piedi per terra: «Mancano 12 punti al nostro obiettivo, vietato guardare la classifica»

Nonostante il primato in vetta alla Serie A si consolidi turno dopo turno, Gattuso predica assoluto realismo e concentrazione sul breve termine:

“Siamo lì, ma mancano ancora 12 punti al traguardo fissato a inizio stagione. Le difficoltà le tocchiamo con mano ogni domenica contro squadre equilibrate e ben messe in campo.

Meglio non guardare la classifica, altrimenti rischia di girarci la testa: dobbiamo pedalare, riposare e pedalare forte. Dopo la brutta parentesi in Coppa Italia abbiamo continuato a credere ciecamente in quello che facciamo, correndo senza lamentarci. Senza questo spirito e questa fame, torneremmo a essere una squadra normalissima”.



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