
Il primato solitario della capolista risveglia ricordi ed entusiasmi che nella Capitale non si respiravano da anni. Davanti ai numeri impressionanti collezionati dalla formazione di Gennaro Gattuso, capaci di issarsi in vetta al campionato a braccetto con le big, la mente dei sostenitori biancocelesti è tornata inevitabilmente alla straordinaria cavalcata della stagione 2019/2020. A commentare l’exploit attuale è intervenuto, attraverso le colonne de Il Messaggero, colui che guidava quella corazzata: l’ex tecnico e bandiera Simone Inzaghi, oggi sulla panchina dell’Al Hilal.
Il parallelo con il 2020 di Inzaghi: «Caratteristiche tecniche e morali simili»
Il tecnico piacentino ha riconosciuto nella rosa attuale gli stessi tratti distintivi che portarono la sua squadra a sfiorare il tricolore:
“Devo dire che questa squadra assomiglia molto alla mia: possiede caratteristiche tecniche e morali simili.
In questi percorsi la vera differenza la fa il gruppo, che deve rimanere totalmente isolato dal resto del mondo per concentrarsi sul lavoro quotidiano. Non posso non ricordare quella vittoria per 2-0 contro il Bologna che sancì il nostro sorpasso al vertice: l’Olimpico era gremito ed esplodeva di pura gioia, sembrava una festa collettiva senza fine”.
Il rimpianto Covid: «Un’interruzione sul più bello che brucerà sempre»
La memoria dell’ex allenatore è tornata inevitabilmente a quel maledetto marzo 2020, quando l’emergenza sanitaria globale interruppe un cammino fino a quel momento inarrestabile:
“Ricordo la felicità negli occhi dei tifosi. Poi arrivò la pandemia, lo stop forzato di mesi, i problemi fisici e una ripresa estiva che con il vero calcio non c’entrava più nulla.
Non arrivò lo scudetto, ma mi è rimasta dentro la consapevolezza di aver costruito una Lazio fantastica, capace di regalare emozioni forse irripetibili. Certo, ho un rimpianto nel cuore che mi porterò dietro per tutta la vita: cosa sarebbe successo senza quella catastrofe chiamata Covid?“.
Gli elogi a Gattuso e ventidue anni di gratitudine eterna
Nonostante la distanza geografica, il legame con l’aquila sul petto resta un pilastro inscalfibile nella vita di Inzaghi:
“Seguo la Lazio ogni volta che ne ho l’occasione e questo inizio di stagione mi rende davvero felice: il lavoro di Gattuso sta dando frutti eccezionali e lo spogliatoio unito è il vero segreto. Non so dove potrà arrivare questo gruppo a fine anno, ma sta regalando emozioni fortissime.
Io devo tutto al mondo Lazio: non dimentico lo scudetto vinto da calciatore né i momenti più delicati e complessi in cui abbiamo superato mille ostacoli. Sono stati ventidue anni meravigliosi tra campo e panchina: questa società non potrà mai uscire dal mio cuore“.
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