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Lazio, l’affondo del Governatore Rocca: «All’Olimpico solo con una nuova proprietà che ci rispetti»

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Francesco Rocca presidente della Regione Lazio e tifoso biancoceleste
Francesco Rocca commenta la frattura tra Claudio Lotito e la tifoseria della Lazio al Corriere della Sera.

Una presa di posizione senza precedenti che scuote i vertici capitolini. Intervistato dall’edizione odierna de Il Corriere della Sera, il presidente della Regione Lazio Francesco Rocca ha parlato a cuore aperto della propria viscerale fede biancoceleste, entrando con estrema nettezza nel merito dello scontro totale tra la tifoseria e il patron Claudio Lotito, toccando anche il tema dell’inchiesta giudiziaria aperta per presunto aggiotaggio.

La protesta non è politica: «Non c’entrano le trame, ha perso le famiglie»

Il governatore ha subito allontanato qualsiasi teorema complottista volto a collegare il dissenso popolare a manovre di palazzo:

“Sull’inchiesta per aggiotaggio sospendo il giudizio, ma non vedo alcun nesso tra la protesta di popolo e la politica. Silvio Berlusconi candidò Lotito per il bacino di consensi legato alla Lazio, ma con le sue baracconate si è cacciato da solo in questa situazione: è un problema di postura, non ci si pone così.

Lui è fissato con il complotto, ha un problema caratteriale e una totale mancanza di empatia. A maggio provavo a spiegargli: «Claudio, qui non è una questione di ultrà: hai perso intere famiglie, quelle che si tramandavano l’abbonamento da trent’anni. Hai perso professionisti, medici, avvocati, docenti». Mi ha fermato persino un primario dello Spallanzani chiedendomi come fare con lui. Ma è stato inutile, e da maggio non gli parlo più”.

La diserzione dell’Olimpico e il rispetto per la storia biancoceleste

Rocca — reduce dalla trasferta di Udine per seguire dal vivo la formazione di Gennaro Gattuso — ha spiegato i motivi che lo tengono lontano dalle gare casalinghe:

“Mio figlio e mia nipote sono laziali, io sono andato a Udine per sostenere la squadra, ma all’Olimpico non torno finché non ci sarà una proprietà che ci rispetti.

E non lo dico solo io: sono otto mesi che lo stadio è semivuoto. Ricordo che Lotito ha dato degli ‘stronzi’ a noi laziali e ha definito ‘cazzuta’ una storia costruita su anni di sofferenze. Non so se lui c’era il 21 giugno 1987 al gol di Fiorini contro il Vicenza, io avevo vent’anni ed ero lì, mi viene ancora la pelle d’oca”.

Condanna alla violenza, ma stop agli alibi: «Dare consigli a Lotito è rischioso»

In chiusura, Rocca ha tracciato una linea netta tra gli insulti personali e le recriminazioni legittime:

Dispiace enormemente che siano finiti in mezzo i suoi familiari, le ingiurie contro di loro non hanno senso e condanno con fermezza le minacce o le violenze. Ma quanto agli insulti che riceve, mi sembra che il codice penale preveda una scriminante in caso di reciprocità…

Un consiglio a Lotito? A dargli consigli si rischia persino di finire indagati“.



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