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Beppe Signori torna in FIGC, la critica della Gazzetta fa discutere: perché merita questa seconda possibilità

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Maglia Umbro della Lazio anni ’90, simbolo di un’epoca d’oro in cui il marchio inglese vestiva i club più iconici del calcio europeo.
Maglia Umbro della Lazio anni ’90, simbolo di un’epoca d’oro in cui il marchio inglese vestiva i club più iconici del calcio europeo.

Beppe Signori torna ufficialmente in azzurro. L’ex capitano e simbolo della Lazio è stato scelto come nuovo capo delegazione della Nazionale Under 20 guidata da Carmine Nunziata. La nomina è stata decisa dal commissario straordinario della FIGC Giovanni Malagò, d’intesa con Claudio Ranieri, direttore tecnico federale e presidente del Club Italia.

Una scelta che per molti rappresenta la chiusura simbolica di una vicenda durata oltre un decennio.

Ma non tutti l’hanno letta allo stesso modo.

Garlando sulla Gazzetta: «Non esistevano atleti dal passato meno complicato?»

Luigi Garlando ha dedicato alla nomina un editoriale sulla Gazzetta dello Sport, inserendola tra le decisioni controverse della nuova gestione Malagò.

Il titolo è già significativo:

«Signori, c’è posto. Malagò conferma la regola del “famolo strano”».

Il punto sollevato dalla Gazzetta è sostanzialmente questo: pur riconoscendo l’esito favorevole delle vicende giudiziarie di Signori, ci si domanda se, per un ruolo federale legato ai giovani, non fosse preferibile individuare una figura dal passato meno complicato e maggiormente inserita nel calcio negli ultimi anni.

Ed è proprio qui che, a mio avviso, nasce il problema.

Signori ha già pagato un prezzo enorme

Nel 2011 Beppe Signori finì al centro dell’inchiesta sul calcioscommesse.

La sua vita cambiò completamente.

Fu escluso dal mondo del calcio e la giustizia sportiva gli inflisse cinque anni di squalifica con preclusione definitiva da qualsiasi categoria o rango della Federazione.

Poi arrivarono i processi ordinari.

Nel febbraio 2021 Signori venne assolto a Piacenza dall’accusa relativa alla presunta combine Piacenza-Padova.

La formula fu:

«Perché il fatto non sussiste».

Poche settimane dopo arrivò un’altra assoluzione a Modena, sempre «perché il fatto non sussiste», per le vicende relative a Modena-Sassuolo e Modena-Siena.

Nel procedimento principale di Cremona, invece, la posizione di Signori si concluse con la prescrizione.

È una distinzione importante da fare per ricostruire correttamente tutta la vicenda.

La FIGC lo aveva già riabilitato nel 2021

Dopo le assoluzioni della giustizia ordinaria, nel giugno 2021 l’allora presidente FIGC Gabriele Gravina concesse a Signori la grazia rispetto alla preclusione definitiva inflitta dalla giustizia sportiva.

Signori poté quindi ufficialmente tornare nel mondo federale.

All’epoca raccontò quanto fossero stati pesanti quei dieci anni:

«Sono stati dieci anni difficilissimi e nessuno me li restituirà».

E aggiunse di non aver voluto restare in una zona grigia, tanto da rinunciare in alcuni procedimenti alla prescrizione per arrivare a una decisione nel merito.

Perché continuare a considerare quella vicenda un ostacolo?

È qui che la critica della Gazzetta appare discutibile.

Se una persona viene reintegrata dalla Federazione dopo gli esiti giudiziari che l’hanno riguardata, fino a quando quella vecchia vicenda deve continuare a rappresentare una sorta di marchio?

Signori è rimasto lontano dal calcio per circa dieci anni.

Se oggi, dopo il percorso giudiziario e la riabilitazione federale, gli si dicesse comunque che non può assumere un incarico perché in passato è stato coinvolto in quell’inchiesta, il rischio sarebbe quello di trasformare un’accusa già affrontata nelle sedi competenti in una penalizzazione permanente.

La FIGC spiega perché ha scelto Signori

La Federazione ha fornito anche una motivazione molto chiara.

Malagò ha definito Signori uno dei più grandi attaccanti del calcio italiano e ha sottolineato la particolare sensibilità della FIGC verso la sua «storia umana e sportiva».

Claudio Ranieri ha aggiunto che esperienza, competenze ed entusiasmo dell’ex centravanti potranno rappresentare un valore per la crescita dei giovani dell’Under 20.

Signori, dal canto suo, ha accolto così la nomina:

«Tornare in azzurro è un’emozione speciale e un grande motivo d’orgoglio».

L’obiettivo sarà mettere la propria esperienza al servizio dei giovani che cercano di compiere l’ultimo passo verso il calcio di alto livello.

Per la Lazio resta anche un’occasione mancata

C’è poi un altro discorso, tutto biancoceleste.

Beppe Signori è uno dei simboli più importanti della Lazio degli ultimi trent’anni.

Tre volte capocannoniere della Serie A con la maglia biancoceleste, ha rappresentato per un’intera generazione molto più di un semplice centravanti.

Per questo viene spontanea una domanda:

possibile che figure con una storia laziale così importante trovino spazio altrove e non all’interno della Lazio?

Non significa che Signori dovesse necessariamente avere un incarico dirigenziale o tecnico a Formello.

Ma una società può utilizzare i propri grandi ex in moltissimi modi: settore giovanile, rappresentanza, rapporti con i tifosi, academy, progetti internazionali, ambassador.

Ed è proprio questo rapporto con la memoria e con la propria storia che una parte della tifoseria continua a chiedere alla società.

Signori meritava una seconda possibilità

Si può discutere qualsiasi nomina federale.

Si può discutere Malagò.

Si può discutere il ruolo affidato a Signori.

Ma la discussione dovrebbe partire da ciò che è accaduto realmente e dagli esiti giudiziari della vicenda.

Signori ha trascorso anni lontano dal calcio, ha affrontato processi, ha ottenuto due assoluzioni «perché il fatto non sussiste» e successivamente la grazia federale.

Oggi la FIGC ha deciso di affidargli un ruolo accanto ai giovani.

Più che una scelta da guardare con sospetto, può essere letta anche come una seconda possibilità concessa a un uomo che per dieci anni è rimasto fuori dal mondo al quale aveva dedicato la propria vita.

E per chi ha amato la Lazio degli anni Novanta resta un piccolo rimpianto:

Beppe Signori torna finalmente nel grande calcio. Peccato che a riaprirgli la porta non sia stata la Lazio.



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