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Gattuso al Festival dello Sport: «Il calcio senza tifosi non è calcio. Lotito? Con lui rapporto diretto»

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Gennaro Gattuso con espressione concentrata a bordo campo

Gennaro Gattuso protagonista al Festival dello Sport di Trento. Il tecnico della Lazio è intervenuto al Teatro Sociale nel panel “Non mollare mai”, insieme al giornalista Luigi Garlando, toccando tanti temi: dal rapporto con Gasperini al derby, passando per il prossimo impegno contro il Monza, fino alla protesta dei tifosi e al rapporto con Claudio Lotito.

Le parole più forti riguardano proprio l’assenza del pubblico all’Olimpico:

«Giocare in uno stadio vuoto non è calcio».

Gattuso su Gasperini: «Dopo Sacchi ha portato qualcosa di nuovo»

Il tecnico biancoceleste ha speso parole importanti per Gian Piero Gasperini:

«Al di là del grandissimo allenatore che è, nei momenti difficili è sempre stato presente».

Gattuso ha ricordato anche una telefonata ricevuta quando allenava il Milan:

«Mi disse di tenere duro, che gli piaceva come giocavamo».

Poi l’elogio tecnico:

«Gasperini dopo Sacchi fa parte di quella categoria. Ha portato qualcosa di nuovo».

E aggiunge:

«Tanti miei colleghi proviamo a fare quello che fa lui ma difficilmente ci riusciamo».

Derby? Gattuso frena tutti

Sul derby, invece, nessuna voglia di anticipare i tempi.

«Quando sento i miei ragazzi parlarne, o altri, li stoppo subito».

Per Gattuso ora conta altro:

«Ancora ci sono partite importanti, poi ci penseremo quando arriverà».

E sul confronto con la Roma:

«Stare davanti alla Roma? Non conta nulla».

Il pensiero è già al Monza.

«Il Monza va a mille all’ora»

Gattuso ha definito la sosta particolarmente anomala:

«Siamo stati a Formello con pochi giocatori di movimento».

Da qui l’attesa per il rientro dei nazionali:

«Non vedo l’ora che tornino tutti».

Sul Monza, invece, avverte:

«Va a mille all’ora».

Gattuso ha poi ricordato un precedente doloroso con Ivan Juric:

«Napoli-Verona su tutti, se vincevamo arrivavamo secondi e invece siamo arrivati quinti. È stata una mazzata incredibile».

«Giocare senza tifosi non è calcio»

Uno dei passaggi più significativi riguarda lo stadio.

Gattuso non ha nascosto quanto gli pesi vedere l’Olimpico senza il suo pubblico:

«Mi manca».

Poi ribadisce un concetto già espresso in passato:

«Per me il calcio senza tifosi… avete capito, non è calcio».

E ancora:

«I tifosi sono una componente importante nel gioco, ti incitano e ti fanno tirare fuori qualcosa di più».

La conclusione è netta:

«Giocare in uno stadio vuoto non è calcio. In questo momento stiamo soffrendo a non avere tifosi in uno stadio che ci danno una mano».

Gattuso e Lotito: «È una leggenda che litighiamo»

Il tecnico ha poi parlato del rapporto con Claudio Lotito, smentendo le ricostruzioni su presunti continui contrasti:

«È una leggenda litigare con lui».

Gattuso ha spiegato il proprio modo di lavorare:

«Mi piace il dialogo, si fanno le cose insieme che ci diciamo».

E aggiunge:

«Mi piace parlare con gente vera, che quando ci diciamo le cose le parole vengono mantenute. Non mi piace farmi prendere in giro».

«Lotito è un genio»

Su Lotito arrivano anche parole di forte apprezzamento:

«Lui è un genio, ha un’intelligenza incredibile».

Gattuso però chiarisce che il confronto resta continuo:

«Quando le cose nel quotidiano non funzionano, bisogna dirsi le cose».

Poi una battuta:

«Ha 4-5 telefoni, è difficile da gestire».

Ma il concetto resta chiaro:

«Lui è il presidente, per lui la porta è sempre aperta».

«Meglio che venga al campo e dica le cose in faccia»

Gattuso ha anche difeso il confronto diretto tra presidente e squadra:

«Meglio che dice le cose in faccia ai giocatori, che viene al campo e parla lì».

Secondo il tecnico è preferibile così:

«È meglio così rispetto ai giornali».

Un modo per ribadire ancora una volta quanto per lui contino i rapporti diretti all’interno dello spogliatoio e della società.

«A Lotito avevo detto no due o tre volte»

Gattuso ha poi raccontato un retroscena importante sulla sua scelta di accettare la Lazio.

«A Lotito ho detto no 2-3 volte».

Questa volta, però, ha cambiato idea:

«Stavolta ho detto sì perché era una squadra in difficoltà e pensavo che i giocatori potessero darmi qualcosa».

La convinzione è arrivata proprio dal gruppo:

«Mi sono convinto».

«Sono orgoglioso dei ragazzi»

Gattuso ha chiuso parlando dell’inizio di stagione.

«Siamo partiti bene, la strada è lunga».

Ma aggiunge:

«Sono orgoglioso dei ragazzi che stanno dando tanto».

Parole che fotografano bene il momento della Lazio: una squadra che sta dando risposte, un allenatore molto legato al gruppo e un ambiente che resta però segnato dalla protesta e dall’assenza dei tifosi allo stadio.

Ed è proprio su questo che Gattuso è stato ancora una volta chiarissimo:

senza il pubblico, per lui, il calcio perde una parte fondamentale della sua essenza.



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