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Lazio-Monza, Gattuso avverte: «Gara tutt’altro che facile». Su Pellegrini: «Per me è un giocatore della Lazio»

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Gennaro Gattuso allenatore della Lazio in conferenza stampa allo stadio Penzo
Gennaro Gattuso analizza la vittoria contro il Venezia in conferenza stampa e svela il retroscena di mercato su Icardi.

Alla vigilia di Lazio-Monza, Gennaro Gattuso ha fatto il punto sul momento biancoceleste dopo la lunga sosta per le nazionali. Il tecnico ha parlato delle condizioni della squadra, del recupero degli infortunati, delle scelte in attacco, del futuro di Luca Pellegrini e del tema tifosi.

Il messaggio principale è chiaro: niente distrazioni contro il Monza.

«Sembra una gara facile, ma è tutt’altro. Ci vuole una grande Lazio per portare punti a casa».

«Il Monza verrà a prenderci con intensità»

Gattuso ha sottolineato subito il pericolo rappresentato dalla squadra avversaria:

«Il Monza ha coraggio, è giovane e ha energia. Ci verranno a prendere con intensità».

Per questo chiede una Lazio attenta fin dall’inizio:

«Bisogna essere pronti e umili».

La sosta, comunque, ha lasciato indicazioni positive:

«Qualcuno è tornato dalla nazionale gasato e con minuti nelle gambe. Li ho visti bene».

Pinamonti, Gattuso chiede pazienza

Sul centravanti il tecnico mantiene la stessa linea delle ultime settimane:

«Lui e gli altri devono stare tranquilli, faccio di tutto per far girare la squadra».

Gattuso ha aggiunto di essere soddisfatto per il lavoro svolto:

«Sono contento per come si sta allenando, per come sta migliorando. Deve continuare così».

La scelta, però, resta dell’allenatore:

«Poi devo scegliere io».

Provstgaard «iron-man»

Parole molto positive per Oliver Provstgaard:

«Sta bene, ha il fisico da iron-man».

Gattuso ha ricordato il grande minutaggio accumulato dal difensore e ha sottolineato che continua a lavorare con grande intensità.

Pellegrini: «Per me al 100% è un giocatore della Lazio»

Uno dei passaggi più interessanti riguarda Luca Pellegrini.

Gattuso è stato molto netto:

«Per me al 100% è un giocatore della Lazio, poi sta alla società».

Il tecnico ha precisato che il terzino non è mai stato considerato fuori rosa:

«Si è sempre messo a disposizione, ha fatto le amichevoli».

La questione, dunque, resta societaria.

Gattuso ha aggiunto:

«La società sa il mio pensiero».

E quando gli è stato chiesto se parlerà ancora del suo reintegro, ha ricordato:

«Noi abbiamo due posti ancora da occupare».

Gattuso boccia il possesso fine a sé stesso

Sul piano tattico, il tecnico ha ribadito la propria filosofia.

«Del possesso palla non me ne frega nulla».

La priorità è guardare in avanti e sfruttare subito le riconquiste:

«Dobbiamo riuscire quando rubiamo palla, volendo fare una pressione ultra-offensiva, a guardare avanti».

Un concetto che conferma la ricerca di un calcio verticale, aggressivo e diretto.

«Il primo posto è riduttivo, non guardo la classifica»

Gattuso non vuole sentire parlare di vertigini.

«Non guardo la classifica. Pensiamo solo al Monza, poi vedremo».

La parola chiave resta umiltà:

«Ci vuole umiltà e la voglia di continuare a sorprendere».

«Il talento senza lavoro è uno spreco»

Molto forte anche il passaggio sulla crescita individuale.

Gattuso ha spiegato di non sopportare chi si accontenta del talento:

«Mi dà fastidio quando vedo quelli col talento che fanno il compitino, così è uno spreco».

Poi ha ricordato la propria esperienza:

«Ho giocato con 8 Palloni d’Oro in carriera, la differenza la fa il lavoro e l’umiltà».

Il messaggio alla squadra è chiarissimo:

«Se siamo lì dove siamo bisogna pedalare».

Frattesi, Gattuso racconta il retroscena

Sul centrocampista, il tecnico ha confermato di aver avuto un ruolo importante nella scelta di tornare alla Lazio.

«Ci siamo sentiti, l’ho spinto a fare la scelta».

Gattuso ha ricordato anche il periodo complicato vissuto da Frattesi:

«Per un periodo si era smarrito e forse seduto un po’».

Ma il rapporto tra i due è rimasto forte.

Sosta intensa: «Li ammazzavamo a livello lavorativo»

Gattuso ha raccontato con il suo stile diretto il lavoro svolto a Formello:

«Li abbiamo fatti lavorare forte e poi li abbiamo fatti riposare».

E con una battuta ha aggiunto:

«Gli davo i contentini, poi tornavano e li ammazzavamo a livello lavorativo».

L’obiettivo era ritrovare intensità senza rinunciare al recupero mentale.

Infermeria: Cataldi di nuovo in gruppo

Sul fronte degli infortunati, Gattuso ha spiegato che il club ha scelto di affidare gli aggiornamenti ai comunicati medici.

La notizia migliore riguarda Danilo Cataldi:

«Si allena con la squadra da 5-6 giorni».

Per Marusic, invece, il recupero è stato leggermente più lento del previsto:

«C’era la speranza di riaverlo prima, ci sono state piccole problematiche».

Gudmundsson: «10-12 giorni col braccio bloccato»

Sul giocatore islandese, Gattuso ha preferito non addentrarsi in valutazioni mediche ma ha dato un’indicazione temporale:

«L’idea è che per 10-12 giorni deve rimanere fermo col braccio bloccato».

Un passaggio utile per comprendere la fase attuale del recupero.

Mercato: nessuna corsa agli svincolati

Gattuso ha parlato anche dell’ipotesi di intervenire con giocatori svincolati qualora il mercato di gennaio fosse condizionato.

«Io parlo tutti i giorni col ds. Col presidente parlo poco di calcio».

Il tecnico ha sottolineato soprattutto l’importanza dell’equilibrio del gruppo:

«A livello umano non dobbiamo sbagliare nulla».

Quindi nessuna volontà di inserire giocatori tanto per farlo.

Tifosi, Gattuso chiude l’argomento

Sul tema della protesta, Gattuso ha scelto di fare un passo indietro.

«Io non posso parlare dei tifosi, diventa anche stucchevole dire sempre le stesse cose».

Poi ha ribadito il proprio sentimento:

«Per me è una pena giocare in uno stadio come l’Olimpico senza i tifosi».

Ma subito dopo ha chiarito:

«Da ora non parlerò più di questa cosa qua».

Una decisione dettata dalla volontà di evitare che ogni parola venga interpretata o strumentalizzata.

Verso Lazio-Monza

La sensazione è che Gattuso voglia riportare tutta l’attenzione sul campo.

Monza, intensità, concentrazione, lavoro.

Niente classifica.

Niente derby.

Niente discorsi prematuri.

E soprattutto nessuna voglia di sottovalutare una partita che il tecnico considera insidiosa.



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