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Lazio, dopo Mizuno quale sponsor? Joma non convince, il ritorno di Umbro sarebbe tutta un’altra storia

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Il contratto tra Lazio e Mizuno scade nel 2027. Joma è una delle piste, mentre circolano i nomi di Umbro, Castore e Macron. Adidas resta una suggestione.

La Lazio dovrà presto decidere chi vestirà la squadra dalla stagione 2027/28. Il contratto con Mizuno scadrà infatti il prossimo 30 giugno e nelle ultime settimane hanno iniziato a circolare diversi nomi: dalla suggestione Adidas alla pista Joma, fino alle ipotesi inglesi Umbro e Castore.

Una scelta che non riguarda soltanto la bellezza delle maglie.

Per un club moderno lo sponsor tecnico significa ricavi, distribuzione internazionale, merchandising e capacità di far crescere il marchio.

Ed è proprio su questo terreno che la Lazio deve cercare di fare un salto di qualità.

Mizuno, un accordo che valeva circa 5 milioni l’anno

La partnership con Mizuno iniziò nella stagione 2022/23 e venne firmata per cinque anni.

Le cifre riportate all’epoca parlavano di circa 5 milioni di euro a stagione, contro i circa 3,5-4 milioni garantiti precedentemente da Macron.

Dal punto di vista economico, quindi, la Lazio aveva compiuto un passo avanti.

Ma resta la sensazione che quella partnership potesse essere sfruttata molto meglio dal punto di vista commerciale.

Mizuno poteva aprire alla Lazio il mercato giapponese

Mizuno è un marchio giapponese storico e fortissimo soprattutto in determinati segmenti dello sport.

Per la Lazio rappresentava potenzialmente anche un ponte commerciale verso l’Asia.

Un’occasione ancora più interessante quando nella rosa biancoceleste è arrivato Daichi Kamada.

Un calciatore giapponese.

Uno sponsor tecnico giapponese.

Una società italiana con una storia importante.

Gli ingredienti per organizzare campagne, eventi e iniziative commerciali in Giappone sembravano esserci.

La mia impressione è che la Lazio avrebbe potuto sfruttare molto di più quell’incrocio.

Il flagship store Mizuno a Roma dimostra la forza del marchio

Mizuno ha tra l’altro continuato a investire sul mercato europeo.

Nell’ottobre 2025 ha inaugurato proprio a Roma, in via Tomacelli, quello che veniva presentato come il suo flagship store più grande d’Europa, con diversi giocatori della Lazio presenti all’evento.

Questo rende ancora più interessante chiedersi se il rapporto tra Lazio e Mizuno abbia prodotto tutto ciò che avrebbe potuto produrre dal punto di vista dell’espansione internazionale del marchio biancoceleste.

Adesso spunta Joma

La novità delle ultime settimane riguarda Joma.

Secondo una ricostruzione rilanciata da Il Messaggero, il marchio spagnolo sarebbe tra le possibilità prese in considerazione per il dopo-Mizuno.

Attenzione però: non esiste ancora un accordo annunciato.

Joma è una pista.

Niente di più, almeno oggi.

Ed è proprio questo che bisogna tenere presente prima di parlare di scelta già effettuata.

Per me Joma rappresenterebbe un passo indietro

Qui entra in gioco una valutazione personale.

Non sto dicendo che Joma produca cattive maglie.

Il problema è un altro.

Quando scegli un technical sponsor devi domandarti:

quanto mi paga?

Quanto mi distribuisce?

Quanto mi aiuta a far conoscere il marchio Lazio fuori dall’Italia?

Per me il rischio di una scelta come Joma sarebbe proprio questo: ottenere un partner tecnicamente valido senza però fare quel salto internazionale che la Lazio continua a rimandare.

Non sappiamo, al momento, quale eventuale offerta economica Joma abbia presentato.

Quindi non possiamo affermare che pagherebbe meno di Mizuno.

Ma è legittimo chiedersi quale sarebbe il progetto commerciale collegato all’accordo.

Adidas resta soprattutto una suggestione

A inizio ottobre era circolato anche il nome di Adidas.

L’indiscrezione nasceva da Footy Headlines, secondo cui il colosso tedesco aveva preparato un nuovo importante accordo di lungo periodo con un club italiano.

Il nome della Lazio era stato associato alla notizia, ma senza una conferma concreta.

Successivamente altre ricostruzioni hanno parlato apertamente di una pista senza riscontri.

Adidas sarebbe chiaramente uno scenario completamente diverso.

Un marchio globale capace di garantire una distribuzione che poche aziende al mondo possono offrire.

Ma oggi resta un sogno, non una trattativa dimostrata.

