Brutta, bruttissima, quasi irriconoscibile. La Lazio che esce sconfitta dall’Olimpico Grande Torino non è solo una squadra battuta dal risultato (2-0), ma una compagine che nell’anima sembra aver già staccato la spina. Contro un Torino mediocre, ai limiti della sufficienza, i biancocelesti sono riusciti nell’impresa di sembrare piccoli, fragili e, quel che è peggio, svogliati.
Una “Groviera” senza sicurezza
Il dato è allarmante: dal gennaio 2026 la difesa della Lazio si è trasformata in una groviera. Sarà una coincidenza, ma l’addio di Guendouzi ha tolto quel filtro e quella grinta che nascondevano i limiti strutturali del reparto arretrato.
Il primo gol del Toro è l’emblema del disastro: un “erroraccio” di Pellegrini che battezza male il pallone e aspetta un’uscita di Provedel che non arriva. Un mix di disattenzione e mancanza di cattiveria agonistica che in Serie A non puoi permetterti. Se poi aggiungiamo un Provedel lontano dai suoi standard sul raddoppio di Zapata, il quadro della confusione mentale è completo.
La rosa più scarsa degli ultimi 22 anni?
Bisogna avere il coraggio di dirlo: questa potrebbe essere la rosa più mediocre dell’intera gestione Lotito.
- Il fallimento dei “nuovi”: Ratkov titolare è stato un fantasma per 45 minuti (due palloni toccati, zero tiri). Reda Belayan, alla seconda chance dal 1′, è stato rimosso da Sarri dopo un tempo per assoluta invisibilità.
- I leader spenti: Da Zaccagni ci si aspetta la luce, e invece arrivano solo prestazioni opache. Anche Cancellieri sembra l’ombra del giocatore ammirato a inizio stagione.
- L’unico raggio di sole: In questa pochezza, Noslin sembra l’unico titolare credibile. Non sarà Messi, ma almeno corre, lotta e ci prova.
La “trappola” della Coppa Italia
Si dice che la squadra avesse la testa a mercoledì, alla semifinale contro l’Atalanta. Ma è un segnale pessimo: la concentrazione non è un interruttore che si accende e si spegne a comando. Arrivare alla sfida decisiva della stagione dopo aver subito le lezioni di Cagliari e Torino è un rischio enorme.
L’Atalanta oggi è di un altro pianeta rispetto a questa Lazio. Sperare nel miracolo o in due partite fortunate è l’unica cosa rimasta, ma la sensazione è quella di una squadra che stia già pensando alle vacanze o alla cessione estiva, cercando di non farsi male.
Il rischio del “Quasi Salvi”
Siamo a 34 punti, teoricamente quasi salvi. Ma è quel “quasi” che deve far tremare l’ambiente. Con questa inerzia, con questo attacco che non tira mai in porta e con giocatori che sembrano avere i pesi ai piedi, non si va da nessuna parte. È necessario recuperare Gila (sperando che non abbia già la testa al Milan) e ritrovare un briciolo di orgoglio. Perché mercoledì ci giochiamo la faccia, oltre che la stagione.
💬 Dite la vostra!
Siete d’accordo con questa analisi? Questa è davvero la Lazio più scarsa dell’era Lotito o c’è ancora speranza di vedere una reazione d’orgoglio contro l’Atalanta?
Unisciti subito al Canale WhatsApp di Since1900.it per ricevere in tempo reale tutte le ultime notizie, le probabili formazioni, gli aggiornamenti di mercato e le cronache dei match direttamente sul tuo smartphone!👉 CLICCA QUI PER ISCRIVERTI SUBITO
Scarica l'App Ufficiale di Since1900.it!Vivi la Lazio a 360 gradi con la nostra app dedicata: notizie in tempo reale, statistiche, dirette e molto altro, tutto a portata di mano!







