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Cessione Lazio Lotito: 1 piano shock verso il Nasdaq per blindare il club

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Cessione Lazio Lotito: il presidente riflette sulle strategie finanziarie e sul Nasdaq.

La tensione attorno all’ambiente biancoceleste è ancora lì, palpabile e costante. Il malcontento verso la dirigenza non è rientrato, ma è diventato parte integrante del contesto quotidiano. In questo clima di sfiducia, il fantasma di una cessione Lazio Lotito continua ad aleggiare sulla Capitale, alimentato da speranze, indiscrezioni e dal tam tam ininterrotto dei media e dei tifosi. Ma la società ha in mente una contromossa strategica che potrebbe ribaltare ogni scenario.

La frattura interna e l’ombra della cessione Lazio Lotito

Per disinnescare la bomba ambientale, che ha già portato allo svuotamento dello Stadio Olimpico, il direttore sportivo Angelo Fabiani ha provato qualche settimana fa a fare un passo politico decisivo. L’apertura a una sorta di “assemblea costituente” non è stata una formula comunicativa casuale, ma una lucida presa d’atto: il conflitto esiste, va affrontato e non può più essere ignorato.

Mentre l’opinione pubblica continua a interrogarsi sulle reali probabilità di una cessione Lazio Lotito, il club sta preparando con cura maniacale un appuntamento cerchiato in rosso sul calendario. La data, ancora da confermare ufficialmente, è quella del 30 marzo. Non sarà una semplice conferenza stampa ordinaria, ma un confronto allargato, un vero e proprio simposio ribattezzato Stati Generali Lazio.

Il 30 marzo: 1 appuntamento cruciale con gli Stati Generali

La società sta attualmente valutando tre diverse location a Roma, scelte minuziosamente in base alla capienza e alla tipologia di partecipazione che si vuole garantire all’evento. L’idea di base è estremamente ambiziosa: coinvolgere componenti diverse dell’universo calcistico cittadino — tifosi, giornalisti, addetti ai lavori e mondo accademico — in un momento pubblico di profonda analisi e visione aziendale.

L’annuncio ufficiale ha iniziato a prendere forma nel giorno della presentazione del progetto sul restyling dello Stadio Flaminio. In quell’occasione, il responsabile della comunicazione biancoceleste, Emanuele Floridi, ha scandito parole destinate a lasciare il segno: “Il 30 marzo, il colosso internazionale Deloitte insieme all’università LUISS ci aiuterà a costruire il piano strategico. Aiuteremo e dimostreremo a tutto il calcio come ancora oggi in Italia è possibile fare un calcio sostenibile”.

La smentita sui fondi e il modello di sostenibilità

Le dichiarazioni di Floridi sono state forti, identitarie e quasi rivendicative: un modello finanziario “senza l’intervento di fondi o indebitamenti vari”. Eppure, nonostante questa netta smentita istituzionale, le voci su un imminente cambio di guardia non si placano.

Il tam tam mediatico in città continua a soffiare fortissimo. Soffia sulle speranze di nuovi capitali, soffia sull’idea di nuove cordate come quella legata all’imprenditore Pignataro, e ogni singola dichiarazione viene letta come il preludio a una cessione Lazio Lotito. L’appuntamento di fine marzo viene interpretato dai più critici come una possibile anticamera di scenari più ampi, ma la verità potrebbe essere molto più manageriale: la giornata in cui la S.S. Lazio illustrerà il proprio percorso di autosostentamento.

1 ipotesi shock: la doppia quotazione sul Nasdaq

Ed è proprio tra le pieghe di questo piano di autosostentamento che si inserisce il capitolo più affascinante: il mercato azionario americano. L’approdo sul Nasdaq non è una suggestione estiva isolata, ma un’ipotesi strutturata e inserita dentro un piano industriale presente e futuro.

Se la società decidesse di percorrere concretamente la strada di un primary offering (ovvero l’offerta pubblica iniziale di nuove azioni), significherebbe raccogliere capitale fresco direttamente dal mercato globale. Dal punto di vista tecnico, se questo avvenisse, si determinerebbe un naturale effetto di diluizione delle quote per l’attuale socio di maggioranza. In cambio, però, arriverebbero ingenti risorse da destinare alle infrastrutture, allo sviluppo del brand e alla competitività della rosa. Una doppia quotazione (mantenendo la presenza sulla Borsa di Milano) permetterebbe al club di entrare in un ecosistema finanziario vastissimo, allontanando forse in modo definitivo lo spettro di una totale cessione Lazio Lotito.

Il banco di prova: credibilità per attrarre investitori

Il Nasdaq oggi rappresenta una via di fuga concreta per le strategie di sopravvivenza ed espansione ad alti livelli, ma resta vincolata a doppio filo al clima di incertezza attuale. Tra un progetto finanziario di tale portata e la sua realizzazione pratica c’è un passaggio obbligato: la credibilità.

Senza stabilità interna e senza un clima ricomposto con la tifoseria, qualsiasi ambizione internazionale rischia di arenarsi. Gli investitori istituzionali analizzano i bilanci e i numeri, ma osservano con altrettanta attenzione il contesto sociale. E oggi il contesto è oggettivamente attraversato da tensioni evidenti. Il prossimo 30 marzo sarà un banco di prova inappellabile. Più che le parole, conteranno i dati illustrati da Deloitte e LUISS. Alla fine resteranno solo due elementi fondamentali per scongiurare una cessione Lazio Lotito per mancanza di fondi: la sostenibilità reale e la fiducia generata. Senza di esse, ogni scenario resterà pura teoria.

fonte lalaziosiamonoi



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