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Lazio prima con l’Inter: 16 punti e un avvio che va oltre le aspettative

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La Lazio di Gattuso è prima con l’Inter dopo sei giornate e 16 punti. Un avvio inatteso ma meritato, tra qualità, intensità e ancora ampi margini di crescita.

Svegliarsi il lunedì mattina e trovare la Lazio in testa alla classifica insieme all’Inter, dopo sei giornate, era uno scenario difficilmente pronosticabile alla vigilia della stagione. E invece i biancocelesti di Gennaro Gattuso sono lì, a quota 16 punti, davanti a Roma, Milan, Juventus, Napoli e alle altre squadre che sulla carta partivano con ambizioni superiori. La classifica aggiornata conferma Lazio e Inter appaiate al comando con 16 punti.

Non significa parlare di Scudetto. Non significa cambiare obiettivo dopo appena sei giornate. Significa però riconoscere che questa Lazio, fin qui, ha fatto molto più di quanto ci si aspettasse.

Un avvio da ricordare

Gattuso ha costruito una squadra che ha raccolto 16 punti su 18 disponibili.

Il calendario non è stato impossibile, questo è vero, ma nemmeno può essere liquidato come una passeggiata. E soprattutto, in sei giornate, è normale che nessuna squadra abbia già affrontato tre o quattro scontri diretti.

La Lazio ha fatto quello che doveva fare: ha vinto quasi sempre.

Ed è la cosa più importante.

Più punti di Roma, Milan e Juventus

Dopo sei giornate il dato è eloquente.

La Lazio ha 16 punti, la Roma 14, il Milan 12 e la Juventus 11. sport.sky.it

Sono squadre che alla vigilia venivano considerate più attrezzate, anche perché protagoniste di mercati più importanti e con obiettivi dichiarati molto ambiziosi.

La Lazio, invece, parte con un traguardo diverso: tornare in Europa.

Ed è proprio questo l’obiettivo che il club ha indicato anche nella propria programmazione economica.

Niente voli pindarici, ma questi punti sono meritati

La cosa importante è evitare due estremi.

Da una parte sarebbe sbagliato iniziare a parlare di Scudetto dopo sei giornate.

Dall’altra sarebbe altrettanto sbagliato sminuire quanto fatto finora.

Questi 16 punti non sono arrivati per caso.

Non ci sono state serie di episodi clamorosamente favorevoli o partite vinte senza meritare.

La Lazio ha raccolto quanto ha costruito attraverso intensità, qualità e lavoro.

Il primo tempo contro il Monza mostra il potenziale

La vittoria per 3-1 sul Monza è stata probabilmente una fotografia perfetta di questa squadra.

Nel primo tempo la Lazio ha prodotto calcio di alto livello, andando sul 2-0 con Nuno Tavares e Isaksen e creando le condizioni per chiudere la gara molto prima. Pinamonti ha poi segnato nel finale il gol del definitivo 3-1. la Repubblica

Quando gioca con quel ritmo, questa Lazio può mettere in difficoltà chiunque.

Il problema arriva quando l’intensità cala.

Il secondo tempo resta un campanello d’allarme

Contro il Monza, dopo il gol subito immediatamente nella ripresa, la Lazio si è abbassata e ha perso sicurezza.

Gattuso lo ha riconosciuto chiaramente nel post partita: la squadra non può permettersi di provare a gestire e deve continuare ad andare forte.

È un limite sul quale lavorare.

Perché contro avversari più forti, un calo come quello visto nella ripresa potrebbe costare molto di più.

Frattesi, Taylor e Belahyane: un centrocampo che funziona

Una delle sorprese migliori è il centrocampo.

Davide Frattesi magari non segna ogni partita, ma anche quando non trova il gol rappresenta continuamente una minaccia.

I suoi inserimenti obbligano le difese avversarie a seguirlo e creano spazi per i compagni.

Kenneth Taylor non ha ancora trovato la rete, ma continua a dare qualità e pulizia al gioco.

E poi c’è Reda Belahyane, che sta finalmente mostrando il livello che ci si aspettava da lui.

Gattuso gli ha costruito addosso un ruolo molto preciso: copertura, recupero palla, lettura delle transizioni.

E sta funzionando.

Nuno Tavares può essere devastante in Serie A

Nuno Tavares è probabilmente uno dei giocatori che meglio raccontano il potenziale della Lazio.

Non serve sostenere che sia un giocatore da Real Madrid per riconoscere una cosa abbastanza evidente:

quando è concentrato e sta bene fisicamente, in Serie A può essere devastante.

Contro il Monza il primo tempo è stato impressionante.

Gol, accelerazioni, forza fisica e continue superiorità create sulla fascia.

Il problema resta la continuità nell’arco dei 90 minuti.

Noslin, finalmente una partita da centravanti moderno

Molto interessante anche la prova di Tijjani Noslin.

Nel primo tempo ha fatto esattamente quello che Gattuso vuole dal suo centravanti.

Movimento.

Pressione.

Spazi aperti per i compagni.

Due assist.

Una prestazione che dimostra quanto possa essere utile anche senza segnare.

E poi c’è Pinamonti.

Il gol contro il Monza potrebbe sembrare soltanto il 3-1 finale, ma per lui può valere molto di più.

Potrebbe essere la rete che gli restituisce fiducia.

E manca ancora il miglior Zaccagni

Un altro elemento interessante è che questa Lazio sembra avere ancora margini.

Mattia Zaccagni non ha ancora mostrato con continuità il livello visto nelle sue stagioni migliori.

Eppure la squadra continua a segnare e vincere.

Se anche lui dovesse salire ulteriormente di rendimento, il potenziale offensivo potrebbe crescere ancora.

Gattuso finora ha quasi sempre trovato le soluzioni

Bisogna riconoscere anche il lavoro dell’allenatore.

Gattuso ha preso una Lazio reduce da un’estate complicata e, dopo sei giornate, l’ha portata in testa.

Ha valorizzato giocatori.

Ha trovato soluzioni tattiche.

Ha costruito un’identità.

Questo non significa che non commetta errori.

Contro il Monza, ad esempio, qualche scelta può essere discussa: Doekhi titolare e soprattutto alcuni cambi arrivati forse troppo tardi.

Ma il bilancio complessivo resta nettamente positivo.

Ora arriva la Juventus

Il prossimo test sarà certamente più indicativo.

La Lazio andrà a Torino contro la Juventus.

Sarà una partita diversa dalle ultime e servirà per capire quanto questa squadra riesca a mantenere il proprio calcio anche contro un avversario di livello superiore.

Qualunque sia il risultato, però, le prime sei giornate restano.

Sedici punti sono già in classifica e nessuno può toglierli.

Godiamoci il momento, senza cambiare obiettivo

È questo il punto.

La classifica al 12 ottobre non assegna trofei.

Tra un mese potrebbe essere completamente diversa.

Ma oggi la Lazio è lì.

Prima insieme all’Inter.

Davanti a squadre che sulla carta sembravano più forti.

E dopo tutto quello che è successo durante l’estate, poter guardare la classifica e vedere la Lazio lassù rappresenta qualcosa che vale la pena godersi.

Senza illusioni.

Senza proclami.

Ma anche senza paura di riconoscere quanto di buono è stato fatto.



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