C’è qualcosa che non va nel regno dorato della Saudi Pro League. Quella che doveva essere una pensione d’oro o l’inizio di una nuova era del calcio mondiale, si sta trasformando in un braccio di ferro velenoso. Cristiano Ronaldo, l’uomo che ha dato il via alla rivoluzione saudita, ha smesso di giocare. E no, non c’è nessun infortunio muscolare dietro le ultime due assenze (incluso il big match contro i rivali dell’Al-Hilal).
Il “mal di pancia” di CR7: protesta ufficiale Inizialmente mascherata come una “gestione del carico di lavoro” – scusa plausibile per un quasi quarantenne – la verità è venuta a galla grazie al quotidiano portoghese A Bola. L’assenza di Ronaldo è una protesta volontaria. Un segnale forte, anzi fortissimo, lanciato alla dirigenza e, soprattutto, a chi muove i fili di tutto il sistema: il PIF (Public Investment Fund). Ronaldo, perfezionista maniacale, si è sentito “tradito” proprio dal fondo sovrano che detiene la proprietà dei quattro club principali, incluso il suo Al-Nassr.
Il caso Benzema e le accuse di favoritismo La goccia che ha fatto traboccare il vaso? Il mercato di gennaio. Secondo le ricostruzioni, Ronaldo non avrebbe digerito la disparità di trattamento riservata al suo club rispetto ai rivali dell’Al-Hilal. Mentre l’Al-Nassr si è dovuto accontentare di un giovane di belle speranze, i diretti concorrenti per il titolo avrebbero chiuso un colpo sensazionale: Karim Benzema (ex compagno di CR7 al Real e Pallone d’Oro). Per Ronaldo, questa mossa pilotata dall’alto rappresenta una palese mancanza di ambizione per la sua squadra e un tentativo di “rovinare il giocattolo” che lui stesso ha contribuito a lanciare. Un favoritismo inaccettabile per chi vive per vincere.
La risposta della Lega: “Nessuno detta le regole” La replica dell’Arabia non si è fatta attendere. La linea difensiva del PIF è puramente finanziaria: l’Al-Nassr avrebbe già esaurito il budget in estate, mentre l’operazione Benzema all’Al-Hilal sarebbe stata finanziata da investitori privati (opzione, dicono, disponibile anche per il club di Ronaldo). Ma il messaggio politico è gelido: “Nessun giocatore, neanche Cristiano Ronaldo, può dettare le regole”. O ti va bene, o quella è la porta.
Addio anticipato? Gli scenari di mercato A questo punto, il futuro di CR7 diventa un rebus. La rottura sembra profonda e l’ipotesi di un addio a fine stagione – o addirittura prima – prende quota. Dove potrebbe andare? Il fantamercato è già impazzito:
- Il ritorno romantico: Sporting Lisbona o Manchester United (difficile).
- L’ultima danza: Un clamoroso approdo a Miami da Messi o un finale al Real Madrid.
- La mossa strategica: Il Newcastle (sempre proprietà PIF) o, incredibilmente, il passaggio al nemico dell’Al-Hilal.
Una cosa è certa: la favola saudita di Cristiano rischia di non avere il lieto fine. È l’inizio della fine o solo una mossa di potere per costringere gli sceicchi a spendere ancora?
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