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Lazio, sofferenza infinita ma stavolta i rigori sorridono: Bologna battuto, semifinale conquistata

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Lazio Bologna Coppa Italia

La Lazio vola in semifinale di Coppa Italia dopo una battaglia durissima contro il Bologna, decisa ai calci di rigore. Stavolta la lotteria dagli undici metri sorride ai biancocelesti, a differenza di quanto accaduto lo scorso anno in Europa League contro il Bodo.

Questa volta nessuna beffa. Solo gioia.

Rigori perfetti, Provedel decisivo

Dal dischetto la Lazio è stata glaciale. Nessun errore. Tutti dentro.

Segnano Dia, Marusic, Tavares (primo rigorista, con grande freddezza nonostante Skorupski avesse intuito) e poi il giovane Kenneth Taylor, che con personalità trasforma il penalty decisivo. Una responsabilità enorme per un nuovo arrivato, ma gestita con maturità sorprendente.

Decisivo anche Ivan Provedel, che neutralizza il tentativo del Bologna, mentre Orsolini calcia fuori. È l’esplosione finale.

La Lazio affronterà ora l’Atalanta in semifinale, andata e ritorno. Il sogno Europa continua.

Un arbitraggio che fa discutere

La partita però non è stata solo calcio. È stata anche polemica.

L’episodio chiave arriva nel primo tempo: lancio lungo, Dele-Bashiru scappa via solo verso Skorupski, Ferguson lo atterra da dietro al limite dell’area. Un fallo evidente. Per molti, chiaramente da rosso.

L’arbitro Chiffi lascia correre. Il VAR conferma. Decisione che ha acceso le proteste e inevitabilmente condizionato la gara. Perché in 10 uomini il Bologna avrebbe dovuto affrontare una partita completamente diversa.

Undici contro undici, invece, nel primo tempo il Bologna aveva fatto meglio, trovando anche il vantaggio con un colpo di testa di Castro su corner.

Reazione Lazio nella ripresa

Nel secondo tempo però si è vista un’altra Lazio.

Pedro esce per infortunio (si teme uno stop lungo), entra Noslin. Ed è proprio Noslin a trovare il pareggio, dopo una splendida azione di Dele-Bashiru sulla fascia, servito da Marusic. Cross perfetto, tap-in facile, 1-1.

Da lì la Lazio cresce. Spinge. Mette pressione. Ma non trova il gol del sorpasso. Nei minuti finali prevale anche un po’ di prudenza, per evitare ripartenze pericolose.

Si va ai rigori.

Limiti evidenti, ma gruppo compatto

Questa Lazio ha limiti tecnici chiari. Non sempre brillante. Non sempre incisiva. Maldini non ha inciso particolarmente, Dia è entrato senza lasciare grandi segnali (al netto del rigore trasformato), Pellegrini non impeccabile.

Eppure questa squadra dà tutto. Corre. Lotta. Si sacrifica.

Il segnale più forte è proprio questo: anche chi gioca meno, come Nuno Tavares, si fa trovare pronto e glaciale dal dischetto. Il gruppo è compatto. Remano tutti dalla stessa parte.

Grande merito va riconosciuto a Maurizio Sarri, che in un momento complicato è riuscito a tenere unito lo spogliatoio.

Ora l’Atalanta e il sogno Europa

La semifinale contro l’Atalanta non sarà semplice. È una doppia sfida durissima. Ma intanto la Lazio è lì. Tra le migliori quattro.

E con una Coppa Italia da vincere che può valere l’Europa League.

Non incanta sempre, non domina sempre, ma stavolta ha mostrato carattere. E nei momenti decisivi ha avuto sangue freddo.

❓ Chi è stato per te il migliore in campo?
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