Home EditoriAle EDITORIALE | Lotito, l’ennesima favola della regia occulta: se il dissenso è...

EDITORIALE | Lotito, l’ennesima favola della regia occulta: se il dissenso è reato, allora perquisiteci tutti

97
0
Spalti dello Stadio Olimpico deserti durante la contestazione dei tifosi della SS Lazio contro Claudio Lotito
Editoriale sulla frattura insanabile tra Claudio Lotito e il popolo laziale all'indomani dell'inchiesta per aggiotaggio.

C’è una costante che accompagna la storia della S.S. Lazio di Lotito da oltre quattro lustri: ogni volta che il malcontento popolare tocca l’apice, ogni volta che l’aria attorno alla gestione societaria si fa irrespirabile, spunta puntuale il fantasma della “trama occulta”.

L’inchiesta della Procura di Roma per presunto aggiotaggio — con le perquisizioni a carico di Luigi Bisignani, dei vertici di Banca del Fucino e degli ambienti editoriali capitolini — riaccende i riflettori su un copione già visto. Si indaga su manovre speculative, cordate fantasma da 450 milioni e strategie mediatiche per costringere Claudio Lotito a cedere la mano. Ma al di là degli accertamenti giudiziari, c’è una verità di fondo che nessuna aula di tribunale potrà cancellare: il tentativo di ridurre ventidue anni di frattura emotiva a un complotto di palazzo è l’ennesimo, imperdonabile insulto all’intelligenza dei laziali.

Il riflesso pavloviano del complotto: 22 anni di Lotito senza capire la propria gente

Per il senatore e patron biancoceleste la colpa non è mai sua. Non lo è mai stata. Se la gente diserta lo stadio, è colpa dei “cattivi maestri”; se la piazza contesta, sono “quattro facinorosi”; se la stampa critica, c’è una “manina nera” che manovra le redini nell’ombra.

Abbiamo già visto questo film. Abbiamo assistito in passato a indagini clamorose, a persone sbattute in carcere o sotto processo che poi si sono rivelate del tutto estranee ai fatti contestati, mentre la narrazione societaria continuava a dipingersi come vittima sacrificale di forze oscure.

In ventidue anni di presidenza, Lotito non ha mai compiuto un singolo passo autentico verso il suo popolo. Non ha mai pronunciato un “ho sbagliato”, non ha mai cercato di comprendere le ragioni profonde di chi soffre per questi colori. Ha preferito barricarsi dietro il lessico giuridico, le aule sorde e una gestione padronale che ha svuotato la Lazio della sua anima più pura: il senso di appartenenza condiviso.

Lotito Non è una manovra di borsa: il laziale è semplicemente logoro e stanco

Quello che da Formello non si vuole — o non si può — ammettere è che la diserzione dell’Olimpico, i cori di protesta e il gelo che avvolge la squadra non sono figli di un articolo su Il Tempo, di una speculazione a Piazza Affari o dei consigli di Bisignani. Il tifoso della Lazio è stanco. È logorato dentro da oltre due decenni di mortificazioni morali, di silenzi punitivi, di battaglie legali contro la propria gente, di ambizioni sistematicamente tarpate e di arroganza comunicativa.

Non serve un banchiere per decidere di non mettere piede all’Olimpico lasciando il cuore a pezzi fuori dai cancelli. È una scelta drammatica, dolorosa, figlia unicamente della dignità.

Se per la società e per chi ne sposa le tesi la protesta è frutto di una manipolazione esterna, allora la Procura ha sbagliato indirizzo: venite a perquisire tutti noi. Perquisite le case di migliaia di padri e figli, di abbonati storici, di ragazzi di provincia e tifosi di curva che non ne possono più. Perquisite chiunque si rifiuti di piegare la testa davanti all’ennesima lezione di vita non richiesta. La contestazione non è un reato finanziario: è un grido d’amore disperato per liberare la Lazio da una prigione emotiva.

Una distanza siderale: oltre i risultati, una questione di identità

Ormai il tempo del dialogo è scaduto da un pezzo, e non ci sono tavoli di confronto che tengano. Anche se la squadra di Gattuso dovesse fare miracoli, anche se domani mattina arrivassero lo scudetto o campioni planetari, il verdetto morale della storia non cambierebbe di una virgola.

Il patron Lotito può continuare a vincere le sue battaglie burocratiche, a impugnare bilanci e a denunciare chiunque osi dissentire. Ma c’è una cosa che nessun potere temporale potrà mai comprare: la rappresentanza di un popolo. Claudio Lotito la Lazio non la rappresenta e non la rappresenterà mai. E questo non lo deciderà un decreto di perquisizione, ma l’anima ferita di una tifoseria che aspetta solo di poter tornare a respirare.



Unisciti subito al Canale WhatsApp di Since1900.it per ricevere in tempo reale tutte le ultime notizie, le probabili formazioni, gli aggiornamenti di mercato e le cronache dei match direttamente sul tuo smartphone!👉 CLICCA QUI PER ISCRIVERTI SUBITO
Banner 160x60_1
Scarica l'App Ufficiale di Since1900.it!Vivi la Lazio a 360 gradi con la nostra app dedicata: notizie in tempo reale, statistiche, dirette e molto altro, tutto a portata di mano!