Claudio Lotito torna a raccontare gli anni più duri del suo rapporto con una parte della tifoseria laziale e lo fa con parole fortissime. In un verbale reso ai pm e riportato da Repubblica, il presidente della Lazio e senatore di Forza Italia ha ricordato di aver vissuto per un lungo periodo sotto minaccia, al punto da andare in giro armato. la Repubblica
«Per parecchio tempo sono andato in giro armato con due pistole, una avanti e una dietro, un’automatica e una Smith & Wesson».
Lotito ha aggiunto:
«Una volta una è stata pure utile, mi ha salvato». la Repubblica
Il racconto delle minacce
Il presidente biancoceleste ha rievocato anche l’episodio dell’inaugurazione di un negozio a Montesacro, quando, secondo il suo racconto, rimase bloccato e fu necessario l’intervento del Reparto Celere per consentirgli di uscire. la Repubblica
Il passaggio che preoccupa maggiormente Lotito riguarda però il presente:
«Adesso si è ricreata la stessa situazione, e vi dico perché».
La frase è stata pronunciata nell’ambito dell’inchiesta della Procura di Roma sulle presunte manovre finalizzate a favorire un cambio di proprietà della Lazio. Nell’indagine risultano coinvolti Luigi Bisignani, Mauro Masi e Francesco Maiolini; le accuse sono ancora oggetto di accertamento e il gip non ha autorizzato le intercettazioni richieste nei loro confronti. la Repubblica
Lotito: «Mai ricevuto offerte per la Lazio»
Nel suo racconto, Lotito collega parte delle tensioni anche alle continue voci sulla possibile cessione del club.
«Io non ho mai ricevuto offerte».
Il presidente sostiene inoltre di aver presentato denunce e segnalazioni alla Consob proprio per contestare le indiscrezioni relative a presunti compratori e offerte per la Lazio. la Repubblica
È quindi ancora una volta netta la sua posizione: Lotito afferma di non aver ricevuto offerte concrete per acquistare il club.
«Pensavano di prendere la vacca per le zinne…»
Come spesso accade, il presidente ha utilizzato una delle sue espressioni più colorite per descrivere il proprio atteggiamento di fronte alle pressioni:
«Questi pensavano di prendere la vacca per le zinne e hanno preso il toro per le palle». la Repubblica
Una frase con la quale Lotito vuole trasmettere l’idea di non essere disposto a cedere di fronte alle pressioni.
«Ricevo 5 mila telefonate al giorno di minacce»
Ancora più forte un’altra dichiarazione.
Lotito sostiene:
«Io ricevo 5mila telefonate al giorno di minacce. Non sto scherzando».
Si tratta di un dato riferito dallo stesso presidente nel corso della sua testimonianza e non di una quantità verificata indipendentemente.
Lotito ha raccontato anche di aver spento il telefono e di aver presentato diverse denunce. la Repubblica
«Sono combattente, mai reduce»
Il presidente ha ribadito ancora una volta il modo in cui considera la propria battaglia:
«Nella vita io sono combattente, mai reduce. Sono contro i soprusi». la Repubblica
Una posizione che si collega perfettamente alle dichiarazioni rilasciate negli ultimi giorni, quando, parlando della contestazione e dell’Olimpico semivuoto, aveva affermato che «nella vita contano i risultati».
La frase destinata a far discutere: «Prendetevi un ipnotico»
Ma è probabilmente la risposta dedicata ai tifosi a essere destinata a provocare le reazioni più forti.
A chi gli rimprovera di non far più sognare il popolo laziale, Lotito avrebbe risposto:
«Prendetevi un ipnotico, se dovete sognare». la Repubblica
Una battuta pronunciata in un contesto molto più ampio e delicato, ma che inevitabilmente finisce per toccare uno dei temi centrali della contestazione.
Due piani che devono restare distinti
È però fondamentale separare due questioni.
Le minacce, le intimidazioni e qualsiasi forma di violenza sono un piano. La contestazione pacifica dei tifosi è un altro.
Le prime, quando accertate, sono fatti gravi e non hanno alcuna giustificazione.
La seconda rientra invece nel dissenso che una tifoseria può esprimere verso la gestione del proprio club.
Lo stesso materiale investigativo citato da Repubblica distingue infatti le manifestazioni dei tifosi, definite «legittime», dalle ipotesi che la Procura sta approfondendo su eventuali condotte illecite di altri soggetti. la Repubblica
Una frase che rischia di allargare ancora la distanza
Ed è proprio per questo che la battuta sull’«ipnotico» avrà probabilmente un impatto molto più ampio rispetto al contesto giudiziario dal quale emerge.
La Lazio è prima in classifica.
Gattuso e la squadra stanno ottenendo risultati eccellenti.
Eppure la protesta continua e l’Olimpico resta largamente disertato.
In questo scenario, dire ai tifosi che vogliono tornare a sognare di «prendersi un ipnotico» non risponde alle ragioni della contestazione.
È una battuta.
Ma in un ambiente già profondamente diviso rischia di diventare l’ennesima frase simbolo della distanza tra presidente e pubblico.
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