Home News Lazio Flaminio, vertice Lazio-Soprintendenza: pensilina confermata e capienza sotto i 48mila

Flaminio, vertice Lazio-Soprintendenza: pensilina confermata e capienza sotto i 48mila

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Il presidente della Lazio Claudio Lotito in tribuna con espressione perplessa

Nuovo passo avanti sul progetto Flaminio, ma con ulteriori modifiche da apportare. Secondo un’esclusiva di Radiosei firmata da Gianluca La Penna, l’incontro tra Lazio e Soprintendenza si sarebbe svolto in un clima costruttivo e collaborativo.

Il confronto avrebbe consentito di chiarire diversi aspetti del progetto, anche se restano ancora integrazioni tecniche da presentare prima di poter procedere verso le fasi successive dell’iter.

Il punto più significativo riguarda la pensilina di Nervi, che secondo quanto riferito da Radiosei non sarà demolita.

Capienza sotto i 48mila posti

Uno dei nodi principali resta quello della capienza.

Il progetto iniziale della Lazio prevedeva uno stadio da circa 50mila posti. Nei mesi successivi, però, le prescrizioni della Soprintendenza hanno imposto una revisione del disegno originario, soprattutto per tutelare il rapporto visivo e architettonico con l’area circostante. In agosto la Soprintendenza aveva già espresso un parere favorevole con prescrizioni nell’ambito della Conferenza dei Servizi preliminare.

Secondo l’ultimo aggiornamento di Radiosei, la capienza dovrebbe ora scendere sotto quota 48mila.

La riduzione sarebbe legata in particolare al limite di altezza richiesto per evitare che la nuova struttura interferisca visivamente con l’Auditorium Parco della Musica.

La pensilina resta

Altro punto fondamentale è proprio la pensilina progettata da Pier Luigi Nervi.

Nelle prime fasi del confronto era stata presa in considerazione anche l’ipotesi di una rimozione e ricostruzione con materiali moderni, perché la sua presenza incideva direttamente sulla configurazione del secondo anello. Radiosei aveva già spiegato nei mesi scorsi che il mantenimento della pensilina avrebbe comportato modifiche importanti alla struttura superiore e una possibile perdita di diverse migliaia di posti.

Ora, secondo l’ultima ricostruzione, la direzione sarebbe più chiara:

la pensilina resterà.

Questo obbligherà la Lazio a intervenire ulteriormente sul progetto del secondo anello.

Il secondo anello dovrà essere reversibile

Un altro elemento molto interessante riguarda il principio della reversibilità dell’ampliamento.

Il secondo anello dovrebbe essere concepito in modo tale da poter essere eventualmente rimosso in futuro, consentendo allo stadio di tornare alla configurazione originaria.

Si tratterebbe di una soluzione pensata per rendere compatibile l’ammodernamento dell’impianto con la tutela architettonica dell’opera di Nervi.

È uno dei compromessi centrali tra le esigenze della Lazio e quelle della Soprintendenza.

Nuove integrazioni entro la prossima settimana

Il lavoro non è ancora terminato.

Secondo Radiosei, la Lazio dovrà presentare nuove integrazioni progettuali entro la prossima settimana.

Se le modifiche saranno considerate soddisfacenti, la Soprintendenza potrà consolidare il proprio parere favorevole e permettere all’iter di proseguire verso il riconoscimento del pubblico interesse.

È importante però ricordare che il progetto non ha ancora ricevuto il via libera definitivo.

Ad agosto il parere della Soprintendenza era stato favorevole ma accompagnato da prescrizioni, quindi il percorso amministrativo resta ancora aperto.

Il pubblico interesse potrebbe slittare al 2027

Il calendario potrebbe quindi allungarsi.

Secondo la ricostruzione di Radiosei, il passaggio in Assemblea Capitolina per il riconoscimento del pubblico interesse potrebbe slittare all’inizio del 2027.

Non sarebbe necessariamente un segnale negativo sul progetto.

Significherebbe però che servirà più tempo per recepire tutte le modifiche richieste e completare la documentazione necessaria.

Dal progetto da 50mila posti a una versione più compatibile

Quando la Lazio presentò il progetto nel febbraio 2026, l’ipotesi iniziale parlava di 50mila posti e di un investimento nell’ordine dei 480 milioni di euro.

Il confronto con gli enti di tutela sta inevitabilmente trasformando quella prima versione.

La sfida adesso è trovare un equilibrio tra tre esigenze:

la capacità di rendere lo stadio economicamente sostenibile;

la tutela dell’architettura storica del Flaminio;

l’inserimento dell’impianto nel contesto urbano e monumentale della zona.

Un vertice positivo, ma il vero test saranno i documenti

Il dato politico-amministrativo più rilevante dell’incontro è il clima collaborativo tra le parti.

Non sembra emergere una chiusura della Soprintendenza nei confronti del progetto.

Anzi, il confronto prosegue.

Ma parlare già di via libera definitivo sarebbe prematuro.

La Lazio deve ancora modificare il progetto.

Deve depositare le integrazioni.

Queste dovranno essere valutate.

E soltanto dopo si potrà procedere verso gli ulteriori passaggi amministrativi.

Il Flaminio continua ad avanzare, ma per gradi

La notizia quindi è positiva, ma va letta nella sua reale dimensione.

La pensilina resta.

La capienza sarà inferiore ai 48mila posti.

Il secondo anello dovrà essere reversibile.

E la Lazio dovrà presentare nuovi elaborati in tempi molto brevi.

Il progetto continua ad avanzare.

Ma la partita vera si gioca adesso sulla capacità di trasformare queste prescrizioni in una soluzione tecnica che soddisfi contemporaneamente club, Soprintendenza e Comune.



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