Umbro avrebbe un significato particolare

Tra le possibilità circolate c’è anche Umbro.

E qui, per un laziale che ha vissuto determinate stagioni, entra inevitabilmente in gioco anche la memoria.

Umbro significa alcune delle maglie più riconoscibili della storia recente biancoceleste.

Un eventuale ritorno permetterebbe di costruire una campagna commerciale fortissima sul richiamo degli anni Novanta.

Maglie heritage.

Collezioni rétro.

Riedizioni.

Campagne con gli ex giocatori.

Da questo punto di vista, secondo me, Umbro avrebbe una storia da raccontare con la Lazio che Joma semplicemente non può avere.

Ma oggi Umbro non è una trattativa confermata

Anche qui serve prudenza.

Le indiscrezioni parlano di un possibile sponsor proveniente dal mercato inglese e tra i nomi emersi figurano Umbro e Castore.

Non risultano però trattative avanzate ufficialmente confermate.

Quindi oggi possiamo parlare di suggestioni e scenari.

Non di accordi.

C’è anche Castore

Proprio Castore è l’altro nome da tenere d’occhio.

È un marchio più giovane rispetto a Umbro, nato con una strategia molto aggressiva di espansione nello sport internazionale.

Secondo alcune ricostruzioni potrebbe essere proprio Castore, più che Umbro, una delle aziende inglesi da monitorare per il futuro della Lazio.

Commercialmente sarebbe una scelta molto diversa.

Meno nostalgia.

Più tentativo di costruire qualcosa con un’azienda che vuole crescere insieme al club.

E Macron?

Sul tavolo delle suggestioni resta anche il vecchio rapporto con Macron.

La Lazio è stata legata al marchio bolognese per dieci stagioni, prima del passaggio a Mizuno nel 2022.

Macron nel frattempo ha continuato a espandersi nel calcio europeo.

Un ritorno avrebbe quindi una logica diversa rispetto al passato.

Ma anche in questo caso, senza cifre e senza un progetto commerciale preciso, sarebbe impossibile capire se rappresenterebbe davvero un passo avanti.

Il problema non è il logo sulla maglia

Ed è questo, secondo me, il punto fondamentale.

Possiamo discutere per ore se sia più bella una maglia Umbro, Mizuno, Macron o Joma.

Ma la società deve ragionare in maniera diversa.

Lo sponsor tecnico deve essere uno strumento per far crescere la Lazio.

Deve portare soldi.

Deve aumentare le vendite.

Deve distribuire il prodotto.

Deve permettere a un tifoso a Londra, Tokyo o New York di entrare in contatto con il marchio Lazio.

La Lazio deve imparare a sfruttare le partnership

La sensazione è che negli ultimi anni alcune occasioni non siano state utilizzate fino in fondo.

Mizuno poteva rappresentare una porta verso il Giappone.

Binance e il fan token potevano essere accompagnati da un progetto digitale molto più ampio.

Ogni partnership dovrebbe avere una strategia collegata.

Non basta mettere un logo sulla maglia e incassare un assegno.

Sponsor tecnico: non può essere soltanto una questione economica

Il prossimo accordo dovrà quindi essere valutato su almeno due livelli.

Da una parte:

quanto paga il nuovo sponsor?

Dall’altra:

quanto può aiutare la Lazio a crescere commercialmente nel mondo?

Se arriva un marchio che offre qualcosa in più economicamente ma non aggiunge nulla alla distribuzione e alla visibilità internazionale, bisognerà capire se l’operazione valga davvero la pena.

Umbro sarebbe la mia scelta tra le ipotesi realistiche

Se Adidas rappresenta il grande sogno, tra le ipotesi realistiche Umbro sarebbe quella che personalmente troverei più interessante.

Non necessariamente perché garantirebbe l’offerta economica migliore.

Ma perché esisterebbe una storia da sfruttare.

La Lazio degli anni Novanta.

Le vecchie maglie.

Il fascino del calcio inglese.

Un marchio storico che cerca nuovi spazi.

Due brand che potrebbero utilizzare il passato per costruire qualcosa di nuovo.

Ma la Lazio non può sbagliare ancora

Il contratto Mizuno era stato presentato nel 2022 come un passo avanti rispetto a Macron.

Cinque anni dopo bisognerà capire se la Lazio sarà capace di compierne un altro.

Joma?

Umbro?

Castore?

Macron?

Rinnovo Mizuno?

O magari una sorpresa che oggi ancora non conosciamo?

Il nome conta.

Ma ancora di più conta il progetto che ci sarà dietro.

Perché il prossimo sponsor tecnico non dovrà semplicemente produrre una bella maglia.

Dovrà aiutare la Lazio a vendere quella maglia nel mondo.



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