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Bisignani: “Fondi esteri sulla Lazio. Lotito chieda scusa”

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Luigi Bisignani durante un'intervista

L’onda d’urto generata dalla maxi manifestazione dei tifosi laziali al Flaminio continua a far tremare le stanze dei bottoni. A farsi portavoce del profondo malcontento della piazza, attraverso le colonne de Il Tempo, è stato l’opinionista e faccendiere Luigi Bisignani, che è intervenuto in una lunga e ricca intervista ai microfoni di Radio Laziale per fare il punto sulla situazione societaria, politica e finanziaria del club biancoceleste.

Senza usare mezzi termini, Bisignani ha analizzato la spaccatura tra la presidenza Lotito e l’ambiente, svelando retroscena importanti sull’interesse dei mercati internazionali e sui pesanti autogol comunicativi della dirigenza.

Il retroscena su Il Tempo e lo “shock” dei palazzi della politica

L’iniziativa editoriale, che ha dato voce a migliaia di tifosi, è nata quasi per caso, spinta da una motivazione puramente familiare:

“La mia prima lettera nasce solo ed esclusivamente da mio figlio Giovanni, che è un grande laziale. Lui per almeno due settimane mi ha martellato dicendo di non parlare di Trump e della Meloni, ma di occuparmi della Lazio. […] Il direttore Capezzone ha aperto il giornale ai tifosi laziali, mentre tanti altri hanno ignorato la protesta. Poi l’editore mi ha proposto di fare una casella di posta ‘Bisignani risponde’, dove sono arrivate migliaia di mail.”

L’impatto della piazza, secondo Bisignani, è stato devastante anche a livello politico, attirando l’attenzione delle più alte cariche dello Stato:

“Credo che nessun partito e nessuna personalità riesca a portare in piazza 30mila persone di giovedì pomeriggio. Nemmeno il Papa ci riesce. […] So per certo che tutto questo ha scosso molto anche il palazzo: tutti sono rimasti a bocca aperta, dalle voci che mi riferiscono anche del Presidente della Repubblica a quello del Consiglio.”

Gli autogol comunicativi e l’interesse dei fondi esteri

L’opinionista non ha risparmiato critiche feroci alla gestione mediatica della società, rea di aver soffiato sul fuoco della contestazione smentendo frettolosamente l’interesse di realtà finanziarie internazionali (come JP Morgan), avallando la “lettera di Floridi” e presentando le nuove maglie proprio nel giorno della protesta: “O è andato tutto a scatafascio oppure c’è una mancanza di professionalità incredibile”.

Sulla questione finanziaria e sul tema caldissimo di una possibile cessione del club, Bisignani è stato perentorio:

“Ci sono studi legali che stanno approfondendo il tema dell’azionariato popolare e credo che ci sia una grande attenzione verso la Lazio, che credo abbia ingolosito i fondi che guardano al calcio italiano. […] Tutto il mondo dei fondi internazionali guarda all’Italia. La Lazio ha una piazza straordinaria come Roma ed è sicuramente attrattiva. Non so niente di proposte o di offerte, ma so per certo che c’è un grandissimo interesse. […] Nessuno può convincere la presidenza a vendere, ma magari a fare un passo di lato. Come hanno fatto i Percassi con l’Atalanta. Questa presidenza non ha più le risorse per tenere una squadra di Serie A.”

L’appello ai politici e l’isolamento di Lotito

Un passaggio fondamentale ha riguardato il coinvolgimento della classe politica. Elogiando il coraggio del governatore Francesco Rocca per essersi esposto in prima persona, Bisignani ha invitato tutti i parlamentari di fede laziale a “metterci la faccia”, sottolineando al contempo il crescente isolamento politico di Claudio Lotito:

“Forza Italia non può morire per Lotito, si deve porre una domanda. Credo che questa contestazione smuova i vertici del partito, dove so che l’isolamento di Lotito è molto forte. […] Vediamo poi cosa succederà con la Reggina, visto quanto successo con la Salernitana. L’acquisto di Lotito è una provocazione politica, sappiamo bene perché l’ha fatto. La Reggina porterà sicuramente a un disastro, anche in Lega Lotito è isolato.”

Verso Bologna: “La pressione è forte, Lotito chieda scusa”

In chiusura, lo sguardo si è spostato inevitabilmente sul campo e sull’inizio del nuovo campionato. Nonostante il ritiro blindato a Formello che ha suscitato ulteriori perplessità, la contestazione non si fermerà, ma riprenderà forma fin dalla prima trasferta stagionale:

“Io già penso a cosa succederà a Bologna, alla prima giornata di campionato. Lì ci sarà la ripresa della protesta e credo che si stia preparando qualcosa di molto intrigante. L’invito è di andare al Dall’Ara con grande signorilità, allegria e fantasia. Sicuramente succederà qualcosa, non credo che Lotito possa andare avanti così. La pressione è troppo forte. Innanzitutto dovrebbe chiedere scusa.”



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